IL PUNTO DEL LUNEDÌ – CONDÒ: “La Roma è arrivata a pezzi a primavera” – SORRENTINO: “Diao degno esponente di questa Serie A di ingannatori”

La Roma perde 2-1 contro il Como e scivola al sesto posto in classifica in seguito alla pesante sconfitta nello scontro diretto per la Champions. La quarta posizione, occupata proprio dai lariani, dista ora tre punti. Una squadra con limiti evidenti, ma anche con molte assenze, come scrive anche Paolo Condò su Il Corriere della Sera: “Ieri il Como ha battuto la Roma perché dopo averle regalato un rigore l’ha dominata con tecnica, palleggio verticale e, nella ripresa, uno contro uno sfinente in parità numerica e irresistibile dopo l’espulsione (sbagliata) di Wesley. Uno show che avrebbe meritato l’opposizione di un Dybala o almeno di un Soulé, ma la Roma è arrivata a pezzi a primavera, e deve riorganizzarsi al più presto perché si è messa a correre pure la Juve“. Ha fatto parlare anche l’errore arbitrale evidente di Massa, non ci va leggero Andrea Sorrentino, che su Il Messaggero scrive: “A complicare i piani c’è pure l’espulsione di Wesley inventata dal pessimo Massa, e complimenti a quel cascatore di Diao, degno esponente di questa serie A di ingannatori“.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


M. FERRETTI – IL CORRIERE DELLO SPORT
L’obiettivo della Roma era chiaro: dimostrare di non essersi fermata al gol di Gatti. (…) Come è andata in riva al lago? Malissimo. (…) Roma non sufficiente, nel complesso. Le assenze vanno segnalate e soppesate, così come il rosso ingiusto a Wesley (pochi giorni dopo la parata di Malinovskyi a Genova…). La sfida tra le difese top del torneo si chiude con la felicità di Cesc Fabregas, salito al quarto posto. La Roma crolla al sesto ma a tre punti dal quarto. Prima del gol di Gatti era tutta un’altra storia però, si sa, chi sbaglia paga. Oppure fa pagare… Altro giro, altra Roma. Uno sguardo all’attacco, ad esempio: Malen al centro, alle sue spalle Pellegrini e El Shaarawy, che non giocava titolare da una vita. Ventitreesima scelta in 29 partite. Soluzioni obbligate, di fatto. (…) Dopo il vantaggio di Malen, la Roma ha sofferto soprattutto per colpe sue, leggi un’impressionante serie di palloni regalati in uscita. Questo non le ha permesso di pensare alla fase offensiva e di limitarsi essenzialmente a difendersi. Il Como ha fatto la partita, ha sfiorato più volte la rete del pareggio e la Roma è stata costretta a guardare.
Como nuovo, in avvio di ripresa, con due punte a modificare lo sviluppo del gioco di Fabregas. Pareggio del nuovo entrato Douvikas con regalissimo della difesa della Roma e palla tra le gambe di Svilar: Fuori Wesley per doppio giallo (il secondo inesistente) e gara compromessa. Falsata. Malen (egoista con Pellegrini solo soletto in area) sotto la doccia in vista del Bologna: dentro Vaz. Infortunio per Celik, spazio a Ziolkowski con Tsimikas per Hermoso. Segnali di Roma? Macchè, impossibile o quasi vista la qualità dei nuovi entrati. (…)
Fermiamoci un minuto a riflettere. Una squadra che ha dovuto fare i conti con tre attaccanti operati (Dovbyk, Dybala e Ferguson), uno alle prese con la pubalgia (Soulé), un (quasi) desaparecido (Angeliño), errori e flop di mercato (Bailey, su tutti), numeri 9 più fasulli che falsi/finti (Baldanzi) e gente non da Roma che invece sta a Trigoria. (…) Prima di sparare sentenze di ogni genere è necessario fare un’attenta, cruda analisi della realtà. Il dibattito è aperto, mentre la Roma, per colpa di questo o quello, sta perdendo posizioni su posizioni in classifica. L’Europa League, ora, diventa fondamentale.


