Victor Muñoz: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Víctor Muñoz Villanueva, classe 2003, nato il 13 luglio. Gioca con la maglia dall’Osasuna dalla scorsa estate ed è stato accostato alla Roma. Si tratta di un esterno sinistro, impiegabile anche a destra, di piede destro, ed è già valutato 40 milioni di euro. È cresciuto nelle giovanili del Barcellona, dove è approdato nel 2014 ed è maturato fino al 2017. Dal 2019 è entrato nel circolo del Real Madrid: prima nel nell’U19 poi nell’RSC e poi nella Castilla, dove è rimasto fino al 2025 mettendosi in mostra e guadagnando le prime convocazioni e anche qualche presenza con la maglia dei “Galacticos“. La svolta è arrivata lo scorso luglio, però, quando l’Osasuna ha deciso di puntare su di lui investendo 5 milioni di euro per il 50% del cartellino. L’investimento ha pagato e in stagione l’esterno spagnolo ha totalizzato 6 gol e 5 assist in 33 presenze, una cifra di tutto rispetto. È stata fissata una clausola pari a 40 milioni di euro e in caso di attivazione da parte della Roma la metà della cifra finirebbe nelle casse del Real Madrid, club che di fatto lo ha ceduto poco dopo un clamoroso errore sotto porta in un Clasico, sul risultato di 4-3 per il Barcellona, all’88’. Lontano da Madrid, l’esterno ha ritrovato fiducia in se stesso e ora ha iniziato a brillare.

Muñoz, 173 cm per 70 kg, ha tutte le caratteristiche necessarie per inserirsi nel calcio di Gian Piero Gasperini, proprio quelle ricercate dal tecnico giallorosso fin dal momento del suo arrivo nella Capitale. Rapido (ha raggiunto i 35,4 km/h ed è il secondo calciatore più veloce della Liga), abile nel dribbling e nell’uno contro uno, dotato di un ottimo tiro dalla distanza: insomma, l’ex Real Madrid ha proprio tutto. A gennaio dei club di Premier League si sono mossi per lui e l’Osasuna ha rifiutato anche offerte da 25 milioni di euro. Da tempo nel mirino del Milan, soprattutto su consiglio di Zlatan Ibrahimovic, il quale lo scorso anno ha anche avuto le prime chiacchierate con l’esterno, ha attirato le attenzioni di diverse squadre, tra cui quelle della Roma.

Roma, l’Atalanta all’Olimpico è diventata un tabù: una sola vittoria negli ultimi 11 precedenti. Gasp vuole invertire il (suo) trend

LAROMA24.IT – Roma-Atalanta, in programma domani sera allo stadio Olimpico, rappresenta un crocevia per i giallorossi. Come detto dallo stesso Gasperini, una sconfitta significherebbe, molto probabilmente, dire addio alle speranze Champions, mentre una vittoria alimenterebbe il rush finale della Roma nella corsa al quarto posto.

All’Olimpico Gasperini incontra il suo passato più importante, in una sfida delicata quanto complessa: per il valore dell’avversario, il momento poco brillante della sua Roma e le tantissime assenze che non sembrano terminare. In più c’è da considerare come i nerazzurri rappresentino un vero e proprio tabù per i capitolini. Negli ultimi 11 precedenti giocati all’Olimpico tra le due formazioni, la Roma è riuscita ad imporsi una sola volta: il 5 marzo 2022, l’1-0 firmato da Abraham. Per il resto un bilancio a dir poco negativo: 5 sconfitte e altrettanti pareggi. In 10 di questi 11 precedenti, a guidare l’Atalanta in panchina è stato proprio Gian Piero Gasperini.

Un rendimento casalingo da horror della Roma contro la Dea. Considerando, invece, gli 11 ultimi precedenti giocati a Bergamo, i giallorossi hanno trovato la vittoria due volte. Numeri decisamente schiaccianti a favore dei bergamaschi. L’Atalanta è diventata un tabù nel corso degli anni, da quando c’è stata la ridimensione del club guidata da Gasperini. Prima di questi 11 incontri, la Roma aveva inanellato ben nove vittorie consecutive nelle sfide interne contro l’Atalanta. Un trend che si è completamente ribaltato.

Gian Piero Gasperini, nella sfida di domani sera, cercherà di invertire questo trend di cui, durante la sua esperienza all’Atalanta, ne è stato assoluto protagonista.

