Friedkin lenti, ma Gasp ha fretta e vuole rinforzi

Cronologia e tempi. Sono i due aspetti che ci convincono poco del mercato condotto fin qui dalla Roma. […] Quello che dovrebbe preoccupare proprietà e dirigenza romanista, invece, è che sicuramente non convincono Gasperini che, peraltro, almeno fino al momento in cui scriviamo, è rimasto tutto sommato tranquillo, al contrario di quello che era stato dodici mesi fa. Quando, di questi tempi, non perdeva mai l’occasione di spedire frecciate avvelenate a società e dirigenti. […] Crediamo di non sbagliare scrivendo che la priorità delle priorità in sede di mercato in entrata, era ed è quella degli attaccanti. In primis l’esterno offensivo di sinistra di piede destro, ruolo che il tecnico chiede con insistenza che venga coperto da quando è sbarcato oltre un anno fa a Trigoria. In più, il Gasp ha chiesto un ulteriore attaccante e in questo senso conta zero che sia arrivato Castro che ha preso solo il posto di Dovbyk. Finora non è arrivato nessuno, partendo dalle delusioni di Greenwood e Summerville e finendo con i nomi ancora in corsa (Nusa, Fofana, Shade, Mbaye, Endrick). Al secondo posto delle priorità, e pure qui crediamo di non sbagliare, c’erano e ci sono gli esterni di centrocampo, ancora di più dopo il tradimento firmato Celik. Pure qui, finora, non si è visto nulla. […] Eppure la Roma sul mercato ha già speso oltre 50 milioni, 35 per Castro, centravanti, alternativa a Malen, lo dice Gasperini non noi, e 17 per il centrale difensivo greco Kourielakis. Magari questo vuol dire che il budget c’è per i due esterni offensivi e gli altrettanti esterni di centrocampo, ma resta il fatto che il Gasp è ancora in attesa. E qui passiamo ai tempi. Perché ormai si può dare come una realtà il fatto che la società ha tempi di reazione che non sarebbero ideali per un velocista. […] Non sarà il caso di dare un’accelerata? Perlomeno per evitare di tornare a conoscere il Gasp furioso dello scorso anno.

(P. Torri – La Repubblica)

MALEN: “Sogno una festa al circo massimo. Dybala è un mago. Read potrebbe farci comodo”

IL MESSAGGERO – Il bomber della Roma Donyell Malen ha rilasciato un’intervista al quotidiano. Ecco le dichiarazioni dell’attaccante olandese:

Come è nata l’idea di lei per le vie di Trastevere a bordo dell’Ape Car e il signore che legge “Il Messaggero” che le chiede se resta?
«Divertente vero? Quando me lo hanno proposto, ho subito accettato. Debbo però ammettere che è stato merito soprattutto del mio staff che si occupa dell’immagine e dei social media».

A tal proposito, l’ambientamento in città è stato immediato.
«Roma è eccezionale, si vive benissimo. Tra clima, bellezza dei monumenti e empatia della sua gente è un posto fantastico».

Da qualche mese casa Malen ha accolto una piccola Principessa.
«Parla di mia figlia Shiloh? Sì, ormai ha già sei mesi, cresce a vista d’occhio».

Dopo tre figli maschi, finalmente una femmina. Ma se sua moglie avesse partoritoun altro maschio, avreste provato ancora ad avere una bimba?
«Ah non lo so, andrebbe chiesto a lei. Scherzi a parte, siamo felicissimi con il suo arrivo, va bene così».

Si dice normalmente che dietro un grande uomo, c’è spesso una grande donna. Anche per lei è così?
«Sì, con Delisha ci conosciamo da quando eravamo adolescenti. Abbiamo vissuto tanti momenti, alcuni bellissimi, altri meno belli, ma siamo felici e uniti».

