BOLOGNA-ROMA: le probabili formazioni dei quotidiani. Torna Wesley dal 1′. El Shaarawy con Malen e Soulé

Battere il Bologna per restare in scia quarto posto e provare a tenere vivo il sogno della qualificazione alla prossima Champinos: è questo l’obiettivo della Roma per la sfida contro il Bologna di Vincenzo Italiano. Davanti a Svilar, Mancini rientra e stringe i denti, affiancherà Hermoso e Ndicka. Sulle fasce pronti Celik il ritorno di Wesley, la coppia Pisilli-Cristante dovrebbe essere quella titolare. Davanti dovrebbe esserci El Shaarawy insieme a Malen e Soulé.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

IL MESSAGGERO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen. All. Gasperini.

IL TEMPO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

IL ROMANISTA – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Pisilli; Soulé; Malen. All. Gasperini.

Ranieri o Gasperini? Tifosi giallorossi divisi «Ma che cosa triste..»

La città si è spaccata in due tra Gasperini e Ranieri. Dalle famose dichiarazioni dell’ormai ex senior advisor prima di Roma-Pisa per le strade della Capitale non si parla di nient’altro e ognuno dice la sua tramite radio, social o al bar con gli amici. Gasp per anni è stato un rivale – sportivo, sia chiaro – e fino a qualche mese fa nessuno avrebbe mai pensato che una frangia della tifoseria si schierasse completamente dalla sua parte. Anche perché Sir Claudio è e rimarrà per sempre un simbolo giallorosso al quale undici mesi fa la Curva Sud ha dedicato una delle scenografie più belle degli ultimi anni. E in molti non dimenticano tutto quello che ha fatto per la Roma: «Società ingrata, l’anno scorso ci ha salvato dalla Serie B», ricordano alcuni.

Ci è andato giù pesante Alessandro Roia, attore ed ex genero di Ra: nieri, che ha lanciato delle frecciatine sui social: «Ho una lista di Giuda che, quando sarà il mo-mento, farò piangere forte e chiaro. Pecoroni che non siete altro». Più equilibrato Carlo Verdone: «Noi tifosi siamo molto confusi perché inizialmente c’era intesa tra loro due. Il motivo del deterioramento del rapporto è difficile individuarlo. Possiamo immaginare idee differenti di due uomini di calcio con forte personalità. Dispiace questa tensione perché la Roma ha bisogno di serenità e chiarezza. Senza questi due elementi la squadra difficilmente può salire nella classifica». «Non voglio commentare questo triste episodio che mi addolora profondamente – commenta sconsolato Enrico VanzinaRimpiango i tempi della Roma di Dino Viola e di Franco Sensi quando la proprietà ci metteva il cuore. Oggi si pensa solo a costruire uno stadio, senza dimostrare amore, passione e rispetto per i colori giallorossi». Oltre ai personaggi del mondo dello spettacolo hanno parlato anche gli sportivi. Tra i tifosi più illustri il tennista Cobolli, per esempio, ha ricondiviso la coreografia e le lacrime di Ranieri prima del match col Milan della passata stagione. […]

Nessuno potrà mai dimenticare quello che Ranieri ha fatto per la Roma, ma la carriera da allenatore è stata indubbiamente diversa da quella da dirigente durata poco più di dieci mesi. È un romano Doc e “testaccino”, ma i toni usati due settimane fa sono stati forti come ammette Leonardo Starace (Presidente del Roma Club Testaccio). […]

L’amarezza per come è finita questa storia rimane, ma da oggi si volta pagina. Fiducia totale a Gasperini almeno per il momento. Poi c’è l’attesa per la risposta dello stadio Olimpico. Oggi la Roma giocherà in trasferta a Bologna e i tifosi residenti nella Capitale non potranno esserci a causa del divieto che durerà fino al termine della stagione, tutto rimandato alla sfida del 4 maggio contro la Fiorentina. La Curva Sud difficilmente rimarrà impassibile e dopo aver chiesto alle parti in causa di rimanere uniti una settimana fa gli riserverà un saluto come gran parte dello stadio. Almeno li spaccature non ce ne sa-ranno: Nessuno è contro Ranieri, nessuno è contro Gasp.

