Svilar non si muove dalla Roma. Respinta l’offerta della Juventus

LEGGO (F. BALZANI) – Mile Svilar non si muove. Un messaggio diretto, senza possibilità di interpretazioni. I Friedkin alzano il muro sul portiere belga che nella notte di lunedi aveva ricevuto la proposta della Juventus. Il club bianconero – per sostituire Di Gregorio – aveva messo sul piatto più di 42 milioni, con annessi bonus che si avvicinano ai famosi 50, cifra che avrebbe potuto far vacillare la Roma in vista della chiusura ieri del bilancio. Ma i Friedkin hanno subito respinto l’offensiva disposti ormai a pagare l’inevitabile multa (da 10-12 milioni) all’Uefa visto lo sforamento del settlement agreement che ammonta a circa 30-35. Un gesto forte della proprietà che ha voluto accontentare Gasperini circa la volontà di tenere tutti i titolari della rosa.

Lo stesso Svilar non ha mai pensato a un cambio maglia. Il belga (eletto miglior portiere dello scorso campionato) nella capitale si trova benissimo e vuole giocare la Champions con la maglia giallorossa. Nelle ultime ore ci sarebbe stata anche un’offerta del Porto per portarsi via Pisilli: ben 25 milioni messi sul tavolo dai portoghesi. Anche qui la risposta non si è fatta attendere: secco no e offerta rispedita al mittente. Altri sono i giocatori in uscita: Salah-Eddine, ad esempio, è vicino al Betis di Siviglia. Un’operazione da circa 10 milioni.

Anche i giovani Cherubini e Mannini potrebbero finire al Frosinone mentre per Dovbyk si attende ancora la giusta offerta. «Andare via in estate è un conto, a gennaio un altro. In generale voglio capire se c’è spazio per me alla Roma. Lo scorso anno sono stato vicinissimo al Milan», ha detto ieri l’ucraino. In entrata, invece, ora Gasperini si aspetta la svolta decisiva per Greenwood. Il Marsiglia non abbassa le pretese: 50 milioni più bonus.

Guastadisegno ag. Soulé, allo scoperto tra scenari arabi e voci di mercato: “Così restiamo a Roma”