A tal proposito, la nascita del primogenito ha creato diverse complicazioni a sua moglie. Una vicenda, fortunatamente risoltasi per il meglio, che vi ha unito ancora di più?
«Sono una persona fortunata e grata per aver creato con lei questa famiglia. Delisha è la persona che mi è stata sempre vicino, mi ama, sulla quale ho potuto sempre contare ed è normale che situazioni del genere uniscano oltremodo».

Parliamo un po’ di calcio? Inutile girarci intorno, il Mondiale non è andato come si augurava.
«Sono accadute tante cose, purtroppo sia come squadra che a livello personale non siamo stati fortunati. Ora voglio rifarmi con la Roma».

Mi permetta di insistere: solo sfortuna? O qualcosa nei rapporti con l’ormai ex ct Koeman non ha funzionato?
«Sono cose che nel calcio possono capitare, non è andata bene per me come calciatore e per lui come tecnico, chiudiamola qui».

Ok, come vuole. Lo sa che l’ultimo attaccante della Roma a vincere la classifica cannonieri è stato 10 anni fa Dzeko, con 29 reti? Pensa di poterlo emulare?
«Me lo auguro, ma voglio pensare settimana dopo settimana, a migliorarmi e poi chissà quante reti potrò segnare. Anche se poi i gol sono sì importanti, ma alla fine il grande successo non è stato il mio score ma il piazzamento in Champions che abbiamo raggiunto dopo 7 anni. Ecco, se fosse possibile ripetere quanto fatto nella passata stagione sarebbe fantastico, per me e la squadra».

Lei ha giocato in Olanda, Germania, Inghilterra, ora in Italia. Soprattutto con la Premier avverte questa differenza di qualità e velocità nel gioco?
«Non lo so, forse la sensazione che si ha del calcio italiano in calo è dovuta perlopiù al fatto che la Nazionale non si qualifica ai Mondiali da 12 anni. Però se poi si dà un’occhiata alla composizione delle rose delle prime 5-6 squadre del campionato e si vede il loro percorso in Champions, come quello dell’Inter finalista un paio di anni fa, ci si rende conto che il gap non è così ampio».

Dopo tanto girovagare, l’Italia è finalmente il posto dove mettere le radici?
«Con la mia famiglia stiamo bene, sto segnando, con la squadra il rapporto è ottimo, la tifoseria è splendida. In questo momento non ci sarebbe nessuno motivo per pensare di cambiare aria. Qualche settimana fa, poi, stavo vedendo un filmato sui festeggiamenti dello scudetto del 2001 al Circo Massimo. Beh, ripetere un’esperienza del genere sarebbe meraviglioso, un sogno».

Cosa ha Gasperini in più rispetto agli allenatori con i quali ha lavorato in passato?
«La fiducia che ha riposto in me, la chiarezza con la quale si esprime. Difficile non capire quello che chiede. Conosce le mie qualità e mi mette nelle condizioni migliori per finalizzare il lavoro della squadra».

Qualche giorno fa il tecnico ha lasciato intendere come difficilmente vedremo lei e Castro insieme dall’inizio.
«È l’idea dell’allenatore. In carriera ho giocato con tanti partner, per me cambia poco, sarà Gasperini a decidere cosa fare. La cosa importante è che se si vuole competere ad alti livelli servono giocatori forti e Santiago lo è. Chi ci aiuta a segnare è sempre il benvenuto. Dybala? Un mago».

Da questo punto di vista Summerville vi avrebbe dato un aiuto significativo, non trova?
«Eh sì, con Crys c’eravamo anche sentiti. Purtroppo è andata male ma non mi va di commentare le scelte di un amico. Gli auguro solo il meglio».E Read lo ha chiamato?«No, lui no».

Sicuro? Sta ridendo.
«No, glielo assicuro. Ancora no».

Lo conosce? Che calciatore è?
«Certamente, gioca nel Feyenoord, è molto giovane, ha grande qualità e si sta mettendo in grande risalto. Ecco, tornando al discorso di prima, lui è un calciatore che potrebbe farci comodo».

Cambiando discorso, la prima persona alla quale si sente di dire grazie nella sua vita?
«A mia moglie».