(Il Messaggero)

Ranieri contrattacca: «Via per scelta del club»

Defenestrato non accompagnato all’uscita. Nel giorno dell’addio, sancito poche ore prima dal club, Ranieri ne puntualizza le modalità: «L’interruzione del rapporto di Senior advisor è dipesa da una determinazione unilaterale della società», ha detto all’Ansa. Quindi non dimissioni (che non ha mai pensato di dare) ma licenziamento. Una risposta secca ad un comunicato striminzito e algido nei suoi confronti. […]

Un’accelerazione da parte della proprietà Usa – che ha sorpreso anche il tecnico – dovuta probabilmente al fatto che Claudio, nelle ultime ore, ha provato ancora una volta a difendere sia la posizione di Massara che dello staff medico, inevitabilmente incompatibili con la conferma dell’allenatore. Sancito lo strappo, divergenze sono emerse anche nel momento di stilare il comunicato d’addio. I Friedkin lo volevano condiviso, Ranieri non era d’accordo per poi chiedere (senza ottenerlo) che il nome di Gasperini non comparisse. Non saranno però le ultime parole di Claudio: altro motivo del contendere, l’accordo di riservatezza che viene sottoscritto per un determinato periodo quando le parti si separano che i Friedkin avrebbero voluto fargli firmare. Il primo affondo all’Ansa conferma che qualcosa non è andato come la proprietà Usa si aspettava. Senza contare che a persone a lui vicine, Ranieri continua a dire che prima o poi la verità uscirà fuori. […]

Quando Claudio ha lasciato trasparire nel pre Roma-Pisa come Gian Piero fosse stata la quarta scelta, non racconta una bugia. Almeno dal suo punto di vista. Perché tra gli allenatori sondati, per i quali lui si e speso direttamente, in prima fila c’era il ritorno di De Rossi (sul quale i Friedkin hanno subito posto il veto non ritenendo ancora maturi i tempi) Conte e Fabregas. Tipologie di allenatori diversi a seconda del progetto che la proprietà aveva in testa. Alla fine, soprattutto quando ha rotto gli indugi con l’Atalanta, è invece avanzata la candidatura di Gasperini (nel frattempo anche Emery si era defilato), apparso l’optimum agli occhi della proprietà, la perfetta sintesi tra allenatore vincente ma con la spiccata qualità di saper valorizzare la rosa. Quello che paradossalmente ha poi fatto saltare il banco con divergenze continue sul mercato e confronti più numerosi e aspri di quelli che l’allenatore ha poi ammesso in questi giorni. […]

(Il Messaggero)

La storia finita in un angolo

La Roma davanti a tutto, bene, anzi benissimo, perché è il nostro Vangelo da sempre. Piena fiducia a Gasperini, si va avanti così: bellissimo, anche se Ranieri viene nominato di sfuggita. Tutto è successo e si è risolto completamente fuori dal campo, anzi è iniziato all’Olimpico, sotto gli occhi di tutti ma è precipitato lontano dagli occhi e dalle orecchie, lontano da Roma, da Trigoria, perfino dall’Italia. Un comunicato chiude e riapre un altro ciclo: allo stesso modo è successo altre volte con questa proprietà, manca uno sguardo, una parola umana. Pezzi di Storia giallorossa sono finiti in un angolo, come figurine vecchie: Mourinho, il neoromanista, De Rossi, adesso Ranieri a cui dobbiamo tanto e che per me sta nell’album con Bruno Conti o Carlo Mazzone. […]

Adesso buona fortuna a Gasperini, per il finale e l’anno prossimo, perché la Roma è prima di tutti, ma non per tutti, perché Roma nei secoli ne ha viste di tutti i colori e, negli ultimi anni, abbiamo visto allenatori romanisti da Direttori stranieri. Oggi è andata diversamente, ma Claudio sarà sempre nel nostro cuore e Gian Piero deve temere il prossimo ribaltone, visto che ha detto che le due figure dell’allenatore e del Direttore dovrebbero essere simbiotiche, ma non è mai andata così con i Eriedkin.

