L’anno di Gasperini: 365 giorni fa l’ufficialità, oggi è già il 3° tecnico più longevo in Serie A

LAROMA24.IT – “Tattiche innovative, cultura del lavoro e una straordinaria capacità di valorizzare i giocatori”, questo il testo che accompagnava l’ufficialità di Gasperini il 6 giugno del 2025. Un anno esatto dopo, a riprendere quel comunicato, si tocca con mano la volubilità del calcio. Non tanto nel testo, dove si sottolineava come “la Proprietà (e fin qui…ndr) e Claudio Ranieri sono convinti che Gasperini sia l’uomo giusto per questo incarico”, quanto nell’accompagnamento fotografico. Alla sua destra, infatti, Florent Ghisolfi, all’epoca dei fatti ancora nominalmente responsabile dell’area tecnica della Roma, almeno per altri dodici giorni. Poi, il 18 giugno il comunicato di addio per nominare, il giorno seguente, Massara come nuovo direttore sportivo, a sua volta salutato appena una settimana fa. Alla sinistra di Gasperini, invece, Claudio Ranieri. E qui è stato già detto abbastanza, se non tutto.

365 giorni dopo c’è ancora (solo) Gasperini, in attesa che la società venga arredata in maniera più consona ai gusti e alle necessità dell’allenatore della Roma che, per quella volubilità di cui sopra, in un anno ha già scalato 17 posizioni di durata in Serie A. Ad oggi, infatti, soltanto due allenatori del campionato italiano sono in carica da più tempo di Gasperini. E questo racconta a sufficienza usi e costumi del calcio peninsulare.

Gli addii di Conte al Napoli e Italiano al Bologna, infatti, hanno fatto fare un ulteriore scatto verso l’alto al tecnico giallorosso, ora dietro soltanto a Runjaic e Fabregas. Due campionati per gli allenatori di Udinese e Como gli valgono già il premio “resistenza” della Serie A: Runjaic è all’Udinese da 1 anno, 11 mesi e 6 giorni, Fabregas in laguna è allenatore da 1 anno, 10 mesi e 18 giorni che in realtà sarebbero di più ma non rientrano nel conteggio “ufficiale” perché era ancora sprovvisto di patentino. Tutti gli altri sono già finiti alle spalle di Gasperini. Alcuni per questione di giorni, di tempistiche sull’ufficialità, come Chivu, Pisacane, Di Francesco e Cuesta, tutti nominati dai loro club la scorsa estate.

Gli altri, invece, hanno beneficiato della precarietà del ruolo: tanto che l’8° allenatore più longevo dell’attuale Serie A è Luciano Spalletti, reduce da 7 mesi e spicci alla Juventus dopo l’avvio di stagione con Tudor. Poi De Rossi, Palladino, destinato a riazzerare il conto, i retrocessi Sammarco e Hiljemark, fino a D’Aversa, in una situazione simile a quella di Palladino, e Giampaolo.

Tedesco, nominato di recente dal Bologna, chiude una graduatoria in cui, naturalmente, non compaiono Lazio, Milan, Fiorentina, Napoli e Sassuolo che hanno già liberato la propria panchina e sono in attesa di ufficializzarne il nuovo titolare.

La Roma al Mondiale: 6 giallorossi convocati. Solo Milan, Atalanta e Inter ne hanno di più

LAROMA24.IT – Il Mondiale è ormai è alle porte e i vari commissari tecnici hanno diramato ufficialmente le liste dei convocati. La Roma avrà 6 tesserati tra Stati Uniti, Canada e Messico: Wesley (Brasile), El Aynaoui (Marocco), Celik (Turchia), Ndicka (Costa D’Avorio), Malen (Olanda) e Koné (Francia).

Solamente altri tre club, in Italia, avranno più giocatori impegnati rispetto alla truppa di Gasperini: Milan (10), Atalanta (7) e Inter (7). A quota sei c’è anche la Juventus (Holm che era stato convocato si è infortunato) mentre solamente Lecce e Lazio , di tutta la Serie A, non ne ha nessuno. E dall’altra sponda del Tevere questa cosa non succedeva da 40 anni.

Sicuro del posto da titolare, dopo una seconda parte di stagione devastante, è Malen. Anche nell’amichevole che l’Olanda giocherà domani contro l’Algeria dovrebbe essere in campo dal primo minuto. Pure Ndicka è un pilastro della sua nazionale. El Ayanoui ha giocato tutto la Coppa d’Africa senza saltare un minuto mentre si gioca un posto (con ottime possibilità di scendere in campo dall’inizio nelle prime partite che contano) Celik (con Vincenzo Montella in panchina).

