Grande vittoria per il Cagliari, che batte 3-2 l’Atalanta. Sardi avanti di due gol già dopo 8 minuti grazie alla doppietta del giovane Mendy. La squadra di Palladino torna però in partita con due gol di Scamacca al minuto 40 e 45. Di Borrelli ad inizio ripresa la rete che regala la vittoria ai ragazzi di Pisacane. L’Atalanta resta a -7 dalla Roma.
Autore: FedericoL
Zampolli: “Italia ai mondiali? Piu’ del 50% di possibilita”
“Che percentuale c’è per la partecipazione dell’Italia ai Mondiali? Penso più del 50%. Incontrerò Infantino a Miami per il Gran Premio di Formula 1 nel weekend. Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia, la decisione spetterà a Infantino e Trump”. Così Paolo Zampolli, inviato speciale per le partneship globali del presidente Usa Donald Trump, al microfono de ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento, in merito ad un eventuale ripescaggio dell’Italia ai Mondiali. “Vedevo che l’Iran non era ancora confermato a causa della Guerra. Ho chiesto di una possibilità a Infantino di un ripescaggio dell’Italia. Inoltre i visti sono molto difficili da avere e non vogliamo persone che possono fare cose sbagliate. Se poi si mandano delle persone che non sono benvenute negli Stati Uniti d’America è meglio che non vengano. Con Trump non ho parlato direttamente ma non si è sbilanciato. I giocatori iraniani sono molto molto benvenuti, ma il segretario Rubio è stato chiaro sul fatto che non possono portare persone che non vanno bene agli Stati Uniti d’America. Se l’Iran non partecipa non so se siamo preparati per mettere qualcuno, ma tutto può succedere”
(GR Parlamento)
Calciomercato Roma: l’Inter monitora Ndicka
Evan Ndicka potrebbe essere uno dei sacrificati della Roma per sistemare il bilancio. Come scrve il sito a tinte nerazzurre sul difensore, che ieri ha annunciato la separazione con l’agente Michael Ncho, c’è l’Inter. Al momento non risultano trattative, ma i nerazzurri osservano la situazione. Molto dipenderà dalle scelte della Roma e dalle tempistiche delle cessioni. Ma se davvero dovesse aprirsi uno spiraglio, l’Inter potrebbe provarci.
(l’interista.it)
Conferenza stampa, GASPERINI: “Non è mai mancata la fiducia della società. Con Massara poco feeling tecnico” (VIDEO)
Vigilia di campionato per la Roma, che domani alle 18 sarà attesa dalla trasferta contro il Bologna in occasione del match valido per la trentaquattresima giornata di Serie A. Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa per presentare la partita e soprattutto per fare chiarezza sull’addio di Claudio Ranieri. Queste le sue parole.
Le sue riflessioni su questo momento dopo il comunicato del club?
“Evidenzia due cose. Una è la fiducia che non mi è mai mancata da parte della società, fin dal primo giorno, c’è sempre stato sostegno. l’altra cosa importante è che la Roma è davanti a tutto”
Cosa l’ha ferita delle parole di Ranieri?
“Dispiaciuto perchè non avevo mai avuto la sensazione di questa situazione dura, mi ha sorpreso molto”
Lei disse che bisogna crescere dentro Trigoria. Si aspetta un salto di qualità?
“Io non ho fatto nulla,, punto. Non è una mia situazione, non l’ho fatta io, non mi mettere sullo stesso piano, non sono andato contro nessuno”
Ma le ho fatto una domanda diversa…
“Allora scusi, ho capito male. Trigoria centra, è dove si fa calcio e dove spero si faccia calcio. I0 cerco solo questo, sono fuori dalle altre questioni. Tutte le altre componenti sono di alto livello, dall’avere sempre uno stadio pieno ad una città che segue con continua passione. Vorrei che anche voi tornaste a parlar di calcio. Sono stato tirato dentro in queste situazioni e voglio parlare di calcio, di gioco, di squadra, di giocatori e di quello che si può dare per dare delle soddisfazioni”
Dybala può giocare dall’inizio?
“Mi sembra difficile, Paulo ha ricominciato questa settimana dopo quasi 90 giorni. Dall’inizio lo escludo, è una questiona sua di fiducia, non di condizione ma nel calciare, nel contrasto…”
Il futuro di Dybala?
