Difesa Inter, sfida Ndicka-Solet

L’Inter è in piena emergenza difensiva e ha la necessità di regalare un centrale a Chivu prima del ritiro estivo, visti gli imminenti addii a parametro zero di Acerbi, De Vrij (direzione Panathinaikos) e Darmian. Per correre ai ripari, i nerazzurri hanno riattivato i contatti per Evan Ndicka, centrale ivoriano della Roma che potrebbe essere sacrificato per far quadrare i conti del club giallorosso in ottica Fair Play Finanziario.

(…) Tuttavia, imbastire e chiudere un’operazione da almeno 30 milioni di euro in pochissime ore — entro la scadenza di bilancio del 30 giugno — appare un’impresa quasi proibitiva per l’Inter. Per questo motivo, la pista Ndicka resta complessa e i nerazzurri continuano a monitorare anche Oumar Solet dell’Udinese come alternativa principale.

(…) Oltre all’ivoriano, l’Inter tiene d’occhio anche l’altro pilastro della difesa giallorossa, Gianluca Mancini. La dirigenza milanese attende di capire se l’azzurro firmerà il rinnovo di contratto con la Roma, un accordo che comunque ad oggi rimane l’opzione più probabile per il futuro del centrale toscano.

(Il Giorno)

Celik rientra e firma. Ndicka ok

Celik è il primo giocatore della Roma coinvolto nel Mondiale a rientrare e andare in vacanza: la Turchia di Montella, infatti, è stata eliminata immediatamente. (…) Adesso l’esterno aspetta di firmare il rinnovo con un ritocco dell’ingaggio verso l’alto (3 milioni) per mantenere la promessa fatta a Gasperini sul volo di ritorno da Verona “Resto e gioco con te la Champions“. Martedì scendono in campo tutti gli altri per i sedicesimi di finale: in piena notte va in scena il derby giallorosso tra l’Olanda di Malen e il Marocco di El Aynaoul, poi spazio a Costa d’Avorio-Norvegia, con N’Dicka pronto a debuttare nel torneo marcando subito Haaland, mentre la giornata si chiude con Francia-Svezia e Koné in vetrina.

(corsport)

Mason attende, il Fenerbahçe no

Lasciatemi andare“. Mason Greenwood continua il suo silenzio social – non posta dall’8 marzo – ma con il Marsiglia si è già fatto sentire con toni piuttosto ruvidi. La sua presa di posizione, netta e senza troppi giri di parole, racconta di una spaccatura profonda tra il calciatore e il club francese, che al momento ha alzato un muro a qualsiasi tentativo (non solo da Roma) di ottenere uno sconto sul prezzo del cartellino. l’OM valuta 55 milioni l’attaccante in grado di segnare 26 gol nell’ultima stagione. I problemi finanziari della società hanno già fatto il giro del mondo, eppure dal sud della Francia non accettano ricatti né compromessi: sono ben consapevoli di avere tra le mani un diamante pregiato, ma anche di dover garantire al Manchester United il 40% della cifra di rivendita. Com’è noto da tempo, Mason ha un accordo con la Roma per uno stipendio da 4,5 milioni netti, una cifra che può salire con il passare delle stagioni e con il raggiungimento di determinati obiettivi. Oltre all’aspetto economico, Grenwood è stato colpito dalla dimensione tecnica che troverà nella Capitale e da un allenatore che gli ha già promesso centralità nel suo progetto. (…) Così dalla Turchia si dicono convinti che abbia trovato un’intesa anche con il Fenerbahçe, che da settimane gli fa una corte spietata. Il ricco club di Istanbul sarebbe pronto a servirgli su un vassoio d’argento tra i 7 e gli 8 milioni netti a stagione. Insomma, questa è una partita di strategie e di attesa che D’Amico dovrà giocare fino in fondo, senza tirare troppo la corda. Dal 1° luglio la Roma, la priorità del ragazzo, potrà muoversi più liberamente sul mercato, ecco perché avrebbe chiesto al calciatore di pazientare ancora un po’. (…)