Difficile pensare che Koné ad oggi possa essere un titolare inamovibile della squadra di Deschamps: la concorrenza dentro i transalpini è spietata e il rientro di Kanté (una mezza sorpresa) toglie un po’ di spazio. Un discorso a parte va fatto per Wesley, che Ancelotti ha convocato immediatamente appena preso il posto sulla panchina del Brasile. L’esterno giallorosso potrebbe essere la “sorpresa” dei verdeoro, visto che, a quanto pare, il ct italiano lo tiene proprio in considerazione.

LA LISTA COMPLETA

ATALANTA (7): Kolasinac (Bosnia), Kossounou (Costa d’Avorio), Hien (Svezia), De Ketelaere (Belgio), Pasalic (Croazia), Sulemana (Ghana), De Roon (Olanda)
BOLOGNA (5): Ferguson (Scozia), Heggem (Norvegia), Lucumì (Colombia), Moro (Croazia), Freuler (Svizzera).
CAGLIARI (1): Mina(Colombia)
COMO (3): Diao (Senegal), Nico Paz (Argentina), Baturina (Croazia)
CREMONESE (2): Thorsby (Norvegia), Sanabria (Paraguay)
FIORENTINA (1): Pongracic (Croazia)
FROSINONE (1): Ghedjemis (Algeria)
GENOA (2): Vazquez (Messico), Ostigard (Norvegia)
INTER (7): Lautaro Martinez (Argentina), Sucic (Croazia), Akanji (Svizzera), Calhanoglu (Turchia), Bonny (Costa d’Avorio), Dumfries (Olanda), Thuram (Francia)
JUVENTUS (6): David (Canada), Bremer (Brasile), Yildiz (Turchia), McKennie (Usa), Koopmeiners (Olanda), Conceicao (Portogallo)
MILAN (10): Maignan, Rabiot (Francia), Leao (Portogallo), Pulisic (Usa), Estupinan (Ecuador), De Winter, Saelemaekers (Belgio), Modric (Croazia), Jashari (Svizzera), Gimenez (Messico)
NAPOLI (4): McTominay (Scozia), De Bruyne (Belgio), Lukaku (Belgio), Olivera (Uruguay)
PARMA (2): Circati (Australia), Suzuki (Giappone)
PISA (1): Aebischer (Svizzera)
ROMA (6): Wesley (Brasile), El Aynaoui (Marocco), Celik (Turchia), Ndicka (Costa d’Avorio), Malen (Olanda), Konè (Francia)
SASSUOLO (4): Muharemovic (Bosnia), Konè (Canada), Volpato (Australia), Thorstvedt (Norvegia)
TORINO (3): Adams (Scozia), Pedersen (Norvegia), Vlasic (Croazia)
UDINESE (1): Karlstrom (Svezia)
VENEZIA (3): Yeboah (Ecuador), Farji (Iraq), Svoboda (Austria)
VERONA (1): Belghali (Algeria)

Non oltrepassare la linea bianca: 18 clean sheet per Svilar, superato anche Alisson. Miglior dato da 12 anni

LAROMA24.IT – Sul campionato della Roma c’è impresso a fuoco il nome di Mile Svilar. Premiato come miglior portiere della stagione di Serie A, capace di chiudere la porta per 18 volte in campionato, meno soltanto di Butez e David Raya tra i 5 principali campionati europei. Come a Verona in quel faccia a faccia con Bowie, così più volte durante la stagione Svilar ha chiuso la porta e reso impermeabile la struttura romanista dalle infiltrazioni avversarie.

Con il derby e l’ultima vittoria di Verona sono diventate 18 le gare chiuse senza subire gol, superando così anche il 16 che aveva totalizzato nella passata stagione, la prima vissuta interamente da protagonista con i guanti da titolare. Meglio, naturalmente, anche del periodo Rui Patricio che, nelle tre stagioni, ha toccato i 15 clean sheet (2021/22) come miglior risultato. Prima di lui, tra Mirante e Pau Lopez, il contatore non era mai salito oltre le 6 partite di imbattibilità stagionali del portiere italiano.

