Roma sicura: solo 0,07xG concessi alla Cremonese, è il dato più basso della stagione

LAROMA24.IT – I titoli di coda, in statistica, di Roma-Cremonese parlano di 23 tiri a 2 nella 15a partita stagionale chiusa senza subire gol per la squadra di Gasperini. Che ripassa in grassetto il proprio primato difensivo in Serie A: 16 gol subiti alla 26a giornata. Il possibile scarabocchio sulla prestazione difensiva della Roma ci ha pensato Svilar a sbianchettarlo, con un’uscita bassa su Vardy lanciato verso di lui che ha rimosso dai dati anche quel potenziale tentativo. Tanto da fornire un indice di xG di 0,07 per la Cremonese a fine partita, il più basso concesso dalla Roma in questa stagione. Al primo tempo, addirittura, il contatore di xG per la Cremonese non si era ancora mosso dallo zero. Sarà poi il colpo di testa di Thorsby, nel finale, a muovere la casella.

In generale, il grafico di xG concessi dalla Roma in stagione mostra una crescente impermeabilità della struttura romanista, tenuta in piedi più volte da Svilar nella prima parte di stagione. In Italia, nelle ultime 10 gare soltanto l’Atalanta ha superato la soglia di 1xG accumulato contro la Roma, arrivando a 1,88. Nella prima parte di stagione, invece, prendendo la striscia delle prime 10 gare di campionato erano state ben 5 le squadre ad accumulare almeno un punto di xG. E neanche avversarie di primo rango: Lazio, Verona, Sassuolo, Parma e Milan, che fin qui ha il record di 3,5xG contro la Roma, avevano tutte superato 1xG. All’andata, per esempio, la Cremonese lasciò il campo comunque sconfitta ma con 0,87 motivi di rimpianto per le occasioni costruite.

I migliori dati di xG concessi, infatti, li hanno inanellati di recente, fatta eccezione per lo 0,16 concesso al Viktoria Plzen ad inizio Europa League. Lo 0,35 del Cagliari di tre partite fa era il miglior dato registrato fin qui in Serie A, aggiornando il record di 0,41 maturato nel ritorno col Torino.

GLI XG CONCESSI DALLA ROMA PARTITA PER PARTITA:

Vs Cremonese 0,07

Vs Napoli 0,62

Vs Cagliari 0,35

Vs Udinese 0,70

Vs Panathinaikos 0,73 (Europa League)

Vs Milan 0,45

Vs Stoccarda 1,77 (EL)

Vs Torino 0,41

Vs Torino 1,24 (Coppa Italia)

Vs Sassuolo 0,74

Vs Lecce 0,53

Vs Atalanta 1,88

Vs Genoa 0,93

Vs Juventus 2,33

Vs Como 0,58

Vs Celtic 1,33 (EL)

Vs Cagliari 1,15

Vs Napoli 1,03

Vs Midtjylland 0,77 (EL)

Vs Cremonese 0,87

Vs Udinese 1,12

Vs Rangers 0,86 (EL)

Vs Milan 3,50

Vs Parma 1,21

Vs Sassuolo 1,14

Vs Viktoria Plzen 0,16 (EL)

Vs Inter 0,66

Vs Fiorentina 0,84

Vs Lille 1,43 (EL)

Vs Verona 1,35

Vs Nizza 0,97 (EL)

Vs Lazio 1,04

Vs Torino 0,64

Vs Pisa 0,57

Vs Bologna 0,54

Malen col botto: è primo in Serie A per tiri e tocchi in area di rigore

LAROMA24.IT – Il 18 gennaio Malen debuttava con la maglia della Roma. Basterà attendere meno di mezz’ora, 26 minuti, per vederlo brindare al primo gol in giallorosso. Un mese dopo, l’attaccante che se “l’avessimo avuto nel girone d’andata avremmo sicuramente più punti”, per dirla con Gasperini, ne ha sommati già 5, arrivando alle soglie del primo marcatore romanista, Soulé con 6, tutti utilizzando il piede destro, che fosse su azione o, come a Napoli, su rigore.

In generale, Malen ha alzato i decibel offensivi della Roma. Prima che per il numero di gol, l’effetto finale, grazie alla velenosità dei suoi movimenti e la capacità di procacciarsi opportunità di tiro. Malen, innanzitutto, è un tiratore seriale: calcia 5,30 volte a partita, un dato che l’ha fatto schizzare al comando della Serie A in questa statistica. Il secondo in graduatoria, Krstovic, viaggia a 4,70 ogni 90′. Terzo posto per Kean, a 4,10 conclusioni per partita. Insieme all’attaccante della Fiorentina, a 7 gol finora in campionato, Malen condivide il primato nel rapporto più alto tra tocchi e tiri, quanti, in sostanza, dei palloni toccati diventano conclusioni. Un’estrema tendenza alla finalizzazione che si traduce nel 12% dei tocchi che diventano tiri: in netto vantaggio rispetto a tutta la concorrenza di Serie A. Il terzo giocatore, Orban del Verona, si ferma infatti all’8% come Krstovic.

