VIDEO – GASPERINI: “Ho la sensazione che fatichiamo a riattaccare la spina”

Al termine dell’amichevole persa per 3 a 0 contro il Brighton sono arrivate le parole di Gasperini. Tra le varie domande, all’allenatore è stato chiesto se la squadra abbia delle difficoltà a riattaccare la spina.

Questa squadra fatica a riattaccare la spina?                                        “Questo è vero, è una sensazione che ho anche io. Giocare questo tipo di partita può essere un qualcosa che ti aiuta a riattaccarla. La sensazione è quella, anche se con un certo gruppo abbiamo lavorato e con chi c’è dall’inizio abbiamo fatto sicuramente un bel lavoro. Dybala è un giocatore veramente recuperato. Siamo un po’ spezzati”.

VIDEO – GASPERINI: “Pellegrini sarà d’aiuto quando inizierà a giocare. Starà fuori ancora un mese”

Al termine della partita persa per 3-0 Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presente. Tra i vari temi trattati, l’allenatore ha commentato il ritorno di Pellegrini. Ecco le sue parole:

Da oggi è ufficiale il ritorno di Pellegrini. Quanto potrà aiutare?      “Quando inizierà a giocare, almeno un mese starà ancora fuori. Se ne parla per settembre” 

VIDEO – GASPERINI: “Le cessioni? Chiedete al nuovo CEO. Lui sa cosa può fare la Roma”

La Roma esce pesantemente sconfitta nell’ultima amichevole del tour britannico. Il Brighton supera per 3-0 i giallorossi di Gian Piero Gasperini che al termine del match ha parlato in zona mista. Il tecnico si è soffermato anche sul tema delle eventuali cessioni. 

Si sente di escludere cessioni?                                                                “Non lo so. Noi abbiamo un amministratore delegato e potete fare a lui queste domande su cosa può fare e non può fare la Roma. Sui numeri e sulle possibilità di mercato la palla passa a lui”.   

VIDEO – GASPERINI: “Abbiamo problematiche a fare mercato. Siamo troppo corti”

Al termine dell’amichevole persa per 3-0 contro il Brighton, Gian Piero Gasperini ha parlato in zona mista. Il tecnico si è soffermato anche sulla situazione legata al mercato. Ecco alcune delle sue parole: 

A questo punto del mercato pensava di essere un po’ più avanti? 

“Questo un po’ per tutti ma con problematiche diverse. Ci sono squadre che non riescono a fare mercato perché sono pieni di giocatori. Noi non riusciamo a fare mercato perché ne abbiamo troppo pochi e magari le situazioni di mercato si definiranno. Il mercato inizia il primo luglio poi si decide in quindici giorni ad agosto. Sono date sbagliate”.   

GASPERINI: “Partita orribile. Fatichiamo a riattaccare la spina. Pellegrini? Lo rivedremo in campo tra un mese. Cessioni? Chiedete al CEO”

La Roma chiude con una sconfitta la tournée britannica. I giallorossi perdono per 3-0 in casa del Brighton all’American Express Stadium. Gian Piero Gasperini ha parlato al termine del match. Ecco le sue parole.

Un bilancio su questo ritiro. Cosa manca a questa squadra? 

“Oggi è stata una pessima partita indubbiamente. Abbiamo fatto una brutta prestazione. Per il resto abbiamo lavorato abbastanza bene in questa settimana perché eravamo in un ambiente fresco, ideale per via delle strutture. Questa sicuramente non è stata una buona partita, abbiamo delle difficoltà che però pensiamo di poter rimediare nelle prossime settimane” 

Al netto del risultato. La squadra è al punto che lei crede dovrebbe essere? 

“Non è questione di quello. Abbiamo giocato slegati come squadra, non con la concentrazione giusta. Abbiamo qualche giocatore reduce dal mondiale, Ndicka, Malen, El Aynaoui, sono un po’ svuotati e dobbiamo avere pazienza perché quando si rientra da queste manifestazioni ci vuole di più per recuperare. Con chi è arrivato dall’inizio abbiamo fatto un buon lavoro. Dybala oggi un po’ meno ma sta molto bene ed è un giocatore recuperato. Siamo un po’ spezzati”. 

Da oggi è ufficiale il ritorno di Pellegrini. Quanto potrà aiutare? 

“Quando inizierà a giocare, almeno un mese starà ancora fuori”

A questo punto del mercato pensava di essere un po’ più avanti? 

