Conti, De Sisti, Boni e altri ex: che reunion

Settanta voglia di Roma. I calciatori che hanno indossato la maglla giallorossa negli anni ’70 si ritroveranno venerdi 27 marzo, alle ore 20 presso il Park Hotel Mocolar per una serata emozionante e ricca ricordi. L’iniziativa, fortemente voluta da Loris Boni, che dal 1975 al 1979 ha disputato 102 partite con la Roma prima di trasferirsi al Pescara, coinvolgerà anche tanti tifosi. […]

Tra gli ex presenti non mancheranno Paulo Roberto Falcao, Franco Peccenini, Domenico Maggiora, Michele De Nadai, Guglielmo Bacci, Franco Tancredi, Pietro Sbaccanti, Roberto Scarnecchia, Bruno Conti, Giancarlo De Sisti, Paolo Borelli, Franco Cordova, Walter Cesaroli, Piergiorgio Negrisolo e Guido Ugolotti. […]

(corsport)

Non solo stadio Dan vuole tutto


«’Ihe sleeping giant», il gigante addormentato che Ryan Friedkin nel 2020 scelse come metafora per descrivere le potenzialità inespresse della Roma, è già in piedi e oggi cammina con le sue gambe. Se i primi cinque anni sono serviti a rimettere in sesto una società che tra urgenze di bilancio e risultati mancati faticava a tenere il passo delle big, questo lustro dovrà segnare il definitivo cambio di passo rispetto alla gestione Pallotta, il presidente che in qualche caso ha trasformato la Roma in un supermarket facendo continuamente ricorso alle plusvalenze e che in otto anni non ha alzato al cielo neppure un trofeo, riuscendo comunque a stabilizzare la società al vertice del calcio italiano ed europeo.

Anche il proprietario texano, come il predecessore, vede nello stadio un punto di partenza irrinunciabile. Per far lievitare i ricavi, chiaramente, ma anche per continuare a patrimonializzare il club. Anche se i ritardi burocratici e i continui cavilli (anche politici) iniziano a spazientire il sempre pacato Dan. La conferma dell’interesse pubblico sarà in aula entro la fine del mese, la Conferenza dei servizi dovrebbe aprirsi entro l’estate e di sicuro Friedkin non accetterà ulteriori ritardi rispetto al piano di posare la prima pietra a marzo del 2027, rispettando il cronoprogramma dei “lavori in corso” nell’anno del centenario giallorosso. […]

Il riservato Friedkin senior non compare quasi mai, né parla. Le interviste per lui sono come la kryptonite. Eppure si fa sentire: a Trigoria non si muove foglia che lui non voglia. La presenza del figlio Ryan, il vicepresidente, e invece anche fisica. Ma quando sia il padre sia il figlio sono altrove per affari, dovendosi dividere tra il business delle Toyota, la casa di produzione cinematografica, gli alberghi di lusso e la Pursuit Sports, che con Everton, Cannes e l’interesse per i San Diego Padres di Baseball sta allargando sempre più il proprio bacino, al Fulvio Bernardini tutto passa sotto lo sguardo attento di Ed Shipley, amico d’infanzia e braccio destro di Dan.

Con Ranieri hanno trovato il filo rosso che unisce le cose di campo alle dinamiche dirigenziali. Lo chiamano “Santa Claus” per la sua genuina capacità di portare serenità. Totti sarebbe l’ennesimo dono, probabilmente il più prezioso.

(corsport)

Squadra e staff a cena fuori, offre Gasperini

Squadra e staff a cena insieme, paga Gasperini. Il tecnico giallorosso ha voluto compattare il gruppo e ieri ha invitato giocatori e componenti dello staff al ristorante di pesce Micalusi, nel quartiere Prati. Un modo per ritrovare il sorriso dopo la sconfitta di Udine e per preparare un mese fondamentale per la Roma. Presenti tutti i calciatori, anche i nuovi acquisti come Malen o Zaragoza. Appena si è sparsa la voce fuori dal ristorante sono accorse decine di tifosi.

