Givairo Read, chi è l’obiettivo della Roma (VIDEO)

LAROMA24.IT – La Roma è forte su Givairo Read del Feyenoord. Classe 2006, olandese, è esploso nella stagione ’24-’25 quando ha collezionato 32 presenze con 2 gol e 7 assist.

Aveva iniziato molto bene anche lo scorso anno, prima di un brutto infortunio alla coscia che lo ha costretto a stare ai box per molto tempo. Il finale, però, è stato in crescendo.

Terzino destro, alto 175 centimetri, il suo valore attuale sarebbe di 25 milioni di euro, proprio la cifra che D’Amico ha intenzione di investire per regalarlo a Gasperini. Nel corso delle passate settimane è stato proposto anche all’Inter. Tra i giocatori più preziosi della Eredivisie, secondo Transfermarkt sarebbe al terzo posto. Ed è il migliore, sotto l’aspetto economico, del Feyenoord, la sua squadra di appartenenza.

Al momento è cercato anche dal Nottingham Forest, ma la prima offerta degli inglesi è stata rispedita al mittente. In alcune occasioni è stato impiegato anche come terzino sinistro, ma rende meglio dall’altra parte del campo, nel suo ruolo naturale. Evidente che la Roma lo abbia messo nel mirino per andare a sostituire Celik, che non ha rinnovato. E pare proprio essere una pista abbastanza calda. 

Ha iniziato la sua carriera al Volendam, poi nel ’23-’24 è stato preso dal Feyenoord che lo ha fatto prima crescere nelle giovanili per poi farlo debuttare in prima squadra. Ha avuto anche la nomination al Golden Boy Award. In totale, in Eredivisie, ha collezionato 43 presenze segnando 3 gol e servendo 10 assist.

In carriera, tra tutte le squadre e tutte le competizioni, fino ad oggi ha messo a referto 121 presenze, 9 reti e 14 passaggi decisivi. 

KONSTANTINOS KOULIERAKIS: chi è? (VIDEO)

In attesa dell’arrivo dell’esterno d’attacco di sinistra, il secondo colpo della Roma potrebbe essere in difesa. I giallorossi, infatti, stanno studiando un’offerta perKonstantino s Koulierakis, difensore greco classe 2003.

 Nato il 28 novembre del 2003 a La Canea, piccola città sull’isola di Creta. Dopo gli inizi con il Calcetto F.C. Football Academy, viene notato dal Paok, che lo porta nel suo settore giovanile. A Salonicco compie tutta la trafila, arrivando a debuttare in prima squadra nella stagione 2022/23. Nel campionato greco si mette subito in grande risalto, giocando due stagioni ad alto livello e attirando su di sè l’interesse dai top campionati. Nell’estate 2024 ad accaparrarselo è il Wolfsburg , che brucia la concorrenza investendo 12 milioni per portarlo in Germania. Fin da subito diventa uno dei pilastri del club della Volkswagen: alla prima stagione colleziona 34 presenze tra Bundesliga, Coppa di Germania ed Europa League, saranno 33 nella stagione successiva culminata però con la retrocessione del Wolfsburg. Koulierakis è un punto fermo anche della nazionale della Grecia, dove ha debuttato nel 2022 e collezionato fin qui 22 presenze. 

Difensore di piede mancino, alto 1,88 m. Centrale molto forte in marcatura ed efficace nei duelli aerei. Predilige giocare come centrale di sinistra nella difesa a quattro, ma può adattarsi anche in una linea a tre come quella di Gasperini, che lo vede come vice Hermoso. Ha un contratto con il Wolsfburg fino al 2029 e la sua valutazione si aggira sui 25 milioni di euro. 

John Galantic: chi è il nuovo CEO della Roma. Dal passato nel Cda di Pallotta all’ultima esperienza con Tod’s

LAROMA24.IT – A quasi due anni di distanza dall’addio di Lina Soulouku, la Roma ha un nuovo CEO. Il club ha ufficializzato John Galantic come nuovo Chief Executive Officier. 

Nato a Boston Cittadino americano e svizzero con origini italiane, già in passato ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione della Roma durante la presidenza di James Pallotta. Classe 1961 è laureato alla Tufts University e ha ottenuto un master in Business Administration alla Harvard Business School. Ha iniziato la sua carriera da Procter and Gamble, ricoprendo vari ruoli nel marketing e nelle vendite in Italia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Dopo aver lavorato in posizioni di marketing globale presso Glaxo SmithKline e come presidente di Coty Americas in Coty Beauty. Successivamente è stato per 16 anni ai vertici di Chanel, di cui era presidente e chief operating officer. In questo periodo ha portato l’azienda ad incrementare le vendite di sette volte, fino a raggiungere i 20 miliardi di dollari e, come membro del Consiglio di Amministrazione di Chanel Ltd., ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del modello di governance della società. Inoltre è stato anche consigliere non esecutivo nel board di Ferrari. Di recente ha lasciato il proprio incarico di CEO del Gruppo Tod’s, ruolo che ricopriva dal 2024.

Israel Reyes: chi è l’obiettivo della Roma (VIDEO)

LAROMA24.IT – La Roma avrebbe formulato la prima offerta per Reyes, esterno destro classe 2000, in forza al Club America. Sarebbe lui uno dei principali indiziati a sostituire Celik, ormai passato alla Juventus. Si parla anche di Fresneda, anche se ha un costo diverso. 

