Jayden Oosterwolde: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Occhi puntati su Jayden Oosterwolde. La Roma segue da tempo il difensore di proprietà del Fenerbache e sembra voler affondare il colpo in vista della prossima sessione estiva di calciomercato per rinforzare il proprio reparto arretrato. La società capitolina starebbe preparando un’offerta da 15 milioni di euro per il calciatore, mentre il club turco ne chiede 20.

Oosterwolde, nato in Olanda, a Zwolle, il 26 aprile 2001, è un difensore centrale di piede sinistro che all’occorrenza può agire anche da terzino. 189 centimetri di altezza, una stazza fisica certamente importante. La caratteristica principale di Oosterwolde è la rapidità, che gli permette di avere una buona propensione offensiva soprattutto nel ruolo di terzino sinistro che ha coperto maggiormente nella sua esperienza italiana, al Parma che lo acquistò nel 2022 dal Twente.

L’olandese, infatti, prima di approdare al Fenerbache era in forza al Parma con cui ha collezionato 23 presenze complessive nel campionato cadetto. A gennaio 2023 per 6 milioni di euro si è trasferito in Turchia, dove ha compiuto il salto di qualità. Il club crociato ha mantenuto il 20% sulla futura rivendita. In questa stagione Oosterwolde si sta mettendo in mostra avendo collezionato 44 presenze complessive fino ad ora, condite anche da un gol e un assist. Un calciatore duttile che sta aumentando sempre di più il livello delle sue prestazioni.

Uno, nessuno e centomila nella Roma: Ceo vacante dal 2024, valzer dei ds. Nessun club così in Italia

LAROMA24.IT – Le campane hanno iniziato a suonare nel pomeriggio di ieri e parevano annunciare l’imminente caduta di Claudio Ranieri, figura apicale eletta a furor di popolo nella scorsa primavera. Scaduto il mandato da allenatore d’emergenza, il 1 luglio veniva nominato “senior advisor” del Gruppo Friedkin. In sostanza, visti i vuoti nell’organigramma romanista sarebbe diventato il punto di riferimento, almeno calcistico, della proprietà a Roma. Neanche un anno dopo e pare già destinato a cadere, o a lasciarsi cadere, in seguito al cortocircuito, divenuto pubblico di recente, con Gasperini. Con lui, a quanto raccontano le cronache, scivolerà via anche Massara, nominato direttore sportivo il giugno scorso e in successione di Ghisolfi, pure lui sopravvissuto appena un anno. Il ruolo di Ceo, invece, risulta tuttora vacante dal settembre 2024. Ripensare al triennio di Tiago Pinto, in carica dal gennaio 2021 al febbraio del 2024 non senza forti perturbazioni, appare quasi utopico.

La Roma, escluso quel triennio per la quasi totalità condiviso con Mourinho, non pare più in grado di darsi, o ancor meglio sostenere, una struttura duratura. Un caso che non ha paragoni neanche in Serie A, dove la vita sportiva, in particolar modo degli allenatori, è relativamente breve, almeno in confronto al resto dell’Europa. Scivolando l’indice tra le varie squadre italiane, in tutti gli organigrammi figura almeno un riferimento, che sia Ceo, gli ex amministratori delegati, direttori generali o sportivi, che propongano un percorso di continuità. Partendo in ordine alfabetico, dall’Atalanta che a Roma risuona spesso come riferimento di recente, con Luca Percassi che, nonostante il cambio di proprietà, è Ceo del club dal 2010 mentre il ds D’Amico è dal 2022 alla direzione sportiva. La stessa data che riporta sul proprio contratto di assunzione sia Sartori che Di Vaio, braccia operative del Bologna, amministrato dal 2014 dall’ex romanista Fenucci. Al Cagliari, Carlo Latte è Ceo dal 2017 mentre dal 2024 c’è Melis come direttore generale, protagonista di una scalata nel club dov’è arrivato nel 2018. Al Como se il Ceo è datato 2023, fin dall’arrivo degli Hartono, nel 2019, il ds è Ludi. Alla Cremonese Armenia e Giacchetta, dg e ds, sono in carica rispettivamente dal 2018 e dal 2021. Alla Fiorentina, scombussolata inevitabilmente dalla scomparsa di Commisso, Mark Stephan è Ceo fin dal 2019 e Paratici ha di recente raccolto l’eredità di Pradé, rimasto comunque in sella 6 anni. Al Genoa il board è assegnato a Ceballos, in carica dall’arrivo della precedente proprietà nel 2021, con Diego Lopez che è diventato ds lo scorso settembre sostituendo Ottolini, passato alla Juventus, e rimasto in carica un triennio. Proprio la Juventus appare l’unico caso paragonabile alla Roma per volatilità della struttura: Ottolini ha infatti sostituito Giuntoli che dopo un biennio ha lasciato l’incarico di direttore sportivo, con in mezzo cambi di allenatore plurimi. Dallo scorso novembre il Ceo è Comolli che comunque prendeva il posto di Scanavino che aveva completato il suo ciclo triennale.

