Calciomercato Roma, si lavora sottotraccia per Godts: contatti da 20 giorni con l’entourage del giocatore

La Roma continua a lavorare sottotraccia anche su Mika Godts, esterno offensivo classe 2005 dell’Ajax. I contatti tra il club giallorosso e l’entourage del giocatore vanno avanti con insistenza da circa venti giorni. Il ds giallorosso Tony D’Amico, ritiene Godts uno dei profili più interessanti per rinforzare l’attacco. Anche Gasperini avrebbe espresso un giudizio molto positivo sul belga, apprezzandone sopratutto la capacità di saltare l’uomo e l’incisività negli ultimi metri. I numeri dell’ultima stagione in Eredivisie parlano chiaro: 17 gol e 13 assist, tra i migliori rendimenti del campionato olandese. Un bottino che ha attirato l’attenzione di diversi club europei, ma la Roma starebbe provando ad anticipare la concorrenza grazie al lavoro discreto avviato settimane fa. Resta da capire quale formula convincerebbe l’Ajax a trattare per un giocatore centrale nel proprio progetto. La sensazione è che Trigoria non voglia fermarsi ai contatti esplorativi.

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Calciomercato Roma, dialoghi con la Uefa e nuovi innesti: il punto sulla situazione

La Roma è al lavoro per costruire la squadra del futuro. In queste ore è in corso un dialogo diretto tra la proprietà Friedkin e la UEFA, un confronto che appare decisivo per definire i margini operativi del club sul mercato. A partire da luglio, la dirigenza giallorossa è pronta ad aprire ufficialmente una nuova sessione di trattative.

La prima notizia attesa è però quella dei rinnovi: nel corso del mese di luglio verranno ufficializzati i prolungamenti di contratto di Paulo Dybala, Lorenzo Pellegrini e Zeki Celik. Si tratta di rinnovi, frutto di un accordo che riflette la nuova politica di sostenibilità economica voluta dalla proprietà. Un segnale importante, tuttavia, perché rappresenta un punto di ripartenza concreto per la Roma di Gasperini: giocatori chiave che scelgono di restare e di credere nel progetto tecnico del club giallorosso.

Sul fronte offensivo, la Roma starebbe cercando un profilo simile a Mason Greenwood: un attaccante capace di saltare l’uomo, con qualità tecniche elevate e impatto immediato. L’esterno inglese del Marsiglia piace e non poco, e la proprietà sarebbe disposta a fare uno sforzo economico importante per portarlo nella Capitale. Tuttavia non sarebbe l’unico nome sul taccuino della dirigenza: il direttore sportivo Tony D’Amico starebbe lavorando su più fronti contemporaneamente, valutando diverse alternative per quel ruolo. In questa ottica, il club sta guardando anche all’estero, potendo contare su due slot extracomunitari disponibili in rosa per la prossima stagione: un’opportunità che apre scenari interessanti e allarga considerevolmente il raggio delle ricerche.

Sul fronte delle cessioni, la Roma avrebbe già ricevuto diverse offerte per alcuni elementi della rosa, ma nessuna avrebbe finora convinto pienamente. Per Ndicka, Pisilli e Koné sarebbero arrivate proposte che non avrebbero soddisfatto la proprietà giallorossa. Il caso Koné è emblematico: come noto, il centrocampista francese ha già rispedito al mittente la corte dell’Atletico Madrid, con il giocatore stesso che non ha ritenuto convincente la destinazione. Discorso analogo per Matías Soulé, sul quale si sarebbero fatti vivi alcuni club arabi con offerte però non gradite all’attaccante argentino. La sensazione è che la partenza di Soulé, se dovesse concretizzarsi, possa avvenire più avanti nella fase calda della sessione estiva di calciomercato.

A centrocampo il reparto accusa una carenza di qualità e un innesto in quella zona del campo appare sempre più probabile. La società avrebbe già individuato la necessità di alzare il livello delle alternative disponibili a Gasperini.

In difesa, il nodo più delicato riguarda la fascia sinistra. Angelino sarebbe infatti in uscita, e la Roma starebbe valutando profili in grado di raccogliere la sua eredità.