Ma chi è Reyes? Nasce come difensore centrale, ma negli ultimi anni è stato maggiormente impiegato come terzino destro. Alto 180 centimetri per 73 chilogrammi, è un giocatore moderno. La duttilità è la sua forza, visto che in alcune occasioni è stato pure impiegato come mediano. E questo gli permette di essere pulito nel momento in cui deve impostare il gioco. Una situazione questa che piace sicuramente a Gasperini. Ah, inoltre può essere tranquillamente impiegato sia in una difesa a tre che a quattro. Un altro punto a suo favore. 

Pilastro della nazionale messicana (38 presenze e due reti), qualche mese fa Reyes era nella Capitale, probabilmente in vacanza. La pista, quindi (ma non per questo motivo) è da seguire. Sicuramente è un profilo che piace alla Roma. E infatti la prima offerta sarebbe stata spedita.

Diesel Roma: 22 giorni di calciomercato senza acquisti, non era mai successo. Battuto il record della scorsa stagione

LAROMA24.IT – A Roma, ormai, i diesel fino ad Euro 3 non possono più circolare all’interno della fascia verde. Trigoria, però, è ben al di fuori di quest’area e i motori a gasolio sembrano ancora alimentare il motore del calciomercato romanista. Meno reattivi alla partenza ma in grado di recuperare il margine per continuità e resistenza, almeno è quello che si auspica Gasperini dal ponte di Trigoria.

Un po’ come pare possa accadere a breve, col borbottìo dal terreno di insider ed esperti a vario titolo di calciomercato, che preannuncia la Roma come pronta a calare il carico pesante per tirare a sé Summerville. Al 20 luglio, comunque, 22° giorno di calciomercato considerando l’inizio anticipato rispetto al solito, ancora nessun annuncio in entrata, con il solo rinnovo di Dybala come operazione completata oltre al riscatto di Malen. Qualcosa che non si era mai visto ma che accentua una tendenza già evidenziata la scorsa stagione quando il primo comunicato ufficiale, per El Aynaoui, fu lanciato in rete proprio il 20 luglio ma in quel caso erano passati “solo” 20 giorni dall’inizio ufficiale del periodo di trattative estive. Allora, come questa estate, il primo tentativo per Rios, che quest’anno ha preso nome e volto di Greenwood, per poi girare l’investimento altrove. Un anno fa, come ora, un ds che non aveva fatto in tempo a posare la giacca sulla sedia prima di mettersi al lavoro. Era quello, almeno fino a quest’anno, il record di ritardo nel calciomercato della Roma.

Nel 2024, con ancora un direttore sportivo fresco di nomina, arrivò il 1 luglio l’annuncio di Sangaré e poi, dieci giorni più tardi, quello del fido Le Fée. Nelle ultime due sessioni estive gestite da Tiago Pinto, invece, le ganasce finanziarie costrinsero a giocare d’anticipo, esplorando il mercato degli svincolati. Aouar, nel 2023, e Matic, nel 2022, aprirono le novità di mercato già a giugno. Un altro ritardo “extra large” fu registrato nel 2011, anno di transizione verso la prima proprietà americana della Roma: nell’estate che portò Luis Enrique sulla panchina giallorossa, il primo acquisto venne ufficializzato il 19 luglio, al secolo José Angel. Ecco perché, a volte, magari conviene aspettare ancora un po’.

TUTTI I PRIMI ACQUISTI DELLA ROMA DAL 2000 AD OGGI:

2026: 20 luglio senza nuovi arrivi

2025: El Aynaoui, 20 luglio 1° acquisto

2024: Sangaré (1 luglio), Le Fee (10 luglio)

2023: Aouar (11 giugno)

2022: Matic (14 giugno)

2021: Rui Patricio (13 luglio)

2020: Pedro (25 agosto), date calciomercato posticipate a settembre per Covid

2019: Spinazzola (30 giugno)

2018: Coric (28 maggio)

2017: Karsdorp (28 giugno)

2016: Alisson (6 luglio)

2015: Iago Falque (1 luglio)

2014: Ashley Cole (7 luglio)

2013: Benatia (13 luglio)

2012: Dodò (2 luglio)

2011: José Angel (19 luglio)

2010: Adriano (8 giugno)

2009: Guberti (1 luglio)

2008: Riise (18 giugno)

2007: Juan (27 giugno)

2006: Cassetti (21 giugno)

2005: Taddei (1 luglio)

2004: Mexes (16 giugno)

2003: Chivu (9 luglio)

2002: Guardiola (27 giugno)

2001: Pellizzoli (9 luglio)

2000: Batistuta (4 giugno)

Un altro Mondiale senza gol romanisti: nessuna rete come nel 2022, l’ultimo timbro giallorosso rimane quello di Kolarov nel 2018

