Caos Roma, domani faccia a faccia Ranieri-Gasp

Domani è il giorno del confronto. Claudio Ranieri a Trigoria incontrerà Gian Piero Gasperini, dopo il fine settimana di riposo. […] La guerra ormai dichiarata tra i due ha di sicuro prodotto una conseguenza: il forte disappunto dei Friedkin, assai delusi per una vicenda che avrebbero voluto gestire senza le luci della ribalta. […] Giovedì l’attacco frontale al mercato delle ultime due stagioni, venerdì la replica durissima di Ranieri. Tutto molto lontano dal modus operandi dei Friedkin, abituati al basso profilo. La domanda è: Ranieri ha parlato a nome proprio o per conto della proprietà? L’attacco non era studiato a tavolino, questo si può dire. Ma Ranieri è uomo troppo navigato per esprimere concetti – almeno alcuni di questi – che non rispondano al pensiero dei Friedkin. E si può aggiungere che la proprietà non ha gradito le continue accuse di Gasp lungo la stagione. […] Come finirà? Al di là del confronto di domani – tanti i temi sul tavolo, non ultimo la gestione degli infortunati -, il bivio è chiaro: o resta Gasperini, o vanno via sia Ranieri sia il d.s. Massara. «Se non sarò interpellato, me ne andrò», ha detto Ranieri venerdì. Lui che un anno fa disse no alla Nazionale, chissà come si comporterebbe oggi di fronte a una nuova chiamata della Figc.

(Corsera)

Da Vaz a Zaragoza, quanti dimenticati

C’è una Roma (quasi) invisibile, lo dicono i numeri, leggibili dalle partite di campionato. Sì, di campionato, perché la Coppa che la squadra di Gasp ha vissuto fino a marzo, escludendo agli ottavi di finale con il Bologna, ha avuto un senso e un valore diversi, a detta dello stesso tecnico, che non si è mai schierato a favore della qualificazione diretta alla seconda fase ma avrebbe giocato volentieri pure il playoff. La Roma ha fatto una scelta fin dall’inizio, e Gasp lo ha ribadito più volte: «la priorità è il campionato». E in campionato, appunto, hanno giocato i suoi, nella prima fase europea abbiamo visto qualche alternativa in più, come El Aynaoui, che ha giocato otto partite nell’undici su nove. La distinzione tra riserve e titolari è stata netta.
Per Gasp non esiste turnover, la seconda scelta è stata solo, o quasi sempre, figlia dell’emergenza. Da gennaio in poi, questo è stato ancor più chiaro. […] Ad esempio, uno come Pisilli, che è finito anche in Nazionale, ha scoperto le sue potenzialità solo da gennaio in poi, quando è stato a un passo dal Genoa, trattenuto per le difficoltà nel poterlo rimpiazzare e per la partenza verso la Coppa d’Africa di El Aynaoui. Niccolò da escluso eccellente (solo 48 minuti nel girone di andata) a riscoperta. L’esperimento non ha funzionato con gli altri, in parte la stessa sorte l’ha vissuta Ghilardi, che Gasp ha scelto come titolare solo otto volte su trentadue partite di campionato. […] Un turnover più scientifico, forse, avrebbe fatto bene proprio ai titolari, che sarebbero andati incontro a meno rischi infortuni e/o squalifiche. […] Sono discorsi tecnici ed è giusto che sia Gasp a metterci la faccia, la Roma i punti li ha fatti e magari ha ragione lui, ma come facciamo a sapere come sarebbero andate le cose con una gestione diversa? Il dibattito è aperto. […] Da gennaio in poi, questa situazione si è palesata in maniera più chiara: Venturino è sparito dopo la sfida con il Genoa, cioè l’unica partita da titolare in cui è stato impiegato. Vaz non è mai sceso in campo nell’undici, lui ha davanti un mostro sacro come Malen, che anche contro il Pisa, è rimasto in campo per quasi ottanta minuti e il francese utilizzato solo nel finale, dopo che qualcosa aveva fatto vedere contro il Lecce e con il Bologna nel ritorno degli ottavi di Coppa. Per non parlare poi di Zaragoza, evidente equivoco per Gasperini e per lo stesso Massara. Un abbaglio colossale, a quanto pare. […] Venerdì Gasp gli ha preferito El Shaarawy prima e Venturino dopo. Cristante e Koné solo ora hanno una vera alternativa, ovvero Pisilli, mentre El Aynaoui, uno degli investimenti dei Friedkin, c’è e non c’è. Poi ci sono i prestiti, che derubrichiamo come fallimenti, ovvero Tsimikas, Ferguson e fino a gennaio, Bailey, che sono solo occasioni perse. A costo zero.