Sua mamma non è gelosa?
«No, non scherziamo. Mia madre è una donna splendida. Faceva la tassista di notte per poi prendersi cura di noi figli durante il giorno. Non so quante volte abbia fatto su e giù per portarmi agli allenamenti, avrà scaricato il contachilometri … ».

È vero che la soprannominava il contadino con gli zoccoli?
«Sì, è vero … La zona da cui veniamo è rurale, con fattorie e animali. Siccome mio nonno usava portare gli zoccoli, io per imitarlo ne indossavo di più piccoli, della mia taglia. E mia madre quando mi vedeva correre a destra e sinistra dietro a lui rideva e mi chiama così».

Quindi non si offende se da oggi la chiamiamo il bomber con gli zoccoli?
«No, no, per favore, lasciamo perdere. Meglio Bobby».

Ma lei non si chiama Donyell? Cosa centra Bobby?
«Veramente non lo so perché vengo chiamato così. Un giorno uno streamer in diretta ha iniziato a chiamarmi Bobby e sono diventato Bobby un po’per tutti».

La chiamava così anche Mino Raiola?
«Cosa mi ricorda, il grande Mino … L’ho conosciuto che ero un ragazzino, avevo 14 anni. Gli devo tanto. Una volta in un bar ad Amsterdam prese un sottobicchiere e mi scrisse: “Insegui grandi sogni, sacrificati e credici”. Mi manca molto, queste parole resteranno sempre con me».

Tornando ai nostri giorni, lei viene a Roma e l’Aston Villa vince l’Europa League. Un poco le è dispiaciuto?
«Il dispiacere è stato non affrontarli, purtroppo siamo stati eliminati nel turno precedente dal Bologna. Non sono invidioso, sono felice per loro. E comunque quel successo in piccola parte è anche mio e infatti mi è stata recapitata a casa la medaglia dei vincitori».

In Italia c’è un difensore che le ha creato qualche problema?
«Sì, Acerbi. Giocatore esperto, grande marcatore».

C’è una partita in carriera che vorrebbe rigiocare?
«In realtà sono due: quella all’ultima di campionato contro il Mainz che ci fece perdere uno scudetto già vinto quando giocavo con il Dortmund e la finale di Champions persa contro il Real Madrid».

Lei è uno dei calciatori della rosa che ha già giocato in Champions. Che ruolo può ritagliarsi la Roma in questa competizione?
«Soltanto giocarla è speciale. Immaginate scendere in campo in una finale, hai gli occhi di tutto il mondo addosso. Dove possiamo arrivare? Non lo so ma se restiamo compatti e umili possiamo fare un buon cammino».

In quel Dortmund che prima ha menzionato giocava Hummels che è stato a Roma nell’ultimo anno della sua carriera. Nel momento in cui ha dovuto scegliere i giallorossi a gennaio, gli ha chiesto un consiglio?
«No, prima no. Poi, quando avevo già firmato, dopo un messaggio da parte sua ci siamo sentiti. Mi ha augurato il meglio dicendomi che avevo preso la decisione giusta, scegliendo un grande club e una bellissima città. Aveva ragione».

