Israel Reyes: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Il nome di Israel Reyes torna fortemente in orbita Roma. Il club giallorosso sembrerebbe vicino all’acquisto del difensore classe 2000. Nato il 23 maggio 2000 a Autlán de Navarro, in Messico, Reyes è un calciatore molto duttile. Nasce come difensore centrale, negli ultimi anni invece ha ricoperto maggiormente la posizione di terzino dentro, ma può agire mediano di centrocampo davanti alla difesa. Un calciatore intelligente, dotato di una buonissima tecnica che gli permette di impostare bene il gioco in avvio di azione. Alto 180 centimetri per 73 kg, il messicano è un difensore moderno che sa adattarsi a più ruolo e sistemi, giocando abilmente sia in una linea difensiva a 3 che a 4.

Dal gennaio del 2023 è in forza al Club America, mentre in precedenza ha militato per due stagioni al Puebla. Reyes è pronto a fare il grande salto nel calcio europeo, dopo essersi messo decisamente in mostra in patria. In questa stagione ha collezionato 38 presenze complessive, condite da due assist. Il contratto con il Club America scade il prossimo 30 giugno e questo lo rende appetibile per un acquisto a parametro zero.

Reyes è un pilastro della nazionale messicana avendo collezionato fino ad oggi 31 presenze. Nel 2022, però, non è stato convocato dal Messico per il Mondiale in Qatar. Quest’anno, invece, Reyes sarà protagonista con la sua nazionale al Mondiale che giocherà, in parte, anche in patria. Una vetrina importante che potrebbe aumentare di molto la concorrenza per la Roma nel caso non dovesse arrivare prima dell’inizio della competizione l’accordo per il suo ingaggio.

Il difensore, in queste ore, si trova nella Capitale. Un segnale che potrebbe essere decisivo per il suo approdo alla Roma.

Area protetta: la Roma è la squadra che subisce meno gol in area di rigore. Napoli, Lecce e Milan con le percentuali più alte

LAROMA24.IT – La Roma è riuscita a chiudere di nuovo la porta in trasferta come non le accadeva da oltre 3 mesi, dalla vittoria a Torino, contro i granata, del 18 gennaio. Da lì 7 gare giocate lontano dall’Olimpico, tra campionato ed Europa League, tutte con almeno un gol subito. Più volte, Gasperini, nel racconto della stagione ha rimarcato quell’impermeabilità decisamente sopra la media, generale e ancor più per le abitudini dell’ex allenatore dell’Atalanta, che aveva sospinto la Roma nella prima parte di stagione.

12 i gol subiti alla fine del girone d’andata dai giallorossi, 17 quelli già incassati dalla 20a alla 34a giornata di ritorno: un cambio di rotta che, probabilmente, ha svelato come fossero “irripetibili” i numeri iniziali, legati anche, se non soprattutto, a un rendimento di Svilar sovrannaturale. La Roma ha comunque mantenuto la propria zona più calda, quella dell’area di rigore, al riparo: soltanto Inter e Napoli concedono, infatti, meno tocchi all’interno degli ultimi 16,5 di campo agli avversari.

La Roma, in più, è la squadra che che concede meno gol dall’interno dell’area di rigore: soltanto il 72,41% delle reti subite arriva dalla parte più intima del campo romanista. Dietro la squadra di Gasperini, in questa classifica, ci sono Juventus e Fiorentina. La peggiore, paradossalmente, è il Napoli con addirittura il 93,94% dei gol subiti dall’interno dell’area di rigore, nonostante sia la squadra che offre meno tiri (solo il 56,45%, la Roma è terza qui) dagli ultimi metri. Stupisce meno, invece, che tra le prime 4 ci siano altre squadre di media o alta classifica come Lazio e Milan. La tendenza delle formazioni di Sarri e Allegri ad abbassarsi e difendere a ridosso dell’area, inevitabilmente, porta più facilmente gli avversari ad accedervi. Al contrario, invece, seppur Gasperini conceda mediamente occasioni ad alto rischio (0,11xG medi per tiro avversario, dietro solo a Bologna e Lecce), la continua pressione romanista permette di limitare gli accessi avversari all’area di rigore di Svilar.