G. D’UBALDO – IL CORRIERE DELLO SPORT
Per la seconda volta in questa stagione la Roma esce dalla zona Champions. Era accaduto al 23° turno, dopo la sconfitta di Udine. Ieri a Como è arrivato il decimo ko in campionato (…): 22-3 i tiri totali, 7-1 quelli nello specchio. L’unico tiro in porta quello su rigore di Malen, che aveva illuso la Roma dopo sette minuti. (…) La Roma non sta bene fisicamente, paga le tante assenze in attacco, episodi arbitrali ancora discutibili (clamorosa l’espulsione di Wesley), ma anche un organico che non è competitivo per certi livelli. Nella fase più importante della stagione Gasperini si è affidato alla vecchia guardia, El Shaarawy, al rientro dopo due mesi, si è aggiunto a Mancini, Cristante e Pellegrini, i giocatori più esperti del gruppo. (…) il Faraone si era procurato il rigore in apertura, ha dimostrato di essere recuperato, nella penuria di attaccanti può ancora essere utile con la sua esperienza. Ma è stato l’unico a lasciare il segno. (…) La Roma ha pagato la mancanza di pressione, la stanchezza già evidenziata a Bologna ha fatto perdere lucidità. Poi Fabregas è riuscito a mettere in difficoltà
Gasperini. (…) Ma soprattutto lo spagnolo ha potuto cambiare la partita con gli inserimenti di Douvikas e Diao, mentre il tecnico della Roma ha messo dentro prima Rensch, poi Pisilli e Robinio Vaz, infine Tsimikas e Ziolkowski, anche pensando al Bologna.
Nessuno è riuscito a dare un contributo per evitare la sconfitta. Gasperini ha accennato a questo limite nel dopo partita. (…)


T. CARMELLINI – IL TEMPO
Аl netto di un arbitro inguardabile che lascia la Roma in dieci sul più bello, a Como per i giallorossi arriva una sconfitta giusta, che fa malissimo e taglia Gasperini
& Co. fuori dalla corsa Champions. La squadra di Fabregas ha surclassato la Roma dall’inizio alla fine. Parte a mille, gioca di prima, sembra una squadra di calcetto che va a memoria e a tratti fa paura: arrivano da tutte le parti e i giallorossi vanno in affanno più volte. Non a caso sono la squadra con il maggior possesso palla della serie A. Ma il problema, più della forza, del gioco e della voglia dei lombardi è la flessione giallorossa: tre tiri in porta in due partite con Genoa e Como appunto. E se vuoi arrivare in alto queste sfide non le puoi perdere. Stanno mancando i punti cardine: alle assenze di N’Dicka (sostituito al centro da Mancini), di Dybala e Soulé infortunati, c’è da aggiungere il passo indietro di uomini del calibro di Koné. Il centrocampista francese che aveva preso in mano la Roma è l’ombra di se stesso, lontano anni luce da quello che aveva fatto innamorare i tifosi romanisti. E proprio da un suo “buco” a centrocampo parte l’azione dalla quale si arriverà all’espulsione (assurda) di Wesley.
Ma dopo i tre fischi sono dettagli resta l’amarezza per un’altra stagione che rischia di concludersi con un nulla di fatto. La Roma in due settimane è passata dall’ipotesi di agganciare il Napoli al terzo posto a ritrovarsi al sesto a due punti dalla Juve quinta e a tre dal Como che dopo il successo casalingo di ieri sera viaggia meritatamente al quarto. Ora Gasperini dovrà essere bravo a far smaltire ai suoi le tossine del secondo ko consecutivo in campionato e farli concentrare sulla sfida di Europa League dell’Olimpico giovedì con il Bologna. Perché quella, arrivato a questo punto, rischia di diventare la partita della vita.


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE
La Lazio sistema le faccende dell’Inter, la vittoria sul Milan spegne euforie di rimonta e colpi di scena in classifica, Chivu stia sereno, Allegri badi piuttosto al Napoli di Conte, patetica la scenetta del livornese con Leao, Milan a -8. Nell’Olimpico tornato una cosa seria, la squadra di Sarri ha trovato ritmo e gioco anestetizzando i rossoneri con evidenti limiti difensivi. (…) Buone notizie dal lago, il Como è quarto, da champions. Ha vinto una partita non bellissima ma lo ha fatto sulla Roma cacciandola dall’area della grande coppa. Merito di Fabregas, merito di una proprietà che sta investendo. (…) In due settimane Gasperini è riuscito a passare da un virtuale +7 sulla Juventus a un effettivo -2 dagli stessi bianconeri, dieci sconfitte sono una macchia che non si può cancellare con le chiacchiere o gli strilli dell’allenatore, le assenze romaniste non sono esclusive, basta controllare tutte le altre in corsa, giovedì nel ritorno di Europa League, contro il Bologna, si capiranno altre cose sul lavoro dell’erede di Claudio Ranieri, per il momento la piazza giallorossa si è resa conto che i volantini della propaganda sono bagnati. (…) Chivu si allinea ai lamenti dei suoi colleghi ma infuriarsi e scrivere di arbitri e di Var è diventato noioso e inutile come i dibattiti su Garlasco e il referendum. Nel caso degli arbitri, però, non si può cambiare canale.