Strutture gestite più “tradizionalmente” sono quelle di Lazio e Torino, in cui la direzione strategica è espressione diretta del proprio presidente, entrambi in carica da oltre vent’anni. E comunque per tempo legati allo stesso direttore sportivo: da una parte prima di Fabiani, nominato ds nel 2023, c’era stato Tare per 14 anni. Dall’altra Vagnati, per 5 anni alla direzione sportiva del Torino, è stato sostituito da Petrachi, con già 9 anni di Torino sul curriculum tra il 2010 e il 2019. Anche al Napoli l’impronta di De Laurentiis è marcata: Manna, ds dal 2024, ha preso il posto di Meluso durato appena un anno ma prima di lui Giuntoli era stato alla direzione sportiva del club per 8 stagioni. Il direttore generale ora è Bianchini, già nella struttura del Napoli dal 2022 quando arrivò come CRO (Chief Revenue Officer).

All’Inter, nonostante i cambi di proprietà, la struttura dirigenziale è monolitica: Marotta, oggi Ceo e presidente, è nel club dal 2018, Ausilio addirittura dal 2014. Al Milan l’arrivo di Tare la scorsa estate ha affiancato Moncada, capo dell’area sportiva, già presente dal 2023. Furlani, dal dicembre del 2022, mantiene la carica di Ceo rossonero. Al Parma il Ceo è di recente nomina, Cherubini da poco più di un anno, ma il ds è Pederzoli fin dal 2021. All’Udinese la recente ristrutturazione, con Nani nominato Group Technical Director dopo anni di collaborazione dei Pozzo, è stato affiancato da Inler come responsabile dell’area tecnica ma sotto la gestione di Collavino, direttore generale del club dal 2009. La figura di Carnevale personifica il Sassuolo fin dal 2014, anno in cui fu nominato amministratore delegato, al Verona Sogliano è ds dal 2022. Nel Lecce il responsabile dell’area tecnica è Corvino dal 2020. Al Pisa, ultima rimasta, 3 giorni fa è stato nominato Gabanelli come nuovo direttore sportivo, dopo il triennio passato con Stefanelli. Il ceo, comunque, rimane Corrado, figlio del co-proprietario che mantiene ancora il 25% del club, dopo l’acquisizione nel 2016. Alla Roma, considerando il prossimo rimpasto societario, rimarrà Gasperini come più longevo, in carica dal giugno del 2025. Che a fine maggio, neanche un anno fa, era seduto al tavolo del resort dei Friedkin in Toscana insieme a Ranieri, con Ghisolfi ancora direttore sportivo ufficialmente.

LE FIGURE DIRIGENZIALI DEI CLUB DI SERIE A CON LA LORO DURATA:

Atalanta: Luca Percassi (ceo, dal 2010). Tony D’Amico (ds, dal maggio 2022)

Bologna: Fenucci (ceo, dal 2014). Sartori (responsabile area tecnica, dal maggio 2022). Di Vaio ds dal giugno 2022

Cagliari: Carlo Catte (ceo, dal 2017). Melis dg dal 2024, è nel club dal 2018. Angelozzi (ds dal giugno 2025, succede a Bonato che era stato al club quasi 3 anni, dal novembre 2022)

Como: Terrazzani (ceo, dal dicembre 2023). Ludi (ds dal maggio 2019, quando arrivano gli Hartono)

Cremonese: Armenia (dg, dal giugno 2018). Giacchetta (ds dal 2021)

Fiorentina: Mark E. Stephan (ceo, dal 2019, quando arrivò Commisso). Paratici (ds dal febbraio 2026, prima c’era stato Pradè dal 2019 al 2025)

Genoa: Andres Blazquez Ceballos (ceo dal 2021, quando arrivò 777 Partners). Diego Lopez (ds dal novembre 2025, prima Ottolini ds dal 2022 al 2025)

Verona: Zanzi (ceo dal 2025, dopo cambio di proprietà). Sogliano (ds, dal 2022)