(Il Messaggero)

Pellegrini ko un mese, torna nel derby. Wesley sta meglio ma i medici frenano

Pellegrini si ferma ancora. «Lesione al flessore della coscia destra», questa la comunicazione del club dopo gli esami strumentali. Tempi di recupero di circa quattro settimane e rientro possibile tra la trasferta di Parma e il derby. Una doccia fredda per Lorenzo che nel miglior momento della sua stagione è costretto allo stop forzato. Si tratta della diciassettesima lesione muscolare per i giocatori della Roma (seconda per Pellegrini), un numero che per i più scaramantici non porta fortuna e
che evidenzia ancora una volta la fragilità dei componenti della rosa giallorossa. Fuori per problemi più o meno simili a quelli del numero sette ci sono anche Mancini, Wesley e Koné. […] Addirittura, si aspettava il terzino nella lista dei convocati già venerdì contro il Pisa ma è stato frenato dallo staff medico.
[…] Le sue condizioni migliorano (ieri era presente a Trigoria nonostante il giorno di riposo) ma anche il medico della nazionale brasiliana e il suo preparatore personale gli hanno consigliato di non accelerare per evitare ricadute. […] La partita contro l’Atalanta sarà senza dubbio un crocevia stagionale. […] Per questo il tecnico vuole recuperare i migliori. Verso la via del recupero anche Koné che ha voglia di tornare in mezzo al campo. Lo stesso discorso vale per Mancini uscito per un infortunio nel match di Pasqua contro l’Inter. […] C’è anche Dybala che freme e vorrebbe tornare sabato, ma per lui i tempi rischiano di essere leggermente più lunghi. Ha iniziato a lavorare sul campo ma la data cerchiata sul calendario è quella del 25 aprile. giorno della sfida col Bologna. Ai box anche Dovbyk che nei prossimi giorni effettuerà una nuova risonanza magnetica: l’obiettivo è cercare di esserci per le ultime di campionato. […]

(Il Messaggero)