LAROMA24.IT – Arriverà almeno a 12 anni l’attesa per un altro gol romanista ad un Mondiale. Nella notte, infatti, Manu Koné, l’ultimo sopravvissuto, ha chiuso la propria partecipazione alla massima competizione per Nazionali, senza tra l’altro trovare spazio nella malinconica finale per il 3° e 4° posto. Oltre al centrocampista francese, in fila come lui per l’ingresso negli Usa c’erano Malen, El Aynaoui, Ndicka, Celik (…) e il romanista di fatto Salah-Eddine. Il più presente, alla fine, risulterà il centrocampista del Marocco, con 634 minuti, davanti al collega francese, a 426 minuti nella Nazionale di Deschamps, 240 invece i minuti di Salah-Eddine, 197 per Malen, nulla per Ndicka. Se El Aynaoui e Koné torneranno con una valutazione ritoccata dall’effetto Mondiale, per gli altri i ricordi saranno pressoché rimovibili. Nessuna rete di giocatori della Roma, come nel 2022 quando l’unico sussulto giallorosso fu per il rigore segnato da Dybala che però non intacca, statisticamente, un’astinenza che dura dal 17 giugno del 2018, quando l’allora romanista Kolarov nell’1-0 della Serbia sulla Costa Rica. Da lì un silenzio che durerà almeno 12 anni, fino ai Mondiali del 2030 che spazieranno tra Europa, Africa e Sud America.

La consolazione, in parte, arriverà da un gruzzoletto economico che la Fifa garantisce ai club per la partecipazione dei propri giocatori al Mondiale. Il FIFA Club Benefits Programme, infatti, prevede almeno 5mila euro per ogni giorno di permanenza nella massima competizione iridata, con il premio che estende il conteggio fino al giorno successivo dell’ultimo impegno ufficiale. Con un calcolo che comprende soltanto la fase finale, è previsto un bonifico di circa un milione di euro per la Roma da parte della Fifa. Koné ed El Ayanoui sono quelli che incidono di più sul totale, naturalmente, per aver esteso la loro partecipazione rispettivamente in semifinale, in realtà fino alla finalina di ieri sera, e ai quarti di finale. Il conteggio, comunque, difficilmente può essere calcolato al dettaglio, poiché oltre ai vari parametri, una parte della quota, un terzo, andrà al club con cui il calciatore era tesserato l’anno precedente al Mondiale, quindi nel caso di Malen o di El Aynaoui il risultato non sarà interamente a favore della Roma.

Addio Celik, via col 27% di cross riusciti: 48 tra terzini o esterni hanno fatto meglio nell’ultima Serie A

LAROMA24.IT – Zeki Celik, alla fine, ha trovato il modo di mettere d’accordo tutti. Già la popolarità del turco, arrivato a Roma nell’estate del 2022, raramente era stata al di sopra della soglia di sopportazione nella considerazione della tifoseria. Il colpo di scena che l’ha visto fare scalo a Torino per firmare l’accordo con la Juventus lasciando a Trigoria, come da indiscrezioni di mercato, una pila di fogli ormai da buttare, ha fatto crollare definitivamente l’indice di gradimento dell’ormai ex esterno romanista. Che in realtà, posando per un attimo la lente romanista, era stato il 4° per minutaggio raccolto nella scorsa stagione, dietro soltanto a Svilar, Mancini e Cristante. Abbastanza per pesare il desiderio di Gasperini di averlo ancora a disposizione.

Celik porta via da Roma, oltre a un post di saluti mal calibrato via social, 151 presenze, 2 gol e 10 assist in 4 stagioni. Arrivato come diligente terzino destro, gli venne chiesto, a più riprese e con risultati dubbi, di trasformarsi in un quinto creativo. L’ultimo anno, probabilmente il migliore della sua esperienza, l’ha visto chiudere con il 27% di cross riusciti, in sostanza uno su quattro. Ed è questo uno dei temi più ricorrenti anche tra le risposte di rimando ai saluti del turco. Sono 48 i terzini o esterni che, nell’ultima Serie A, hanno totalizzato percentuali migliori rispetto al turco.

Il suo score di realizzazione al cross, ad esempio, è lo stesso di Kamara dell’Udinese, Pedersen del Torino o Martin Frese del Verona per contestualizzare meglio. Anche tra i romanisti la sua percentuale finisce sotto a Wesley (31%) o Rensch (38%), peggio di lui soltanto Tsimikas (24%), con Angelino che non rientra nel conteggio che prevede soltanto giocatori che abbiano disputato almeno 600 minuti nell’ultimo campionato. Il miglior rapporto percentuale, un po’ a sorpresa, lo detiene Walukiewicz, esternalizzato sulla destra quest’anno a Sassuolo. Il basso numero di tentativi, unito ad una buona precisione, gli ha permesso di scalare la classifica col 56% di cross riusciti, davanti ad Estupinan (50%) e Aaron Martin (45%).

Scorrendo tra i 48 pari ruolo che precedono Celik arrivano tutti gli altri, compresi i nomi più illustri, come Dumfries (38%), Saelemaekers, Alex Valle, Spinazzola, Dimarco o Cambiaso (tutti col 36%), Dodò e Zalewski col 33%, Palestra e Tavares al 29%, fino a Di Lorenzo che si ferma appena una tacca sopra al dato di riferimento, col 28%. Si fa prima a riassumere cosa c’è sotto la soglia del 27% di Celik: Gosens e Bellanova, oltre a McKennie riadattato a volte nel ruolo (26 e 25%) tra gli unici nomi con curriculum. In mezzo a vari nomi che vanno da Zerbin (26%), Floriani Mussolini (22%), Ehizibue (21%), Marusic (15%) fino al picco negativo di Idrissi, che chiude la fila col 7%. Abbastanza per farsene una ragione in fretta.