P. CONDÒ – IL CORRIERE DELLA SERA
Il Milan ha mancato il colpo. Il pari dell’Inter gli aveva aperto una finestra per risalire a -5 ma la Lazio, in versione deluxe per il ritorno dei tifosi allo stadio, T’ha richiusa sbattendola: gol di Isaksen seguito da un’efficace resistenza alla disordinata pressione rossonera. (…) Ma scendiamo in zona quarto posto. Cesc Fabregas non ha un buon rapporto con gli allenatori italiani, che gli rimproverano un comportamento in panchina distante da quello richiesto a un quasi rookie. Un’alterigia di fondo implicita nel palmares (da giocatore) che nessuno degli altri tecnici avvicina, perché un titolo mondiale e due europei sono lauree honoris causa di cui Coverciano può solo prendere atto. Ieri c’è stato un vivace scambio di idee a fine gara con gli assistenti di Gasperini (che se l’era filata negli spogliatoi, furioso con l’arbitro: pleonastico fargli la morale, ma Fabregas non ha resistito). (…) Il Como è una squadra spagnola trapiantata in serie A. (…) Ieri il Como ha battuto la Roma perché dopo averle regalato un rigore l’ha dominata con tecnica, palleggio verticale e, nella ripresa, uno contro uno sfinente in parità numerica e irresistibile dopo l’espulsione (sbagliata) di Wesley. Uno show che avrebbe meritato l’opposizione di un Dybala o almeno di un Soulé, ma la Roma è arrivata a pezzi a primavera, e deve riorganizzarsi al più presto perché si è messa a correre pure la Juve. Fra i pochi a dichiarare simpatia per Fabregas, Spalletti ha ormai passato la nottata ed è pronto al lungo sprint col catalano. Sperava di scavalcarlo già ieri. Ci riproverà.


A. SORRENTINO- IL MESSAGGERO
AIlarme giallorosso: la Roma si è spenta, Gasperini non si raccapezza e gli arbitri infieriscono. Troppe negatività tutte insieme conducono al sesto posto, peggior piazzamento stagionale. A Como, un po’ obbligata dall’avversario e molto dalle sue forze declinanti, la Roma opta per la difesa a oltranza. (…) A complicare i piani c’è pure l’espulsione di Wesley inventata dal pessimo Massa, e complimenti a quel cascatore di Diao, degno esponente di questa serie A di ingannatori. La decima sconfitta in campionato, un’enormità, chiude un filotto di dieci partite in 50 giorni in cui Gasperini ha battuto solo Cagliari e Cremonese, ovvero le meno in forma della serie A, pareggiato cinque volte, perso tre. (…) Intanto la Roma, tra infortuni seriali e cali di forma, è appassita pian piano, come un fiore a cui cadono i petali o uno zazzeruto che perde i capelli. (…) Ora tutti protesi verso l’accorata di Roma-Bologna, giovedì sera, poi la sosta arriverà propizia. Da evitare il capzioso dibattito su cosa scegliere, se l’Europa League o il campionato: entrambe le cose, ovviamente, perché tutto è ancora possibile. Giovedì ci vorrà ancora la spinta dell’Olimpico, tante volte carezzevole. (…) Infine, gli arbitri: all’improvviso hanno cambiato metro in corsa, perché adesso non puniscono più i contatti lievi, e così falsano ancora il torneo (ma poi Wesley a Como prende il secondo giallo per uno sfioramento). Un disastro. Come i giocatori che continuano a simulare vergognosamente, impuniti. Anche per queste cose la serie A è ormai parente lontana del calcio internazionale. (…) Lo ha sancito il malinconico
Atalanta-Bayern 1-6: ormai l’homo sapiens del calcio si evolve lontano dall’Italia.


