Verona prima del sogno. Che rincorsa con Malen: si vede la mano di Gasp

C’è stato un momento in cui sembrava che la Roma avesse perso tutto. […] Non ultimo, il caso Ranieri: uno “strappo” bell’e buono da Gasperini che poteva far precipitare i giallorossi nel baratro. O io o lui: ha vinto “lui”, Gasp, e le parole dell’ex tecnico hanno avuto un effetto opposto. Da quel giorno la Roma è ripartita e adesso la Champions è a un passo. Ultima fermata prima del sogno: il Verona. Retrocesso e senza più niente da chiedere. Facilissimo? Uhm. Proprio quel Verona che, con la testa ormai libera, ha strappato alla Juve mezza Champions, imponendole un 1-1 a Torino, poi ha fatto lo stesso, senza conseguenze, con l’Inter. […] Rispetto a una Juve sconclusionata alla meta e a un’Inter in versione euforica, la Roma è in un’altra dimensione tecnica e mentale. Lo spiega il modo in cui ha aggredito il derby, lo fa capire la grinta di Mancini che gioca ogni partita come fosse una finale, lo certificano i 14 gol di Malen che, senza scherzare con i santi, è quello che in miniatura ricorda di più Ronaldo il Fenomeno: con lui, quasi 2 gol a partita; senza, 1,20. Cinque successi e un pari nelle ultime sei partite. Diversamente dal Milan, la Roma non può contare sugli scontri diretti (è in svantaggio contro tutti) e anche nelle classifiche avulse è preceduta da Milan e Como. Deve fare da sé e ha tutto per riuscire. […] Mentre il Milan avrà necessità di fare un salto tattico e mentale, la Roma con un anno in più può diventare una credibile rivale dell’Inter. […]

(Gasport)

Malen, dal trattamento speciale in allenamento all’incontro con un tifoso a Trigoria: “Vi porto in Champions!”

Donyell Malen è l’uomo del momento in casa Roma e Gian Piero Gasperini si affiderà ovviamente a lui anche nella trasferta al Bentegodi contro l’Hellas Verona, valida per l’ultima giornata di campionato e in programma domani alle ore 20:45. Il centravanti olandese ha fatto innamorare i tifosi giallorossi e ieri è andato in scena un simpatico siparietto all’esterno del ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, un giovane tifoso si è avvicinato alla sua macchina all’ingresso del centro sportivo: «Donny portaci in Champions, portaci in Champions!». La risposta del bomber non si è fatta attendere: «Sì, vi ci porto! Andiamo in Champions, forza Roma».

Inoltre Gasperini sta riservando a Malen un trattamento speciale con l’obiettivo di preservarlo in vista del match di domani: nessun entrata dura e contrasti aggressivi in allenamento quando il pallone è tra i piedi di Donyell.

(corsport)

Gasperini vuole tutti a Verona: al Bentegodi anche gli infortunati e lo squalificato Wesley. In dubbio la presenza di Ferguson e Tsimikas

Gian Piero Gasperini sta cercando di compattare l’ambiente in vista dell’importantissimo match tra Hellas Verona e Roma, valido per la trentottesima e ultima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio Bentegodi. Si tratta di una partita fondamentale per i giallorossi, i quali si assicurerebbero un posto nella prossima edizione della Champions League in caso di vittoria. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, Gasperini vuole portare a Verona tutta la rosa e per questo motivo nella tribuna del Bentegodi ci saranno anche gli infortunati (Lorenzo Pellegrini ed Evan Ndicka) e lo squalificato Wesley. Forse saranno assenti Evan Ferguson (da tempo ormai lontano da Trigoria) e Konstantinos Tsimikas, fermato da febbre e tonsillite.

(corsera)

Foti: “Rifarei tutto dell’esperienza alla Roma, ma l’addio fu una bella botta. Gasperini? Perfetto per i giallorossi”

Salvatore Foti, ex vice allenatore di José Mourinho ai tempi della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati ha ripercorso la sua avventura nella Capitale, svelando anche dei retroscena sullo Special One. Ecco le sue parole: «Alcuni gesti non li rifarei, ma alla squadra devi trasmettere qualcosa. Si gioca tutti insieme, panchina compresa».