LA CLASSIFICA, IN PERCENTUALE, DI GOL SUBITI ALL’INTERNO DELL’AREA DI RIGORE:

Napoli 93,94% dei gol subiti all’interno dell’area di rigore

Lecce 93,48%

Milan 92,59%

Lazio 90,91%

Genoa 89,58%

Inter 87,10%

Cagliari 85,71%

Pisa 85,25%

Udinese 84,78%

Sassuolo 84,09%

Cremonese 82,35%

Torino 82,14%

Atalanta 81,25%

Bologna 80,49%

Verona 80,36%

Parma 80%

Como 78,57%

Fiorentina 77,78%

Juventus 75,86%

ROMA 72,41%

Roma-Fiorentina a Zufferli: ultimo incrocio a Cagliari con il rosso a Celik e il caso Folorunsho. All’Olimpico un ko in tre precedenti

Sarà Luca Zufferli della sezione di Udine a dirigere il match tra Roma e Fiorentina, in programma all’Olimpico lunedì 4 maggio alle 20:45. Per Zufferli si tratterà del sesto incrocio in carriera contro i giallorossi. In questa stagione ha arbitrato la Roma nella prima giornata di campionato, il successo per 1-0 contro il Bologna e nel ko di Cagliari arrivato il 7 dicembre 2025 con l’espulsione di Celik. Proprio a Cagliari la direzione di gara è sembrata abbastanza incerta: Zufferli non ha punito Folorunsho dopo aver avuto un comportamento nettamente antisportivo in una discussione nata con Hermoso.

La Roma all’Olimpico con Zufferli ha vinto due volte su tre precedenti: contro il Bologna a inizio stagione come detto, e contro il Genoa nella passata stagione. L’unico ko casalingo risale all’inizio della scorsa stagione, quando l’Empoli si impose all’Olimpico per 1-2 il 25 agosto 2024.

Per la Fiorentina il bilancio con Zufferli è senza dubbio positivo: i toscani in 6 match con il fischietto di Udine hanno ottenuto 4 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta.

LR24

Malen forza nove: 0,88 gol a partita, nessuno in Italia come lui. In Europa meglio solo Kane e Mbappé

LAROMA24.IT – Un’altra tacca a Bologna, l’undicesima in Serie A, la dodicesima con la maglia della Roma contando anche quella in Europa League, sempre al Bologna. Così Donyell Malen sta rovesciando, giornata dopo giornata, i numeri della Serie A. Basti pensare che con poco più di 3 mesi ha scalato la classifica dei marcatori del campionato italiano arrivando ad avere, oggi, soltanto 4 giocatori davanti. Tutti partiti con metà stagione di vantaggio: da Nico Paz e Douvikas del Como, con 12 reti, a Thuram e Lautaro dell’Inter, rispettivamente a 12 e 16. E da sabato è entrato anche nella “top 20” dei giocatori in lizza per la Scarpa d’Oro. Un acquisto deflagrante, in grado di realizzare 11 gol come Maxi Lopez riuscì a fare arrivando a gennaio al Catania nel 2009/10. Davanti a lui, in questa classifica, resta ora soltanto Balotelli che ne segnò 12 quando arrivò al Milan dal Manchester City nell’inverno del 2012.

Nel rapporto tra minuti giocati e gol realizzati, inevitabilmente, nessun tiene il passo in Italia del numero 14 della Roma. Paragonabile soltanto all’élite del calcio europeo. La media attuale vede Malen a 0,88 gol segnati a partita, al 3° posto tra tutti i principali campionati europei. Meglio di lui soltanto Harry Kane, arrivato a 33 timbri in Bundesliga seppur con 10 rigori, con una media impressionante di 1,38 reti ogni 90’. Dietro il capocannoniere del Bayern Monaco c’è Mbappé, a 0,90 gol a partita, di un soffio (per ora…) davanti al colpo di mercato della Roma di gennaio.

