Gasperini e gli attaccanti rotanti: per 47 volte ha sostituito almeno 2/3 dell’attacco. Ma è dietro alle big per gol dalla panchina

LAROMA24.IT – La Roma, alla spasmodica ricerca di un esterno sinistro di piede destro, intanto pare essersi fermata sullo scaffale degli attaccanti centrali. Più che un cambio nella lista della spesa, la scelta risponde al fabbisogno di Gasperini di avere una cassetta di attrezzi offensivi decisamente più fornita. Dopo Roma-Bologna di Europa League, in cui si ricorda una staffilata di Castro per il momentaneo 1-3, l’allenatore della Roma riprese concetti già espressi più volte dal suo arrivo: “Il Bologna ha messo tre attaccanti freschi e non era facile. Se ti mancano 4/5 giocatori nello stesso reparto, è evidente che soffri. Abbiamo trovato un Malen straordinario, ha alzato la pericolosità in attacco. Ma nel girone d’andata avevamo più soluzioni e riuscivamo a ottenere risultati”. E proprio a quella ricerca di soluzioni, allora, pare rispondere Santiago Castro.

Tant’è che Gasperini, nella sua prima stagione romanista, pur tra Bailey, Ferguson, Dovbyk, Zaragoza, Vaz ed El Shaarawy, tutti giocatori finiti o destinati a finire ai margini dei suoi pensieri, quando possibile ne ha fatto uso. Perché, presto o tardi, durante la partita il tecnico ha mostrato anche a Roma la necessità di smuovere le cose nel reparto offensivo. In 49 partite disputate la passata stagione tra campionato e coppe, per 47 volte la Roma si è trovata a chiudere la partita con almeno 2/3 degli attaccanti schierati titolari sostituiti. Un dato che rimarca a sufficienza la richiesta di Gasperini di avere un ampio baule offensivo dal quale attingere. Quella richiesta di velocità, di transizioni offensive dirette, oltre ai compiti in non possesso che raramente prevedono sconti o bonus neanche per i giocatori d’attacco, porta inevitabilmente ad un impegno energetico elevato. E in una stagione in cui le partite della Roma non potranno essere inferiori a 47, l’obiettivo è dunque quello di avere maggiori possibilità di rifornimento.

Nelle 49 partite della stagione scorsa, ben oltre la metà (28, più del 57%) hanno portato Gasperini a cambiare tutti i giocatori offensivi inizialmente schierati. 26 volte integralmente, un paio di volte con slittamenti come quando Cristante o Pisilli, partiti in posizioni più offensive, venivano nel corso della partita arretrati per far spazio ad un giocatore propriamente d’attacco. Per 19 volte il superstite dell’attacco è stato uno solo, più spesso Malen, rimasto in campo 90’ per 8 volte, seguito da Dybala, dall’inizio alla fine per 7 volte, e il dato assume contorni maggiori vista la limitata disponibilità dell’argentino. Altre volte è capitato anche a Pellegrini, Soulé o Ferguson, in due occasioni, ed una ad El Shaarawy. Ma soltanto due volte, nell’intera stagione, due giocatori d’attacco partiti titolare sono rimasti in campo, simultaneamente, fino al termine della partita. Mai, di conseguenza, Gasperini ha lasciato che i 3 iniziali fossero ancora presenti alla fine della gara. Che per 8 volte ha beneficiato di gol dalla panchina, un numero uguale al Como ma inferiore rispetto a quello delle altre competitors: 13 per l’Inter, 11 per la Juventus, 10 per Atalanta e Milan. Ecco, allora, perché fermarsi al reparto di Castro, intanto.    

TUTTE LE SOSTITUZIONI OFFENSIVE DELLA STAGIONE:

SERIE A:

Vs Bologna 3/3 attaccanti sostituiti

Vs Pisa 3/3

Vs Torino 2/3 (Soulé 90’)

Vs Lazio 3/3

Vs Verona 2/3 (Pellegrini 90’)

Vs Fiorentina 3/3

Vs Inter 3/3

Vs Sassuolo 3/3

Vs Parma 2/3 (Dybala 90’)

Vs Milan 2/2

Vs Udinese 3/3

Vs Cremonese 3/3

Vs Napoli 3/3

Vs Cagliari 3/3

Vs Como 2/3 (Ferguson 90’)

Vs Juventus 3/3

Vs Genoa 2/3 (Dybala 90’)

Vs Atalanta 2/3 (Dybala 90’)

Vs Lecce 2/2

Vs Sassuolo 2/3 (Dybala 90’)

Vs Torino 3/3

Vs Milan 3/3

Vs Udinese 2/3 (Malen 90’)