Soulé non ci sta a passare per un mercenario dopo aver giocato per mesi con il dolore della pubalgia. Ai soldi, dopotutto, ha sempre preferito la gloria che soltanto il campo sa restituire e celebrare. Quella Champions che ha faticosamente conquistato ora vorrebbe giocarla da protagonista anche se la concorrenza a Roma aumenterà. Matias non vuole neppure essere considerato un freno per il piano plusvalenze del club. Così ha chiesto al proprio agente, Martin Guastadisegno, di fare chiarezza sul suo futuro: “Tutte le voci di offerte per lui non sono vere e ovviamente non possiamo respingere una proposta che non ci è stata fatta. Altro che Arabia e 10 milioni rifiutati. Di chiamate ne ho ricevute tante in queste settimane, ho parlato con diverse squadre, nessuno però si è fatto avanti concretamente e così noi non andiamo da nessuna parte. Soulé è un patrimonio della Roma. E se qualcuno da dentro fa uscire tutte queste voci, fa soltanto del male a Matias, un professionista esemplare che a questa maglia ha dato tutto”. In questa stagione l’argentino ha disputato 34 partite di fila in tutte le competizioni prima di fermarsi a metà febbraio. Aveva sopportato fatiche e fastidi, poi il suo corpo ha preteso uno stop. Nei 50 giorni al box la Joyita non è però rimasta a guardare: le sedute con i fisioterapisti di Trigoria da una parte, il lavoro a domicilio dall’altra; il lettino, la piscina e la palestra del Bernardini, poi un’ora al giorno di camera iperbarica, un’altra di pompa diamagnetica e 30-40 minuti di terapie manuali, senza dimenticare il pilates e gli esercizi di posturale, per un totale di 6-7 ore al giorno di allenamento al fine di ridurre drasticamente i tempi di recupero. Alla luce di tutto ciò, si aspettava forse una considerazione maggiore e non di finire nella lista dei sacrificabili per esigenze di bilancio. Soulé in questi giorni sente solo parlare di sé stesso come di una possibile plusvalenza. Le tentazioni dell’Al-Ahli e dell’Al-Diriyah? Gestibili. Alla porta del suo entourage non avrebbe bussato nessuno con convinzione, anche se pure dalla Germania qualcuno dei sondaggi li ha fatti. Soulé ha un costo residuo a bilancio di circa 15 milioni e nell’accordo dal trasferimento dalla Juve è previsto che i bianconeri incassino il 10% dalla sua futura rivendita. A conti fatti, la sua partenza anche per una cifra vicina ai 40 milioni non basterebbe a risolvere una volta per tutte la questione del settlement agreement con l’UEFA. La Roma dovrebbe ipoteticamente cedere due big. Qualcosa si sta muovendo per Pisilli, che vorrebbe restare e che il club vorrebbe tenere; Niccolò è uno dei pochi in grado di garantire una plusvalenza totale essendo un prodotto del vivaio. Nell’intero bilancio della stagione, da chiudere oggi, la società ha già inserito le cessioni di Saud, Baldanzi, Sangaré, Romano, Shomurodov, Coletta, Paredes, Plaia e Solbakken, per un totale di 22 milioni. Che vanno aggiunti ai 6 incassati dal Basilea per l’accordo al TAS sul caso Calafiori e ai 20 figli del patto tra Serie A e Img per una vecchia storia legata ai diritti tv internazionali. Se nella giornata di oggi la Roma non dovesse completare altre cessioni, porterebbe a Nyon un resoconto in difetto di almeno 50 milioni di plusvalenze. A quel punto riceverebbe una multa tra i 10 e i 15 milioni, il rischio però è che possa scattare anche una limitazione della lista UEFA per la stagione 2027-28 o un’eventuale restrizione sul mercato. Dipenderà dallo sforamento e dalle abilità diplomatiche della proprietà nel far pesare gli sforzi compiuti in questi anni. I fatti, in qualsiasi caso, dicono che la Roma ha accumulato un ritardo incredibile. E che non ha imparato dagli errori del passato.

(corsport)

Il piano Friedkin, i dubbi dell’UEFA

La serenità che traspare da Trigoria non trova grandi riscontri a Nyon. L’UEFA monitora infatti con attenzione lo sforamento al settlement agreement che la Roma già prevede se non riuscirà a vendere almeno un paio di big nelle ultime 24 ore. l’accordo per rientrare nei paletti del fair play finanziario consente una perdita aggregata massima nei tre anni di 60 milioni. I bilanci degli ultimi due anni (2024 e 2025) hanno evidenziato un miglioramento della situazione: dagli 81,4 milioni di passivo del 2023/24 la Roma è infatti passata ai 53,8 del 2024/25, con una riduzione di 28. Il monte stipendi, nel frattempo, è crollato nel tempo da 189 a 141 milioni. Rielaborati con i criteri UEFA, che toglie dal conteggio una serie di costi considerati virtuosi come le imposte pagate o gli investimenti in infrastrutture, vivaio e femminile, il totale delle perdite dovrebbe già attestarsi a quota 60. Praticamente la Roma è già al limite triennale e non ha ancora considerato le perdite contingenti, che continueranno a essere alte anche perché i ricavi della Champions non sono ancora entrati. Ecco perché ha bisogno di plusvalenze. In queste ore Friedkin avrebbe scartato l’ipotesi di rinviare di un anno la scadenza. La proprietà, un po’ come i tifosi, intende uscire definitivamente da uno schema che ha condizionato in modo pesante la costruzione della rosa. Così, senza cessioni top, bisognerà trattare con l’UEFA. Visti i buoni uffici di Friedkin, che ha un ruolo di rilievo nell’EFC (l’associazione dei club europei), la proprietà conta di cavarsela con una multa salata superiore ai 10 milioni, facendo pesare il percorso virtuoso anche senza raggiungere l’obiettivo immediato. Ma l’UEFA non vuole creare un precedente: le regole del fair play rappresentano una cassaforte per il mantenimento della confederazione, ma sono pure l’architrave che ha provato a reggere un sistema perennemente esposto ai debiti. I rischio di fare figli e figliastri non sarebbe perdonato dagli altri club sotto osservazione.

