IL TEMPO (F. BIAFORA) – Gasperini si aggrappa a Malen per un altro appuntamento cruciale della stagione romanista e per invertire la rotta in trasferta e in un mese indigesto per le sue squadre. Reduce dal pareggio in casa del Bologna nell’andata degli ottavi di Europa League, la Roma non ha tempo di rifiatare e domani sarà di nuovo in campo in casa del Como. Sono due in particolare i «tabù» che i giallorossi vogliono sfatare nello scontro diretto per la Champions League, che arriva nel momento clou della stagione dopo il pari con la Juventus e il ko con il Genoa. e addirittura sei sconfitte. L’altro riguarda i dati di marzo delle squadre di Gasp: Op-ta riferisce che ha vinto solo quattro delle ultime quindici gare di Serie A disputate nel terzo mese dell’anno, accumulando pure cinque pareggi e sei sconfitte, con tre di questi ko arrivati nelle quattro sfide piu recenti. Dad che non sembrano casuali se si vanno anche a rileggere le parole del preparatore atletico giallorosso pronunciate in autunno: «Abbiamo lavorato per essere al top adesso, nel periodo che va da ottobre fino a febbraio, poi a marzo studieremo la situazione». Nelle ultime partite si è infatti notato un calo fisico in diversi uomini chiave, che devono però far fronte pure alle numerose assenze dovute all’emergenza infortuni e alle vane squalifiche che hanno limitato le rotazioni. Chi è costretto ad essere inosservabile è Malen, che partita dopo partita continua ad essere il giocatore fondamentale della squadra, con una voglia di puntare la porta che esalta Gasperini. L’olandese non ha possibilità per riposare – si è comunque giocato una volta a settimana nell’ultimo periodo – ed è pronto ancora una volta a trascinare il gruppo dopo i sei gol nelle prime otto presenze in Serie A. Tutti da decidere i compagni di reparto, con il possibile ritorno di Pellegrini e magari la riproposizione della coppia con Vaz contro la difesa a quattro del Como. Dall’altra parte Cesc Fàbregas e i suoi hanno una l’intenzione di fare un brutto scherzo a Roma e alla Juventus, raggiungendo un risultato straordinario a fine stagione: «Sono tre punti importanti, ma non c’è una motivazione di più. Siamo pronti, organizzati per andare a vincere, sapendo che il Toro ha fatto un mercato incredibile. E la squadra che ha alzato più it livello con il mercato. Serve la gara perfetta. Per me a una partita in pib, non 6 decisiva. Bisogna giocare sempre bene, si affrontano grandi giocatori e un grande allenatore. Dobbiamo farlo alla nostra maniera, però, poi il campo parlerà e valuteremo. Voglio – ha concluso lo spagnolo – vedere un Como con voglia, propositivo, con grandissima mentalità e coraggio». Gasperini sa che troverà un Como con il coltello tra i denti e sta tenendo altissima la concentrazione dei suoi, stimolandoli di continuo in allenamento. Il tecnico è consapevole che non si può sbagliare se il prossimo anno si vuole giocare la Champions.