Roma, è l’ora dei colpi. Gli ultimi primi acquisti delle estati giallorosse: tra veterani, scommesse e occasioni mancate

LAROMA24. IT (FABIO D’ASCANIO) -Il calciomercato è ufficialmente iniziato il 29 giugno. In casa Roma, per ora, non è uscito nessun big della rosa, nonostante la necessità di ottenere delle plusvalenze entro il 30 giugno. Il club capitolino non ha svenduto nessun top, rimandando al mittente delle offerte (per Pisilli e Svilar) ritenute decisamente troppo basse. Ora, però, è tempo di immergersi anche nel mercato in entrata. Dopo 7 anni i giallorossi torneranno a giocare la Champions League, il livello della rosa dovrà inevitabilmente alzarsi, soprattutto per via delle grandi e sacrosante ambizioni di Gian Piero Gasperini

Ufficialmente la sessione estiva di calciomercato è iniziata da pochi giorni, insieme al tecnico, il nuovo direttore sportivo Tony D’Amico è al lavoro per portare i primi rinforzi. Il 13 luglio la squadra si ritroverà a Trigoria, e non è un segreto che Gasperini si aspetti da subito dei nuovi innesti. Le tempistiche sono importanti, l’allenatore vorrebbe lavorare il prima possibile sul campo con i nuovi acquisti. Andando indietro nel tempo, ecco quali sono stati gli ultimi primi acquisti delle recenti estati giallorosse. Tra giovani di aspettativa che non hanno lasciato il segno, flop inaspettati, veterani e un big ceduto a cifre record.

Lo scorso anno il primo colpo è stato subito oneroso ed è arrivato nella seconda parte di luglio: Neil El Aynaoui, dopo una lunga telenovela estiva che ha visto protagonista Rios, è stato il primo regalo del club per Gian Piero Gasperini. Il marocchino è arrivato il 20 luglio, per 23 milioni di euro più due di bonus

Nel 2024, invece, la Roma ha chiuso il 1 luglio per l’ingaggio del giovanissimo Buba Sangaré. Il classe 2007 è stato prelevato dal Levante per 1,5 milioni di euro. Un’investimento che purtroppo non ha portato i risultati sperati: il giovane terzino, infatti, non ha mai esordito in prima squadra. È stata, però, registrata una plusvalenza, con Sangaré che è stato ceduto a titolo definitivo all’Elche il mese scorso per 4,5 milioni di euro

Nel 2023 la Roma si è mossa in anticipo. L’11 giugno è stato ufficializzato l’acquisto a parametro zero di Houssem Aouar. Il centrocampista algerino, dopo la fine della sua avventura con il Lione, è arrivato nella Capitale carico di aspettative. Il suo rendimento non è stato certamente entusiasmante. Solamente un anno dopo è stato ceduto all’Al-Ittihad e per forza di cose è arrivata una plusvalenze per le casse del club. Il classe 1998 è stato ceduto per 12 milioni di euro più bonus. 

Nel 2022, pochi giorni dopo la vittoria della Conference League, la Roma cercò di aumentare l’esperienza e la caratura internazionale all’interno della rosa ingaggiando il 14 giugno, a parametro zero, Nemanja Matic. Il serbo è arrivato a Roma per il suo ottimo rapporto con José Mourinho e nella stagione vissuta nella Capitale è stato uno dei protagonisti della cavalcata che portò la squadra alla finale di Europa League. Nell’estate del 2023 è arrivato l’inaspettato addio. L’ex Chelsea e Manchester United si è trasferito al Rennes per 3 milioni di euro

L’anno precedente arrivò un altro fedelissimo di Mourinho: il primo acquisto dell’era dello Special One, infatti, fu Rui Patricio. Il portiere portoghese passò ufficialmente alla Roma il 13 luglio 2021, per 11,5 milioni di euro dal Wolverhampton. Rui fu protagonista della storica vittoria di Tirana con un paio di interventi decisivi. Il suo contratto è scaduto il 30 giugno 2024. 

Il 2020, invece, è stato l’anno della Pandemia da Covid-19 e per tutta l’estate la Roma è scesa in campo tra Serie A e Europa League. Il 25 agosto arrivò non solo il primo acquisto per la stagione successiva, ma anche il primo colpo dell’era Friedkin, ovvero Pedro. Lo spagnolo venne ingaggiato a parametro zero e giocò solo una stagione con la maglia giallorossa, senza incidere come ci si sarebbe potuto aspettare. Al termine dell’annata passò alla Lazio. 

Il 30 giugno 2019, invece, c’è stata l’operazione in sinergia con la Juventus che ha visto protagonisti Luca Pellegrini e Leonardo Spinazzola. Entrambi i club registrarono delle importanti plusvalenze. Pellegrini si trasferì alla Juve per 22 milioni di euro, mentre Spinazzola è stato acquistato dalla Roma per 29,5 milioni di euro. Visto il successivo rendimento di entrambi, l’affare fu senza dubbio per i giallorossi. Spinazzola ha indossato la maglia della Roma per 5 stagioni, ha vinto la Conference League nel 2022 e solamente a causa di diversi infortuni la sua esperienza nella Capitale ha subito diversi rallentamenti. Il suo contratto è scaduto il 30 giugno 2024. 

