Presidenza FIGC, Malagò incontra la Serie A: “Non ho la certezza di candidarmi. Il calcio metta da parte i personalismi”

Giovanni Malagò ha incontrato oggi a Milano i rappresentanti della Lega Serie A per discutere la sua possibile candidatura alla presidenza della FIGC in vista delle elezioni del 22 giugno. Al termine del vertice, che ha visto il sostegno di 19 club su 20 (con la Lazio di Claudio Lotito in fase di avvicinamento), l’attuale presidente del CONI ha mantenuto una posizione cauta: Mi sembrava doveroso cominciare con chi aveva pensato a me per l’ipotesi della candidatura, anche e soprattutto per questo atipico consenso all’interno della componente. È previsto che farò degli incontri anche con il presidente della Lega di B, domani col presidente della Lega Pro e prima della fine della settimana anche con Assocalciatori e con la componente che rappresenta gli allenatori. Posso sembrare di parte, ma l’ambiente lo conosco molto bene, sono state due ore straordinarie di chiacchierata in cui tutti hanno espresso concetti e rinsaldato fiducia che mi fa molto ragionare, io non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura, lo farò esclusivamente dopo aver sentito le altre componenti“.

Durante la conferenza stampa, Malagò ha analizzato le ragioni della crisi del sistema calcio: “”Ho sempre la preoccupazione di cercare di dare un senso del ruolo e dell’impegno e della presenza. Non sono preoccupato del risultato elettorale del 22 giugno, è chiaro che quando c’è una partita uno la deve giocare, però sto cercando di riflettere e dare un apporto diverso, propositivo e ottimistico. Se oggi si pensa a un nuovo presidente di Federazione è perché l’Italia è stata di nuovo eliminata per il Mondiale. Se l’Italia avesse vinto in Bosnia non penso staremmo a parlare dell’elezione di un nuovo presidente della FIGC. Sotto il profilo di quella che è la capacità di saper organizzare una squadra che va in campo mettendo il massimo qualcosa l’ho dimostrato nella mia vita. Non devi stare a disperdere tempo ed energie per stare dalla mattina alla sera a contemperare formule compromissorie. Credo che oggi il calcio debba mettere da parte il più possibile i personalismi, sotto il profilo del prodotto e dell’immagine si deve mettere in condizione di meritare di essere considerato in modo diverso sotto un profilo istituzionale, come si è dimostrato in altre discipline sportive”.

Giovanni Malagò ha proseguito: “Il sistema deve essere prima di tutto sostenibile, perciò c’è un tema di ricavi e costi. Bisogna mettere a terra dinamiche di gestione diverse, potremmo parlare all’infinito, ho parlato anche di modelli e dinamiche di altre discipline, penso che il lavoro vada fatto con chi ha competenza della parte normativa”.

Il programma di consultazioni proseguirà domani con gli incontri con il presidente della Serie B Bedin e con Matteo Marani (Lega Pro), per poi concludersi giovedì con Assocalciatori e Assoallenatori. Sulle tempistiche per lo scioglimento della riserva, Malagò ha dichiarato: Finirò la settimana e raccoglierò anche le idee, sarà importante anche incontrare il presidente Abete, devo fare un programma. Penso che arriveremo, non dico a ridosso del 13 maggio, ma quasi“.

Stadio Roma, il TAR del Lazio sospende il taglio degli alberi a Pietralata: le considerazioni dei Comitati del No ritenute “meritevoli di favorevole considerazione”

Il TAR del Lazio ha disposto la sospensione immediata del taglio degli alberi e delle attività esplorative nell’area di Pietralata, dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. Il provvedimento, firmato dal presidente della prima sezione Roberto Politi, rimarrà in vigore fino al 13 maggio, data fissata per la camera di consiglio. I giudici amministrativi hanno accolto l’istanza cautelare presentata dai comitati e dalle associazioni contrarie all’opera, rappresentati dagli avvocati Giuseppe LibuttiSergio Santoro e Michele Trotta. Il ricorso contesta il nulla osta rilasciato dal dipartimento Tutela ambientale di Roma Capitale per l’abbattimento di 26 alberi, necessari all’esecuzione dei sondaggi di archeologia preventiva. Secondo il decreto del tribunale, le ragioni dei ricorrenti sono “meritevoli di favorevole considerazione” poiché le operazioni di taglio potrebbero causare “un pregiudizio avente carattere di irreparabilità” e la “distruzione di un habitat naturale”. Le attività rimarranno dunque ferme in attesa della pronuncia collegiale.