Vs Cagliari 3/3

Vs Napoli 3/3

Vs Cremonese 2/3 (Malen 90’)

Vs Juventus 1/2 (Malen 90’)

Vs Genoa 2/3 (Malen 90’)

Vs Como 3/3

Vs Lecce 2/3 (Pisilli inizialmente avanzato viene arretrato con Vaz per El Aynaoui)

Vs Inter 1/3 (Pellegrini e Malen 90’)

Vs Pisa 3/3

Vs Atalanta 2/3 (Malen 90’)

Vs Bologna 3/3

Vs Fiorentina 2/3 (Pisilli inizialmente avanzato viene arretrato con El Shaarawy per Koné)

Vs Parma 1/3 (Malen e Dybala 90’)

Vs Lazio 3/3

Vs Verona 2/3 (Dybala 90’)

EUROPA LEAGUE:

Vs Nizza 3/3

Vs Lille 2/3 (Soulé 90’)

Vs Viktoria Plzen 2/3 (Dybala 90’)

Vs Rangers 3/3

Vs Midtjylland 3/3

Vs Celtic 3/3

Vs Stoccarda 2/3 (Ferguson 90’)

Vs Panathinaikos 2/2

Vs Bologna 1/2 (Malen 90’)

Vs Bologna 2/3 (Malen 90’)

COPPA ITALIA:

Vs Torino 2/3 (El Shaarawy 90’)

Castro, il giovane vecchio: tra i giocatori di Serie A dal 2004 in poi nessuno ha più presenze dell’argentino

LAROMA24.IT – Se si apre la Treccani, al termine “giovane”, dopo l’iniziale significato “che è nell’età della giovinezza”, compare subito l’avvertenza al paragrafo b: “In senso relativo, che non ha ancora l’età richiesta, o l’esperienza necessaria a determinati fini: è ancora g. per votare; sei troppo g. per decidere; è g. del mestiere”. Lo stesso meccanismo, spesso, si ritrova nella vita quotidiana e, di conseguenza, anche nel calcio italiano. L’età è oggi uno dei parametri che maggiormente incide sulla valutazione di calciomercato, ben più dell’esperienza. Nelle valutazioni in corso d’opera, poi, quell’età sarà facilmente una motivazione, o un alibi, se le cose non andranno come si sperava. Giovane, sì, ma non qui, almeno non ora. Tant’è che in questa classifica, pensata per motivi romanisti, quello che più risalta è il vizio italiano, sempre più distante dagli indirizzi esteri.

Nei 10 posti, occupati da 11 giocatori per il parimerito dell’ultima posizione, dei giocatori della Serie A nati dal 2004 in poi con il maggior numero di presenze da professionisti ci sono appena due italiani. Uno è Pio Esposito, classe 2005 da 129 presenze, che ha seguito il percorso ormai sempre meno diffuso: due stagioni in Serie B allo Spezia, 77 presenze accumulate, nelle prime 38 solo 3 gol, nelle successive 35, più altre 4 ai playoff, 19 reti che gli sono valse il ritorno all’Inter nella passata stagione. Giovane sì ma con esperienza su strada, dunque “pronto”, come vuole il gergo. Rappresenta l’eccezione visto che l’altro, Cher Ndour, è salito a 151 grazie ad un percorso che l’ha visto andar via dall’Italia a 16 anni ancora da compiere. Benfica, Psg, Braga e Besiktas le sue tappe prima di tornare in Serie A, alla Fiorentina, nell’inverno del 2025. La strada, insomma, se l’è fatta dove la patente da calciatore si può prendere senza limiti d’età fissati per legge.

Davanti a tutti, comunque, c’è Santiago Castro, giovane ma banalmente per una questione anagrafica. 22 anni, da compiere a settembre tra l’altro, e 169 presenze da professionista già accumulate, di cui 79 in Serie A. Per dare un’idea, nella Roma il classe 2004 più utilizzato è Pisilli che, fin qui, ha nel contachilometri 78 presenze da professionista, di cui 55 nel massimo campionato italiano. Stessa età cronologica ma non calcistica, inevitabilmente. Nel 2022/23, quando Castro accumulava 37 presenze al Velez Sarsfield, oltre ad essere capocannoniere di coppa, Pisilli giocava 30 partite in Primavera, tra campionato e coppa.

