Castan sicuro: «Difesa di ferro, tutti con Gasp»

Corsport – Parla l’ex difensore centrale della Roma. (…) Dieci anni fa, di questi tempi, Leandro Castan stava vivendo il momento più duro della sua vita. Aveva sconfitto il tumore alla testa, era rientrato in campo ma, dopo una brutta partita contro il Verona, Luciano Spalletti lo aveva messo fuori con toni netti: la sua carriera, di fatto, era finita. E allora, visto che la vita è una cosa e i trend virali un’altra, partiamo proprio da qui: «Si, lo so che su Instagram c’è questa moda di pubblicare le foto del 2016 e del 2026, l’ho vista e mi ha fatto sorridere».

All’epoca però era furioso.

«Si. Non discussi la scelta di Spalletti, legittima, ma i modi bruschi. Detto questo, era e resta uno degli allenatori migliori che ho avuto».

Ha detto la parola magica: allenatore, (…) A chi si ispira?

«Tite e Rudi Garcia, soprattutto per l’approccio umano. E anche un po’ a De Rossi: Daniele è un amico, ha iniziato da poco, ma è un punto di riferimento per quello che sta facendo. Però posso dire una cosa?».

Prego.

«Quanto mi sarei divertito con Gasperini e la sua difesa a 3 uno contro uno. Forse avrel preso qualche cartellino giallo, oggi non ci posso pensare perché non riesco a correre così. Ma lui mi piace da pazzi e per un difensore come me sarebbe stato bellissimo».

Difesa di ferro… : cosa manca alla Roma?

«Niente, hanno tutto. Devono solo isolarsi. Non ascoltare quello che viene detto fuori Trigoria e non lasciar uscire le cose che succedono nel centro sportivo. La pressione poi dai… Parliamoci chiaro: Roma è magnifica, se non la reggi devi andare in terza categoria. In ogni caso, ora hanno tanti giocatori bravi, a partire da Svilar e poi Wesley».

Con Gasp e Ancelotti può diventare uno dei più forti al mondo?

«Con la Roma attacca tanto, forse in nazionale avrà compiti più difensivi, Ancelotti è il maestro dell’equilibrio. Ma lui è forte forte e sta andando bene al primo anno in Italia, che è sempre il più complicato. Con Ancelotti diventerà ancora più forte».

La Roma del 2013, quella diGarcia, aveva una difesa straordinaria con lei e Benatia.

«Che oggi è al Marsiglia con Balzaretti, eravamo tanti.
Medhi aveva già il Dna del dirigente, si occupava anche di logistica (ride ancora, ndr). lo amo il calcio offensivo, quello con il pallone che mi fa brillare gli occhi, ma a quel gruppo era proprio difficile fare gol
».

Nel 2014 cambiò tutto.

«Si, ero al top della mia carriera. Faccio l’allenatore anche per questo: il tumore mi ha tolto delle cose, vorrei riprendermele in panchina. Ho perso tutto in un attimo, credo di insegnare ai ragazzi che si è , prima uomini e poi calciatori».

Alla fine ha fatto pace con quel 2016?

«Si. Ero davvero arrabbiato, anche con me stesso perché avevo avuto un problema più forte di me e volevo dare la colpa a qualcuno. Me ne sono fatto una ragione. Però, visto che non so perdere, aspetto la mia rivincita».

Roma e la Champions, Gasp vuole accelerare prima dell’ Europa. Oggi la lista: dubbio Vaz