Non siamo neppure certi che padre e figlio siano sempre d’accordo tra loro. Oggi si torna in campo a Bologna, per vincere e convincere, la vera medicina del calcio e a Gian Piero con affetto consigliamo di trattenere in futuro gli ultimi due romani in squadra, Pellegrini e Pisilli: loro hanno capito e lo aiuteranno, naturalmente coni veterani Mancini e Cristante. Forza nonostante tutto, il Texas è tra il Colosseo e il Cupolone, come canta Venditti.

(Il Messaggero)

Ballottaggio El Aynaoui-El Shaarawy. Torna Dybala ma parte dalla panchina

Se non è l’ultimo treno per la Champions poco ci manca. Il destino non è nelle mani della Roma, anzi. Domani serviranno un aiuto dall’amico De Rossi contro il Como e una caduta della Juventus a Milano, ma prima i giallorossi devono pensare a battere il Bologna questa sera. Gasperini rispetto alla gara contro l’Atalanta ritrova Wesley e Dybala. Il primo è al 100% e sarà titolare sulla sinistra, mentre il secondo sarà un’arma nella ripresa. Paulo è fuori da novanta giorni e non è al top della forma. […]

Rimandato il ritorno del tridente composto da Dybala, Soulé e Malen che in questa stagione si è visto dall’inizio solamente contro il Milan tre mesi fa. Matias e Donyell guideranno l’attacco mentre il dubbio di Gasp è sul compagno di reparto. Ballottaggio aperto tra El Shaarawy e Pisilli. Con il secondo sulla trequarti la coppia di centrocampo sarà composta da El Aynaoui e Cristante, in caso contrario Niccolò al fianco di Bryan. Out Koné che si rivedrà solamente contro la Fiorentina. Poche chance per Venturino di partire dall’inizio: in settimana ha avuto qualche acciacco a causa di una contusione e partirà dalla panchina così come Zaragoza ormai sparito dai radar. Ancora fuori Pellegrini e Dovbyk. Sulla destra Celik mentre in difesa spazio al terzetto titolare composto da Mancini, Ndicka e Hermoso. La Roma va a caccia della vittoria in trasferta che manca dal 18 gennaio, match che coincide anche con l’ultimo gol di Dybala. […]

Un ruolino di marcia da invertire per sognare ancora il quarto posto in classifica ed evitare il sesto che in caso di vittoria della Coppa Italia da parte della Lazio significherebbe preliminari di Conference League. L’ambizione di squadra e tecnico è più alta, ma non si può più sbagliare neanche un colpo.

(Il Messaggero)

Gasperini liquida anche il ds Massara. Ranieri replica al club

Il sorriso con il quale entra in sala stampa si spegne quasi subito. Ok, c’è il Bologna, ma stavolta è inevitabile parlare d’altro. Tra il siluramento di Ranieri, la fiducia confermatagli dai Friedkin e il rapporto mai decollato con Massara, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Rispetto ad altre volte però, Gasperini tradisce un pizzico di nervosismo.

Scambia due volte la Roma con l’Atalanta, continua a ribadire di non voler entrare nella querelle con Ranieri, per poi parlarne senza mai nominare Claudio, fraintende una domanda che gli viene posta per poi fare retromarcia. A conferma che questi giorni convulsi hanno lasciato il segno. Di sicuro, però, in attesa di nuovi innesti nel club, è l’uomo forte a Trigoria: «Evinco due cose importanti dalla nota. Una è la fiducia che non mi è mai mancata da parte della società, fin dal primo giorno c’è sempre stato sostegno. L’altra cosa importante è che la Roma è davanti a tutto». E come plenipotenziario, in uno slancio di sincerità, parla al passato di Massara, lasciando intendere come il rapporto sia prossimo a concludersi (nonostante il ds oggi seguirà la squadra e non ha nessuna intenzione di dimettersi). […]