Nel 2018, ci fu la prima e unica campagna acquisti estiva guidata dal direttore sportivo Monchi. Una sessione di mercato che senza dubbio si può definire fallimentare. E il primo acquisto del dirigente spagnolo, è arrivato molto presto, perché il 28 maggio il club ufficializzò l’accordo con la Dinamo Zagabria per l’ingaggio, a fronte di un corrispettivo di 6 milioni di euro, di Ante Coric. Sul centrocampista croato si crearono da subito grandi aspettative, ma il classe 1997 fu una vera e propria meteora. Il suo contratto è scaduto il 30 giugno 2023, solamente 3 le presenze in giallorosso per Coric che fu ceduto ripetutamente in prestito nel corso degli anni. 

Il 28 giugno 2017 la Roma ufficializzò l’acquisto di Rick Karsdorp. Il terzino destro olandese venne acquistato dal Feyenoord per 14 milioni di euro di base fissa più 5 di bonus. L’avventura del numero 2 iniziò in maniera molto sfortunata, con la rottura del legamento crociato. Dopo due stagioni con poco spazio fa ritorno in prestito al Feyenoord per una sola annata. Dal 2020 al 2024, se pure a momenti alterni, l’olandese riesce a trovare continuità con la maglia giallorossa, giocando da titolare la finale di Conference League nel 2022. Nel 2024 è stato rescisso consensualmente il suo contratto. 

Infine, nell’estate del 2016 il primo acquisto della Roma fu uno dei portieri più forti della storia del club. Il 6 luglio venne ufficializzato l’acquisto di Alisson Becker per 8 milioni di euro dallo Sport Club Internacional. L’estremo difensore brasiliano, dopo aver vissuto una stagione da secondo portiere alle spalle di Szczęsny, nel 2017-2018 si prese il posto da titolare e fu protagonista di una stagione semplicemente strepitosa. Nell’estate del 2018 venne ceduto al Liverpool, per la cifra record di 62 milioni di euro di base fissa più 10 di bonus. 

Qui non si vende: Roma al 9° posto in Italia per incassi da cessioni dall’arrivo dei Friedkin. Il confronto con le altre e con l’éra Pallotta

LAROMA24.IT – “La Roma non ha un cartello con scritto ‘se vende’, ha un cartello con scritto ‘se gana’”. A bucare lo schermo con questa frase, con un completo blu e una presenza scenica ammaliante, era stato, ormai 9 anni fa, Monchi. Furono venduti, di lì a poco, Salah e Rudiger, Nainggolan e Strootman, rovesciando di fatto i resti della popolarità di James Pallotta e della sua presidenza. Quando i Friedkin hanno acquistato la Roma, nell’estate del 2020, hanno messo quel cartello tra gli scatoloni da buttare, per evitare problemi. E oggi, nelle ore in cui scade il termine per il conteggio dell’Uefa, la proprietà della Roma viene raccontata pronta a spolverarsi di nuovo la giacca per un’altra, possibile, multa.

In qualche modo, però, quel metodo di gestione, poi rivalutato anche lessicalmente con “player trading”, verrà messo a sistema da sempre più società, man mano che le proprietà straniere cominciavano ad invadere la Serie A. Al contrario, i Friedkin dal loro arrivo si sono seduti dalla parte opposta. Non per forza a ragione. In una classifica degli incassi da cessione dei giocatori, dal 2020 ad oggi, la Roma è sprofondata al 9° posto, lasciando strada a tutte le principali competitors, dall’Inter alla Juventus, passando per Napoli, Milan e Atalanta. Ma anche Udinese, Sassuolo e Fiorentina hanno scavalcato i giallorossi per gli introiti da cessioni che, dal 2020/21, hanno portato 323,98 milioni nelle casse romaniste. Meno della metà di quanto ha incassato l’Atalanta nello stesso periodo (700,16 milioni, per un primato indiscutibile), oltre 200 milioni in meno rispetto a Juventus (562 il totale) e Napoli (541), che superano anche l’Inter, arrivata a 510. Fiorentina, Milan, Udinese e Sassuolo prima di arrivare alla Roma che resta davanti al Bologna (10° con 290 milioni di incassi dalle cessioni) e alla Lazio (14a posizione con 222 milioni).

Nell’epoca Friedkin, infatti, la Roma è l’unica squadra a non aver realizzato (mai/ancora?) una cessione importante. Il massimo del ricavato in un’unica operazione uscita rimangono i 28,5 milioni per Ibanez all’Al-Ahli. Nello stesso periodo, tutte le concorrenti hanno almeno fatto un sacrificio, o un affare a seconda dei punti di vista, superiore ai 60 milioni. L’Atalanta, tra i vari, ha toccato il punto più alto con i 79,8 milioni per Hojlund dal Manchester United, l’Inter ha venduto Lukaku al Chelsea, nel 2021, per 113 milioni, la Juventus accettò la proposta da 67 milioni del Bayern Monaco per De Ligt e il Napoli, più recentemente, ha intascato 80 milioni dal Psg per Kvaratskhelia. A cifre simili la Fiorentina ha firmato l’accordo con la Juventus per Vlahovic nella stagione 2021/22 mentre l’incasso principale del Milan è stato quello per Tonali al Newcastle (oltre 60 milioni). Tutte, Lazio compresa con la cessione di Milinkovic da 40 milioni o il Bologna per Calafiori e Zirkzee, ad un certo punto hanno mollato la presa sui propri tesori.

