LAUTARO RIVERO: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – La Roma sta iniziando a pianificare la prossima stagione e vuole accontentare le richieste di Gian Piero Gasperini con l’obiettivo di rendere la squadra ancora più competitiva. Il club giallorosso sta monitorando diversi profili e nella lista dei desideri c’è anche Lautaro Rivero, difensore centrale del River Plate. La società capitolina ha inviato due scout in Argentina per osservarlo da vicino e ha già avviato i primi contatti con Los Millonarios: nel contratto del classe 2003 c’è una clausola rescissoria da 100 milioni di euro, ma la Roma é pronta a metterne 20 sul piatto per assicurarsi uno dei migliori prospetti del calcio sudamericano.

La carriera

Nato il 1° novembre 2003 a Moreno (36 km a ovest di Buenos Aires), Lautaro Rubén Rivero Cruz ha cinque fratelli e inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio nella squadra Los Halcones, per poi passare al Villa Luro Norte e a La Victoria.

All’età di 14 anni entra nel settore giovanile del River Plate, ma per aiutare economicamente la famiglia svolge diversi lavori e vende quaderni, fiori e alfajores (tipici biscotti ripieni argentini) al mercato centrale o ai semafori: “Vendevo alfajores, fiori e quaderni al mercato centrale – rivela lui stesso nel corso di un’intervista –. Lavoravo durante il periodo di vacanze concesso dal River Plate, ma non ho mai smesso di allenarmi. Mi alzavo alle cinque e mezza, prendevo l’autobus e dopo l’allenamento andavo a vendere fino al tramonto”. Il ragazzo, molto legato alla famiglia, è l’esempio perfetto di umiltà, passione, sacrificio e dedizione: “La prima cosa che voglio è che la mia famiglia stia meglio e possa avere tutto ciò che merita. Voglio vedere mia madre, mio padre e i miei fratelli stare bene. Se sono qui è grazie a loro. Ho dovuto superare molte difficoltà e per loro do il massimo”.

Questa routine continua fino al 2023, quando firma il suo primo contratto da professionista dopo aver indossato la fascia da capitano nelle varie selezioni Under. Nell’estate del 2024 arriva la svolta con il prestito al Club Atlético Central Córdoba della città di Santiago del Estero e vince a sorpresa la Copa Argentina, anche se gioca soltanto 30 minuti nel secondo turno contro il Club Estudiantes de La Plata e 9 ai quarti contro Temperley.

Nel 2025, invece, diventa un titolare inamovibile: 14 partite (sempre da titolare e in campo per 90′) su 16 nel Torneo Apertura e tutte le gare della fase a gironi della Copa Libertadores prima della conclusione del prestito e del conseguente ritorno al River Plate, con cui parte per gli Stati Uniti in occasione del Mondiale per Club (senza scendere in campo). “Ero convinto che il trasferimento al Club Atlético Central Córdoba fosse la scelta migliore per me – le sue parole -. Il mio obiettivo era giocare le partite necessarie per poter tornare al River”.

L’allenatore dei biancorossi, Marcelo Gallardo, gli dà fiducia e lo fa esordire il 9 agosto 2025 in casa dell’Independiente in occasione della quarta giornata del Torneo Clausura: Rivero resta in campo per tutto il match (0-0) e contribuisce al clean sheet. Da quel momento gioca con maggiore regolarità, fino a diventare un pilastro della squadra. Le ottime prestazioni attirano l’interesse del commissario tecnico dell’Argentina Lionel Scaloni, il quale decide di convocarlo per le amichevoli con Venezuela e Porto Rico nella sosta di ottobre: dopo essere rimasto in panchina nel primo test, Rivero entra all’intervallo del match con il Porto Rico al posto di Nicolas Otamendi e l’Albiceleste vince con un netto 0-6.

