UFFICIALE, Ranieri lascia la Roma. Il club: “Piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini” (COMUNICATO)

Dopo le voci insistenti della giornata di ieri, ora è arrivata anche l’ufficialità: Claudio Ranieri non è più il senior advisor della Roma. Ad annunciarlo il club giallorosso con un comunicato: “L’AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato. Il Club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma.  Ha guidato la squadra in un momento molto difficile e saremo sempre grati per i suoi sforzi. Guardando al futuro, la nostra direzione è chiara. Il Club è solido, con una leadership forte e una visione ben definita.  L’AS Roma verrà sempre al primo posto. Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l’obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia.”

(asroma.com)

Dybala, la moglie Oriana sul futuro: “Spero si definisca presto, voglio che Paulo faccia ciò che lo rende felice”

Paulo Dybala è pronto a tornare in campo contro il Bologna, ma il suo futuro resta un’incognita. A parlarne è stata anche la moglie Oriana, intervenuta a “Radio Splendid”. Le sue parole: “Sono di River perché mio padre lo è, ma voglio che mio marito faccia ciò che lo rende felice. Roma è bella, sì, ma beh, anche il lavoro. Non si può decidere così… perché dipende da molte cose, quindi bisogna vedere come va tutto e cosa succede… Spero che a giugno si definisca”.

Settore giovanile, gli appuntamenti del weekend: l’Under 17 chiude la Regular Season in casa del Napoli. U18 a Cagliari e la Primavera ospita la Juve

LAROMA24.IT – Continua la rincorsa della Roma di Gian Piero Gasperini per un posto in Champions League e domani alle ore 18 affronterà il Bologna allo Stadio Dall’Ara in occasione della trentaquattresima giornata di Serie A. I capitolini sono sesti in classifica con 58 punti e il quarto posto occupato dalla Juventus dista cinque lunghezze, mentre i felsinei sono ottavi a quota 48. Intanto nel weekend scenderanno in campo anche le formazioni del settore giovanile della Roma, a partire dall’Under 14 fino ad arrivare alla Primavera.

L’Under 14 di Valerio D’Andrea continua a prepararsi in vista della 29esima edizione del Torneo Mondiale Manlio Selis (in programma dal 30 aprile al 3 maggio in Sardegna): saranno 40 le squadre partecipanti e tra queste ci sono top club del calibro di InterJuventusLiverpool e PSG. Per mantenere il ritmo gara, la Roma giocherà domani alle ore 15 a Trigoria un’amichevole contro Blue Devils. Successivamente i capitolini disputeranno un altro torneo e si tratta dell’Abano Football Trophy, in scena dal 25 al 29 maggio ad Abano Terme. Il campionato è terminato dopo il terzo posto in classifica nella Regular Season e il conseguente mancato accesso alla Fase Interregionale.

L’Under 15 di Mirko Trombetti ha concluso la Regular Season al primo posto in classifica con 56 punti (+4 sulla Lazio seconda) ed è stata sia la miglior difesa (14 gol subiti in 24 giornate) sia il quarto attacco più prolifico (50 reti) del Girone C. Ora inizia la fase finale della competizione e agli ottavi di finale la Roma incontrerà il Napoli, piazzatosi in quinta posizione con 36 punti: la gara di andata contro i partenopei andrà in scena mercoledì 6 maggio alle ore 15 in Campania, mentre il ritorno si giocherà domenica 10 maggio alle 11 a Trigoria. Intanto i ragazzi di Trombetti hanno disputato in settimana un’amichevole contro la Rappresentativa Lega Pro al ‘Fulvio Bernardini’ e si è conclusa con il risultato di 2-4 per gli ospiti: in gol per i giallorossi Spallotta e Turrini (splendida rovesciata).