Cosa, invece, rifarebbe?
«Se parliamo di Roma, tutto: un’esperienza che ti entra dentro completamente, quando mi chiamò Mou per essere il suo vice ero felice come un bambino la mattina di Natale».

Tirana, 25 maggio 2022.
«Tirana è per sempre».

Il ricordo più bello di quel giorno?
«Impossibile scegliere, ce ne sono talmente tanti… Ma uno significativo lo posso rivelare».

Prego.
«Sapete quanto è durata la riunione prepartita il giorno della finale? Ve lo dico io: trenta secondi, forse quaranta. Non siamo arrivati al minuto».

Le parole di Mourinho?
«Eccole: non vi devo dire nulla, dobbiamo solo prendere la coppa e portarla a Roma».

Spiega tanto di quella squadra, di quel gruppo.
«Assolutamente, si era creato qualcosa di magico. Al netto dell’inevitabile timore che porta una finale, c’era veramente la convinzione che avremmo vinto. José ne aveva fatte tante di partite così, tutta l’organizzazione passava da lui. L’hotel vicino allo stadio, quello delle famiglie distante così da restare concentrati, la magia di una squadra davvero tanto tanto unita. Mi viene in mente anche un altro discorso di Mou che chiarisce tanto di quel periodo».

Quale?
«Torino-Roma, cinque giorni prima della finale. Vinciamo 3-0 con doppietta di Abraham e gol di Pellegrini e siamo sicuri dell’Europa League. Torniamo nello spogliatoio, lui raduna tutta la squadra: “Oggi abbiamo fatto il nostro lavoro, mercoledì andiamo a fare la storia”. Pochissime parole, anche in quel caso, ma i ragazzi non vedevano l’ora di scendere in campo a Tirana».

Un anno dopo, Budapest.
«Ancora adesso non riesco a guardare con serenità una partita di Europa League. Fa davvero male. Quella coppa la meritavamo noi. Tornati a casa non parlai per 20 giorni, avevo gli incubi».

È vero, come dicono in tanti, che Mourinho sarebbe andato via se aveste vinto?
«All’epoca me lo chiesero anche i giocatori, la verità è che io non lo sapevo allora e non lo so adesso. Di certo, lui amava e ama tanto Roma, l’ha detto anche di recente».

Gasperini è invece quello perfetto per la Roma?
«Certo che sì. Lo dimostrano i fatti. È uno dei migliori in Italia e io sono contento per tanti dei nostri ragazzi».

Li sente ancora?
«Pellegrini e Mancini, soprattutto. Lorenzo mi è venuto a trovare quando ero in ritiro a Frosinone, persona speciale».

E con la Roma, invece? Cosa successe in quei giorni di gennaio del 2024?
«Non lo so, posso dire che l’esonero di Mourinho, e di conseguenza di tutto lo staff, fu per tutti una bella botta. L’anno di Budapest avevamo vissuto una stagione magica, fino ad aprile eravamo sempre in piena lotta Champions, poi si fecero male alcuni giocatori, tra cui Dybala e Smalling, e decidemmo di puntare tutto sull’Europa League».

Non avere avuto Paulo al top è un rimpianto.
«Enorme. La preoccupazione principale di tutti gli allenatori deve essere sempre e solo la salute di Dybala, gioca un calcio di visione e tecnica uniche».

Per Paulo un limite?
«Se discutiamo il talento di un campione così sbagliamo tutto. Ma, ripeto, noi lavorammo per portarlo a Budapest perché avevamo deciso di giocarci tutto lì, in una partita dove, tra l’altro, per oltre un’ora facemmo benissimo».

Visto come è finita, scelta giusta o sbagliata?
«Facile parlare a posteriori, però se ripenso ad alcuni momenti di quei mesi ho ancora i brividi».