Roma-Atalanta a Marcenaro: solo vittorie senza subire gol per i giallorossi All’Olimpico. Dea ko nell’unico incrocio in trasferta.

Roma-Atalanta, gara valida per la 33esima giornata del campionato di Serie A verrà diretta da Matteo Marcenaro della sezione di Genova. Per il direttore di gara si tratta della settima partita in cui incontrerà i giallorossi e il bilancio è sicuramente favorevole per la Roma. 4 vittorie, 1 pareggio e una sola sconfitta con il fischietto di Genova. L’ultima partita dei giallorossi arbitrata da Marcenaro, è quella dell’Olimpico giocata il 9 febbraio contro il Cagliari vinta per 2-0 con doppietta di Malen. Gli assistenti saranno Baccini e Rossi, quarto uomo Sacchi. Al VAR Guida, AVAR Sozza.

La Roma, inoltre, non è solamente imbattuta con Marcenaro nelle gare casalinghe, ma non ha mai subito nemmeno un gol. Oltre all’ultimo precedente contro il Cagliari, in questa stagione ha diretto anche la vittoria interna per 2-0 contro il Sassuolo. Mentre nel 2024, sempre contro il Cagliari, i capitolini vinsero per 4-0. L’unico pareggio è arrivato in trasferta, il 1 aprile 2024, si tratta dello 0-0 sul campo del Lecce.

L’unico ko della Roma con Marcenaro risale al 3 novembre 2024, la sconfitta di Verona per 3 a 2. Il gol del momentaneo 2-1 dei gialloblu, però, è stato viziato da due nette irregolarità. L’autore del gol Magnani colpisce con una sbracciata Ndicka, mentre Kastanos ostacola in maniera irregolare l’intervento di Svilar.

Per quanto concerne, invece, il bilancio dell’Atalanta con Marcenaro sono 4 i precedenti: 3 vittorie e una sconfitta. L’unico ko della Dea è arrivato proprio in trasferta, nel 2023 sul campo del Sassuolo.

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La cronistoria di Ranieri nel ruolo di Senior Advisor: da “amico al lato di Gasperini” alla rottura del rapporto tra mercato e frecciatine

LAROMA24. IT (FABIO D’ASCANIO) – “Io sarò senior advisor, e mo’ traducetelo come ve pare. So che sarò un punto di riferimento per la società, consiglierò cosa è giusto e cosa non lo è, ma poi a decidere è la proprietà. Credo sia per tutti così. Se arriva un dirigente sopra di me, io che ci sto a fare? I tifosi devono stare tranquilli,io non scappo. Scappo solo se non conto. Non farò il parafulmine di nessuno. Se non decido e non mi sento importante, io non faccio il parafulmine, me ne vado. Oggi mi sento al centro del progetto. Nel momento in cui mi sentissi al lato di questo, arrivederci e grazie”. Era il 10 aprile 2025, è passato solamente un anno, quando in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, Claudio Ranieri annunciava il suo nuovo ruolo da consigliere dei Friedkin.

Un ruolo, quindi, che serve da bussola per orientare la proprietà nelle dinamiche sportive. Un uomo che conosce tutto di Roma e della Roma, un collante tra la proprietà, la squadra e la tifoseria. E l’allenatore soprattutto. “Sarò senior advisor, ma non so neppure bene cosa sia”, disse Ranieri il 28 aprile 2025. Dichiarazioni dal tono ironico, ma non troppo, perché tutte le parole, a un anno di distanza, pesano.

Poi, è partita la telenovela sul nuovo allenatore che avrebbe sostituito proprio Ranieri. “L’allenatore non è scelto da me, non funziona così. Se ho fatto una lista di nomi, con pregi e difetti, sta anche ai Friedkin deciderlo. Ghisolfi e io abbiamo seguito il modello inglese. Siamo partiti da 7-8 nomi per arrivare a 3-4. Siamo vicini, molto vicini. Sono convinto che arriverà un buon allenatore” disse sempre Ranieri il 10 aprile. Un ruolo sicuramente influente sulla scelta, ma non esclusivo: l’ultima parola è sempre della proprietà.