Dietro Castro, in classifica, c’è appunto l’italiano di formazione straniera, Cher Ndour, staccato di 18 presenze, praticamente un girone in più di ogni altro pari età nel campionato italiano. Chiude il podio Norton Cuffy, con 149 presenze da professionista, seguito da Athekame, 141, e al 5° posto Nico Paz, con 136 presenze da professionista, la maggior parte delle quali (70) nel biennio in Serie A al Como. A seguire Pio Esposito, primo 2005 in graduatoria, poi Alex Valle (2004 con 123 presenze da pro), Ordonez (2004, 122 presenze), Assane Diao (2005 con 107 gettoni già accumulati) e al 10° posto Adzic, unico 2006 in graduatoria, che ha già toccato le 104 presenze da professionista come il romanista Ziolkowski. Sì, esatto, 3 giocatori tra i primi 9 sono del Como e gran parte di quel cumulo di presenze l’hanno preso negli ultimi 2 anni, culminato nella qualificazione alla Champions League.

Palestra, che non rientra più nei criteri, va al Chelsea con 93 presenze da professionista a 21 anni compiuti. Per trovare altri italiani in graduatoria bisogna scorrere fino alla posizione 14 e 15, dove si siedono uno dopo l’altro Comuzzo, 91 presenze fin qui, e Pisilli, a 78 come detto. Non è ancora salito oltre quota 67, invece, Pafundi, il 2006 che Mancini convocò in Nazionale ancor prima che debuttasse in Serie A. Di quelle 67, tra l’altro, appena 19 nel massimo campionato italiano. A riprova di quanto sia contorta la strada, semmai ce ne sia una.

LA CLASSIFICA DEI GIOCATORI DI SERIE A NATI DAL 2004 IN POI CON PIU’ PRESENZE DA PROFESSIONISTA:

1 – Castro 2004 – 169 (79 in Serie A)

2 – Ndour 2004 – 151 (42 in Serie A)

3 – Norton Cuffy 2004 – 149 (41 in Serie A)

4 – Athekame 2004 – 141 (27 in Serie A)

5 – Nico Paz 2004 – 136 (70 in Serie A)

6 – Pio Esposito 2005 – 129 presenze (35 in Serie A)

7 – Alex Valle 2004 – 123 (43 in Serie A)

8 – Ordonez 2004 – 122 (28 in Serie A)

9 – Assane Diao 2005 – 107 presenze (32 in Serie A)

10 – Adzic 2006 – 104 (16 in Serie A)/Ziolkowski 2005 – 104 (18 in Serie A)

Givairo Read, chi è l’obiettivo della Roma (VIDEO)

LAROMA24.IT – La Roma è forte su Givairo Read del Feyenoord. Classe 2006, olandese, è esploso nella stagione ’24-’25 quando ha collezionato 32 presenze con 2 gol e 7 assist.

Aveva iniziato molto bene anche lo scorso anno, prima di un brutto infortunio alla coscia che lo ha costretto a stare ai box per molto tempo. Il finale, però, è stato in crescendo.

Terzino destro, alto 175 centimetri, il suo valore attuale sarebbe di 25 milioni di euro, proprio la cifra che D’Amico ha intenzione di investire per regalarlo a Gasperini. Nel corso delle passate settimane è stato proposto anche all’Inter. Tra i giocatori più preziosi della Eredivisie, secondo Transfermarkt sarebbe al terzo posto. Ed è il migliore, sotto l’aspetto economico, del Feyenoord, la sua squadra di appartenenza.

Al momento è cercato anche dal Nottingham Forest, ma la prima offerta degli inglesi è stata rispedita al mittente. In alcune occasioni è stato impiegato anche come terzino sinistro, ma rende meglio dall’altra parte del campo, nel suo ruolo naturale. Evidente che la Roma lo abbia messo nel mirino per andare a sostituire Celik, che non ha rinnovato. E pare proprio essere una pista abbastanza calda. 

Ha iniziato la sua carriera al Volendam, poi nel ’23-’24 è stato preso dal Feyenoord che lo ha fatto prima crescere nelle giovanili per poi farlo debuttare in prima squadra. Ha avuto anche la nomination al Golden Boy Award. In totale, in Eredivisie, ha collezionato 43 presenze segnando 3 gol e servendo 10 assist.

In carriera, tra tutte le squadre e tutte le competizioni, fino ad oggi ha messo a referto 121 presenze, 9 reti e 14 passaggi decisivi. 

John Galantic: chi è il nuovo CEO della Roma. Dal passato nel Cda di Pallotta all’ultima esperienza con Tod’s

LAROMA24.IT – A quasi due anni di distanza dall’addio di Lina Soulouku, la Roma ha un nuovo CEO. Il club ha ufficializzato John Galantic come nuovo Chief Executive Officier. 