“Questo un po’ per tutti ma con problematiche diverse. Ci sono squadre che non riescono a fare mercato perché sono pieni di giocatori. Noi non riusciamo a fare mercato perché ne abbiamo troppo pochi e magari le situazioni di mercato si definiranno. Il mercato inizia il primo luglio poi si decide in quindici giorni ad agosto. Sono date sbagliate”. 

Si sente di escludere cessioni? 

“Non lo so. Noi abbiamo un amministratore delegato e potete fare a lui queste domande su cosa può fare e non può fare la Roma. Sui numeri e sulle possibilità di mercato la palla passa a lui”. 

Ad oggi la Roma è più forte dell’anno scorso? 

“Non lo so. Abbiamo sostituito Celik con Molina che dobbiamo ancora vederlo, lo vedremo martedì. Abbiamo sostituito Dovbyk con Castro. Castro ci darà belle soddisfazioni e secondo me è stata una buona operazione e poi è arrivato questo ragazzo che mi sembra interessante a completare la difesa. Anche se fai il conto numericamente mi sembra che ci sia ancora bisogno di qualcosa ma si sa. Su chi andare e come chiudere dipenderà. Ci sono buone possibilità. D’Amico sta trattando giocatori molto giovani ma anche molto importanti. Quella è l’indicazione”. 

CRISTANTE: “Lo Scudetto è un sogno. La presenza della società ci dà una spinta anche sul mercato”

SKY SPORT – Direttamente dal ritiro della Roma in Galles, Bryan Cristante ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’emittente televisiva. Il centrocampista si è soffermato sulla stagione che prenderà il via tra poco più di due settimane, tra sogni, ambizioni e la voglia di giocare in Champions League. 

Su Pellegrini e sulla Champions

“Lo abbiamo sentito in questi giorni, non vediamo l’ora di riaverlo con noi, lo stiamo aspettando. Abbiamo tanta voglia di giocare la Champions, la aspettavamo da tempo e ci eravamo andati vicini un po’ di volte, siamo orgogliosi di giocarla. E’ importante la presenza della società che dà una marcia in più anche sul mercato, ci confrontiamo sul quotidiano. In Champions mi piacerebbe giocare al Bernabeu, sarebbe bello giocare nel nuovo stadio e rivedere Mourinho”

Sul diverbio con Dybala in Cardiff-Roma                                          “Con Dybala abbiamo chiarito subito, era un piccolo diverbio nato sul campo e finito lì”

Gli obiettivi stagionali                                                                                “Lo scudetto è il sogno ma è ancora presto, il campionato è difficile e molto competitivo. Vogliamo fare una buona Champions, poi, se arriveremo a gennaio o febbraio, quando il campionato sarà già un po’ più delineato, e saremo ancora lì a giocarcela, ci proveremo. L’importante, però, è fare un’altra stagione solida e continuare a crescere”

La Nazionale e il nuovo ciclo di Mancini                                                  “Con Mancini i ricordi sono solo che belli, speriamo di fare bene per far felici tutti. L’obiettivo è quello di rinascere e tornare dove ci spetta”

El Aynaoui: “Gasperini è molto esigente, stiamo facendo progressi. Pellegrini merita il meglio”

RADIO RADIO – Neil Aynaoui, giocatore della Roma e del Marocco, ha rilasciato un’intervista all’emittente radiofonica dal ritiro giallorosso. Ecco le parole del mediano della Roma: “Sto bene e sono contento di aver ricominciato a lavorare con la squadra. All’inizio è stato un po’ difficile perché mi mancava il ritmo, ma ora sto lavorando duramente per tornare al livello dei miei compagni

Indossare la maglia del Marocco gli trasmette però una motivazione particolare: “Quando giochi per il tuo Paese è diverso. C’è una carica incredibile e sono felice della fiducia che mi concede il commissario tecnico. Con il Marocco quasi non senti la fatica”.

La scelta di rappresentare il Paese d’origine della famiglia, nonostante l’infanzia divisa in due tra Francia e Spagna, è arrivata in maniera naturale: “Mio padre (tennista ndr) ha rappresentato il Marocco per tutta la sua carriera e io ho sempre avuto un rapporto speciale con quel Paese. Da bambino trascorrevo lì circa due mesi ogni estate per stare con la mia famiglia”.

Un percorso favorito anche dal lavoro con Gian Piero Gasperini: “È un allenatore molto esigente e sa esattamente quello che vuole. Lavoriamo duramente e penso che, grazie a lui, stiamo facendo grandi progressi”.