D’Amico spinge su Read: vuole chiudere in 48 ore. Ma servono 30 milioni

C’è da stringere i tempi. Ed alzare l’offerta. Altrimenti la Roma continuerà a latitare e a non arrivare a dama. Anche ieri, infatti, è stata una giornata di contatti continui per Givairo Read, il laterale destro di 20 anni che Tony D’Amico punta a prelevare dal Feyenoord. Solo che gli olandesi sono irremovibili dalla valutazione di 30 milioni. […] Ecco, forse è anche per questo che a Rotterdam non scendono a più miti consigli, certi che alla fine la Roma accetterà le condizioni proposte dagli olandesi. D’altronde, D’Amico vuole chiudere in fretta, se non oggi al massimo entro domani, per dare finalmente un titolare di fascia destra a Gasperini (considerando che Wesley può giocare anche dall’altra parte, a sinistra). I giallorossi finora si sono avvicinati ai famosi 30 milioni, fermandosi però a 29,5 così distribuiti: 25 come base fissa e 4,5 di eventuali bonus. Il problema sembra però essere il fatto che il Feyenoord quella cifra la vuole o tutta come parte fissa o comunque garantita con sufficiente certezza. Insomma, i bonus devono essere facili, o giù di lì. […] Solo che bisogna fare presto non solo perché Gasperini spinge per avere un giocatore di fascia, ma anche perché il Nottingham Forest potrebbe decidere nelle prossime ore di rilanciare. Il club inglese, infatti, ha da tempo trovato un accordo con il giocatore (come la Roma, del resto) offrendogli ben 4 milioni a stagione. […] Oliver Glasner, infatti, sta facendo pressione sulla sua proprietà per avere un terzino più offensivo di Ola Aina. […] Meglio, quindi, chiudere la partita prima e portare subito a casa Read. Per non correre altre brutte sorprese come già successo con Summerville, Greenwood e anche Celik. […] Intanto oggi Angelino svolgerà le visite mediche con il Deportivo La Coruna, il primo club della sua carriera. Dopo due anni e mezzo si conclude così l’avventura dello spagnolo in giallorosso, considerando che la formula del trasferimento prevede un prestito con un diritto di riscatto a 2,5 milioni che può trasformarsi in obbligo a condizioni facili. Angelino sperava di convincere Gasperini a puntare ancora su di lui, ma queste prime due settimane di lavoro hanno dimostrato come il giocatore sia ancora indietro dal punto di vista fisico ed atletico.

(Gasport)

Oggi sfida al Newport. Occhi su Castro e Malen

Questa sera la Roma torna in campo per la seconda amichevole di questo suo ritiro gallese, dopo il 4-1 incassato sabato pomeriggio contro il Cardiff. Stavolta l’avversario dei giallorossi sarà però di più basso profilo, il Newport County (fischio d’inizio previsto alle 20 italiane, le 19 in Galles, diretta su Dazn), squadra che gioca nella League Two, la quarta serie inglese. […] Ovviamente occhi puntati su Castro, alla seconda apparizione in giallorosso, e anche sull’olandese Malen, che deve salire ancora di condizione. Osservata speciale anche la difesa, che ha invece bisogno di ritrovare lo smalto dei giorni migliori, viste le sette reti incassate in due partite da avversari inferiori come Cannes e Cardiff. Con Gasperini che oggi avrà anche seri problemi soprattutto a centrocampo (dentro uno tra Mannini e Panico), visto che Koné non cʼè, El Aynaoui soffre per un ginocchio e Muhammed Bah è definitivamente out. Per il centrocampista gambiano, infatti, ieri e arrivato il responso che nessuno voleva sentire, con la risonanza magnetica in Galles che ha confermato i brutti presagi dei giorni scorsi: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. […]

(Gasport)

MANCINI: “Roma mi è entrata nel cuore e nel sangue, ho voluto il rinnovo con tutto me stesso. Pellegrini manca a tutti, è importante per noi. Scudetto? Serve un percorso”

GAZZETTA DELLO SPORT – Gianluca Mancini, uno dei capitani della Roma e pilastro della squadra di Gian Piero Gasperini, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo. Ecco le parole del numero 23:

Di nuovo al via, per lei la prima stagione con la Champions.
«È il coronamento della carriera, da sempre un mio pallino. L’avevo conquistata anni fa a Bergamo, poi venni a Roma. Sentire finalmente la musichetta mi inorgoglisce. Non vedo l’ora».

In molti dicono: Mancini è un giocatore che se ce l’hai lo ami, se non ce l’hai lo odi …
«Fuori dal campo sono tranquillo. Poi lì dentro c’è la competizione: ci trasformiamo, non solo io. E gioco sempre per vincere. Non mi pesa se a qualcuno la cosa può disturbare, mi interessa che mi apprezzino i miei tifosi».