Chissà se i Friedkin lo ascolteranno. Di sicuro l’addio di Ranieri e quello prossimo di Massara, apre ad un nuovo rimpasto in società. Con la proprietà sempre molto attenta all’umore popolare, una mossa che non va scartata è sicuramente il ritorno di Totti. Nonostante la lontananza Dan e Ryan hanno sempre dimostrato su questo versante di essere un passo avanti a tutti: via Mourinho, dentro De Rossi; via De Rossi, dopo l’infelice parentesi Juric, ecco Ranieri. Ora che Claudio è stato silurato, resta soltanto Francesco, l’ombrello ideale in un momento difficile e alla vigilia del centenario. Il problema è che la società Roma, a livello dirigenziale, va completamente ricostruita. Manca un dg, a breve un ds (Giuntoli in pole, Sogliano insegue. Manna il sogno), il comparto medico aspetta soltanto di essere accompagnato alla porta e anche la rivoluzione già annunciata nel settore giovanile – dentro Tarantino, fuori Conti – torna in dubbio. Possibile affidarsi ad un uomo scelto da Massara se il ds non sarà più lui? Tutte domande alle quali va data una risposta.

Ah, quasi dimenticavamo: oggi si gioca. A Bologna, contro una squadra il cui allenatore ha dichiarato, in uno slancio di sincerità, come la stagione sia finita. Quella della Roma ancora no. A patto di vincere al Dall’Ara. Gli alibi sono finiti. Per tutti.

(Il Messaggero)

Castro senza sosta, che impatto Malen. È una sfida da veri numeri 9

A Unai Emery l’hanno chiesto. «Perché abbiamo ceduto Donyell Malen? Economicamente era un buon affare per l’Aston Villa e lui voleva giocare centravanti». Boom: pronti-via e 10 gol in A, all’inseguimento (anche) di Balotelli e Pazzini che nella storia recente sono i giocatori che hanno avuto l’impatto “sturm un drang” (impeto e tempesta) dopo il cambio di squadra a gennaio: SuperMario 12 reti in rossonero fino al giugno della stessa annata nel 2013, il Pazzo 11 con l’Inter nel 2011. Operazione sorpasso in divenire, ovviamente. Nemmeno da dire. E Gasp gode, infinitamente. E la Roma giallorossa con loro.

Donyell Malen oggi è Terminator: lo fermi tu? Santiago Castro detto Torito (piccolo toro, ricordando Lautaro Martinez), oggi, è un ragazzo che piace a un sacco di squadre, che il Bologna si coccola, che ha già raggiunto – ma con le coppe comprese – la doppia ci-fra, che sta raggiungendo una maturazione importante (è ancora un “baby”) ma che non fa gol da otto partite. Otto. Un po’ troppo per uno come lui che comunque è uno dei bomber più comunicativi della nostra Serie A: vede la porta, certo, ma agevola anche gli altri a vederla dialogando coi compagni.

Donyell Malen (che ha segnato come Batistuta, 11, e più di Lukaku nelle prime 15 gare fatte con la Roma) sarà tutto della Roma: e questa è un’altra certezza oltre al fatto che uno come lui che vede la porta con la rapidità e la forza esecutiva di un fulmine, beh, ce ne sono pochi. Verrà riscattato a 25 milioni di euro: l’obbligo scattava col 50% delle partite, cancello già varcato, e accesso alla prossima Europa League. Comunque vada la seconda opzione, la Roma non ha mezza intenzione di far scadere il riscatto. Troppo dominante per poterlo lasciare andare. E soprattutto troppo a suo agio per lasciar scappare il terreno Capitale. […]

E poi c’è Santi, ventunenne fresco sposo (il 3 aprile scorso) a Bologna in attesa della Grande Cerimonia da fare appena tornerà in Argentina con parenti e amici più vicini. Santi è il gioiello verso il quale Vincenzo Italiano sparge carezze ma anche “rimproveri”, di quelli che fanno crescere. […]

Sono lontani i tempi nei quali Santiago doveva conquistarsi il posto: c’era Ciro Immobile che però si fece male subito; poi c’è stato Thjis Dallinga che si è fatto male poi senza convincere abbastanza nella parentesi in cui è stato disponibile. Morale: su Castro puoi fare affidamento. Il problema è che non segna da 8 gare in Serie A, l’ultimo è stato a casa-Torino il 15 febbraio. Il suo “vice” oggi è Jens Odgaard, ed è per questo che Italiano – a meno di sorprese dell’ultima ora – farà partire ancora una volta il danese dalla panchina, proprio per avere un ricambio nella zona centrale offensiva. Santiago ha un sogno: tornare nella nazionale argentina. Oggi gioca la sua gara numero 101 col Bologna: roba da… carica.