Il centrocampista non vuole fissarsi obiettivi personali legati esclusivamente ai gol. Dopo le otto reti segnate nella sua ultima stagione al Lens, nel primo anno alla Roma ha infatti realizzato solo un gol in campionato e uno in Europa League: “Dipende dal modo in cui giochiamo. Mi piace concludere le azioni e provare a segnare, ma la cosa più importante è aiutare la squadra e fare ciò che chiede il mister”.

El Aynaoui ha parlato anche dei compagni di reparto, spiegando di voler apprendere qualcosa da ognuno di loro: “Cristante ha molta esperienza. In questa squadra ci sono calciatori importanti in ogni ruolo e cerco di prendere qualcosa da ciascuno”.

Parole di affetto anche per Lorenzo Pellegrini (in attesa di notizie in merito all’ufficialità del suo rinnovo con la Roma): “Lorenzo è una brava persona ed è stato un giocatore molto importante per questa squadra negli ultimi anni. Gli auguro il meglio perché se lo merita”.

Infine, l’entusiasmo per il ritorno della Roma nella principale competizione europea: “Quando sono arrivato, tutti mi dicevano che l’obiettivo era qualificarsi in Champions League. Oggi sono felicissimo di poterla giocare. È un sogno per ogni calciatore e non vedo l’ora di iniziare”.

Il centrocampista ha ricordato anche l’impatto avuto con l’Olimpico e con la tifoseria romanista: “La prima partita contro il Bologna è stata speciale. Era la prima volta che vedevo davvero lo stadio pieno: l’atmosfera mi ha impressionato”.

Quanto agli obiettivi per la nuova stagione, El Aynaoui preferisce non guardare troppo lontano (scaramanzia?): “Non mi piace pensare eccessivamente al futuro. Voglio semplicemente lavorare e fare meglio dello scorso anno”.

Svilar: “Voglio restare qua. La parata più importante? Quella su Soulé, nel 2014, è stata importante per la mia carriera”

RADIO ROMANISTA – Mile Svilar si racconta a 360 gradi. Il portiere della Roma, intervenuto ai microfoni di Radio Romanista, ha ripercorso la sua esperienza in giallorosso soffermandosi sulla stagione appena trascorsa e sulle sue prime impressioni nella Capitale. Spazio anche al futuro, con la volontà di restare alla Roma, agli obiettivi della squadra, dalla Champions League alle difficoltà della Serie A, senza dimenticare alcuni aspetti più personali. Di seguito le sue dichiarazioni.

L’ultima immagine della stagione passata è la tua gioia a Fiumicino. Quanto secondo te c’è stato di Svilar in questo raggiungimento della Champions?

C’è stato anche un momento dove magari prendevamo un po’ più di gol, dove magari non ero al top, però poi è arrivato il contributo dei ragazzi che hanno fatto gol. Voglio dire che c’è stato un momento in cui magari io facevo un po’ di meno, però altri ragazzi facevano un po’ di più. Quindi, secondo me il contributo di tutta la squadra è stato fenomenale. Quando uno stava meno bene, l’altro stava un po’ meglio, e viceversa“.

Sai che c’è un record in Champions League che ancora ti appartiene? 31 ottobre 2017, a 18 anni e 65 giorni, pari un rigore ad Anthony Martial. Te lo ricordi?

Certo“.

Che Svilar ritrova la Champions League?

Sono cresciuto sia mentalmente, sia tecnicamente. Sono un Svilar più maturo, con più esperienza nella vita, nel calcio, che ha fatto molte più partite in Serie A. Quindi c’è un mondo di differenza tra Svilar a 18 anni e quello di oggi. Però è normale anche, no?

Gasperini ha detto: “La Champions League è bello giocarla, però è anche molto difficile”. Che tipo di ambizioni può avere la Roma? 

Beh, noi dobbiamo puntare a passare il turno, ovviamente, tra le prime otto, poi vogliamo giocare i play-off. Però prima ci sono due, tre partite di campionato in cui dobbiamo provare a iniziare bene, iniziare subito forte. Perché come abbiamo visto l’anno scorso era importantissimo iniziare bene: alla fine si gioca per un punto, due punti, tre punti al massimo. Quindi, ogni partita conta tantissimo, nelle mie ultime due stagioni, non siamo andati in Champions per un punto o due punti della Juve e del Milan. Quindi ogni partita conta. Prima dobbiamo iniziare la stagione bene in Serie A e poi vedremo con chi giocheremo in Champions. Secondo me, noi dobbiamo puntare a passare il turno“.