All’età di 22 anni sogna la convocazione in vista del Mondiale e la chiamata passa attraverso il rendimento con il River Plate: quest’anno è a quota 17 presenze tra tutte le competizioni (rimasto fuori in sole 4 occasioni) e, oltre ad aver trovato il suo primo gol con la maglia de Los Millonarios a febbraio, nel mese di aprile ha firmato il rinnovo del contratto fino al 30 giugno 2029 con una clausola rescissoria da 100 milioni.

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Lautaro Rivero inizia la sua carriera da calciatore in un ruolo differente: nel corso del provino con il River Plate viene provato inizialmente come esterno, poi come centrocampista centrale e infine arretra in difesa per il suo fisico (è alto 185 centimetri). Si tratta di un centrale roccioso e particolarmente aggressivo, che ama fare contrasti e cercare di anticipare l’avversario. A causa del suo stile di gioco (simile a quello dei suoi punti di riferimento Lisandro Martinez e Cristian Romero) riceve molti cartellini gialli, motivo per cui deve sicuramente migliorare nella pulizia dell’intervento: con il River Plate ha rimediato 13 ammonizioni in 33 partite, un numero davvero elevatissimo.

Nella squadra argentina gioca da centrale di sinistra in una difesa a quattro, ma può ricoprire anche il ruolo di braccetto in un reparto a tre. È dotato di un buon piede sinistro e sa gestire il pallone con lucidità, fornendo così un’ulteriore opzione nella costruzione dal basso. Inoltre ha grande senso della posizione e guida il reparto arretrato con autorevolezza. “Ha fame di gloria e voglia di continuare a crescere – le parole di Lucas Abascia, suo ex compagno al Club Atlético Central Córdoba –. Se gli daranno spazio, farà faville”.

Nel suo futuro potrebbe esserci la Roma, che lo ha già visionato dal vivo e potrebbe decidere di affondare il colpo in estate in caso di una cessione di un difensore.

Ancora Parma-Roma a Chiffi dopo lo 0-1 dello scorso anno firmato Soulé: giallorossi reduci da 4 vittorie di fila

Sarà Daniele Chiffi l’arbitro della sfida tra Parma e Roma, valida per la trentaseiesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 18 allo Stadio Tardini. Il fischietto della sezione di Padova incontrerà la formazione giallorossa per la quattordicesima volta in carriera e il bilancio recita 8 vittorie (di cui quattro consecutive), un pareggio e 4 sconfitte. L’unico incrocio in questa stagione risale al 18 gennaio 2026, quando la Roma vinse 0-2 contro il Torino grazie alle reti di Donyell Malen (primo gol con la maglia dei capitolini) e Paulo Dybala. Chiffi arbitrò anche Parma-Roma dello scorso campionato e in quell’occasione i giallorossi trionfarono per 0-1 con la perla su punizione di Matias Soulé.

Sono dieci, invece, i precedenti tra il direttore di gara e il Parma e il bilancio per i crociati è di 3 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte. L’unica partita degli emiliani arbitrata in questa stagione è il pareggio casalingo per 0-0 contro il Como.

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64 punti in 35 giornate: miglior punteggio degli ultimi 8 campionati. Ma un anno fa la Champions era più vicina

LAROMA24.IT – Il 4-0 alla Fiorentina è servito a rigonfiare le speranze di un piazzamento in zona Champions a 3 giornate dalla fine. Non solo, con la vittoria di ieri la Roma è salita a 64 punti in 35 giornate che rappresentano il punto più alto toccato negli ultimi 8 campionati: dal 2017/18, infatti, i giallorossi non avevano un punteggio più alto dell’attuale arrivati a questo punto. Erano 70 in quell’anno, saranno 77 a fine corsa, l’ultima che regalò una classifica valida per la partecipazione alla Champions League successiva.

63 i punti che aveva registrato Ranieri allo stesso punto della scorsa stagione, uno in meno dell’attuale campionato, nonostante una classifica a quel punto migliore: la Roma, infatti, a 3 giornate dal termine era 4ª insieme a Juventus e Lazio. Fu il turno seguente a far finire fuori strada i giallorossi, sconfitti a Bergamo dall’Atalanta (di Gasperini…), con il pareggio nello scontro diretto tra Lazio e Juventus.