Poi, la virata, con tanto di incontro a Firenze insieme all’allora direttore sportivo Ghisolfi e il nuovo allenatore scelto: Gian Piero Gasperini. Il 17 giugno 2025 arriva la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore, vicino a lui proprio Claudio Ranieri. Un binomio che fin da subito i tifosi giallorossi hanno preso come punto di riferimento. “Gasperini stava antipatico anche a me. Io sarò un amico che sta a lato e, se serve, gli viene in aiuto. Gli diamo un anno di tempo per creare un gruppo e per iniziare il suo progetto”. Disse Ranieri per difendere il nuovo tecnico dallo scettiscismo iniziale della piazza con cui Gasperini, in passato, non aveva mai avuto un ottimo rapporto. “È un allenatore che riesce a cambiare la fisionomia di un atleta. Sa delle difficoltà che incontrerà in questi due mercati ma è stato chiamato per cominciare a costruire qualcosa che speriamo dia frutti rigogliosi. Personalità, schietto, parla in faccia, a volte anche a brutto muso, con me poche volte è successo perché fa parte del mio carattere, anche se a volte ero un po’ risentito. Voi siete bravi a trovare sempre le notizie, ora ci direte anche chi sarà il nuovo direttore sportivo. Lo conoscete tutti per quello che ha fatto, Gian Piero è qui con noi, grazie per essere venuto”. E qui si arriva a un punto cruciale, che in questi giorni ha certificato le forti tensioni tra i due: la composizione della rosa in sede di calciomercato.

Ranieri, anche prima di annunciare il suo nuovo ruolo, aveva parlato di “lacrime e sangue” per almeno due sessioni di mercato. Proprio quelle che, ad oggi, ha vissuto Gasperini nella Capitale. Nella conferenza stampa il Senior Advisor aveva parlato anche delle ambizioni della Roma, la Champions League veniva descritto come un obiettivo da centrare al termine del progetto: “Per il momento sono soddisfatto, poi bisogna lavorare, i ragazzi devono capire che c’è un cambio di mentalità. Quando sono arrivato il morale era sotto terra, sono stato più un fratello maggiore che li ha stimolati in ogni verso. Se dovevo riprendere qualcuno lo riprendevo in modo costruttivo, sono fatto così, non ho mai accusato nessuno, nella mia carriera con alcuni ci sono riuscito e con altri meno. È la qualità di ogni allenatore, arrivare ai giocatori che ti analizzano in ogni discorso. Vogliono persone leali e schiette. La Roma dove può arrivare? Alla fine del triennio stabilmente in Champions e quando si può vincere il campionato. Siamo orgogliosi di essere parte di questa nuova nascita. I Friedkin hanno speso tanto, vogliono ancora investire, sono bloccati ma stanno andando avanti sullo stadio. Vogliono il massimo, vogliono portare Roma a livello calcistico allo stesso livello del brand turistico”.

Finita l’estate, terminato il mercato, è stato proprio Claudio Ranieri a tirare le somma pubblicamente in un’intervista rilasciata a settembre ai microfoni di Sky Sport. “Dovremo stare in regola con i conti. Al limite ci sarà da vendere qualcosa, non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso dalla UEFA. Dobbiamo tenere i conti a posto”. La Roma di Gasp, intanto, era partita con il piede giusto in campionato, ma all’allenatore non era stato consegnato il tanto agognato esterno offensivo con la trattativa Sancho sfumata ad agosto: “Era economicamente molto pesante, ma i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. C’era da vendere qualcuno, un pezzo pregiato, altrimenti non potevamo farlo. Ma quel pezzo pregiato non credo si sarebbe mai venduto, perché i pezzi pregiati vogliamo tenerli. Dovevamo inserire dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo per poi poterli rivendere e rientrare con il fair play finanziario”. Lavorare con i giovani e valorizzarli, ed è questo uno dei punti di scontro. Gasperini avrebbe voluto giocatori pronti, soprattutto in attacco, giovani ma già con una base importante per poter essere competitivi. Il ruolo dell’esterno offensivo di sinistra non è stato mai coperto: Bailey è stata una comparsa, e a gennaio è arrivato in prestito l’oggetto misterioso Zaragoza.