Roma spaccata. Prova di forza Ranieri-Gasp

Ormai non c’è più nulla da nascondere. Gasperini da un lato e Ranieri dall’altro hanno giocato le loro rispettive carte. E lo hanno fatto pubblicamente, confermando
una spaccatura che per mesi avevano provato a occultare con sorrisi di circostanza, risposte non date o dribbling linguistici. Ora è tutto chiaro: il ds Massara, spesso ritenuto dai più miopi l’obiettivo delle invettive dell’allenatore, è soltanto il vaso di coccio tra due vasi di ferro, di cui uno però fa capo direttamente ai Friedkin. […] L’intervento è stato preparato, ragionato, studiato nei minimi particolari. E rappresenta – sia chiaro, sempre nell’ottica del club – la replica ad una summa di comportamenti avuti dall’allenatore che a Trigoria da tempo non digeriscono. Si va dalle annose questioni di mercato alla gestione degli infortunati non tralasciando nemmeno la volontà del tecnico di crearsi un rapporto diretto con la proprietà, bypassando chi invece svolge le funzioni d’intermediario. E poi ci sono le esternazioni pubbliche. […] Un crescendo boleriano dove il front-man societario, almeno pubblicamente, era Massara ma a soffrire maggiormente della situazione dietro le quinte era Ranieri. L’ultimo affondo, quello di giovedì relativo alla voglia di costruire una grande squadra puntando su profili alla Malen e alla Wesley, smarcandosi dal resto del mercato più l’accusa velata di aver lavorato male in precedenza («Sono arrivati 30 giocatori negli ultimi due anni ma solo 4 giocano titolari»), ha fatto saltare il banco. È abbastanza chiaro che un gruppo di lavoro del genere non può più continuare insieme. Da un lato c’è Gasp che ricalca sempre di più il manifesto mourinhano: compriamo 3-4 giocatori di qualità per far sì che il titolare di oggi sia la prima alternativa di lusso di domani. […] Come se ne esce? In questi casi – al di là dell’incontro che andrà in scena tra Claudio e Gasp domani al ritorno al lavoro – servirebbe l’intervento netto e pubblico della proprietà, senza dispensare i soliti messaggi off the record che hanno soltanto l’effetto di alimentare la confusione. Perché far trapelare ad esempio propositi di rivoluzione quando l’allenatore poche ore prima ha affermato l’esatto contrario («Ricominciare da zero sarebbe una follia») vuol dire semplicemente provare ad assecondare l’umore della piazza. […] Il silenzio degli americani conferma – fino a prova contraria – la seconda ipotesi, ma non risolve la situazione. Perché se da un lato le parole di Claudio riflettono il pensiero della proprietà (che curiosamente, soltanto un paio di settimane fa, aveva chiesto ai diretti interessati di abbassare i toni) dall’altro lasciano trasparire un’incomunicabilità tra le parti che può portare soltanto ad un addio. Di chi, lo scelgano Dan e Ryan.

(Il Messaggero)

Boniek: “Claudio, così no. Serve unirsi per il quarto posto”

GASPORT – Zibì Boniek, ex calciatore della Roma, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo. Ecco le sue parole sul momento della squadra giallorossa:

Ma secondo lei, Boniek, da cosa origina questo botta e risposta che ha avuto una grande ribalta mediatica?
«Non ho un’idea precisa, non conosco le dinamiche interne. Forse l’intervento di Ranieri ha espresso una linea societaria: il senior advisor voleva cioè rispondere alle continue sollecitazioni e alle interviste del tecnico che, in qualche modo, potevano mettere in dubbio il lavoro dei dirigenti. Però, secondo me, Ranieri non avrebbe dovuto replicare in un modo così plateale prima di una partita così importante: ci si doveva riunire in privato, Claudio e Gasperini vogliono bene alla Roma e la cosa poteva sicuramente essere gestita in altro modo. In Italia siamo bravi a creare telenovele che poi non servono a niente… ».

Questa tensione può ripercuotersi alla fine negativamente solo su società e squadra?
«No. Non credo che queste polemiche possano intaccare il rendimento del gruppo, dico solo che sono inutili perché la Roma è una realtà troppo grande, è una potenza, ha da 3 anni il sold out all’Olimpico. I tifosi guardano oltre e non possono pensare che ci sia in corso un botta e risposta interno. Ecco perché bisogna concentrarsi solo sui risultati, mettendo da parte le chiacchiere inutili. C’è un tempo per tutto. Si punti al 4° posto, poi se non ci si arriva ci si vedrà a Trigoria e si discuterà anche a muso duro, ma dopo non prima».

Per lei è condivisibile la strategia di mercato di Gasp, secondo cui sarebbe stato necessario dare alla Roma più giocatori del livello Malen e Wesley?
«Anche in questo caso: sì, è la sua valutazione, ma a che cosa è servito esporla? Solamente a creare polemiche. Gasperini voleva prendere più big, la società avrà fatto il suo per portarglieli: tutto qui. Cosa si voleva? Cercare alibi? Non servono, bisogna puntare agli obiettivi».

I tifosi, in ogni caso, sono anche un po’ disorientati di fronte a questi confronti “ad alta voce” …
«Non so, ripeto, quali siano le dinamiche. Mi piace Gasperini, ma sono anche innamorato per come Ranieri ha gestito la scorsa stagione. Non vorrei passare per il vecchio saggio che sa tutto: dico solo che se fossi stato Claudio non avrei risposto al mister ma avrei cercato di incontrarlo dopo la partita per il bene del club. Ecco perché li invito a prendersi un caffè insieme».