G. MARCHINI – IL QUOTIDIANO SPORTIVO
Non c’era modo migliore di avvicinarsi alla
Partita di Roma, se non battendo il Sassuolo. A qualunque prezzo. Purtroppo, anche al prezzo di perdere il portiere titolare. (…) Vincenzo Italiano ha valutato che i due guardiani del faro rossoblù non potessero mancare, soprattutto dovendo preservare Freuler e avendo Ferguson squalificato. Perché, in fondo, contro la difesa del Sassuolo, Castro, dopo otto gare, puoi anche farlo rifiatare, che magari Dallinga un gol te lo fa (e lo ha fatto). Perché Bernardeschi e Rowe in questo momento costituiscono la tua artiglieria pesante e non puoi rischiarla per nulla al mondo, soprattutto se hai gente come Cambiaghi e Orsolini che non brilleranno d’azzurro come tre mesi fa, ma restano comunque Cambiaghi e Orsolini. E allora tutti a riposo, tranne Skorupski e Lucumi. Troppo importante la loro presenza perché troppo strategica era questa partita che, da una parte, ti dava la carica per arrivare al derby di ritorno di Europa League con il morale alto e dall’altra ti permetteva di rimanere vivo nella molto virtuale corso al settimo posto. (…) Oltretutto le risposte che le momentanee ‘seconde linee’ hanno dato – chi più (Moro, Cambiaghi, Sohm, Dallinga), chi leggermente meno (Odgaard, Orso) – restituiscono il quadro di un gruppo forte, unito, affiatato. Il tutto, in una domenica, dove a Como la Roma di Gasperini ha perso lo spareggio Champions. (…) Tradotto: non possono permettersi di uscire. La partita d’andata, invece, ha dimostrato che questa Roma può uscire eccome contro il vero Bologna.

Como-Roma: la moviola dei quotidiani. Massa disastroso, sbaglia sulla seconda ammonizione di Wesley e il VAR poteva intervenire per “scambio di persona”

La Roma cade anche a Como e perde 2-1 uno scontro diretto importantissimo per la Champions League. I giallorossi scivolano al sesto posto in classifica e la quarta posizione, occupata proprio dai lariani, dista tre punti. Prestazione gravemente insufficiente per l’arbitro Davide Massa (4.6), il quale commette un chiaro errore in occasione della seconda ammonizione di Wesley: Assane Diao viene fermato da Devyne Rensch, ma per il direttore di gara l’irregolarità è commessa dall’esterno brasiliano (che si trovava accanto) ed estrae il cartellino giallo numero 2 che vale l’espulsione. Netto, invece, il rigore assegnato alla Roma per un fallo di Diego Carlos su Stephan El Shaarawy.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 5

Al 6′ è netto il rigore per la Roma: Diego Carlos aggancia col piede sinistro il destro di El Shaarawy che si era fiondato sul retropassaggio errato di Sergi Roberto, anticipandolo. […] Molto dubbio il secondo giallo per Wesley al 64′: Diao sembra cadere per il contatto alto con Rensch.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 4.5

Due partite in una per Massa: bravo fino al 64’, poi assoluto protagonista in negativo della sfida Champions. […] Sull’1-1, Wesley insegue Diao, affiancato da Rensch: il brasiliano (già ammonito, corretto il primo provvedimento disciplinare) fa di tutto per non toccare l’avversario e a parte (forse) un leggero contatto (fra l’altro provocato da Diao, che allarga la gamba destra), praticamente fallo inesistente. Anzi, è più decisa la trattenuta di Rensch, se vogliamo fare un paragone (e un VAR sveglio si sarebbe attaccato a questo per far fare una revisione all’arbitro per “scambio di persona” sull’ammonizione). […] Non ci sono infrazioni sul gol segnato da Douvikas: al momento del passaggio di Alex Valle, ci sono Hermoso e Rensch a tenerlo in gioco. Netto il rigore fischiato in campo, in ritardo l’entrata di Diego Carlos su El Shaarawy. […]