Inizia la stagione e l’ambiente Roma si gode la presenza di Claudio Ranieri a Trigoria. Il Senior Advisor non è sempre presente, ma non manca il suo appoggio alla squadra e al tecnico. Basti pensare alla settimana del derby, in cui ha voluto vedere da vicino la squadra, lui che nei derby da allenatore è imbattuto. La stagione scorre, Ranieri afferma di non entrare ovviamente nelle questioni tecniche e non manca chiaramente l’appoggio a Gasperini. A gennaio, però, arriva un’altra sessione di calciomercato. Al termine di essa, è ancora una volta Ranieri ad esporsi. Il 5 febbraio Ranieri ha parlato così: ” Gasperini è stato scelto insieme alla società. La voglia è quella di andare il più alto possibile, ma sappiamo che stiamo costruendo”, in un’intervista in cui l’attenzione è stata spostata su un possibile ritorno di Totti in società.

Ad aprile, precisamente nel prepartita di Roma-Pisa, tutto o quasi è venuto a galla: “Tutti i giocatori arrivati sono stati visionati e approvati da me e Gasperini. Vero che abbiamo preso Malen e Wesley, ma anche gli altri. Troppo facile dire solo Malen e Wesley, avevamo preso anche Ferguson… Si è perso del tempo dietro a Sancho, ci abbiamo provato fino all’ultimo ma lui non è voluto venire. Abbiamo perso occasioni importanti, alcuni giocatori non piacevano a Gasperini e non li abbiamo presi. A causa del FPF abbiamo preso giocatori in prestito e alcuni si sono rivelati da Roma come Malen, mentre altri non sono a quel livello tra infortuni e difficoltà nell’ambientamento. Li cambieremo…”. Le parole di Ranieri sono state una risposta a dir poco rumorosa a quelle di Gasperini, che in conferenza stampa aveva identificato il “target” degli acquisti che avrebbe voluto e che vorrà nella sua avventura alla Roma.

Un anno fa Ranieri parlava di una lista di nomi per la panchina giallorossa da presentare ai Friedkin e così è stato, ma sempre nel prepartita di Roma-Pisa Ranieri ha svelato un dettaglio molto rilevante: “Avevamo stilato una lista di 5/6 allenatori, tre non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta, cioè partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Abbiamo preso dei giovani e parlo al plurale perché li abbiamo scelti insieme, Gasperini compreso. Non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse o lui non l’approvasse. Abbiamo preso Ziolkowski, Ghilardi, Venturino e Zaragoza. Non potevamo prendere Rowe, ci sono state tante combinazioni di mercato. Abbiamo cercato di fare tutto questo per dare all’allenatore una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions League e dei giovani da poter far crescere. Se mi continuerà a piacere questo ruolo, io sarò qui. Se non sarò interpellato me ne andrò, perché non sono qui a fare il garante di nessuno. Io amo la Roma, mi son fatto da parte come allenatore e sarò pronto a farmi da parte anche come Senior Advisor”.

E le parole di Gasperini dopo la vittoria contro i toscani hanno chiaramente certificato la tensione. Il tecnico ha provato a fungere da pompiere con una battuta quando gli è stato chiesto che effetto hanno fatto le parole di Ranieri: “Sono molto contento del 3-0 di stasera, la classifica è bella. Domani e dopodomani tiferemo Atalanta e Inter”. E sul riferimento fatto dal Senior Advisor sulla lunga esperienza del tecnico all’Atalanta, Gasp ha voluto chiarire come la struttura della rosa che aveva a Bergamo era ben diversa rispetto alla Capitale: “Sull’Atalanta sarebbe meglio non pronunciarsi. Lì sono stati ottenuti dei risultati con i giovani e anche con altri calciatori, è stato fatto qualcosa di straordinario. La squadra era molto competitiva sin da subito. Con Ranieri ci si vedrà la prossima settimana, non ci sono mai stati screzi con lui”. Ma non solo, perché in conferenza stampa l’allenatore si è espresso sul mercato e sulle scelte che a detta di Ranieri sono state condivise: “Ho lasciato libera scelta per quanto riguarda i giocatori che non conoscevo, ho indicato solo due giocatori importanti e ne è arrivato uno. All’inizio era determinante per me lavorare con gli attaccanti, perché perdevamo Shomurodov e non pensavamo di perdere Saelemaekers. La mia priorità era questa. Ho sempre battuto il chiodo su questo, poi purtroppo ci sono state difficoltà enormi quest’estate. Poi con Ranieri non ci è mai stato uno screzio, anzi condividevamo questa necessità”.