Nato a Boston Cittadino americano e svizzero con origini italiane, già in passato ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione della Roma durante la presidenza di James Pallotta. Classe 1961 è laureato alla Tufts University e ha ottenuto un master in Business Administration alla Harvard Business School. Ha iniziato la sua carriera da Procter and Gamble, ricoprendo vari ruoli nel marketing e nelle vendite in Italia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Dopo aver lavorato in posizioni di marketing globale presso Glaxo SmithKline e come presidente di Coty Americas in Coty Beauty. Successivamente è stato per 16 anni ai vertici di Chanel, di cui era presidente e chief operating officer. In questo periodo ha portato l’azienda ad incrementare le vendite di sette volte, fino a raggiungere i 20 miliardi di dollari e, come membro del Consiglio di Amministrazione di Chanel Ltd., ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del modello di governance della società. Inoltre è stato anche consigliere non esecutivo nel board di Ferrari. Di recente ha lasciato il proprio incarico di CEO del Gruppo Tod’s, ruolo che ricopriva dal 2024.

Israel Reyes: chi è l’obiettivo della Roma (VIDEO)

LAROMA24.IT – La Roma avrebbe formulato la prima offerta per Reyes, esterno destro classe 2000, in forza al Club America. Sarebbe lui uno dei principali indiziati a sostituire Celik, ormai passato alla Juventus. Si parla anche di Fresneda, anche se ha un costo diverso. 

Ma chi è Reyes? Nasce come difensore centrale, ma negli ultimi anni è stato maggiormente impiegato come terzino destro. Alto 180 centimetri per 73 chilogrammi, è un giocatore moderno. La duttilità è la sua forza, visto che in alcune occasioni è stato pure impiegato come mediano. E questo gli permette di essere pulito nel momento in cui deve impostare il gioco. Una situazione questa che piace sicuramente a Gasperini. Ah, inoltre può essere tranquillamente impiegato sia in una difesa a tre che a quattro. Un altro punto a suo favore. 

Pilastro della nazionale messicana (38 presenze e due reti), qualche mese fa Reyes era nella Capitale, probabilmente in vacanza. La pista, quindi (ma non per questo motivo) è da seguire. Sicuramente è un profilo che piace alla Roma. E infatti la prima offerta sarebbe stata spedita.

Diesel Roma: 22 giorni di calciomercato senza acquisti, non era mai successo. Battuto il record della scorsa stagione

LAROMA24.IT – A Roma, ormai, i diesel fino ad Euro 3 non possono più circolare all’interno della fascia verde. Trigoria, però, è ben al di fuori di quest’area e i motori a gasolio sembrano ancora alimentare il motore del calciomercato romanista. Meno reattivi alla partenza ma in grado di recuperare il margine per continuità e resistenza, almeno è quello che si auspica Gasperini dal ponte di Trigoria.

Un po’ come pare possa accadere a breve, col borbottìo dal terreno di insider ed esperti a vario titolo di calciomercato, che preannuncia la Roma come pronta a calare il carico pesante per tirare a sé Summerville. Al 20 luglio, comunque, 22° giorno di calciomercato considerando l’inizio anticipato rispetto al solito, ancora nessun annuncio in entrata, con il solo rinnovo di Dybala come operazione completata oltre al riscatto di Malen. Qualcosa che non si era mai visto ma che accentua una tendenza già evidenziata la scorsa stagione quando il primo comunicato ufficiale, per El Aynaoui, fu lanciato in rete proprio il 20 luglio ma in quel caso erano passati “solo” 20 giorni dall’inizio ufficiale del periodo di trattative estive. Allora, come questa estate, il primo tentativo per Rios, che quest’anno ha preso nome e volto di Greenwood, per poi girare l’investimento altrove. Un anno fa, come ora, un ds che non aveva fatto in tempo a posare la giacca sulla sedia prima di mettersi al lavoro. Era quello, almeno fino a quest’anno, il record di ritardo nel calciomercato della Roma.

Nel 2024, con ancora un direttore sportivo fresco di nomina, arrivò il 1 luglio l’annuncio di Sangaré e poi, dieci giorni più tardi, quello del fido Le Fée. Nelle ultime due sessioni estive gestite da Tiago Pinto, invece, le ganasce finanziarie costrinsero a giocare d’anticipo, esplorando il mercato degli svincolati. Aouar, nel 2023, e Matic, nel 2022, aprirono le novità di mercato già a giugno. Un altro ritardo “extra large” fu registrato nel 2011, anno di transizione verso la prima proprietà americana della Roma: nell’estate che portò Luis Enrique sulla panchina giallorossa, il primo acquisto venne ufficializzato il 19 luglio, al secolo José Angel. Ecco perché, a volte, magari conviene aspettare ancora un po’.