Il tasso di conversione, rigori esclusi, tra tiri e gol si attesta al 17%, lo stesso del capocannoniere Lautaro Martinez. La sua capacità di smarcarsi nella parte finale di campo la si ritrova, statisticamente, nel numero di passaggi chiave ricevuti nell’ultimo terzo: 8,93, dietro soltanto a Pio Esposito con 9,76 a partita. È davanti, invece, al 2005 dell’Inter per tocchi nella zona più calda, l’area di rigore: 11,49 a partita, 10,92 invece quelli di Pio Esposito.

Torna Di Bello dopo Roma-Genoa: 6 vittorie consecutive e 8 gare senza ko per i giallorossi. L’unico incrocio in A con la Cremonese è l’1-1 a Como

Sarà Marco Di Bello l’arbitro della sfida tra Roma e Cremonese, valida per la ventiseiesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Il direttore di gara incontrerà i giallorossi per la 33esima volta e i capitolini sono di gran lunga la squadra più arbitrata in carriera (secondo il Napoli a quota 24).

Il bilancio è molto positivo: 19 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte. Il feeling tra la Roma e il fischietto di Brindisi è migliorato soprattutto negli ultimi anni e i giallorossi sono reduci da 6 successi consecutivi, oltre a essere imbattuti da ben 8 gare (ultimo ko il 2-0 contro l’Inter nei quarti di finale di Coppa Italia andati in scena l’8 febbraio 2022). L’incrocio più recente risale al 29 dicembre 2025, quando gli uomini di Gian Piero Gasperini batterono 3-1 il Genoa di Daniele De Rossi grazie alle reti di Matias Soulé, Manu Koné ed Evan Ferguson.

L’arbitro classe ’81 ha incontrato la Cremonese appena due volte in carriera: la prima fu addirittura in Lega Pro nella stagione 2010/11 (sconfitta per 0-1 contro la Reggiana), mentre il secondo precedente è l’1-1 contro il Como nel match valido per la quinta giornata del campionato in corso.

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Napoli-Roma a Colombo: con lui giallorossi imbattuti in 8 precedenti

Sarà Andrea Colombo l’arbitro dell’attesissimo big match tra Napoli e Roma valido per la 25a giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 20:45 allo Stadio Maradona. Positivi i precedenti tra i giallorossi e il fischietto della sezione di Como: la Roma infatti, è imbattuta in 8 precedenti, con 4 vittorie e 4 pareggi. L’ultimo è l’1-1 dell’Olimpico contro il Milan. In questa stagione Colombo aveva arbitrato la Roma anche in occasione della vittoria contro la Fiorentina per 1-2.

Al Var ci sarà Abisso, già 26 volte allo schermo con la Roma in campo: il bilancio giallorosso è di 14 successi, 4 pareggi e 8 sconfitte.

Colombo ha diretto il Napoli 8 volte, per un bilancio azzurro di 5 successi e 3 sconfitte.

Torna Marcenaro dopo il 2-0 al Sassuolo: arbitrò il 4-0 contro il Cagliari. Zero successi in cinque incroci per i sardi

Sarà Matteo Marcenaro l’arbitro della sfida tra Roma e Cagliari, valida per la ventiquattresima giornata di Serie A e in programma lunedì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Il direttore di gara incontrerà i giallorossi per la sesta volta in carriera e sarà il secondo incrocio stagionale dopo la vittoria per 2-0 contro il Sassuolo (a segno Manu Koné e Matias Soulé) del 10 gennaio. Marcenaro diresse Roma-Cagliari del 5 febbraio 2024 e i padroni di casa trionfarono 4-0 grazie alle reti di Lorenzo Pellegrini, Dean Huijsen e la doppietta di Paulo Dybala.

Il bilancio tra il fischietto classe ’92 della sezione di Genova e il club capitolino resta positivo nonostante l’arbitraggio disastroso in Hellas Verona 3-2 Roma del 3 novembre 2024 e le feroci critiche di José Mourinho in occasione di Sassuolo-Roma di un anno prima (“L’arbitro mi preoccupa, la sensazione è che non abbia la stabilità emozionale per una gara di questa livello”): 3 successi, un pareggio e una sconfitta. I giallorossi hanno sempre vinto le gare casalinghe, segnando sei reti e mantenendo la porta inviolata in entrambe le occasioni.