Una frattura tra le parti difficilmente risanabile. Ranieri non ha mai gradito gli attacchi ripetuti di Gasperini sul mercato, compresa la linea giovani, ma anche il contestare l’operato dello staff medico e in generale cercare di dare sistematicamente la colpa agli altri. Sul banco anche la questione legata a Pietro Leonardi, amico personale di Gasperini, che funge da consigliere. Leonardi è fuori dal calcio da 11 anni dopo la radiazione ma in attesa delle motivazioni della Cassazione che lo ha assolto da tutti i reati contestatigli. Leonardi, inoltre, avrebbe consigliato gli acquisti di Malen e Wesley.

Ora la decisione finale spetta ai Friedkin. Da una parte c’è l’uomo che hanno scelto come consigliere, che conosce come nessuno Roma e la Roma, dall’altra il tecnico che ha iniziato l’ennesimo progetto a medio-lungo termine e che dopo nemmeno una stagione potrebbe lasciare la Capitale. Gasperini, però, si auspica un incontro, anche da remoto, con la proprietà, per cercare un confronto diretto e mettere sul tavolo, una volta su tutte, le questioni aperte per tentare di programmare il futuro insieme.

Montassar Talbi: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – La Roma ha messo gli occhi sul difensore centrale Montassar Talbi. Nato il 26 maggio 1998 a Parigi, ma di nazionalità tunisina, è un difensore centrale di piede destro di proprietà del Lorient. Il calciatore, in passato, è approdato in un club italiano, senza però mai debuttare. A gennaio 2021, infatti, il Benevento aveva acquistato il calciatore a parametro zero. Il tunisino avrebbe dovuto vestire la maglia dei campani la stagione successiva, nel mentre è rimasto fino al termine del campionato con i turchi del Caykur Rizespor con cui il suo contratto è scaduto. La retrocessione del Benevento, però, ha stravolto i piani. Al termine della stagione Talbi ha deciso di non giocare la Serie B, e il Benevento lo ha ceduto al Rubin Kazan.

Dal 2022 è in forza al Lorient e si sta mettendo in mostra nel campionato francese con buone prestazioni. Alto 190 centimetri è un centrale di difesa dotato di un’ottima struttura fisica e abile nella marcatura. In questa stagione ha collezionato, fino ad ora, 26 presenze in Ligue 1. Il suo contratto con il Lorient scade il 30 giugno 2027.

Talbi, inoltre, è un pilastro della nazionale tunisina con cui ha collezionato 62 partite mettendo a referto anche 4 reti.

Roma-Pisa a Feliciani: giallorossi imbattuti in 5 precedenti

Sarà Ermanno Feliciani l’arbitro diRoma-Pisa, match in programma venerdì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico e valido per la 31a giornata di Serie A. Il fischietto della sezione di Teramo incontrerà i giallorossi per la sesta volta in carriera e il bilancio è molto positivo: 4 vittorie (1-0 con il Genoa agli ottavi di Coppa Italia 2022/23, 3-0 contro l’Udinese nella Serie A 2024/25, il 2-0 contro l’Hellas Verona e la vittoria sul Como in questa stagione) e un pareggio (2-2 contro la Salernitana nell’annata 2023/24). L’ultimo precedente risale al 15 dicembre, proprio nella vittoria casalinga contro la squadra di Fabregas firmata Wesley. Gara in cui la prestazione di Feliciani fu ritenuta comunque insufficiente per via di una cattiva gestione dei cartellini.

Per quanto riguarda il Pisa, Feliciani ha diretto una sola gara per i toscani: la sconfitta per 0-1 contro il Bologna del 2 marzo. 

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La Roma e il mal di attacco: mai così pochi gol alla 31esima giornata di A dal 1994-1995. Per Gasp dato peggiore negli ultimi dieci anni

LAROMA24.IT – (FABIO D’ASCANIO) La stagione della Roma sta scivolando via. Dopo la batosta di San Siro, la formazione di Gasperini è entrata, per forza di cose, in un periodo di crisi. Nell’ultimo mese, tra la corsa Champions divenuta molto complessa e l’addio doloroso all’Europa League, i giallorossi si sono persi. E il punto di forza della prima metà di stagione, ovvero la difesa, non è più una certezza. La porta di Svilar viene violata più volte, numeri completamente opposti per quella che per mesi è stata la migliore difesa d’Europa. Nel mentre, i numeri del reparto offensivo sono migliorati, complice soprattutto l’arrivo a gennaio di Malen, che si è preso sulle spalle l’attacco. Ma l’olandese, da solo, non basta. Alla 31esima giornata di campionato,la Roma ha prodotto 42 reti. Un dato che segna un record negativo per i giallorossi. Mai così pochi gol a questo punto del campionato negli ultimi 30 anni.