L’ultimo scoglio, per Svilar, era rappresentato da una storia sovrapponibile alla sua: quella di Alisson, arrivato a Roma come portiere di prospettiva, per un anno secondo alle spalle di Szczesny prima di guadagnarsi la titolarità e una stagione da assoluto protagonista nel 2017/18 che poi lo porterà al Liverpool. Furono 17, in quell’anno, i clean sheet accumulati dal portiere brasiliano, scavalcato dunque proprio all’ultima giornata da Svilar. Szczesny, invece, nel suo biennio era arrivato al massimo a 14.

È De Sanctis, infatti, il riferimento ancora inarrivabile: nel 2013/14, con Rudi Garcia, il portiere arrivato dal Napoli tenne la porta sigillata per 21 volte in campionato, il dato più alto registrato in questo millennio. Quello di Svilar, dunque, rimane il punteggio più alto degli ultimi 12 anni. Nella prima parte degli anni 2000, invece, Doni e Antonioli hanno raggiunto al massimo 16 e 15 giornate di imbattibilità mentre Pelizzoli, nel 2003/04, arrivò fino a 20.

I RECORD DI CLEAN SHEET NELLA ROMA DAL 2000 AD OGGI:

2025/26 – Svilar (18)

2024/25 – Svilar (16)

2023/24 – Rui Patricio (6), Svilar (5)

2022/23 – Rui Patricio (13)

2021/22 – Rui Patricio (15)

2020/21 – Mirante (5), Pau Lopez (4)

2019/20 – Pau Lopez (5)

2018/19 – Mirante (6)

2017/18 – Alisson (17)

2016/17 – Szczesny (14)

2015/16 – Szczesny (8)

2014/15 – De Sanctis (16)

2013/14 – De Sanctis (21)

2012/13 – Lobont (3), Goicoechea (3)

2011/12 – Stekelenburg (9)

2010/11 – Doni (7)

2009/10 – Julio Sergio (10)

2008/09 – Doni (10)

2007/08 – Doni (16)

2006/07 – Doni (13)

2005/06 – Doni (11)

2004/05 – Curci (3)

2003/04 – Pelizzoli (20)

2002/03 – Pelizzoli (5)

2001/02 – Antonioli (15)

2000/01 – Antonioli (7)

ALLAN: chi è? (VIDEO)

Tra i profili monitorati dalla Roma in vista del prossimo mercato c’è anche Allan, centrocampista brasiliano classe 2004 di proprietà del Palmeiras.

Carriera

Nato il 4 aprile 2004 a Florianópolis, Allan Andrade Elias ha mosso i primi passi calcistici nelle giovanili del Palmeiras, club con cui è cresciuto fino ad arrivare in prima squadra. Dopo essersi messo in evidenza a livello giovanile, Allan ha iniziato a ritagliarsi lo spazio tra i grandi. Fin qui, con il Palmeiras, ha collezionato oltre 30 presenze tra tutte le competizioni, con 5 gol e 4 assit (Transfermarkt), numeri che raccontano un giocatore ancora in piena formazione ma già coinvolto concretamente nel progetto tecnico della squadra.

Caratteristiche tecnico-tattiche

Allan è un centrocampista che abbina dinamismo, qualità tecnica e intensità. Il suo ruolo naturale è quello di ala destra, ma può agire anche da trequartista, da mezzala o in una mediana a due o in posizioni leggermente più avanzate grazie alla sua capacità di accompagnare l’azione. Nel Palmeiras viene impiegato proprio come centrocampista box-to-box moderno, non è, infatti, il classico regista statico, quanto piuttosto un giocatore di movimento, bravo a rompere le linee sia con la corsa che con il pallone tra i piedi.

Gasperini per la Roma e per la storia: vincendo può raggiungere Liedholm al 5° posto tra gli allenatori con più punti in A

LAROMA24.IT – Tre per la Roma, tre anche per Gasperini. L’importanza della posta in palio accentra tutti i pensieri sul collettivo, su un obiettivo che la Roma non ha mai visto così da vicino, negli ultimi 8 anni, a 90 minuti dalla fine del campionato. In più, domani sera a Verona, Gasperini può prendersi un posto nella storia della Serie A. Ad oggi, infatti, l’allenatore giallorosso ha totalizzato 1034 punti nel massimo campionato italiano, al 6° posto nella classifica di tutti i tempi. Con altri tre punti, poi, può entrare tra i primi 5 posti, raggiungendo un monumento della categoria e anche della Roma. A 1037, infatti, si è fermato Nils Liedholm, che in questa stagione ha dovuto già cedere il posto a due allenatori ancora in attività. Ad inizio anno il podio degli allenatori con più punti conquistati in Serie A era così composto: 3° posto per Liedholm, 2° per Nereo Rocco (1159 punti) e primato, ancora intoccabile per un po’, per Giovanni Trapattoni e i suoi 1266 punti guadagnati in carriera in Italia.