(corsport)

Gasp vuole l’attacco da favola, due richieste a D’Amico: prendere Mason e rinnovare Paulo

Restano le ultime ore, e saranno ore di preoccupazioni, di trattative e di scenari catastrofici europei mescolati al proverbiale ottimismo americano. E poi, anche per questa stagione, la litania del settlement agreement finirà. Almeno fino a novembre, quando la Roma farà sul serio i conti con l’UEFA comprendendo la portata di una sanzione che pare inevitabile alla luce di uno sforamento sostanzioso rispetto al massimale dei 60 milioni di perdite in tre anni. Ancora un giorno, quello di oggi, e poi la fantasia del mercato in entrata potrà finalmente accendersi come in una scintilla. Gasperini e D’Amico, in contatto costante anche se a distanza, attendono queste ore con la trepidazione di chi aspetta solo il “via libera” per concentrarsi sugli acquisti. Entrambi sognano già l’attacco della Roma nella prossima Champions: Dybala da una parte, Greenwood dall’altra, Malen davanti. Qualità, fantasia, imprevedibilità, ma soprattutto assist e gol come se piovesse. […] Gasperini e il gruppo un anno fa si sono posti l’obiettivo della Champions tra lo scetticismo generale, anche se la società non l’aveva imposto come prioritario. Adesso Gasp vuole accompagnare la Roma in un percorso di crescita che passi dall’Europa ma soprattutto dal consolidamento delle aspirazioni italiane per puntare l’asticella ancora più in alto. In poche parole, lo scudetto non dev’essere un tabù, semmai un sogno possibile. Per dare consistenza a questa incontenibile ambizione servono i rinforzi giusti soprattutto in attacco. La società non lo ha ascoltato e ha atteso gennaio per prendergli un attaccante vero, quel Malen capace di segnare 14 reti in 18 partite, l’innesto decisivo per la rimonta Champions. Ora Gasp s’aspetta Greenwood, la priorità indicata per rinforzare un reparto in cui conta di avere Dybala e Pellegrini, entrambi alle prese con le trattative per i rinnovi. Il primo prolungamento annunciato sarà proprio quello di Paulo, ma dopo il primo luglio. La direzione sportiva, come detto, aspetterà la chiusura del bilancio e la soluzione del caso plusvalenze prima di completare le altre questioni rimaste in sospeso. Di sicuro Dybala è stato rassicurato: il nuovo contratto da 3 milioni a stagione per due anni è quasi pronto, restano da limare giusto alcuni dettagli. D’Amico avrebbe inoltre già rassicurato Greenwood, in paziente attesa che la trattativa tra la Roma e il Marsiglia si sblocchi. Dall’OM ieri hanno fatto sapere di non aver ricevuto nessuna offerta dall’Italia per l’asso inglese, che però ha un accordo pressoché totale con i dirigenti di Trigoria. Gli è solo stato chiesto di aspettare la prima settimana di luglio e di resistere alla tentazione del contratto più ricco proposto dal Fenerbahçe. Rinnovi e primi colpi: quando le priorità dell’UEFA saranno soltanto un ricordo, la Roma potrà finalmente concentrarsi sulle sue.

(corsport)