Le cinque giornate erano quelle di Milano, ma a pensarci su vanno bene pure per Roma. Per la Roma, anzi. E dunque per Gasperini e la società tutta, all’inseguimento di quella qualificazione Champions che cambierebbe il futuro prossimo della squadra in termini di ambizioni. (…) Se siamo qui a raccontarci che il vantaggio del Milan fino a oggi è stato quello di disputare (Coppa ltalia a parte) solo una gara ogni sette giorni — e lo stesso accadrà al Napoli, ora che è uscito dalla Champions —, non si può non applicare lo stesso ragionamento alla Roma. Cinque partite, allora: Cagliari e Cremonese in casa, Genoa fuori, in mezzo i due scontri diretti con Napoli (al Maradona) e Juventus (all’Olimpico). (…) «Faremo di tutto per difendere quella posizione (il quarto posto, ndr) e se possibile incrementarla», aveva detto Gasperini prima della gara europea con lo Stoccarda. Ora che la Roma è scesa al quinto posto in classifica, c’è da correre e rincorrere. (…) Oggi peraltro la Roma comunicherà i cambi nella lista Uefa: dentro Malen e Zaragoza per Bailey e Dovbyk, da capire invece se sarà inserito Robinio Vaz. E sì che pure l’Europa è una strada possibile – vincendo il trofeo – per la qualificazione Champions. (…) Conte e Spalletti sono oggi i due rivali più vicini in classifica ed è qui che la Roma deve provare a fare il salto. Provare, certo. Nessun obbligo. Ed è probabile che oggi il concetto sarà chiarito anche in una call con il presidente DanFriedkin.

(Corsera)

Deiola verso il rientro, dietro c’è Rodriguez

Prosegue la marcia di avvicinamento di Deiola verso il rientro. Improbabile un suo impiego lunedì sera all’Olimpico contro la Roma, ma anche ieri il centrocampista, dopo un lavoro specifico, si è unito al gruppo, incrementando il ritmo. Deiola è assente ormai da oltre un mese, dopo che, a poche ore dalla partita con il Milan, aveva accusato un problema al retto femorale della coscia. (…) Oltre a Belotti e Felici, che proseguono la riabilitazione dopo la ricostruzione del crociato, assente anche Folorunsho, ancora in fase di recupero dopo lo stiramento al legamento collaterale del ginocchio e conseguente intervento chirurgico. Dopo aver schierato per tre volte di seguito, mai avvenuto prima, la stessa formazione, Pisacane contro la Roma apporterà almeno una variazione. (…)

(corsport)

Oggi la ripresa. Ferguson, prove per il rientro

Dopo un giorno di riposo concesso da Gasperini, oggi la Roma torna in campo per la preparazione alla sfida del lunedì sera contro il Cagliari. In un Olimpico tutto saurito, la speranza del tecnico é di poter contare su Dybala, che tra domani e sabato può tornare in gruppo, ma anche su Farguson che oggi testerà le condizioni della caviglia dolorante per poter finalmente tornare a disposizione. (…)

(corsport)

Elsha, Mancini, Pellegrini, Cristante: Il club celebra i suoi quattro simboli

Orgoglio e romanismo. Sono simboli, bandiere. Giocatori che più di altri incarnano il sentimento del popolo giallorosso. In tempi di rinforzi last minute in prestito con diritto/obbligo di riscatto, ci sono pure quelli che appartengono per militanza già alla storia (e ovviamente al presente) della Roma come Cristante, El Shaarawy,
Pellegrini e Mancini, entrati nel ristretto club dei giallorossi con 300 presenze e oltre: 347 Bryan, 340 Stephan, 358 Lorenzo e 504
Gianluca. Un traguardo che ieri la Roma ha celebrato con un video speciale sui canali ufficiali in cui i quattro hanno svelato ricordi ed emozioni legati a match importanti: dai derby vinti alla finale di Conference League vinta nel 2022 (…). In particolare, Cristante può superare Tommasi (351) nella classifica dei più presenti già nelle prossime settimane.

(Gazsport)

Sabatini: «Gasp si lamenta, ma è una strategia… Koné deve restare, obbligo Champions»

Gasport – L’ex ds della Roma: «Il tecnico cosi stimola l’ambiente, è ⁠stato bravo a convincere i tifosi che non lo amavano». La contrapposizione tra Massara e l’allenatore esiste da tempo. Venturino e Vaz due talenti, si sta costruendo un futuro da scudetto. Walter Sabatini è stato uno dei dirigenti più importanti nella storia giallorossa e ha lavorato con l’attuale direttore sportivo della Roma per quasi dieci anni. Oggi Sabatini è un attento osservatore delle dinamiche di mercato, e non solo.

