Retroscena sull’addio di Ranieri: le tensioni di ieri sul recupero degli infortunati

Emergono nuovi dettagli sul possibile addio di Claudio Ranieri alla Roma. Secondo quanto riportato da Eleonora Trotta, alla base della separazione consensuale con il Senior Advisor ci sarebbero state forti tensioni interne. In particolare, Gian Piero Gasperini, avrebbe espresso forte disappunto per il recupero di alcuni giocatori infortunati e, soprattutto, per la gestione di Manu Koné, tema che avrebbe alimentato ulteriormente il malumore. Il tecnico si sarebbe lamentato in maniera decisa, segnale di un clima diventato sempre più delicato all’interno di Trigoria. Così, nella giornata di ieri, la tensione sarebbe salita notevolmente, fino ad arrivare alla scelta della separazione consensuale con Ranieri.

La scelta netta che serviva per impostare il futuro

Dal 10 aprile, giorno di Roma-Pisa e delle dichiarazioni deflagranti di Ranieri in tv alla notte del 23. Due settimane. Tanto è durata la riflessione silenziosa di Dan Friedkin e di suo figlio Ryan prima di decidere chi tagliare dal futuro della Roma: se sir (o sor) Claudio, simbolo della storia giallorossa, solo dieci mesi fa promosso per due anni senior advisor e riferimento a Trigoria o Gian Piero Gasperini, il tecnico cui è stato affidato un progetto triennale. (…) Riavvolgere il nastro dei tanti momenti critici – comprese le scelte dello staff medico – significherebbe riempire due intere pagine. Ma i tifosi della Roma li conoscono ormai a memoria perché in queste settimane su giornali, siti e nelle radio si è parlato più di queste cose che di calcio giocato. (…) Nonostante Gasperini fosse stato rassicurato a più riprese dall’uomo di fiducia dei Friedkin, Ed Shipley, nulla appariva scontato e qualcosa di importante e di molto fastidioso per i Friedkin deve essersi aggiunto negli ultimi giorni per convincere Dan a uno strappo netto e senza ritorno. (…) Di certo quello che si chiedeva ai Friedkin è avvenuto: prendere una scelta, evitare che sia i protagonisti, sia i tifosi si logorassero tra versioni più o meno fantasiose mentre la costruzione della Roma del futuro veniva inevitabilmente rimandata. Ora, posto che ci sono ancora obiettivi in questo finale di stagione da inseguire, si può iniziare a pensare anche alla Roma che verrà. (…) Chi sarà il ds è invece più complicato da prevedere: tra Gasp e Massara il feeling non è mai sbocciato. Idee e velocità di esecuzione diverse circa i colpi da raggiungere. Massara era poi stata una scelta di Ranieri, lascerà?. (…) Non sarà facile, ma per cominciare era necessario fare chiarezza. È stata fatta.

(corsera)

La Roma divorzia da Claudio Ranieri

Roma per tutti da sempre Claudio è er fettina, soprannome dovuto a papà Mario, storico macellaio. La fettina e un taglio sottile di carne, si sa. Ma qui di sottile poco c’è stato, il taglio è netto e pure doloroso. Ranieri non è più il senior advisor della famiglia Friedkin. (…) La sua prima mossa, la scelta di Gian Piero Gasperini come suo successore, e stata quella che ora lo porta al divorzio. La convivenza tra i due non era più possibile, nonostante i tentativi della proprietà di ricucire. (…) L’ufficialità, attesa per ore (e con relativo giallo per una intervista alla Rai dello stesso dirigente), arriverà solo oggi. Ranieri lascia sul tavolo un contratto da 1,5 milioni di euro fino al 2027. Soprattutto, il suo addio mette in una posizione di grande forza Gasperini, che sarà il riferimento della Roma che verrà. Di fatto, con l’intervento pubblico prima della partita con il Pisa del 10 aprile, Ranieri aveva posto un aut aut ai Friedkin. E da quel bivio è uscito perdente. Tecnicamente si tratta di dimissioni, in realtà è una separazione amara. “Se mi continuerà a piacere questo ruolo, io sarò qui – disse —. Se non sarò interpellato me ne andrò, non faccio il garante di nessuno“. (…) Gasp e Ranieri si sono scontrati su ogni tema, dal mercato alla presenza a Trigoria, dallo staff medico ai fisioterapisti fino alla comunicazione, probabilmente anche sulle previsioni meteo ma qui non ci sono certezze. Il crollo della Roma in campionato — nel girone di ritorno gli stessi punti di Lazio e Fiorentina, 22 — ha aggiunto benzina sul fuoco. Nell’incendio rischia di restare coinvolto il ds Ricky Massara, legato a Ranieri: con il club ha un contratto fino al 2028 ma è probabile un suo addio, con Cristiano Giuntoli candidato numero uno per la successione. Della Roma Ranieri è stato giocatore prima, allenatore poi, infine dirigente. Ieri mattina, nel Salone d’Onore del Coni, aveva detto: “Restiamo tutti uniti per un unico scopo“. (…) Chissà, magari dalla Figc arriva una nuova chiamata per un ruolo di direttore tecnico.

