40 milioni per Svilar: muro Roma

Quella del 30 giugno poteva essere la giornata delle occasioni per la Juve. Non è andata così (al netto del blitz per Jeff Ekhator), ma comunque è stato creato un terreno fertile per impostare il mercato estivo. Le ultime ore sono state le più convulse della neonata era di Giovanni Carnevali al timone bianconero. Il club, infatti, ha fatto molto più di un sondaggio per arrivare a Mile Svilar. Sì, il portiere della Roma.

Un’anticipazione di Tuttosport del 25 giugno, ma allora erano stati gli agenti a sondare la possibilità di umo dei potenziali trasferimenti più clamorosi dell’estate. Stavolta, invece, il contatto diretto è avvenuto tra le due società. Con un’offerta avanzata dalla Juve: circa 40 milioni di euro ai giallorossi. A Trigoria c’è stato più di un tentennamento, con la dirigenza sostanzialmente spaccata in due: c’è chi avrebbe visto di buon occhio la quasi totale sistemazione dei conti in rosso – c’è un buco da 50 milioni di euro, con una trattativa che andrà urgentemente imbastita con l’Uefa – e chi invece non ha mai avuto dubbi sugli asset tecnici. Ancora una volta, il parere di Gian Piero Gasperini ha avuto un peso specifico notevole: Svilar non si tocca.

E i Friedkin, anche per evitare di surriscaldare una piazza che aveva promesso fermento in caso di passaggio del belga alla Juve, l’hanno assecondato con tutti i rischi che questa mossa si porta appresso a livello politico. Roma più che mai da instant team, dunque. Un muro altissimo, che non e crollato anche per la volontà del ragazzo di non forzare un trasferimento a Torino: si vuole godere la prima Champions League in maglia giallorossa e già per questa ragione aveva parato la proposta da 60 milioni del Tottenham, neutralizzando l’offensiva di Roberto De Zerbi. Svilar resta. […]

Carnevali e Ottolini, in ogni caso, avevano già abbozzato pure una proposta al numero uno belga: un contratto quinquennale a 4.5 milioni netti a stagione bonus compresi. Ricevendo un sì da parte dell’entourage dell’estremo difensore, che però non ha mai puntato i piedi per lasciare la Capitale. Anzi, è stato uno spettatore asettico degli ultimi eventi. Gasperini la spunta, pagheranno i Friedkin le mancanze sui conti, anche correndo il rischio di una chiusura delle prossime finestre di mercato. A Roma si pensa al presente e da oggi Svilar torna ad avere un prezzo intorno ai 50 milioni, dieci in più di quelli messi sul piatto dalla Juve. […]

(Tuttosport)

Il vivaio ora è un caso. Il responsabile non c’è

Oggi è il primo luglio e al centro sportivo Fulvio Bernardini l’ufficio del responsabile del settore giovanile è vuoto. Nel frattempo, sono sull’uscio Bruno Conti e Alberto De Rossi, due figure storiche del club. “Marazico” ha già fatto le valigie dopo 53 anni di vittorie e talenti lanciati: il suo contratto scadeva ieri e ora intende prendersi un meritato riposo anche se nessuno, da quanto si racconta, sembra aver fatto chissà quali sforzi per provare a trattenerlo. La Roma assicura che la porta non è chiusa, Intanto però Bruno l’ha varcata.

Anche il papà di DDR, da oltre 30 anni un riferimento assoluto per la formazione dei giovani, vede terminare il proprio accordo nella giornata odiera: il suo incarico di coordinatore del settore è terminato. Alla Roma sono stati accostati tanti nomi: da Margiotta a Frara, passando per Angeloni e Fratini, senza dimenticare l’ex Tarantino che sembrava in chiusura prima dell’addio di Ranieri, suo principale sponsor. Il risultato? Al momento nessuno.