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Calciomercato Roma, l’Arabia non convince Soulé: difficile l’addio entro il 30 giugno

Secondo quanto appreso da fonti vicine all’entourage di Matias Soulé, nelle ultime ore si sarebbero fatti sotto due club arabi — Al-Ahli e Al-Hilal — per sondare la disponibilità dell’argentino, ma l’ipotesi di una destinazione in Arabia Saudita non convince affatto il giocatore.

Filtra netto pessimismo verso questa soluzione, con Soulé che non sarebbe intenzionato ad accettare offerte provenienti dal Medio Oriente, soprattutto se il passaggio è vincolato temporalmente al 30 giugno.

Sul fronte europeo, invece, le squadre che al momento si sarebbero messe in movimento sono Stoccarda e Borussia Dortmund, due club che potrebbero offrire al fantasista giallorosso la vetrina internazionale che cerca. Tuttavia, anche su questo fronte la situazione è ancora lontana dalla definizione e questo non fa che aumentare un certo grado di insoddisfazione lato giocatore.
Difficile, dunque, che si arrivi a una conclusione rapida: se la cessione di Soulé si concretizzerà, l’operazione prenderà forma più avanti nel corso del mercato estivo. La Roma ad oggi resta in attesa, consapevole che si tratti di una trattativa complessa che richiederà tempo e pazienza.

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Trigoria, vertice D’Amico-Gasperini: plusvalenze entro il 30, cresce l’apprensione

La Roma accelera sul mercato in uscita: solo l’offerta dell’Atletico per Koné sul tavolo, ma il francese ha detto no. Su Soulé si muove la Bundesliga, ma il tempo stringe.

Ieri a Trigoria si è tenuto un vertice tra il direttore sportivo Tony D’Amico e il tecnico Gian Piero Gasperini. Oggi il mister dovrebbe lasciare la capitale e andare in Liguria nella sua casa ad Arenzano. Al centro del colloquio, la delicata questione delle cessioni necessarie a generare plusvalenze entro il 30 giugno, termine improrogabile imposto dalle esigenze di bilancio del club giallorosso. In casa Roma cresce la preoccupazione per una situazione che, a sette giorni dalla scadenza, non ha ancora trovato la soluzione sperata. Il club capitolino ha necessità di racimolare una cifra importante, nell’ordine dei cinquanta-sessanta milioni di euro, e i margini di manovra si restringono giorno dopo giorno.

Koné dice no all’Atletico: c’è un grande club dietro

Finora è pervenuta una sola offerta concreta e strutturata: quella dell’Atletico Madrid per Manu Koné. Il club colchonero ha presentato una proposta importante, superiore ai quaranta milioni di euro complessivi, che avrebbe soddisfatto pienamente le richieste economiche della Roma. Tuttavia, il centrocampista francese ha rifiutato il trasferimento nonostante l’ingaggio raddoppiato. Un no che, stando alle informazioni raccolte, troverebbe spiegazione nell’interesse concreto di un altro grande club europeo, con ogni probabilità Arsenal, Chelsea e i parigini del Psg. Proprio l’agente del calciatore starebbe parlando da tempo con questi club, per trovare una soluzione. Magari un’offerta intorno al 28 giugno al ribasso e una ricca commissione…
L’altro nome caldo in casa Roma è quello di Matías Soulé. Sull’argentino si registra l’interesse di club di primo piano della Bundesliga: in particolare, il Borussia Dortmund e con ogni probabilità anche il Bayer Leverkusen avrebbero messo gli occhi sull’ex Juve. Tuttavia, al momento non sono ancora arrivate offerte concrete sul tavolo della dirigenza giallorossa. Una situazione che alimenta ulteriormente l’apprensione in società, considerando che proprio Soulé è considerato il principale indiziato a generare la plusvalenza più significativa. La Roma si trova dunque a dover accelerare in modo deciso sul fronte delle uscite, con D’Amico e Gasperini chiamati a trovare soluzioni in tempi strettissimi. Il conto alla rovescia è iniziato.