In tutte le altre stagioni recenti il 4° posto non era mai stato così vicino a questo punto: 6 punti dal Bologna nel 2023/24, 2 dal Milan nel 2022/23, addirittura 10, 12 e 11 da Juventus, Napoli e Lazio nei 3 anni precedenti. Solo il quinquennio vissuto tra Garcia, Spalletti e Di Francesco, condito da altrettanti qualificazioni almeno ai preliminari, rompe una sequenza di piazzamenti tra il 5° e il 7° posto che si protrae dal 2010/11. Il punteggio più alto raggiunto dalla Roma alla 35a giornata, negli ultimi tre lustri, sono gli 85 punti del 2013/14. Saranno appena uno in più, però, a fine stagione per via di un finale negativo ma che portò la prima stagione di Garcia a chiudersi al 2° posto.

LA SITUAZIONE DI CLASSIFICA ALLA 35ª GIORNATA DAL 2010/11 A OGGI:

2025/26 64 punti – 5ª a -1 dal 4° posto

2024/25 63 punti – 5ª parimerito con Juve 4ª e Lazio

2023/24 60 punti – 6ª a -4 dal Bologna 4°

2022/23 59 punti – 5ª a -2 dal Milan

2021/22 59 punti – 5ª a -10 dalla Juventus 4ª

2020/21 58 punti – 7ª a -12 dal Napoli 4°

2019/20 61 punti – 5ª a -11 dalla Lazio 4ª

2018/19 59 punti – 6ª a -3 dall’Atalanta 4ª

+ 2017/18 70 punti – 3ª a parimerito con la Lazio 4ª

+ 2016/17 78 punti – 2ª

+ 2015/16 71 punti – 3ª

+ 2014/15 64 punti – 2ª

+ 2013/14 85 punti – 2ª

2012/13 58 punti – 5ª

2011/12 51 punti – 7ª

2010/11 59 punti – 5ª

Israel Reyes: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Il nome di Israel Reyes torna fortemente in orbita Roma. Il club giallorosso sembrerebbe vicino all’acquisto del difensore classe 2000. Nato il 23 maggio 2000 a Autlán de Navarro, in Messico, Reyes è un calciatore molto duttile. Nasce come difensore centrale, negli ultimi anni invece ha ricoperto maggiormente la posizione di terzino dentro, ma può agire mediano di centrocampo davanti alla difesa. Un calciatore intelligente, dotato di una buonissima tecnica che gli permette di impostare bene il gioco in avvio di azione. Alto 180 centimetri per 73 kg, il messicano è un difensore moderno che sa adattarsi a più ruolo e sistemi, giocando abilmente sia in una linea difensiva a 3 che a 4.

Dal gennaio del 2023 è in forza al Club America, mentre in precedenza ha militato per due stagioni al Puebla. Reyes è pronto a fare il grande salto nel calcio europeo, dopo essersi messo decisamente in mostra in patria. In questa stagione ha collezionato 38 presenze complessive, condite da due assist. Il contratto con il Club America scade il prossimo 30 giugno e questo lo rende appetibile per un acquisto a parametro zero.

Reyes è un pilastro della nazionale messicana avendo collezionato fino ad oggi 31 presenze. Nel 2022, però, non è stato convocato dal Messico per il Mondiale in Qatar. Quest’anno, invece, Reyes sarà protagonista con la sua nazionale al Mondiale che giocherà, in parte, anche in patria. Una vetrina importante che potrebbe aumentare di molto la concorrenza per la Roma nel caso non dovesse arrivare prima dell’inizio della competizione l’accordo per il suo ingaggio.

Il difensore, in queste ore, si trova nella Capitale. Un segnale che potrebbe essere decisivo per il suo approdo alla Roma.