IL TEMPO – VOTO 5

Como-Roma comincia subito con un episodio per Massa: il calcio di rigore assegnato dopo pochi minuti per il fallo di Diego Carlos su El Shaarawy. Netto il penalty: nessun dubbio sull’intervento del difensore, che stende il suo avversario in area dopo essere stato superato, e senza toccare il pallone. L’episodio clou, e anche il più incriminato, è però il secondo giallo a Wesley per un fallo su Diao. Il brasiliano, già ammonito, fa di tutto per evitare il contatto con l’avversario: dalla telecamera retroporta sembra effettivamente che non ci sia alcun impatto basso falloso né con il destro, né col sini-stro. Troppo lieve invece il contatto col braccio sinistro. Anche il tocco di Rensch sembra troppo poco per fischiare fallo, ma tra i due è quello dell’olandese il contatto “più punibile”. Ricordiamo che il VAR può intervenire per un caso evidente di mistaken identity, cioè di scambio di persona; ma in questo caso Fabbri, che rientrava in questo ruolo dopo 26 giornate (l’ultima volta aveva sbagliato in Milan-Bologna), ritiene evidentemente che il fallo sia proprio di Wesley. Non è da rigore il tocco di braccio di Mancini nel primo tempo: il pallone gli carambola sul gomito dopo un rimpallo; non vuole opporsi a un tiro e la distanza è ravvicinata. La gara è molto tesa: lo confermano le schermaglie accese che coinvolgono Sergi Roberto prima con Mancini e dopo con Malen. L’arbitro sceglie, in entrambi i casi, di gestire senza ammonizioni. Così come non è da giallo l’impatto tra il gomito di Hermoso e il viso di Caqueret: lo spagnolo cerca di farsi largo ma non allarga troppo e non carica il gesto. Allo stesso modo Massa gestisce anche su Wesley, che in elevazione allarga il gomito su Ramon. Al netto del secondo giallo, sono giusti gli altri cartellini a Caqueret, Diego Carlos e Ghilardi.


IL MESSAGGERO – VOTO 4.5

Fischia troppo e a volte, molto male, vedi per il fallo inesistente di Wesley
(semmai è di Rensch) su Baturina. Non contento, mostra il secondo giallo al brasiliano, quindi espulso.


IL ROMANISTA – VOTO 4

Il rosso a Wesley è un episodio che cambia una partita e, forse, una stagione. Il protagonista è ancora una volta l’arbitro Davide Massa di Imperia, numeri alla mano una sentenza per la squadra giallorossa. Dal 1° ottobre 2022, infatti, la Roma non vince quando a dirigere la gara è l’arbitro ligure che si conferma dunque la bestia nera per la squadra della Capitale: nelle ultime 10 partite, 7 sconfitte e 3 pareggi. E tante polemiche. […] Si parte con il rigore concesso alla Roma, inevitabile. El Shaarawy legge bene la pressione e mette in difficoltà Diego Carlos che lo stende in area. Massa non può far altro che concedere la massima punizione ma non c’è giallo: la promettente azione d’attacco è depenalizzata sul rigore. Difficile invocare il Dogso. […] L’episodio che cambia tutto è il secondo giallo del brasiliano della Roma: stessa situazione e stessi automatismi, il problema è che il fallo non esiste. Pellegrini su Baturina è da giallo, ma c’è il vantaggio. Con Diao lanciato a rete inseguito insieme a Rensch, Wesley fa di tutto per non intervenire e non tocca il giocatore del Como. Non c’è contatto basso né di Wesley né di Rensch. […] Il Var potrebbe intervenire per scambio di persona per ammonizione: poteva esserci revisione per valutare chi doveva essere ammonito. Ma Fabbri lascia sbagliare Massa, forse perché valuta che il fallo fischiato potesse essere la mano di Wesley sulla schiena di Diao. […]

I VOTI DEGLI ALTRI – Svilar “tanti alti e un basso grave”, Koné “svampito”. Rensch “un disastro totale”, Gasperini “scelte infelici”

La Roma perde 2-1 il delicatissimo scontro diretto con il Como e scivola addirittura al sesto posto in classifica, a tre punti dalla quarta posizione occupata proprio dai lariani. Leggermente insufficiente Mile Svilar (5.64), il quale alterna grandi parate e imprecisioni in occasione dei gol: “La parata vera la sfodera su Nico Paz. Non convince granché sull’1-1 di Douvikas, ma si riscatta qualche minuto dopo sulla botta velenosa di Diao. Alti, tanti e un basso ma grave” (Il Messaggero). Bocciatura pesante per Manu Koné (4.92): “La sua prestazione risulta prevedibile fin dalle prime battute: perde un pallone facile nei pressi di Svilar, regalando la prima occasione. Impalpabile in mediana, impreciso perfino quando potrebbe mandare Elsha in porta. Svampito” (Il Romanista). prestazione da peggiore in campo per Devyne Rensch (4.57), che smentisce le aspettative dell’allenatore giallorosso: “Un disastro totale. Resta alto sul fuorigioco del pari, sbaglia l’intervento su Diao, viene fatto a fette da Rodriguez” (La Gazzetta dello Sport). Gian Piero Gasperini (5.07), difficile definire se le colpe siano più sue o della rosa a disposizione, decimata dagli infortuni e con giocatori che appaiono non pronti e senza energie: “Squadra irriconoscibile. E scelte che si rivelano infelici: l’esclusione di Pisilli, l’inserimento di Rensch e Ziolkowski, il cambio di Malen” (Il Corriere della Sera).


LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 5.64
Ghilardi 5.57
Mancini 5.50
Hermoso 4.92
Celik 4.92
Cristante 5.50
Koné 4.92
Wesley 5.28
Pellegrini 5.14
El Shaarawy 6.07
Malen 6.00

Rensch 4.57
Pisilli 5.57
Vaz 5.35
Tsimikas 4.92
Ziolkowski 5.21

Gasperini 5.07


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 5.5
Ghilardi 5
Mancini 5.5
Hermoso 5.5
Celik 5
Cristante 5.5
Koné 5
Wesley 5.5
Pellegrini 5
El Shaarawy 6
Malen 6

Rensch 4.5
Pisilli 5.5
Vaz 5.5
Tsimikas 5
Ziolkowski 5

Gasperini 5


IL MESSAGGERO

Svilar 5.5
Ghilardi 5
Mancini 5.5
Hermoso 4.5
Celik 4.5
Cristante 5
Koné 5
Wesley 5
Pellegrini 5
El Shaarawy 6
Malen 5.5

Rensch 4
Pisilli 5.5
Vaz 5
Tsimikas 5
Ziolkowski 5

Gasperini 4.5


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6
Ghilardi 5.5
Mancini 5.5
Hermoso 5
Celik 5
Cristante 5.5
Koné 5
Wesley 5
Pellegrini 5
El Shaarawy 6
Malen 6

Rensch 4.5
Pisilli 5.5
Vaz 5
Tsimikas 5
Ziolkowski 5

Gasperini 5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 5.5
Ghilardi 5
Mancini 5.5
Hermoso 5
Celik 5
Cristante 5.5
Koné 5
Wesley 5
Pellegrini 5
El Shaarawy 6
Malen 6

Rensch 4
Pisilli 5.5
Vaz 5.5
Tsimikas 5
Ziolkowski 5

Gasperini 5


LA REPUBBLICA

Svilar 5
Ghilardi 6
Mancini 5.5
Hermoso 5
Celik 5.5
Cristante 6
Koné 5
Wesley 5
Pellegrini 5.5
El Shaarawy 6.5
Malen 6.5

Rensch 5
Pisilli 6
Vaz 5.5
Tsimikas 5.5
Ziolkowski 5.5

Gasperini 5


IL TEMPO

Svilar 6
Ghilardi 6
Mancini 5
Hermoso 4.5
Celik 5
Cristante 5.5
Koné 5
Wesley 5.5
Pellegrini 5
El Shaarawy 6
Malen 6

Rensch 5
Pisilli 5.5
Vaz 5.5
Tsimikas 5
Ziolkowski 5.5

Gasperini 5.5


IL ROMANISTA

Svilar 6
Ghilardi 6.5
Mancini 6
Hermoso 5
Celik 4.5
Cristante 5.5
Koné 4.5
Wesley 6
Pellegrini 5.5
El Shaarawy 6
Malen 6

Rensch 5
Pisilli 5.5
Vaz 5.5
Tsimikas 4
Ziolkowski 5.5

Gasperini 5.5

Roma Femminile: pari al Tre Fontane con la Fiorentina

IL TEMPO – La Roma non va oltre il pari con la Fiorentina. Al Tre Fontane finisce 1-1: Galli risponde a Janogy; capolista a + 7 dall’Inter (in attesa di Sassuolo-Inter di oggi).

«Purtroppo ci manca un pizzico di qualità in più sotto porta però – il commento di Rossettini – Non era scontato riprendere la gara per come si era messa». Ora testa al derby di sabato.

Bologna, sorriso amaro: Dallinga batte il Sassuolo. Ma Skorupski si fa male e addio alla ‘finale’ di Roma

Si può vincere la terza trasferta consecutiva in campionato, consolidare ottavo posto e primato regionale, vedere più da vicino in classifica l’Atalanta (ora a +5), ritrovare un Dallinga bomber da tre punti e ciononostante tornare dal Mapei Stadium senza sorrisi e anzi con la preoccupazione stampata sul volto. E’ il volto rigato di lacrime di Skorupski, tra i migliori in campo ma purtroppo vittima, nel finale, di un infortunio muscolare che rischia di fargli vedere giovedi la Roma in cartolina.