Inter: Marotta (ceo dal 2024, all’Inter dal 2018). Ausilio (ds dal febbraio 2014)

Juventus: Comolli (ceo dal novembre 2025, prima Scanavino per un triennio). Ottolini (ds dal gennaio 2026, dal 2023 al 2025 Giuntoli)

Lazio: Lotito (presidente dal luglio 2004), Fabiani (ds dal 2023, prima Tare dal 2009 al 2023)

Lecce: Mencucci (ceo dal maggio 2022), Corvino (responsabile area tecnica dal 2020)

Milan: Furlani (ceo dal dicembre 2022), Tare (ds dal 2025, con lui Moncada capo dell’area sportiva dal 2023)

Napoli: Bianchini (dg dal 2025, dal 2022 come CRO). Manna (ds dal 2024, prima Meluso per un anno e prima ancora Giuntoli per 8 anni)

Parma: Cherubini (ceo dal 2025), Pederzoli (ds dal 2021)

Pisa: Corrado (ceo, figlio del co-proprietario che detiene il 25%), Gabbanini (ds annunciato 3 giorni fa, dopo il triennio Stefanelli, dal 2023)

Roma: ceo (vacante da Souloukou, dal settembre 2024), ds Massara (dal giugno 2025, prima Ghisolfi un anno in carica)

Sassuolo: Carnevali (ceo dal 2014), Palmieri (ds dal 2024, all’interno della struttura dal 2015 come responsabile settore giovanile). Prima c’era stato Giovanni Rossi per 6 anni (dal 2018 al 2024)

Torino: Cairo (presidente dal 2005). Petrachi (ds dal 2025, rientrando dopo esperienza di 9 anni, dal 2010 al 2019, nel frattempo dal 2020 al 2025 Vagnati)

Udinese: Collavino (dg dal 2009). Nani (Group Technical Director dal 2024, collaboratore per anni dei Pozzo, prima anche al Watford). Inler responsabile area tecnica dal 2024

Bologna-Roma a Di Bello: l’unico precedente finì 2-1 per i giallorossi. 7 vittorie consecutive e 9 gare senza ko per i capitolini

Sarà Marco Di Bello l’arbitro del match tra Bologna e Roma, valido per la trentaquattresima giornata di Serie A e in programma sabato alle ore 18 allo Stadio Renato Dall’Ara. Il direttore di gara incontrerà i giallorossi per la 34esima volta e i capitolini sono di gran lunga la squadra più arbitrata in carriera (secondo il Napoli a quota 25). Il quarantaquattrenne ha già diretto una sfida tra i giallorossi e i rossoblù e risale al 18 febbraio 2019, quando la Roma vinse 2-1 allo Stadio Olimpico grazie alle reti di Aleksandar Kolarov e Federico Fazio.

Il bilancio è molto positivo: 20 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte. Con il fischietto di Brindisi i giallorossi sono reduci da 7 successi consecutivi, oltre a essere imbattuti da ben 9 gare (ultimo ko il 2-0 contro l’Inter nei quarti di finale di Coppa Italia andati in scena l’8 febbraio 2022). La Roma ha incontrato Di Bello in stagione in due occasioni e ha ottenuto due vittorie: 3-1 contro il Genoa (gol di Matias Soulé, Manu Koné ed Evan Ferguson) e 3-0 contro la Cremonese (reti di Bryan Cristante, Evan Ndicka e Niccolò Pisilli).

Sono 19, invece, i precedenti tra l’arbitro classe ’81 e il Bologna e il bilancio è di 5 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte. Dal 16 ottobre 2016 il rendimento dei felsinei è peggiorato terribilmente e negli ultimi 14 incroci hanno ottenuto soltanto due successi (1-0 con la SPAL e 0-1 con il Venezia).