“Le sue prestazioni possono orientare il finale di campionato, ci da maggiore valore. lui e Malen hanno giocato solo una partita, siamo tutti curiosi di vederli giocare insieme, anche con qualcun’altro. Parlare di futuro oggi è difficile, ci sono 5 partite e non sono poche, sono 15 punti e sono tutti da giocare. In questo momento cerco di tenere altissima la concentrazione della squadra, abbiamo impegni che non possiamo sbagliare con la volontà di fare più punti possibili”
Come si è arrivati all’addio di Ranieri con un comunicato così duro?
“Non lo so, le vicende sono state sotto gli occhi di tutti. Non mi sento di commentare, ne sono stato fuori e non partecipo a questa macchina del fango che giornalmente è attiva. Continuo a lavorare sulla squadra cercando di fare bene domani”
In Italia è possibile per un allenatore assumere il ruolo di manager all’inglese? A lei piecerebbe?
“Più che mai c’è bisogno di lavorare da squadra, ai giocatori di adattarsi ai ruoli, raggiugere traguardi insieme. Anche in sede di mercato l’allenatore deve fare il suo ruolo ed essere complementare con il ds. Oggi è diverso, ds e allenatore dovrebbero essere responsabili insieme nei risultati e nella formazione della squadra, dovrebbero viaggiare in coppia. Molto spesso succede che il direttore sportivo parlava con l’allenatore e poi parlava con un altro tecnico per dirgli di tenersi pronto. Anche le proprietà vanno coinvolte, i numeri sono tanti e le decisioni importanti, bisogna capire le esigenze del mercato. Bisogna capire le difficoltà che i direttori sportivi incontrano sul mercato, e i ds devono capire le difficoltà degli allenatori per costruire delle squadre, sempre con un obiettivo unico: migliorare la squadra”
Con Massara lei è complementare?
“Non lo so, Riky è una brava persona, sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un feeling, ma sempre solo una questione tecnica, mai niente di personale. Il mio modo di giocare era un pò diverso, ma sempre richieste in questo senso. Se andremo avanti insieme lo deciderà la società”
Quest’anno le è mancato parlare di calcio?
“Si, avrei voluto parlare molto di più di calcio. Starei tutto il giorno a parlare di calcio, anche con voi tante volte ci si ferma. È una mia deformazione ed è molto più piacevole, si tolgono tanti veleni. Per me non è mai abbastanza parlare di calcio, ritengo fondamentale confrontarsi e capirsi di più. NOn devo mettere altre situazioni, devo solo parlare di calcio e confrontarmi per migliorare la squadra”
Ora c’è un obiettivo minimo?
“No, ma guardiamo ancora avanti. Poi quando non potremmo farlo più ci accontenteremo di altre cose”
Avete già parlato della prossima stagione con la proprietà? Sente che è arrivato momento di fare filotto di risultati?
“Quello sempre, ma man mano che passano le giornate i margini di errore diminuiscono, non si può sbagliare. Sul resto no, siamo impegnati in questo campionato e lo saremo fino al 24 maggio. Quando la società lo riterrà oppurtuno bisognerà pensare al futuro”
Il poco feeling con Massara ha rallentato la crescita della squadra?
“Io rispetto il lavoro. Non è che non fossi contento delle operazione del direttore, ho sempre lasciato grande libertà, io certi giocatori non li conosco, è il suo mestiere. NOn c’è mai stata una chiusura, ho sempre detto di rinforzare la squadra davanti. NOn mi semrava una richiesta così straordinaria, ma una cosa comune per un allenatore nuovo che ha un certo modo di giocare. Io non ho mai messo veti. Ho sempre cercato di insistere sull’attaccante. Poi non è che non è stato fatto, ma era il punto focale. Secondo voi è una cosa così difficile che può creare questa situazione?”
Con l’Atalanta ha visto miglioramenti difensivi?
“La squadra è stata straordinaria. Abbiamo avuto un periodo in cui farci gol era difficile. Se valuto tutte le partite che abbiamo giocato credo che il rendimento difensivo sia stato di assoluto livello”
La situazione di Sancho come è andata?
