L’ultimo veto di Dan e Ryan Friedkin alle cessioni di Mile Svilar e Niccolò Pisilli spiega bene i motivi della scelta. La Roma non ha rispettato il target del settlement agreement con l’Uefa perché ha deciso di mantenere in rosa tutti i big. Nessuna voglia di vendere i propri gioielli per necessità, a cifre più basse, alle condizioni altrui, e pieno rispetto di un principio dettato in prima persona dal tecnico Gian Piero Gasperini: quello cioè di mantenere l’assetto della squadra e di rendere l’organico semmai ancor più competitivo con l’innesto di tre, quattro rinforzi di spessore.
In una giornata di scadenze scivolata via in realtà con un fruscio quasi impalpabile, senza colpi di scena, i proprietari americani hanno alzato un muro attorno ai propri gioielli respingendo gli assalti. E dopo aver dichiarato Svilar incedibile di fronte all’interessamento della Juventus, i Friedkin hanno rifiutato anche l’offensiva del Porto per Pisilli, già “tolto” dal mercato lo scorso gennaio dallo stesso Gasperini per farne un punto fermo della sua squadra. Il club portoghese era pure disposto a mettere sul piatto 25 milioni per il centrocampista, ma la porta a cui ha bussato è rimasta […].
Mason Greenwood resta l’obiettivo numero uno di Gasp, con cui il giocatore ha già raggiunto un’intesa. L’interferenza del Fenerbahce può costituire indubbiamente un problema, ma il ds Tony D’Amico cercherà nelle prossime ore di concludere l’operazione.
E se da una parte il tecnico ha chiesto anche un nuovo esterno d’attacco a sinistra (tra gli obiettivi Mathys Tel del Tottenham) dopo che il prezzo di Crysencio Summerville del West Ham è salito alle stesse nelle ultime settimane, rendendo l’olandese inavvicinabile, dall’altra proseguono i contatti con l’Atletico Madrid per Matteo Ruggeri e Nahuel Molina, due giocatori molto graditi a Gasp. […]
(Gasport)