Succede tutto all’87, quando ormai il derby è ai titoli di coda e il polacco paga un conto salatissimo all’uscita volante, con tanto di colpo di testa, con cui sventa un’incursione, tutto sommato non irresistibile, dei padroni di casa. […] Il portierone si accascia, resta a lungo a terra, poi si rialza, stringe i denti e gioca gli ultimi cinque minuti con la coscia sinistra vistosamente fasciata, unica soluzione possibile per non lasciare in inferiorità numerica un Bologna che a quel punto aveva esaurito i cambi.
Crac ai flessori, lacrime sotto la curva occupata dai millecinquecento bolognesi che capiscono il momento e applaudono, tutti i compagni che gli fanno capannello per consolarlo e lui che esce zoppicante dal campo. […]

Tanto altro questo derby non lascia, se non gli infortuni aggiunti di De Silvestri e Moro (altra pedina in forse per l’Olimpico) e la forza di un Bologna che si conferma squadra da viaggio. […]

(Quotidiano Sportivo)

Svilar non basta più, la difesa è sparita. Ghilardi: “Un momento no, resettiamo”

Se inizia a sbagliare anche Svilar, allora, c’è da preoccuparsi. A dir la verità anche ieri sera si è messo il mantello da supereroe (su Alex Valle e Nico Paz) ma l’errore sull’1-1 di Douvikas pesa come un macigno. Ma la solidità difensiva della Roma – spesso mascherata proprio dai miracoli di Mile – ora sembra non esserci più.

I giallorossi non sono più la miglior difesa della Serie A, superati proprio dal Como anche in questa classifica e dal Milan. Ventitré le reti subite di cui undici nel girone di ritorno e la media è passata da 0.6 gol presi a partita a 1.1. […]

Ad analizzare il momento negativo ci ha pensato Ghilardi: «Come ha detto il tecnico le cose non ci stanno andando bene ultimamente. Abbiamo due obiettivi: l’Europa League e arrivare in Champions tramite il campionato. Resettiamo dopo questa brutta sconfitta perché era uno scontro diretto. Dobbiamo continuare a lavorare e ci rialzeremo». L’errore grave è sulla rete del pareggio di Douvikas: «Preso gol a difesa schierata. Possiamo fare meglio. Sapevamo che avrebbero girato molto per toglierci i riferimenti, siamo anche riusciti a fermarli però purtroppo non è andata come volevamo». […]

Ieri a Como in tribuna c’era anche il commissario tecnico della Nazionale Gattuso, ma per la Nazionale il lavoro da fare è ancora tanto. Giovedì contro il Bologna si riaccomoderà in panchina per far spazio a Ndicka. Al suo fianco Mancini e Hermoso. Pronti i titolarissimi per provare a strappare il pass per i quarti di finale contro una tra Aston Villa e Lille.

I finali di gara continuano ad essere il tallone d’Achille della Roma. È arrivata la decima sconfitta in ventinove giornate: per ritrovare un dato peggiore c’è bisogno di avvolgere il nastro e tornare alla stagione 2012/2013 con Zeman in panchina poi sostituito da Andreazzoli. Sono già otto i punti persi da inizio anno per del gol subiti nell’ultimo quarto d’ora. Due contro Cagliari, Juventus e Napoli; uno con Genoa e Como. Menzione speciale anche per l’eliminazione in Coppa Italia arrivata per mano del Torino a causa della rete di Ilkhan nei minuti di recupero. In campionato sono ben nove le reti incassate dal 75′ in poi, tra le prime dieci della Serie A nessuno ha fatto peggio. […]

(Il Messaggero)

Caso Dovbyk: il recupero è un rebus

Ma quindi, Dovbyk, quando recupera? «Si continua a lavorare, lasciamoli parlare», ha scritto ieri l’ucraino in un post su Instagram parecchio polemico – con scatto dentro la palestra di Trigoria – alla luce delle voci che lo vedrebbero in infermeria fino alla fine della stagione.