Niente cessioni: ora via ai rinnovi

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Giugno si chiuderà senza volti nuovi, con il mercato in entrata e i rinnovi dei contratti che entreranno nel vivo da domani. Ma Gasperini può di certo sorridere per la momentanea conferma dell’intera rosa, con la Roma che ha resistito agli assalti dell’ultimo secondo per i suoi gioielli. Il ds D’Amico non è andato in giro con il piattino in mano ad elemosinare offerte al ribasso per i pezzi pregiati della rosa giallorossa, mantenendo una linea ferma pur avendo la consapevolezza di dover rispettare i parametri del Settlement Agreement sottoscritto con l’UEFA nel 2022. Mancano ormai 24 ore prima della chiusura del bilancio 2025-26 e non risultano affari in definizione, ad eccezione di quello relativo giovane Romano, per il quale sarà ufficializzato il trasferimento al Cagliari in prestito con obbligo di riscatto. A Trigoria erano disposti in particolare ad ascoltare proposte per due giocatori, Soulé e Koné, le cui eventuali partenze avrebbero permesso di ridurre notevolmente il gap rispetto all’obiettivo di una perdita aggregata di 60 milioni nell’ultimo triennio. Non essendosi concretizzate vere offerte oltre a qualche manifestazione d’interesse per questi due elementi, La Roma non ha cambiato idea su altri fiori all’occhiello della rosa. Su Svilar, Pisilli e Wesley si sono affacciati alcuni club, ricevendo però un immediato due di picche dai giallorossi. Cosa rischia in concreto la Roma? Oltre a una nuova multa c’è una gradualità nelle altre sanzioni: limitazione del numero di calciatori nella stagione 2027/28 nella lista UEFA; divieto di tesseramento di nuovi giocatori nella stagione 2027/28; esclusione dalla prossima competizione UEFA per club alla quale si qualificherebbe nelle prossime tre stagioni a partire dal 2027/28. Si vedrà più avanti quando inizierà la valutazione dei numeri a seguito dell’approvazione autunnale del bilancio. Nel frattempo con l’inizio della nuova stagione e con l’imminente avvio del ritiro, uno dei nodi da sciogliere è quello dei rinnovi dei contratti. Oggi è l’ultimo giorno in cui formalmente Celik, Dybala e Pellegrini saranno della Roma. Per il turco e l’argentino i dialoghi sono avanzati e c’è l’esigenza di arrivare alla stretta di mano finale. Sul numero 7 si è un po’ più indietro: nell’incontro con il suo agente si imposterà il discorso per andare avanti insieme. Gasperini è stato chiaro nei mesi scorsi e la società vuole accontentarlo.

Quattro titolari per Gasperini

Un nuovo capitolo da scrivere. Dopo un mese, passato quasi esclusivamente a pensare alle cessioni, da domani per D’Amico inizia la seconda fase del mercato, quella che fa sognare i tifosi. Gasperini ha gia consegnato la lista dei desideri nel colloquio avuto faccia a faccia col ds la scorsa settimana. Quattro i titolari che secondo il tecnico servono per alzare il livello, la proprietà lo ha rassicurato promettendogli una rosa per lottare su tre fronti. La priorità è l’attacco, in particolare gli esterni tanto inseguiti già dodici mesi fa. La speranza è che quest’anno il finale sia diverso. Greenwood è passato da sogno ad acquisto realizzabile, l’accordo col giocatore è stato trovato anche grazie alle chiamate tra i due. Pronto un contratto da poco meno di 5 milioni a stagione e nella prima settimana di luglio partirà anche la prima offerta da 40 milioni più bonus. Il Marsiglia ne vorrebbe una decina in più, ma i gravi problemi economici del club francese possono fornire un assist. Mason è l’obiettivo sulla destra, dall’altra parte Gasperini ha richiesto un profilo simile e che abbia già esperienza in campo internazionale. Per questo, calciatori alla Alajbegovic sono stati scartati fin da subito. Prima del Mondiale i fari erano puntati su Summerville che ora è diventato praticamente imprendibile. In lista ci sono ancora Tel e Sauer, ma la sensazione è che ci sia anche un mister X che il club sta trattando sottotraccia. Tra le richieste del tecnico c’è anche quella di un esterno di centrocampo. Destro o sinistro poco importa perché Wesley ha dimostrato di poter giocare bene su entrambi i lati. Infatti, il primo nome sondato era stato Diego Moreira, esterno sinistro dello Strasburgo che però viene valutato 40 milioni, troppi ma non è da escludere un tentativo della Roma. Difficile, invece, arrivare a Ruggeri che in caso di ritorno in Italia potrebbe finire alla Juventus. Dall’altro lato piace Molina dell’Atletico Madrid ma ad oggi è considerato una seconda scelta poiché la Roma sulle fasce vuole un giocatore di massimo 25 anni, un colpo alla Wesley. Celik si ritroverebbe ad essere una sorta di jolly da schierare o da esterno oppure come centro destra quando Mancini avrà bisogno di riposare. Il quarto titolare che ha in mente Gasperini è in mezzo al campo, ma solamente in caso di addio di Koné. Le vendite, però, non abbandoneranno del tutto D’Amico che anche oggi sarà al lavoro per le cessioni dei baby come Mannini e Cherubini. Anche perché più soldi entreranno meno la multa della UEFA sarà salata. In uscita c’è Soulé che continua ad alzare il muro verso l’Arabia. Ma da Trigoria sperano di ricevere, quantomeno, la prima offerta ufficiale. Infatti, se dovesse arrivare entro il 30 giugno, la UEFA chiuderebbe un occhio nel caso in cui il giocatore venisse ceduto i primi di luglio permettendo cosi alla Roma di segnare a bilancio la cifra incassata. Tutto dipenderà dalla volontà dell’argentino che, fino ad oggi, non ha mai aperto all’Al-Ahli. Il suo futuro, comunque, è un rebus. Il rinnovo di Dybala e il possibile arrivo di Greenwood limiteranno il suo spazio, in sostanza dovrà essere ceduto in questa sessione di mercato. Resta da capire solamente quando e in quale squadra.