Ce ne dice uno?
«Leverkusen, la semifinale di ritorno. Una battaglia, il manifesto di cosa era diventata la squadra. Quelli eravamo noi, compattezza, solidarietà, solidità e efficacia. Conservo nel cuore qualcosa di veramente speciale».

(corsport)

De Kort (ex allenatore Malen): “Era diverso dagli altri bambini”. Leever (pres. VV Succes): “È la dimostrazione che i sogni possono diventare realtà”

René de Kort è stato uno dei primi allenatori di Donyell Malen e lo ha conosciuto ai tempi del VV Succes, un piccolo club dell’Olanda. L’ex tecnico del centravanti della Roma ha rilasciato un’intervista al quotidiano e ha raccontato i primi passi di Donny nel mondo del calcio. Ecco le sue parole: «Si capiva già che aveva qualcosa in più rispetto agli altri. Lo notavamo perché si metteva a palleggiare a bordocampo aspettando di giocare: 105, 106, 107, 108 palleggi di fila. E andava avanti… Quando ha cominciato a giocare le partite la sua squadra non ha più smesso di vincere. E così ha fatto nelle altre categorie: prendeva palla, cominciava a dribblare tutti i giocatori in campo e segnava. Avversari alti, bassi, più grossi, non importava: nascondeva la palla a tutti».

Il nonno Joop?
«Era il suo migliore amico. Stava sempre con lui a giocare a calcio. Joop lo seguiva in ogni suo passo. […] Un sabato mattina il nonno arrivò zoppicante al campo, eravamo tutti preoccupati. “Sono tutto dolorante perché con Donyell ci stiamo esercitando sulle rovesciate. Alla mia età non dovrei più farlo, ora ho mal di schiena”, ci disse». Immagini autentiche, genuine, di un calcio che profuma di famiglia e passione vera. E poi la nonna, inevitabilmente esasperata dalle sfide casalinghe tra i due. «Spesso giocavano a calcio dentro casa, e chiaramente capitava di vedere bicchieri volare per aria…».


A raccontare Donyell Malen è anche Raymond Leever, presidente del VV Succes: «Donny occupa ancora un posto speciale all’interno del club. Rappresenta un’ispirazione e la dimostrazione che i sogni possono diventare realtà, anche partendo da un piccolo club dilettantistico come il nostro. Malen mantiene ancora un forte legame con il nostro club. Recentemente, ha anche sostenuto il Succes con una generosa donazione per aiutarci a realizzare il nostro nuovo progetto di illuminazione LED per i campi. Un gesto che dimostra quanto tenga ancora al luogo in cui ha iniziato il suo percorso calcistico». […]

(corsport)

Champions, un rebus in 90′: quanti destini in ballo

Destini incrociati a schema libero. Dopo trentasette giornate di campionato, la corsa Champions è ancora un enigma. In ballo ci sono i sogni dei tifosi. In palio, una settantina di milioni, indispensabili per i club di vertice, abituati a spendere come se fosse certo il quarto posto, ma ancora costretti a giocarsi la qualificazione.

È un rebus difficile da leggere il Milan, che per preparare la partita di domani sera a San Siro con il Cagliari si è chiuso in ritiro in cui spera di trovare soluzioni a un incastro non facile. […] Lo è tanto più la Juventus, ultima nel sudoku della conta dei punti, attesa dal derby in casa del Toro, che vuole festeggiare i cinquant’anni dello scudetto di Graziani e Pulici. Dovrà farlo senza Bremer, squalificato, e senza Yildiz, fermato da noie al polpaccio. Pari alla Juve, ma con gli scontri diretti a favore, c’è il Como, che sulla carta ha la partita più complicata fra le quattro della volata Champions che si giocheranno in contemporanea, in trasferta contro la Cremonese in lotta per la salvezza col Lecce. […]

Si trova di fronte a un rompicapo non di poco conto Gasperini, pronto a guidare una Roma galvanizzata dalla vittoria con la Lazio, ma senza Wesley e Pellegrini. I 70 punti, gli stessi del Milan, non consentono di stare tranquilli. Per risolvere l’equazione, basta vincere contro il Verona condannato alla Serie B, ma che nell’ultimo mese ha pareggiato con Juventus e Inter. […]