Ad eccezione dei Friedkin, che ereditavano una gestione capace, tra il 2012 e il 2019, di raccogliere quasi 800 milioni (795 milioni) dalle cessioni di calciatori, seconda soltanto alla Juventus nel periodo con 840 milioni di incasso. Praticamente i Friedkin hanno più che dimezzato, riducendoli allo stretto necessario, i guadagni da cessioni dei calciatori, scegliendo una strada opposta. Al passato e a molto di ciò che li circonda.

LA TOP 10 DELLE SQUADRE DI A CHE HANNO INCASSATO DI PIU’ DALLE CESSIONI DEI CALCIATORI DAL 2020 AD OGGI:

Atalanta 700,16 milioni
Juventus 562,31
Napoli 541,77
Inter 510,71
Fiorentina 401,63
Milan 371,86
Udinese 333,70
Sassuolo 333,26
Roma 323,98
Bologna 290,09

Su misura per Gasperini: 6 nomi (di fantasia) per il mercato della Roma (VIDEO)

LAROMA24.IT – Il 29 giugno, mentre a Roma è tutto fermo, o quasi, da calendario, quest’anno scatta la fiera dei sogni. 64 giorni da vivere come un rafting, nel miglior spin-off autoprodotto del calcio, con un migliaio di ore, sulle 1156 disponibili nel lasso di tempo, che ci vedranno scrollare, aggiornare, domandare, millantare, per rispondere alla domanda catartica: chi pijamo?

Il consiglio è quello di tenersi costantemente idratati, così da rendere più facile la deglutizione del periodo che toccherà, inevitabilmente, tutti i tasti conosciuti dell’umore umano. Qui di seguito, invece, nessuna notizia di calciomercato, neanche un indizio o un “fanno sapere”, soltanto uno sforzo di immaginazione che ha portato a 6 nomi, alcuni alternativi tra loro, che potrebbero incastrarsi adeguatamente alle necessità di Gasperini. Utili ad inquadrare i filtri di ricerca impostati sul mercato della Roma, magari a conoscere o approfondire nuovi giocatori o ancora, al peggio, far scorrere 11 minuti di quel countdown verso il 1 settembre.

Regole, autoimposte, del gioco: giocatori non accostati alla Roma, almeno non recentemente o in maniera assidua, 10 milioni la valutazione massima (per reclami: info@transfermarkt.it) per la ricerca di un difensore, 15 per un esterno sinistro, entrambi con un tetto salariale di 1,5 milioni di ingaggio netto. Poi 20 milioni per un mediano e 25 per l’esterno/trequartista offensivo, qui con 3 milioni di stipendio netto annui, per rendere la ricerca più adeguata ad una squadra che, dopo 7 anni, tornerà a giocare la Champions League. Sudamerica, in Brasile, oltre all’Europa, dal nord fino a scendere per Inghilterra, Germania e Francia: le tappe della ricerca non prevedono soste in Italia un po’ per non parlare di giocatori che, più o meno, già si conosce, un po’ per i costi che rendono spesso meno convenienti i movimenti all’interno della Serie A. Un ultimo aspetto, come non bastasse: nessuno di questi deve essere impegnato ai Mondiali, così da essere impermeabile all’inevitabile inflazione.

DIFESA – Con la porta a Svilar a cui, per meriti acquisiti, si potrebbe anche demandare la scelta sul completamento dell’organico di ruolo, la ricerca parte da un difensore centrale. Il pacchetto romanista, confermato interamente, ad oggi non sembra prossimo ad interventi particolari. Mancini, Ndicka ed Hermoso paiono destinati a restare al loro posto e consentire a Gasperini di ripartire da un sistema di sorveglianza già rodato. Qualcosa potrebbe cambiare nelle caselle alternative, con Ghilardi che ha raccolto qualche soddisfazione in più rispetto a Ziolkowski durante il percorso stagionale.

Il profilo ricercato, dunque, è quello tra i più ambiti a livello internazionale: under 23, dagli ampi margini di sviluppo, con struttura e predisposizione naturale adatte al duello anche su distanze generose. Per complicarla ulteriormente, di piede sinistro visto che l’unico del genere a disposizione, Hermoso, è anche quello più avanti con l’età. Risultato: Robert Renan (nella foto di gruppo, al centro della colonna di destra) centrale brasiliano classe 2003 attualmente al Vasco da Gama, in prestito dallo Zenit. Valore dichiarato su Transfermarkt: 10 milioni di euro, in realtà l’opzione di riscatto, che i brasiliani non sembrano in grado di saldare, è di 8 milioni di euro. Un mese fa, circa, il prestito, inizialmente accordato al 30 giugno, è stato allungato fino a fine 2026 ma i russi vengono descritti in cerca di una soluzione definitiva. Il ritorno in Brasile, se non altro, è servito a ridar vigore a quel talento che giusto un paio d’anni fa risultava accecante e che, invece, ha preso percorsi contorti. Solo questo, infatti, lo rende ancora accessibile a prezzi ragionevoli, con uno stipendio intorno al milione di euro. Lo Zenit lo prende dopo una manciata di partite nel calcio dei grandi al Corinthians, passa poi dai prestiti all’Internacional, dove un rigore sbagliato, in scavetto, gli aveva creato intorno un clima insostenibile, spingendolo a traslocare di corsa in Arabia Saudita, all’Al-Shabab. Dallo scorso anno, poi, di nuovo in Brasile, ancora in prestito, al Vasco da Gama che nel frattempo è diventata la squadra dove ha totalizzato il maggior numero di presenze.