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I VOTI DEGLI ALTRI – Svilar “Svelto come una lepre”, Zaragoza “Non si vede”. Pellegrini “C’è e lotta”, Gasperini “Azzecca i cambi”
La Roma pareggia a Bologna in una partita caratterizzata da una grande intensità e da molti duelli. Dopo esser passata in svantaggio, grazie alla rete di Bernardeschi al 50′, ed un primo tempo giocato senza creare particolari problemi alla squadra di Italiano (l’unica occasione è quella di Zaragoza) la Roma ha iniziato a spingere producendo diverse palle gol, soprattutto con Malen, che, però, è stato fondamentale, dopo la palla recuperata da Cristante nel servire Pellegrini, autore del pareggio giallorsso. Giusto l’1-1 tutto sommato, con il doppio confronto che sarà deciso all’Olimpico. Il più positivo tra i capitolini è Mile Svilar (6.85), decisivo, come al solito, pronto a chiudere la saracinesca in più occasioni, ma che rischio nell’ultima uscita su Vitik: “Svelto come una lepre nelle letture, stratosferico in quel volo plastico sul tiro a giro di Bernardeschi e nell’immolarsi con il corpo per fermare Pobega.” (Il Corriere dello Sport). Bocciatura pesante per Bryan Zaragoza (4.92), entrato nella cronaca della partita per il solo tiro sbagliato nel primo tempo, quasi invisibile: “La palla che riceve da Malen dopo 20 minuti di nulla meritava un altro finale: da quella posizione almeno la porta va inquadrata. Per il resto non si vede: mai un dribbling o un’accelerazione. La sua partita dura un tempo.” (Il Messaggero). Si Riscatta Lorenzo Pellegrini(6.78), dopo la brutta prestazione con il Genoa si fa trovare al momento giusto nel posto giusto: “Dentro nella mezz’ora conclusiva, trova il modo di farsi perdonare dell’erroraccio genovese firmando il preziosissimo pareggio e servendo a Malen l’assist del possibile 2-1. Ogni volta che sembra cadere irrimediabilmente, Lollo c’è. E lotta insieme a noi.” (Il Romanista). Bene anche Gian Piero Gasperini (6.21), l’undici iniziale desta qualche dubbio, ma non sbaglia i cambi e rimette in carreggiata la Roma: “Strappa un pari in un momento delicato, tra assenze pesanti e giocatori scossi dagli ultimi risultati. La sua Roma ha il pregio di non mollare mai, anche se da punto di vista del gioco c’è da fare qualche riflessione, in entrambe le fasi, con la difesa che in particolare sembra avere dei pesanti blackout. Azzecca i cambi, aggiustando le pecche iniziali.” (Il Tempo).
LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)
Svilar 6.85
Celik 5.00
Ndicka 6.50
Ghilardi 5.78
Wesley 6.00
El Aynaoui 5.28
Pisilli 6.14
Rensch 5.35
Cristante 6.50
Zaragoza 4.92
Malen 6.92
Vaz 6.07
Tsimikas 5.92
Pellegrini 6.78
Hermoso 6.07
Gasperini 6.21
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Svilar 7
Celik 5.5
Ndicka 6.5
Ghilardi 6
Wesley 5.5
El Aynaoui 5.5
Pisilli 6
Rensch 5.5
Cristante 6
Zaragoza 4.5
Malen 7
Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6
Gasperini 6
IL MESSAGGERO
Svilar 7
Celik 5
Ndicka 6
Ghilardi 6
Wesley 6
El Aynaoui 4.5
Pisilli 6
Rensch 5
Cristante 6.5
Zaragoza 4.5
Malen 6.5
Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6
Gasperini 6
CORRIERE DELLO SPORT
Svilar 7
Celik 5
Ndicka 6.5
Ghilardi 5.5
Wesley 6.5
El Aynaoui 6
Pisilli 6.5
Rensch 5
Cristante 6
Zaragoza 5
Malen 7.5
Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6.5
Gasperini 6.5
CORRIERE DELLA SERA
Svilar 7
Celik 4.5
Ndicka 6.5
Ghilardi 5.5
Wesley 6
El Aynaoui 5
Pisilli 6
Rensch 5.5
Cristante 7
Zaragoza 5
Malen 7.5
Vaz 6.5
Tsimikas 6
Pellegrini 6.5
Hermoso 6
Gasperini 6.5
LA REPUBBLICA
Svilar 7
Celik 5
Ndicka 6.5
Ghilardi 6
Wesley 5.5
El Aynaoui 5
Pisilli 6
Rensch 5
Cristante 6.5
Zaragoza 5
Malen 6.5
Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6
Gasperini 6
IL TEMPO
Svilar 6.5
Celik 5
Ndicka 6.5
Ghilardi 5.5
Wesley 6
El Aynaoui 5.5
Pisilli 6
Rensch 5.5
Cristante 6.5
Zaragoza 5
Malen 6.5
Vaz 6
Tsimikas 5.5
Pellegrini 6.5
Hermoso 6
Gasperini 6
IL ROMANISTA
Svilar 6.5
Celik 5
Ndicka 7
Ghilardi 6
Wesley 6.5
El Aynaoui 5.5
Pisilli 6.5
Rensch 6
Cristante 7
Zaragoza 5.5
Malen 7
Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 6.5
Hermoso 6
Gasperini 6.5
Il settore canta fino alla fine e c’è il pari
IL ROMANISTA (G. FASAN) – Uno spicchio festoso, colorato e rumoroso. Così si presenta con ancora un po’ di sole sui colli bolognesi dietro le tribune dello stadio il settore ospiti del Renato Dall’Ara. Uno spicchio, poco più di mille spettatori, però ferito, velato di malinconia a causa del divieto imposto dal Ministero dell’Interno ai tifosi romani di seguire la propria squadra fino a fine stagione (tra sei giorni l’ultima speranza per il ricorso di Aire e Utr con l’appello al Consiglio di Stato). Un migliaio di romanisti “fuori sede“, tutti coloro che non sono residente nella Capitale hanno potuto seguire la squadra giallorossa in questa trasferta europea made in Italy.