Area protetta: la Roma è la squadra che subisce meno gol in area di rigore. Napoli, Lecce e Milan con le percentuali più alte

LAROMA24.IT – La Roma è riuscita a chiudere di nuovo la porta in trasferta come non le accadeva da oltre 3 mesi, dalla vittoria a Torino, contro i granata, del 18 gennaio. Da lì 7 gare giocate lontano dall’Olimpico, tra campionato ed Europa League, tutte con almeno un gol subito. Più volte, Gasperini, nel racconto della stagione ha rimarcato quell’impermeabilità decisamente sopra la media, generale e ancor più per le abitudini dell’ex allenatore dell’Atalanta, che aveva sospinto la Roma nella prima parte di stagione.

12 i gol subiti alla fine del girone d’andata dai giallorossi, 17 quelli già incassati dalla 20a alla 34a giornata di ritorno: un cambio di rotta che, probabilmente, ha svelato come fossero “irripetibili” i numeri iniziali, legati anche, se non soprattutto, a un rendimento di Svilar sovrannaturale. La Roma ha comunque mantenuto la propria zona più calda, quella dell’area di rigore, al riparo: soltanto Inter e Napoli concedono, infatti, meno tocchi all’interno degli ultimi 16,5 di campo agli avversari.

La Roma, in più, è la squadra che che concede meno gol dall’interno dell’area di rigore: soltanto il 72,41% delle reti subite arriva dalla parte più intima del campo romanista. Dietro la squadra di Gasperini, in questa classifica, ci sono Juventus e Fiorentina. La peggiore, paradossalmente, è il Napoli con addirittura il 93,94% dei gol subiti dall’interno dell’area di rigore, nonostante sia la squadra che offre meno tiri (solo il 56,45%, la Roma è terza qui) dagli ultimi metri. Stupisce meno, invece, che tra le prime 4 ci siano altre squadre di media o alta classifica come Lazio e Milan. La tendenza delle formazioni di Sarri e Allegri ad abbassarsi e difendere a ridosso dell’area, inevitabilmente, porta più facilmente gli avversari ad accedervi. Al contrario, invece, seppur Gasperini conceda mediamente occasioni ad alto rischio (0,11xG medi per tiro avversario, dietro solo a Bologna e Lecce), la continua pressione romanista permette di limitare gli accessi avversari all’area di rigore di Svilar.

LA CLASSIFICA, IN PERCENTUALE, DI GOL SUBITI ALL’INTERNO DELL’AREA DI RIGORE:

Napoli 93,94% dei gol subiti all’interno dell’area di rigore

Lecce 93,48%

Milan 92,59%

Lazio 90,91%

Genoa 89,58%

Inter 87,10%

Cagliari 85,71%

Pisa 85,25%

Udinese 84,78%

Sassuolo 84,09%

Cremonese 82,35%

Torino 82,14%

Atalanta 81,25%

Bologna 80,49%

Verona 80,36%

Parma 80%

Como 78,57%

Fiorentina 77,78%

Juventus 75,86%

ROMA 72,41%

Roma-Fiorentina a Zufferli: ultimo incrocio a Cagliari con il rosso a Celik e il caso Folorunsho. All’Olimpico un ko in tre precedenti

Sarà Luca Zufferli della sezione di Udine a dirigere il match tra Roma e Fiorentina, in programma all’Olimpico lunedì 4 maggio alle 20:45. Per Zufferli si tratterà del sesto incrocio in carriera contro i giallorossi. In questa stagione ha arbitrato la Roma nella prima giornata di campionato, il successo per 1-0 contro il Bologna e nel ko di Cagliari arrivato il 7 dicembre 2025 con l’espulsione di Celik. Proprio a Cagliari la direzione di gara è sembrata abbastanza incerta: Zufferli non ha punito Folorunsho dopo aver avuto un comportamento nettamente antisportivo in una discussione nata con Hermoso.

La Roma all’Olimpico con Zufferli ha vinto due volte su tre precedenti: contro il Bologna a inizio stagione come detto, e contro il Genoa nella passata stagione. L’unico ko casalingo risale all’inizio della scorsa stagione, quando l’Empoli si impose all’Olimpico per 1-2 il 25 agosto 2024.