La data del 1° luglio non segna semplicemente – e simbolicamente – Finizio di una nuova stagione sportiva. Per il calcio giovanile è un confine piuttosto netto dal punto di vista contrattuale. Da quando è stato abolito il vincolo sportivo, infatti, ogni anno i giovani calciatori sono liberi di andare… soprattutto se non c’è un dirigente bravo a trattenerli. In questa fase di transizione, a quanto risulta, i contratti dei giovani alla Roma li sta facendo la segreteria sportiva. […]

(Corsport)

Nyon permette lo slittamento a fine luglio

Il mancato rispetto del settlement agreement al 30 giugno è ormai realtà certificata. La Roma non ha raggiunto l’obiettivo di contenere le perdite entro i 60 milioni nel triennio sotto osservazione dell’Uefa propria perché ha deciso di non rinunciare a cuor leggero (e per una cifra inferiore alle sue aspettative) ai totem della squadra.

L’alternativa a una multa salatissima, che può oscillare tra i 10 e i 15 milioni di euro a seconda della distanza dal target fissato da Nyon, con annessa restrizione alla composizione della rosa da 25 a 22 elementi, però esiste ed è concreta. L’Uefa ha data infatti la possibilità a tutte le squadre attenzionate di usufruire di una proroga fino al 30 luglio, visto che il Mondiale in corso negli Stati Uniti, in Canada e in Messico rappresenta un ostacolo – anche in termini di distanza – alla chiusura entro fine giugno delle varie trattative. Per usufruire di questa flessibilità non è necessaria una richiesta ufficiale, basta infatti informare l’organo di controllo di Nyon, piuttosto attivo In questi giorni come dimostrano le varie sanzioni comunicate. […]

Lo slittamento varrebbe soltanto per le plusvalenze: gli acquisti di luglio, in sostanza, non finirebbero nel computo delle spese ma risulterebbero nel bilancio successivo, quello da consegnare alla fine della stagione 2026-27. Più ci si avvicina all’obiettivo, più la sanzione [da scontare nel 2027-28) sarà meno pesante. […]

(Corsport)

Primo round a Gasperini. I big sono tutti rimasti. Il sogno di Gian Piero: vincere a Roma

Alla fine ha vinto Gasp. Gli americani, decisionisti per antonomasia, hanno accettato le sue condizioni per la terza volta in pochi mesi. Dopo essersi schierati con Gian Piero rinunciando all’esperienza e alla fedeltà di Claudio Ranieri una volta appurato che la convivenza tra i due fosse impossibile, e dopo aver assecondato pure la sua indicazione di non smantellare con scelte drastiche il gruppo, la cosiddetta banda del sesto posto poi arrivata terza, Friedkin ha di nuovo sposato la linea Gasp.

In una delle riunioni con Ryan avvenute nell’ultima settimana di maggio, il tecnico aveva chiesto al vicepresidente e tenutario del club di resistere il più possibile alla tentazione di cedere un big per sistemare il bilancio. […]

Il 30 giugno è passato e la Roma potrebbe anche sfruttare lo slittamento Uefa di un mese (30 luglio) per completare le plusvalenze, come raccontiamo a parte, ma la prima tappa l’ha vinta Gasp. Quello «zoccolo duro» del quale ha sempre parlato apertamente, fin qui lo ha preservato. È un’ossatura che parte dai pali e arriva fino in attacco: Svilar, Mancini, NDicka, Koné, Pisilli, Soulé, Malen.[…]

I saldi, a Trigoria, non sono mai cominciati e non inizieranno certamente ora. Il Chelsea è stato respinto per Mile, ad esempio. Anche la Juve si è informata per il portierone belga, sentendosi rispondere che per meno di 60 milioni nessuno del club giallorosso si sarebbe seduto al tavolo delle trattative. L’Inter ci ha provato per NDicka, oltre che per Mancini. […]

I nerazzurri, grandi estimatori di Koné, di recente hanno pensato anche a Pisili, finito pure nell’orbita di interesse del Milan. Su Manu ha provato a fare sul serio soprattutto l’Atletico Madrid: troppo bassa la proposta per essere presa realmente in considerazione, persino il calciatore s’è voltato dall’altra parte dicendosi disposto a lasciare Roma e il progetto di Gasp solo per il Psg o per un club di Premier. Stoccarda e Dortmund hanno fatto qualche sondaggio per Soulé, tentato pure dalle sirene arabe che però non hanno mai prodotto offerte concrete. […]