Anche l’Under 16 di Marco Ciaralli ha chiuso la Regular Season al primo posto in classifica al termine di un’incredibile cavalcata caratterizzata da 13 vittorie nelle ultime 14 giornate. La Roma ha finito il Girone C in vetta con 61 punti proprio come la Fiorentina e a decidere è stata la differenza reti generale (4-4 e 3-3 negli scontri diretti), con i giallorossi che si sono piazzati davanti per appena sei gol: i capitolini ne hanno segnati 85 e subiti 26, mentre la Viola ne ha realizzati 81 e incassati 28. Ora inizia la fase finale della competizione e agli ottavi di finale i ragazzi di Ciaralli affronteranno l’Udinese, che ha terminato il Girone B al quinto posto con 37 punti: il match di andata si giocherà mercoledì 29 aprile alle ore 14 a Udine, mentre il ritorno domenica 3 maggio alle 15 al ‘Campo Agostino Di Bartolomei’, In caso di passaggio del turno della Roma e di vittoria della Lazio contro l’Atalanta, ai quarti andrebbe in scena il Derby della Capitale. Intanto, come l’U15, anche l’U16 ha disputato in settimana a Trigoria un’amichevole contro la Rappresentativa Lega Pro e si è conclusa con il risultato di 1-3 per gli ospiti: in gol per i giallorossi Montinaro, il quale aveva sbloccato il test.

L’Under 17 di Alessandro Toti, reduce da quattro vittorie (tre consecutive) nelle ultime cinque giornate, chiuderà la Regular Season domenica 26 aprile alle ore 15 in casa del Napoli (sesto in classifica). I giallorossi, complice la sconfitta del Palermo contro la Lazio, sono già certi di arrivare al terzo posto grazie ai 51 punti ottenuti: i rosanero sono quarti a quota 46, mentre la Fiorentina è seconda a 55. L’Empoli capolista, invece, è a +2 sulla Viola.

L’Under 18 di Mattia Scala sta vivendo un super momento e ha vinto le ultime tre partite (4-1 contro la Lazio, 1-3 contro il Sassuolo e 5-1 contro il Monza). Questo filotto ha permesso ai giallorossi di agganciare l’Inter al primo posto a 62 punti, ma i nerazzurri hanno una gara in meno e domenica affronteranno il Lecce terzultimo. Il prossimo impegno della Roma sarà domani alle ore 11 in casa del Cagliari (ultimo in classifica) nel match valido per la trentaduesima giornata di campionato.

La Primavera di Federico Guidi è in crisi di risultati e, dopo lo 0-0 nel Derby della Capitale, la striscia di partite consecutive senza vittoria si è allungata a sei. Domani alle ore 13 la Roma è attesa dal big match contro la Juventus, in programma allo Stadio Tre Fontane e valido per la trentacinquesima giornata di campionato. I giallorossi si trovano al quarto posto in classifica con 55 punti, a -3 dalla coppia Parma-Cesena e a -4 dalla Fiorentina capolista. La Vecchia Signora, invece, è decima a quota 47.

I calciatori della Roma in Nazionale

L’Italia Under 15 del commissario tecnico di Enrico Battisti disputerà dal 25 aprile al 1° maggio la 22esima edizione del “Torneo delle Nazioni” e affronterà nella fase campionato Galles (25 aprile alle 18), Cina (27 aprile alle 18) e Romania (29 aprile alle 18). Il 1° maggio si terranno le finali, a cui parteciperanno tutte le 12 nazionali coinvolte in base al piazzamento nel turno precedente. Tra i 22 Azzurrini convocati spiccano quattro calciatori della Roma: i difensori Niccolò Chieffallo e Bruno Savarese, il centrocampista Mattia Mirabella e l’attaccante Enzo Diofebo.