(corsport)

Roma, la forza dei conti

C’è chi dice no, anche quando sarebbe bastato dire sì, un semplice sì, per mettere tutto in discesa ed evitare di rivolgersi a Nyon come si farebbe a un santuario al quale ci si reca per chiedere la grazia. Eppure si fa anche questo per far felice un allenatore. (…) Sì a un’offerta monstre per Svilar, al tentativo dell’Inter per Mancini, ai rumors della Bundesliga per NDicka e a qualche proposta al ribasso (Atletico) per Koné. Rispondere “Sì” a tutto ciò sarebbe stato facile e la Roma in un colpo solo avrebbe risolto tanti dei suoi problemi, aggiungendo alla voce plusvalenze almeno un’entrata sostanziosa per rispettare il settlement agreement dell’Uefa. Il mercato in qualsiasi caso insegna che tutto può cambiare in un attimo: ad esempio, se l’Inter bussasse alla porta della Roma con un’offerta da 30 milioni per Pisilli, allora qualche riflessione a Trigoria la farebbero. Niccolò vorrebbe restare in giallorosso ed è considerato un patrimonio del club, ma anche perché è cresciuto in casa ogni euro della sua cessione sarebbe un euro di plusvalenza. In qualsiasi caso, il club non lo svenderà e non intende farsi prendere per il collo – è valso per tutti i totem sopra citati – soltanto perché la scadenza del 30 giugno incombe minacciosa. (…) Soltanto Soulé, tentato dai milioni degli arabi dell’Al-Ahli ma restio alla prospettiva di andare a giocare in un campionato periferico, resta tra quelli sacrificabili; d’accordo, nel 2025-26 è stato un titolare, ma se davvero il mercato dal 1° luglio porterà due ali offensive talmente forti da contendere il posto a Pellegrini e Dybala allora l’eventuale partenza di Matias non sarebbe più raccontata come la cessione di un pezzo da novanta. In queste settimane la Roma delle operazioni salva-conti le ha comunque portate a termine. Alcune sono figlie di accordi stipulati in precedenza, altre di condizioni maturate. Mettendo nel calderone anche gli affari in uscita relativi alla passata stagione ma inquadrabili all’interno del bilancio attuale, si arriva a un totale di 22 milioni di euro di sole plusvalenze. Saud, Baldanzi, Sangaré, Romano, Shomurodov e con loro Coletta, Paredes, Plaia e Solbakken: queste partenze hanno fruttato al club dei soldi che, sommati ai ricavi in crescita (dal nuovo sponsor ai 20 milioni dell’accordo Serie A-Img per una vecchia disputa) e una volta decurtate le cosiddette “spese virtuose” (vivai, infrastrutture, calcio femminile) potrebbero avvicinare l’obiettivo imposto dall’Uefa. Attenzione: avvicinare, non raggiungere. Perché l’obiettivo del contenimento della perdita triennale entro i 60 milioni di euro è ambizioso e difficilmente verrà soddisfatto senza un sacrificio eccellente, anche se al fotofinish i giallorossi dovessero vendere Ziolkowski e Salah-Eddine generando altri 13-15 milioni di plusvalenze. A quel punto Friedkin andrebbe a trattare con l’Uefa una multa, magari accettando pure qualche limitazione alle liste.

(corsport)