I sauditi, tramite degli intermediari, hanno avvicinato anche Malen; forse pensavano che la Roma, avendolo acquistato “solo” per 25 milioni grazie a un prestito con diritto di riscatto molto conveniente, fosse interessata a generare una plusvalenza immediata. Donny non ne ha voluto neppure sentir parlare e i giallorossi, allo stesso modo, non si sono neanche preoccupati di approfondire la vicenda. “Bobby” è incedibile.

«Restiamo tutti», si sono promessi i calciatori dopo il successo di Verona. Anche Dybala, Pellegrini e Celik, quelli con il contratto scaduto len ma prossimo in tutti e trei casi al innovo, si sono uniti al fioretto. Squadra e staff tecnico sono un corpo unico e insieme ritengono che la qualificazione in Champions sia solo il primo passo verso qualcosa di decisamente più grande. Gasperini è venuto a Roma per vincere lo scudetto. Si è dato tre anni di tempo per provarci e tra poco comincia il secando.

(Corsport)

Da Bruno Conti a Pellegrini in tanti sono “liberi” da oggi

Celik, Pellegrini e Dybala – almeno ufficialmente – da oggi sono senza squadra. Scaduti i contratti, ma il futuro è a tinte giallorosse per tutti e tre. Il più vicino alla firma è il turco che ha accettato un triennale da poco meno di 3 milioni a stagione. A un passo dalla fumata bianca Paulo che attende solamente l’ultimo sì dei Friedkin mentre per Lorenzo i tempi rischiano di essere più lunghi. […]

Saluta anche Bruno Conti dopo 53 anni passati in giallorosso tra calcio giocato e il lavoro eccezionale come responsabile del settore giovanile. Oggi un pranzo di saluto a Trigoria, presenti anche Falcao e Lino Banfi. […]

(Il Messaggero)

La Roma fa muro pure per Svilar. Adesso la svolta

Di solito ad alzare un muro ci pensa Svilar, ieri è stato compito dei Friedkin alzarne uno per respingere l’offerta arrivata per il portierone belga. La dead line del 30 giugno è stata superata e come era prevedibile qualche club nelle ultime ore ha provato a bussare. È stato il caso della Juventus che è tornata con forza su Mile dopo il tentativo a vuoto di qualche giorno fa. Questa volta, però, i bianconeri hanno fatto sul serio mettendo sul piatto ben 42 milioni più bonus ricevendo, però, un secco ‘no’. […]

La decisione su Svilar è stata presa da Dan e Ryan che sono rimasti coerenti col messaggio fatto passare per tutto il mese di giugno: «A Trigoria non si svende nessuno». Ma non finisce qui perché il club ha respinto un’altra offerta per Pisilli, dopo quella del Como ne è arrivata un’altra da 25 milioni dal Porto di Farioli. […]

A complicare le cose, la cessione di Alessandro Romano. Il club giallorosso non ha accettato un cambiamento nelle condizioni da parte dei sardi dopo aver già concesso uno sconto (la richiesta era di 8 e la chiusura era arrivata a 5 più 1,5 di bonus).Su di lui rimangono Palermo e Sassuolo che aveva provato in extremis a strapparlo ai rossoblu. Il club ora va incontro a una multa più salata rispetto agli anni scorsi o di una restrizione della rosa, ma ad oggi è difficile fare previsioni. I dialoghi tra i Friedkin e la Uefa sono stati frequenti nei giorni scorsi e la speranza è che non arrivi nessuna stangata. Appuntamento a novembre. Gasperini ha seguito da lontano la vicenda Svilar ed è rimasto in costante contatto con D’Amico. […]