In questo momento sembra esserci una contrapposizione tra Massara e Gasperini. Che ne pensa?

«La contrapposizione esiste da parecchio, mi sembra un fenomeno abbastanza ripetitivo nel calcio di oggi. Succede spesso di lamentarsi in pubblico. Ma quello di Gasperini è anche un modo di essere, di negoziare» (…).

C’è il rischio che Gasp possa andare via a fine stagione?

«Non credo. Lui comunica così da sempre, lo faceva anche a Bergamo per stimolare l’ambiente (…). Anzi la prossima stagione avrà il vantaggio di poter individuare prima i calciatori e di conoscere meglio i rumori di questa città».

Con lei si sarebbe scontrato?

«Ho pensato di portarlo alla Roma nel primo anno della gestione Pallotta, ma i nostri caratteri non si sarebbero sposati bene (…).

Ma possiamo dire che Massara è promosso o no?

«Ah, per me non ci sono dubbi. La Roma ha fatto il miglior mercato in Serie A ma se lo dico io poi mi accusano di nepotismo (…) . La Roma giocava già bene, aveva una sua identità, ma aveva bisogno di una profondità diversa in attacco per avere più soluzioni durante le partite. Oggi il reparto è decisamente più completo e ha giocatori forti fisicamente come Malen e Vaz e con velocità e dribbling come Zaragoza».

Tra le trattative sfumate c’èstata quella per Raspadori.

«Giocatore importante, ma quando hai dubbi di venire a giocare nella Roma qualcosa non va (…).

Tempo fa defini Massara “il Salah dei dirigenti”.

«E lo penso ancora oggi. Massara è uno che lavora senza isterismi, non si ta condizionare dalla pressione. Ha centrato obiettivi importanti e ha dato coerenza al progetto. Poi in questo campo ti serve pure un po’ di fortuna, non sempre ce l’hai».

Il rischio è che a giugno debba partire qualcuno per i limiti del Fair Play Finanziario.

«Spero non Koné. Lui deve essere il futuro del centrocampo: fa reparto, mi ricorda un po’ Nainggolan. Ma di Radja ce n’è uno solo. Un altro che cambia le partite è Wesley, cresce di gara in gara».

Anche lei pensa che Venturino e Vaz siano troppo giovani per dare una mano nel presente?

«Per i calciatori esiste un solo valore: che siano bravi. E Vaz e Venturino lo sono. Quest’ultimo mi sembra più pronto, a Udine mi ha dato l’idea di poter essere utile già oggi. Vaz è un diamante grezzo» (…).

In conclusione, questa Roma ora vale la Champions?

«Senza dubbio, la rosa lo era anche prima del mercato e Gasperini resta un valore aggiunto. Detto questo per la Roma la Champions deve essere l’obiettivo minimo. Si sta costruendo per il futuro e vedo una speranza importante di poter lottare perlo scudetto.