(corsera)

Friedkin, la Roma dei colpi di scena

Da Mourinho a De Rossi, il ritorno di Ranieri, fino al suo addio: la gestione Friedkin continua a sorprendere Trigoria tra decisioni improvvise, ribaltoni e cambi di rotta. L’addio dell’ex allenatore romanista rappresenta soltanto l’ultima tappa di una Roma spesso costruita più sugli strappi che sulla continuità, dove il silenzio della proprietà finisce quasi sempre per anticipare una nuova rivoluzione. Negli ultimi anni il club giallorosso ha vissuto una sequenza di esoneri, ritorni inattesi, colpi spettacolari (come quelli di Mourinho e gli arrivi di Dybala e Lukaku) e dirigenti salutati senza preavviso, con una struttura societaria spesso ridisegnata in corsa. La scelta fatta dai Friedkin potrà essere giudicata giusta o sbagliata soltanto col tempo, ma probabilmente era diventata necessaria, in un rapporto, quello tra il senior advisor e l’allenatore, che sembrava diventato insanabile (ed ora occhio a Massara). Adesso però serve altro, più continuità, meno colpi di testa, figure pèiù chiare e soprattutto maggiore fiducia nelle scelte.

(corsera)

Inter: c’è Koné con Calhanoglu

Deciso di blindare Calhanoglu, ora tutta su chi dovrà coprire le spalle al turco, ovvero Manu Koné. […] Il francese è il grande obiettivo per il centrocampo. Già trattato dall’Inter l’estate scorsa, con la Roma che inizialmente accettò la proposta da 40 milioni recapitata da Ausilio a Massara con l’ok di Gasperini. Una stagione dopo, però, la storia è destinata a ripetersi e la risposta dei giallorossi potrebbe cambiare, soprattutto se non si qualificherà in Champions League e perché entro il 30 giugno dovrà registrare circa 80 milioni di plusvalenze. Koné è valutato ancora 40-45 milioni di euro, l’Inter vorrebbe pagarlo di meno ed escludere dall’affare Frattesi, il quale resta un obiettivo della Roma. […]

(tuttosport)

Venduti mille biglietti per il derby

È iniziata ieri pomeriggio la vendita del biglietti per Il derby, l’ultima gara in casa della stagione della Roma, in agenda tra il 17 e il 18 maggio con data e orario ancora da definire. La fase 1, quella già scattata, è riservata agli abbonati della Curva Nord perché Roma-Lazio non è una partita inclusa nella tessera: mille i biglietti venduti nel giro di qualche ora, così la quota del romanisti è salita complessivamente a 37.000. La fase 2 (start alle ore 13 del 27 aprlle per un solo giorno) è per gll abbonati Plus/Classic Extra e titolar dell’AS Roma Card, mentre la fase 3 riguarda la vendita libera: l’eventuale caccia agli ultimi tagliandi parte alle ore 13 di martedi 28 aprile.