Il giorno del raduno (13 luglio) si avvicina e vorrebbe almeno un nuovo innesto. Tutte le strade portano a Greenwood, la prima offerta da 40 milioni più bonus partirà nei prossimi giorni, il Marsiglia ne chiede una decina in più ma la situazione economica dei transalpini può fornire un assist. L’accordo col giocatore è stato trovato ma per evitare l’inserimento di altre squadre serve uno sprint. […]

Soulé è l’indiziato numero uno. Non ha mai aperto all’Arabia Saudita motivo per il quale l’Al Ahli non ha presentato l’offerta ufficiale. Ma il suo spazio a disposizione diminuirà, anche perché Greenwood o meno, l’allenatore vuole un titolare da quella parte. Un altro col futuro ancora da chiarire è Koné. Proposte dalla Premier non si sono viste, ne è arrivata una dall’Atletico Madrid che però non ha convinto il francese. Se ne riparlerà dopo il Mondiale, ma Gasperini non chiuderebbe le porte ad un eventuale addio anche perché i rapporti tra i due non sono neanche idilliaci. Da oggi, però, il prezzo lo farà il club giallorosso che ascolterà solamente offerte a partire da 55 milioni in su. Oltre a lui anche El Aynaoui si sta mettendo in vetrina, chissà che qualche estimatore in Spagna non possa bussare alle porte di Trigoria. […]

Ai saluti anche Dovbyk che in un’intervista rilasciata al canale Youtube ucraino Rosso Dritto’ ha aperto all’addio: «Devo capire se c’è ancora spazio per me».

(Il Messaggero)

Nuova multa per il fair play: 10-12 milioni

Una maxi-multa e, forse, limitazioni nella lista Uefa nel 2027-2028. In linea con una precisa strategia, la Roma non ha dunque rispettato il target del 30 giugno del settlement agreement con l’Uefa: in assenza di cifre ufficiali, lo sforamento dovrebbe aggirarsi intorno ai 35 milioni di euro rispetto ai 60 di plusvalenze richiesti per sistemare i conti. E così Dan e Ryan Friedkin andranno incontro a una nuova sanzione, quantificabile in 10-12 milioni. Ma l’altra partita dei conti che vede impegnata proprietà Usa con il board di Nyon è appena iniziata e al tavolo delle trattative la presidenza giallorossa è intenzionata a giocare fino in fondo le sue carte.

Perché al di là dello sforamento i Friedkin vogliono evidenziare l’atteggiamento virtuoso del club mostrato dall’avvio dell’accordo transattivo sottoscritto il 31 agosto 2022 […].

Una punizione, la multa, che quindi rappresenta un male minore di fronte alla salvaguardia della rosa. Già all’ingresso ufficiale nel Settlement agreement per le violazioni della gestione Pallotta, alla Roma nel 2022 era stata comminata una sanzione complessiva potenziale di 35 milioni: di questi, 5 sono stati pagati subito (trattenuti dai premi delle coppe) mentre i restanti 30 sono rimasti “congelati”, condizionatial rispetto dei paletti futuri. Poi, la seconda multa del 2025 al club per aver «leggermente sforato» l’obiettivo finanziario intermedio riferito all’anno fiscale terminato nel 2024. Fino al terzo atto di giugno con la multa da 6 milioni per l’esercizio chiuso nel 2025, diviso in 2 milioni per aver mancato di poco il target sui profitti (Football Earnin-gs) e in 4 milioni per aver violato la Squad Cost Rule, superando il limite del 70% nel rapporto tra spese della rosa e ricavi commerciali. Quattordici milioni totali, 9 per la gestione dei Friedkin. Che ora sono già pronti per il secondo round…

(Gasport)

La Roma tiene i big. Friedkin alza il muro: blindato Svilar, Pisilli no al Porto

L’ultimo veto di Dan e Ryan Friedkin alle cessioni di Mile Svilar e Niccolò Pisilli spiega bene i motivi della scelta. La Roma non ha rispettato il target del settlement agreement con l’Uefa perché ha deciso di mantenere in rosa tutti i big. Nessuna voglia di vendere i propri gioielli per necessità, a cifre più basse, alle condizioni altrui, e pieno rispetto di un principio dettato in prima persona dal tecnico Gian Piero Gasperini: quello cioè di mantenere l’assetto della squadra e di rendere l’organico semmai ancor più competitivo con l’innesto di tre, quattro rinforzi di spessore.