Durante l’anno, poi, prima Allegri e poi Spalletti hanno spinto indietro l’allenatore svedese protagonista del secondo scudetto della Roma. I 70 punti conquistati dal Milan hanno portato Allegri al 3° posto della graduatoria, con 1082 totali e una media di 1,99 a partita che lo rendono il 4° di sempre per media punti, dietro a Conte, Chivu e Leonardo. Subentrando alla Juventus, anche Spalletti ha potuto aumentare il proprio score arrivando agli attuali 1049 punti, 12 in più di Liedholm e 15 di vantaggio su Gasperini. A completare la classifica dei primi 10 allenatori per punti guadagnati in Serie A ci sono Mazzone, al 7° posto con 980 punti, Carlo Ancelotti, 8° con 950 punti, Fabio Capello, 9° a 899, e chiude Fulvio Bernardini con 819 punti.  

LA TOP 10 DEGLI ALLENATORI CON PIU’ PUNTI IN SERIE A:

1 – Trapattoni 1266 punti

2 – Rocco 1159

3 – Allegri 1082

4 – Spalletti 1049

5 – Liedholm 1037

6 – Gasperini 1034

7 – Mazzone 980

8 – Ancelotti 950

9 – Capello 899

10 – Bernardini 819

Dal contatto Pasalic-Koné a Hellas Verona-Roma: la Champions passa ancora per Sozza. Una vittoria in quattro incroci stagionali per i giallorossi

Sarà Simone Sozza l’arbitro di Hellas Verona-Roma, match valido per la trentottesima e ultima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 20:45 allo Stadio Bentegodi. Il fischietto della sezione di Seregno incontrerà i giallorossi per la diciannovesima volta e i capitolini sono la squadra più arbitrata in carriera (al secondo posto Juventus e Pisa a quota 11).

Il classe ’87 dirigerà la quinta partita stagionale degli uomini di Gian Piero Gasperini dopo la vittoria per 0-1 nell’andata del Derby della Capitale, il doppio confronto con la Juventus (2-1 per i bianconeri e 3-3 con gol di Federico Gatti all’ultimo respiro) e la pesante sconfitta per 5-2 contro l’Inter a San Siro. In generale il bilancio recita 8 successi, 4 pareggi e 6 ko.

La sfida contro l’Hellas Verona rappresenta una partita decisiva per la qualificazione in Champions League della Roma e anche nella passata stagione Sozza arbitrò una gara di enorme importanza per l’accesso alla massima competizione europea, ovvero lo scontro diretto con l’Atalanta alla trentaseiesima giornata di campionato terminato 2-1 per la Dea. In quell’occasione fece discutere moltissimo il mancato rigore ai giallorossi per un contatto nell’area bergamasca tra Mario Pasalic e Manu Koné sul punteggio di 1-1: “Ci hanno sempre detto che il VAR interviene solo se c’è un evidente errore, ma qui si vede Pasalic sbagliare l’intervento e toccare il ginocchio del mio giocatore – il duro attacco di Claudio Ranieri, all’epoca allenatore giallorosso -. L’arbitro aveva fischiato il penalty e doveva rimanere tale! Sul rigore possiamo discutere, ma spiegateci per giustizia sportiva perché il VAR è intervenuto. Sozza non mi ha dato spiegazioni, non ero degno di riceverle…”.

Sono cinque, invece, i precedenti tra Sozza e l’Hellas Verona: due vittorie e tre sconfitte. Curiosi gli avversari dei tre ko: 1-0 contro la Roma nella stagione 2022/23 con gol di Ola Solbakken e doppia sconfitta per 3-1 e 0-5 contro l’Atalanta di Gasperini nelle annate 2022/23 e 2024/25.

LR24

Luciano Juba: chi è?