Per la Fiorentina il bilancio con Zufferli è senza dubbio positivo: i toscani in 6 match con il fischietto di Udine hanno ottenuto 4 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta.

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Malen forza nove: 0,88 gol a partita, nessuno in Italia come lui. In Europa meglio solo Kane e Mbappé

LAROMA24.IT – Un’altra tacca a Bologna, l’undicesima in Serie A, la dodicesima con la maglia della Roma contando anche quella in Europa League, sempre al Bologna. Così Donyell Malen sta rovesciando, giornata dopo giornata, i numeri della Serie A. Basti pensare che con poco più di 3 mesi ha scalato la classifica dei marcatori del campionato italiano arrivando ad avere, oggi, soltanto 4 giocatori davanti. Tutti partiti con metà stagione di vantaggio: da Nico Paz e Douvikas del Como, con 12 reti, a Thuram e Lautaro dell’Inter, rispettivamente a 12 e 16. E da sabato è entrato anche nella “top 20” dei giocatori in lizza per la Scarpa d’Oro. Un acquisto deflagrante, in grado di realizzare 11 gol come Maxi Lopez riuscì a fare arrivando a gennaio al Catania nel 2009/10. Davanti a lui, in questa classifica, resta ora soltanto Balotelli che ne segnò 12 quando arrivò al Milan dal Manchester City nell’inverno del 2012.

Nel rapporto tra minuti giocati e gol realizzati, inevitabilmente, nessun tiene il passo in Italia del numero 14 della Roma. Paragonabile soltanto all’élite del calcio europeo. La media attuale vede Malen a 0,88 gol segnati a partita, al 3° posto tra tutti i principali campionati europei. Meglio di lui soltanto Harry Kane, arrivato a 33 timbri in Bundesliga seppur con 10 rigori, con una media impressionante di 1,38 reti ogni 90’. Dietro il capocannoniere del Bayern Monaco c’è Mbappé, a 0,90 gol a partita, di un soffio (per ora…) davanti al colpo di mercato della Roma di gennaio.

In grado di mettersi alle spalle artiglieria del nome di Lewandowski o Haaland, con l’attaccante del City che condivide la media (0,81 a partita) con Undav dello Stoccarda, autore di 18 reti. Sotto di loro Bamba Dieng del Lorient, con un dato di 0,78 esultanze ogni 90 minuti giocati, poi Raphinha, Lautaro, l’altro rappresentante della Serie A nei primi 20 posti, fino a Jonathan Burkardt che chiude la top10 con 0,73 gol segnati a partita.

LA CLASSIFICA PER MEDIA GOL DEI TOP 5 CAMPIONATI EUROPEI:

1 – Kane 1,38 gol a partita

2 – Mbappé 0,90

3 – Malen 0,88

4 – Lewandowski 0,83

5- Haaland 0,81

6 – Undav 0,81

7 – Dieng 0,78

8 – Raphinha 0,77

9 – Lautaro 0,74

10 – Burkardt 0,73

Jayden Oosterwolde: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Occhi puntati su Jayden Oosterwolde. La Roma segue da tempo il difensore di proprietà del Fenerbache e sembra voler affondare il colpo in vista della prossima sessione estiva di calciomercato per rinforzare il proprio reparto arretrato. La società capitolina starebbe preparando un’offerta da 15 milioni di euro per il calciatore, mentre il club turco ne chiede 20.

Oosterwolde, nato in Olanda, a Zwolle, il 26 aprile 2001, è un difensore centrale di piede sinistro che all’occorrenza può agire anche da terzino. 189 centimetri di altezza, una stazza fisica certamente importante. La caratteristica principale di Oosterwolde è la rapidità, che gli permette di avere una buona propensione offensiva soprattutto nel ruolo di terzino sinistro che ha coperto maggiormente nella sua esperienza italiana, al Parma che lo acquistò nel 2022 dal Twente.