Lei si è tatuato la scritta SPQR. È il legame definitivo con Roma?
«Roma mi è entrata nel cuore e nel sangue. Amo i tatuaggi, a dicembre mi ero ripromesso di farne uno se fossimo andati in Champions. SPQR è una scritta bellissima e racchiude il legame che ho con la città e con il club».

Lo sa che è l’incubo dei laziali?
«Incubo è un parolone. Gli ultimi derby sono andati bene, ma non avrei mai immaginato una doppietta. Vi dico una cosa, però: ho realizzato cosa è successo in vacanza. Prima mi sembrava di aver fatto solo il mio dovere, era come aver segnato due reti a Milan, Juve o Inter. Poi ho capito».

Con 23 reti è il secondo difensore più prolifico nella storia della Roma dopo aver superato Aldair. Panucci è a 31. Punta al record?
«Non ci penso, il mio mestiere è un altro. Poi se segni 4-5 gol è un aiuto in più alla squadra. Ma essere accostato ad ex campioni di questo calibro mi rende felice».

Con il rinnovo fino al 2029 si può parlare di Roma a vita?
«Sono felicissimo, il rinnovo l’ho voluto con tutto me stesso. Roma per me è casa. Poi nel calcio non si sa mai, ma mi auguro che possa essere così: Roma a vita».

Riso, il suo agente, ha detto che lei è stato un pazzo e che altrove avrebbe guadagnato di più?
«Ha detto ciò che pensava. Ma alla fine decide il calciatore e lui ha lavorato per i miei interessi. Io pazzo non lo sono, ma al cuor non si comanda. Quando ho firmato ci siamo abbracciati. E lui era felice nel vedermi felice».

L’ha cercata l’Inter, ma non solo.
«Un club è noto, gli altri sono discorsi che oramai li porta via il vento. Ci sono stati vari approcci, ma non gli ho dato troppo peso. Certo, avevo un solo anno di con-
tratto e le strade erano due: o rinnovare o salutarsi. Ma sapevo che la società e il mister volevano puntare ancora su di me
».

Quanto le manca Pellegrini?
«Tanto, è un amico di vita. Ma manca a tutti, speriamo che ci possa raggiungere presto. È una figura importante per lo spogliatoio e come calciatore ci può dare una grande mano».

Che idea si è fatto del mancato arrivo di Pirlo in Nazionale?
«L’eliminazione con la Bosnia è stata dolorosa, ho faticato a vedere il Mondiale. Penso che il presidente abbia scelto nel migliore dei modi per riportare la Nazionale
dove merita. Mancini ha lanciato tanti giovani, ha vinto un Europeo, ha esperienza. Ranieri l’ho avuto sia da allenatore che da dirigente, per come conosce il calcio può essere fondamentale. Sono le persone giuste per ripartire
».

Ma cosa serve per rilanciare il calcio italiano?
«Lavorare sui vivai. Quando ero piccolo gli allenatori ci mettevano tanta passione, ora chi allena i bambini dai 7 ai 10 anni lo fa come secondo lavoro. E poi bisogna insegnare le basi, non rincorrere la vittoria per salire di livello e guadagnare di più. Contro Macedonia e Bosnia siamo stati sfortunati. Sono certo che se l’Italia dovesse tornare a un Mondiale sarebbe una delle squadre da battere».

Gasp ha detto che l’obiettivo è migliorarsi. Si punta alla vetta?
«Lo dice sempre anche a noi, ogni giorno c’è da migliorarsi. In vetta però non ci arrivi con uno schiocco di dita. Dobbiamo restare competitivi ad alti livelli e conquistare la Champions ogni anno per migliorarci».

Ma la Roma può dar fastidio all’Inter?
«Serve un percorso, non arrivi a lottare per lo scudetto dal giorno alla notte, dobbiamo essere onesti. L’importante sarà andare dritti e forte e se le cose andranno male non abbattersi mai».