Così, già dalla tarda mattinata di ieri non si è fatta fatica a notare qualche maglia giallorossa, qualche sciarpa o qualche cappellino, per le vie del centro di Bologna dove, come cantava Lucio Dalla, non si perde neanche un bambino. Chi dalla nostra regione, chi da fuori, chi dal mondo addirittura, come l’onnipresente Roma Club Finlandia, il viaggio europeo ha sempre un sapore particolare e grande fascino, anche se intorno alla partita c’è modo di gustare dei tortellini o della mortadella italianissimi, anzi bolognesissimi. […]
Dopo il gol dell’iniziale vantaggio di Bernardeschi lo spicchio giallorosso ha alzato la voce per spingere la squadra dopo qualche attimo di sbandamento. Fino al pareggio trovato da Pellegrini dopo la bella azione di Malen, ancora decisivo. E proprio l’olandese è stato il primo ad andare a ringraziare il settore dopo il fischio finale, un settore esploso al gol del numero 7 giallorosso per un risultato riacciuffato meritatamente.
Poi canti fino a ben oltre la fine della gara, in attesa di uscire scortati dalle forze dell’ordine. Un peccato davvero vedere quel settore tutto gremito, coi romanisti tutti vicini e compatti, e colorato, ma sapere che sarebbe potuto essere ancora più pieno e che le sfumature di giallorosso sarebbero potute essere ancora di più. Il solito esodo. La speranza è magari di poterci tornare intorno al 25 aprile, quando ci sarà la sfida di campionato coi rossoblù e magari l’appello di giovedì prossimo avrà portato a miti consigli. Di stato.
Stadio della Roma, oggi il via libera in aula: Fdl si astiene, caos 5S
I consiglieri del Pd ne sono sicuri: «Sarà un successo». Perché la matematica non mente e la maggioranza ha i numeri. E perché lo stadio della Roma è destinato a essere una delle certezze su cui il sindaco Roberto Gualtieri batterà nella campagna elettorale per il bis in Campidoglio. Presentato anche in trasferta al grande meeting immobiliare di Cannes, il progetto dell’impianto giallorosso a Pietralata questa mattina tornerà a essere un affare tutto capitolino. Via al voto in consiglio comunale, con la certezza del via libera al progetto da 60mila spettatori e oltre un miliardo di investimento presentato dai Friedkin.
Ma – a proposito di elezioni – anche con la curiosità di scoprire a che punto è la costruzione del campo largo a trazione dem. Oggi, insomma, si gioca a carte scoperte. E con il Pd ci saranno i renziani di Italia Viva e i consiglieri della Lista Calenda. Tutti uniti per lo stadio, allontanando le voci di una candidatura del leader di Azione come frontman del centrodestra capitolino, in una formazione che da qui in avanti potrebbe reggere fino alle urne del 2027.
