Roma, un solo scontro diretto vinto contro le prime sette. A San Siro urge invertire la rotta

LAROMA24.IT – Il bilancio della Roma negli scontri diretti in questa stagione è a dir poco negativo. Un trend certamente non isolato, nelle ultime stagioni i giallorossi hanno sempre raccolto poco o nulla nei big match. Con Gasperini in panchina l’andamento non è cambiato. È arrivata, infatti, una sola vittoria contro le squadre che si trovano nelle prime sette posizioni, quella firmata da Wesley nella gara d’andata giocata all’Olimpico contro il Como. Per il resto, i punti raccolti sono solamente tre: frutto dei pareggi contro Milan, Napoli e Juventus. Poi, solo sconfitte.

Nel girone d’andata è arrivato l’unico squillo, l’1-0 già citato contro il Como. Poi, solo sconfitte e quasi sempre senza gol fatti. Le sconfitte contro Inter, Napoli, Milan, Juventus e Atalanta, hanno messo la Roma di fronte alla realtà dei fatti: nei big match, c’è sempre qualcosa che manca. E Gasperini non sembra aver trovato ancora la soluzione definitiva. Nel girone di ritorno fino ad ora, complice la capacità di realizzazione arrivata dai gol di Malen, c’è stato un andamento nel complesso migliore, ma non in termini di punti: tre pareggi, contro Napoli, Milan e Juventus, in cui in due occasioni su tre il successo è svanito nel finale di partita. Poi la tanto discussa sconfitta di Como.

Nella domenica di Pasqua, il gruppo di Gasperini se la vedrà a San Siro contro l’Inter. E si tratta, di fatto, della penultima occasione per cercare di invertire un trend assolutamente negativo. L’ultimo impegno contro le prime sette della classe sarà quello in casa contro l’Atalanta. Due sfide in cui servono punti necessari per sperare nella qualificazione alla prossima Champions League.

SERGIO ARRIBAS: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – La Roma comincia a pianificare il futuro. Con la situazione legata a Paulo Dybala ancora da definire, il club giallorosso ha già individuato il suo possibile sostituto. Si tratta dello spagnolo Sergio Arribas, classe 2001 attualmente all’Almeria ma cresciuto nel vivaio del Real Madrid.

LE CARATTERISTICHE E LA CARRIERA – Nato a Madrid il 30 settembre del 2001. Sergio Arribas è un trequartista di piede sinistro. Può giocare su entrambe le corsie ma è in posizione centrale che si esprime al meglio. Giocatore che fa della tecnica il proprio punto di forza, ricordando Dybala anche nei movimenti. In carriera, tra prima e seconda divisione spagnola, si è sempre contraddistinto per gli ottimi numeri realizzativi. All’età di 11 anni entra nelle giovanili del Real. Con la Cantera dei Blancos tocca l’apice nel 2020, quando è uno dei protagonisti della vittoria in Youth League grazie ai due assist in finale contro il Benfica. Passa quindi al Castilla trovando anche l’esordio in prima squadra il 20 settembre del 2020. Con i Real trova però poco spazio, così nel 2023 passa all‘Ameria per circa 6 milioni di euro, con i blancos che mantengono il 50% sulla futura rivendita. È buona la prima stagione nella Liga, dove mette a referto 9 gol e 4 assist, che non bastano però ad evitare la retrocessione al club.

L’ESPLOSIONE ALL’ALMERIA – L’esplosione è arrivata proprio in questa stagione dove sta trascinando l’Almeria, attualmente al terzo posto in Segunda Division e in piena lotta per tornare direttamente in Liga. Ad impressionare sono però i numeri di Arribas, che ha messo dentro 20 gol in campionato e 7 assist. Di queste reti, gran parte sono arrivate giocando da trequartista puro (17 gol). E in Spagna si comincia a parlare delle sue statistiche, paragonabili a quelle dei top-player. Con 27 partecipazioni al gol, infatti, Arribas ha eguagliato il record di Mbappè, che quest’hanno ha messo dentro 24 gol e 3 assist. In Europa solo Kane (31+5), Haaland (22+7) e Olise (11+17) hanno fatto meglio nei principali campionato europei. Numeri che hanno attirato l’interesse di molte squadre europee, tra cui lo stesso Real Madrid che monitora la situazione. Il giocatore ha un contratto fino al 2029 con l’Almeria e una clausola rescissoria di 40 milioni di euro.