C’è una squadra o forse uno stadio dove ancora non sei stato e in cui ti piacerebbe giocare in Champions?

Sì, non sono mai stato al Bernabeu. Non ci ho mai giocato, e lì non sono neanche stato in panchina con il Benfica. Ho visto una partita da bambino, ma non l’ho vissuta da calciatore. Non sono neanche stato a Dortmund, ci andremo tra 10 giorni. Neanche al Parco dei Principi“.

Una tra Real o Paris, dai, andrebbe bene.

Sì, perché no? Sono comunque partite in cui puoi imparare tante cose e sono belle da giocare“.

Ma sarebbe più bello riaffrontare Mourinho al Bernabeu o all’Olimpico?

Per me al Bernabeu, solo per l’esperienza dello stadio. Ma anche all’Olimpico sarebbe bello!“.

Il Como sta facendo un gran mercato, la Juventus e il Milan vogliono tornare in Champions. Ti aspetti un campionato ancora più complicato?

il Como ed il Milan già stavano bene… Quindi non lo so, dipenderà sicuramente da quanto saranno protagonisti questi nuovi giocatori. Però, ovviamente anche l’anno scorso è stato un campionato difficile, perché ad un certo punto quando abbiamo perso fuori casa contro il Como, non so in quanti pensavano che avremmo raggiunto la Champions. Poi alla fine vinci cinque delle sei partite a fine stagione e vai in Champions. Quindi si gioca sempre fino alla fine, come abbiamo visto gli ultimi anni. Magari non sempre per lo Scudetto, però per i posti in Champions o in Europa League. Dobbiamo provare a restare costanti per più tanto tempo possibile, per essere là tra le prime 5-6, per poi riandare in Champions l’anno prossimo. Perché la Roma ci merita di stare in Champions ogni anno“.

Parliamo un po’ di, di te. Sembra che dal punto di vista atletico tu abbia lavorato tanto, anche in estate.

“Sì. Quest’estate è stato un po’ diverso, perché ho avuto qualche problemino, quindi non ho potuto fare tantissimo come negli anni precedenti. Però poi ho avuto un ritiro duro e mi sono ripreso”.

La vita del portiere in ritiro con Gasperini è dura come quella dei tuoi compagni?

Sì, anche il mister dei portieri spinge tantissimo! Tantissimi giocatori quando corrono dicono: ‘Oh, quanto mi piacerebbe essere portiere adesso!’. Però non è così scontato!“.

Ci racconti il rapporto con Farelli, con Gollini e questo team che si sta consolidando?

Sì, è un bel gruppo. Lavoriamo sempre con tanta serenità e felicità. Gollini è anche uno che scherza tantissimo, quindi è piacevole. Siamo già insieme da un anno e mezzo, con Farelli sto insieme da due anni e mezzo, quindi questo è il terzo anno. Ci conosciamo tantissimo, anche con uno sguardo a volte dici tutto quello che l’altro deve sapere. Anche con Gigi ci siamo trovati benissimo, sta con noi da un anno. Con De Marzi ci troviamo benissimo. Sono ragazzi che spingono sempre: se loro spingono, anche io devo farlo“.

Vieni ritenuto il portiere più forte della Serie A sulle uscite basse. È una caratteristica che hai sempre avuto?

Sì, sin da bambino. Ho sempre avuto questa caratteristica. E poi tante volte ti ritrovi in una situazione di uno contro uno, dunque ho sempre lavorato sull’andare in avanti. Si tratta di una caratteristica mia. All’inizio un po’ di paura ci stava, però ho un padre che faceva lo stesso lavoro, quindi quando prendevo la pallonata in faccia e volevo piangere, lui diceva di no (ride, ndr). Con lui non era possibile piangere! Quindi, ho imparato così, e meno male“.

Ma il tuo stile nello stare in porta ricorda un po’ quello di papà?

Sì, tantissimo. Lui era anche un po’ più basso. Quella di attaccare sempre e di difendere lo spazio era una caratteristica anche sua, l’ho imparata tantissimo da lui. E poi Farelli e Salineri lo apprezzano, perché è un po’ lo stile italiano nell’essere un portiere“.

Nella tua complessità di caratteristiche c’è qualcosa in cui ti senti di dover ancora fare un passo in più, migliorarti?