(Il Messaggero)

Dybala: fumata bianca. Attesa per Pellegrini

Ancora poche ore. Poi i contratti di Paulo Dybala, Zeki Celik e Lorenzo Pellegrini con la Roma saranno ufficialmente scaduti, considerando che si andranno ad esaurire proprio alla mezzanotte di oggi. Nessun allarme però. A Trigoria, infatti, si respira totale ottimismo sui tre rinnovi in questione, che sono stati rimandati in attesa di chiudere la questione plusvalenze. Nel frattempo il ds D’Amico è rimasto in contatto con i vari agenti, avvicinando le firme che dovrebbero arrivare in queste ore come chiesto dallo stesso Gasperini. La più attesa è ovviamente quella di Dybala, che aveva avanzato nei giorni scorsi una controproposta rispetto all’offerta iniziale dei giallorossi. Un biennale da 3 milioni a stagione con l’inserimento di bonus legati a presenze e obiettivi. Il che permetterebbe alla Joya di arrivare a quattro milioni e quindi di dimezzare l’attuale ingaggio. Vano l’ultimo tentativo del Boca. Si avvicina la fumata bianca anche per Celik che aveva dato la sua parola a Gasp e percepirà uno stipendio fisso simile a quello di Dybala, ma alleggerito dalla possibilità di sfruttare il Decreto Crescita. Ci vorrà ancora qualche giorno, invece, per trovare la quadra su Pellegrini. La volontà di tutti è di prolungare il rapporto, ma servirà almeno un incontro tra D’Amico e l’entourage dell’ex capitano per arrivare a una soluzione condivisa. Sono pronti da tempo, infine, i rinnovi di Mancini e Cristante, che saranno annunciati prima dell’inizio del raduno estivo. 

(gasport)