La Roma di Gasp e il bilancio dopo la sosta: dalle prime due sconfitte in A all’1-3 contro la Cremonese. E ora la “rivincita” con l’Inter

LAROMA24.IT (FABIO D’ASCANIO) Torna il campionato. Archiviata l’ultima sosta per le nazionali della stagione, la Roma guidata da Gian Piero Gasperini si prepara al rush finale. Otto partite per una lotta agguerrita alle posizioni europee. Con la Champions League che dista tre lunghezze. La 32° giornata metterà i giallorossi di fronte alla capolista Inter, nella cornice di San Siro. La Roma, dunque, affronterà di nuovo i nerazzurri nel match dopo la sosta, come successo nel mese di ottobre. Ecco il bilancio stagionale dei giallorossi alla ripresa del campionato.

Al rientro dalla prima pausa nazionali, quella di settembre, la Roma ha rimediato la prima sconfitta della gestione Gasperini. Lo 0-1 interno maturato contro il Torino con la rete di Simeone. Una prestazione decisamente incolore dei giallorossi, in un Olimpico bollente a causa delle temperature estive. Un passo indietro consistente rispetto alle prime due uscite vittoriose contro Bologna e Pisa, in cui la Roma non si è mai resa realmente pericolosa dalle parti della porta granata.

Dopo la seconda sosta è arrivata un’altra sconfitta. I primi due ko in campionato, infatti, combaciano proprio con la partita che arriva dopo gli impegni delle nazionali. Il 18 ottobre la Roma cade nuovamente all’Olimpico, contro l’Inter. Il gol di Bonny dopo pochi minuti dall’inizio ha deciso la contesa. Il primo di tanti big match persi.

L’unica vittoria al rientro dalla sosta è arrivata a novembre, in trasferta contro la Cremonese. Il 23 novembre la Roma sbanca lo Zini con un 1-3 convincente e mai in discussione. Con il secondo e terzo gol, arrivati subito dopo l’espulsione di Gasperini.

Mondiale 2026, l’Italia spera nel ripescaggio in caso di ritiro dell’Iran: il regolamento e la decisione della FIFA

La Bosnia supera l’Italia ai calci di rigore e fa cadere, per la terza volta consecutiva, la nazionale italiana nell’abisso. In America, Canada e Messico, la spedizione azzurra non ci sarà. Nelle ultime ore sta circolando, anche per cercare una speranza di fatto irreale, la possibilità di unripescaggio per gli azzurri. La questione aperta è quella che riguarda l’Iran, che potrebbe ritirarsi dalla competizione a causa della guerra con gli Stati Uniti. Il presidente della FIFA Infantino ha dichiarato che l’Iran ci sarà, ma nel caso di ritiro l’articolo 6 comma 7 lascia spazio ad interpretazioni.

L’articolo 6.7 del regolamento FIFA recita infatti: “Se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra federazione”. Non esiste, quindi, un ripescaggio diretto, la scelta è della FIFA a “propria esclusiva discrezione“.

Uno scenario che lascia spazio a interpretazioni e a possibilità per l’Italia, che tra le non qualificate è la prima nel ranking mondiale, occupando la dodicesima posizione. A ridurre notevolmente le speranze degli azzurri è che in caso di ritiro dell’Iran, la FIFA con altissima probabilità effettuerà il ripescaggio con un’altra squadra asiatica, quindi della stessa federazione. In questo caso ad accedere al Mondiale sarebbe la nazionale degli Emirati Arabi Uniti.

Il regolamento non mette, di fatto, nessun paletto, con la FIFA libera di scegliere, ma il ripescaggio dell’Italia resta comunque un’opzione remota, di fatto quasi impossibile.