Sì, certo. Magari nella costruzione dal basso, dove magari anche come squadra non facciamo sempre il massimo. Lì possiamo migliorare e imparare. Però questo succede con gli allenamenti e con le partite, sono abbastanza sereno sul fatto che questo accadrà nel futuro. Poi, però, un portiere deve migliorare sotto tutti gli aspetti, perché ogni situazione è diversa. Secondo me un portiere diventa anche più completo e più forte nel tempo, perché vive tante altre situazioni in cui magari a trentadue, trentatré anni si ritrova una situazione che ha già vissuto per cinquanta volte. Invece, quando si hanno ventisei o ventisette anni, la si ritrova per cinque, dieci volte. Quindi, voglio migliorare in tutto, ancora: sul piano tecnico, sul piano mentale… Diciamo, in generale“.

Nemanja Matić diceva che tu la mattina mangiavi un sacco di latte e cereali. È ancora così?

Lo dice ogni anno, almeno due o tre volte nelle interviste! (ride, ndr) No, la verità è che c’era sempre qualcosa da mangiare ma lui non te la faceva! C’erano quindi solo cereali e latte e io volevo un po’ di più (ride, ndr). E quindi sì, quella è la storia“.

In questi giorni abbiamo il vicepresidente Ryan Friedkin ed il nuovo CEO John Galantic. Ti ha fatto piacere vederli?

Certo, come no. Fa sempre piacere vedere la proprietà e la società seguirci, quindi questo ci dà anche fiducia per il futuro e ci fa piacere“.

Senti, a proposito di futuro: è chiaro che il valore che hai sul mercato fa sempre notizia. Interessamenti ce ne sono, ma Mile Svilar si vede qui a vita con la maglia della Roma?

Certo. Lo sai, da calciatore non sei sempre l’unico a decidere, però io sono felice qua, la mia famiglia è felice qua. Quindi, per il momento io voglio stare qua e basta. Poi, che cosa succederà tra due anni, tre anni, cinque anni? Non lo so io, non lo sai tu, non lo sa il presidente, non lo sa l’allenatore. Il calcio è fatto da dinamiche che vanno oltre al calciatore. Ma se tu lo chiedi a me, beh, sì: voglio restare qua“.

A proposito di famiglia, la nascita di un figlio cambia la prospettiva. Il Mile Svilar portiere da quando è diventato papà è diverso?

“Magari in campo no, per me non è cambiato tanto in campo rispetto all’anno scorso o due anni fa. Ma a casa cambia tantissimo: magari è anche una cosa positiva, perché non pensi tutto il giorno al fatto che si possa aver fatto qualcosa di sbagliato in allenamento o in partita, vedi tuo figlio e cambia tutto. In porta è lo stesso!”.

Come stai vedendo mister Gasperini in questo ritiro?

Carico. Sereno, sorridente, ma carico in allenamento. Ci vuole“.

Una domanda da un tifoso, per chiudere: qual è stata finora la parata più importante con la Roma?

Ci sono state diverse belle parate. Ma quella più importante può essere quella su Soulé contro il Frosinone, nel 2024: era la prima partita in cui sapevo che se facevo bene, ed è quella che mi ha lanciato. Non so se è la più bella. Però è la più importante per il prosieguo della mia carriera a Roma”.

KOULIERAKIS: “Ho scelto la Roma anche per Gasperini, penso che il suo stile di gioco sia adatto alle mie caratteristiche”

TELERADIOSTEREO – Il nuovo centrale della Roma Koulierakis ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’emittente radiofonica direttamente dal ritiro in Galles. L’ex Wolfsburg è finito subito nel tabellino dei marcatori alla prima uscita con la nuova maglia. 

Sei qui da pochi giorni, come stai vivendo questi primi momenti?  “Sto molto bene, ringrazio tutti per la calda accoglienza che mi hanno riservato. È vero, sono qui da solo pochi giorni ma mi sento perfettamente a mio agio con tutti i compagni e con lo staff”

Cosa ti ha convinto di più ad accettare la Roma rispetto alle altre opzioni?                                                                                                                 “Quando la Roma mi ha chiamato non ci ho pensato due volte. La Roma è uno dei club più importanti in Italia e ha una tifoseria incredibile, parliamo di una squadra che sta facendo molto bene e che punta sempre in alto”