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Roma, corsa contro il tempo per il fair play finanziario: Soulé il primo indiziato, ma potrebbe non bastare

La Roma si trova a fare i conti con il calendario. Mancano dieci giorni al 30 giugno, data chiave per il rispetto dei parametri del fair play finanziario, e a Trigoria la dirigenza giallorossa sarebbe al lavoro per trovare le cessioni necessarie a far quadrare i conti entro la scadenza. Il primo nome sul taccuino delle uscite sarebbe quello di Matías Soulé, arrivato in giallorosso nell’estate 2024 dalla Juventus. L’argentino potrebbe lasciare la Capitale se dovesse arrivare un’offerta ritenuta congrua dal club. La sua cessione, però, da sola potrebbe non bastare a sistemare i conti: a bilancio Soulé pesa ancora per un valore di ammortamento vicino ai 16 milioni di euro, una cifra importante che renderebbe necessario un secondo sacrificio per centrare gli obiettivi del fair play finanziario. Sul giocatore, in particolare, sarebbe reale l’interesse del Borussia Dortmund, pronto a monitorare la situazione in vista degli ultimi giorni di mercato. Non sono mancate, inoltre, le attenzioni di alcuni club sauditi, che si sarebbero informati sulle condizioni dell’operazione, mentre anche dalla Premier League arriverebbero segnali di interesse per l’argentino. Resta inteso che, qualora la Roma decidesse di cedere Soulé, la destinazione finale dovrà incontrare anche il gradimento del giocatore.Dopo Soulé, dunque, potrebbe rendersi necessaria una seconda cessione eccellente. Il motivo è semplice: se la Roma non dovesse riuscire a reperire la cifra mancante attraverso le uscite dei giocatori più facilmente vendibili della rosa, complice anche il poco tempo a disposizione, la dirigenza potrebbe essere costretta ad alzare il tiro e sacrificare un altro big. Tra i nomi più appetibili in questo scenario ci sarebbero gli altri big: Evan Ndicka, Manu Koné e Mile Svilar. Il difensore ivoriano, il centrocampista francese e il portiere belga sono tutti reduci da stagioni di buon rendimento, fattore che li rende profili appetibili sul mercato. Con ogni probabilità, dunque, uno tra questi tre dovrebbe seguire Soulé verso l’uscita, qualora le cessioni minori non bastassero a colmare il gap. La situazione, va detto, resta fluida. Numerosi intermediari, agenti e procuratori sarebbero al lavoro in queste ore per sondare il terreno e portare proposte concrete a Trigoria, ma al momento – stando alle informazioni raccolte – non sarebbe arrivata ancora nessuna offerta ufficiale degna di nota. Tante voci, tanti contatti esplorativi, ma nulla che possa al momento considerarsi una trattativa avviata. A preoccupare, in casa Roma, sarebbero anche i tempi che si stanno dilungando su altri fronti, in particolare quello dei rinnovi di contratto: una situazione che la dirigenza dovrebbe sbrigarsi a risolvere, vista anche l’incombenza della scadenza del fair play finanziario, che non lascia margine per ulteriori tentennamenti. Per la Roma si tratta di un punto delicato della stagione: serve muoversi con rapidità per non arrivare alla scadenza del 30 giugno senza aver sistemato i conti, ma allo stesso tempo la dirigenza vorrebbe evitare di svendere i propri gioielli sotto la pressione del tempo. I prossimi giorni saranno dunque decisivi per capire quali, tra i big della rosa giallorossa, saranno chiamati a lasciare la Capitale per esigenze di bilancio.

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Gasperini preoccupato per il mercato: Roma indietro sui rinnovi. Guastadisegno a Trigoria, Soulé nel mirino di più club

Gian Piero Gasperini è in contatto costante con la proprietà — sia con Dan Friedkin che con il figlio Ryan — ma la situazione sul mercato starebbe generando una certa inquietudine nell’ambiente tecnico. Il tecnico si aspettava una Roma più avanti in questa fase sul fronte degli acquisti e, soprattutto, su quello dei rinnovi contrattuali: le trattative per blindare i calciatori chiave si troverebbero ancora in una situazione di sostanziale stallo.

A pesare sull’intero quadro è la scadenza del 30 giugno imposta dalle norme sul Financial Fair Play, che obbliga il club a portare a termine cessioni di rilievo per rientrare nei parametri. La Roma sta lavorando in questa direzione: per Tommaso Baldanzi sarebbe stata raggiunta un’intesa di massima per la cessione a titolo definitivo a 9,5 milioni di euro, con la fumata bianca che apparirebbe ormai vicina. In partenza, nelle prossime settimane, ci sarebbero anche i giovani Romano e Cherubini. Operazioni necessarie, ma non ancora sufficienti a chiudere il cerchio: ulteriori trasferimenti in uscita restano indispensabili.