L’olandese, infatti, prima di approdare al Fenerbache era in forza al Parma con cui ha collezionato 23 presenze complessive nel campionato cadetto. A gennaio 2023 per 6 milioni di euro si è trasferito in Turchia, dove ha compiuto il salto di qualità. Il club crociato ha mantenuto il 20% sulla futura rivendita. In questa stagione Oosterwolde si sta mettendo in mostra avendo collezionato 44 presenze complessive fino ad ora, condite anche da un gol e un assist. Un calciatore duttile che sta aumentando sempre di più il livello delle sue prestazioni.

Uno, nessuno e centomila nella Roma: Ceo vacante dal 2024, valzer dei ds. Nessun club così in Italia

LAROMA24.IT – Le campane hanno iniziato a suonare nel pomeriggio di ieri e parevano annunciare l’imminente caduta di Claudio Ranieri, figura apicale eletta a furor di popolo nella scorsa primavera. Scaduto il mandato da allenatore d’emergenza, il 1 luglio veniva nominato “senior advisor” del Gruppo Friedkin. In sostanza, visti i vuoti nell’organigramma romanista sarebbe diventato il punto di riferimento, almeno calcistico, della proprietà a Roma. Neanche un anno dopo e pare già destinato a cadere, o a lasciarsi cadere, in seguito al cortocircuito, divenuto pubblico di recente, con Gasperini. Con lui, a quanto raccontano le cronache, scivolerà via anche Massara, nominato direttore sportivo il giugno scorso e in successione di Ghisolfi, pure lui sopravvissuto appena un anno. Il ruolo di Ceo, invece, risulta tuttora vacante dal settembre 2024. Ripensare al triennio di Tiago Pinto, in carica dal gennaio 2021 al febbraio del 2024 non senza forti perturbazioni, appare quasi utopico.

La Roma, escluso quel triennio per la quasi totalità condiviso con Mourinho, non pare più in grado di darsi, o ancor meglio sostenere, una struttura duratura. Un caso che non ha paragoni neanche in Serie A, dove la vita sportiva, in particolar modo degli allenatori, è relativamente breve, almeno in confronto al resto dell’Europa. Scivolando l’indice tra le varie squadre italiane, in tutti gli organigrammi figura almeno un riferimento, che sia Ceo, gli ex amministratori delegati, direttori generali o sportivi, che propongano un percorso di continuità. Partendo in ordine alfabetico, dall’Atalanta che a Roma risuona spesso come riferimento di recente, con Luca Percassi che, nonostante il cambio di proprietà, è Ceo del club dal 2010 mentre il ds D’Amico è dal 2022 alla direzione sportiva. La stessa data che riporta sul proprio contratto di assunzione sia Sartori che Di Vaio, braccia operative del Bologna, amministrato dal 2014 dall’ex romanista Fenucci. Al Cagliari, Carlo Latte è Ceo dal 2017 mentre dal 2024 c’è Melis come direttore generale, protagonista di una scalata nel club dov’è arrivato nel 2018. Al Como se il Ceo è datato 2023, fin dall’arrivo degli Hartono, nel 2019, il ds è Ludi. Alla Cremonese Armenia e Giacchetta, dg e ds, sono in carica rispettivamente dal 2018 e dal 2021. Alla Fiorentina, scombussolata inevitabilmente dalla scomparsa di Commisso, Mark Stephan è Ceo fin dal 2019 e Paratici ha di recente raccolto l’eredità di Pradé, rimasto comunque in sella 6 anni. Al Genoa il board è assegnato a Ceballos, in carica dall’arrivo della precedente proprietà nel 2021, con Diego Lopez che è diventato ds lo scorso settembre sostituendo Ottolini, passato alla Juventus, e rimasto in carica un triennio. Proprio la Juventus appare l’unico caso paragonabile alla Roma per volatilità della struttura: Ottolini ha infatti sostituito Giuntoli che dopo un biennio ha lasciato l’incarico di direttore sportivo, con in mezzo cambi di allenatore plurimi. Dallo scorso novembre il Ceo è Comolli che comunque prendeva il posto di Scanavino che aveva completato il suo ciclo triennale.