Tutti gli appuntamenti del weekend

  • Under 14, amichevole: Roma-Blue Devils (domani ore 15)
  • Under 15: nessun impegno
  • Under 16: nessun impegno
  • Under 17, 26a giornata di campionato: Napoli-Roma (domenica ore 15)
  • Under 18, 32a giornata di campionato: Cagliari-Roma (domani ore 11)
  • Primavera, 35a giornata di campionato: Roma-Juventus (domani ore 13)

Dall’entusiasmo al gelo: storia di un rapporto che non è mai decollato

Mercato, infortuni, scelte. E poi atteggiamenti e filosofie diverse. Insomma, il rapporto tra Gasperini e Ranieri non è mai decollato. Anzi, nonostante di screzi veri e propri non ce ne sia traccia («Le sue parole mi hanno sorpreso, perché tra noi non ci sono mai stati questi toni», ha detto Gasp alla vigilia della sfida con l’Atalanta, riferendosi alle frasi del senior advisor prima di Roma-Pisa), l’entusiasmo iniziale si è trasformato presto in freddezza e poi in gelo. (…) A Gasp non andava giù la scarsa presenza e il poco supporto di Ranieri e perché al senior advisor non sono mai piaciuti certi suoi comportamenti. Iniziando proprio dalle “lamentele” del tecnico sul mercato e le tante incomprensioni con il direttore sportivo Ricky Massara, con le stesso Ranieri a fare spesso da mediatore: prima nella trattativa saltata per Rios (e la scelta di El Aynaoui), poi nella caccia al trequartista sinistro e nella telenovela Sancho (proprio mentre Massara stava per chiudere Rowe, con lo stesso Ranierí che nei giorni scorsi ha detto: «Su Sancho abbiamo perso solo tempo») e infine nella scelta di Ferguson. E poi l’altro punto di scontro: il progetto. La Roma voleva puntare sui giovani, esattamente come Gasperini. Almeno all’inizio, visto che in Inghilterra il tecnico disse: «Il club ha deciso di cambiare strategia rispetto al passato e l’idea di provare a vincere a Roma facendo crescere i ragazzi è la sfida che mi ha convinto ad accettare». Poi, però, Gasp ha voluto alzare l’asticella strada facendo. (…) Nel frattempo, però, è arrivato anche il mercato invernale e i toni e i confronti sono diventati sempre più duri, in particolare sulle trattative legate a Zirkzee e Raspadori, ma anche sullo sbarco finale di Vaz e Venturino. A lenire le ferite – in parte – è arrivato invece Malen. «Mettetevi d’accordo: volete una Roma Under 23 o la Charnpions?», ha chiesto Gasp a Udine, dopo la sconfitta. La domanda era ai giornalisti, ma in realtà riferita alla società. (…) La dirigenza è sempre stata poco convinta di alcune letture tattiche del tecnico, oltre che pensierosa sui tanti infortuni muscolari (anche se Gasp ha sempre sottolineato come non fossero poi così tanti). Il tecnico, invece, si è sorpreso del silenzio del club su alcuni presunti torti arbitrali (come nelle sconfitte contro Genoa e Como), irrigidendosi per le scelte dello staff medico, che secondo lui ha frenato troppo sul recupero di alcuni giocatori (Koné e Wesley), gestendo male i casi Dybala, Ferguson e Dovbyk. Fino al botta e risposta del pre e post Roma-Pisa. Il vero punto di non ritorno.

(gasport)