Luciano Batista da Silva Junior, meglio conosciuto come Luciano Juba, giocatore monitorato dalla Roma, è un profilo che negli ultimi anni si è ritagliato spazio nel calcio brasiliano grazie a una caratteristica sempre più ricercata nel calcio moderno: la versatilità. Classe 1999, mancino naturale, attualmente in forza al Bahia, viene indicato principalmente come terzino sinistro, ma il suo percorso racconta di un giocatore capace di interpretare più ruoli lungo la corsia mancina. Nato il 29 agosto 1999 a Recife, nello stato di Pernambuco, Juba muove i primi passi calcistici nello Sport Recife, club con cui compie la vera crescita professionale. Ed è proprio la sua evoluzione tattica a renderlo un profilo interessante: non nasce infatti come difensore puro, bensì come giocatore offensivo, abituato a muoversi tra fascia e trequarti. Dopo una parentesi in prestito al Confiança, utile per accumulare esperienza e continuità, è con lo Sport Recife che si afferma definitivamente, diventando uno dei punti di riferimento della squadra. Nel club brasiliano mette insieme oltre 150 presenze, accompagnate da 30 gol e 25 assist (Transfermarkt), a conferma di un impatto offensivo tutt’altro che secondario. Nel 2023 arriva poi il trasferimento al Bahia. Qui Juba consolida il proprio ruolo da laterale moderno, impiegato prevalentemente come terzino sinistro ma con la capacità di alzare il proprio raggio d’azione a seconda delle esigenze tattiche. Un profilo dinamico, offensivo e tecnico, più vicino all’idea del laterale di spinta contemporaneo che a quella del difensore tradizionale.

E alla fine arriva Gasp: negli ultimi 10 campionati, per 8 volte ha scalato la classifica nel rush finale 

LAROMA24.IT – Due mesi fa, il 15 marzo, la Roma perdeva 2-1 a Como. Era la 29a  giornata: la Juventus, vincendo ad Udine, passava davanti alla Roma che nel frattempo era stata staccata in classifica proprio dalla squadra di Fabregas. Iniziava l’ultimo tratto della stagione con la cantilena nefasta che già riecheggiava in sala: 6° posto a quel punto, con 51 punti che, in proiezione, davano proprio quei 66 punti, anatema ricorrente dell’ultimo ciclo romanista. Dopo arriverà la vittoria lenitiva col Lecce prima del tracollo in casa dell’Inter. Neanche le abitudini di Gasperini, spesso capace di scalare posizioni nell’ultimo tratto di corsa, davano più spiragli d’ottimismo.

La situazione si è splendidamente rovesciata in 5 turni: il Milan è precipitato, la Juventus si è arenata e il Como ha pagato i pedaggi del peggior calendario tra le pretendenti. Nel frattempo, la Roma si è rimessa in piedi e, alla 37a giornata, si è regalata questo punto di vista: parimerito col Milan, comunque avanti per gli scontri diretti, a 70 punti al 3° e 4° posto, Como e Juventus dietro a 68. Quando diceva che la corsa alla Champions si sarebbe decisa all’ultimo, oltre a basarsi sullo storico, Gasperini probabilmente affondava il discorso nella speranza. Sapendo che, alla lunga, sarebbe arrivato anche lui a sedersi di nuovo al tavolo della zona Champions League.  

Prende la scia e poi stacca il gruppo agli ultimi giri. Sta succedendo ora (prego: abbandonarsi al rito scaramantico preferito), l’ha fatto ripetutamente in passato. Un anno fa non gli servì perché 3° era dopo 30 partite e 3° rimase sia alla penultima che nella fotografia finale. Stagione 2023/24: alla 30a giornata l’Atalanta è 6a in classifica con 50 punti, alla penultima era già quinta, diventerà quarta all’ultima curva con 69 punti complessivi. L’anno prima era 6°, sempre con 50 punti, alla 30a giornata, presa come punto intermedio per stabilire l’inizio della volata finale. Alla 37a aveva già scalato due posizioni, piazzandosi 5°.

Doppio sorpasso nel finale anche nel 2020/21: 4° alla 30a, Gasperini passerà la penultima giornata da 2° per poi chiudere al 3° posto con 78 punti. Lo stesso punteggio dell’anno precedente, quando alla 30a giornata era 4° e nel rush finale guadagnerà un’altra posizione.

È quasi una prassi: dal 2016/17, anno in cui arriva all’Atalanta, all’attuale, sono 10 campionati: per 8 volte Gasperini ha migliorato la posizione che aveva alla 30a giornata, una volta l’ha mantenuta uguale e solo in un caso è stato superato. Capitò nella stagione 2021/22, quando il 5° posto della 30a giornata fu stropicciato nel finale, diventando 8° alla fine del campionato. La tendenza che è diventata abitudine all’Atalanta, era comunque visibile anche al Genoa. Inizi stentati, riprese confortanti in corso d’opera e decollo nella parte finale: questo il più comune tracciato delle stagioni di Gasperini. Nell’ultima stagione al Genoa, nel 2015/16, passa dal 12° posto della 30a giornata al 10° della 37a, poi confermato all’ultima giornata. L’anno prima, invece, da 7° divenne 6°. Adesso anche la Roma sogna il lieto fine.  