(agenzia nova)

Calciomercato Roma, Paredes continua a chiamare Dybala: “Ha molta voglia di venire al Boca”

Leandro Paredes, capitano del Boca Juniors, è tornato a parlare del possibile trasferimento di Paulo Dybala in Argentina. Durante una diretta streaming con Davoo Xeneize, l’ex centrocampista giallorosso ha confermato di essere in costante contatto con l’attaccante della Roma. “Ne parlo con lui e ha molta voglia di venire”, ha dichiarato Paredes. Il contratto di Dybala con il club capitolino scadrà nel giugno 2026 e, anche secondo la stampa argentina, il futuro del calciatore in Italia rimane incerto. Le dichiarazioni di Paredes arrivano all’indomani della vittoria del Boca Juniors nel Superclásico contro il River Plate.

(tycsports.com)

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Post Match – Me contro me

LR24 (MIRKO BUSSI) – Come nell’abusato meme in cui Spiderman guarda un altro Spiderman, Roma e Atalanta si sono ritrovate all’Olimpico un centinaio di giorni dopo l’andata, finita 1-0 per la squadra che, da meno di due mesi, era passata da Juric a Palladino. Ideate entrambe su un’idea di Gian Piero Gasperini, le due squadre sono arrivate una di fronte all’altra mostrando strumenti diversi per affrontare le stesse, o quasi, problematiche, quelle di avere a che fare con un avversario che si riferisce sull’uomo nelle pressioni.

L’essenza di Roma-Atalanta si sprigiona in una manciata di minuti, a ridosso della mezz’ora. Quando è l’Atalanta a battere un corner e, sugli effetti, scocca una ripartenza che porterà Malen a ridosso di Carnesecchi. Angolo per la Roma, stesso risultato ma contrario: sul rilancio di Zappacosta è Ederson a mangiare il duello con El Aynaoui e ritrovarsi di fronte a Svilar. Lo stile di pressioni di entrambe le squadre avrebbe prevedibilmente generato una partita di giocate dirette o transizioni letali. Come d’altronde sarà quella che porta in vantaggio l’Atalanta.

Le differenze delle due squadre si ritrovano nel modo in cui tentavano di disinnescare le pressioni avversarie. Nonostante Palladino, in questo, stia progressivamente sfumando i tratti più intensi lasciati da Gasperini nell’impostazione del non possesso. Lo si vede facilmente confrontando i comportamenti di Ederson ed El Aynaoui: mentre il romanista accorciava ovunque il rispettivo dell’Atalanta, il brasiliano, in particolar modo quando ELA si abbassava in costruzione, lo allentava per mantenere maggiori riferimenti posizionali.

E anche gli strumenti di costruzioni delle due squadre differivano notevolmente: Palladino, fedele a principi di calcio più posizionale, prendeva una delle idee sfoggiate da Guardiola per affrontare squadre con riferimenti sull’uomo. Al fianco di Carnesecchi, nella prima costruzione, andavano a sedersi infatti entrambi i centrocampisti, Ederson da un lato e De Roon dall’altro. Con Kolasinac che, alzandosi, tirava via Malen, l’iniziatore del pressing romanista. Questo obbligava la Roma, come si vede sopra, ad adeguarsi con cambi di marcatura che non appaiono ancora adeguatamente fluidi da poter essere innescati a piacimento. Malen, infatti, doveva consegnare Kolasinac ad El Aynaoui per potersi dedicare ad Ederson e non provocare troppo disordine nella struttura romanista. Il più delle volte, questi posizionamenti in costruzione dell’Atalanta avevano lo scopo di apparecchiare un 4v4 offensivo da raggiungere con una giocata diretta di Carnesecchi che avrebbe permesso, sul duello aereo o sulla successiva seconda palla di giocarsi una situazione offensiva favorevole.