LR24

Victor Muñoz: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Víctor Muñoz Villanueva, classe 2003, nato il 13 luglio. Gioca con la maglia dall’Osasuna dalla scorsa estate ed è stato accostato alla Roma. Si tratta di un esterno sinistro, impiegabile anche a destra, di piede destro, ed è già valutato 40 milioni di euro. È cresciuto nelle giovanili del Barcellona, dove è approdato nel 2014 ed è maturato fino al 2017. Dal 2019 è entrato nel circolo del Real Madrid: prima nel nell’U19 poi nell’RSC e poi nella Castilla, dove è rimasto fino al 2025 mettendosi in mostra e guadagnando le prime convocazioni e anche qualche presenza con la maglia dei “Galacticos“. La svolta è arrivata lo scorso luglio, però, quando l’Osasuna ha deciso di puntare su di lui investendo 5 milioni di euro per il 50% del cartellino. L’investimento ha pagato e in stagione l’esterno spagnolo ha totalizzato 6 gol e 5 assist in 33 presenze, una cifra di tutto rispetto. È stata fissata una clausola pari a 40 milioni di euro e in caso di attivazione da parte della Roma la metà della cifra finirebbe nelle casse del Real Madrid, club che di fatto lo ha ceduto poco dopo un clamoroso errore sotto porta in un Clasico, sul risultato di 4-3 per il Barcellona, all’88’. Lontano da Madrid, l’esterno ha ritrovato fiducia in se stesso e ora ha iniziato a brillare.

Muñoz, 173 cm per 70 kg, ha tutte le caratteristiche necessarie per inserirsi nel calcio di Gian Piero Gasperini, proprio quelle ricercate dal tecnico giallorosso fin dal momento del suo arrivo nella Capitale. Rapido (ha raggiunto i 35,4 km/h ed è il secondo calciatore più veloce della Liga), abile nel dribbling e nell’uno contro uno, dotato di un ottimo tiro dalla distanza: insomma, l’ex Real Madrid ha proprio tutto. A gennaio dei club di Premier League si sono mossi per lui e l’Osasuna ha rifiutato anche offerte da 25 milioni di euro. Da tempo nel mirino del Milan, soprattutto su consiglio di Zlatan Ibrahimovic, il quale lo scorso anno ha anche avuto le prime chiacchierate con l’esterno, ha attirato le attenzioni di diverse squadre, tra cui quelle della Roma.

Roma, l’Atalanta all’Olimpico è diventata un tabù: una sola vittoria negli ultimi 11 precedenti. Gasp vuole invertire il (suo) trend

LAROMA24.IT – Roma-Atalanta, in programma domani sera allo stadio Olimpico, rappresenta un crocevia per i giallorossi. Come detto dallo stesso Gasperini, una sconfitta significherebbe, molto probabilmente, dire addio alle speranze Champions, mentre una vittoria alimenterebbe il rush finale della Roma nella corsa al quarto posto.

All’Olimpico Gasperini incontra il suo passato più importante, in una sfida delicata quanto complessa: per il valore dell’avversario, il momento poco brillante della sua Roma e le tantissime assenze che non sembrano terminare. In più c’è da considerare come i nerazzurri rappresentino un vero e proprio tabù per i capitolini. Negli ultimi 11 precedenti giocati all’Olimpico tra le due formazioni, la Roma è riuscita ad imporsi una sola volta: il 5 marzo 2022, l’1-0 firmato da Abraham. Per il resto un bilancio a dir poco negativo: 5 sconfitte e altrettanti pareggi. In 10 di questi 11 precedenti, a guidare l’Atalanta in panchina è stato proprio Gian Piero Gasperini.

Un rendimento casalingo da horror della Roma contro la Dea. Considerando, invece, gli 11 ultimi precedenti giocati a Bergamo, i giallorossi hanno trovato la vittoria due volte. Numeri decisamente schiaccianti a favore dei bergamaschi. L’Atalanta è diventata un tabù nel corso degli anni, da quando c’è stata la ridimensione del club guidata da Gasperini. Prima di questi 11 incontri, la Roma aveva inanellato ben nove vittorie consecutive nelle sfide interne contro l’Atalanta. Un trend che si è completamente ribaltato.

Gian Piero Gasperini, nella sfida di domani sera, cercherà di invertire questo trend di cui, durante la sua esperienza all’Atalanta, ne è stato assoluto protagonista.

Roma-Atalanta a Marcenaro: solo vittorie senza subire gol per i giallorossi All’Olimpico. Dea ko nell’unico incrocio in trasferta.

Roma-Atalanta, gara valida per la 33esima giornata del campionato di Serie A verrà diretta da Matteo Marcenaro della sezione di Genova. Per il direttore di gara si tratta della settima partita in cui incontrerà i giallorossi e il bilancio è sicuramente favorevole per la Roma. 4 vittorie, 1 pareggio e una sola sconfitta con il fischietto di Genova. L’ultima partita dei giallorossi arbitrata da Marcenaro, è quella dell’Olimpico giocata il 9 febbraio contro il Cagliari vinta per 2-0 con doppietta di Malen. Gli assistenti saranno Baccini e Rossi, quarto uomo Sacchi. Al VAR Guida, AVAR Sozza.