Stand-by Jones, c’è un’idea Pisilli: può partire l’offerta giusta

Quando giugno scandisce gli ultimi giorni e i conti vanno chiusi arriva sempre il sussurro che può trasformarsi in realtà. Inter indubbiamente sente sulla pelle gli affari Palestra e Nico Paz che non sono andati secondo le aspettative e sono giornate di confronti e attivismo su più fronti. Si sa che uno dei temi vivi è in mezzo al campo, dove il club nerazzurro ha provato ad assecondare l’altissimo gradimento espresso da Chivu sin da gennaio per Jones del Liverpool. (…) Nel frattempo può prendere corpo un’altra pista, su cui i nerazzurri hanno già ragionato nelle settimane passate senza mai passare all’azione. Ora il quadro potrebbe cambiare. Parliamo del romanista Niccolò Pisilli, che ha tutti i requisiti da Inter: giovane, 21 anni, italiano – aspetti che mettono l’operazione in pole per gradimento assoluto dei parametri di investimento – è nazionale e ha una quotazione da 25 milioni e uno stipendio dentro i 2,5. (…) Pisilli sarebbe un colpo in continuità tecnica con Frattesi (in uscita). La Roma ha fatto arrivare a chiare note l’idea di non svendere, di non sentire cappi vincolanti al collo e di poter far fronte al rispetto dei parametri Uefa anche con le cessioni di piccolo cabotaggio avviate. In più Pisilli ha tutta l’intenzione di restare e di giocare la Champions con la sua squadra del cuore. Ma se davvero le prossime 48 ore portassero all’offerta da Milano verso la Capitale quei 25 (più bonus) sarebbero una plusvalenza netta. E un pensiero lo farebbero tutti.

(corsport)

Roma, cessioni congelate trattativa con la Uefa per evitare altre multe

C’è ancora tempo. A Trigoria il conto alla rovescia per le cessioni è stato resettato. Il confine del 30 giugno, termine ultimo per generare le plusvalenze imposte dall’Uefa, può essere valicato, ma con i dovuti accorgimenti e la consapevolezza di poter andare incontro a nuove sanzioni. L’unico in grado di sbloccare la situazione, in questo sprint decisivo per le casse giallorosse, resta Soulé. Non c’è il ritorno alla Juventus nel suo destino, ma l’Arabia Saudita. Perché l’Al-Diriyah mette sul piatto circa 35 milioni euro, vitali per il bilancio romanista. L’ingaggio, superiore ai 10 milioni, certo non dispiace al giocatore, che però non ha mai smesso di manifestare dubbi sulle prospettive di carriera garantite dal campionato arabo. L’ok potrebbe arrivare soltanto nei primi giorni di luglio. Per questo Trigoria, nelle ultime settimane, ha studiato un piano b, complici l’atteggiamento di Koné – che ha rifiutato l’Atletico Madrid – e l’importanza di Ndicka, incedibile per il tecnico Gasperini. La proprietà, d’accordo con il direttore sportivo Tony D’Amico, vorrebbe sfruttare una sorta di periodo finestra, da qui al 15 luglio, per vendere in tranquillità e senza pressioni. (…) Niente regali last minute, insomma. Tra i possibili scenari, a Trigoria preferiscono lo spettro delle nuove sanzioni a quello di una cessione dolorosa ma sottopagata. Non va poi escluso che a novembre il club possa discutere con l’Uefa l’avvio di un piano economico correttivo. In ogni caso, non filtra preoccupazione: la Roma è convinta di potersela cavare senza grosse conseguenze. (…) Gasperini non smette di pensare a Greenwood, anche durante le vacanze. Senza dimenticare i rinnovi: Celik è pronto a firmare, Dybala e Pellegrini aspettano segnali. Ma la strada è tracciata: firmeranno tutti. Certo, il mercato in uscita non può essere ignorato. Soulé andrà via, ma non c’è fretta di venderlo nelle ultime ore di giugno. L’idea è di poter chiudere l’accordo con gli arabi nei primi giorni di luglio, così da registrare la cessione in un tempo limite che l’Uefa digerirebbe senza troppi mal di pancia. (…) La proprietà made in Usa sa di poter dialogare con l’organo di controllo di Nyon, che non vuole fare sconti, ma certo potrebbe accettare una nuova intesa. Di sicuro – almeno per ora – non c’è il rischio di esclusione dalle competizioni europee.