“Non si poteva fare perchè giustamente la proprietà non voleva. Punto”
Nelle due partite contro il Bologna cosa non è andato?
“Abbiamo fatto qualche errore ma tante cose buone. Nelle due partite abbiamo fatto anche di più. Abbiamo perso ai supplementari, la squadra ha fatto una buona partita all’andata, al ritorno ci siamo sempre trovati a dover recupeare. Sono state due prestazioni di livello. il Bologna è un’ottima squadra, con una panchina importante che lo scorso anno faceva la Champions. Sono stati bravi ma sono state due partite forti. Come è stata una partita forte con l’Atalanta. Nelle ultime partite questa squadra mi ha dato soddisfazioni”
UFFICIALE, Ranieri lascia la Roma. Il club: “Piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini” (COMUNICATO)
Dopo le voci insistenti della giornata di ieri, ora è arrivata anche l’ufficialità: Claudio Ranieri non è più il senior advisor della Roma. Ad annunciarlo il club giallorosso con un comunicato: “L’AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato. Il Club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma. Ha guidato la squadra in un momento molto difficile e saremo sempre grati per i suoi sforzi. Guardando al futuro, la nostra direzione è chiara. Il Club è solido, con una leadership forte e una visione ben definita. L’AS Roma verrà sempre al primo posto. Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l’obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia.”
(asroma.com)
Dybala, la moglie Oriana sul futuro: “Spero si definisca presto, voglio che Paulo faccia ciò che lo rende felice”
Paulo Dybala è pronto a tornare in campo contro il Bologna, ma il suo futuro resta un’incognita. A parlarne è stata anche la moglie Oriana, intervenuta a “Radio Splendid”. Le sue parole: “Sono di River perché mio padre lo è, ma voglio che mio marito faccia ciò che lo rende felice. Roma è bella, sì, ma beh, anche il lavoro. Non si può decidere così… perché dipende da molte cose, quindi bisogna vedere come va tutto e cosa succede… Spero che a giugno si definisca”.
Dall’entusiasmo al gelo: storia di un rapporto che non è mai decollato
Mercato, infortuni, scelte. E poi atteggiamenti e filosofie diverse. Insomma, il rapporto tra Gasperini e Ranieri non è mai decollato. Anzi, nonostante di screzi veri e propri non ce ne sia traccia («Le sue parole mi hanno sorpreso, perché tra noi non ci sono mai stati questi toni», ha detto Gasp alla vigilia della sfida con l’Atalanta, riferendosi alle frasi del senior advisor prima di Roma-Pisa), l’entusiasmo iniziale si è trasformato presto in freddezza e poi in gelo. (…) A Gasp non andava giù la scarsa presenza e il poco supporto di Ranieri e perché al senior advisor non sono mai piaciuti certi suoi comportamenti. Iniziando proprio dalle “lamentele” del tecnico sul mercato e le tante incomprensioni con il direttore sportivo Ricky Massara, con le stesso Ranieri a fare spesso da mediatore: prima nella trattativa saltata per Rios (e la scelta di El Aynaoui), poi nella caccia al trequartista sinistro e nella telenovela Sancho (proprio mentre Massara stava per chiudere Rowe, con lo stesso Ranierí che nei giorni scorsi ha detto: «Su Sancho abbiamo perso solo tempo») e infine nella scelta di Ferguson. E poi l’altro punto di scontro: il progetto. La Roma voleva puntare sui giovani, esattamente come Gasperini. Almeno all’inizio, visto che in Inghilterra il tecnico disse: «Il club ha deciso di cambiare strategia rispetto al passato e l’idea di provare a vincere a Roma facendo crescere i ragazzi è la sfida che mi ha convinto ad accettare». Poi, però, Gasp ha voluto alzare l’asticella strada facendo. (…) Nel frattempo, però, è arrivato anche il mercato invernale e i toni e i confronti sono diventati sempre più duri, in particolare sulle trattative legate a Zirkzee e Raspadori, ma anche sullo sbarco finale di Vaz e Venturino. A lenire le ferite – in parte – è arrivato invece Malen. «Mettetevi d’accordo: volete una Roma Under 23 o la Charnpions?», ha chiesto Gasp a Udine, dopo la sconfitta. La domanda era ai giornalisti, ma in realtà riferita alla società. (…) La dirigenza è sempre stata poco convinta di alcune letture tattiche del tecnico, oltre che pensierosa sui tanti infortuni muscolari (anche se Gasp ha sempre sottolineato come non fossero poi così tanti). Il tecnico, invece, si è sorpreso del silenzio del club su alcuni presunti torti arbitrali (come nelle sconfitte contro Genoa e Como), irrigidendosi per le scelte dello staff medico, che secondo lui ha frenato troppo sul recupero di alcuni giocatori (Koné e Wesley), gestendo male i casi Dybala, Ferguson e Dovbyk. Fino al botta e risposta del pre e post Roma-Pisa. Il vero punto di non ritorno.