LA SITUAZIONE IN CLASSIFICA ALLA 30a E ALLA 37a DELLE ULTIME 10 STAGIONI:

2025/26

30a: 6° a 54 punti

37a: 4° a 70 punti

2024/25

30a: 3° a 58 punti

37a: 3° a 74 punti. Finirà 3°

2023/24

30a: 6° a 50 punti

37a: 5° a 66 punti. Finirà 4°

2022/23

30a: 7° a 49 punti

37a: 5° a 61 punti. Finirà 5°

2021/22

30a: 5° a 52 punti

37a: 8° a 59 punti. Finirà 8°

2020/21

30a: 4° a  61 punti

37a: 2° a 78 punti. Finirà 3°

2019/20

30a: 4° a 63 punti

37a: 3° a 78 punti. Chiuderà 3°

2018/19

30a: 5° a 51 punti.

37a: 3° a 66 punti. Finirà 3°

2017/18

30a: 8° a 47 punti

37a: 7° a 60 punti. Finirà 7°

2016/17

30a: 5° a 58 punti

37a: 5° a 69 punti. Finirà 4°

La Roma fa ancora suo il derby: la doppietta in Serie A mancava da dieci anni. E Gasp fa en plein al primo anno, Ranieri l’ultimo a riuscirci

LAROMA24.IT (Fabio D’Ascanio) Il derby è ancora della Roma. Sconfitta la Lazio per 2-0 con la doppietta, destinata a rimanere nella storia, siglata daGianluca Mancini. I giallorossi di Gasperini hanno superato gli avversari e conquistato nuovamente la stracittadina anche nel secondo derby stagionale. Gli uomini di Gasperini, infatti, in questo campionato si erano già imposti contro i biancocelesti il 21 settembre scorso, nel match valido per la quarta giornata di Serie A, con la rete decisiva di Lorenzo Pellegrini.

Una doppietta giallorossa che mancava esattamente da dieci anni, ovvero dalla stagione 2015-2016. Dieci anni fa i giallorossi guidati prima da Rudi Garcia nel girone d’andata e da Luciano Spalletti in quello di ritorno, riuscirono a sconfiggere la Lazio in entrambi gli appuntamenti di Serie A: 2-0 all’andata e 1-4 al ritorno. A distanza di dieci anni i giallorossi sono tornati ad imporsi in maniera netta. Si tratta della dodicesima volta nella storia della Roma in cui i derby di campionato vengono entrambi vinti.

Ma non solo, perché con la vittoria di oggi firmata da Mancini, Gian Piero Gasperini è riuscito a vincere entrambi i derby stagionali alla sua prima stagione sulla panchina giallorossa. L’ultimo a riuscirci fu proprio Claudio Ranieri nella stagione 2009-2010. L’ex Atalanta entra, quindi, in una cerchia ristretta di allenatori, solamente sei, che sono riusciti ad imporsi nettamente nella stracittadina alla prima stagione con la Roma. Prima di Ranieri, per trovare un tecnico capace di vincere entrambi i derby al primo anno, bisogna tornare al 1959-1960 con Alfredo Foni in panchina.

Roma-Lazio a Maresca: primo derby della Capitale. Nessun incrocio stagionale con entrambe le squadre

Il derby tra Roma e Lazio affidato a Fabio Maresca. Il fischietto della sezione di Napoli dirigerà la sua prima stracittadina della Capitale in carriera. Si tratta del primo incrocio con i giallorossi in questa stagione. Un bilancio totale che conta 19 precedenti: 8 vittorie, 6 sconfitte e 5 pareggi.

L’ultimo incrocio di Maresca con la Roma risale alla stagione 2024-2025: precisamente al 24 febbraio 2025, quando i giallorossi guidati da Ranieri vinsero per 4-0 contro il Monza. L’ultimo ko risale, invece, al 22 aprile 2024, quando la Roma venne sconfitta all’Olimpico dal Bologna per 1-3.

La Lazio, invece, è la squadra più arbitrata da Maresca in carriera con un totale di 25 incroci. 12 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte, è il bilancio dei biancocelesti con il fischietto di Napoli. Il derby, però, sarà il primo incrocio stagionale anche con la squadra di Sarri.

LR24