Lei ha indicato in Higuain e Dzeko gli attaccanti più difficili da marcare. Ma quest’anno si ritroverà davanti Lautaro, Hojlund, Kean, Kolo Muani, Gonçalo Ramos, Scamacca e Dovbyk. Preoccupato?
«Con chi giochi devi mordere, stare concentrato perché questa gente non vede l’ora di farti male. Saranno belle sfide, non vedo l’ora di questi duelli».

Pazzo per pazzo, è vero che ora lo è per la bicicletta?
«Vero, mi sono appassionato, è da un po’ che in tv vedevo il Tour, il Giro d’Italia, la Vuelta. Poi all’inizio dello scorso anno ho avuto un problema al tallone e per non stressarlo invece di correre ho iniziato con la bici. Fai tanti chilometri e ti sembra di non aver fatto niente. Recentemente con degli amici, i Sparpagliati, ho fatto le salite di Forte dei Marmi e di Massa. Quando sei in cima è meraviglioso».

Stadi vergogna italiana: così Euro 2032 è utopia

Nel dossier ora in mano alla Figc per gli Europei 2032 ci sono più stadi che ancora non esistono rispetto a quelli che oggi la Uefa potrebbe approvare: cinque a uno. I cinque immaginari sono il nuovo stadio di Milano, quello della Roma a Pietralata, il Flaminio (essendo inutilizzato, consideriamolo inesistente) paventato da Lotito, l’impianto privato del Napoli che De Laurentiis avrebbe illustrato alla Uefa di nascosto, il nuovo Sant’Elia a Cagliari. Altri 9 sono progetti di ristrutturazione più o meno profonda, alcuni iniziati al rallentatore (il Franchi di Firenze: quasi due anni per una curva), altri ancora privi di un progetto esecutivo. Stadi oggi brutti e vecchi ma che nel 2032 splenderanno come non mai, almeno questa è la speranza e il motivo per cui hanno fatto di tutto per essere nel dossier: il nuovo Dall’Ara a Bologna, il nuovo Barbera di Palermo la cui candidatura è stata salvata in corner dopo momenti di tensione tra l’amministrazione e il City Football Group, il Franchi di Firenze attualmente cantiere, il Maradona di Napoli di cui si parla e parla e parla, il San Nicola di Bari, Marassi di Genova, l’Arechi di Salerno, il Bentegodi di Verona, il Via del Mare di Lecce che sta issando la nuova copertura in questi giorni nell’ambito della ristrutturazione per i Giochi del Mediterraneo.

Poi c’è l’Olimpico, discorso a parte perché non sia mai che manchi lo stadio della Capitale. Pare che 130 milioni di fondi pubblici per dargli una rinfrescata, in questo caso, saltino fuori senza troppi problemi. A tre anni dall’assegnazione di metà Europeo, non è cambiato nulla: tanto ci sono ancora 5 anni e 10 mesi di tempo, dicono. Tre anni fa dicevano che mancavano 9 anni… Il ministro Abodi festeggia: «Il calcio italiano cambierà volto!». Di già? Di sicuro? Calma. Se il ritmo è quello di ingresso del Commissario di Governo Sessa, incaricato solo lo scorso maggio, ci sarà da divertirsi. O forse no. […]

Iniziasse oggi l’Europeo, non avremmo stadi a sufficienza per reggere mezza candidatura, ricordando che l’altra metà è in mano alla Turchia che sta ristrutturando ed edificando impianti a spron battuto e ha già fatto sapere alla Uefa di essere pronta a farsi carico di tutto il torneo, dovesse l’Italia confermarsi campione del mondo in render e non in stadi. Molte delle 13 città (Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona) e dei 16 stadi sono nel dossier per attirare investitori, apparire belli e convinti.

Farsi pubblicità, insomma, almeno fino al primo ottobre, quando il presidente federale Malagò dovrà comunicarne cinque alla Uefa. I cinque definitivi più le riserve. Detto di Torino, scontati Milano e Roma. Se lo stadio giallorosso a Pietralata sarà pronto per il 2031, la Capitale farà bis. In quel caso per l’ultimo posto saranno in gara Napoli, Firenze e Palermo. Tra parole, cantieri e render, la Uefa avrà l’imbarazzo della scelta. L’Italia, invece, soltanto l’imbarazzo.