(fanpage.it)

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Inter-Roma al milanese Sozza: dal derby al 3-3 con la Juventus, è il quarto big match stagionale

A distanza di poco più di un mese, la Roma ritrova Simone Sozza. Il direttore di gara aveva arbitrato la gara del primo marzo, il rocambolesco 3-3 contro la Juventus dopo il quale i giallorossi hanno faticato e non poco. Nella domenica di Pasqua, 5 aprile, Sozza arbitrerà nuovamente la Roma, ancora in un big match: Inter-Roma. Il fischietto della sezione di Seregno è al quarto incrocio con la squadra di Gasperini in questa stagione, oltre al già citato 3-3 contro la Juventus, Sozza ha diretto anche la gara d’andata contro i bianconeri, mentre a inizio stagione c’è stato il derby vinto per 0-1 con la rete di Pellegrini.

La Roma è la squadra maggiormente arbitrata da Sozza in Serie A, sono 17 i precedenti: il bilancio per la Roma è di 8 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte. Il classe 1987, invece, ha arbitrato 8 volte i nerazzurri, con un bilancio di 6 vittorie e 2 sconfitte. L’unico precedente che ha visto Sozza arbitrare Inter-Roma è quello del 23 aprile 2022, match terminato con il punteggio di 3-1 a favore dei padroni di casa.

Nell’ultimo precedente contro i bianconeri, da segnalare un episodio fortemente dubbio non punito, ovvero la vistosa trattenuta di Bremer su Malen in area di rigore. Passando alla scorsa stagione, è impossibile non ricordare l’episodio che ha deciso uno scontro diretto per la qualificazione in Champions League. Il mancato rigore per fallo di Pasalic su Koné in Atalanta-Roma. Episodio che ha scatenato una furiosa reazione dell’allora tecnico giallorosso Claudio Ranieri: “Ci hanno sempre detto che il VAR interviene solo se c’è un evidente errore, ma qui si vede Pasalic sbagliare l’intervento e toccare il ginocchio del mio giocatore. L’arbitro aveva fischiato il penalty e doveva rimanere tale! Sul rigore possiamo discutere, ma spiegateci per giustizia sportiva perché il VAR è intervenuto. Sozza non mi ha dato spiegazioni, non ero degno di riceverle…” aveva detto nel postpartita Ranieri. In panchina, con i bergamaschi, c’era chiaramente Gian Piero Gasperini.

LR24

La Roma al Mondiale 2026: i sei giallorossi presenti, le speranze di Dybala e Soulé e il caso Svilar

LAROMA24.IT – Una è la certezza: nessun azzurro andrà al Mondiale 2026. Nella drammatica (calcisticamente parlando) serata di Zenica il sogno dell’Italia è svanito, e anche quello di tutti i romanisti in campo e non solo. Mancini, Cristante e Pisilli non hanno raggiunto l’obiettivo, e lo stesso destino nella serata di ieri è toccato a Ziolkowski, con la Polonia eliminata dalla Svezia. Chi ha sorriso, invece, è stato Celik, la Turchia ha superato il Kosovo. I romanisti che quindi andranno a giocarsi la Coppa del Mondo in Stati Uniti, Canada e Messico, non sono molti.

Le certezze, di fatto, sono 6: Wesley (Brasile), Koné (Francia), El Ayanoui (Marocco), Malen (Olanda), Celik (Turchia) e N’Dicka (Costa d’Avorio). Questi sono, chi più chi meno, dei pilastri della propria nazionale e dopo il rush finale in campionato con la Roma la loro attenzione sarà completamente sulla competizione più prestigiosa al mondo.

Speranze a dir poco nulle per i due argentini: Soulé non ha mai esordito con la prima squadra, il c.t Scaloni non lo ha mai preso in considerazione nonostante una buona prima parte di stagione con la Roma. Mentre Dybala sembra essere uscito fuori dal giro della Selección, inoltre il numero 21 giallorosso è out per l’operazione al menisco. Pochissime le possibilità anche per Rensch di vestire la maglia dell’Olanda. Poi c’è la questione Svilar, il portiere in esilio ancora senza nazionalità. Il portiere giallorosso non può essere convocato con il Belgio dopo aver giocato uno spezzone di partita nel 2021 con la nazionale serba.