La Roma, inoltre, non è solamente imbattuta con Marcenaro nelle gare casalinghe, ma non ha mai subito nemmeno un gol. Oltre all’ultimo precedente contro il Cagliari, in questa stagione ha diretto anche la vittoria interna per 2-0 contro il Sassuolo. Mentre nel 2024, sempre contro il Cagliari, i capitolini vinsero per 4-0. L’unico pareggio è arrivato in trasferta, il 1 aprile 2024, si tratta dello 0-0 sul campo del Lecce.

L’unico ko della Roma con Marcenaro risale al 3 novembre 2024, la sconfitta di Verona per 3 a 2. Il gol del momentaneo 2-1 dei gialloblu, però, è stato viziato da due nette irregolarità. L’autore del gol Magnani colpisce con una sbracciata Ndicka, mentre Kastanos ostacola in maniera irregolare l’intervento di Svilar.

Per quanto concerne, invece, il bilancio dell’Atalanta con Marcenaro sono 4 i precedenti: 3 vittorie e una sconfitta. L’unico ko della Dea è arrivato proprio in trasferta, nel 2023 sul campo del Sassuolo.

LR24

La cronistoria di Ranieri nel ruolo di Senior Advisor: da “amico al lato di Gasperini” alla rottura del rapporto tra mercato e frecciatine

LAROMA24. IT (FABIO D’ASCANIO) – “Io sarò senior advisor, e mo’ traducetelo come ve pare. So che sarò un punto di riferimento per la società, consiglierò cosa è giusto e cosa non lo è, ma poi a decidere è la proprietà. Credo sia per tutti così. Se arriva un dirigente sopra di me, io che ci sto a fare? I tifosi devono stare tranquilli,io non scappo. Scappo solo se non conto. Non farò il parafulmine di nessuno. Se non decido e non mi sento importante, io non faccio il parafulmine, me ne vado. Oggi mi sento al centro del progetto. Nel momento in cui mi sentissi al lato di questo, arrivederci e grazie”. Era il 10 aprile 2025, è passato solamente un anno, quando in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, Claudio Ranieri annunciava il suo nuovo ruolo da consigliere dei Friedkin.

Un ruolo, quindi, che serve da bussola per orientare la proprietà nelle dinamiche sportive. Un uomo che conosce tutto di Roma e della Roma, un collante tra la proprietà, la squadra e la tifoseria. E l’allenatore soprattutto. “Sarò senior advisor, ma non so neppure bene cosa sia”, disse Ranieri il 28 aprile 2025. Dichiarazioni dal tono ironico, ma non troppo, perché tutte le parole, a un anno di distanza, pesano.

Poi, è partita la telenovela sul nuovo allenatore che avrebbe sostituito proprio Ranieri. “L’allenatore non è scelto da me, non funziona così. Se ho fatto una lista di nomi, con pregi e difetti, sta anche ai Friedkin deciderlo. Ghisolfi e io abbiamo seguito il modello inglese. Siamo partiti da 7-8 nomi per arrivare a 3-4. Siamo vicini, molto vicini. Sono convinto che arriverà un buon allenatore” disse sempre Ranieri il 10 aprile. Un ruolo sicuramente influente sulla scelta, ma non esclusivo: l’ultima parola è sempre della proprietà.

Poi, la virata, con tanto di incontro a Firenze insieme all’allora direttore sportivo Ghisolfi e il nuovo allenatore scelto: Gian Piero Gasperini. Il 17 giugno 2025 arriva la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore, vicino a lui proprio Claudio Ranieri. Un binomio che fin da subito i tifosi giallorossi hanno preso come punto di riferimento. “Gasperini stava antipatico anche a me. Io sarò un amico che sta a lato e, se serve, gli viene in aiuto. Gli diamo un anno di tempo per creare un gruppo e per iniziare il suo progetto”. Disse Ranieri per difendere il nuovo tecnico dallo scettiscismo iniziale della piazza con cui Gasperini, in passato, non aveva mai avuto un ottimo rapporto. “È un allenatore che riesce a cambiare la fisionomia di un atleta. Sa delle difficoltà che incontrerà in questi due mercati ma è stato chiamato per cominciare a costruire qualcosa che speriamo dia frutti rigogliosi. Personalità, schietto, parla in faccia, a volte anche a brutto muso, con me poche volte è successo perché fa parte del mio carattere, anche se a volte ero un po’ risentito. Voi siete bravi a trovare sempre le notizie, ora ci direte anche chi sarà il nuovo direttore sportivo. Lo conoscete tutti per quello che ha fatto, Gian Piero è qui con noi, grazie per essere venuto”. E qui si arriva a un punto cruciale, che in questi giorni ha certificato le forti tensioni tra i due: la composizione della rosa in sede di calciomercato.