In che modo ha inciso finora Gasperini? Quali sono i suoi meriti principali?
«A me lui piace molto. La Roma con Gasperini sta giocando un calcio diverso rispetto a quello di Ranieri. Non dico migliore o peggiore, ma diverso. Mi dicono che abbia un carattere difficile, non ho elementi per dirlo. La differenza la fanno sempre i giocatori. L’allenatore non vince o perde le partite, è importante per il gioco, per dare informazioni alla squadra, per come la mette in campo. Penso che la Roma abbia pagato il contraccolpo del 3-3 con la Juve, avesse chiuso sul 3-1 avrebbe preso altri 6/7 punti. E non staremmo qui a parlare di polemiche».

Per lei è importante continuare con Gasp nel futuro?
«Per me è lui l’allenatore della Roma, non ho sentori di cambiamenti. Il club ha anche il suo staff dirigenziale che decide quello che è di sua competenza».

Come può essere migliorata la Roma per la prossima stagione?
«Non si può dire ora se servono due difensori o due centrocampisti. È una questione di responsabilità, il club e il tecnico ne riparleranno a fine stagione».

Una maggiore presenza a Roma dei Friedkin avrebbe evitato quest’ultimo scontro?
«Un presidente presente tutti i giorni di sicuro spegnerebbe certi focolai, ma i Friedkin sono così: gente perbene, ricca, che non ha mai rilasciato un’intervista.
Non riusciremo certo a “italianizzarli”. E va bene così
».

La resa dei conti

Si rivedranno domani a Trigoria, magari anche per chiarirsi, chissà… […] Intanto, però, ieri Roma non parlava d’altro, delle puntualizzazioni (chiamiamole anche bordate) di Claudio Ranieri nel pre-gara di Roma-Pisa. Destinatario Gian Piero Gasperini, il tecnico che sta provando a riportare la Roma in Champions ma che non vive certo rapporti idilliaci con alcune componenti societarie. Ed in particolare proprio con il senior advisor Ranieri e il ds Ricky Massara. Per dire, in tanti ieri si
sono chiesti se Ranieri avesse parlato su mandato dei Friedkin o meno. Ma chi se lo chiede, al di là dell’esplicito mandato o meno, considera troppo ingenuo il senior advisor della proprietà giallorossa. È chiaro che se Ranieri venerdi sera ha detto certe cose, è perché ha il termometro della situazione e sa bene qual è l’umore a Houston. […] Tra l’altro qualcosa di simile era già successo anche con Mourinho, con la proprietà giallorossa che non gradiva i vari attacchi del portoghese al club. E il parallelo con le varie lamentele di Gasp è stato anche facile farlo. La cosa, tra l’altro, a Gasp è stata fatta notare in alcune circostanze («Abbassare i toni», è stata una delle richieste di Dan). Così i Friedkin si trovano ora a dover valutare un allenatore che sta tenendo la Roma in vita per la corsa-Champions, ma che spesso e volentieri ha da ridire dentro e fuori Trigoria. Atteggiamenti, appunto, non considerati in linea con la “policy aziendale”. […] Dall’altra parte, però, c’è proprio Gasperini, che sta tenendo insieme un gruppo sfaldato dai tanti infortuni (ieri è arrivata anche la tegola-Pellegrini). […] Gasp, però, vorrebbe più intraprendenza sul mercato, ma anche la gestione diversa di alcune cose dentro Trigoria. Ad iniziare proprio dagli infortunati. […] Ed allora toccherà proprio ai Friedkin prendere posizione. Netta e definitiva. Perché oramai è evidente a tutti che così non si può più andare avanti. Da una parte ci sono Ranieri e Massara, dall’altra lo stesso Gasperini. La convivenza sembra oramai complicata, se non impossibile. E rimettere insieme i cocci, anche, appare impresa assai ardua. E allora ci sarà da capire dove voler continuare. Se credere nel progetto triennale stilato la scorsa estate con Gasperini o ripartire da zero con un percorso tutto nuovo. Nel primo caso, però, bisognerà dare se non pieni poteri al tecnico piemontese, di certo una grande autonomia, anche nelle scelte di mercato. Nel secondo, invece, ci sarà eventualmente da individuare il nuovo allenatore. Fattispecie che la proprietà giallorossa vivrebbe di fatto quasi come una sconfitta. […]