(La Repubblica)

Malen, l’idolo della Roma

C’è una frase che riecheggia senza sosta dentro Trigoria, quasi fosse diventata la colonna sonora della rincorsa romanista: «Ancora una vittoria, ancora una». I giocatori lo ripetono in campo, negli spogliatoi, nei corridoi, persino nelle sale comuni dove ormai il mantra è diventato un credo collettivo. Un’ossessione positiva, feroce, trascinante. Perché l’ultima curva della stagione non concede più margini: novanta minuti che valgono il ritorno in Champions, una rinascita, forse persino un cambio definitivo di dimensione. […]

E in mezzo a questa corsa sfrenata verso Verona c’è soprattutto lui: Donny Malen. L’uomo atteso, invocato, venerato dal popolo romanista. «Donny portaci in Champions, portaci in Champions!». L’urlo di un ragazzo davanti ai cancelli del Fulvio Bernardini fotografa perfettamente il clima che si vive attorno all’attaccante olandese. […] Davanti a lui una Porsche rossa scintillante, con il finestrino abbassato. Dentro c’è Malen, sereno ma tenace. E soprattutto coinvolto tra foto, autografi e determinazione. «Sì, vi ci porto! Andiamo in Champions, forza Roma». […]

Adesso la Roma intravede davvero la svolta. La Champions significherebbe cambiare prospettiva, accelerare il nuovo progetto, accendere definitivamente il futuro. Ecco perché attorno a Malen si muove un’intera società. Tutti lo proteggono. Tutti lo aspettano.

A Trigoria il trattamento è speciale. Nelle partitelle nessuno entra duro su di lui, nessuno rischia il contrasto aggressivo. Prudenza assoluta. Perché dentro il gruppo c’è una convinzione chiara: Donny è l’uomo della Champions. Lo sa la squadra, lo sa lo staff, lo sa perfino il vicepresidente. Ma soprattutto lo sa Gasperini. Il tecnico lo segue quotidianamente, gli parla dopo ogni allenamento, lo osserva con attenzione quasi maniacale, cercando di trasformarlo in una molla pronta a esplodere proprio nella notte più importante.[…]

(corsport)

Scamacca chiama la Roma

Certe storie fanno giri lunghissimi prima di ritrovarsi davanti al proprio destino. E quella tra Scamacca e la Roma sembra una di quelle scritte apposta per consumarsi tra attese, rincorse, frenate e nuovi incroci. […] Da anni il centravanti sogna il ritorno in giallorosso. Lo ha sfiorato, accarezzato, quasi toccato. Ma la Roma gli è sempre scivolata via all’ultimo metro. […]

La terza volta potrebbe davvero essere quella giusta. Lo spera Scamacca, lo spera soprattutto Gasperini, uno che con Gianluca non ha costruito soltanto un rapporto tecnico, ma anche umano. Profondo, sincero, diretto. Un anno fa Gasperini era a Roma per il matrimonio dell’attaccante. Lì avvenne anche il primo contatto con Pellegrini ed El Shaarawy molto prima di ritrovarli a Trigoria. E in quelle conversazioni inevitabilmente il discorso cadde sulla Roma, anche con Scamacca, in un momento in cui Dovbyk sembrava vicino all’addio e il club cercava un nuovo centravanti titolare. […]

Oggi lo scenario è completamente diverso. La qualificazione in Champions cambierebbe tutto: strategie, investimenti, ambizioni. E soprattutto renderebbe finalmente sostenibile quel matrimonio soltanto rimandato. Perché Scamacca alla Roma verrebbe per incidere, per giocarsela con Malen, alternandosi tra Serie A e Champions oppure addirittura fianco a fianco. […]

(corsport)

EL SHAARAWY: “Roma è il posto del cuore, mi mancherà. Tornerò a vivere qui”

Stephan El Shaarawy lascerà la Roma il 30 giugno dopo 10 anni trascorsi nella Capitale e si è raccontato nel corso di un’intervista rilasciata al settimanale de La Gazzetta dello Sport in compagnia della futura moglie Ludovica Pagani. Ecco le loro parole.