La vera incognita sono i 5S. Le call serali sullo stadio sono state concitate. E alla fine hanno prodotto un ibrido: i grillini non dovrebbero astenersi e nemmeno uscire dall’aula Giulio Cesare. Semplicemente non voteranno. […]
Capitolo centrodestra. Fratelli d’Italia lo ha annunciato ieri: si asterrà. Bene lo stadio, perché i tifosi romanisti non digerirebbero un «no» all’impianto. Ma la pax giubilare è finita e allora i meloniani si asterranno. […]
La sorpresa può essere invece Forza Italia. L’apertura c’è. Per verificare se si tradurrà nel voto a favore di cui ieri discutevano i consiglieri forzisti, non resterà che attendere il vertice di centrodestra di stamattina. Ma la linea pare tracciata, come filtrato già nella ultima riunione dei capigruppo. […]
(La Repubblica)
Oggi voto in aula. Astensione da FdI, emendamenti dalla Lega
L’appuntamento è questa mattina, dalle 10, in Aula Giulio Cesare. Va al voto la delibera che conferma il pubblico interesse allo stadio della Roma dopo la certificazione degli uffici che la società giallorossa nel progetto definitivo ha rispettato tutte le prescrizioni emanate. leri, conferenza stampa del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che si dichiara «non contrario» al nuovo stadio di Pietralata ma che sulla delibera si asterrà a causa di «carenze, in particolare sul tema della mobilità». Dalla Lega, invece, arrivano due ordini del giorno: «Lo Stadio è un’opera importante e deve essere realizzato», dicono ma chiedono di controllare le opere di mobilità. […]
La delibera, in realtà, è praticamente blindata: si tratta di una mera presa d’atto che l’Aula fa del lavoro di certificazione compiuto dagli uffici. Difficile (non impossibile, però), pertanto, che il testo possa subire modifiche rilevanti.
Dopo l’approvazione del testo, l’iter in Campidoglio sarà stato completato. Non appena la Roma terminerà i sondaggi archeologici in corso, l’intero faldone sarà esaminato in conferenza di servizi decisoria che esaminerà nel merito le proposte progettuali (e potrà anche chiedere modifiche e integrazioni). La norma prevede che sia la Regione Lazio a gestire tecnicamente la conferenza di servizi ma è tutt’altro che remota la possibilita che questa venga avocata dal Commissario Stadio Uefa Euro 2032, Massimo Sessa.
(Il Messaggero)
Lorenzo scaccia le critiche e i fantasmi «Siamo un gruppo vero, Malen è grande»
Le scuse social dopo l’errore di Genova erano servite a poco. Meglio rispondere sul campo e Pellegrini ha finalmente ritrovato il gol su azione che gli mancava da novembre, anche in quel caso in Europa League contro i Rangers: «Abbiamo parlato tanto questa settimana, dobbiamo cercare di essere più uniti possibile», ha detto il numero sette che ha poi aggiunto: «C’è da lottare. Chi gioca e chi entra può fare la diffe renza, per la Roma e per nessun altro». Gol numero sessanta con la maglia giallorossa: dalla sua prima rete nella stagione 2017/2018 solamente Calhanoglu (79) e Pasalic (68) hanno segnato di più tra i centrocampisti in Serie A. La fascia al braccio non ce l’ha più ma le parole di ieri sono da vero capitano. […]
Buona parte del suo gol è di Malen che di partita in partita è sempre più protagonista. E l’intesa tra i due migliora: «È veramente un giocatore che fa la differenza. Siamo tanto contenti di averlo qui, ci sta dando una grande mano, ma deve continuare a darcela. Questo è l’obiettivo da qui in avanti, ci giochiamo tanto ma spero che riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi perché questa squadra, il gruppo, il mister e i nostri tifosi prima di tutti se lo meritano. Lotteremo fino alla fine». […]
(Il Messaggero)
Gasp si accontenta e pensa al ritorno. «Noi coraggiosi, la squadra ha carattere»