Questa mancanza di gol, inoltre, arriva con un uomo in panchina che nel recente passato è stato capace di guidare l’Atalanta per ben due volte a realizzare più di 100 gol complessivi in stagione: 103 reti nel 2018-2019, e 116 nel 2019-2020. Con la Roma per Gasperini si tratta di un trend completamente opposto. D’altronde il tecnico non ha mai nascosto il suo malcontento e le sue esigenze (mancate) per il reparto offensivo. L’estate scorsa in pochi si sarebbero aspettati una vena realizzativa così povera della Roma targata Gasperini .

Tornando indietro nel tempo, per trovare una stagione meno prolifica della Roma a questo punto del campionato bisogna tornare alla stagione 1994-1995, con soli 36 gol realizzati.

Per quanto concerne, invece l’attuale tecnico giallorosso, per trovare un campionato meno prolifico alla 31esima giornata bisognare tornare alla sua esperienza al Genoa, nello specifico alla stagione 2015-2016, con 36 reti.

La “banda del sesto posto” da Di Francesco a Gasperini: classifica, punti e campionato fotocopia alla 31esima giornata da 8 anni

LAROMA24.IT – La Roma di Gian Piero Gasperini continua a faticare e, al ritorno dalla sosta per le nazionali, subisce una pesante sconfitta per 5-2 in casa dell’Inter. La rete segnata da Federico Gatti al minuto 93 nel delicatissimo big match con la Juventus per la Champions League sembra aver fatto crollare le certezze dei giallorossi, che sono passati in un mese dal momentaneo +7 sul quinto posto (prima del 3-3 dei bianconeri) a -4 dal Como quarto in classifica. Il campionato dei capitolini ha preso una piega negativa e da quella sfida sono arrivate tre sconfitte in quattro partite (unica vittoria l’1-0 contro il Lecce), oltre all’eliminazione agli ottavi di Europa League per mano del Bologna. Ora la Roma è sesta in Serie A e l’Atalanta settima ha un solo punto in meno a due giornate dallo scontro diretto.

Il crollo dei giallorossi però non è casuale, dato che il rendimento nelle ultime otto stagioni è pressoché identico nonostante siano cambiati nove allenatori: la qualificazione in Champions manca dall’annata 2017/2018 e da quel momento la squadra ha sempre navigato tra il settimo e il quinto posto in campionato, arrivando tre volte sesta negli ultimi quattro anni. Soffermandoci sulla classifica a questo punto del campionato, la Roma galleggia in media proprio intorno alla sesta posizione (tanto da meritarsi l’appellativo di “banda del sesto posto”, riferito soprattutto ai calciatori che si trovano in rosa dall’inizio del percorso): il piazzamento peggiore fu nelle annate 2018/19, 2020/21 e 2024/25 con i giallorossi settimi, mentre il migliore fu nel 2022/23 con la squadra capitolina quarta e con il numero di punti più alto nelle otto stagioni prese in esame.

Oltre alla classifica, anche i punti totali sono simili dopo 31 giornate: la Roma ne fece 51 nel 2018/19 con la coppia Eusebio Di Francesco (esonerato dopo la 26esima giornata con la Roma quinta)-Claudio Ranieri e nel 2019/20 con Paulo Fonseca, mentre il picco fu raggiunto dai 56 ottenuti da José Mourinho nel 2022/23. Nelle altre stagioni i due portoghesi ne racimolarono 54 nel 2020/21 e nel 2021/22, mentre Mou e Daniele De Rossi arrivarono a 55 nel 2023/24. L’anno scorso, invece, alla guida della Roma ci furono Ivan Juric, De Rossi e Ranieri e al 31esimo turno di Serie A venne toccata quota 53. Ora Gasperini ne ha 54, motivo per cui la media in queste otto stagioni è di 53.5 punti.