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186 centimetri di struttura che resiste facilmente ai venti dei duelli in campo aperto, ben equipaggiato da elementi di forza che lo rendono particolarmente efficace anche in contese aeree. Completano il quadro, da ideale centro sinistra in una difesa a 3, la predisposizione a difendere in avanti, il gusto nella ricerca dell’anticipo e una naturalezza col pallone tra i piedi che gli predicono, in prospettiva, un tasso elevato di rivendibilità. Sa scartare pressioni, scovare passaggi chiave e, soprattutto, giocare sul lungo con cambi di gioco diagonali che possono trovare facile applicazione in un contesto come quello della Roma di Gasperini. Oltre ad una verifica in campo europeo, Robert Renan per appropriarsi completamente del futuro che gli veniva prospettato dovrebbe ispessirsi in alcuni duelli, soprattutto immaginandolo contro avversari più spigolosi fisicamente come si trovano da quest’altra parte dell’Oceano. Non è, oggi, un brutale marcatore come i più canonici della tradizione di Gasperini. Ma l’attuale affidabilità del reparto gli consentirebbe tempi di adattamento più dilatati, abbastanza per riprendere in mano il tempo perduto.

ESTERNO – Qualunque sia la collocazione di Wesley nei campetti appesi negli uffici di Trigoria, a destra com’era nelle previsioni iniziali o a sinistra come si è poi facilmente riadattato, al conteggio degli esterni manca principalmente un mancino. Celik e Rensch, infatti, ridondano le disponibilità sul lato destro mentre l’ultima stagione di Angelino e il prestito fallimentare di Tsimikas rendono più urgente la ricerca di un rintocco sul lato sinistro.

Le ipotesi, qui, si dividono in due a seconda del profilo ricercato: un simil-Wesley come può essere catalogato Pedro Henrique, terzino sinistro che fa parte della gioielleria sudamericana dello Shakhtar. Un anno più grande del connazionale romanista, conformazione fisica paragonabile, 1,77 d’altezza, con meno ecletticità offensiva e più linearità “da terzino” ma un sinistro capace di ricamare su misura che nella frequenza con cui la Roma guadagna zone di rifinitura esterne può trovare facile esaltazione. Come Wesley, poi, non difende per stazza ma risulta fastidioso per l’aggressività con cui sa scagliarsi in pressione sugli avversari. Impressionante la capacità di accelerazione che, combinata all’utilizzo di finte di corpo, gli fanno guadagnare spesso vantaggi negli uno contro uno. 8 milioni di euro la valutazione che ne dà Transfermarkt, meno di quanto costò alla Roma Salah Eddine dal Twente.

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L’altra strada, invece, porta ad alzare i connotati di peso e altezza medi della squadra. Un profilo su misura per i canoni di Gasperini come quello del tedesco Tom Rothe (in basso a sinistra nella foto), passato per il Dortmund e due anni fa acquistato dall’Union Berlino per 5 milioni di euro. Il suo valore, a dar retta a Transfermarkt, si è ora raddoppiato. Classe 2004, i 193 centimetri lo hanno fatto alternare, inizialmente, tra ruoli più centrali e quello di terzino, fino a installarsi definitivamente da quinto nell’ultima stagione da 21 presenze e 2 gol. Qui nessun ricamo o volteggio con sottofondi carioca, tutta la rinomata efficienza tedesca che avanza e calpesta ciò che incontra senza preoccuparsi troppo di evitarlo. Un piede ampio e una forza fisica che viene facile immaginare a chiudere i cross provenienti dal lato opposto, come si è visto già quest’anno. Rispetto a Pedro Henrique, com’è facile intuire, si muove meno a proprio agio negli spazi stretti ma sa piegare il campo in transizione. Un anno fa soltanto Hato, tra gli Under 21, aveva più duelli aerei vinti rispetto a Rothe che quest’anno è stato secondo nella classifica degli Under 21 con più intercetti in Europa, 2,2 a partita, dietro a Chema Andrés dello Stoccarda. Stipendio attorno al milione di euro che lo rende un investimento particolarmente appetibile.

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CENTROCAMPISTA – La doppia via è necessaria anche a dipanare i dubbi sulla mediana. Un conto, infatti, è voler rinfoltire il reparto con un giocatore che completi la rosa e magari offra future possibilità di plusvalenza, un altro è dover trovare una pedina cardine dello scacchiere come potrebbe essere necessario in caso di cessione di Manu Koné.