Dall’altro lato, invece, la Roma insisteva con le sue tipiche combinazioni in catena, enfatizzando ancor più del solito la partecipazione dei terzi di difesa. Da un lato Mancini tendeva, anche per caratteristiche, ad inserirsi maggiormente e compensare così i movimenti incontro di Soulé, dall’altro Hermoso chiamava spesso triangolazioni interne a Rensch, come quella che, intercettata, darà vita alla transizione del vantaggio dell’Atalanta. Un esempio vivido dei comportamenti ripetuti dei terzi di difesa di Gasperini si ha proprio nel gol dell’1-1: sul prolungato possesso romanista, che passa da destra a sinistra per tornare poi nuovamente a destra, prima Mancini e poi Hermoso finiscono per invadere l’area di rigore, al punto da diventare i romanisti più offensivi al momento del cross di Soulé.

Premio “Inside the Sport”, PELLEGRINI: “Gasperini ora è più carico di prima. Il mio futuro? Le prossime 5 partite, poi si vedrà”

Si è svolto oggi l’evento “Inside The Sport 2026”, la manifestazione promossa da Ussi e Mcl per l’ottantesimo anniversario dell’Unione Stampa Sportiva Italiana. Tra i premiati anche Lorenzo Pellegrini, che ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media presenti a margine dell’evento. Queste le sue parole:

Sull’obiettivo Champions ancora raggiungibile.
“Sì quello che noi abbiamo sempre fatto da inizio stagione è stato pensare solo a noi, non guardare troppo i numeri della classifica. Visto che in questo momento non dipende solo da noi, ciò che possiamo fare è concentrarci su noi stessi e cercare di vincere tutte le partite rimaste, poi alla fine si vedrà”.

Su Gasperini.
“È più carico di prima ora, dobbiamo concentrarci solo su queste ultime partite. Quello che interessa a noi è stare il meglio possibile sul campo per vincere le sfide e poi vedremo ciò che sarà”.

Sul suo futuro.
“Il mio futuro sono queste cinque partite, poi dopo se ne parlerà”.

Sulla permanenza di Gasperini.
“Quello che posso dire ai tifosi è la verità e cioè che la Roma darà tutto in queste partite. Abbiamo fatto una stagione che ha avuto un calo nell’ultimo mese ma per il resto la nostra è stata una stagione davvero in crescendo. Io credo che ciò che abbiamo fatto potrebbe esser davvero un grande punto di partenza, però poi alla fine credo che si debba terminare questa stagione per dare un giudizio finale. Quello che abbiamo fatto finora e che continueremo a fare è seguire il Mister, per quello che ci chiederà e per quello che ci dirà la domenica per vincere le partite”.

Sul suo percorso.
“Sono contento perché l’anno scorso è stata una stagione davvero difficile e il mio infortunio a maggio è stato veramente la ciliegina sulla torta, però devo dire che ho iniziato questa stagione con qualche problemino legato sempre a quell’infortunio ma veramente sono contento anche io della mia crescita e della mia continuità che ho avuto purtroppo fino all’incidente di Pisa, che mi ha portato a quest’altro infortunio che proprio non ci voleva perché sentivo di aver ritrovato proprio la condizione al 100%. Comunque sia riuscirò a tornare prima della fine della stagione e il mio obiettivo è ritornare come ho lasciato, per aiutare i miei compagni e il mio mister a vincere per la Roma”.

È lampante che il tuo desiderio sia quello di rimanere, per ciò che rappresenta per te la Roma e questa tifoseria…
“Quello che rappresenta la Roma per me lo ha sempre rappresentato fin da bambino e lo rappresenterà per sempre. Non sarà quello il pensiero”.

Ottimo rapporto con Spalletti “Spalletti mi stima e vorrebbe alla Juve? Col mister ho un grande rapporto. Abbiamo vissuto dei momenti fantastici e ho apprezzato la bella persona e l’allenatore fuori dal normale che è. La mia felicità oggi sarebbe arrivare con la Roma tra le prime quattro”.