In grado di mettersi alle spalle artiglieria del nome di Lewandowski o Haaland, con l’attaccante del City che condivide la media (0,81 a partita) con Undav dello Stoccarda, autore di 18 reti. Sotto di loro Bamba Dieng del Lorient, con un dato di 0,78 esultanze ogni 90 minuti giocati, poi Raphinha, Lautaro, l’altro rappresentante della Serie A nei primi 20 posti, fino a Jonathan Burkardt che chiude la top10 con 0,73 gol segnati a partita.

LA CLASSIFICA PER MEDIA GOL DEI TOP 5 CAMPIONATI EUROPEI:

1 – Kane 1,38 gol a partita

2 – Mbappé 0,90

3 – Malen 0,88

4 – Lewandowski 0,83

5- Haaland 0,81

6 – Undav 0,81

7 – Dieng 0,78

8 – Raphinha 0,77

9 – Lautaro 0,74

10 – Burkardt 0,73

Jayden Oosterwolde: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Occhi puntati su Jayden Oosterwolde. La Roma segue da tempo il difensore di proprietà del Fenerbache e sembra voler affondare il colpo in vista della prossima sessione estiva di calciomercato per rinforzare il proprio reparto arretrato. La società capitolina starebbe preparando un’offerta da 15 milioni di euro per il calciatore, mentre il club turco ne chiede 20.

Oosterwolde, nato in Olanda, a Zwolle, il 26 aprile 2001, è un difensore centrale di piede sinistro che all’occorrenza può agire anche da terzino. 189 centimetri di altezza, una stazza fisica certamente importante. La caratteristica principale di Oosterwolde è la rapidità, che gli permette di avere una buona propensione offensiva soprattutto nel ruolo di terzino sinistro che ha coperto maggiormente nella sua esperienza italiana, al Parma che lo acquistò nel 2022 dal Twente.

L’olandese, infatti, prima di approdare al Fenerbache era in forza al Parma con cui ha collezionato 23 presenze complessive nel campionato cadetto. A gennaio 2023 per 6 milioni di euro si è trasferito in Turchia, dove ha compiuto il salto di qualità. Il club crociato ha mantenuto il 20% sulla futura rivendita. In questa stagione Oosterwolde si sta mettendo in mostra avendo collezionato 44 presenze complessive fino ad ora, condite anche da un gol e un assist. Un calciatore duttile che sta aumentando sempre di più il livello delle sue prestazioni.

Uno, nessuno e centomila nella Roma: Ceo vacante dal 2024, valzer dei ds. Nessun club così in Italia

LAROMA24.IT – Le campane hanno iniziato a suonare nel pomeriggio di ieri e parevano annunciare l’imminente caduta di Claudio Ranieri, figura apicale eletta a furor di popolo nella scorsa primavera. Scaduto il mandato da allenatore d’emergenza, il 1 luglio veniva nominato “senior advisor” del Gruppo Friedkin. In sostanza, visti i vuoti nell’organigramma romanista sarebbe diventato il punto di riferimento, almeno calcistico, della proprietà a Roma. Neanche un anno dopo e pare già destinato a cadere, o a lasciarsi cadere, in seguito al cortocircuito, divenuto pubblico di recente, con Gasperini. Con lui, a quanto raccontano le cronache, scivolerà via anche Massara, nominato direttore sportivo il giugno scorso e in successione di Ghisolfi, pure lui sopravvissuto appena un anno. Il ruolo di Ceo, invece, risulta tuttora vacante dal settembre 2024. Ripensare al triennio di Tiago Pinto, in carica dal gennaio 2021 al febbraio del 2024 non senza forti perturbazioni, appare quasi utopico.