Ranieri-Roma: il divorzio

Tra i due litiganti, Ranieri e Gasperini, ha vinto Gian Piero. Ci stanno pensando gli avvocati, manca solo il comunicato che renderà ufficiale la separazione. La sua storia con la Roma è lunga, qui abbiamo visto tanti Ranieri. Ha vissuto una vita (breve) da calciatore, tre da allenatore e una (brevissima) da dirigente. (…) Finisce con pochi baci e abbracci, ma tanta amarezza, specie da parte di Claudio, che da dieci mesi comanda le operazioni a Trigoria, anche se non da dietro una scrivania. Cinque addii diversi, alcuni scontati (agli inizi degli anni ’70 prima da giovanotto alla corte di Liedholm e poi a cercare fortuna a Catanzaro), altri più traumatici (l’esonero del 2011 dopo aver sfiorato lo scudetto l’anno prima, con una cavalcata straordinaria conclusasi con la sconfitta in casa contro la Sampdoria dopo un derby vinto in rimonta, escludendo insieme Totti e De Rossi) e altri ancora inevitabili (come quello del 2019, la sua presenza in panchina è stata di pochi mesi: una gestione tecnica anonima e un rapporto con Franco Baldini mai decollato) e l’ultima è di ieri pomeriggio, dopo essere passato per eroe da allenatore e da prezioso consigliere. (…) Dimissionario o dimissionato conta poco, sono formalismi: Ranieri non fa più parte della Roma. Si è fatto da parte, perché costretto. Il comunicato non avrà toni traumatici. Ranieri è sempre stato individuato come il salvatore della patria, soprattutto l’ultima volta, quando i Friedkin gli hanno prima affidato la squadra dopo gli esoneri di De Rossi e Juric e poi i loro affari calcistici e le cose di Trigoria, promuovendolo come consulente senior del patron in persona, Dan Freidkin. Poi, al suo posto, è arrivato Gasperini, scelto anche dallo stesso Claudio ed è finita che il figlio ha mangiato il padre, che il dipendente (l’allenatore) ha fatto saltare il consulente esterno. (…) A Gasp non andava bene nulla di ciò che aveva fatto Ranieri, dalla scelta del ds, fino a quella del responsabile sanitario e di alcuni collaboratori tecnici. Ranieri, fino a due giorni fa, era convinto di avere ancora in mano la situazione, che aveva fatto tutto per difendere la società e il suo operato (compresa l’intervista della sera di Roma-Pisa). leri mattina si è fatto vedere, a sorpresa (non era nella lista dei premiati) al Coni per la consegna di un riconoscimento dedicato alla Città di Roma, che lui, appunto, in varie fasi della sua carriera, ha sempre rappresentato. “Ci aspettiamo il meglio. I ragazzi stanno dando tutto, quindi forza Roma sempre comunque vada. E tutti uniti per un unico scopo“, questo aveva detto, forse ignaro di ciò che sarebbe accaduto di li a poco. La scelta di Gasp era la più scontata, apparentemente indolore: si può fare a meno di un consulente (e magari di un ds) e meno di uno così quotato, anche se scomodo, come Gasp, specie andando incontro a una stagione storica, quella del centenario della Roma. Il comunicato del club era in divenire, Ranieri infatti ha dovuto rinunciare (e magari ha solo rimandato) anche all’intervista promessa al Tgl: non poteva esprimere alcun pensiero prima delle comunicazioni e lo avrebbe fatto volentieri. (…) Claudio rinuncia a un contratto con il club che sarebbe scaduto nel 2027, avrà la sua parte, figlia di un divorzio consensuale: per la Roma aveva anche detto no alla Nazionale, quando lo scorso giugno era stato allontanato
Spalletti (poi chiamato Gattuso) e Gravina era a caccia di un uomo forte, che mettesse tutti d’accordo e capace di radunare il meglio degli azzurri e portarli alla conquista della qualificazione al Mondiale in America. Le porte della Figc si riapriranno, forse, Claudio senza calcio fatica a stare, (…) specie se dovesse diventare presidente Giovanni Malagò, che ha sempre apprezzato il lavoro di Sir Claudio e le sue conoscenze calcistiche. Roma andrà avanti senza Ranieri e i Friedkin sperano di aver fatto la scelta giusta, non solo quella più facile.

(Il Messaggero)