TUTTI I PRIMI ACQUISTI DELLA ROMA DAL 2000 AD OGGI:

2026: 20 luglio senza nuovi arrivi

2025: El Aynaoui, 20 luglio 1° acquisto

2024: Sangaré (1 luglio), Le Fee (10 luglio)

2023: Aouar (11 giugno)

2022: Matic (14 giugno)

2021: Rui Patricio (13 luglio)

2020: Pedro (25 agosto), date calciomercato posticipate a settembre per Covid

2019: Spinazzola (30 giugno)

2018: Coric (28 maggio)

2017: Karsdorp (28 giugno)

2016: Alisson (6 luglio)

2015: Iago Falque (1 luglio)

2014: Ashley Cole (7 luglio)

2013: Benatia (13 luglio)

2012: Dodò (2 luglio)

2011: José Angel (19 luglio)

2010: Adriano (8 giugno)

2009: Guberti (1 luglio)

2008: Riise (18 giugno)

2007: Juan (27 giugno)

2006: Cassetti (21 giugno)

2005: Taddei (1 luglio)

2004: Mexes (16 giugno)

2003: Chivu (9 luglio)

2002: Guardiola (27 giugno)

2001: Pellizzoli (9 luglio)

2000: Batistuta (4 giugno)

Un altro Mondiale senza gol romanisti: nessuna rete come nel 2022, l’ultimo timbro giallorosso rimane quello di Kolarov nel 2018

LAROMA24.IT – Arriverà almeno a 12 anni l’attesa per un altro gol romanista ad un Mondiale. Nella notte, infatti, Manu Koné, l’ultimo sopravvissuto, ha chiuso la propria partecipazione alla massima competizione per Nazionali, senza tra l’altro trovare spazio nella malinconica finale per il 3° e 4° posto. Oltre al centrocampista francese, in fila come lui per l’ingresso negli Usa c’erano Malen, El Aynaoui, Ndicka, Celik (…) e il romanista di fatto Salah-Eddine. Il più presente, alla fine, risulterà il centrocampista del Marocco, con 634 minuti, davanti al collega francese, a 426 minuti nella Nazionale di Deschamps, 240 invece i minuti di Salah-Eddine, 197 per Malen, nulla per Ndicka. Se El Aynaoui e Koné torneranno con una valutazione ritoccata dall’effetto Mondiale, per gli altri i ricordi saranno pressoché rimovibili. Nessuna rete di giocatori della Roma, come nel 2022 quando l’unico sussulto giallorosso fu per il rigore segnato da Dybala che però non intacca, statisticamente, un’astinenza che dura dal 17 giugno del 2018, quando l’allora romanista Kolarov nell’1-0 della Serbia sulla Costa Rica. Da lì un silenzio che durerà almeno 12 anni, fino ai Mondiali del 2030 che spazieranno tra Europa, Africa e Sud America.

La consolazione, in parte, arriverà da un gruzzoletto economico che la Fifa garantisce ai club per la partecipazione dei propri giocatori al Mondiale. Il FIFA Club Benefits Programme, infatti, prevede almeno 5mila euro per ogni giorno di permanenza nella massima competizione iridata, con il premio che estende il conteggio fino al giorno successivo dell’ultimo impegno ufficiale. Con un calcolo che comprende soltanto la fase finale, è previsto un bonifico di circa un milione di euro per la Roma da parte della Fifa. Koné ed El Ayanoui sono quelli che incidono di più sul totale, naturalmente, per aver esteso la loro partecipazione rispettivamente in semifinale, in realtà fino alla finalina di ieri sera, e ai quarti di finale. Il conteggio, comunque, difficilmente può essere calcolato al dettaglio, poiché oltre ai vari parametri, una parte della quota, un terzo, andrà al club con cui il calciatore era tesserato l’anno precedente al Mondiale, quindi nel caso di Malen o di El Aynaoui il risultato non sarà interamente a favore della Roma.

Addio Celik, via col 27% di cross riusciti: 48 tra terzini o esterni hanno fatto meglio nell’ultima Serie A

LAROMA24.IT – Zeki Celik, alla fine, ha trovato il modo di mettere d’accordo tutti. Già la popolarità del turco, arrivato a Roma nell’estate del 2022, raramente era stata al di sopra della soglia di sopportazione nella considerazione della tifoseria. Il colpo di scena che l’ha visto fare scalo a Torino per firmare l’accordo con la Juventus lasciando a Trigoria, come da indiscrezioni di mercato, una pila di fogli ormai da buttare, ha fatto crollare definitivamente l’indice di gradimento dell’ormai ex esterno romanista. Che in realtà, posando per un attimo la lente romanista, era stato il 4° per minutaggio raccolto nella scorsa stagione, dietro soltanto a Svilar, Mancini e Cristante. Abbastanza per pesare il desiderio di Gasperini di averlo ancora a disposizione.