Ranieri, anche prima di annunciare il suo nuovo ruolo, aveva parlato di “lacrime e sangue” per almeno due sessioni di mercato. Proprio quelle che, ad oggi, ha vissuto Gasperini nella Capitale. Nella conferenza stampa il Senior Advisor aveva parlato anche delle ambizioni della Roma, la Champions League veniva descritto come un obiettivo da centrare al termine del progetto: “Per il momento sono soddisfatto, poi bisogna lavorare, i ragazzi devono capire che c’è un cambio di mentalità. Quando sono arrivato il morale era sotto terra, sono stato più un fratello maggiore che li ha stimolati in ogni verso. Se dovevo riprendere qualcuno lo riprendevo in modo costruttivo, sono fatto così, non ho mai accusato nessuno, nella mia carriera con alcuni ci sono riuscito e con altri meno. È la qualità di ogni allenatore, arrivare ai giocatori che ti analizzano in ogni discorso. Vogliono persone leali e schiette. La Roma dove può arrivare? Alla fine del triennio stabilmente in Champions e quando si può vincere il campionato. Siamo orgogliosi di essere parte di questa nuova nascita. I Friedkin hanno speso tanto, vogliono ancora investire, sono bloccati ma stanno andando avanti sullo stadio. Vogliono il massimo, vogliono portare Roma a livello calcistico allo stesso livello del brand turistico”.

Finita l’estate, terminato il mercato, è stato proprio Claudio Ranieri a tirare le somma pubblicamente in un’intervista rilasciata a settembre ai microfoni di Sky Sport. “Dovremo stare in regola con i conti. Al limite ci sarà da vendere qualcosa, non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso dalla UEFA. Dobbiamo tenere i conti a posto”. La Roma di Gasp, intanto, era partita con il piede giusto in campionato, ma all’allenatore non era stato consegnato il tanto agognato esterno offensivo con la trattativa Sancho sfumata ad agosto: “Era economicamente molto pesante, ma i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. C’era da vendere qualcuno, un pezzo pregiato, altrimenti non potevamo farlo. Ma quel pezzo pregiato non credo si sarebbe mai venduto, perché i pezzi pregiati vogliamo tenerli. Dovevamo inserire dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo per poi poterli rivendere e rientrare con il fair play finanziario”. Lavorare con i giovani e valorizzarli, ed è questo uno dei punti di scontro. Gasperini avrebbe voluto giocatori pronti, soprattutto in attacco, giovani ma già con una base importante per poter essere competitivi. Il ruolo dell’esterno offensivo di sinistra non è stato mai coperto: Bailey è stata una comparsa, e a gennaio è arrivato in prestito l’oggetto misterioso Zaragoza.

Inizia la stagione e l’ambiente Roma si gode la presenza di Claudio Ranieri a Trigoria. Il Senior Advisor non è sempre presente, ma non manca il suo appoggio alla squadra e al tecnico. Basti pensare alla settimana del derby, in cui ha voluto vedere da vicino la squadra, lui che nei derby da allenatore è imbattuto. La stagione scorre, Ranieri afferma di non entrare ovviamente nelle questioni tecniche e non manca chiaramente l’appoggio a Gasperini. A gennaio, però, arriva un’altra sessione di calciomercato. Al termine di essa, è ancora una volta Ranieri ad esporsi. Il 5 febbraio Ranieri ha parlato così: ” Gasperini è stato scelto insieme alla società. La voglia è quella di andare il più alto possibile, ma sappiamo che stiamo costruendo”, in un’intervista in cui l’attenzione è stata spostata su un possibile ritorno di Totti in società.