Nessuna lesione per Rensch: solo una contrattura. L’olandese punta il Bologna

Avevano destato preoccupazione le condizioni di Devyne Rensch per il problema al flessore accusato dopo la sfida contro l’Atalanta. Per Gasperini, però, arrivano buone notizie: come riporta Filippo Biafora, nessuna lesione per il difensore olandese ma solo una contrattura. Il suo obiettivo è essere a disposizione per la prossima sfida contro il Bologna.

CASANO: “La scelta più realistica è mandare via Gasperini” – TORRI: “Non credo che la proprietà abbia intenzione di consegnarsi all’allenatore”

Dopo il pareggio di sabato contro l’Atalanta, nell’etere romano si analizza il futuro giallorosso. “La scelta più realistica è mandare via Gasperini perché lui non è d’accordo con il progetto. Ranieri non è pazzo, forse servirebbe qualcuno con meno pretese e che creda nel progetto proposto dalla Roma”, il pensiero di Francesco Oddo Casano. Così invece Piero Torri: “Le richieste di Gasperini? Probabile che siano state queste, ma non credo che la proprietà abbia intenzione di consegnarsi all’allenatore”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Ranieri-Gasperini? La cosa più logica da fare è riappacificare le parti e trovare un compromesso (ROBERTO PRUZZORadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

La tensione tra Ranieri e Gasperini? Le guerre si interrompono con il dialogo e anche in questo caso deve succedere per il bene comune. L’unica soluzione è riappacificare due persone che sono capaci di fare il loro mestiere (FERNANDO ORSIRadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

La scelta più realistica è mandare via Gasperini perché lui non è d’accordo con il progetto. Ranieri non è pazzo, forse servirebbe qualcuno con meno pretese e che creda nel progetto proposto dalla Roma (FRANCESCO ODDO CASANO, Retesport, 104.2)

Ranieri e Massara hanno sbagliato alcune scelte di mercato, ma chi deve avere potere in una società? La Roma non ha un direttore generale e il Senior Advisor fa le veci dei Friedkin. Qui non si tratta di scelte, ma di ruoli che vanno rispettati (TIZIANO MORONI, Retesport, 104.2)

La Roma è uscita dalla Coppa Italia con il Torino e in Europa League è stata eliminata dal Bologna. Inoltre, soffermandoci sui calciatori acquistati, ha aggiunto soltanto Wesley e Malen. Forse è messa peggio dell’anno scorso… (FABIO PETRUZZI, Retesport, 104.2)

La corsa Champions è finita sabato… (GABRIELE CONFLITTI, Radio Manà Màna, 90.9)

Corsa Champions? La vittoria della Juventus a Bergamo è stata decisiva e ha sparecchiato tutto. I bianconeri dovrebbero perdere due partite e la Roma vincerle tutte, in questo momento è impensabile (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Radio Manà Màna, 90.9)

Le richieste di Gasperini? Probabile che siano state queste, ma non credo che la proprietà abbia intenzione di consegnarsi all’allenatore (PIERO TORRI, Radio Manà Màna, 90.9)

Gasperini non ha fatto così tanto in carriera per poter ottenere tutto ciò che vuole, ma se la società dovesse accettare potrebbe anche andare bene. Poi però occhio ai risultati… (RICCARDO ANGELINI, Radio Manà Màna, 90.9)

Roma-Atalanta classica partita del “vorrei ma non posso” (DANIELE CECCHETTI, Radio Manà Màna, 90.9)

La Roma è diventata Malen-dipendente: i giallorossi sono troppo prevedibili e sembrano avere solo quello sbocco (MATTEO DE SANTIS, Radio Manà Màna, 90.9)

La Roma non ne ha più, mi sembra che alla squadra manchi proprio la benzina (MARCO JURIC, Radio Manà Màna, 90.9)

Roma-Atalanta è stata una delle migliori partite stagionali dei giallorossi (RICCARDO TREVISANI, Radio Manà Màna, 90.9)

