IL TEMPO (G. TURCHETTI) – È finita un’era, ma non è ancora detta l’ultima parola. Perché i Friedkin stanno portando avanti da tempo un lavoro ai fianchi per convincere Bruno Conti a restare alla Roma. Il contratto, intanto, dice che ieri è stato l’ultimo giorno di «Marazico», nel mondo giallorosso. Un’avventura iniziata più di cinquant’anni fa come giovane promessa e conclusa da leggenda. Una scelta che nasce dalla volontà, all’età di settantuno anni, di dedicarsi alla famiglia e riposare dopo la dura battaglia contro il tumore al polmone. Anche se è innegabile che Conti aspirasse ad un ruolo più centrale in quel settore giovanile a cui ha dedicato la seconda parte della sua esperienza romanista.
L’ultimo contratto, invece, gli affidava la responsabilità dei ragazzi dai quattordici anni in giù. Il club giallorosso ha provato in più occasioni a fargli cambiare idea, ma l’opera di convincimento, portata avanti soprattutto dall’ex senior advisor Claudio Ranieri, non ha sortito gli effetti sperati. Nell’ultimo anno, inoltre, si è instaurato un ottimo rapporto con Gian Piero Gasperini. I Friedkin, allora, non sono intenzionati ad alzare bandiera bianca. I dialoghi sono ancora in corso.
L’idea della proprietà americana sarebbe quella di offrire a Conti un incarico meno impegnativo e più conciliabile con le sue esigenze, con la sua vita privata. Anche perché la prossima stagione accompagnerà il club verso i suoi cento anni di storia e i Friedkin, per le celebrazioni, vogliono contare su chi ne ha vissuti più della metà. Prima da giocatore, vivendo gioie e dolori. Il secondo scudetto della storia della Roma e la finale di Coppa dei Campioni persa ai rigori contro il Liverpool all’Olimpico.
Poi, dedicandosi ai giovani e scovando numerosi talenti come De Rossi, Aquilani, Florenzi, Pellegrini, Calatiori, Bove e Pisilli, fidanzato oggi con sua nipote. È stato dirigente e perfino allenatore, quando nel 2005 fu chiamato a rimpiazzare Delneri. Una panchina l’ha collezionata anche nella stagione 2023/2024. Ha guidato la squadra nella prima giornata contro la Salernitana, complici le squalifiche di Mourinho e Foti. Conti non ha ancora cambiato idea, ma la Roma porterà avanti la sua opera di persuasione.
Ieri, poi, è scaduto anche il contratto di Alberto De Rossi dopo più di trent’anni in giallorosso trascorsi nel settore giovanile. Ha costruito le fortune della Primavera e ha forgiato giovani talenti, prima di diventare il responsabile dello sviluppo e della formazione degli allenatori delle squadre giovanili.