Cinque, invece, i precedenti con il Cagliari e i risultati sono particolarmente negativi: zero vittorie, due pareggi e tre sconfitte. Tutti i ko sono arrivati lontani dalla Sardegna e l’unico pareggio fuori casa è uno 0-0 contro l’Hellas Verona.

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BRYAN ZARAGOZA: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – Manca sempre meno alla chiusura della finestra invernale di calciomercato, fissata alle ore 20 del 2 febbraio, e la Roma ha accelerato per l’acquisto della nuova ala sinistra. Nelle ultime ore il direttore sportivo Frederic Massara ha alzato il pressing su Bryan Zaragoza, classe 2001 spagnolo di proprietà del Bayern Monaco e in forza al Celta Vigo, offrendo un prestito con diritto di riscatto. Il calciatore è stato offerto al club capitolino e anche Gian Piero Gasperini ha approvato questa eventuale operazione di mercato.

La carriera

Nato il 9 settembre 2001 a Málaga, Bryan Zaragoza Martínez cresce nel settore giovanile del Granada ed esordisce con i ‘grandi’ a 20 anni in occasione della vittoria per 0-7 contro il Laguna in Coppa del Re. Nella stagione 2022/23 entra nelle rotazioni della prima squadra e colleziona 34 presenze in Segunda Division, mettendo a referto anche 5 reti e un assist e vincendo il campionato con 75 punti.

Nella stagione seguente diventa titolare e in Liga dà spettacolo tra prestazioni brillanti e giocate da funambolo. Indimenticabile la performance contro il Barcellona di Xavi, in cui segna una doppietta in 29 minuti (destro a incrociare sul palo lontano dopo 18 secondi dal calcio d’inizio e gol di esterno destro in seguito ad alcune finte ubriacanti al difensore) e illude il Granada prima del pareggio in rimonta firmato da Lamine Yamal e Sergi Roberto.

A gennaio è a quota 6 reti e 2 assist e attira l’interesse del Bayern Monaco, che lo acquista a metà stagione con la formula del prestito oneroso (4 milioni di euro) con riscatto a 13 per sostituire l’infortunato Kingsley Coman (inizialmente l’accordo prevedeva il trasferimento in Baviera il 1° luglio). In Germania la concorrenza in quel reparto è spietata e Zaragoza fa molta fatica a trovare spazio (appena 171 minuti in campo): “Bryan manca principalmente nella lingua. È difficile parlare con lui sia in inglese sia in tedesco – rivela l’allenatore Thomas Tuchel -. Questa è una componente fondamentale“.

Nell’estate del 2024 torna in Liga, ma questa volta in prestito all’Osasuna: qui ritrova continuità e, nonostante alcuni infortuni, gioca 28 partite tra Liga e Coppa del Re. Come già accaduto con il Granada, Zaragoza punisce nuovamente il Barcellona ed è il protagonista di una clamorosa vittoria per 4-2 con un assist (cross per il colpo di testa di Ante Budimir) e uno splendido gol (scatto in profondità, dribbling al portiere e tocco a porta vuota).

Bryan chiude l’annata con una rete e 6 passaggi vincenti e al termine della stagione il Bayern Monaco lo gira nuovamente in prestito e va al Celta Vigo: il rendimento è altalenante e nei primi sei mesi colleziona soltanto un gol e un assist in 19 partite. Ora, in caso di accordo con la Roma, avrà la possibilità di rilanciarsi e mettersi in mostra in un nuovo campionato dopo tanti anni trascorsi in Spagna.

Con la nazionale spagnola è a quota 3 presenze e in soli 78 minuti totali ha messo a segno una rete decisiva al 93′ su rigore nella vittoria per 3-2 contro la Svizzera.

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Bryan Zaragoza è un’ala sinistra di piede destro e la sua arma principale è l’agilità. Alto 164 centimetri, mette in crisi i difensori avversari grazie alla sua incredibile velocità e soprattutto alla rapidità nel dribbling: Gioco per il dribbling, non per rincorrere il pallone. Il mio stile è giocare faccia a faccia e avere la palla tra i piedi e lo faccio sin da piccolo, quando giocavo per strada dopo l’allenamento. È il mio punto di forza”.