(Libero)

Apprensione per Bah: oggi la risonanza

Sono ore di apprensione in casa Roma per le condizioni di Bah, uscito al 26° del primo tempo dell’amichevole contro il Cardiff dopo un trauma distorsivo al ginocchio destro. Il giovane centrocampista gambiano ha lasciato il campo in barella, molto dolorante, facendo temere un interessamento del legamenti. Oggi il classe 2007 sarà sottoposto a una risonanza magnetica che chiarirà l’entità dell’infortunio. Per Bah sarebbe un durissimo déjà vu: due anni fa, durante il ritiro con De Rossi, riportò la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. […]

(Corsport)

Rilancio Read. Dentro o fuori

Sono ore da dentro o fuori, da tutto o niente. Ore decisive, quelle in cui la Roma ha scelto di rompere gli indugi e passare all’attacco per Givairo Read. Dopo il contatto diretto con Gasperini, con una telefonata importante avvenuta sabato e che è stata decisiva come il lavoro di D’Amico, l’esterno ha detto sì al progetto romanista. Il ventenne olandese è stato conquistato dalla possibilità di ritagliarsi un ruolo da protagonista e, soprattutto, dal palcoscenico della Champions League, un vantaggio che il Nottingham Forest – la grande rivale della Roma nella corsa al talento – non è in grado di garantire. Così il giovane promettente seguito in passato anche dal Manchester City ha trovato un accordo con i giallorossi per un quinquennale da circa 2 milioni di euro netti a stagione più bonus, uno stipendio che l’olandese ha accettato e per il quale è pronto a mettere la firma appena l’affare verrà concluso. […]

Sul tavolo del Feyenoord e arrivata un’offerta da 29 milioni di euro, bonus compresi, accompagnata da un messaggio chiarissimo: prendere o lasciare. Il senso è questo: la Roma non vuole più trascinare la trattativa all’infinito e il diesse, dopo le lungaggini vissute in altre operazioni di questa estate, ha deciso di fissare un limite. E l’ultimatum sembra proprio aver prodotto gli effetti sperati. […]

L’obiettivo è chiudere in questa settimana, così da consegnare a Gasp un nuovo esterno nel più breve tempo possibile.

Solo allora la Roma potrà concentrare tutte le energie sull’altro grande nodo del mercato: Antonio Nusa. Il norvegese vuole il trasferimento in giallorosso, ma il Lipsia continua a chiedere 55 milioni di euro, mentre la Roma è disposta a offrire, bonus compresi, al massimo 45 milioni. I contatti sono continui tra le parti, D’Amico parallelamente è rimasto in contatto con l’entourage del giocatore per confermare la volontà della Roma di puntare sul ragazzo. La distanza con il Lipsia resta importante, ma verrà affrontata solo dopo aver completato il primo tassello. Perché adesso, in casa Roma, ogni sforzo è concentrato su Givairo Read. E la sensazione forte è che il momento della verità sia davvero arrivato.

(Corsport)

Gasperini si appella a D’Amico. “Serve uno sforzo per l’attacco”

Un grande sforzo per l’attacco e per la fascia destra. Questa la richiesta avanzata da Gian Piero Gasperini nella telefonata a Tony D’Amico dopo la sconfitta contro il Cardiff. Il tecnico e il direttore sportivo si sono sentiti ieri, in mattinata, per fare il punto sul mercato. Le dichiarazioni dell’allenatore della Roma hanno lasciato il segno. «Bisogna completare la squadra, in fretta», l’allarme lanciato da Gasperini. Che dall’altro lato del telefono ha trovato la sponda di D’Amico, operativo da Roma. Al ds il tecnico ha presentato un piano di acquisti chiaro, facendo i nomi di Endrick, attaccante brasiliano del Real Madrid, e Read, esterno destro del Feyenoord. Resta sempre forte la fascinazione per Antonio Nusa, ala sinistra del Lipsia. Un tris di investimenti insostenibili per le casse romaniste, almeno per ora. L’eventuale cessione di Soulé può aiutare, ma certo non bastano 35 milioni per sognare così in gran-de. La realtà si scontra quindi con i piani di Gasperini. […]