Quanto ha inciso Manolas nella tua scelta?                                        “Abbiamo parlato durante l’estate, ci sentiamo spesso al telefono e qualche volta, immaginando quale fosse la destinazione adatta per me, gli ho spiegato quanto avrei gradito una squadra di Serie A. Per fortuna alla fine è arrivata la Roma e lui mi ha detto che sarebbe stato un passo molto importante nella mia carriera”

Hai detto di aver parlato con Tskimikas di Gasperini. Cosa ti aspetti dal suo modo di lavorare e come ti stai preparando per adattarti al suo stile di gioco?                                                                                        “Uno degli altri motivi per cui ho scelto la Roma è stato per l’allenatore e per il suo sistema di gioco, perché penso che sia particolarmente adatto alle mie caratteristiche, in particolare come centrale di sinistra. Ho parlato con Tsimikas del club e dell’allenatore e mi ha spiegato quanto sia esigente, ma abbiamo visto tutti quanto bene ha fatto negli ultimi anni in Italia e anche in Europa con l’Atalanta. So che sarà dura, ma con un mister di successo come questo i presupposti sono i migliori”

Hai già giocato in due campionati, quello greco e quello tedesco, ora tocca alla serie A. Cosa ti aspetti dal nuovo campionato e cosa ti sei portato dietro dall’esperienze passate?                                                          “Sono campionati diversi, anche a livello emotivo. Il Paok è la squadra nella quale sono cresciuto e porto sicuramente con me la passione della gente di Salonicco la Bundesliga è un campionato completamente diverso con un ritmo differente e un calcio fatto di ribaltamenti e spazi aperti, non molto tattico. Dal campionato tedesco penso di portarmi dietro quel tipo di intensità. Dalla serie A invece mi aspetto questa passione sia dentro che fuori dal campo oltre che l’accortezza tattica”

ZIOLKOWSKI: “Sono concentrato sulla Roma. Il mio obiettivo sarà giocare il più possibile. La Champions? Un’emozione unica”

SIAMOLAROMA.IT – Dal ritiro in Galles ha rilasciato un’intervista Jan Ziolkowski. Il difensore polacco ha parlato delle ambizioni personali e della squadra in vista della prossima stagione. 

Ad inizio estate si è parlato spesso di una sua possibile partenza. C’era qualcosa di concreto oppure si sente parte del progetto della Roma?                                                                                                                             “Chi lo dice che sarei potuto partire? Non do importanza a quello che dice la gente. È chiaro che nel calcio non si sa mai cosa può succedere e cosa ci riserverà il futuro. Se ci fosse qualcosa di vero, sarei il primo a saperlo, ma non è questo il caso. Adesso sono concentrato sulla Roma, mi alleno seriamente e cerco di dare il meglio di me”. 

E allora giocherà in Champions League la prossima stagione. Quanto la emoziona l’idea di affrontare i migliori club e i campioni più forti del mondo?
“Sarà un’emozione unica giocare la competizione migliore al mondo, dove dovremo fare del nostro meglio. Ce la siamo conquistata meritatamente la scorsa stagione, facendo grandi cose in campionato. Dovremo quindi godercela, perché la Champions è il posto dove la Roma merita di stare”.

Con quali ambizioni affronterete questa nuova stagione e quali sono i suoi obiettivi personali?
“È difficile dirlo, perché non abbiamo ancora iniziato. Dobbiamo essere competitivi in tutte e tre le competizioni che giocheremo, ma l’approccio migliore è affrontare una partita per volta e vedere dove questo ci porterà. Cercheremo di lottare su tutti i fronti, ma non possiamo promettere che vinceremo questo o quell’altro, perché non funziona così. Per quanto mi riguarda, il mio obiettivo è giocare il più possibile, perché mi fa sentire importante per la squadra. Spero di avere le occasioni per dimostrare il giocatore che sono”.

Chiudiamo sui tifosi. Lei arriva dal Legia Varsavia, che ha una delle tifoserie più calde d’Europa. Che differenze hai trovato con l’ambiente romanista?
“Dei tifosi della Roma posso semplicemente dire che quello che mi ha colpito fin dal primo momento è che ogni singolo tifoso, o abitante della città, segue con passione la squadra e tutti i calciatori. Per loro la Roma è spesso la cosa più importante e tutto questo contribuisce a creare un’atmosfera straordinaria allo stadio. È difficile fare un paragone, perché in Polonia le tifoserie hanno un approccio un po’ diverso alla squadra, ma sono altrettanto passionali. Non significa che sia migliore o peggiore: è semplicemente diverso”.