Secondo le statistiche riportate da DataMB, nella stagione 2024/25 Zaragoza è stato: primo per dribbling ogni 100 tocchi (55.15, 10 in più di Luvumbo Zito secondo in classifica e sopra anche fenomeni del calibro di Nico Williams e Jeremy Doku), primo per frequenza di azioni progressive (50 in totale e tale dinamica si verifica il 50% delle volte in cui Bryan riceve il pallone), terzo per dribbling riusciti, terzo per conduzione del pallone e quarto per azioni d’attacco riuscite tra tutte le ali dei top 7 campionati. Considerando gli esterni offensivi Under 23 delle cinque migliori leghe, Zaragoza si è piazzato al quarto posto in classifica per cross riusciti (40, primo Lamine Yamal con 44) e quarto per expected assist ogni 100 passaggi (1.05, alle spalle di Alex Baena, Bukayo Saka e Karim Adeyemi). Come tipo di calciatore ricorda Francisco Conceição della Juventus.

Il folletto spagnolo deve migliorare sotto porta, dato che in carriera ha realizzato soltanto 22 gol in 167 partite. Il classe 2001 potrebbe rivelarsi un’arma fondamentale per Gian Piero Gasperini, poiché possiede caratteristiche uniche rispetto ai giocatori presenti attualmente in rosa e rappresenta una minaccia costante per le difese avversarie. Ora il tecnico avrà a disposizione una vera ala sinistra e non sarà più costretto a dover adattare altri giocatori in quel reparto, ma Zaragoza è in grado di ricoprire anche altri ruoli: “Mi sento più a mio agio come ala, ma non mi dispiace giocare anche a destra o da seconda punta”.

Panathinaikos: dall’incubo Renato Sanches fino al soccorritore Benitez. E quel precedente con Ranieri…

LAROMA24.IT (Matteo Morale) – L’ultimo sforzo. Giovedì 29 gennaio alle 21:00, la Roma cercherà di completare l’opera e conquistarsi la top 8 del girone unico di Europa League. Grazie all’ultima vittoria ottenuta contro lo Stoccarda, i giallorossi sono saliti a 15 punti e, per la prima volta dall’inizio della competizione, la squadra di Gian Piero Gasperini ha agganciato le prime posizioni della League Phase. Il sesto posto attuale, infatti, permetterebbe alla Roma di saltare il turno dei playoff in un mese cruciale per il campionato e per la lotta al quarto posto. Per mettere in cassaforte questo risultato, i giallorossi hanno a disposizione due risultati su 3. Con una vittoria non ci sarebbero neanche da fare calcoli estremamente matematici, il club capitolino sarebbe ampiamente qualificato. In caso di pareggio, invece, con una serie di incastri particolari e che non dipendono solo dalla Roma, la top 8 è comunque raggiungibile.

Chi cercherà di mettere i bastoni fra le ruote alla squadra di Gasperini, forte anche di poter disputare la partita fra le mura amiche, è il Panathinaikos, club greco che ha da poco affidato la panchina ad una vecchia conoscenza della Serie A: Rafa Benitez. I biancoverdi si trovano al diciannovesimo posto in classifica con 11 punti e hanno la sicurezza che comunque andrà il match, a febbraio andranno a disputare i playoff. La squadra di Atene ha già il proprio destino scritto soprattutto perché la top 8 è impossibile da raggiungere. I Trifogli, però, vorranno comunque chiudere al meglio il girone davanti ai propri tifosi.

I precedenti della Roma e di Gasperini con il Panathinaikos

Giovedì, Roma e Panathinaikos si affronteranno per la terza volta in partite ufficiali. Gli ultimi due precedenti, però, non fanno ben sperare. L’ultima volta che i giallorossi hanno incontrato i biancoverdi risale alla stagione 2009/2010 con Claudio Ranieri alla guida. Le due compagini si sono ritrovate contro nei sedicesimi di finale dell’Europa League, dove, il club greco ha avuto la meglio nel doppio confronto con un 6-4 totale. Gian Piero Gasperini, invece, non ha mai affrontato il Panathinaikos in carriera, ma, ha già incontrato 4 volte Rafa Benitez. Anche per il tecnico della Roma non un bilancio fortunatissimo contro lo spagnolo: non è mai riuscito a batterlo ed ha ottenuto un solo pareggio.

La stagione del Panathinaikos: la crisi in campionato e la scelta Benitez

Sebbene il Panathinaikos sia il secondo club più vincente della Grecia, nelle ultime stagioni i biancoverdi stanno attraversando un periodo di crisi totale che ha aumentato sempre di più il divario con l’Olympiakos, eterna rivale della squadra di Atene. Le tante scelte sbagliate degli ultimi anni, hanno portato a svariati cambi in panchina, l’ultimo a fine ottobre. Il tecnico ad interim Christos Kontis, è stato esonerato dopo una serie di risultati negativi che hanno rischiato di compromettere la stagione del Panathinaikos. Al suo posto, è stato scelto di puntare su un allenatore con tanta esperienza: Rafa Benitez. La situazione che lo spagnolo si è trovato davanti era tragica: il club era al settimo posto in classifica, mentre, in Europa League era arrivata una sola vittoria nelle prime 3 partite.