(gasport)

Cristante rinnoverà, Angelino in dubbio. Dovbyk-Ferguson via


E adesso che Gasperini ha pieni poteri, si può anche iniziare a programmare la prossima stagione in base ai dettami dell’allenatore giallorosso. […]

Gasp nei giorni scorsi è stato chiaro, ad esempio, su un gruppo di giocatori, che poi è quello che rappresenta il nucleo portante della sua Roma. «Questa squadra ha una base evidente e importante: non va ricostruita, va rinforzata». Concetto che era stato anche anticipato da quel «ho sentito parlare della gang del sesto posto. Ma attenzione, che senza questi giocatori si fa presto ad arrivare anche dodicesimi o tredicesimi». Insomma, per Gasperini lo zoccolo duro della Roma attuale va bene. […]

E così, ad esempio, da ieri si sono impennate le possibilità che Lorenzo Pellegrini possa restare ancora in giallorosso, dopo le dieci stagioni già vissute a Trigoria. Pellegrini e Gasperini strada facendo hanno infatti instaurato un ottimo rap-porto, sia umano che professionale. E Gasperini ha già fatto sapere alla società che gli piacerebbe continuare ad averlo con sé. «Se facciamo eccezione per Dybala, è il nostro giocatore tecnicamente più dotato», il giudizio del mister. Pellegrini ha il contratto in scadenza, ma adesso potrebbe anche trovare un accordo per prolungarlo di un paio di anni.

E altri due fedelissimi di Gasp sono Mancini e Cristante, che il tecnico conosce fin dai tempi dell’Atalanta. I loro rinnovi erano stati bloccati su richiesta dei Friedkin, che avevano dato mandato di cambiare il nucleo storico. Adesso quel messaggio può andare in naftalina (con il rinnovo fino al 2029 che può tornare operativo), vista la fiducia che Gasp ha in loro due. Gasp che vorrebbe avere ancora Hermoso, un altro con il contratto in scadenza ma che la Roma può rinnovare per un altro anno entro inizio maggio.

Quelli che invece lasceranno sicuramente la Roma sono El Shaarawy, Tsimikas, Ferguson, Zaragoza e forse Venturino (dipenderà anche da Baldanzi). In uscita Dovbyk (che non ha mai avuto un ottimo feeling con il tecnico della Roma), mentre in bilico ci sono poi i vari Angelino, El Aynaoui, Celik, Ndicka e Koné. Tutti per motivi diversi. Angelino non si è mai ripreso davvero fino in fondo, El Aynaoui in questa stagione ha deluso e potrebbe andare a giocare altrove, Celik è in scadenza di contratto e nonostante le “lusinghe” di Gasp chiede troppo per il rinnovo. Mentre Ndicka e Koné possono essere destinati sull’altare delle plusvalenze, per sistemare i conti giallorossi prima del fatidico 30 giugno.

(gasport)

L’orgoglio del tecnico: «I Friedkin con me». Ranieri contrattacca, Massara verso l’addio

Ha vinto Gasp, adesso toccherà a lui ridisegnare la Roma del futuro. Già, perché ieri è arrivata l’ufficialità del divorzio dal senior advisor Claudio e Ranieri e presto potrebbe arrivare anche quella dal ds Frederic Massara. Insomma, a Trigoria oggi ci sono ancora meno dirigenti di ieri, proprio mentre la società ha investito l’attuale allenatore dei pieni poteri. E lo ha fatto in modo anomalo, citando la sua posizione di forza nel comunicato di commiato da Claudio Ranieri, quasi a voler sottolineare la contrapposizione. […]