(gasport)
La congiura di Roma, via Ranieri e Massara: comanda Gasperini
Nella buona si è recitato, nella cattiva sorte è esploso tutto. Le false promesse d’amore non hanno retto i tempi supplementari. Ranieri via, e dopo di lui il diluvio. Via Massara, il ds, via i medici, via gli addetti al recupero infortuni, a cascata via mezzo staff. Giuntoli che si scalda a bordocampo: sempre più solido il rapporto con l’altra parte del mondo Roma, quella di Gasperini. Altro giro, altra rivoluzione, altra rottura, un solo uomo al comando: era una sfida, l’allenatore non ha vinto, ha trionfato, la Roma è sua. Tutto il resto è passato. Non è stata una rottura consensuale tra la Roma e Ranieri, niente diamoci la mano è stato un piacere, restiamo amici. L’ex tecnico ex dirigente ex “alla Roma non dirò mai no, non la lascio” costretto a mollare, non sarà più il consulente della famiglia Friedkin. Lo aveva deciso già, a 74 anni era stanco di lamentele, parolacce, tensioni, ma non lo ha fatto sua spunte e a cuor leggero. Gli è stato detto: accettiamo le dimissioni. Risposta: quali? Quindi, parlia-
mone. La rottura era insanabile, uno dei due doveva mollare. Lo ha fatto Ranieri. (…) Tutti i giorni a Trigoria doveva sentirsi dire: Gasp ha detto a quel giocatore che non è all’altezza, un altro calciatore è uscito da Trigoria piangendo, oggi ha detto parolacce, ieri ha dato del lei a quel dirigente che non gli piace, ieri non lo ha fatto salire sul pullman, lo chiama davanti a tutti con un soprannome ignobile. Insostenibile per uno come Ranieri, furbo, scaltro, ma autorevole. Aveva già deciso di trattare con i proprietari, pensava a una estate in tv da commentatore, a un futuro senza stress e senza un allenatore che si lamenta di tutto, dal mercato all’unghia incarnita dell’ultimo primavera. (…) Adesso potrebbe essere coinvolto nel rilancio della Nazionale. Sa di aver sbagliato tempi e modi, sapeva che i Friedkin, riservati e discreti, non avrebbero gradito. E infatti non l’hanno fatto. Dalla loro avevano una scelta da fare: dopo gli esoneri dolorosi di Mourinho e De Rossi non volevano spezzare un altro progetto. Zero titoli ok, non zero progetti. E dalla sua Gasp non ha capito perché si è trovato troppo solo a settembre, lui che aveva preso casa dall’altra parte di Roma rispetto a Trigoria, per stare vicino a Ranieri e far stare vicine le persone della loro famiglia. (…)
(La Repubblica)
Sir Claudio, De Rossi e Totti: troppo romanisti per Trigoria
I Friedkin non cacciano soltanto allenatori, dirigenti o consulenti. A ormai da anni, sembrano avere un problema più profondo: il rapporto con le figure che dentro li Roma rappresentano qualcosa di più di un ruolo. Le bandiere, i simboli, gli uomini che per storia o per impatto emotivo diventano un pezzo di romanismo. E alla fine, quasi sempre, vengono accompagnati alla porta dai proprietari americani. Troppo grande il nome, ingombrante l’aura e il sentimento che riescono a spostare, per farne il cardine della Roma made in Usa. L’ultimo capitolo di questa lunga storia di dissapori con il romanismo porta il nome di Claudio Ranieri. (…) E successo anche con Daniele De Rossi, l’uomo che più di chiunque altro incarnava l’idea di continuità tra campo, panchina e appartenenza. Preso per far dimenticare in fretta l’addio fragoroso di José Mourinho, esposto come il futuro della Roma, caricato di significati che andavano oltre il mestiere di allenatore, De Rossi è stato cacciato dopo nove mesi. Un rapporto consumato in fretta, come se quel peso simbolico fosse utile all’inizio ma