La congiura di Roma, via Ranieri e Massara: comanda Gasperini

Nella buona si è recitato, nella cattiva sorte è esploso tutto. Le false promesse d’amore non hanno retto i tempi supplementari. Ranieri via, e dopo di lui il diluvio. Via Massara, il ds, via i medici, via gli addetti al recupero infortuni, a cascata via mezzo staff. Giuntoli che si scalda a bordocampo: sempre più solido il rapporto con l’altra parte del mondo Roma, quella di Gasperini. Altro giro, altra rivoluzione, altra rottura, un solo uomo al comando: era una sfida, l’allenatore non ha vinto, ha trionfato, la Roma è sua. Tutto il resto è passato. Non è stata una rottura consensuale tra la Roma e Ranieri, niente diamoci la mano è stato un piacere, restiamo amici. L’ex tecnico ex dirigente ex “alla Roma non dirò mai no, non la lascio” costretto a mollare, non sarà più il consulente della famiglia Friedkin. Lo aveva deciso già, a 74 anni era stanco di lamentele, parolacce, tensioni, ma non lo ha fatto sua spunte e a cuor leggero. Gli è stato detto: accettiamo le dimissioni. Risposta: quali? Quindi, parlia-
mone. La rottura era insanabile, uno dei due doveva mollare. Lo ha fatto Ranieri. (…) Tutti i giorni a Trigoria doveva sentirsi dire: Gasp ha detto a quel giocatore che non è all’altezza, un altro calciatore è uscito da Trigoria piangendo, oggi ha detto parolacce, ieri ha dato del lei a quel dirigente che non gli piace, ieri non lo ha fatto salire sul pullman, lo chiama davanti a tutti con un soprannome ignobile. Insostenibile per uno come Ranieri, furbo, scaltro, ma autorevole. Aveva già deciso di trattare con i proprietari, pensava a una estate in tv da commentatore, a un futuro senza stress e senza un allenatore che si lamenta di tutto, dal mercato all’unghia incarnita dell’ultimo primavera. (…) Adesso potrebbe essere coinvolto nel rilancio della Nazionale. Sa di aver sbagliato tempi e modi, sapeva che i Friedkin, riservati e discreti, non avrebbero gradito. E infatti non l’hanno fatto. Dalla loro avevano una scelta da fare: dopo gli esoneri dolorosi di Mourinho e De Rossi non volevano spezzare un altro progetto. Zero titoli ok, non zero progetti. E dalla sua Gasp non ha capito perché si è trovato troppo solo a settembre, lui che aveva preso casa dall’altra parte di Roma rispetto a Trigoria, per stare vicino a Ranieri e far stare vicine le persone della loro famiglia. (…)

(La Repubblica)

Sir Claudio, De Rossi e Totti: troppo romanisti per Trigoria

I Friedkin non cacciano soltanto allenatori, dirigenti o consulenti. A ormai da anni, sembrano avere un problema più profondo: il rapporto con le figure che dentro li Roma rappresentano qualcosa di più di un ruolo. Le bandiere, i simboli, gli uomini che per storia o per impatto emotivo diventano un pezzo di romanismo. E alla fine, quasi sempre, vengono accompagnati alla porta dai proprietari americani. Troppo grande il nome, ingombrante l’aura e il sentimento che riescono a spostare, per farne il cardine della Roma made in Usa. L’ultimo capitolo di questa lunga storia di dissapori con il romanismo porta il nome di Claudio Ranieri. (…) E successo anche con Daniele De Rossi, l’uomo che più di chiunque altro incarnava l’idea di continuità tra campo, panchina e appartenenza. Preso per far dimenticare in fretta l’addio fragoroso di José Mourinho, esposto come il futuro della Roma, caricato di significati che andavano oltre il mestiere di allenatore, De Rossi è stato cacciato dopo nove mesi. Un rapporto consumato in fretta, come se quel peso simbolico fosse utile all’inizio ma scomodo da gestire sul lungo periodo. Ancora più rumoroso è il vuoto lasciato attorno a Francesco Totti. Il simbolo per eccellenza, la bandiera più importante della storia della Roma. Mai davvero considerato come un valore aggiunto da riaccogliere a Trigoria. Snobbato per anni e riapparso solo negli ultimi mesi come uomo di rappresentanza per il centenario. Alla stregua della mascotte Romolo. E poi c’è Mourinho, che non nasce bandiera romanista ma in meno di due anni era riuscito a diventare un idolo, capace di legarsi alla pancia della città come pochi altri. (…) Quando però il simbolo cresce, si allarga, diventa autonomo e rischia perfino di contendere centralità alla proprietà, allora scatta la rottura. De Rossi, Totti, Mourinho. Ranieri forse è l’eccezione. I Friedkin non gli hanno perdonato quell’uscita pubblica prima di Roma-Pisa. A maggio la curva sud lo definiva “un grande romanista”.