Celik porta via da Roma, oltre a un post di saluti mal calibrato via social, 151 presenze, 2 gol e 10 assist in 4 stagioni. Arrivato come diligente terzino destro, gli venne chiesto, a più riprese e con risultati dubbi, di trasformarsi in un quinto creativo. L’ultimo anno, probabilmente il migliore della sua esperienza, l’ha visto chiudere con il 27% di cross riusciti, in sostanza uno su quattro. Ed è questo uno dei temi più ricorrenti anche tra le risposte di rimando ai saluti del turco. Sono 48 i terzini o esterni che, nell’ultima Serie A, hanno totalizzato percentuali migliori rispetto al turco.

Il suo score di realizzazione al cross, ad esempio, è lo stesso di Kamara dell’Udinese, Pedersen del Torino o Martin Frese del Verona per contestualizzare meglio. Anche tra i romanisti la sua percentuale finisce sotto a Wesley (31%) o Rensch (38%), peggio di lui soltanto Tsimikas (24%), con Angelino che non rientra nel conteggio che prevede soltanto giocatori che abbiano disputato almeno 600 minuti nell’ultimo campionato. Il miglior rapporto percentuale, un po’ a sorpresa, lo detiene Walukiewicz, esternalizzato sulla destra quest’anno a Sassuolo. Il basso numero di tentativi, unito ad una buona precisione, gli ha permesso di scalare la classifica col 56% di cross riusciti, davanti ad Estupinan (50%) e Aaron Martin (45%).

Scorrendo tra i 48 pari ruolo che precedono Celik arrivano tutti gli altri, compresi i nomi più illustri, come Dumfries (38%), Saelemaekers, Alex Valle, Spinazzola, Dimarco o Cambiaso (tutti col 36%), Dodò e Zalewski col 33%, Palestra e Tavares al 29%, fino a Di Lorenzo che si ferma appena una tacca sopra al dato di riferimento, col 28%. Si fa prima a riassumere cosa c’è sotto la soglia del 27% di Celik: Gosens e Bellanova, oltre a McKennie riadattato a volte nel ruolo (26 e 25%) tra gli unici nomi con curriculum. In mezzo a vari nomi che vanno da Zerbin (26%), Floriani Mussolini (22%), Ehizibue (21%), Marusic (15%) fino al picco negativo di Idrissi, che chiude la fila col 7%. Abbastanza per farsene una ragione in fretta.

Roma, è l’ora dei colpi. Gli ultimi primi acquisti delle estati giallorosse: tra veterani, scommesse e occasioni mancate

LAROMA24. IT (FABIO D’ASCANIO) -Il calciomercato è ufficialmente iniziato il 29 giugno. In casa Roma, per ora, non è uscito nessun big della rosa, nonostante la necessità di ottenere delle plusvalenze entro il 30 giugno. Il club capitolino non ha svenduto nessun top, rimandando al mittente delle offerte (per Pisilli e Svilar) ritenute decisamente troppo basse. Ora, però, è tempo di immergersi anche nel mercato in entrata. Dopo 7 anni i giallorossi torneranno a giocare la Champions League, il livello della rosa dovrà inevitabilmente alzarsi, soprattutto per via delle grandi e sacrosante ambizioni di Gian Piero Gasperini

Ufficialmente la sessione estiva di calciomercato è iniziata da pochi giorni, insieme al tecnico, il nuovo direttore sportivo Tony D’Amico è al lavoro per portare i primi rinforzi. Il 13 luglio la squadra si ritroverà a Trigoria, e non è un segreto che Gasperini si aspetti da subito dei nuovi innesti. Le tempistiche sono importanti, l’allenatore vorrebbe lavorare il prima possibile sul campo con i nuovi acquisti. Andando indietro nel tempo, ecco quali sono stati gli ultimi primi acquisti delle recenti estati giallorosse. Tra giovani di aspettativa che non hanno lasciato il segno, flop inaspettati, veterani e un big ceduto a cifre record.

Lo scorso anno il primo colpo è stato subito oneroso ed è arrivato nella seconda parte di luglio: Neil El Aynaoui, dopo una lunga telenovela estiva che ha visto protagonista Rios, è stato il primo regalo del club per Gian Piero Gasperini. Il marocchino è arrivato il 20 luglio, per 23 milioni di euro più due di bonus

Nel 2024, invece, la Roma ha chiuso il 1 luglio per l’ingaggio del giovanissimo Buba Sangaré. Il classe 2007 è stato prelevato dal Levante per 1,5 milioni di euro. Un’investimento che purtroppo non ha portato i risultati sperati: il giovane terzino, infatti, non ha mai esordito in prima squadra. È stata, però, registrata una plusvalenza, con Sangaré che è stato ceduto a titolo definitivo all’Elche il mese scorso per 4,5 milioni di euro

Nel 2023 la Roma si è mossa in anticipo. L’11 giugno è stato ufficializzato l’acquisto a parametro zero di Houssem Aouar. Il centrocampista algerino, dopo la fine della sua avventura con il Lione, è arrivato nella Capitale carico di aspettative. Il suo rendimento non è stato certamente entusiasmante. Solamente un anno dopo è stato ceduto all’Al-Ittihad e per forza di cose è arrivata una plusvalenze per le casse del club. Il classe 1998 è stato ceduto per 12 milioni di euro più bonus. 