Stadio a Pietralata: entro fine mese la conferma del pubblico interesse

L’obiettivo è chiaro: chiudere la pratica di conferma del pubblico interesse entro fine mese per poter mantenere in linea il progetto stadio della Roma di Pietralata con la candidatura italiana per ospitare gli Europei di calcio del 2032. Ieri, tavolo politico: il sindaco Roberto Gualtieri, il dg del Campidoglio, Albino Ruberti, l’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia. E, dall’altro lato, una consistente fetta dei consiglieri di maggioranza. Sono loro che dovranno approvare una delibera con la quale verrà confermato l’interesse pubblico alla costruzione dell’impianto. E la presenza del sindaco ha un significato preciso: impegnare la maggioranza, indicare come il cronoprogramma non sia un’indicazione generica ma vincolante. L’idea è che entro una decina di giorni i tecnici capitolini – se ne occupano all’Urbanistica, alla Mobilità, all’Ambiente, allo Sport, al Patrimonio e ai Lavori pubblici – completino l’esame delle carte che la Roma ha depositato il 21 dicembre scorso. A quel punto – se non dovesse essere necessario qualche aggiustamento – le relazioni saranno inserite in una delibera di giunta che poi dovrà essere portata al voto in Aula.
(…) Roma Pietralata (insieme all’Olimpico) è inserita nella long list degli impianti che potrebbero ospitare gli Europei di calcio del 2032. A settembre prossimo la lista diventerà molto più corta, passando dai 13 impianti attuali, a 5 impianti ospitanti più eventualmente un paio di riserve. Per questo, entro il 31 luglio prossimo, dovrà essere consegnato il progetto definitivo approvato e finanziato. Tutti gli impianti prescelti, qualora dovessero essere costruiti o rinnovati, dovranno avere i progetti cantierabili entro marzo 2027 e l’unico certo di essere in lista senza problemi è l‘Allianz Stadium della Juventus. Facendo i conti, siamo appena appena in questo range temporale. (…)

(Il Messaggero)

Zaragoza subito più dribbling per la Roma. Lo spagnolo verso il decollo

Per Bryan Zaragoza l’esordio ci sarà lunedì sera in casa, all’Olimpico, contro il Cagliari. «Non vedo l’ora di fare il mio debutto e di vedere l’Olimpico pieno di tifosi della Roma – ha detto in questi giorni il folletto spagnolo -. Quello che mi piacerebbe di più sarebbe poi ottenere una bella vittoria. Se poi segnassi anche un gol sarebbe la ciliegina sulla torta». Ma l’impressione è che possa bastare poco all’allenatore giallorosso per convincersi di buttare subito dentro Zaragoza, fin dalla sfida con il Cagliari appunto. Lo spagnolo un allenamento con la squadra lo ha già fatto, martedì scorso. (…) Già, perché Gasp ha bisogno di un attaccante come lui: bravo nello stretto, capace di scardinare le difese (soprattutto quelle molto chiuse, contro le quali la Roma quest’anno ha fatto spesso fatica) e di ribaltare l’azione. Uno che ha dribbling, ma anche gamba. E che a campo aperto sappia volare verso la porta (…). Le scelte Gasperini nei giorni scorsi lo ha studiato al video e ne è rimasto favorevolmente sorpreso. «Lui e Malen ci daranno una mano», la sua sentenza dopo Udine. E l’allenatore della Roma spera che lo spagnolo possa trovare con l’olandese lo stesso feeling che ha dimostrato avere ad esempio Paulo Dybala (che contro il Cagliari dovrebbe essere di nuovo a disposizione, per la gioia di Gasp). (…) «So com’è Gasperini perché sono rimasto affascinato dal modo in cui giocaval’Atalanta ha detto -. Era fantastica, voglio vedere cosa posso imparare da lui». Molto, ci viene da dire… Esattamente come in questi primi giorni ha stretto molto con quelli che parlano la sua stessa lingua: Hermoso e Angelino su tutti (spagnoli come lui), ma anche Dybala e Soulé. Anche se l’impressione è che lì a sinistra possa diventare presto – se non subito – la prima scelta in assoluto. (…) Anche perché, ha raccontato lo spagnolo, «spero di aiutare la Roma a qualificarsi per la Champions». Il che, sostanzialmente, vuol dire dover battere il Cagliari. E Zaragoza è qui anche per questo motivo.