(La Repubblica)

Decisione improrogabile. Primo passo verso il futuro

IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Che tra i due ne potesse rimanere uno solo era già assodato da tempo. Lo strappo tra Ranieri e Gasperini era andato troppo oltre e la decisione da prendere ormai improrogabile. Ieri l’atteso quanto inevitabile epilogo di una vicenda che lascerà comunque strascichi all’interno del «fortino» di Trigoria e che ha già creato più di un danno collaterale: non ultimo probabilmente anche lo scollamento del gruppo nel momento più complicato della stagione. Dentro le «mura amiche» si respirava da tempo tensione alle stelle e così è skito fino all’ultima battuta. E anche sul comunicato che la società ha scritto per annunciare l’evento c’è stato un tira e molla interminabile: per-ché il testaccino ci teneva a dire la sua, a far capire al «suo» popolo il perché di questa decisione diciamo «consensuale». Anche se il termine esatto sarebbe «dimissionato». Di fatto la società giallorossa ha scelto, puntando tutto sull’allenatore e dando il benservito all’ex tecnìco che era stato ingaggiato per fare da «mediatore». Ma è difficile far convivere due personalità così diverse ma allo stesso tempo così simili: ognuno vuole andare per la sua strada e ognuno su tutte le cose vuole dire l’ultima parola. Quindi non c’è mediazione che tenga e il club, al netto del grande lavoro svolto in passato da Ranieri, ha fatto la scelta giusta rimanendo nel solco di quanto intrapreso proprio dal testaccino quando si spese in prima persona per far venire a Roma Gasperini. Perché se decidi di puntare su un tecnico così, poi gli devi dare carta bianca, devi assecondare tutte le sue scelte: la cosa, almeno a Bergamo, funzionò proprio così. Lì, attorno alla figura del tecnico piemontese, era stata costruita una struttura a sua immagine e somiglianza in grado di girare alla perfezione e in sintonia con il suo pensiero. Ed è per questo che l’attuale ds Massara, è probabilmente arrivato anche lui a fine corsa. Troppo legato a Ranieri, troppo «lontano» da Gasperini. Insomma l’attesa svolta è arrivata, la proprietà ha preso le sue decisioni e adesso per navigare verso il futuro dovrà essere brava a tener ferma la barra. Perché, soprattutto nel primo tratto di questo nuovo percorso, le insidie saranno molte e arriveranno da più parti. La Roma da parte sua intanto deve chiudere questa stagione in maniera dignitosa per non iniziare la prossima ancora una volta tra soliti rimpianti. Ranieri? Per lui un futuro in azzurro potrebbe essere un’ipotesi più che credibile (soprattutto con Malagò capo): della serie a pensare male si fa peccato ma…

Panatta: “Chi lo immaginava a luglio? Ma la frattura era insanabile”

Corriere della Sera (U. Trani) – “Davvero, ma quando è successo?”. Stupito, preso in contropiede. E l’ora di cena quando Adriano Panatta, giallorosso dichiarato e appassionato, risponde al telefono e incassa la notizia della giornata. Inattesa, ma subito commentata con la sintesi più efficace. “Allora hanno scelto Gasperini“, la sua rima reazione.

Si sta chiedendo perché sia finita così?
Fino ad un certo punto. Dopo le dichiarazioni di Ranieri, prima di Roma-Pisa, così forti, la situazione era precipitata. La frattura a quanto pare non era più sanabile. Io mi auguravo che con il passare dei giorni fosse possibile la riconciliazione“.

Che cosa può essere successo tra i due?
Non me lo so spiegare. A me dispiace dover prendere atto di questa separazione. Ma i rapporti ormai erano incrina-ti. Questo era chiaro. E i Friedkin sono stati costretti a fare una scelta. Non potevano andare avanti insieme“.

Eppure è stato Ranieri a contattare Gasperini, con-
vincendolo ad accettare la Roma. In meno di un anno, il ribaltone. Possibile?