(corsport)

Nuova vita per Campo Testaccio

Rivede la luce Campo Testaccio, lo storico impianto della Roma dal 1929 al 1940, già ristrutturato e riaperto nel 2000 per poi cadere nuovamente nell’abbandono. L’annuncio è stato dato ieri da Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma: “Con l’approvazione della delibera in Assemblea Capitolina, si chiude ufficialmente l’iter necessario ad acquisire a patrimonio pubblico l locali dell’ex palestra adiacenti all’impianto di Campo Testaccio che erano abusivi. Finalmente abbiamo sbloccato una situazione ferma da troppi anni. Questo passaggio è decisivo perché gli spazi della palestra, invece di essere abbattuti, potranno essere Inseriti in un progetto più ampio di riqualificazione dell’intero centro sportivo, che ha un’enorme valenza sportiva, sociale e storica”. L’area di Campo Testaccio “potrà diventare un luogo multidisciplinare per attività durante tutto l’anno”.

La presenza e la gratitudine

Mourinho, poi De Rossi e adesso Ranieri. Una leggenda mondiale e due figli di Roma e valori della Roma bruciati nel giro di sei anni. Qualcosa non funziona ancora nella gestione dei Friedkin, una delle più prestigiose e ricche proprietà del calcio.
L’assenza, la distanza non funziona, cosi come in passato non funzionò l’autonomia garantita a termine a manager, avvocati e ds il più delle volte indicati dai cacciatori di teste. Gli americani pagano sempre profumatamente per i loro errori, ma gli effetti si ripercuotono inevitabilmente sui risultati della squadra e sulle professionalità più alte. Ci sono volute addirittura due settimane per chiudere con Ranieri, dopo le dichiarazioni rilasciate a pochi minuti da Roma-Pisa. E sono state due settimane di voci, prese di posizione, divisioni nette, fastidi, incazzature, tormenti, di ho saputo che e invece… Ieri, al termine di 48 ore di riflessioni, la Roma e Ranieri, verosimilmente assistito dall’avvocato Grassani, sono giunti alla conclusione che fosse meglio separarsi. I Friedkin hanno scelto Gasperini, ma cercando di individuare una formula che non danneggiasse l’immagine del club e di chi la scorsa stagione tolse loro le castagne dal fuoco. Una consensuale di forma, insomma. Visti i riscontri ottenuti, credo che Claudio si sia pentito dell’uscita scomposta, intempestiva e critica nei confronti dell’allenatore, anche se ha sempre sostenuto di averla fatta “per il bene della Roma e per salvaguardare i giocatori”. L’incompatibilità tra i due, che non si era manifestata nei mesi precedenti, è emersa tutta in una volta imponendo una conclusione radicale: Ranieri o Gasperini. La Roma è una cosa seria, hanno ricordato i tifosi. Per gestire certe incomprensioni sulle scelte importanti, sull’ordinario e sullo straordinario, per “sorvegliare” i caratteri forti serve sempre la mediazione di gente esperta e competente. Non dico un Marotta, ma quasi. E non basta cercarlo insistentemente: bisogna trovarlo. Come diceva Enrico De Nicola, il nostro primo presidente della Repubblica, la gratitudine è il sentimento del giorno prima. La gratitudine è un bel sentimento, persino doveroso, ma è ricattatoria, funerea e un po’inutile. Non c’è giocatore o tecnico del passato che una volta sventolato davanti all’opinione pubblica abbia mai avuto un vero ruolo operativo o sia contato qualcosa. Ornamentale come sarebbe Totti, ennesimo tassello in stile Silvia Salis, panem et circenses, da dare in pasto al pubblico pagante e alla dose di ipocrisia che il sistema pretende, oppure parlanti e non abbastanza potenti da guidare il processo. Forse Gasperini non diventerà Ferguson, ma nella testa dei
Friedkin Ranieri non avrebbe mai potuto diventarlo. Se ne va per questo, soprattutto per questo.