scomodo da gestire sul lungo periodo. Ancora più rumoroso è il vuoto lasciato attorno a Francesco Totti. Il simbolo per eccellenza, la bandiera più importante della storia della Roma. Mai davvero considerato come un valore aggiunto da riaccogliere a Trigoria. Snobbato per anni e riapparso solo negli ultimi mesi come uomo di rappresentanza per il centenario. Alla stregua della mascotte Romolo. E poi c’è Mourinho, che non nasce bandiera romanista ma in meno di due anni era riuscito a diventare un idolo, capace di legarsi alla pancia della città come pochi altri. (…) Quando però il simbolo cresce, si allarga, diventa autonomo e rischia perfino di contendere centralità alla proprietà, allora scatta la rottura. De Rossi, Totti, Mourinho. Ranieri forse è l’eccezione. I Friedkin non gli hanno perdonato quell’uscita pubblica prima di Roma-Pisa. A maggio la curva sud lo definiva “un grande romanista”.
(La Repubblica)
Decisione improrogabile. Primo passo verso il futuro
IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Che tra i due ne potesse rimanere uno solo era già assodato da tempo. Lo strappo tra Ranieri e Gasperini era andato troppo oltre e la decisione da prendere ormai improrogabile. Ieri l’atteso quanto inevitabile epilogo di una vicenda che lascerà comunque strascichi all’interno del «fortino» di Trigoria e che ha già creato più di un danno collaterale: non ultimo probabilmente anche lo scollamento del gruppo nel momento più complicato della stagione. Dentro le «mura amiche» si respirava da tempo tensione alle stelle e così è skito fino all’ultima battuta. E anche sul comunicato che la società ha scritto per annunciare l’evento c’è stato un tira e molla interminabile: per-ché il testaccino ci teneva a dire la sua, a far capire al «suo» popolo il perché di questa decisione diciamo «consensuale». Anche se il termine esatto sarebbe «dimissionato». Di fatto la società giallorossa ha scelto, puntando tutto sull’allenatore e dando il benservito all’ex tecnìco che era stato ingaggiato per fare da «mediatore». Ma è difficile far convivere due personalità così diverse ma allo stesso tempo così simili: ognuno vuole andare per la sua strada e ognuno su tutte le cose vuole dire l’ultima parola. Quindi non c’è mediazione che tenga e il club, al netto del grande lavoro svolto in passato da Ranieri, ha fatto la scelta giusta rimanendo nel solco di quanto intrapreso proprio dal testaccino quando si spese in prima persona per far venire a Roma Gasperini. Perché se decidi di puntare su un tecnico così, poi gli devi dare carta bianca, devi assecondare tutte le sue scelte: la cosa, almeno a Bergamo, funzionò proprio così. Lì, attorno alla figura del tecnico piemontese, era stata costruita una struttura a sua immagine e somiglianza in grado di girare alla perfezione e in sintonia con il suo pensiero. Ed è per questo che l’attuale ds Massara, è probabilmente arrivato anche lui a fine corsa. Troppo legato a Ranieri, troppo «lontano» da Gasperini. Insomma l’attesa svolta è arrivata, la proprietà ha preso le sue decisioni e adesso per navigare verso il futuro dovrà essere brava a tener ferma la barra. Perché, soprattutto nel primo tratto di questo nuovo percorso, le insidie saranno molte e arriveranno da più parti. La Roma da parte sua intanto deve chiudere questa stagione in maniera dignitosa per non iniziare la prossima ancora una volta tra soliti rimpianti. Ranieri? Per lui un futuro in azzurro potrebbe essere un’ipotesi più che credibile (soprattutto con Malagò capo): della serie a pensare male si fa peccato ma…