Roma, tutti i big restano: ora assalto a Greenwood

La verità si saprà solo stasera, a mezzanotte. Anche se poi sembra francamente difficile che possa succedere qualcosa di davvero importante da qui al gong finale. Sta di fatto che la Roma quasi sicuramente scavallerà la scadenza del settlement agreement senza aver centrato l’obiettivo. Nessuna cessione eccellente, nessun big in partenza quando invece i rumours interni parlavano della necessità assoluta di una cessione. Ed allora se c’è un uomo che sarà felice di tutto questo quello è proprio Gian Piero Gasperini, che in cuor suo sperava di tenere un po’ tutti e aggiungerci qualcun altro. Esattamente tre pedine pesanti che possano completare l’organico e rinforzarlo adeguatamente. […] Ed allora ha vinto ancora lui. Come nella disputa di qualche mese fa con Claudio Ranieri, quando Gasp fece capire ai Friedkin che serviva una scelta di campo per poter andare avanti, concludere al meglio la stagione e puntare davvero alla Champions League. Adesso, invece, il tecnico della Roma non aveva avversari davanti a sé, ma piuttosto aspettative. E speranze. Ma quello dei conti resta sostanzialmente un problema del club, l’allenatore guarda sempre e solo al campo. E li Gasp sperava di tenere tutta la rosa e renderla ancora più forte. Ed allora anche i giocatori che erano in bilico come Matias Soulé e Manu Koné sembrano destinati a restare in giallorosso. Almeno per ora, almeno fino al prossimo giro. Insomma, se andranno via sarà magari più avanti, ma stavolta ai prezzi che farà la Roma e non a quelli legati ad esigenze di bilancio. Una volta passato il 30 giugno, vendere non sarà più una necessita ma eventualmente una scelta. E la Roma se si priverà di qualcuno sarà solo per poter rendere ancora più forte la rosa. Esattamente quello che aveva chiesto Gasp, appunto. Insomma, se Soulé e Koné andranno via sarà esclusivamente perché con i soldi che arriveranno dalle loro cessioni si potrà fare qualcosa di importante. Anche perché, a conti fatti, il “danno” è stato fatto, nel senso che non si può più andare indietro per sistemare il settlement agreement: arriverà una multa e forse anche la limitazione della rosa per il 2027/28. Ed allora si potrà solo scegliere cosa fare per rendere la Roma più forte. Ed allora da domani si parlerà di altro. E più esattamente di acquisti, visto che la Roma si radunerà il 13 luglio e per quella data Gasperini spera di avere almeno un volto nuovo, se non due. Il mirino, ovviamente, è sempre su Mason Greenwood, l’attaccante inglese del Marsiglia che si è già promesso alla Roma e che ha contatti continui con Gasperini. Bisogna però fare in fretta, perché sul giocatore c’è da tempo anche il Fenerbahçe che sembra pronto ad alzare di molto la posta, sia con il giocatore sia con il club francese. Dovrà essere bravo D’Amico a chiudere presto, insomma. Proprio mentre con l’Atletico Madrid si parlerà di Matteo Ruggeri e Nahuel Molina, due giocatori che a Gasp piacciono assai. E che aiuterebbero a rinforzare la rosa. Come ha chiesto il tecnico giallorosso.

(gasport)

L’Epoca Conti, l’addio di Marazico a Trigoria: una vita al servizio della Roma

LEGGO (F. BALZANI) – Era appena finita la guerra in Vietnam, I Pink Floyd pubblicavano The Dark Side of the Moon e al cinema la gente era terrorizzata da “L’Esorcista”. Era il 1973, sono passati 53 anni. In quei giorni un ragazzino “dalle spalle strette” e dalla faccia sveglia fa il suo ingresso al Tre Fontane (Trigoria nascerà nel 1977). Si chiama Bruno, viene da Nettuno ed era stato appena scartato da Herrera per l’Inter. Si stava convincendo a sposare l’offerta del Santa Monica visto che oltre a calcio era un fenomeno anche a baseball. Poi arrivò la Roma, la squadra del cuore. E non se ne andò più. Fino a oggi. Perché il 30 giugno 2026 segna la fine della lunghissima carriera di Conti in giallorosso. Brunetto a 71 anni dice basta: vuole dedicarsi alla famiglia. La Roma ha provato a convincerlo a restare almeno un altro anno come traghettatore delle giovanili, ma Conti, che si è appena messo alle spalle un tumore ai polmoni, ha ringraziato e rifiutato. Cinquantatré anni dicevamo: diciotto da calciatore in cui ha vinto uno scudetto e cinque coppe Italia. In cui ha giocato una finale di Coppa dei Campioni, in cui ha conquistato da protagonista un Mondiale che portò Pelè a ribattezzarlo “Marazico”. Un fenomeno unico, con quel numero 7 semicoperto dalla chioma fluente, diventato iconico grazie a dribbling, corse e un mancino che in pochi potevano vantare. Poi l’addio al calcio, tra le lacrime di una città intera. Nel 1994 diventa responsabile delle giovanili, un ruolo che lo portò ad essere uno dei migliori talent scout d’Europa. Le sue scoperte? Tantissime, ne citiamo dieci per rendere l’idea: De Rossi, Aquilani, Pellegrini, Politano, Scamacca, Calafiori, Frattesi, Florenzi, Bove e Pisilli. Ma Bruno non si limitò a questo. Nel 2005 salvò la Roma dalla retrocessione prendendo il posto di Delneri su una panchina che nessuno voleva. Aiutò Totti ad inizio carriera e anche dopo l’infortunio che rischiò di far saltare il Mondiale a Francesco. Divenne uomo di fiducia dei Sensi e insieme a loro scelse Spalletti per il ruolo di allenatore. Aneddoti? Non basterebbero 100 pagine. Ci sarà tempo per ricordarli, ora è il momento dei saluti. Conti oggi si chiuderà alle spalle il cancello verde di Trigoria. Una casa che resterà sempre sua perché come canta la Sud, “Di Bruno ce ne è uno”.