I punti e la classifica della Roma alla 31esima giornata di Serie A dalla stagione 2018/19

  • Stagione 2025/2026, allenatore Gasperini: 54 punti (sesto posto in classifica)
  • Stagione 2024/2025, allenatori De Rossi-Juric-Ranieri: 53 punti (settimo posto in classifica)
  • Stagione 2023/2024, allenatori Mourinho-De Rossi: 55 punti (quinto posto in classifica)
  • Stagione 2022/2023, allenatore Mourinho: 56 punti (quarto posto in classifica)
  • Stagione 2021/2022, allenatore Mourinho: 54 punti (quinto posto in classifica)
  • Stagione 2020/2021, allenatore Fonseca: 54 punti (settimo posto in classifica)
  • Stagione 2019/2020, allenatore Fonseca: 51 punti (quinto posto in classifica)
  • Stagione 2018/2019, allenatori Di Francesco (esonerato dopo la 26esima giornata con la Roma quinta)-Ranieri: 51 punti (settimo posto in classifica)

Gasperini, l’Inter è un incubo: decimo ko consecutivo e solo 5 vittorie in 36 partite

LAROMA24.IT – La Roma cade inesorabilmente a Milano. L’Inter si impone con un netto e perentorio 5-2. Un altro big match perso, l’ennesimo. E anche per Gian Piero Gasperini si tratta di un ko che alimenta una striscia negativa: il tecnico giallorosso ha rimediato la decima sconfitta consecutiva contro i nerazzurri. Per Gasperini, l’Inter è un vero e proprio incubo. Da considerare, infatti, non ci sono solamente gli scontri da avversario, ma anche la sua breve e negativa esperienza sulla panchina nerazzurra, quando nella stagione 2011-2012 venne esonerato dopo appena cinque partite ufficiali, con un bilancio di 4 sconfitte e un pareggio.

L’allenatore della Roma, come detto, ha subito la decima sconfitta consecutiva contro i lombardi. Una striscia che è iniziata, ovviamente, durante la sua lunga avventura all’Atalanta. Anche sulla panchina giallorossa il tecnico di Grugliasco non è riuscito ad invertire il trend: dopo il ko casalingo per 0-1 dell’andata, è arrivata una cinquina dolorosissima. La più dura in termini di punteggio nella sua prima stagione alla guida della Roma.

L’ultimo punto raccolto da Gasp contro i nerazzurri risale addirittura al gennaio 2022, in un Atalanta-Inter a reti bianche. Per tornare all’ultimo successo, invece, bisogna andare indietro fino al 2018, con un 4-1 a favore dei bergamaschi.

Nel complesso, il bilancio di Gasperini contro l’Inter è a dir poco pessimo: 5 vittorie, 9 pareggi, e ben 22 sconfitte.

Darío Osorio: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Nato il 24 gennaio del 2004 (22 anni) in Hijuelas (Cile), Darío Osorio, ala destra di piede sinistro è stato osservato da uno scout della Roma ieri, sabato 4 aprile, nella partita di Danish Superliga tra il Midtjylland e il Sønderjyske. Il talentino cileno cresce sportivamente nel Club Universidad de Chile dove registra 51 presenze, 11 gol e 1 assist (Transfermarkt), da qui viene prelevato nel 2023 dal Midtjylland, suo club attuale, dove mette a segno 22 gol e 15 assist in 103 presenze, iniziando a brillare e a ricevere apprezzamenti dalle squadre europee: su di lui ci sono diversi club della Premier, dal West Ham all’Arsenal. dal 2025 inizia a giocare con più continuità, giocando anche contro la Roma, subentrando al 46′, nella fase a gironi dell’Europa League il 27 novembre del 2025, nel match vinto 2-1 dai giallorossi. In passato è stato accostato a diverse squadre italiane, nel 2023 il Milan sembrava molto interessato, più recentemente, a gennaio, era finito nel mirino del Bologna. Il ragazzo cileno, oltre ad aver già esordito in nazionale (frequenta l’orbita della Roja da quando aveva 18 anni, 21 presenze e due gol per lui) fu tra i 100 candidati per il premio Golden Boy 2024, poi vinto da Yamal

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Osorio è un esterno offensivo naturale, alto (1,84 cm), atletico e con una grande visione di gioco, impiegato prevalentemente a destra ma capace di giocare su entrambe le fasce. Le sue qualità principali sono: il dribbling e l’uno contro uno, dove riesce spesso a creare superiorità; il tiro dalla distanza, uno dei suoi punti di forza; e la rapidità e il cambio di passo. È un giocatore moderno, adatto a sistemi offensivi dinamici, che può agire sia da ala pura che da esterno in un tridente, con la tendenza ad accentrarsi per cercare la conclusione