Gli unici risultati positivi con Kontis, sono arrivati in Coppa di Grecia, nonché unico trofeo che i Trifogli sono stati in grado di conquistare nelle ultime stagioni. La competizione ellenica funziona in maniera differente dalle altre coppe nazionali e le 20 squadre qualificate vengono raggruppate in un girone unico in cui ogni compagine disputa 4 partite. Al termine di esse, le prime 4 passano direttamente ai quarti di finale, mentre, dalla quinta alla dodicesima affrontano un turno di playoff. Il Panathinaikos è riuscito a piazzarsi in quarta posizione e dopo aver battuto l’Aris, affronterà il PAOK in una semifinale andata e ritorno (bianconeri che hanno eliminato l’Olympiakos).

Il percorso in Europa del Panathinaikos, invece, è partito ad inizio agosto con l’eliminazione al primo turno dalla Champions League per mano dei Rangers. Retrocessi in Europa League, poi, prima di avere accesso alla League Phase, i greci hanno affrontato un doppio turno di preliminari in cui i Trifogli hanno eliminato prima lo Shakhtar Donetsk e poi i turchi del Samsunspor. Nelle 7 partite del girone, inizialmente sotto la guida di Kontis, i Trifogli hanno perso contro Feyenoord e GO Ahead Eagles e vinto con lo Young Boys alla prima giornata. Dal subentro di Benitez, invece, sono arrivate 2 vittorie contro Malmo e Sturm Graz e due pareggi contro Viktoria Plzen e Ferencvaros. La situazione attuale, come già scritto sopra, li vede al diciannovesimo posto con 11 punti, con i playoff già assicurati e una top 8 altamente improbabile da raggiungere anche in caso di vittoria contro la Roma.

Infine, il campionato resta il punto più dolente della stagione del Panathinaikos. Presa la squadra al settimo posto in classifica, Benitez è riuscito a farla risalire fino al quinto posto, ma, il divario con le prime posizioni è tutt’ora abissale. Al momento i biancoverdi hanno 26 punti in classifica dopo 17 giornate (7 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte) a -9 dal Levadiakos quarto e con PAOK, Olympiakos e AEK Atene ormai in fuga. Ad oggi, la vetta della Super League greca dista 18 punti e sebbene sia molto complicato, un aiuto potrebbe arrivare dalla struttura del campionato. Come in molti altri paesi (Austria o Belgio), infatti, la “stagione regolare” termina a marzo, in questo caso alla ventiseiesima giornata. Dopo di che, le squadre in base al loro ordine di classifica, vengono divise in due gruppi: le prime 6 si vanno a giocare Scudetto e le varie qualificazioni alle coppe europee, le altre 8 lottano per la retrocessione. Con questa divisione il Panathinaikos potrebbe riprendere punti importanti negli scontri diretti e puntare a finire nelle prime posizioni. Una sfida non facile per Benitez, che però dal giorno del suo insediamento ha migliorato e non poco lo score del club greco (in 19 partite disputate tra tutte le competizioni, sono arrivate 11 vittorie 4 sconfitte e 4 pareggi).

Il calciomercato estivo del Panathinaikos: la rivoluzione biancoverde. Le cessioni di Ioannidis e Vagiannidis e i tanti arrivi

Il calciomercato estivo e invernale del Panathinaikos si può definire caotico. Al fronte di poche, remunerative, cessioni il club ha visto l’arrivo di molteplici giocatori. Dal punto di vista degli addii, i greci hanno lavorato benissimo, tanto da aver formalizzato quattro delle cinque uscite record nella storia del club. In estate hanno infatti salutato i due migliori calciatori della rosa: l’attaccante Fotis Ioannidis (in passato anche nel mirino di Bologna e Lazio) e il terzino Georgios Vagiannidis. Entrambi, sono stati acquistati dallo Sporting Lisbona che in totale ha sborsato 34 milioni di euro (22 per il bomber 25enne e altri 12 per il laterale difensivo). Ha fatto ritorno in Brasile, invece, l’ala Tete che è passato al Gremio per circa 6,5 milioni di euro. Infine, in direzione Emirati Arabi, è stato ceduto anche l’esperto centrocampista Nemanja Maksimovic. Per le prestazioni del 30enne, lo Shabab Al-Ahli ha speso ben 5 milioni di euro.