Per Nusa il Lipsia continua a chiedere troppo, oltre 55 milioni. A completare il quadro delle preoccupazioni l’infortunio di Wesley, costretto a interrompere l’allenamento di ieri. La distorsione alla caviglia destra, rimediata il giorno prima, ha frenato il brasiliano. Che ora sarà valutato in vista dell’impegno di domani, contro il Newport, secondo test amichevole del ritiro giallorosso in Galles. Le due fasce romaniste, cuore del gioco di Gasperini, sono ora prive di interpreti titolari, complice la partenza inaspettata di Celik, che ha scoperto il fianco destro del reparto. Un vuoto da col-mare, secondo Gasperini, che in quella posizione può impiegare il solo Rensch. Così D’Amico ha deciso di forzare la trattativa che porta a Givairo Read del Feyenoord. L’intesa con il giocatore c’è, quella con il club olandese non ancora. La Roma ha intenzione di spingersi fino a 30 milioni di euro per accontentare Gasp. […]

(La Repubblica)

Roma, l’ora del colpo

Gasperini non sarà d’accordo con Lessing. E no, perché l’attesa per l’attaccante di sinistra non è essa stessa l’attaccante di sinistra. L’aspettano tutti, è il colpo che orienterà il giudizio sull’intero mercato della Roma. Gasperini lo invoca da un anno. […]

Inizia oggi una settimana chiave. Perché è quella del dentro o fuori per Antonio Nusa. Non si può rincorrere all’infinito i piani A, altrimenti poi si finisce per perdere di vista pure il livello inferiore (che poi sia realmente inferiore, è tutto da dimostrare). Prendi Leo Sauer: la Roma a gennaio lo aveva seguito, aveva pure bussato alla porta del Feyenoord sentendosi rispondere “40 milioni, se volete” Ecco: lo slovacco è appena passato allo Stoccarda per 15 milioni. Quindici sì, nessun errore. Attenzione al potenziale effetto domino. Perché proprio allo Stoccarda, tra gli esterni d’attacco, gioca Jamie Leweling, 25 anni, tra i convocati della Germania agli ultimi Mondiali. E una pista da seguire, anche se la valutazione non si allontana dai 50 milioni. Presto si capirà. Perché la Roma si è data ancora qualche ora di tempo per capire i reali margini di manovra su Nusa. Il Lipsia non è mai sceso da quota 6o, mentre il giocatore ha mostrato un’apertura. In caso di esito negativo attenzione a Leweling, allora, piu indietro la candidatura di Kevin Schade del Brentford.

Un colpo, certamente, sarebbe pure Endrick dal Real Madrid. Del brasiliano piace
come si è mosso, nell’ultima stagione al Lione, da attaccante a destra. La Roma lo tiene in considerazione in caso di partenza di Matias Soulé. E a patto di ottenere da José Mourinho l’apertura a un prestito con riscatto oppure un’operazione alla Nico Paz che almeno valorizzi l’affare dal punto di vista economico: il club giallorosso, per filosofia, vuole evitare operazioni in prestito secco. Oggi, poi, sarà una giornata importante sul fronte Givairo Read col Feyenoord: la Roma ha pronto il rilancio a 28 milioni per l’esterno destro di centrocampo, dopo la prima proposta rifiutata da 25 milioni. Ieri Read ha giocato titolare in amichevole contro l’Atalanta, segnale di una chiusura non imminente. Ma l’olandese spinge e ha dato priorità alla Roma anche rispetto al Nottingham Forrest. Gasp lo vorrebbe in ritiro in Galles, dopo aver accolto ieri Koulierakis. […]

(Corsera)