Cafu: “Il lavoro di Gasperini non si può contestare, la Roma ancora è in corsa per la Champions. La polemica con Ranieri deve finire per il bene del club”

Cafu, leggendario terzino destro della Roma e vincitore del terzo scudetto giallorosso, ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione dei Laureus Award che si terranno stasera a Madrid e tra i vari temi trattati si è soffermato anche sul lavoro di Gian Piero Gasperini. Ecco le sue parole: “I problemi ci sono in tutte le squadre ma il lavoro di Gasperini è stato buonissimo e non si può contestare. Speriamo che possa portare la Roma a vincere lo scudetto in un futuro prossimo. E sulla corsa Champions sono sicuro che i giallorossi sono ancora in corsa. Ci sono ancora delle buone possibilità di arrivare quarti in campionato“.

Lo scontro tra Gasperini e Ranieri?
Il calcio è così bello quando vedi le partite e ti diverti. Sinceramente non mi piacciono le polemiche, a me piace divertirmi, scherzare e giocare dentro il campo. Speriamo che questa polemica possa finire il più in fretta possibile per il bene della Roma perché entrambi gli interessati devono portare tranquillità alla squadra e ai giocatori e poi sono due uomini molto maturi“. 

Napoli, De Laurentiis: “Malagò il migliore per la FIGC, il suo unico difetto è che è innamorato della Roma. Abete? Non è adatto”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’ingresso della sede della Lega Serie A, dove si svolgerà una riunione convocata in via d’urgenza. Tra i vari trattati il numero uno del club partenopeo si è soffermato su Giovanni Malagò, uno dei candidati alla presidenza della FIGC. Ecco le sue parole: “Ho chiamato Malagò per dirgli che doveva prendere in mano la situazione. Gli ho detto: ‘Sei l’unico, sei stato al CONI e sei un grande imprenditore e sportivo’. L’unico difetto è che è innamorato della Roma. Siamo stanchi di essere portati per mano da persone che interpretano i ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio. Malagò è ‘welcome’. Abete è un signore che rispetto, suo fratello è un mio socio, ma non è adatto per questo lavoro. Lui si risentirà di queste mie parole ma siamo in democrazia, anche se gli italiani sono codardi e traditori per natura. Delle volte all’estero me ne vergogno. Alle 15 avremo le idee più chiare, Malagò ci spiegherà le sue idee che speriamo collimino con le nostre. Il calcio va rifondato: mi prendono per visionario, dal 2004 ho sempre rotto le scatole a tutti dicendo che era tutto vecchio e che stavamo sbagliando tutto. C’era però gente con il sedere incollato alla poltrona, e non si schiodano. Conte ct? Ho già detto tutto”.

Montella sul caso Ranieri-Gasperini: “Se la società è poco presente l’allenatore diventa il fulcro. Serve armonia” (VIDEO)

SKY SPORT – Vincenzo Montella, ex attaccante e allenatore della Roma, è stato invitato come ospite nella trasmissione Sky Calcio Club e tra i vari temi trattati si è soffermato sullo scontro tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. Ecco le parole del commissario tecnico della Turchia.

A Roma è davvero tutto più difficile o è una favola che viene raccontata solo quando si complicano le cose?
“Ci sono pressioni anche per il numero dei tifosi. La pressione è notevole, ma ti dà un amore che a volte ti fa volare. Può essere anche un’arma a doppio taglio, ma giocare a Roma ti emoziona e ti dà qualcosa in più”.

Si può andare avanti lo stesso se non c’è armonia tra allenatore e società?
“Se la società è presente ma non c’è armonia è un problema perché arriva alla squadra. Se invece non è presente ed è tutto concentrato sull’allenatore, allora è qualcosa su cui si può lavorare. A me è successo qualche volta. Quando ci sono cambi di proprietà o la società è poco presente, l’allenatore diventa il fulcro e anche la squadra ti riconosce come figura centrale”.

Capello?
“Mi arrabbiavo sempre quando non mi faceva giocare. Lui era un grande psicologo. Sosteneva che se mi faceva arrabbiare rendevo di più”.

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