In una giornata di scadenze scivolata via in realtà con un fruscio quasi impalpabile, senza colpi di scena, i proprietari americani hanno alzato un muro attorno ai propri gioielli respingendo gli assalti. E dopo aver dichiarato Svilar incedibile di fronte all’interessamento della Juventus, i Friedkin hanno rifiutato anche l’offensiva del Porto per Pisilli, già “tolto” dal mercato lo scorso gennaio dallo stesso Gasperini per farne un punto fermo della sua squadra. Il club portoghese era pure disposto a mettere sul piatto 25 milioni per il centrocampista, ma la porta a cui ha bussato è rimasta […].

Mason Greenwood resta l’obiettivo numero uno di Gasp, con cui il giocatore ha già raggiunto un’intesa. L’interferenza del Fenerbahce può costituire indubbiamente un problema, ma il ds Tony D’Amico cercherà nelle prossime ore di concludere l’operazione.

E se da una parte il tecnico ha chiesto anche un nuovo esterno d’attacco a sinistra (tra gli obiettivi Mathys Tel del Tottenham) dopo che il prezzo di Crysencio Summerville del West Ham è salito alle stesse nelle ultime settimane, rendendo l’olandese inavvicinabile, dall’altra proseguono i contatti con l’Atletico Madrid per Matteo Ruggeri e Nahuel Molina, due giocatori molto graditi a Gasp. […]

(Gasport)

Conti verso l’addio alla Roma, ma il club prova a trattenerlo

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – È finita un’era, ma non è ancora detta l’ultima parola. Perché i Friedkin stanno portando avanti da tempo un lavoro ai fianchi per convincere Bruno Conti a restare alla Roma. Il contratto, intanto, dice che ieri è stato l’ultimo giorno di «Marazico», nel mondo giallorosso. Un’avventura iniziata più di cinquant’anni fa come giovane promessa e conclusa da leggenda. Una scelta che nasce dalla volontà, all’età di settantuno anni, di dedicarsi alla famiglia e riposare dopo la dura battaglia contro il tumore al polmone. Anche se è innegabile che Conti aspirasse ad un ruolo più centrale in quel settore giovanile a cui ha dedicato la seconda parte della sua esperienza romanista.

L’ultimo contratto, invece, gli affidava la responsabilità dei ragazzi dai quattordici anni in giù. Il club giallorosso ha provato in più occasioni a fargli cambiare idea, ma l’opera di convincimento, portata avanti soprattutto dall’ex senior advisor Claudio Ranieri, non ha sortito gli effetti sperati. Nell’ultimo anno, inoltre, si è instaurato un ottimo rapporto con Gian Piero Gasperini. I Friedkin, allora, non sono intenzionati ad alzare bandiera bianca. I dialoghi sono ancora in corso.

L’idea della proprietà americana sarebbe quella di offrire a Conti un incarico meno impegnativo e più conciliabile con le sue esigenze, con la sua vita privata. Anche perché la prossima stagione accompagnerà il club verso i suoi cento anni di storia e i Friedkin, per le celebrazioni, vogliono contare su chi ne ha vissuti più della metà. Prima da giocatore, vivendo gioie e dolori. Il secondo scudetto della storia della Roma e la finale di Coppa dei Campioni persa ai rigori contro il Liverpool all’Olimpico.

Poi, dedicandosi ai giovani e scovando numerosi talenti come De Rossi, Aquilani, Florenzi, Pellegrini, Calatiori, Bove e Pisilli, fidanzato oggi con sua nipote. È stato dirigente e perfino allenatore, quando nel 2005 fu chiamato a rimpiazzare Delneri. Una panchina l’ha collezionata anche nella stagione 2023/2024. Ha guidato la squadra nella prima giornata contro la Salernitana, complici le squalifiche di Mourinho e Foti. Conti non ha ancora cambiato idea, ma la Roma porterà avanti la sua opera di persuasione.