In entrata, invece, la società greca si è sbizzarrita, acquistando moltissimi giocatori. Tra i più rilevanti ci sono Cyriel Dessers, ex Cremonese arrivato dai Rangers per circa 5 milioni di euro, il terzino Georgios Kyriakopoulos dal Monza per 2 milioni di euro e il talento classe 2005 Santino Andino, arrivato dal Godoy Cruz per quasi 7 milioni di euro e strappato a molti altri club europei. In più, a parametro zero è arrivato anche Davide Calabria, svincolatosi in estate dal Milan e già autore di 2 gol e 3 assist in 21 partite. Per finire, il Panathinaikos ha accolto anche vari giocatori in prestito tra cui l’ala del Lens Anass Zaroury, l’ex Fiorentina Alban Lafont dal Nantes e l’ex Roma Renato Sanches. Per il calciatore portoghese, ancora di proprietà del PSG, si tratta di una delle ultime opportunità in carriera e anche in Grecia, per il momento, non ha ancora trovato il modo di lasciare il segno.

La rosa del Panathinaikos: gli indisponibili, i giocatori chiave e i pericoli da temere per la Roma

La rosa a disposizione di mister Rafa Benitez è molto vasta e nel corso della stagione i calciatori si sono alternati tra di loro. Ciò che è certo è che alcuni non prenderanno parte al match di domani. Primo fra tutti l’ex Tin Jedvaj che dopo una carriera in giro per l’Europa è approdato in Grecia nel 2023. Ora non è più il giovane di grande aspettative arrivato a Roma nella stagione 2013/2014 e, tra infortuni e indisponibilità varie anche con i Trifogli sta facendo fatica a ritagliarsi spazio. Il croato è infatti fuori dalla lista UEFA e almeno fino al termine della League Phase non potrà scendere in campo in Europa. Oltre all’ex Bayer Leverkusen, non sono convocabili nemmeno Daniel Mancini, Cyriel Dessers e l’ex Salernitana Tonny Vilhena. Sono invece in dubbio, causa infortunio, Filip Djuricic (l’ennesimo ex Serie A in rosa) e anche Davide Calabria, che ha la febbre e non è ancora sicuro del suo impiego dal 1’.

I tanti esperimenti di Benitez nel corso dei mesi hanno comunque mantenuto delle gerarchie e tra i più presenti in stagione ci sono il difensore centrale Ahmed Touba e il mediano Pedro Chirivella, nonché gli unici due ad aver superato le 30 presenze stagionali. Dal punto di vista realizzativo, il Panathinaikos non ha segnato moltissimi gol in stagione, ma, è da tenere d’occhio la punta Karol Swiderski. Il polacco, ex Hellas Verona, è il capocannoniere della squadra con 8 centri e 2 assist in 29 presenze, mentre, subito dopo di lui ci sono l’esperto trequartista Anastasios Bakasetas (7 gol e 4 assist stagionali), Anass Zaroury (6 gol e 4 assist) e l’infortunato Filip Djuricic (5 gol e 2 assist). Nonostante le poche partite disputate, ben 13 da titolare, ha un ottimo score anche Jedvaj (3 gol).

La carriera di Benitez: dai successi con Liverpool, Valencia e Napoli alla chiamata in soccorso del Panathinaikos

Non servono presentazioni per la carriera di Rafael Benitez, detto Rafa. Oltre 40 anni di carriera, più di 10 trofei vinti e oltre 800 panchine divise tra Spagna, Italia, Inghilterra e adesso Grecia. Se però si pensa a Don Rafa lo si associa principalmente a tre squadre: Liverpool, Valencia e (almeno in Italia) per il grosso flop nell’Inter del post Triplete. Iniziata la sua carriera nelle fila del Real Madrid B, nel 2001 approda a Valencia dove riesce a trascinare Pablo Aimar e compagni alla vittoria della Liga 31 anni dopo l’ultima volta. Il successo nazionale segna una svolta per la sua carriera che nella stagione 2003-2004 lo porta a bissare il trionfo in campionato. Nella stessa annata vince anche una Coppa UEFA in finale contro il Marsiglia. Poco dopo, però, le incomprensioni sorte con la società causano la rottura del rapporto con il Valencia, che lo andrà a sostituire con Claudio Ranieri. Nel 2004/2005 Rafa sbarca in Premier League sulla panchina del Liverpool. Anche in Inghilterra i successi non mancano e alla prima stagione alla guida dei Reds, Benitez vince la Champions League. La finale contro il Milan giocata ad Istanbul passerà alla storia come una delle partite più folli di sempre. I rossoneri, infatti, chiusero il primo tempo in vantaggio per 3-0 e vennero incredibilmente rimontati per poi perdere la partita ai calci di rigore. La città di Liverpool è dunque tornata a vincere la Coppa dalle grandi orecchie dopo 20 anni di attesa. Benitez resterà nel Merseyside fino al 2010, sei stagioni caratterizzate dalla vittoria di 1 Community Shield, una Coppa d’Inghilterra ed una Supercoppa Europea (oltre al già citato successo nella finale di Istanbul). Nel 2006-2007 i Reds vanno nuovamente vicini al sogno Champions, che si interromperà in finale ad Atene (già nel suo destino) proprio contro il Milan dello stesso Carlo Ancelotti grazie alla doppietta decisiva di Pippo Inzaghi.