(gasport)

Caso rinnovi: quattro in scadenza. Ma soltanto Pellegrini può sperare

Tra malumori e note positive il mercato è archiviato. Ma il lavoro per Massara non termina. Ad occupare il ds ci sono adesso i nodi legati ai rinnovi con quattro giocatori in scadenza a giugno: Pellegrini, Dybala, El Shaarawy e Celik. Percentuali per la permanenza? Basse. Ad oggi Lorenzo è quello che può sperare più degli altri nel prolungamento. L’ingaggio da 4.5 milioni di euro è considerato troppo alto, ma è una cifra che neanche gli altri top club di Serie A sono disposti a dargli. Non è nei piani del Napoli, mentre il Milan potrebbe tornare alla carica offrendo circa 3-3,2 milioni a stagione. Nessun contatto, invece, con l’Al Nassr. L’intenzione del club è di mettere sul piatto un’offerta più bassa e in quel caso dipenderà da cosa deciderà di fare. Gasperini, con l’utilizzo che sinora ha effettuato, ha dimostrato di contarci. Il rapporto tra i due è ottimo e nella sua testa c’è l’idea futura di utilizzarlo a centrocampo, nella speranza che nel prossimo mercato venga ulteriormente accontentato in avanti. (…) Un altro che vorrebbe rinnovare è senza ombra di dubbio Dybala. Se per Pellegrini le possibilità sono poche, ce ne sono ancora di meno per Paulo. Lo stipendio è ancora più pesante (8 milioni più 1 di bonus) e i continui infortuni muscolari non aiutano a far cambiare idea alla società. Dall’altra parte del mondo rimbalzano le notizie su un possibile ritorno in Argentina. (…) Porte chiuse per El Shaarawy che a giugno saluterà. Capitolo Celik troppi i 4 milioni chiesti, la Juventus resta alla finestra per acquistarlo a parametro zero. (…)

(Il Messaggero)

Lotta Champions, la Roma al bivio

È un po’ come la quiete dopo la tempesta. Concluso il mercato e il mese da 6 gare di campionato (Atalanta, Lecce, Sassuolo, Torino, Milan, Udinese), una di coppa Italia (Torino) e due di Europa League (Stoccarda e Panathinaikos), la Roma tira le somme. E il raccolto a Trigoria (dove oggi è prevista una call con Dan Friedkin) è agrodolce. Da un lato le cose positive: l’arrivo del centravanti (Malen), di due giovani sui quali il club conta molto (Vaz e Venturino), dell’esterno di piede destro (Zaragoza) che gioca a sinistra che Gasperini aspettava da questa estate più la qualificazione diretta agli ottavi di Europei che permettono ai giallo-rossi di risparmiarsi gli insidiosi playoff. (…) Febbraio è appena iniziato ma rischia di essere già decisivo: perché la Roma fino al 12 marzo (andata degli ottavi europei) giocherà una partita a settimana e due di queste saranno contro Napoli e Juventus (1 marzo). Due scontri diretti fondamentali in ottica Champions più due impegni casalinghi (contro il Cagliari lunedì e la Cremonese il 22) ai quali si aggiunge la trasferta di Genoa (questa datata 8 marzo) che orienteranno la stagione giallorossa. Anche perché Gasperini sinora è stato molto chiaro: priorità al campionato. Lo ha ripetuto sempre, senza nascondersi. (…) Gasp però non è uno che arretra. Sa che la proprietà si aspetta la Champions ma questa è una possibilità non un obbligo. Il piano concordato con il club inizialmente era triennale e soltanto un campionato così anomalo ha permesso alla Roma d’inserirsi stabilmente tra le prime quattro, al di là dell’ultimo passo indietro. Ora ci sono queste quattro partite e soprattutto due scontri diretti che, come dimostrato il pareggio con il Milan, già non perdere farebbe tutta la differenza del mondo. Non tanto per i punti guadagnati ma per quelli che le avversarie non prendono. (…) Gasp è pronto a ripartire e spera entro sabato di avere di nuovo a disposizione Dybala, per convocarlo almeno nel match casalingo contro il Cagliari. Non è passato inosservato come il rendimento di Malen cambi se Paulo c’è o non c’è. Ma questa è ormai una vecchia storia.

(Il Messaggero)