Il centravanti, operatosi a metà gennaio al tendine della coscia sinistra, non ha
gradito. Eppure le parole pronunciate da Gasperini nei giorni scorsi («ormai
lui e Ferguson non possiamo più considerarli nemmeno degli assenti») e quelle comunicate ieri dal ds Massara a Como lasciano poche altre interpretazioni: “Per quanto riguarda Dovbyk, ancora non c’è certezza, però è evidente che la sua presenza in campo prima della fine potrebbe essere un pochettino più difficile in questo momento”. […]

(corsport)

Gasp, lite con Cesc e attacco a Massa: “Quel rosso ha cambiato la partita”

[…] Non è (ancora) il momento delle accuse, quello magari arriverà a fine stagione (anche se non passa inosservata l’ennesima stoccata al mercato: «C’è stata difficoltà nel reperire giocatori in avanti. Non sempre ho potuto fare qui, quello che facevo da altre parti. Alla fine però ci siamo adattati bene»).

Quello che non gli va giù è l’ennesimo torto arbitrale. Dopo Genova, Como. Ok, non c’è la controprova che la Roma in undici non avrebbe perso. Ma per la seconda volta consecutiva, i giallorossi sono fortemente penalizzati. […] «Sicuramente cambia la partita, non è la prima volta che il Como usufruisce di queste situazioni. Sicuramente lo fa un po’ troppo, ma questo è il calcio. Stavolta non entro nel merito, ho parlato in altri momenti ma questa è simulazione». Ci ripensa dopo in conferenza stampa: «Inutile continuare a commentare questo andamento del calcio, soprattutto sulle simulazioni. Questo è un episodio pesante».

Ed è anche per questo motivo che alla fine della partita e corso negli spogliatoi, non salutando Fabregas. Situazione che non è andata giù allo spagnolo: «Io la mano la do sempre, quando vinco e quando perdo. Quello che ha fatto non è sportivo. Mi è dispiaciuto, è una questione di rispetto». Pronta la replica di Gian Piero: «Il Como è una squadra forte ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina». […]

Il ritorno degli ottavi in Europa League contro il Bologna diventa fondamentale: «Non siamo nelle condizioni migliori ma dobbiamo riprenderci. Lo abbiamo sempre fatto, questi ragazzi sono fantastici». All’Olimpico l’occasione per dimostrarlo.

(Il Messaggero)

È un Como da Champions. Roma sconfitta e furiosa

Mentre tutto si colorava di blu e gli altoparlanti urlavano l’inno del Lago, Gasperini girava le spalle e si infilava negli spogliatoi. Dietro di lui Fabregas, quasi interdetto, che provava a salutarlo. Si è chiuso così il primo round della partita vinta dal Como in rimonta 2-1 contro la Roma, con un duello a distanza tra gli allenatori. Proseguito poi nella pancia del Sinigaglia. Cesc attacca, Gasp replica. “Arrabbiato o contento, non sono mai andato via senza dare la mano all’avversario. Così sono cresciuto, quando si perde si fa così, anche se sei stato massacrato o pensi che abbia sbagliato l’arbitro“. La risposta è arrivata con la Roma già sul pullman: “Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti – la nota rilasciata da Gasperiniin campo e in panchina“. Il riferimento è all’episodio che ha condizionato la loro sfida, il secondo giallo a Wesley per un fallo su Diao che in realtà sembra aver commesso Rensch. (…) Doveva essere un incrocio tra il calcio feroce di Gasperini e quello luccicante di Fabregas, ma in realtà è stata l’aggressività della squadra di casa a obbligare la Roma in ritirata. Schiacciata, anche oltre quello che racconta il risultato finale. Il rosso a Wesley, sull’1-1, ha avuto un peso ma la sensazione è che il Como fosse comunque superiore, anche per la stanchezza accumulata dai giallorossi, reduci dall’andata del derby europeo con il Bologna. (…) Adesso Gasperini si ritrova sesto, a -3 dal Como e -2 da Spalletti, una sola vittoria contro le prime sette in classifica (col Como all’Olimpico), media punti di 0,6.
Wesley non commette fallo, si sposta per non colpire Diao – la rabbia del tecnico giallorosso – e non è la prima volta che il Como ha situazioni del genere, sono un po’ cercate. Siamo sfortunati: a Genova c’era un rigore clamoroso per andare 2-1“. La Roma è stata danneggiata dalla scelta dell’arbitro Massa, discutibile. Però in campo ha sofferto come mai successo in stagione. Il tecnico catalano ha cambiato tre volte modulo e con le sostituzioni ha dato scacco matto a Gasp. (…) Il Como sogna in grande, la Roma non può mollare.

(La Repubblica)