Nel tuo messaggio di addio alla Roma hai usato l’espressione “casa”…
“Roma mi ha accolto non una ma due volte, la prima nel 2016 e poi quando sono tornato dalla Cina. L’affetto che era rimasto tra la gente mi ha colpito tanto. Poi qui ho costruito le mie amicizie, ho comprato casa, Roma è il posto del cuore. Così come la Roma. Il club in cui sono cresciuto, come uomo e calciatore. Mi ha dato tantissimo e di certo mi mancherà”.

Ludovica, oggi sarai romanista, ma nasci tifosa di un’altra squadra?
“Sono di Bergamo, simpatizzavo per l’Atalanta. Però vedi, ho tirato Gasperini di qua! La verità è che tifo solo per lui (El Shaarawy, ndr), ovunque andrà sarò sempre lì a vederlo. Certo, il pubblico romanista non l’ho mai visto da nessun’altra parte”.

Prende la parola Stephan: “Confermo. Tutta quella passione anche in campo si sente, si sente forte e chiara. E ci aiuta. Sempre. Pressioni? In una squadra importante come la Roma è giusto che ci siano”.

Stephan nel tuo lavoro serve anche tanta testa, ne parli con la tua “psicologa personale”?
“Io non parlo tantissimo, ma quando lo faccio lei è sempre pronta ad ascoltarmi e consigliarmi. Quello che si sta chiudendo è stato un anno un po’ più complicato dei precedenti. Ho giocato meno e le volte in cui ho giocato non ho fatto proprio l’attaccante, ho fatto il quinto, altri ruoli per cui anche i numeri sono stati diversi”.

Interviene Ludovica Pagani: “Però ha sempre dato il massimo”.

Riprende la parola El Shaarawy: “Io mi sono sempre messo a disposizione cercando di farmi trovare pronto ogni volta che mi chiamavano. E mi è stato anche riconosciuto dal mister come dal tifosi”.

Conclude Pagani: “È un professionista, io che lo vedo tutti i giorni so quanto si dedichi al calcio, è la sua vita”.

    Roma resterà la vostra casa?
    “Il desiderio di entrambi è tornare qui quando smetterò di giocare, assolutamente sì. Questa è la nostra casa e lo sarà anche dei nostri figli“.

    (Sportweek)

    MALEN: “Se sono in un grande club come la Roma è anche grazie alle persone che mi hanno valorizzato durante l’infanzia”

    CORSPORT – Donyell Malen si racconta e lo fa in una lettera scritta all’edizione odierna del quotidiano. Il centravanti ha ripercorso i suoi primi passi nel mondo del calcio mossi nel VV Succes e ha ringraziato tutte le persone che lo hanno cresciuto in Olanda: “Non potrò mai dimenticare il mio passato, le mie origini, il percorso sia di vita che calcistico cominciato a pochi passi da casa. La squadra, la mia prima squadra: il VV Succes, che mi ha fatto capire quanto fossi innamorato del calcio a soli cinque anni. […] Wieringen è casa, è famiglia, è amicizia. Lì sono nato e soprattutto sono cresciuto in un ambiente magnifico, fantastico, con tante belle persone che mi hanno dato affetto e sostenuto nelle scelte importanti. […] Il Succes è sempre stata una casa, un posto dove realizzare i miei sogni e poi farli realizzare ai bambini che in quell’oasi felice si divertono sognando di diventare calciatori. Voglio ricordare il mister Sietzo IJzer che purtroppo ci ha lasciato lo scorso marzo, anche a lui devo tanto e se sono qui in un grande club come la Roma è anche grazie alle persone fantastiche come lui che mi hanno cresciuto e valorizzato durante la mia infanzia, quando il sogno è iniziato”