Alla prima necessità risponde a sufficienza Jens Hjerto-Dahl, interminabile centrocampista norvegese del Tromsoe. Di quei numeri 6 che oggi vanno a ruba nel panorama europeo, capaci di allungare il proprio operato un po’ su tutti i metri quadrati del campo: 194 centimetri che gli fanno dominare il gioco aereo ma che non causano perturbazioni nella gestione del pallone. I primi passi, inevitabilmente, necessitano di tempi e spazi per la messa in moto, nonostante sappia comunque districarsi sotto pressione anche grazie ad un utilizzo, non ancora pieno, degli alettoni di dotazione. I principi del Tromsoe sono perlopiù posizionali, così Hjerto-Dahl finisce spesso per abbassarsi in costruzione, gestire comodamente il possesso prima di pescare tra il suo set di giocate verticali, dove spicca la precisione sul lungo. Prodotto ormai tipico del mobilificio calcistico nordico, la valutazione di Hjerto-Dahl si tiene ancora all’interno dei 10 milioni di euro nonostante le prime voci di interessamenti, più insistenti, da Southampton e Rangers. Il grafico pare destinato a crescere rapidamente, anche perché il classe 2005 ha aumentato il fatturato realizzativo: 4 gol e 7 assist in 30 presenze nel campionato passato, già 5 reti e 2 passaggi decisivi in 12 gare dell’attuale Eliteserien. Quel passo lungo e inesorabile, ormai, ha varcato anche le porte dell’area avversaria.

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Seppur Hjerto-Dahl lasci un aroma che stimola a sufficienza i ricettori sensoriali, l’eventuale partenza di uno dei più utilizzati nella passata stagione richiederebbe un calciatore dall’innesco immediato. Come sarebbe Lesley Ugochukwu, colosso francese di 190 centimetri del 2004 ma già rodato tra Ligue 1 e Premier League con quasi 150 presenze da professionista. Un anno fa il Burnley lo ha prelevato dal Chelsea per 28 milioni e nonostante una stagione densa di significati, con 3 reti in 35 presenze, la retrocessione della squadra del Lancashire lo rovescia inevitabilmente sul mercato. Cresciuto nella straordinaria filiera del Rennes, presto ingaggiato dal Chelsea che l’ha prestato al Southampton prima di cederlo definitivamente un anno fa, oggi Ugochukwu avrebbe costi decisamente più impegnativi rispetto a quanto elencato finora: 22 milioni la valutazione di Transfermarkt, per un ingaggio attuale da 2,7 milioni. Con quel prezzo, però, la Roma acquisterebbe un centrocampista mastodontico, in grado di fagocitare qualunque elemento nei paraggi e riconvertirlo in materia utile all’organismo, senza particolari vezzi artistici.

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ATTACCANTE – Si arriva dunque al punto chiave, l’elemento ricercato ossessivamente da ormai un anno: l’esterno offensivo, o trequartista che dir si voglia, che converga da sinistra, dunque di piede destro, in grado di alzare il tasso di pericolosità offensiva. La ricerca, in questo caso, è stata inevitabilmente influenzata dagli iniziali sviluppi di mercato che raccontano della passione romanista per Greenwood. Quindi se la parte grossa dell’investimento verrà destinata al contraltare di destra, sulla sinistra l’idea è di cercare un giocatore con caratteristiche differenti e costi più contenuti come da premessa iniziale. Quasi più un centrocampista offensivo che un’ala, un rifinitore più che un dribblomane incallito, un creativo più che un generatore di caos. Un po’ come quest’anno è stato usato Pellegrini o in passato la versione ultratrentenne di Gomez, Malinovskyi e Pasalic, non più dunque un Lookman, in quel sistema di pesi e contropesi che si rende necessario nella ricerca dell’equilibrio. Messe a sistema queste elucubrazioni, la scelta è ricaduta su Hákon Arnar Haraldsson, islandese targato 2003 e arma contundente del Lille con cui nell’ultima stagione ha fatturato 8 gol e 3 assist in 32 presenze. Piede destro, utilizzato maggiormente in ampiezza nelle due stagioni precedenti al Lille e accentrato nell’ultima dietro un attaccante come Fernandez Pardo, altra vecchia conoscenza dei rotocalchi di calciomercato romanista, più che Giroud.

Haraldsson è un coltellino svizzero che sa muoversi tra le pieghe della struttura avversaria, sa ricevere in posizioni dolorose per l’avversario, resistere alla pressione nonostante una struttura nella norma (1,78 d’altezza) e poi sfoggiare una strumentistica decisamente ampia tra conduzioni, rifiniture e scarti, più che dribbling, per aprirsi varchi decisivi per assist o conclusioni. Ha un dominio del pallone nordico, senza orpelli, che gli forniscono una tecnica estremamente applicata: tutto ciò che fa è finalizzato all’efficienza, al risultato. La sua natura da centrocampista dinamico lo rende partecipativo anche in non possesso, un aspetto che in un tridente immaginario con Malen e Greenwood dovrebbe avere un peso nella scelta per rendere sostenibili le teorie di Gasperini. È rapido ed elettrico nei primi controlli, pur facendo fin troppo poco affidamento sul piede debole, arriva spesso in area per la sua mobilità anche senza palla. Difficilmente si rimarrà folgorati da conclusioni dalla distanza o gesti da hit-parade. Ma è tutto, tremendamente, utile. Ad un prezzo, ancora oggi, accessibile: 25 milioni di euro secondo Transfermarkt, 10 in più di quanti ne pagò il Lille al Copenhagen 3 anni fa.

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