La Roma, escluso quel triennio per la quasi totalità condiviso con Mourinho, non pare più in grado di darsi, o ancor meglio sostenere, una struttura duratura. Un caso che non ha paragoni neanche in Serie A, dove la vita sportiva, in particolar modo degli allenatori, è relativamente breve, almeno in confronto al resto dell’Europa. Scivolando l’indice tra le varie squadre italiane, in tutti gli organigrammi figura almeno un riferimento, che sia Ceo, gli ex amministratori delegati, direttori generali o sportivi, che propongano un percorso di continuità. Partendo in ordine alfabetico, dall’Atalanta che a Roma risuona spesso come riferimento di recente, con Luca Percassi che, nonostante il cambio di proprietà, è Ceo del club dal 2010 mentre il ds D’Amico è dal 2022 alla direzione sportiva. La stessa data che riporta sul proprio contratto di assunzione sia Sartori che Di Vaio, braccia operative del Bologna, amministrato dal 2014 dall’ex romanista Fenucci. Al Cagliari, Carlo Latte è Ceo dal 2017 mentre dal 2024 c’è Melis come direttore generale, protagonista di una scalata nel club dov’è arrivato nel 2018. Al Como se il Ceo è datato 2023, fin dall’arrivo degli Hartono, nel 2019, il ds è Ludi. Alla Cremonese Armenia e Giacchetta, dg e ds, sono in carica rispettivamente dal 2018 e dal 2021. Alla Fiorentina, scombussolata inevitabilmente dalla scomparsa di Commisso, Mark Stephan è Ceo fin dal 2019 e Paratici ha di recente raccolto l’eredità di Pradé, rimasto comunque in sella 6 anni. Al Genoa il board è assegnato a Ceballos, in carica dall’arrivo della precedente proprietà nel 2021, con Diego Lopez che è diventato ds lo scorso settembre sostituendo Ottolini, passato alla Juventus, e rimasto in carica un triennio. Proprio la Juventus appare l’unico caso paragonabile alla Roma per volatilità della struttura: Ottolini ha infatti sostituito Giuntoli che dopo un biennio ha lasciato l’incarico di direttore sportivo, con in mezzo cambi di allenatore plurimi. Dallo scorso novembre il Ceo è Comolli che comunque prendeva il posto di Scanavino che aveva completato il suo ciclo triennale.

Strutture gestite più “tradizionalmente” sono quelle di Lazio e Torino, in cui la direzione strategica è espressione diretta del proprio presidente, entrambi in carica da oltre vent’anni. E comunque per tempo legati allo stesso direttore sportivo: da una parte prima di Fabiani, nominato ds nel 2023, c’era stato Tare per 14 anni. Dall’altra Vagnati, per 5 anni alla direzione sportiva del Torino, è stato sostituito da Petrachi, con già 9 anni di Torino sul curriculum tra il 2010 e il 2019. Anche al Napoli l’impronta di De Laurentiis è marcata: Manna, ds dal 2024, ha preso il posto di Meluso durato appena un anno ma prima di lui Giuntoli era stato alla direzione sportiva del club per 8 stagioni. Il direttore generale ora è Bianchini, già nella struttura del Napoli dal 2022 quando arrivò come CRO (Chief Revenue Officer).

All’Inter, nonostante i cambi di proprietà, la struttura dirigenziale è monolitica: Marotta, oggi Ceo e presidente, è nel club dal 2018, Ausilio addirittura dal 2014. Al Milan l’arrivo di Tare la scorsa estate ha affiancato Moncada, capo dell’area sportiva, già presente dal 2023. Furlani, dal dicembre del 2022, mantiene la carica di Ceo rossonero. Al Parma il Ceo è di recente nomina, Cherubini da poco più di un anno, ma il ds è Pederzoli fin dal 2021. All’Udinese la recente ristrutturazione, con Nani nominato Group Technical Director dopo anni di collaborazione dei Pozzo, è stato affiancato da Inler come responsabile dell’area tecnica ma sotto la gestione di Collavino, direttore generale del club dal 2009. La figura di Carnevale personifica il Sassuolo fin dal 2014, anno in cui fu nominato amministratore delegato, al Verona Sogliano è ds dal 2022. Nel Lecce il responsabile dell’area tecnica è Corvino dal 2020. Al Pisa, ultima rimasta, 3 giorni fa è stato nominato Gabanelli come nuovo direttore sportivo, dopo il triennio passato con Stefanelli. Il ceo, comunque, rimane Corrado, figlio del co-proprietario che mantiene ancora il 25% del club, dopo l’acquisizione nel 2016. Alla Roma, considerando il prossimo rimpasto societario, rimarrà Gasperini come più longevo, in carica dal giugno del 2025. Che a fine maggio, neanche un anno fa, era seduto al tavolo del resort dei Friedkin in Toscana insieme a Ranieri, con Ghisolfi ancora direttore sportivo ufficialmente.