(La Repubblica)

Ai Mondiali: Malen ed El Aynaoui rivali per un giorno, l’olandese cerca ancora il primo gol

Malen contro El Aynaoui: c’è da scommettere che davanti alla tv, spettatore interessato, ci sarà anche Gian Piero Gasperini. (…) Stanotte, alle 3 della mattina, si gioca Olanda-Marocco, uno dei sedicesimi di finale più interessanti del Mondiale in corso. Si affronteranno due giallorossi, che stanno disputando il torneo con risultati (personali) opposti.L’attaccante è in crisi di fiducia, il ct Koeman l’ha riportato a giocare in fascia e lui non ha ancora trovato il gol. Il centrocampista, invece, si sta rivelando uno dei migliori interpreti della competizione, dando seguito all’ultimo mese positivo disputato in giallorosso. Chissà per chi farà il tifo Gasp

(corsera)

Soulé-Roma ai ferri corti: la cessione è lontana, e le offerte non arrivano

Un braccio di ferro, anche un filo antipatico, tra Matias Soulé e la Roma. Con una scadenza imminente, con qualche malumore pregresso, con i fantasmi dell’Arabia e pure della Germania. L’argentino si è sentito scaricato dal club. Messo sul mercato quando meno se lo aspettava, per di più dopo una seconda parte di stagione passata a combattere con la pubalgia. E dopo un’infinità di partite per le quali ha dato la disponibilità a giocare anche a costo di fare brutta figura, prima di arrendersi. (…) Perché proprio nella sua posizione Gian Piero Gasperini ha da tempo in mente Mason Greenwood. E perché sempre da quelle parti la Roma sta per annunciare il rinnovo di Paulo Dybala. Soulé saluta, allora. Alt, fermi tutti. L’unica squadra, a ieri, che ha bussato alla porta della Roma per chiedere informazioni in questo mese di giugno è stato lo Stoccarda. (…) E sì, per la verità ci sono un paio di club arabi, tra cui uno è sicuramente l’AI Ahli, che invece hanno sondato direttamente la disponibilità del giocatore. La prima risposta è stata un netto rifiuto, legato alla scarsa voglia di andare a giocare da quelle parti a soli 23 anni, allontanandosi dai palcoscenici più importanti e da quella Champions conquistata sul campo. (…) Se il giocatore dovesse aprire, l’affare si chiude anche a cifre inferiori rispetto ai 40 milioni inizialmente chiesti, magari intorno ai 35 bonus compresi. Altrimenti, amici come prima (e poi si vedrà a luglio, nel caso). Amici come prima, forse, pure con la Uefa per il settlement agreement. Nel senso che la società non avrebbe completato il mandato imposto dall’accordo con Nyon. Mandato di cui — è bene specificarlo — a Trigoria sono consapevoli tutti: non è un caso che lo stesso ds D’Amico lo abbia recepito dalla proprietà, appena sbarcato a Trigoria. Con ogni probabilità però nulla accadrà, entro domani. Forse solo il ritorno di Salah-Eddine al Psv, questo sì. A meno che non ci siano club che vogliano stupire con offerte last minute, la Roma si presenterà alla Uefa in autunno con l’idea di non andare oltre una multa, seppur pesante. Le cose sono due: o si sta correndo un rischio enorme, oppure tra Nyon e casa Friedkin i dialoghi di queste settimane sono stati rassicuranti…

(corsera)

Greenwood a luglio: pronta la maxi-offerta

Lavoriamo sotto traccia“, queste erano state le parole di Gasperini quasi un mese fa, pochi giorni prima di parlare sia con Greenwood che con il padre agente. (…) Prima è stato trovato l’accordo con il giocatore per il quale è pronto un contratto a poco meno di 5 milioni a stagione. Ora la palla passa direttamente alla proprietà e i Friedkin parleranno con McCourt, proprietario del Marsiglia anche lui americano. La prima offerta da 40 milioni più bonus (i francesi per ora ne chiedono 50 più bonus) è pronta ma verrà inviata solamente dopo l’ormai famoso 30 giugno per dare un segnale alla Uefa e dimostrare che in questo mese la Roma ha lavorato quasi ed esclusivamente per risolvere il nodo legato alle plusvalenze. Entro il 13 luglio Gasperini vorrebbe abbracciare Greenwood e anche l’inglese ha voglia di cambiare aria e soprattutto di giocare la Champions. Ha messo in stand by il Fenerbahce e aspetta i giallorossi, a patto che la trattativa non diventi nauseante come quella per Sancho. (…) Summerville è sfumato mentre rimangono in lista Tel e Sauer. Fari puntati anche sulla destra per l’esterno di centrocampo. La pista Dodô non si scalda, piace Molina ma Gasperini in quel ruolo vorrebbe un profilo più giovane (l’argentino ha 28 anni). In difesa è caccia a un vice Hermoso mentre Ostigard arriverebbe solamente in caso di cessione di Ndicka che al momento è intoccabile. Nessun passo in avanti per Freuler che non è una priorità. Oggi inizia ufficialmente il mercato, via alle danze.