Nel 2022, pochi giorni dopo la vittoria della Conference League, la Roma cercò di aumentare l’esperienza e la caratura internazionale all’interno della rosa ingaggiando il 14 giugno, a parametro zero, Nemanja Matic. Il serbo è arrivato a Roma per il suo ottimo rapporto con José Mourinho e nella stagione vissuta nella Capitale è stato uno dei protagonisti della cavalcata che portò la squadra alla finale di Europa League. Nell’estate del 2023 è arrivato l’inaspettato addio. L’ex Chelsea e Manchester United si è trasferito al Rennes per 3 milioni di euro

L’anno precedente arrivò un altro fedelissimo di Mourinho: il primo acquisto dell’era dello Special One, infatti, fu Rui Patricio. Il portiere portoghese passò ufficialmente alla Roma il 13 luglio 2021, per 11,5 milioni di euro dal Wolverhampton. Rui fu protagonista della storica vittoria di Tirana con un paio di interventi decisivi. Il suo contratto è scaduto il 30 giugno 2024. 

Il 2020, invece, è stato l’anno della Pandemia da Covid-19 e per tutta l’estate la Roma è scesa in campo tra Serie A e Europa League. Il 25 agosto arrivò non solo il primo acquisto per la stagione successiva, ma anche il primo colpo dell’era Friedkin, ovvero Pedro. Lo spagnolo venne ingaggiato a parametro zero e giocò solo una stagione con la maglia giallorossa, senza incidere come ci si sarebbe potuto aspettare. Al termine dell’annata passò alla Lazio. 

Il 30 giugno 2019, invece, c’è stata l’operazione in sinergia con la Juventus che ha visto protagonisti Luca Pellegrini e Leonardo Spinazzola. Entrambi i club registrarono delle importanti plusvalenze. Pellegrini si trasferì alla Juve per 22 milioni di euro, mentre Spinazzola è stato acquistato dalla Roma per 29,5 milioni di euro. Visto il successivo rendimento di entrambi, l’affare fu senza dubbio per i giallorossi. Spinazzola ha indossato la maglia della Roma per 5 stagioni, ha vinto la Conference League nel 2022 e solamente a causa di diversi infortuni la sua esperienza nella Capitale ha subito diversi rallentamenti. Il suo contratto è scaduto il 30 giugno 2024. 

Nel 2018, ci fu la prima e unica campagna acquisti estiva guidata dal direttore sportivo Monchi. Una sessione di mercato che senza dubbio si può definire fallimentare. E il primo acquisto del dirigente spagnolo, è arrivato molto presto, perché il 28 maggio il club ufficializzò l’accordo con la Dinamo Zagabria per l’ingaggio, a fronte di un corrispettivo di 6 milioni di euro, di Ante Coric. Sul centrocampista croato si crearono da subito grandi aspettative, ma il classe 1997 fu una vera e propria meteora. Il suo contratto è scaduto il 30 giugno 2023, solamente 3 le presenze in giallorosso per Coric che fu ceduto ripetutamente in prestito nel corso degli anni. 

Il 28 giugno 2017 la Roma ufficializzò l’acquisto di Rick Karsdorp. Il terzino destro olandese venne acquistato dal Feyenoord per 14 milioni di euro di base fissa più 5 di bonus. L’avventura del numero 2 iniziò in maniera molto sfortunata, con la rottura del legamento crociato. Dopo due stagioni con poco spazio fa ritorno in prestito al Feyenoord per una sola annata. Dal 2020 al 2024, se pure a momenti alterni, l’olandese riesce a trovare continuità con la maglia giallorossa, giocando da titolare la finale di Conference League nel 2022. Nel 2024 è stato rescisso consensualmente il suo contratto. 

Infine, nell’estate del 2016 il primo acquisto della Roma fu uno dei portieri più forti della storia del club. Il 6 luglio venne ufficializzato l’acquisto di Alisson Becker per 8 milioni di euro dallo Sport Club Internacional. L’estremo difensore brasiliano, dopo aver vissuto una stagione da secondo portiere alle spalle di Szczęsny, nel 2017-2018 si prese il posto da titolare e fu protagonista di una stagione semplicemente strepitosa. Nell’estate del 2018 venne ceduto al Liverpool, per la cifra record di 62 milioni di euro di base fissa più 10 di bonus. 