Il profilo più caldo sul fronte delle cessioni resta quello di Matías Soulé. Nei giorni scorsi il suo agente, Martin Guastadisegno, avrebbe avuto contatti nei giorni scorsi con l’entourage dello stesso Gasperini, e nella giornata odierna era presente a Trigoria: segnale eloquente di come sul fantasista argentino si stia concentrando l’interesse concreto di diversi club. Dalla Premier League avrebbero manifestato interesse Aston Villa e Bournemouth, mentre dalla Bundesliga si sarebbe mosso il Borussia Dortmund, con lo Stoccarda e altri club tedeschi che starebbero monitorando la situazione.

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D’Amico e Gasperini, summit con i Friedkin per definire il budget: mandati agli agenti e plusvalenze dai “minori” per provare a blindare i big

La Roma entra nella settimana più importante sul fronte societario ed è pronta a compiere i primi passi concreti verso la costruzione della squadra che Gian Piero Gasperini vuole plasmare a sua immagine e somiglianza. Tra mercoledì e giovedì è atteso l’annuncio ufficiale di Tony D’Amico come nuovo direttore sportivo giallorosso. L’accordo con il dirigente abruzzese sarà triennale o quadriennale, con un ingaggio che si aggirerà attorno al milione e mezzo annuo. Solo dopo il suo insediamento ufficiale a Trigoria potrà prendere forma la vera strategia di mercato estivo.

Il summit con i Friedkin e il nodo plusvalenze

Il primo step, secondo quanto appreso dalla redazione de LAROMA24.IT, sarà una riunione già concordata con la proprietà per definire il budget a disposizione e, soprattutto, stabilire quante plusvalenze sarà necessario generare entro il 30 giugno per rispettare i paletti del Fair Play Finanziario. Un passaggio imprescindibile prima di sbloccare qualsiasi operazione in entrata. Da quel momento D’Amico darà i mandati agli agenti per cercare offerte da valutare a Trigoria. Le piste più calde sul fronte delle uscite riguardano Ndicka e Soulé: sul difensore ivoriano è attiva l’Inter, sull’argentino si sono mossi l’Aston Villa, il Bournemouth e soprattutto il Borussia Dortmund. L’idea del mister, tuttavia, sarebbe quella di arrivare a “dama” — ovvero raggiungere la quota plusvalenze necessaria — attraverso la cessione a titolo definitivo di calciatori cosiddetti “minori”, alla Ziolkowski, senza intaccare i pezzi pregiati della rosa.

Greenwood, il profilo ideale per Gasperini

Sul fronte degli acquisti, il nome più caldo è quello di Mason Greenwood. L’attaccante dell’Olympique Marsiglia è uno dei sei-sette profili che la Roma starebbe valutando per rinforzare il reparto offensivo in vista del ritorno in Champions League. Gasperini considera il classe 2001 il profilo ideale per caratteristiche tecniche e capacità di incidere negli ultimi metri, tanto che il tecnico sarebbe pronto a contattarlo personalmente per illustrargli il progetto. Dall’entourage dell’inglese, intanto, sarebbero già arrivati segnali di apertura nei confronti della destinazione capitolina. La trattativa, però, si preannuncia tutt’altro che semplice sul piano economico. Il Marsiglia ha acquistato Greenwood per 25 milioni di euro blindandolo con un contratto fino al 2029, mentre il Manchester United detiene il diritto al 40% sulla futura rivendita, portando la valutazione complessiva dell’operazione attorno ai 50-55 milioni. Le richieste dei francesi, in alcune ricostruzioni, arriverebbero addirittura a 60-65 milioni. La Roma conterebbe di abbassare significativamente quella cifra, potendo fare leva su due fattori: la delicata situazione economica dell’OM, costretto a fare cassa entro fine mese per riequilibrare i propri conti, e gli ottimi rapporti tra i due club — consolidati dalla recente operazione Robinio Vaz a gennaio e, in passato, dal trasferimento di Veretout in giallorosso. Al momento, tuttavia, non risulta ancora nulla di avanzato tra le parti.

Tutto rimandato al post-D’Amico

Greenwood resta uno dei nomi più concreti sul taccuino del futuro ds, ma ogni scenario rimane sospeso fino al summit con i Friedkin. Solo dopo quella riunione si capirà davvero quanto la Roma potrà spendere — e quanto dovrà cedere — per costruire la squadra che il tecnico di Grugliasco ha in mente.