(Gasport)

Serie A, Atalanta-Juventus 0-1: decide Boga, i bianconeri balzano al quarto posto

La Juventus conquista una vittoria pesantissima in chiave Champions League superando l’Atalanta per 1-0 al Gewiss Stadium. A fare la differenza è stato un guizzo in apertura di ripresa: al 48′ è Jeremie Boga a siglare la rete che regala i tre punti alla formazione di Spalletti. Grazie a questo successo, la Juventus sale a quota 60 punti in classifica, riprendendosi momentaneamente il quarto posto solitario in attesa del match tra Como e Inter. Per l’Atalanta si tratta invece di una battuta d’arresto che complica i piani europei: i nerazzurri restano fermi al settimo posto con 53 punti, vedendo allontanarsi la Roma che ora vanta un vantaggio di 4 lunghezze sugli orobici.

Nella prossima giornata i giallorossi ospiteranno proprio l’Atalanta allo Stadio Olimpico in quello che si preannuncia come uno scontro diretto decisivo per le ambizioni continentali di entrambe le squadre.

Serie A, Milan-Udinese 0-3: crollo dei rossoneri

Risultato clamoroso nella quarta sfida della 32ª giornata di Serie A. Il Milan cade pesantemente tra le mura amiche, sconfitto per 3-0 dall’Udinese. Un passaggio a vuoto inaspettato per la formazione di Allegri, che può riaccendere i giochi per i piazzamenti Champions. La gara si mette subito in salita per i padroni di casa: al 27′ un’autorete sfortunata di Bartesaghi regala il vantaggio ai friulani. Il raddoppio ospite arriva dieci minuti più tardi, al 37′, firmato da Jürgen Ekkelenkamp, che gela il pubblico di San Siro prima dell’intervallo. Al 71′ Arthur Atta chiude definitivamente i conti siglando lo 0-3.

In classifica, il Milan resta fermo a quota 63 punti: il distacco dall’Inter capolista è ora di 9 lunghezze, in attesa che i nerazzurri scendano in campo contro il Como. Soprattutto, i rossoneri vedono ridursi il margine di sicurezza sulla zona Champions, restando a +6 sulla quinta posizione, in attesa del match tra Atalanta e Juventus. L’Udinese, con questa impresa esterna, sale a 43 punti e consolida il suo decimo posto.

Calciomercato Roma, l’Inter continua a monitorare Pellegrini: ma ad oggi è solo un’idea

Ancora da decifrare il futuro di Lorenzo Pellegrini, in scadenza di contratto a giugno. Il centrocampista continua ad essere nel mirino dell’Inter. Come scrive il portale a tinte nerazzurre, però, al momento non c’è nulla di concreto. Ad oggi c’è stata solo una chiacchierata esplorativa e il numero 7 rappresenta una semplice idea. L’ultimo infortunio, che lo terrà lontano dai campi per circa 4 settimane, potrebbe inoltre influenzare in negativo le valutazioni della Roma su un possibile rinnovo.

(fcinternews.it)

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Malen, che impatto in Serie A: 10 gol da gennaio come Ibra. Solo Balotelli e Pazzini meglio di lui

Impatto devastante per Donyell Malen con la Serie A. L’olandese, con la tripletta di ieri al Pisa, ha raggiunto quota 10 gol in campionato in 12 presenza. L’ex Dortmund si sta rivelando uno dei migliori acquisti di sempre nel mercato di gennaio in Serie A per gol realizzati. Ha infatti raggiunto Ibra a quota 10, solo Balotelli nel 12/13 (12 gol) e Pazzini nella stagione 2011/12 (11) hanno fatto meglio.