Anch’io ho sempre sentito dire che Gasperini era stato scelto da Ranieri. Gli stessi media hanno sempre dato questa versione sull’ingaggio dell’allenatore. Evidentemente non era così. Ma questa uscita di scena, addirittura a stagione in corso, ha sorpreso un po’ tutti. Nessuno l’aveva messa in preventivo, anche se quell’intervista di due settimane fa in cui Ranieri si è esposto in quel modo ha fatto capire un po’ a tutti il clima dentro Trigoria“.


La piazza all’inizio era contenta di vedere i due lavorare insieme. Il suo pensiero, quando aveva saputo la novità, Ranieri dalla panchina alla scrivania e Gasperini nuovo allenatore della Roma?
La formula mi piaceva. Ranieri esperto, romano e romanista. Gasperini tecnico tra i migliori d’Europa e non solo in Italia. Mai avrei pensato che non sarebbero andati d’accordo. Se ci fossero riusciti, sarebbe stata la strada migliore. E invece la convivenza non ha funzionato“.


Adesso la proprietà Usa come crede che andrà avanti?
«Mi sembra scontato. I Friedkin devono mettere tutto in mano a Gasperini. A cominciare dal mercato, ascoltandolo al momento di fare acquisti e cessioni. La questione tecnica spetterà a lui. La direzione, insomma, è una. Se non andasse così, sarebbe un mistero. Un altro“.

Mou, De Rossi, Ranieri arrivi ed esoneri show: i blitz del silenzioso Dan

Il botto dopo il silenzio. Quando meno te l’aspetti. Effetto temporale. Chiamiamolo pure modus operandi. Ma dopo quasi sei stagioni da proprietari della Roma è l’effetto sorpresa a caratterizzare la gestione di Dan (presidente) e Ryan (vice) Friedkin. (…) Muti e improvvisamente decisionisti. Spiazzando e spazzando. I Friedkin si sono presi la Roma il 6 agosto del 2020. Poche ore dopo la Roma uscì, a Duisburg, dall’Europa League. L’inizio peggiore per la nuova era. Che ha la sua data simbolo nel 4 maggio del 2021. Sono passati quasi cinque anni. In mattinata il coup de théâtre di Dan: addio a Fonseca, allenatore che ha trovato a Trigoria quando si è insediato, e dentro Mourinho. (…) Da un portoghese all’altro. E che altro! Con la tifoseria giallorossa impazzita per lo sbarco dello Special One, tanto che si pensò che quel comunicato fosse una fake news. Il flash back ci sta tutto. Anche perché quella spallata fantastica dei Friedkin rimane a oggi la più bella per la piazza durante la loro avventura nella Capitale. Non paragonabile nemmeno agli acquisti eccellenti, Dybala (…) e Lukaku accompagnato personalmente da Dan, con il suo jet privato, a Ciampino. Doloroso è stato lo strappo, il 16 gennaio 2024, con Mou, totem della tifoseria giallorossa e non solo per le due finali consecutive, la Conference vinta a Tirana e l’Europa League persa a Budapest. L’esonero, più o meno annunciato, fu addolcito con l’incarico a De Rossi. (…) Contratto a tempo fino alla conclusione della stagione, poi il triennale a giugno, interrotto inaspettatamente dopo quattro giornate del nuovo torneo e il pareggio, 1 a 1 a Marassi, contro il Genoa. Sollevato il 18 settembre 2024 per indispettire la piazza e assumere Juric. Che durerà poco. Meno di due mesi. 10 novembre lasciò la panchina a Ranieri. A fine campionato il passaggio di consegne con Gasperini. E il ruolo di senior advisor per Claudio, solo in teoria – ora si può dire – garante di Gian Piero. I Friedkin si sono separati, magari con impatto più soft, oltre che dagli allenatori, anche da manager, direttori sportivi, consulenti e ceo. L’ultima a cadere al vertice del club, prima di Ranieri, è stata Souloukou. Voluta da Dan e scaricata dopo l’esonero di De Rossi. Altre figure apicali allontanate: Fienga, Berardi, Calvo, Scalera. Più Norys, Wandell, Zubiria e Garcia. I ds: Pinto e Ghisolfi. E De Sanctis. Pure Costanzo, consulente esterno della comunicazione.

(corsera)