LE FIGURE DIRIGENZIALI DEI CLUB DI SERIE A CON LA LORO DURATA:

Atalanta: Luca Percassi (ceo, dal 2010). Tony D’Amico (ds, dal maggio 2022)

Bologna: Fenucci (ceo, dal 2014). Sartori (responsabile area tecnica, dal maggio 2022). Di Vaio ds dal giugno 2022

Cagliari: Carlo Catte (ceo, dal 2017). Melis dg dal 2024, è nel club dal 2018. Angelozzi (ds dal giugno 2025, succede a Bonato che era stato al club quasi 3 anni, dal novembre 2022)

Como: Terrazzani (ceo, dal dicembre 2023). Ludi (ds dal maggio 2019, quando arrivano gli Hartono)

Cremonese: Armenia (dg, dal giugno 2018). Giacchetta (ds dal 2021)

Fiorentina: Mark E. Stephan (ceo, dal 2019, quando arrivò Commisso). Paratici (ds dal febbraio 2026, prima c’era stato Pradè dal 2019 al 2025)

Genoa: Andres Blazquez Ceballos (ceo dal 2021, quando arrivò 777 Partners). Diego Lopez (ds dal novembre 2025, prima Ottolini ds dal 2022 al 2025)

Verona: Zanzi (ceo dal 2025, dopo cambio di proprietà). Sogliano (ds, dal 2022)

Inter: Marotta (ceo dal 2024, all’Inter dal 2018). Ausilio (ds dal febbraio 2014)

Juventus: Comolli (ceo dal novembre 2025, prima Scanavino per un triennio). Ottolini (ds dal gennaio 2026, dal 2023 al 2025 Giuntoli)

Lazio: Lotito (presidente dal luglio 2004), Fabiani (ds dal 2023, prima Tare dal 2009 al 2023)

Lecce: Mencucci (ceo dal maggio 2022), Corvino (responsabile area tecnica dal 2020)

Milan: Furlani (ceo dal dicembre 2022), Tare (ds dal 2025, con lui Moncada capo dell’area sportiva dal 2023)

Napoli: Bianchini (dg dal 2025, dal 2022 come CRO). Manna (ds dal 2024, prima Meluso per un anno e prima ancora Giuntoli per 8 anni)

Parma: Cherubini (ceo dal 2025), Pederzoli (ds dal 2021)

Pisa: Corrado (ceo, figlio del co-proprietario che detiene il 25%), Gabbanini (ds annunciato 3 giorni fa, dopo il triennio Stefanelli, dal 2023)

Roma: ceo (vacante da Souloukou, dal settembre 2024), ds Massara (dal giugno 2025, prima Ghisolfi un anno in carica)

Sassuolo: Carnevali (ceo dal 2014), Palmieri (ds dal 2024, all’interno della struttura dal 2015 come responsabile settore giovanile). Prima c’era stato Giovanni Rossi per 6 anni (dal 2018 al 2024)

Torino: Cairo (presidente dal 2005). Petrachi (ds dal 2025, rientrando dopo esperienza di 9 anni, dal 2010 al 2019, nel frattempo dal 2020 al 2025 Vagnati)

Udinese: Collavino (dg dal 2009). Nani (Group Technical Director dal 2024, collaboratore per anni dei Pozzo, prima anche al Watford). Inler responsabile area tecnica dal 2024

Bologna-Roma a Di Bello: l’unico precedente finì 2-1 per i giallorossi. 7 vittorie consecutive e 9 gare senza ko per i capitolini