Ad aprile, precisamente nel prepartita di Roma-Pisa, tutto o quasi è venuto a galla: “Tutti i giocatori arrivati sono stati visionati e approvati da me e Gasperini. Vero che abbiamo preso Malen e Wesley, ma anche gli altri. Troppo facile dire solo Malen e Wesley, avevamo preso anche Ferguson… Si è perso del tempo dietro a Sancho, ci abbiamo provato fino all’ultimo ma lui non è voluto venire. Abbiamo perso occasioni importanti, alcuni giocatori non piacevano a Gasperini e non li abbiamo presi. A causa del FPF abbiamo preso giocatori in prestito e alcuni si sono rivelati da Roma come Malen, mentre altri non sono a quel livello tra infortuni e difficoltà nell’ambientamento. Li cambieremo…”. Le parole di Ranieri sono state una risposta a dir poco rumorosa a quelle di Gasperini, che in conferenza stampa aveva identificato il “target” degli acquisti che avrebbe voluto e che vorrà nella sua avventura alla Roma.

Un anno fa Ranieri parlava di una lista di nomi per la panchina giallorossa da presentare ai Friedkin e così è stato, ma sempre nel prepartita di Roma-Pisa Ranieri ha svelato un dettaglio molto rilevante: “Avevamo stilato una lista di 5/6 allenatori, tre non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta, cioè partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Abbiamo preso dei giovani e parlo al plurale perché li abbiamo scelti insieme, Gasperini compreso. Non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse o lui non l’approvasse. Abbiamo preso Ziolkowski, Ghilardi, Venturino e Zaragoza. Non potevamo prendere Rowe, ci sono state tante combinazioni di mercato. Abbiamo cercato di fare tutto questo per dare all’allenatore una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions League e dei giovani da poter far crescere. Se mi continuerà a piacere questo ruolo, io sarò qui. Se non sarò interpellato me ne andrò, perché non sono qui a fare il garante di nessuno. Io amo la Roma, mi son fatto da parte come allenatore e sarò pronto a farmi da parte anche come Senior Advisor”.

E le parole di Gasperini dopo la vittoria contro i toscani hanno chiaramente certificato la tensione. Il tecnico ha provato a fungere da pompiere con una battuta quando gli è stato chiesto che effetto hanno fatto le parole di Ranieri: “Sono molto contento del 3-0 di stasera, la classifica è bella. Domani e dopodomani tiferemo Atalanta e Inter”. E sul riferimento fatto dal Senior Advisor sulla lunga esperienza del tecnico all’Atalanta, Gasp ha voluto chiarire come la struttura della rosa che aveva a Bergamo era ben diversa rispetto alla Capitale: “Sull’Atalanta sarebbe meglio non pronunciarsi. Lì sono stati ottenuti dei risultati con i giovani e anche con altri calciatori, è stato fatto qualcosa di straordinario. La squadra era molto competitiva sin da subito. Con Ranieri ci si vedrà la prossima settimana, non ci sono mai stati screzi con lui”. Ma non solo, perché in conferenza stampa l’allenatore si è espresso sul mercato e sulle scelte che a detta di Ranieri sono state condivise: “Ho lasciato libera scelta per quanto riguarda i giocatori che non conoscevo, ho indicato solo due giocatori importanti e ne è arrivato uno. All’inizio era determinante per me lavorare con gli attaccanti, perché perdevamo Shomurodov e non pensavamo di perdere Saelemaekers. La mia priorità era questa. Ho sempre battuto il chiodo su questo, poi purtroppo ci sono state difficoltà enormi quest’estate. Poi con Ranieri non ci è mai stato uno screzio, anzi condividevamo questa necessità”.

Una frattura tra le parti difficilmente risanabile. Ranieri non ha mai gradito gli attacchi ripetuti di Gasperini sul mercato, compresa la linea giovani, ma anche il contestare l’operato dello staff medico e in generale cercare di dare sistematicamente la colpa agli altri. Sul banco anche la questione legata a Pietro Leonardi, amico personale di Gasperini, che funge da consigliere. Leonardi è fuori dal calcio da 11 anni dopo la radiazione ma in attesa delle motivazioni della Cassazione che lo ha assolto da tutti i reati contestatigli. Leonardi, inoltre, avrebbe consigliato gli acquisti di Malen e Wesley.

Ora la decisione finale spetta ai Friedkin. Da una parte c’è l’uomo che hanno scelto come consigliere, che conosce come nessuno Roma e la Roma, dall’altra il tecnico che ha iniziato l’ennesimo progetto a medio-lungo termine e che dopo nemmeno una stagione potrebbe lasciare la Capitale. Gasperini, però, si auspica un incontro, anche da remoto, con la proprietà, per cercare un confronto diretto e mettere sul tavolo, una volta su tutte, le questioni aperte per tentare di programmare il futuro insieme.