L’impressione è che la cosa che gli sia piaciuta di più è il risultato. A fine partita Gasperini gioca in difesa ma non gli riesce bene. È un attaccante nato e fatica a frenare i pensieri. A partire dalla pessima prestazione del fischietto tedesco Jablonski: «La nostra partita non la considero negativa, abbiamo avuto difficoltà ma anche il fattore campo era difficile. Probabilmente non sarà possibile questo comportamento all’Olimpico». Il riferimento è al metro di giudizio dell’arbitro, capace di cambiarlo di azione in azione: «E spiegatemi perché voleva annullare il gol di Pellegrini. Non riesco ancora a capirlo». Ma c’è di più. Perché la Roma continua ultimamente a subire la fisicità degli avversari e la loro aggressività: «Il coraggio non è mancato, abbiamo creato 4-5 situazioni, bisogna ricordarsi che c’è anche un avversario di valore di mezzo. Abbiamo avuto dei momenti di difficoltà ma siamo una squadra giovane, quindi qualche deficit di forza lo concediamo. Le seconde palle ormai sono determinanti, la pressione alta ti costringe a giocare la palla lunga. O hai un livello tecnico importante o si finisce a giocare a rugby», Per questo motivo Vaz è sembrato più idoneo rispetto a Zaragoza: «Robinio è entrato bene, per lo spagnolo queste partite non sono il massimo». […]
Restando sui singoli, alza il muro su Pellegrini: «Povero ragazzo lasciatelo perdere, alcune gare le gioca bene, altre meno ma come tutti. Non è che se una volta segna e un’altra no le valutazioni possono essere cosi diverse. Bisogna essere sempre oggettivi». Come bisogna ammettere che il Dall’Ara ha spinto molto il Bologna: «Sì, è vero, lo stadio ha condizionato positivamente i rossoblù. Ma giovedì toccherà a noi. E ringrazio quelli presenti, a Bologna, si sono sentiti molto soprattutto dopo la rete del pareggio». […]
(Il Messaggero)
Cuore Roma. Pari benedetto
Benedetto pari, stavolta. Anche se Vitik – proprio quando mancavano pochi minuti dal fischio del pessimo Jablonski – sembrava Gatti e la Roma stava per rintanarsi nell’incubo di quel maledetto finale della sfida con la Juve, che ha messo in pericolo l’obiettivo Champions. Ma la palla del ceco ha fatto il tatuaggio alla traversa, Svilar ha potuto tirare un sospirone di sollievo. Stavolta c’è aria d’Europa, e l’uno a uno firmato Bernardeschi-Pellegrini non decide, rimanda.
Un risultato che racconta il match, le difficoltà della Roma e i limiti del Bologna. I giallorossi tra una settimana non dovranno rimontare, dovranno semplicemente battere il Bologna per toccare i quarti di finale di Europa League. E non sarà impresa da poco, lo stesso vale per il Bologna. Ci vorrà sì il cuore messo in campo ieri al Dall’Ara, ma pure altro. […]
A Bologna, la Roma riemerge grazie a una rete del contestatissimo Pellegrini, che ultimamente non ne ha azzeccata una ma ieri si è fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. Un piccolo passetto in avanti.
Una rete contestata dal Bologna, per presunto fallo di Malen su Freuler, dopo che l’olandese con la forza, su un recupero energico di Cristante su Joao Mario, si era costruito in area il pallone d’oro per l’ex capitano. Bernardeschi aveva garantito l’uno a zero a Italiano ad inizio ripresa, con un gol dei suoi: sinistro a giro sul palo lungo di Svilar. […]
La Roma produce poco, Zaragoza non convince e nella ripresa, affianco a Malen, si vede Vaz, che si batte e tiene in apprensione i centrali bolognesi, senza pungere più di tanto. Ma è subito il Bologna andare in gol, con il migliore in campo, ovvero Bernardeschi, che sfrutta una magia di Rowe, che si beve Rensch e Celik per poi servire la palla giusta all’ex azzurro, che deve solo estrarre dalla tasca il pezzo forte del suo repertorio. Malen ha l’occasione del pari, ma calcia sul palo esterno.
Rensch e Celik si arrendono davanti allo strapotere di Rowe (sic), Gasp inserisce Tsimikas, poi Hermoso e quindi Pellegrini per El Aynaoui. Proprio l’ex capitano colpisce quasi a porta vuota, regalando al minuto 26 il pari alla Roma a metà. Che di questi tempi va preso come un successo. Poi c’è Vitik che prende la traversa, ma questa è un’altra storia. Stavolta dal finale più lieto.