Da Roma a Hong Kong, il miglior cocktail bar al mondo è romanista: “La maglia di Totti non passa mai inosservata” (FOTO)

Dalla passione per la Roma alla conquista del più alto riconoscimento nel mondo della mixology: il racconto del proprietario del Bar Leone, Lorenzo Antinori, che tra sacrifici e sogni realizzati ha vinto l’ambito premio di “Migliore cocktail bar del mondo 2025” della prestigiosa classifica stilata da The World’s 50 Best Bars.

A migliaia di chilometri dall’Olimpico, nel cuore dell’isola di Hong Kong, c’è un locale che parla anche un po’ romano. Il Bar Leone è oggi uno dei locali più celebrati del panorama internazionale, premiato come migliore cocktail bar d’Asia e del mondo nel 2025. Ma dietro questo successo c’è una storia che parte da Roma e da una passione calcistica che continua a fare da filo conduttore: quella per la AS Roma. Il proprietario, Lorenzo Antinori, racconta a LAROMA24.IT il percorso imprenditoriale che si intreccia con la fede romanista, fino a rendere il locale un punto di riferimento per i turisti, gli abitanti e la comunità italiana residente a Hong Kong.

Lorenzo, ci racconti dove sei cresciuto e quali sono i ricordi di infanzia che ti legano alla Roma?
«Sono nato e cresciuto a Roma Nord, nella zona di via Cassia, e poi mi sono trasferito a via Igea, tra Balduina e Monte Mario, dove ho vissuto fino a quando mi sono trasferito all’estero nel 2010. I primi ricordi che mi legano alla Roma sono due: il derby vinto 3-0 nel 1994, con Mazzone in panchina, e la mia prima partita allo stadio contro il Brøndby nel 1995, ritorno degli ottavi di Coppa UEFA, quando riuscimmo a ribaltare il risultato dell’andata e a passare il turno».

Quindi la passione per la mixology, ossia il mondo dei cocktail, è nata dopo la passione per la Roma?
«Chiaramente sì. L’interesse per i cocktail è stato casuale ed è arrivato molto dopo.
Non avrei mai pensato di fare questo mestiere avendo studiato giurisprudenza all’università. Tutta la mia famiglia è sempre stata della Roma: da mio papà ai miei nonni; mio zio, che mi ha fatto conoscere lo stadio per la prima volta, è stato uno storico abbonato».

La passione resiste da tutti questi anni nonostante la distanza e il fuso orario?
«Non è facile, ma la passione è sempre viva. La Roma è come il primo amore di cui si rimane sempre infatuati; ti potrà fare anche tanti dispetti facendoti stare male ma rimane comunque una forte attrazione. Allo stesso modo noi romanisti ci siamo abituati a tante emozioni diverse, specialmente a quelle un po’ più amare negli ultimi tempi».

Quale percorso ti ha portato ad aprire oltre al Bar Leone di Hong Kong anche altri due locali in Asia?
«Dopo un’esperienza nel settore dell’ospitalità di lusso, nel 2023 ho deciso, insieme al mio socio, di aprire il Bar Leone a Hong Kong. La scorsa estate, poi, abbiamo poi festeggiato l’apertura di un nuovo locale sempre a Hong Kong, il Montana, caratterizzato da un’atmosfera ispirata alla cultura cocktail cubana. Lo scorso autunno, invece, abbiamo inaugurato anche una nuova sede del Bar Leone a Shanghai».

Bar Leone ha acquisito popolarità anche per l’atmosfera oltre che per i cocktail quindi? Gli stranieri si accorgono che c’è un tocco di romanità e di romanismo nel locale?
«Sì, sono vere entrambe le cose; sicuramente Bar Leone trasmette un senso di accoglienza e raffinata semplicità che viene percepita dal cliente, il quale si immagina di trascorrere del tempo nel soggiorno di casa di un amico o di un conoscente. Lo stile che abbiamo trasmesso al locale è stato senz’altro fondamentale a renderlo apprezzato. Nonostante il calcio qui in Asia sia meno presente, la maggior parte dei clienti riconosce i riferimenti giallorossi all’interno del locale; del resto i richiami al calcio e alla Roma non sono pochi: fotografie, gagliardetti, e poi la maglia di Totti all’ingresso non può passare inosservata».