Sarà Marco Di Bello l’arbitro del match tra Bologna e Roma, valido per la trentaquattresima giornata di Serie A e in programma sabato alle ore 18 allo Stadio Renato Dall’Ara. Il direttore di gara incontrerà i giallorossi per la 34esima volta e i capitolini sono di gran lunga la squadra più arbitrata in carriera (secondo il Napoli a quota 25). Il quarantaquattrenne ha già diretto una sfida tra i giallorossi e i rossoblù e risale al 18 febbraio 2019, quando la Roma vinse 2-1 allo Stadio Olimpico grazie alle reti di Aleksandar Kolarov e Federico Fazio.

Il bilancio è molto positivo: 20 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte. Con il fischietto di Brindisi i giallorossi sono reduci da 7 successi consecutivi, oltre a essere imbattuti da ben 9 gare (ultimo ko il 2-0 contro l’Inter nei quarti di finale di Coppa Italia andati in scena l’8 febbraio 2022). La Roma ha incontrato Di Bello in stagione in due occasioni e ha ottenuto due vittorie: 3-1 contro il Genoa (gol di Matias Soulé, Manu Koné ed Evan Ferguson) e 3-0 contro la Cremonese (reti di Bryan Cristante, Evan Ndicka e Niccolò Pisilli).

Sono 19, invece, i precedenti tra l’arbitro classe ’81 e il Bologna e il bilancio è di 5 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte. Dal 16 ottobre 2016 il rendimento dei felsinei è peggiorato terribilmente e negli ultimi 14 incroci hanno ottenuto soltanto due successi (1-0 con la SPAL e 0-1 con il Venezia).

LR24

Victor Muñoz: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Víctor Muñoz Villanueva, classe 2003, nato il 13 luglio. Gioca con la maglia dall’Osasuna dalla scorsa estate ed è stato accostato alla Roma. Si tratta di un esterno sinistro, impiegabile anche a destra, di piede destro, ed è già valutato 40 milioni di euro. È cresciuto nelle giovanili del Barcellona, dove è approdato nel 2014 ed è maturato fino al 2017. Dal 2019 è entrato nel circolo del Real Madrid: prima nel nell’U19 poi nell’RSC e poi nella Castilla, dove è rimasto fino al 2025 mettendosi in mostra e guadagnando le prime convocazioni e anche qualche presenza con la maglia dei “Galacticos“. La svolta è arrivata lo scorso luglio, però, quando l’Osasuna ha deciso di puntare su di lui investendo 5 milioni di euro per il 50% del cartellino. L’investimento ha pagato e in stagione l’esterno spagnolo ha totalizzato 6 gol e 5 assist in 33 presenze, una cifra di tutto rispetto. È stata fissata una clausola pari a 40 milioni di euro e in caso di attivazione da parte della Roma la metà della cifra finirebbe nelle casse del Real Madrid, club che di fatto lo ha ceduto poco dopo un clamoroso errore sotto porta in un Clasico, sul risultato di 4-3 per il Barcellona, all’88’. Lontano da Madrid, l’esterno ha ritrovato fiducia in se stesso e ora ha iniziato a brillare.

Muñoz, 173 cm per 70 kg, ha tutte le caratteristiche necessarie per inserirsi nel calcio di Gian Piero Gasperini, proprio quelle ricercate dal tecnico giallorosso fin dal momento del suo arrivo nella Capitale. Rapido (ha raggiunto i 35,4 km/h ed è il secondo calciatore più veloce della Liga), abile nel dribbling e nell’uno contro uno, dotato di un ottimo tiro dalla distanza: insomma, l’ex Real Madrid ha proprio tutto. A gennaio dei club di Premier League si sono mossi per lui e l’Osasuna ha rifiutato anche offerte da 25 milioni di euro. Da tempo nel mirino del Milan, soprattutto su consiglio di Zlatan Ibrahimovic, il quale lo scorso anno ha anche avuto le prime chiacchierate con l’esterno, ha attirato le attenzioni di diverse squadre, tra cui quelle della Roma.