(Il Messaggero)
Resta tutto aperto ma prima bisogna andare a Como
IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Un раreggio che per come si era messa la serata, va anche bene alla Roma pronta a giocarsi tutto la settimana prossima all’Olimpico nella gara di ritorno. Il Bologna sta meglio e si vede, arriva prima sul pallone e «mena» senza che l’arbitro dica praticamente nulla: mai. Bernardeschi devasta i giallorossi dalla sua parte e Rowe è lasciato troppo libero dalla retroguardia giallorossa. Chiaro: per la squadra di Italiano questa è la partita della vita, unica cosa che può dare un senso alla stagione.
E dall’altra parte c’è una Roma che invece inizia ad accusare la stanchezza degli «strappi» imposti dal gioco di Gasperini e che si ritrova con una panchina corta ora che i cambi iniziano a fare la differenza, L’assenza di Koné in una partita come questa pesa al pari di un macigno (costringe Gasperini a sacrificare in mediana Pisilli) e se si aggiunge a quella di Soulé il risultato è chiaro. Mancano qualità a centrocampo e, soprattutto, la fantasia dietro Malen: ancora una volta il migliore dei suoi. Stavolta non segna ma sulla rete di Pellegrini (cambio azzeccato del tecnico) c’è scritto bello grosso il suo nome.
L’altro degno di nota è Svilar che, al netto di un’uscita a vuoto a tempo scaduto, salva i suoi almeno in un paio di occasioni: miracolo nel primo tempo su Bernardeschi e grande uscita sui piedi di Pobega nella ripresa. Il bilancio di Gasperini alla fine è positivo, perché giovedì prossimo all’Olimpico potrà giocarsi tutto in una partita «aperta» nella quale ritroverà sicuramente Koné, Mancini e forse anche Soulé.
Ma prima il campionato con due strade diametralmente opposte. Il Bologna andrà a far visita al Sassuolo in una partita che per la classifica non ha granché da dire. La Roma invece si gioca la Champions a Como contro una delle squadre più in forma del campionato. Per Gasperini & Co. un crocevia fondamentale per la stagione che si decide nei prossimi sette giorni.
Gasp si aggrappa ancora a Malen l’assist per Pellegrini salva la Roma
Con due sterzate stava vincendo la partita. Da solo. Due semplici cambi di direzione che hanno mandato in tilt la difesa del Bologna. Ma la stella polare romanista Donyell Malen, questa volta, ha fatto il miracolo a metà: ispirando il pareggio di Pellegrini ma stampando sul palo il possibile gol della vittoria. Alla fine al Dall’Ara finisce 1-1, con Roma e Bologna che si danno appuntamento alla prossima settimana. (…) Per gli uomini di Gasperini è anche un grande sospiro di sollievo. Un pareggio, in rimonta, che rimette in piedi la qualificazione dopo l’iniziale svantaggio firmato Bernardeschi. O meglio, finalizzato dall’attaccante italiano ma pensato e costruito da Jonathan Rowe, ala sinistra di piede destro che per settanta minuti ha fatto impazzire la difesa giallorossa. Rowe, sinistro di piede destro. Sì, esattamente quel tipo di giocatore che la Roma rincorre da sei mesi e che ha portato ad acquistare nelle ultime ore del mercato di gennaio Zaragoza. (…) Talmente evanescente da far ripensare a Gasp il modulo scelto ad inizio partita. Fuori lo spagnolo, dentro Vaz. Rowe, dicevamo. Pensare che poteva essere un giocatore della Roma. Bloccato in estate dal club giallorosso in attesa che Sancho prendesse una decisione. Prestito con riscatto dal Marsiglia: era tutto deciso. Ma da Trigoria il semaforo verde non è mai arrivato. (…) Sliding doors. Che Pellegrini spera di aver riaperto con il gol del pareggio. Una risposta alle ultime opache prestazioni e forse una promessa per il futuro, tutto ancora da decifrare. Facendo quello che gli chiede Gasp. Assist e gol, da aggiungere a quelli di Malen. Perché senza Dybala, Soulé, Dovbyk e Ferguson, con Vaz ancora acerbo, Zaragoza e Venturino non giudicabili, l’attacco della Roma è tutto sulle spalle dell’olandese. E del numero 7. La miglior seconda punta a disposizione.
(La Repubblica)