Strutture gestite più “tradizionalmente” sono quelle di Lazio e Torino, in cui la direzione strategica è espressione diretta del proprio presidente, entrambi in carica da oltre vent’anni. E comunque per tempo legati allo stesso direttore sportivo: da una parte prima di Fabiani, nominato ds nel 2023, c’era stato Tare per 14 anni. Dall’altra Vagnati, per 5 anni alla direzione sportiva del Torino, è stato sostituito da Petrachi, con già 9 anni di Torino sul curriculum tra il 2010 e il 2019. Anche al Napoli l’impronta di De Laurentiis è marcata: Manna, ds dal 2024, ha preso il posto di Meluso durato appena un anno ma prima di lui Giuntoli era stato alla direzione sportiva del club per 8 stagioni. Il direttore generale ora è Bianchini, già nella struttura del Napoli dal 2022 quando arrivò come CRO (Chief Revenue Officer).

All’Inter, nonostante i cambi di proprietà, la struttura dirigenziale è monolitica: Marotta, oggi Ceo e presidente, è nel club dal 2018, Ausilio addirittura dal 2014. Al Milan l’arrivo di Tare la scorsa estate ha affiancato Moncada, capo dell’area sportiva, già presente dal 2023. Furlani, dal dicembre del 2022, mantiene la carica di Ceo rossonero. Al Parma il Ceo è di recente nomina, Cherubini da poco più di un anno, ma il ds è Pederzoli fin dal 2021. All’Udinese la recente ristrutturazione, con Nani nominato Group Technical Director dopo anni di collaborazione dei Pozzo, è stato affiancato da Inler come responsabile dell’area tecnica ma sotto la gestione di Collavino, direttore generale del club dal 2009. La figura di Carnevale personifica il Sassuolo fin dal 2014, anno in cui fu nominato amministratore delegato, al Verona Sogliano è ds dal 2022. Nel Lecce il responsabile dell’area tecnica è Corvino dal 2020. Al Pisa, ultima rimasta, 3 giorni fa è stato nominato Gabanelli come nuovo direttore sportivo, dopo il triennio passato con Stefanelli. Il ceo, comunque, rimane Corrado, figlio del co-proprietario che mantiene ancora il 25% del club, dopo l’acquisizione nel 2016. Alla Roma, considerando il prossimo rimpasto societario, rimarrà Gasperini come più longevo, in carica dal giugno del 2025. Che a fine maggio, neanche un anno fa, era seduto al tavolo del resort dei Friedkin in Toscana insieme a Ranieri, con Ghisolfi ancora direttore sportivo ufficialmente.

LE FIGURE DIRIGENZIALI DEI CLUB DI SERIE A CON LA LORO DURATA:

Atalanta: Luca Percassi (ceo, dal 2010). Tony D’Amico (ds, dal maggio 2022)

Bologna: Fenucci (ceo, dal 2014). Sartori (responsabile area tecnica, dal maggio 2022). Di Vaio ds dal giugno 2022

Cagliari: Carlo Catte (ceo, dal 2017). Melis dg dal 2024, è nel club dal 2018. Angelozzi (ds dal giugno 2025, succede a Bonato che era stato al club quasi 3 anni, dal novembre 2022)

Como: Terrazzani (ceo, dal dicembre 2023). Ludi (ds dal maggio 2019, quando arrivano gli Hartono)

Cremonese: Armenia (dg, dal giugno 2018). Giacchetta (ds dal 2021)

Fiorentina: Mark E. Stephan (ceo, dal 2019, quando arrivò Commisso). Paratici (ds dal febbraio 2026, prima c’era stato Pradè dal 2019 al 2025)

Genoa: Andres Blazquez Ceballos (ceo dal 2021, quando arrivò 777 Partners). Diego Lopez (ds dal novembre 2025, prima Ottolini ds dal 2022 al 2025)