Nel 2010 Benitez passa all’Inter, orfana di José Mourinho, ma la sua avventura in nerazzurro durerà solo pochi mesi (in cui comunque vincerà una Supercoppa Italiana contro la Roma e un Mondiale per Club). A dicembre dello stesso anno, poi, arriverà l’esonero. Dopo di che, ha inizio una lunga serie di avventure in giro per l’Europa (con l’eccezione dell’esperienza in Cina con il Dalian Yifang). Prima il Chelsea (arriverà il suo secondo trionfo in Coppa UEFA), poi il Napoli (esperienza rimasta nel cuore dei napoletani), il fallimento al Real Madrid, il Newcastle, l’Everton e infine il Celta Vigo nella stagione 2023/24. Ad ottobre del 2025 è un Panathinaikos in piena crisi a chiedergli aiuto dopo i pessimi risultati del suo predecessore. Benitez non può tirarsi indietro e il suo impatto alla guida del club greco è già evidente. Giovedì, invece, farà nuovamente i conti contro una squadra italiana: la Roma, già battuta all’epoca dell’Inter più di qualche anno fa.

Come gioca il Panathinaikos di Benitez: le ripartenze letali e la dinamicità

Nella sua lunghissima carriera da allenatore Rafa Benitez ha adottato vari moduli di gioco, stabilizzandosi sul 4-2-3-1: schema che sta adottando anche alla guida del Panathinaikos. Dopo vari esperimenti tattici, infatti, il club greco è tornato ad utilizzare la formazione che ha reso vincente il proprio tecnico. La sua rosa sta iniziando ad adattarsi alla filosofia dello spagnolo. L’obiettivo dell’ex Inter in fase offensiva è quella di avere una squadra pronta a ripartire nella maniera più rapida possibile. Pochi passaggi, ma, efficaci, il tutto con la sovrapposizione dei terzini che sono quasi sempre lanciati all’attacco. Le azioni, però, non sono sempre costruite in contropiede, bensì, possono partire anche dal basso con uno dei due mediani (solitamente Chirivella) che si abbassa per raccogliere il pallone e lanciarlo verso le fasce. L’altro centrocampista, invece, cerca di lasciare più spazio possibile al compagno e tende ad alzarsi per portare via l’uomo. Negli anni passati un’altra idea di gioco era quella di consegnare la palla all’esterno, in modo che accentrandosi lasciasse spazio per la progressione dei terzini. In fase di non possesso, il pressing è fatto uomo su uomo, ma, non con la stessa intensità chiesta da Gian Piero Gasperini. Benitez vuole che la sua squadra conceda campo agli avversari, il tutto sfruttando le marcature preventive e arrivare all’1 contro 1 tra i difensori e gli attaccanti. Viste anche le tante assenze della Roma, per i giallorossi non sarà per niente un avversario facile da superare, soprattutto in trasferta e con un tifo caldissimo (anche se le tifoserie tra di loro sono amiche).

Europa League: perché Malen, Vaz e Arena non possono essere schierati contro il Panathinaikos

Né Robinio Vaz, né Donyell Malen, né il giovane Antonio Arena possono essere schierati in Europa League. Il primo motivo è che non sono stati ovviamente inseriti nella lista dei 25 giocatori (“Lista A”) consegnata dalla Roma alla UEFA a inizio stagione per la fase a campionato.

La Roma, come tutti i club, avrà la possibilità di aggiornare la sua lista UEFA solo al termine di questa prima fase, in vista dell’eventuale fase a eliminazione diretta (playoff o ottavi di finale). Il regolamento permette di effettuare un massimo di tre cambi tra la fase a campionato e quella successiva. Questi tre nuovi giocatori possono aver già giocato in competizioni UEFA per un altro club nella stessa stagione.

