Ci sarebbero ancora 48 ore piene per pensare di chiudere operazioni e incassare plusvalenze decisive, o quanto meno preziose, per avvicinare il più possibile l’obiettivo economico prefissato. Ma guardando con estrema lucidità in faccia la realtà, a Trigoria hanno capito che potrà forse anche muoversi qualcosa (vedi Salah-Eddine e Cherubini) ma quello che avrebbe dovuto davvero fare la differenza non avrà probabilmente modo di salvare la Roma in tempo utile. (…) Questo perché Koné e Soulé, le due risorse individuate per «fare pace» con l’Uefa e uscire dai vincoli asfissianti del settlement agreement, non si sono ancora mossi da Trigoria. Entrambi si sono arenati in mezzo a diverse criticita, ancorati, tra l’altro, a tempistiche che per nulla collimano con quelle del bilancio giallorosso. Erano stati scelti loro per salvaguardare gli “intoccabili”, ma il piano non sembra aver funzionato. Il francese è rimasto comprensibilmente concentrato sul film del Mondiale, mostrandosi poco interessato a decidere in così poco tempo del suo futuro. (…) Gli intermediari (Pastorello in pole) e anche il direttore sportivo Dougie Freedman hanno provato a convincere il talento argentino a sposare con convinzione il progetto dell’Al-Diriyah: giorni di trattative, call su call all’interno delle quali Soulé ha dimostrato interesse e ha cercato (com’è legittimo che sia per chi sceglie di andare a giocare in Arabia) di trattare su ingaggio e bonus logistici. Una disponibilità che aveva convinto gli arabi a presentare un’offerta ufficiale alla Roma da 35 milioni complessivi. E invece, come il calciomercato insegna, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Perché Soulé è arrivato ad un passo dall’altare ma sul più bello è mancato l’anello: i dirigenti dell’Al-Diriyhah non hanno ancora inviato alcuna offerta vincolante alla Roma. Per l’immenso stupore di D’Amico e degli intermediari coinvolti. (…) Una situazione che crea tensione e preoccupazione in vista del giudizio dell’Uefa, in programma verso ottobre. Perché se dovesse chiudersi cosi, senza offerte last-minute o colpi di scena i giallorossi consegnerebbero agli uomini dei conti dell’Uefa un bilancio con un passivo importante, una distanza significativa rispetto all’obiettivo non centrato. Saranno sufficienti i buoni rapporti tra Friedkin e Ceferin, il percorso virtuoso e gli introiti della Champions in arrivo nella prossima stagione per tutelare la Roma da pesanti sanzioni? Il dubbio rimane e crea senza dubbio pensiero a Gian Piero Gasperini, amareggiato all’idea di costruire qualcosa di importante che potrebbe esser fortemente limitato dalla scure dell’Uefa.
(Il Romanista)