Qui non si vende: Roma al 9° posto in Italia per incassi da cessioni dall’arrivo dei Friedkin. Il confronto con le altre e con l’éra Pallotta

LAROMA24.IT – “La Roma non ha un cartello con scritto ‘se vende’, ha un cartello con scritto ‘se gana’”. A bucare lo schermo con questa frase, con un completo blu e una presenza scenica ammaliante, era stato, ormai 9 anni fa, Monchi. Furono venduti, di lì a poco, Salah e Rudiger, Nainggolan e Strootman, rovesciando di fatto i resti della popolarità di James Pallotta e della sua presidenza. Quando i Friedkin hanno acquistato la Roma, nell’estate del 2020, hanno messo quel cartello tra gli scatoloni da buttare, per evitare problemi. E oggi, nelle ore in cui scade il termine per il conteggio dell’Uefa, la proprietà della Roma viene raccontata pronta a spolverarsi di nuovo la giacca per un’altra, possibile, multa.

In qualche modo, però, quel metodo di gestione, poi rivalutato anche lessicalmente con “player trading”, verrà messo a sistema da sempre più società, man mano che le proprietà straniere cominciavano ad invadere la Serie A. Al contrario, i Friedkin dal loro arrivo si sono seduti dalla parte opposta. Non per forza a ragione. In una classifica degli incassi da cessione dei giocatori, dal 2020 ad oggi, la Roma è sprofondata al 9° posto, lasciando strada a tutte le principali competitors, dall’Inter alla Juventus, passando per Napoli, Milan e Atalanta. Ma anche Udinese, Sassuolo e Fiorentina hanno scavalcato i giallorossi per gli introiti da cessioni che, dal 2020/21, hanno portato 323,98 milioni nelle casse romaniste. Meno della metà di quanto ha incassato l’Atalanta nello stesso periodo (700,16 milioni, per un primato indiscutibile), oltre 200 milioni in meno rispetto a Juventus (562 il totale) e Napoli (541), che superano anche l’Inter, arrivata a 510. Fiorentina, Milan, Udinese e Sassuolo prima di arrivare alla Roma che resta davanti al Bologna (10° con 290 milioni di incassi dalle cessioni) e alla Lazio (14a posizione con 222 milioni).

Nell’epoca Friedkin, infatti, la Roma è l’unica squadra a non aver realizzato (mai/ancora?) una cessione importante. Il massimo del ricavato in un’unica operazione uscita rimangono i 28,5 milioni per Ibanez all’Al-Ahli. Nello stesso periodo, tutte le concorrenti hanno almeno fatto un sacrificio, o un affare a seconda dei punti di vista, superiore ai 60 milioni. L’Atalanta, tra i vari, ha toccato il punto più alto con i 79,8 milioni per Hojlund dal Manchester United, l’Inter ha venduto Lukaku al Chelsea, nel 2021, per 113 milioni, la Juventus accettò la proposta da 67 milioni del Bayern Monaco per De Ligt e il Napoli, più recentemente, ha intascato 80 milioni dal Psg per Kvaratskhelia. A cifre simili la Fiorentina ha firmato l’accordo con la Juventus per Vlahovic nella stagione 2021/22 mentre l’incasso principale del Milan è stato quello per Tonali al Newcastle (oltre 60 milioni). Tutte, Lazio compresa con la cessione di Milinkovic da 40 milioni o il Bologna per Calafiori e Zirkzee, ad un certo punto hanno mollato la presa sui propri tesori.

Ad eccezione dei Friedkin, che ereditavano una gestione capace, tra il 2012 e il 2019, di raccogliere quasi 800 milioni (795 milioni) dalle cessioni di calciatori, seconda soltanto alla Juventus nel periodo con 840 milioni di incasso. Praticamente i Friedkin hanno più che dimezzato, riducendoli allo stretto necessario, i guadagni da cessioni dei calciatori, scegliendo una strada opposta. Al passato e a molto di ciò che li circonda.

LA TOP 10 DELLE SQUADRE DI A CHE HANNO INCASSATO DI PIU’ DALLE CESSIONI DEI CALCIATORI DAL 2020 AD OGGI:

Atalanta 700,16 milioni
Juventus 562,31
Napoli 541,77
Inter 510,71
Fiorentina 401,63
Milan 371,86
Udinese 333,70
Sassuolo 333,26
Roma 323,98
Bologna 290,09