Un comunicato su cui le parti hanno discusso a lungo (Ranieri non voleva proprio l’inserimento di Gasperini) e dove ci sono sostanzialmente tre passaggi chiave: 1) Ranieri viene ringraziato per il lavoro svolto come allenatore e non come senior advisor; 2) per la solita scelta del consenso popolare, i Friedkin hanno fatto richiamo allo striscione esposto dalla Sud contro l’Atalanta; 3) si ribadisce la piena fiducia a Gasperini, anche qui formula già utilizzata con De Rossi, Juric e compagnia dicendo. Insomma, non proprio un trionfo di originalità…

Quindi l’altro passaggio chiave, sui rapporti con Massara: «L‘allenatore deve essere complementare con il ds, entrambi dovrebbero essere responsabili insieme nei risultati e nella formazione della squadra. Dovrebbero viaggiare in coppia, sempre con l’obiettivo di migliorare la squadra. Ricky è una brava persona, ma sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere il giusto feeling. Ma è sempre e solo stata una questione tecnica, mai una cosa di carattere personale. Se andremo avanti insieme lo deciderà la società». Difficile, molto più facile che possa arrivare uno tra Manna, Sogliano o D’Amico, considerando che Giuntoli punta l’estero. […]

Ranieri, di fatto, ha voluto chiarire come non sia stato lui a volere questo sviluppo finale. Nessun passo indietro, niente dimissioni (che non gli sono mai balenate per la testa), ma semplicemente una scelta societaria da parte di chi solo lo scorso 7 giugno lo indicava come «la guida fidata per un futuro entusiasmante e vincente».

E con l’addio di Ranieri sono ben 22 i dirigenti apicali allontanati dai Friedkin in 6 anni di presidenza, alla media di 3,5 a stagione. […]

(gasport)

Via Ranieri, potere a Gasp. Giusto fare chiarezza per il bene della Roma

È sempre un giorno amaro, quando una svolta societaria finisce per coinvolgere addirittura una bandiera. Nel nostro caso anche un gentiluomo come Ranieri. […]

Dopo un lunghissimo viaggio che lo ha portato a indossare prima una maglietta, poi la tuta ed infine una giacca con lo stemma. Calciatore, allenatore, dirigente: sarà dura per chiunque emulare il suo percorso straordinario. La chiusura di una favola, a cui però – con sincerità apprezzabile – il protagonista ha voluto stracciare il lieto fine.

«Ci tengo a dire, per amore della verità, che è stata una scelta unilaterale della società». Quante volte, per comodità, si è parlato di “consensuale“? Stavolta no. E il senso è questo: non sono stato io a dimettermi e nessuno, come vergognosamente è stato messo in giro, osi dire che ho altre mire o addirittura già un incarico.

Puntualizzazione doverosa per chi è andato oltre le righe, abusando di un social; non certo per i tifosi giallorossi che hanno dato una lezione di buon senso. Invitando tutti, con uno striscione, a pensare solo alla Roma.

E in questo senso, indipendentemente dalle legittime considerazioni personali, si sono mossi i Friedkin. Che hanno voluto dare un segnale di chiarezza. Evitando di rimandare una decisione che a tutti, ma proprio a tutti, sembrava inevitabile: decidere se affidare il futuro della squadra a Gasperini o agli attuali dirigenti. È stato giusto? Solo il tempo lo dirà. Ma rimandare, non prendere una posizione, sarebbe stato molto peggio e sicuramente un errore. Ora almeno si eviteranno due mesi di pettegolezzi, la squadra avrà i suoi punti di riferimento, e si potrà – anche sul mercato – cominciare ad indirizzarsi. Investendo Gasperini – con Francesco Totti prossimo al rientro – di una responsabilità totale.

Dalla scelta dei collaboratori ai nuovi acquisti. Un ruolo da manager piuttosto sconosciuto qui da noi, ma che è invece molto più diffuso all’estero. […]

Una svolta magari inaspettata, perché neppure a Mourinho è stato mai concesso tanto potere. Anzi proprio lui, come De Rossi, aveva finito per pagare una incompatibilità con i dirigenti. I Friedkin stavolta hanno fatto invece “all in” su Gasperini. Sta a lui, adesso, giocarsi bene e fino in fondo le sue carte. Perché la Roma – come l’Olimpico ha giustamente ricordato – deve avere ambizioni molto serie.

(gasport)