Roma, l’Atalanta all’Olimpico è diventata un tabù: una sola vittoria negli ultimi 11 precedenti. Gasp vuole invertire il (suo) trend

LAROMA24.IT – Roma-Atalanta, in programma domani sera allo stadio Olimpico, rappresenta un crocevia per i giallorossi. Come detto dallo stesso Gasperini, una sconfitta significherebbe, molto probabilmente, dire addio alle speranze Champions, mentre una vittoria alimenterebbe il rush finale della Roma nella corsa al quarto posto.

All’Olimpico Gasperini incontra il suo passato più importante, in una sfida delicata quanto complessa: per il valore dell’avversario, il momento poco brillante della sua Roma e le tantissime assenze che non sembrano terminare. In più c’è da considerare come i nerazzurri rappresentino un vero e proprio tabù per i capitolini. Negli ultimi 11 precedenti giocati all’Olimpico tra le due formazioni, la Roma è riuscita ad imporsi una sola volta: il 5 marzo 2022, l’1-0 firmato da Abraham. Per il resto un bilancio a dir poco negativo: 5 sconfitte e altrettanti pareggi. In 10 di questi 11 precedenti, a guidare l’Atalanta in panchina è stato proprio Gian Piero Gasperini.

Un rendimento casalingo da horror della Roma contro la Dea. Considerando, invece, gli 11 ultimi precedenti giocati a Bergamo, i giallorossi hanno trovato la vittoria due volte. Numeri decisamente schiaccianti a favore dei bergamaschi. L’Atalanta è diventata un tabù nel corso degli anni, da quando c’è stata la ridimensione del club guidata da Gasperini. Prima di questi 11 incontri, la Roma aveva inanellato ben nove vittorie consecutive nelle sfide interne contro l’Atalanta. Un trend che si è completamente ribaltato.

Gian Piero Gasperini, nella sfida di domani sera, cercherà di invertire questo trend di cui, durante la sua esperienza all’Atalanta, ne è stato assoluto protagonista.

Roma-Atalanta a Marcenaro: solo vittorie senza subire gol per i giallorossi All’Olimpico. Dea ko nell’unico incrocio in trasferta.

Roma-Atalanta, gara valida per la 33esima giornata del campionato di Serie A verrà diretta da Matteo Marcenaro della sezione di Genova. Per il direttore di gara si tratta della settima partita in cui incontrerà i giallorossi e il bilancio è sicuramente favorevole per la Roma. 4 vittorie, 1 pareggio e una sola sconfitta con il fischietto di Genova. L’ultima partita dei giallorossi arbitrata da Marcenaro, è quella dell’Olimpico giocata il 9 febbraio contro il Cagliari vinta per 2-0 con doppietta di Malen. Gli assistenti saranno Baccini e Rossi, quarto uomo Sacchi. Al VAR Guida, AVAR Sozza.

La Roma, inoltre, non è solamente imbattuta con Marcenaro nelle gare casalinghe, ma non ha mai subito nemmeno un gol. Oltre all’ultimo precedente contro il Cagliari, in questa stagione ha diretto anche la vittoria interna per 2-0 contro il Sassuolo. Mentre nel 2024, sempre contro il Cagliari, i capitolini vinsero per 4-0. L’unico pareggio è arrivato in trasferta, il 1 aprile 2024, si tratta dello 0-0 sul campo del Lecce.

L’unico ko della Roma con Marcenaro risale al 3 novembre 2024, la sconfitta di Verona per 3 a 2. Il gol del momentaneo 2-1 dei gialloblu, però, è stato viziato da due nette irregolarità. L’autore del gol Magnani colpisce con una sbracciata Ndicka, mentre Kastanos ostacola in maniera irregolare l’intervento di Svilar.

Per quanto concerne, invece, il bilancio dell’Atalanta con Marcenaro sono 4 i precedenti: 3 vittorie e una sconfitta. L’unico ko della Dea è arrivato proprio in trasferta, nel 2023 sul campo del Sassuolo.

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