Montassar Talbi: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – La Roma ha messo gli occhi sul difensore centrale Montassar Talbi. Nato il 26 maggio 1998 a Parigi, ma di nazionalità tunisina, è un difensore centrale di piede destro di proprietà del Lorient. Il calciatore, in passato, è approdato in un club italiano, senza però mai debuttare. A gennaio 2021, infatti, il Benevento aveva acquistato il calciatore a parametro zero. Il tunisino avrebbe dovuto vestire la maglia dei campani la stagione successiva, nel mentre è rimasto fino al termine del campionato con i turchi del Caykur Rizespor con cui il suo contratto è scaduto. La retrocessione del Benevento, però, ha stravolto i piani. Al termine della stagione Talbi ha deciso di non giocare la Serie B, e il Benevento lo ha ceduto al Rubin Kazan.

Dal 2022 è in forza al Lorient e si sta mettendo in mostra nel campionato francese con buone prestazioni. Alto 190 centimetri è un centrale di difesa dotato di un’ottima struttura fisica e abile nella marcatura. In questa stagione ha collezionato, fino ad ora, 26 presenze in Ligue 1. Il suo contratto con il Lorient scade il 30 giugno 2027.

Talbi, inoltre, è un pilastro della nazionale tunisina con cui ha collezionato 62 partite mettendo a referto anche 4 reti.

Roma-Pisa a Feliciani: giallorossi imbattuti in 5 precedenti

Sarà Ermanno Feliciani l’arbitro diRoma-Pisa, match in programma venerdì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico e valido per la 31a giornata di Serie A. Il fischietto della sezione di Teramo incontrerà i giallorossi per la sesta volta in carriera e il bilancio è molto positivo: 4 vittorie (1-0 con il Genoa agli ottavi di Coppa Italia 2022/23, 3-0 contro l’Udinese nella Serie A 2024/25, il 2-0 contro l’Hellas Verona e la vittoria sul Como in questa stagione) e un pareggio (2-2 contro la Salernitana nell’annata 2023/24). L’ultimo precedente risale al 15 dicembre, proprio nella vittoria casalinga contro la squadra di Fabregas firmata Wesley. Gara in cui la prestazione di Feliciani fu ritenuta comunque insufficiente per via di una cattiva gestione dei cartellini.

Per quanto riguarda il Pisa, Feliciani ha diretto una sola gara per i toscani: la sconfitta per 0-1 contro il Bologna del 2 marzo. 

LR24

La Roma e il mal di attacco: mai così pochi gol alla 31esima giornata di A dal 1994-1995. Per Gasp dato peggiore negli ultimi dieci anni

LAROMA24.IT – (FABIO D’ASCANIO) La stagione della Roma sta scivolando via. Dopo la batosta di San Siro, la formazione di Gasperini è entrata, per forza di cose, in un periodo di crisi. Nell’ultimo mese, tra la corsa Champions divenuta molto complessa e l’addio doloroso all’Europa League, i giallorossi si sono persi. E il punto di forza della prima metà di stagione, ovvero la difesa, non è più una certezza. La porta di Svilar viene violata più volte, numeri completamente opposti per quella che per mesi è stata la migliore difesa d’Europa. Nel mentre, i numeri del reparto offensivo sono migliorati, complice soprattutto l’arrivo a gennaio di Malen, che si è preso sulle spalle l’attacco. Ma l’olandese, da solo, non basta. Alla 31esima giornata di campionato,la Roma ha prodotto 42 reti. Un dato che segna un record negativo per i giallorossi. Mai così pochi gol a questo punto del campionato negli ultimi 30 anni.

Questa mancanza di gol, inoltre, arriva con un uomo in panchina che nel recente passato è stato capace di guidare l’Atalanta per ben due volte a realizzare più di 100 gol complessivi in stagione: 103 reti nel 2018-2019, e 116 nel 2019-2020. Con la Roma per Gasperini si tratta di un trend completamente opposto. D’altronde il tecnico non ha mai nascosto il suo malcontento e le sue esigenze (mancate) per il reparto offensivo. L’estate scorsa in pochi si sarebbero aspettati una vena realizzativa così povera della Roma targata Gasperini .

Tornando indietro nel tempo, per trovare una stagione meno prolifica della Roma a questo punto del campionato bisogna tornare alla stagione 1994-1995, con soli 36 gol realizzati.

Per quanto concerne, invece l’attuale tecnico giallorosso, per trovare un campionato meno prolifico alla 31esima giornata bisognare tornare alla sua esperienza al Genoa, nello specifico alla stagione 2015-2016, con 36 reti.