Per i giovani provenienti dal vivaio esiste una seconda lista, la “Lista B“, che ha un numero illimitato di posti e può essere aggiornata fino a 24 ore prima di ogni partita. Per essere inserito, un giocatore deve essere nato dal 1° gennaio 2005 in poi ed essere stato tesserato con il club per un periodo ininterrotto di due anni a partire dal compimento del 15° anno di età. Antonio Arena, pur essendo un classe 2009, non può essere inserito in Lista B perché non ha ancora completato i due anni di militanza ininterrotta nel settore giovanile della Roma, requisito fondamentale per l’iscrizione, essendo stato acquistato soltanto la scorsa estate.

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Di nuovo Sacchi a dirigere la Roma: l’arbitro della trasferta a Lecce designato per Udine, con lui 5 successi consecutivi

Sarà Juan Luca Sacchi l’arbitro della sfida tra Udinese e Roma, in programma lunedì 2 febbraio. Per il direttore di gara della sezione di Macerata si tratta del secondo incrocio stagionale con i giallorossi, a meno di un mese di distanza dal precedente. L’arbitro marchigiano ha infatti già diretto la Roma il 6 gennaio scorso, nella vittoriosa trasferta per 2-0 sul campo del Lecce.

Con quel successo, il bilancio della Roma con Sacchi si è ulteriormente consolidato: sono ora cinque le vittorie consecutive per i giallorossi sotto la sua direzione, dopo la sconfitta all’esordio contro la Sampdoria nel 2021. In totale, sono 6 i precedenti con un bilancio di 5 vittorie e 1 sconfitta.

Per l’Udinese, invece, si tratta del primo incrocio stagionale con l’arbitro classe ’84. Nei 9 precedenti in carriera, i friulani hanno raccolto 2 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte.

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Il futuro è già qui: contro lo Stoccarda una Roma con l’età media più bassa degli ultimi 4 anni

LAROMA24.IT – Un nucleo di 15-16 giocatori definiti “molto competitivi”, intercambiabili tra loro senza rischi di cedimenti strutturali. Dietro di loro, “far crescere altri ragazzi giovani”. Così Gasperini ha tratteggiato la visione della Roma prima dello Stoccarda. A 2-0 vidimato, poi, ha parlato nello specifico di alcuni di questi. A partire da Pisilli, classe 2004, protagonista della serata: “Ha raggiunto grande maturità in mezzo al campo – l’analisi di Gasperini –. Lui è tra quelli che possono ampliare la rosa della Roma”. Seconda nomination per Daniele Ghilardi, classe 2003, accarezzato dall’allenatore in questo modo dopo la partita di ieri: “Ho la fortuna di vedere gli allenamenti e vedere la crescita anche di giocatori come Ghilardi, che ha fatto un’ottima partita”. Terza chiamata stavolta per il più giovane della brigata, Jan Ziolkowski, che “riesce a fare uno spezzone di partita bene poi cala un po’ e inizia a concedere qualcosa. Mi auguro che nel giro di pochi mesi o il prossimo anno sia ancora più sicuro”.

Due arrivati l’ultima estate, insieme a Ferguson, che ha curriculum diverso ma resta pur sempre un 2004, al quale Gasperini, dopo settimane di bastone, offre una carota nel post partita di Europa League: “Già da qualche partita ha cambiato atteggiamento e anche condizione, rispetto a qualche mese fa è in partita, è presente”. Insieme a loro, ieri sera, c’erano Rensch e Soulé (2003), a completare un pacchetto di 6 giocatori “Under 23” nella formazione titolare a cui si aggiungerà durante la partita il coetaneo Wesley. I più esperti, in termini di età, erano Pellegrini e Tsimikas (classe 1999). Per un’età media complessiva di 24,7 anni. La più bassa registrata dalla Roma negli ultimi 4 anni. Impossibilitato a partecipare dal regolamento c’era il 2007 Robinio Vaz mentre da poche ore si era diffusa la notizia dell’arrivo del 2006 Venturino dal Genoa.

L’ultima volta che la Roma era stata così giovane in campo era il dicembre del 2021, si giocava sempre in Europa League, stavolta a Sofia contro il CKSA. L’età media, in quel caso, si fermava a 24,5 anni, grazie all’utilizzo di Bove, 19enne, e il 21enne Kumbulla. Ancora più bassa era stata meno di due mesi prima, in una serata ben poco memorabile in casa del Bodo Glimt. Lì il tasso di gioventù toccava quota 24 anni, con Calafiori, Darboe e Reynolds in campo dall’inizio a tirare verso il basso il conteggio. “Sono giovani: non è facile essere competitivi a questi livelli. Ci arrivano col tempo”, come ha detto ieri sera sempre Gasperini. E suonerebbe adatta anche a pensare a ritroso.