Verona: Zanzi (ceo dal 2025, dopo cambio di proprietà). Sogliano (ds, dal 2022)

Inter: Marotta (ceo dal 2024, all’Inter dal 2018). Ausilio (ds dal febbraio 2014)

Juventus: Comolli (ceo dal novembre 2025, prima Scanavino per un triennio). Ottolini (ds dal gennaio 2026, dal 2023 al 2025 Giuntoli)

Lazio: Lotito (presidente dal luglio 2004), Fabiani (ds dal 2023, prima Tare dal 2009 al 2023)

Lecce: Mencucci (ceo dal maggio 2022), Corvino (responsabile area tecnica dal 2020)

Milan: Furlani (ceo dal dicembre 2022), Tare (ds dal 2025, con lui Moncada capo dell’area sportiva dal 2023)

Napoli: Bianchini (dg dal 2025, dal 2022 come CRO). Manna (ds dal 2024, prima Meluso per un anno e prima ancora Giuntoli per 8 anni)

Parma: Cherubini (ceo dal 2025), Pederzoli (ds dal 2021)

Pisa: Corrado (ceo, figlio del co-proprietario che detiene il 25%), Gabbanini (ds annunciato 3 giorni fa, dopo il triennio Stefanelli, dal 2023)

Roma: ceo (vacante da Souloukou, dal settembre 2024), ds Massara (dal giugno 2025, prima Ghisolfi un anno in carica)

Sassuolo: Carnevali (ceo dal 2014), Palmieri (ds dal 2024, all’interno della struttura dal 2015 come responsabile settore giovanile). Prima c’era stato Giovanni Rossi per 6 anni (dal 2018 al 2024)

Torino: Cairo (presidente dal 2005). Petrachi (ds dal 2025, rientrando dopo esperienza di 9 anni, dal 2010 al 2019, nel frattempo dal 2020 al 2025 Vagnati)

Udinese: Collavino (dg dal 2009). Nani (Group Technical Director dal 2024, collaboratore per anni dei Pozzo, prima anche al Watford). Inler responsabile area tecnica dal 2024

Bologna-Roma a Di Bello: l’unico precedente finì 2-1 per i giallorossi. 7 vittorie consecutive e 9 gare senza ko per i capitolini

Sarà Marco Di Bello l’arbitro del match tra Bologna e Roma, valido per la trentaquattresima giornata di Serie A e in programma sabato alle ore 18 allo Stadio Renato Dall’Ara. Il direttore di gara incontrerà i giallorossi per la 34esima volta e i capitolini sono di gran lunga la squadra più arbitrata in carriera (secondo il Napoli a quota 25). Il quarantaquattrenne ha già diretto una sfida tra i giallorossi e i rossoblù e risale al 18 febbraio 2019, quando la Roma vinse 2-1 allo Stadio Olimpico grazie alle reti di Aleksandar Kolarov e Federico Fazio.

Il bilancio è molto positivo: 20 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte. Con il fischietto di Brindisi i giallorossi sono reduci da 7 successi consecutivi, oltre a essere imbattuti da ben 9 gare (ultimo ko il 2-0 contro l’Inter nei quarti di finale di Coppa Italia andati in scena l’8 febbraio 2022). La Roma ha incontrato Di Bello in stagione in due occasioni e ha ottenuto due vittorie: 3-1 contro il Genoa (gol di Matias Soulé, Manu Koné ed Evan Ferguson) e 3-0 contro la Cremonese (reti di Bryan Cristante, Evan Ndicka e Niccolò Pisilli).

Sono 19, invece, i precedenti tra l’arbitro classe ’81 e il Bologna e il bilancio è di 5 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte. Dal 16 ottobre 2016 il rendimento dei felsinei è peggiorato terribilmente e negli ultimi 14 incroci hanno ottenuto soltanto due successi (1-0 con la SPAL e 0-1 con il Venezia).

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