Derrick Köhn: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Nato nel 1999 in Germania (Amburgo), Derrick Köhn, l’esterno sinistro proposto a Roma e Juve, cresce calcisticamente in contesti importanti come il settore giovanile dell’Amburgo e successivamente del Bayern Monaco, dove affina le sue qualità tecniche e atletiche. Fa esperienze nelle seconde squadre, trova continuità tra Olanda e Germania, passando dall’Bayern Monaco II fino al Willem II, dove inizia a mettersi in mostra con maggiore regolarità. La vera svolta arriva però con l’Hannover 96, in Zweite Bundesliga: qui diventa uno dei migliori interpreti del ruolo, collezionando 8 gol e 12 assist in 56 presenze tra il 2022 ed il 2024, con prestazioni convincenti e attirando l’interesse di club di livello superiore. Passa così ala Galatasary, dove però non convince (viene anche mandato in prestito al Werder Brema) fino ad arrivare all’all’approdo all’Union Berlino, sua squadra attuale (25 presenze, 1 gol, su calcio di rigore, e 1 assist). Köhn è uno di quei calciatori con due anime: nato ad Amburgo e cresciuto nel calcio tedesco, nel 2017 ha anche collezionato una presenza con la Germania U19. L’esterno, però, ha scelto il Ghana: decisivi i colloqui con il ct Otto Addo, altro profilo legato sia alla Germania che alle radici ghanesi. “Ho la mentalità tedesca in me, ma il Ghana è parte di me”, ha raccontato lo stesso esterno, che nel novembre 2025 ha debuttato con le Black Stars e pochi mesi dopo, più precisamente ieri, lunedì 30 marzo, si è ritrovato addirittura a sfidare la Germania. Il match, terminato con il risultato di 2-1 per la squadra europea, ha determinato, inoltre, l’esonero del ct Oddo Addo.

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Köhn è un terzino sinistro naturale, ma nel corso della carriera ha dimostrato di poter giocare anche più avanzato, come confermato anche dal mister, Ole Werner, adesso allenatore del Lipsia, ai tempi del Werder BremaDerrick può giocare diverse posizioni nella corsia esterna sinistra. Porta con sé un buon ritmo e una buona comprensione del gioco. Ad Hannover aveva un buon tasso di gol e assist come difensore. Siamo sicuri che arricchirà la nostra squadra con le sue qualità“. Ama accompagnare l’azione e arrivare sul fondo, ma deve ancora crescere dal punto di vista difensivo, soprattutto nelle letture e nella gestione delle marcature. Il suo profilo è quello del classico quinto di centrocampo perfetto per sistemi dinamici, con velocità, spinta, tanta corsa e una struttura fisica molto valida (in tutta la sua carriera ha avuto solo un infortunio “serio”, quallo all’articolazione della caviglia, che gli fece saltare 4 partite con il Bayern Monaco II nella stagione 19/20), dunque caratteristiche utili, che potrebbero fare al caso di Gasperini.

Wesley che non c’è: 2 sconfitte su 4 gare senza il brasiliano. Tutti i “numeri” che perde la Roma

LAROMA24.IT – Ad appesantire le ripetute assenze offensive della Roma, da ormai un mese senza Dybala, Soulé, Ferguson e Dovbyk, è arrivato anche l’infortunio di Wesley, che ha riportato una lesione muscolare in Brasile. Sì perché nonostante arrivi come un terzino, poi rielaborato in quinto secondo la metrica di Gasperini, Wesley è stato fin qui un elemento chiave nella produttività offensiva della Roma.

Quella contro l’Inter, alla ripresa, sarà la 5a partita di Serie A senza il brasiliano in campo: 2 sconfitte, contro Genoa e Cagliari, e due vittorie, nel derby d’andata e l’ultima col Lecce, si legge a bilancio. Quando ha potuto, infatti, Gasperini l’ha sempre schierato tanto che, nel conteggio relativo al campionato, Wesley è dietro nei minutaggi solo a Svilar, Mancini, Cristante e Koné. Soltanto due volte, in Serie A, l’allenatore ha scelto di farlo partire in panchina: contro l’Atalanta (sconfitta per 1-0) e col Sassuolo in casa (vittoria per 2-0). Un altro punto in comune è in chi l’ha sostituito: tranne per il derby di settembre, quando Angelino era ancora proprietario legittimo della corsia sinistra e fu Rensch ad occuparsi del settore di destra, nelle altre tre occasioni è stato sempre Tsimikas a sostituirlo, visto il trasferimento praticamente definitivo a sinistra dell’ex laterale del Flamengo.