E’ stato anche un punto di ritrovo per Italiani e romanisti prima di diventare un locale famoso?
«Di romanisti qui a Hong Kong non ce ne sono molti, ma per gli Italiani senz’altro. È stato sicuramente un punto di riferimento per molti Italiani residenti a Hong Kong, specialmente all’inizio. Poi, adesso, soprattutto dopo aver vinto il premio lo scorso anno, la clientela è cambiata, spostandosi molto sui turisti».

Se la Roma fosse un cocktail del Bar Leone, quale sarebbe?
«Sicuramente il Negroni, molto amaro ma con un fondo di dolcezza».

Primavera Best Award, Pesce (ag. Arena): “Grande percorso, Antonio è maturo e intelligente. Decideremo con la Roma se sarà in prima squadra”

Un premio che arriva al momento giusto, come conferma di un percorso che sta prendendo sempre più forma. Antonio Arena è il vincitore del Primavera Best Award e, all’indomani del riconoscimento, a parlare in esclusiva alla redazione de LAROMA24.IT, è Giuseppe Pesce, uno dei titolari — insieme a Claudio Vigorelli — della VGA Sport Agency, l’agenzia che cura gli interessi del giovane calciatore.

La soddisfazione è piena, e la fiducia nel ragazzo è totale. “Grande percorso finora, il premio che ha ricevuto ne è un attestato. Siamo soddisfatti di Antonio. È un ragazzo maturo e intelligente e si sta guadagnando tutto grazie alla cultura del lavoro. Noi come agenzia puntiamo molto su questo tema: avere giovani che si impegnano in questo modo è un motivo d’orgoglio per noi. Lui è un ragazzo che può fare tanta strada e più avanti si vedrà insieme con la Roma il giusto percorso di crescita. Mister Gasperini sa gestire i giovani e apprezza le sue qualità. Se sarà in prima squadra lo decideremo insieme perché i progetti che funzionano sono quelli strutturati in maniera condivisa. Coscienti che nel calcio italiano, le scelte coraggiose pagano”.

Un messaggio chiaro, dunque: nessuna fretta, ma una road map precisa costruita in sinergia con il club giallorosso. Il Primavera Best Award conquistato da Arena diventa così qualcosa di più di una semplice soddisfazione personale: è la fotografia di un talento che cresce, sostenuto da una realtà come la VGA Sport Agency — con le idee chiare sul presente e sul futuro dei propri assistiti — e da un tecnico come Gasperini, da sempre garanzia di valorizzazione dei giovani. Il futuro è aperto, ma le basi ci sono tutte.

Roma, il futuro di Dybala si decide a Verona: la proposta economica definitiva dipende dalla Champions

Tutto rimandato a Champions League acquisita. Il futuro di Paulo Dybala alla Roma entra in una fase di attesa consapevole: le parti si sono accordate per riprendere i contatti una volta che i giallorossi avranno matematicamente centrato la qualificazione alla prossima Champions League. Secondo quanto appreso dalla redazione de LAROMA24.IT, l’appuntamento, dunque, è fissato idealmente dopo la partita con il Verona.

Carlos Novel, agente dell’attaccante argentino tornerà a sedersi al tavolo con la dirigenza romanista in un momento in cui entrambe le parti avranno più chiarezza sul contesto sportivo ed economico. Non è una rottura, tutt’altro: i canali di comunicazione sono rimasti aperti e il dialogo non si è mai interrotto del tutto.
La Roma stessa ha chiesto di aspettare la qualificazione europea prima di affrontare il nodo in maniera definitiva.

Un segnale che la società considera la Champions League una variabile determinante nella trattativa: diversi sarebbero i margini di manovra, diversa sarebbe l’offerta che il club potrebbe mettere sul piatto.

Dalla parte di Dybala, la dimensione europea della prossima stagione pesa nelle sue considerazioni tanto quanto il progetto tecnico e le condizioni contrattuali. La Pulce giallorossa valuta con attenzione il proprio futuro, e giocare la Champions resta una priorità. Quello che emerge, in ogni caso, è un clima di fiducia reciproca. Nessuno strappo, nessun ultimatum. Solo la scelta condivisa di rimandare a un momento più opportuno una discussione che, nelle prossime settimane, potrebbe definitivamente sbloccarsi.

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