(corsport)

Claudio è uscito dal gruppo. I Friedkin hanno scelto di seguire l’allenatore: Gasp ora più centrale

La fine era già scritta tra le righe, come quelle storie che non hanno bisogno di un finale rumoroso per lasciare il segno. La Roma e Claudio Ranieri si salutano così, senza piatti che volano, ma con il peso specifico di 525 giorni vissuti intensamente. Un addio amaro ma che sa di gratitudine, quello dei Friedkin, per un uomo che ha trattato Trigoria come casa e la Roma come famiglia. E forse proprio per questo fa ancora più scalpore. Perché dietro la compostezza istituzionale, si nasconde una frattura vera, profonda, emersa tutta in quelle parole su Gasperini e che hanno cambiato gli equilibri che hanno acceso una miccia mai davvero spenta. Ranieri lo aveva scelto, proposto, sostenuto. Poi la virata improvvisa: una “quarta scelta” che ha scosso l’ambiente e imposto una riflessione immediata alla proprietà. E i Friedkin non hanno esitato. Hanno ascoltato, separatamente, prima uno e poi l’altro. Hanno pesato ogni dettaglio, ogni sfumatura. Poi la decisione: avanti con Gasperini. Un segnale chiaro, netto, quasi brutale nella sua semplicità. La continuità del progetto avviato a luglio vale più di tutto. Anche di un simbolo. Il confronto decisivo è arrivato mercoledì, dopo due giorni di riflessione intensa anche del consulente. Dan Friedkin e Ranieri si sono parlati, senza giri di parole. Il presidente ha ribadito la linea: fiducia totale in Gasp. E con rispetto, quello vero, ha scelto insieme a Claudio di interrompere il rapporto con un anno d’anticipo. Una separazione logica, forse inevitabile. Sicuramente la più semplice per ricucire una crepa dentro Trigoria che rischiava di diventare voragine. Oggi arriveranno gli annunci ufficiali, le parole in conferenza stampa di Gasperini, forse anche quelle di Ranieri lontano dal Fulvio Bernardini. Si cerca un’uscita elegante, senza strappi. Perché Sir Claudio non è uno qualunque. È un pezzo di storia romanista, uno di quelli cresciuti nel cuore della Capitale, con quella maglia addosso sin dagli anni 70. E certe storie meritano rispetto fino all’ultimo capitolo. […] Tutto si è incrinato li, quattordici giorni fa, quando Ranieri ha scelto la linea dura: “Abbiamo posto 5-6 allenatori in estate, tre poi non sono venuti e alla fine ha deciso la società. Lo abbiamo scelto per quello che ha fatto all’Atalanta con i giovani”. Parole pesanti, senza ritorno. Gasperini ha incassato, ha atteso, poi ha risposto con freddezza: “Questo pubblico non merita il teatrino visto questa settimana, ma non voglio essere messo sullo stesso piano perché io non ho risposto a Ranieri”. E la Roma ha scelto. Ha scelto il lavoro, la crescita, l’identità costruita in questa stagione. Ha scelto Gasperini, i suoi metodi, la valorizzazione dei giovani, l’ordine riportato nello spogliatoio del Fulvio Bernardini. Una squadra che, senza gli infortuni, avrebbe occupato una posizione diversa, sicuramente dentro al quartetto delle qualificate in Champions. Ora però cambia tutto. Senza Ranieri, Gasperini diventa ancora più centrale. Più responsabilità, più voce, più peso. In un club che continua a navigare senza figure dirigenziali forti e definite. E allora gli scenari si moltiplicano: il futuro di Massara, le scelte di mercato, i nodi sui medici, i rinnovi. E poi quel ritorno che sa di destino: Francesco Totti di nuovo in giallorosso. Perché a Roma le storie non finiscono mai davvero. Si trasformano, si rincorrono. Per un romano che saluta, un altro può tornare. E la sensazione è che questo sia solo l’inizio di un nuovo capitolo tutto da scrivere, ma col rispetto per chi ha chiuso quello precedente.

(corsport)

Chi va e chi torna. Anche per Conti non è detta l’ultima parola…

Da una bandiera all’altra. In questi giorni di tensioni e diatribe è rimasto in silenzio Bruno Conti. Che a giugno, salvo ripensamenti, saluterà la Roma dopo 53 anni di carriera da calciatore, allenatore e dirigente. “Marazico” si ritirerà per motivi personali, ma anche la notizia del ritorno di Massimo Tarantino come responsabile delle giovanili avrebbe convinto Conti a non rinnovare il contratto. Il possibile addio di Massara, però, potrebbe rimescolare le carte almeno in vista del centenario. In questi giorni, inoltre, è andato in scena un lungo colloquio tra Gasperini e lo stesso Conti a Trigoria.

(gasport)