Oltre ai 4 gol, che ne fanno il 3° marcatore romanista della stagione, senza Wesley la Roma perde ulteriore tasso di pericolosità offensiva. Il classe 2003 è infatti il giallorosso con la miglior percentuale di realizzazione, nel rapporto tra tiri e gol, con il 18%. La capacità che ha di determinare si ritrova anche nel dato di xG assisted, quello che misura i passaggi decisivi attesi, in cui Wesley è secondo solo a Dybala, e a parimerito con Soulé, con un dato di 0,13 xG assisted “open play”, dunque escludendo quelli scaturiti da palla inattiva. Anche nei “passaggi chiave” si conferma come strumento offensivo importante: in questa classifica, dov’è quarto in generale nella Roma, si posiziona dietro soltanto a chi per mestiere deve “offendere”, come Dybala, Soulé e Ferguson, escludendo, anche qui, quelli da calcio piazzato. Una delle lacune più evidenti della Roma, acuita anche dalle assenze, è certamente quella dei dribbling: Wesley ne tenta 1,36 a partita, praticamente lo stesso dato di Malen, dietro solo a giocatori d’attacco come Ferguson, Dybala e Soulé, tutti indisponibili, chi più e chi meno. L’elettricità del brasiliano si traduce anche in un alto numero di falli guadagnati, 2,23 a partita, come nessun altro nella rosa di Gasperini.

Oltre ad essere 3° per passaggi in area “open play”, dunque escludendo quelli da palla inattiva, dietro a Dybala e Rensch (sì, proprio lui…), Wesley è anche il maggior rifornitore di cross riusciti in area e il 2° per precisione, dietro a Tsimikas che può poggiarsi però su un minutaggio più ristretto che restringe il valore della statistica. In generale, Wesley sa “rischiare” le giocate, aspetto cruciale nell’ultimo terzo di campo: nei valori OBV (Statsbomb) di passaggi, dribbling e conduzioni è davanti a tutti nella Roma, anche a Soulé e Dybala che, intuitivamente, parrebbero i maggiori indiziati. Non solo col pallone, però, perché una delle caratteristiche di Wesley è quella di saper attaccare gli spazi, tanto che è 1° per palloni ricevuti in corsa nell’ultimo terzo di campo. Di tutto questo la Roma dovrà riuscire a farne a meno per il prossimo segmento di stagione.

Roma-Everton e l’Europa a rischio causa multiproprietà dei Friedkin: il caso Red Bull, la strategia del City e la retrocessione del Palace

LAROMA24.IT – La Roma è in piena lotta per un piazzamento europeo, attualmente al sesto posto la squadra di Gasperini si trova nel bel mezzo di una lotta che la potrebbe portare a giocare la Champions League il prossimo anno, con il quarto posto lontano tre lunghezze, ma uno scenario certamente possibile la potrebbe far tornare in Conference. Di mezzo c’è la competizione con cui i giallorossi continuano ad avere un conto in sospeso, l’Europa League. Una vera e propria lotta per l’Europa a otto giornate dal termine della stagione. Situazione analoga è quella dell’Everton, dopo annate con più bassi e alti, l’altro club guidato da Dan Friedkin sta vivendo un’ottima stagione in Premier League. Attualmente l’Everton è ottavo, a pari punti con il Brentford settimo e in zona Conference. Il quinto posto, valido per la Champions League è lontano tre punti. Uno scenario in cui la Roma, per forza di cose, guarda interessata. La Uefa non transige: squadre con la stessa proprietà non possono rischiare di affrontarsi nelle competizioni, una delle due deve rinunciare. Ci sono dei precedenti che testimoniano come la Uefa sia inflessibile in merito.

Proprio nella passata stagione, infatti, Crystal Palace e Lione, entrambe di proprietà di John Textor si sono qualificate in Europa League. La Uefa è immediatamente intervenuta, il regolamento e precisamente l’Articolo 5, comma 1 è chiaro: «Nessuno può essere contemporaneamente coinvolto, direttamente o indirettamente, nella gestione, nell’amministrazione e/o nel rendimento sportivo di più di un club che partecipi al club». Nonostante Textor avesse venduto le quote del club non è stato possibile far giocare ad entrambe le squadre l’Europa League, questo perché le norme Uefa non prevedono eccezioni per le cessioni effettuate dopo il 1° marzo. A farne le spese è stato il club inglese, retrocesso in Conference League. Il Lione, invece, ha raggiunto l’Europa League per aver ottenuto una posizione in classifica più alta. Uno scenario che, per forza di cose, fa paura alla Roma.