(Il Messaggero)

Soulé tentenna, la Roma si ferma

Il vento d’Arabia soffia forte, ma non abbastanza da spostare Soulé che ancora non ha preso una decisione sul suo futuro. L’AI Ahli continua il pressing senza però ancora aver presentato un’offerta ufficiale. (…) La richiesta è di 40 milioni, ma il club giallorosso sarebbe disposto ad accettarne anche 5 in meno. Il 10% inoltre andrà alla Juventus e anche per questo i bianconeri hanno provato a riaffacciarsi senza però approfondire più di tanto i discorsi. Matias avrebbe accettato volentieri la Germania ma né Borussia DortmundStoccarda hanno messo sul piatto i soldi richiesti. Il tempo, però, è tiranno e il 30 giugno è ormai arriva-to. Se Matias non accetterà l’Arabia Saudita la Roma rischia di concludere la prima parte di calciomercato con le sole cessioni di Sangaré, Saud, Baldazi, Romano oltre ai soldi incassati da IMG per i diritti Tv internazionali. In extremis potrebbero arrivare quelli dall’assicurazione per il caso Bove (10/15) mentre è ancora rimandato l’accordo col Basilea per i 6 milioni della querelle Calafiori. Nelle ultime 48 ore D’Amico proverà a cedere le seconde linee e qualche giovane. In uscita rimangono Mannini e Cherubini (piace a Torino e Frosinone) e proseguono i discorsi col PSV per Salah-Eddine che vorrebbe acquistare a titolo definitivo il terzino. Ma anche chiudere le trattative ‘minori’ è tutt’altro che semplice. Gli addii di Angeliño e Dovbyk sono rimandati. (…) Salvo stravolgimenti delle ultime ore la Roma, quindi, rimarrà lontana dai 50 milioni di plusvalenze che avrebbe dovuto registrare entro il 30 giugno. A novembre è previsto il verdetto della Uefa e la speranza del club giallorosso è quella di ricevere solamente una multa, magari più salata rispetto a quelle degli anni scorsi. Tra le possibili sanzioni anche la limitazione della lista Uefa. L’importante è non subire stangate come il Marsiglia che è a rischio esclusione dalle coppe e potrà operare sul mercato senza troppa libertà. Uno scenario che però a Trigoria ad oggi escludono. (…) I Friedkin, in primo luogo, hanno deciso di non svendere i propri gioielli, neanche quelli in vetrina come Soulé e Koné. La richiesta per l’argentino è sempre stata di 40 milioni, mentre per il francese circa una decina in più e il Mondiale rischia di far aumentare ancora di più il valore. Nel corso delle settimane le big inglesi hanno chiesto informazioni per Svilar (no secco anche alla Juventus) e per Wesley. Il Chelsea prima di virare su Palestra aveva bussato alla porta di Trigoria ricevendo addirittura un doppio rifiuto: sia dal club che dal calciatore. Stesso discorso per Pisilli e Ndicka entrambi ritenuti incedibili per il momento. La Roma ha scelto di non farsi ‘strozzare’ dalle altre squadre europee a meno che in queste ultime 48 ore arrivino offerte davvero irrinunciabili. Difficile, forse impossibile.

(Il Messaggero)