Fino a fine maggio volava con la prima squadra, seguiva partite e allenamenti, riprendeva i calciatori in casa e in trasferta. Dal primo luglio gonfia palloni ai turisti e piega le nuove magliette Adidas nel Roma Store. E bastata una notte per passare da Trigoria al bancone di un negozio. Ora, dopo i trasferimenti e i primi turni tra scaffali e magazzini, sono partite anche le lettere degli avvocati. La riorganizzazione della Roma è entrata così in una nuova fase. Non più solo colloqui individuali, proposte di uscita e scrivanie lasciate libere al Fulvio Bernardini. Il personale indicato dal club ha preso servizio nei punti vendita: store assistant, store supervisor, store coordinator. (…) Si prenda ad esempio, il caso di un giornalista caposervizio, a Trigoria dal 2014. Fino a poche settimane fa coordinava dirette, highlight, interviste e contenuti legati alla prima squadra. Partecipava all’organizzazione degli arrivi dei nuovi acquisti e gestiva la pubblicazione dei video sulle piattaforme del club. Oggi è responsabile di un Roma Store, diviso tra ordini e registratore di cassa. Poi c’è un videomaker abituato a lavorare a stretto contatto con la squadra, tra allenamenti e trasferte, e un creative producer che trasformava le richieste dei diversi dipartimenti in video. Conosceva il carattere dei calciatori e le loro sensibilità, seguiva registi, operatori e montatori. È entrato nelle case di Dybala, Pellegrini o Svilar. (…) Il rallocamento, che ha travolto dipendenti con una storia trentennale a Trigoria, nasce dalla fusione di Soccer Srl in As Roma Srl e dalla riorganizzazione comunicata ai sindacati il 27 maggio. Il piano prevede l’esternalizzazione del marketing, l’ingresso diretto del club nella gestione dei negozi e la possibilità di spostare il personale verso il retail. Sono 98 i dipendenti di Soccer coinvolti nella ricollocazione. Le lettere sono partite alle ore 21 di venerdì 26 giugno. Dal primo luglio il dipendente viene trasferito al Roma Store con un nuovo ruolo e nuove mansioni, mantenendo lo stesso livello e stipendio. La società presenta il nuovo incarico come una strada “per salvaguardare il posto di lavoro e acquisire una nuova professionalità“. Ma alle lettere hanno fatto seguito le diffide. Il punto contestato è semplice: conservare stipendio e livello non basta quando il lavoro svolto quotidianamente cambia completamente. L’operazione ha inoltre evitato la strada dei licenziamenti collettivi, che avrebbe imposto criteri precisi nella scelta del personale da lasciare fuori. (…) Le prime contestazioni degli impiegati rappresentati dall’avvocato Francesco Bronzini sono state inviate il 7 luglio. (…) Tra chi fino a pochi giorni fa costruiva l’immagine della Roma e oggi cerca una taglia XL in magazzino per soddisfare le richieste del cliente di turno.
(La Repubblica)