Un altro esempio in cui c’è stato un cambio consistente del Cda è quello che ha riguardato il City Football Group. Nel 2024-2025, Manchester City e Girona si sono entrambe qualificate per la Champions League. Nessuna delle due formazioni, però, è stata esclusa dalla massima competizione per club. Questo a causa di un cambio all’interno del Cda. I nomi presenti in entrambi i Cda sono stati esclusi per evitare la retrocessione in Europa League in questo caso del Girona. Una mossa che, però, non è più concessa dalla Uefa non oltre il 1° marzo. Motivo per cui, come detto, il Crystal Palace ha dovuto rinunciare all’Europa League.

La Roma attualmente è sesta in campionato, quindi più in alto dell’Everton. Ma nel caso le due squadre dovessero qualificarsi per la stessa competizione ottenendo lo stesso piazzamento, ad avere la precedenza sarà l’Everton, perché a fare fede è il ranking del campionato. Con la Premier League in netto vantaggio sulla Serie A.

Tornando indietro nel tempo, un altro caso che ha fatto discutere è quello che riguarda Lipsia e Salisburgo. I club guidati dal “modello” Red Bull, nel 2018 si sono qualificate entrambe per la Champions League, ma l’Uefa dopo diversi controlli ha dato il via libera ritenendo come la relazione tra Red Bull e il Salisburgo, in seguito alle modifiche, è diventata una relazione di sponsorizzazione standard. Infatti, ci sono state molte modiche nel Cda di Red Bull ed è stato ridotto l’accordo di sponsorizzazione tra i due club.

Nulla (e nessuno) tira più di Malen: 3,3 tentativi a partita in area, più di tutti nei top5 campionati

LAROMA24.IT – Donyell Malen è arrivato sbattendo la porta della Serie A: 7 gol in 10 partite, più un altro in Europa League, diventando il miglior marcatore romanista in poco più di due mesi. Più della sua capacità realizzativa, forse, ad impressionare è la voracità con cui sa ricavarsi opportunità di tiro. Di base, infatti, l’attaccante che la Roma dovrà riscattare a fine stagione per 25 milioni di euro è un tiratore seriale. Al punto da mettere in fila tutti i principali attaccanti europei: Malen calcia 3,3 a partita dall’interno dell’area di rigore, un dato da primato tra i principali 5 campionati d’Europa. Alle sue spalle, con 3 tiri a partita dalla zona più calda del campo, ci sono Mbappè e Deniz Undav, secondo marcatore della Bundesliga con 18 reti fin qui con la maglia dello Stoccarda.

Più indietro, nella top 10, compaiono altri nomi illustri come Haaland, al 4° posto con 2,8 tiri a partita in area di rigore, seguito da Kane (2,7) e Kean (2,6), altro rappresentante della Serie A insieme a Lautaro Martinez, settimo e a pari merito con una vecchia conoscenza italiana, Muriqi, capace di segnare 18 gol fin qui col Maiorca. Completano la lista dei primi 10 tiratori d’Europa Lamine Yamal, per il quale servono poche spiegazioni, e Ante Budimir, sul quale, invece, è il caso di sottolineare le evidenti proprietà rigenerative della Liga visti i 14 gol (dopo i 21 dello scorso anno e i 17 di due stagioni fa…) dell’ex attaccante del Crotone.

I 10 CALCIATORI CHE TIRANO DI PIU’ DALL’INTERNO DELL’AREA DI RIGORE TRA I TOP5 CAMPIONATI D’EUROPA:

1 – Malen (3,3 tiri a partita dall’interno dell’area di rigore)

2 – Mbappé (3)

3 – Undav (3)

4 – Haaland (2,8)

5 – Kane (2,7)

6 – Kean (2,6)

7 – Muriqi (2,5)

8 – Lautaro Martinez (2,5)

9 – Lamine Yamal (2,4)

10 – Budimir (2,3)