Ieri, poi, è scaduto anche il contratto di Alberto De Rossi dopo più di trent’anni in giallorosso trascorsi nel settore giovanile. Ha costruito le fortune della Primavera e ha forgiato giovani talenti, prima di diventare il responsabile dello sviluppo e della formazione degli allenatori delle squadre giovanili.

No dei Friedkin a 40 milioni offerti dalla Juve per avere Svilar

IL TEMPO (L. PES) – L’ultimo rifiuto. La Roma dice no, ancora una volta. Friedkin spegne sul nascere il blitz della Juventus per Svilar, confermando una linea chiara da inizio mercato: non si svendono i big. I bianconeri hanno tentato l’assalto al portiere giallorosso nell’ultimo giorno utile per realizzare plusvalenze offrendo 40 milioni. Ma di fronte la Juve ha trovato un muro eretto dalla proprietà.

Un «no» secco e perentorio che ha spento sul nascere qualsiasi tipo di trattativa. Decisione figlia di un piano chiaro all’interno del quale Friedkin si assume il rischio di chiudere il settlement agreement senza rispettare il target fissato con la Uefa. Nessuna cessione, infatti, dalle parti di Trigoria, neanche nelle ultime ore di mercato per un mese di giugno che si chiude con poche uscite e alcuni ricavi che hanno ridotto ma non colmato la distanza con Nyon.

Sono partiti, infatti, Sangaré, Saud, Baldanzi e Romano per circa 11-12 milioni di plusvalenza ai quali vanno sommati gli incassi degli sponsor (l’ultimo ufficializzato Orodei che sarà sul retro del kit di allenamento per 2 milioni l’anno) e quelli dei diritti IMG che saranno versati in due tranche per una somma totale di 18-20 milioni. C’è ancora da attendere, invece, per le questioni Calafiori (la Roma cerca l’accordo col Basilea) e assicurazione di Bove. Mentre altri bonus per 300 mila euro sono arrivati da Frattesi nell’accordo col Sassuolo.

La domanda ricorrente in città in queste ore resta una: cosa succede ora? Difficile stabilirlo con precisione, poiché il settlement agreement è un accordo di natura privata che corre parallelo al «classico» Fair Play Finanziario. Lo spettro di possibilità va da una multa fino alla possibile (ma molto difficile al momento) esclusione dalle coppe, passando per una riduzione del numero di calciatori inseribili in lista per le competizioni Uefa. La Roma, in questi anni, non ha mai centrato i target fissato all’inizio del patto, ma nel frattempo anno dopo anno ha migliorato costantemente i suoi conti. Per questo, seppure con alcune decine di milioni di differenza rispetto al target, i Friedkin, come sempre fatto in questi anni, dialogheranno con le istituzioni cercando di mostrare quanto prodotto in questi anni e, soprattutto, l’intenzione di arrivare all’obiettivo seppur con difficoltà. Offerte ritenute adeguate per calciatori importanti non ne sono arrivate, ma non è escluso che possano arrivare nelle prossime settimane. Operazioni eventuali che seppur fuori dai tempi previsti, sarebbe comunque un motivo a sostegno della tesi dei giallorossi.

Da monitorare, in questo senso, il nome di Koné che dopo il Mondiale potrebbe essere assaltato da club importanti. Nelle ultime ore, a proposito di uscite, una pista calda è quella legata a Salah-Eddine per cui si è fatto vivo il Betis più di altre squadre comunque interessate. Trattativa, però, che non si chiuderà in queste ore.

Chiuso il capitolo cessioni da oggi ci si concentrerà sul mercato in entrata con Greenwood che rimane obiettivo numero uno. In attesa dell’arrivo dei Friedkin, che avranno confronti con Gasperini, a Trigoria intanto è arrivato un emissario della proprietà.