Né rinnovi né cessioni: tutto fermo

Ci sarebbero ancora 48 ore piene per pensare di chiudere operazioni e incassare plusvalenze decisive, o quanto meno preziose, per avvicinare il più possibile l’obiettivo economico prefissato. Ma guardando con estrema lucidità in faccia la realtà, a Trigoria hanno capito che potrà forse anche muoversi qualcosa (vedi Salah-Eddine e Cherubini) ma quello che avrebbe dovuto davvero fare la differenza non avrà probabilmente modo di salvare la Roma in tempo utile. (…) Questo perché Koné e Soulé, le due risorse individuate per «fare pace» con l’Uefa e uscire dai vincoli asfissianti del settlement agreement, non si sono ancora mossi da Trigoria. Entrambi si sono arenati in mezzo a diverse criticita, ancorati, tra l’altro, a tempistiche che per nulla collimano con quelle del bilancio giallorosso. Erano stati scelti loro per salvaguardare gli “intoccabili”, ma il piano non sembra aver funzionato. Il francese è rimasto comprensibilmente concentrato sul film del Mondiale, mostrandosi poco interessato a decidere in così poco tempo del suo futuro. (…) Gli intermediari (Pastorello in pole) e anche il direttore sportivo Dougie Freedman hanno provato a convincere il talento argentino a sposare con convinzione il progetto dell’Al-Diriyah: giorni di trattative, call su call all’interno delle quali Soulé ha dimostrato interesse e ha cercato (com’è legittimo che sia per chi sceglie di andare a giocare in Arabia) di trattare su ingaggio e bonus logistici. Una disponibilità che aveva convinto gli arabi a presentare un’offerta ufficiale alla Roma da 35 milioni complessivi. E invece, come il calciomercato insegna, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Perché Soulé è arrivato ad un passo dall’altare ma sul più bello è mancato l’anello: i dirigenti dell’Al-Diriyhah non hanno ancora inviato alcuna offerta vincolante alla Roma. Per l’immenso stupore di D’Amico e degli intermediari coinvolti. (…) Una situazione che crea tensione e preoccupazione in vista del giudizio dell’Uefa, in programma verso ottobre. Perché se dovesse chiudersi cosi, senza offerte last-minute o colpi di scena i giallorossi consegnerebbero agli uomini dei conti dell’Uefa un bilancio con un passivo importante, una distanza significativa rispetto all’obiettivo non centrato. Saranno sufficienti i buoni rapporti tra Friedkin e Ceferin, il percorso virtuoso e gli introiti della Champions in arrivo nella prossima stagione per tutelare la Roma da pesanti sanzioni? Il dubbio rimane e crea senza dubbio pensiero a Gian Piero Gasperini, amareggiato all’idea di costruire qualcosa di importante che potrebbe esser fortemente limitato dalla scure dell’Uefa.

(Il Romanista)