(gasport)

Totti torna alla Roma: appartenenza e competenza

Totti può tornare alla Roma? I Friedkin ci stanno pensando». Sono bastate dieci parole – il destino di una vita è dentro a quel numero – per accendere il dibattito.
Riannodando idealmente quel filo che si è spezzato il 17 giugno del 2019, quando il capitano – diventato dirigente – sbatté fragorosamente la porta.
Indispettito da un ruolo in cui non si riconosceva: una scatola vuota. «Sono all’oscuro di tutto, anche di possibili acquisti».
Un controsenso, se ci pensate, per uno che – da calciatore –
veniva incaricato di (…) convincere qualche collega a scegliere la Capitale. Ma, si sa, il suo addio al calcio era già stato, con gli stessi dirigenti, molto
travagliato. Questione di incompatibilità. (…) A differenza delle precedente esperienza, si tratterebbe di una scelta condivisa e non di un contratto ispirato dalla gestione Sensi. Certo è che il ritorno alla Roma di Totti avrebbe una doppia valenza. Assolutamente positiva. Perché, è chiaro, affonderebbe nelle radici dell’appartenenza, (…) e aggiungerebbe competenza, dove già c’è – da Gasperini a Ranierie Massara – non è mai sbagliato. Dicono: l’importante è specificare bene il suo ruolo. Tutto giusto, anche se Totti, da trequartista o da centravanti di manovra, ha sempre giocato a tutto campo. Da uomo assist a finalizzatore: l’importante è fare squadra

(gasport)

Adesso Francesco dimostri di sapere cosa sa e può fare

I Friedkin ci stanno pensando: Totti può tornare alla Roma. Firmato Claudio Ranieri, consulente della proprietà, in un’intervista tv a Sky. Boom. Nella capitale non si parla d’altro. […]

Fa un certo senso stupirsi della notizia. Perché, come ha detto Ranieri, Totti fa parte della storia della Roma. Eppure un po’ di stupore c’è, figlio legittimo dei molti messaggi concilianti lanciati dal Capitano negli ultimi anni (“Se mi volete io ci sono) alla nuova proprietà Usa, dopo che dalla precedente aveva preferito divorziare (17 giugno 2019) per incompatibilità, diciamo così, con una dirigenza che aveva sempre dato l’idea di averlo ereditato piuttosto che legittimato.

Messaggi, però, che non avevano mai avuto risposta, facendo cadere la questione in un’indifferenza ai confini dell’incomprensibile. Ora, invece, il cambio di rotta. Accolto da molti con un brindisi perché un Capitano c’è solo un Capitano. Da altri con il dubbio, sì va bene ma che viene a fare? Da altri ancora (una minoranza) con un dissenso sorprendente perché la risposta all’interrogativo l’hanno trovata, secondo loro. Ovvero: Totti che altro sa fare se non tirare calci a un pallone? […]

Se ognuno di noi ha posto dove deve e può stare, quello di Francesco Totti è Trigoria. […]

(Repubblica)

La Roma cerca Totti, il «Capitano» verso un clamoroso ritorno. A volte tornano

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dal 17 giugno 2019 sono passati quasi sette anni. Un’eternità per tutto quello che è successo nel mondo e nella Roma. Ma ora, dopo uno strappo mai ricucito del tutto, le strade di Francesco Totti e della società giallorossa potrebbero tornare ad incrociarsi. Dopo rumors che andavano avanti sin dal suo ritorno sugli spalti dello Stadio Olimpico per la partita europea con lo Stoccarda – era la prima volta dopo la semifinale d’andata di Europa League contro il Bayer Leverkusen nel 2023 -, è stato Claudio Ranieri a chiarire la situazione.

Il dirigente senior e consulente dei Friedkin ne ha parlato in maniera molto più diretta rispetto a quanto accaduto in passato e l’ha fatto in un’intervista ai microfoni di Sky Sport: «Un suo rientro in dirigenza? Ci stanno pensando i Friedkin e mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma, perché è una parte della Roma». Una mano tesa importante nei confronti dell’ex capitano.

Da diversi mesi le diplomazie sono all’opera per riavvicinare Totti al «suo» club e nelle ultime settimane il dialogo si è intensificato, con il faccia a faccia andato in scena con Ryan Friedkin durante il match con lo Stoccarda. Si è ancora in una fase embrionale dei dialoghi, in cui ci sono parecchie cose da sistemare, in primis sul ruolo e l’operatività. Tutti predicano la massima cautela, ma il fatto che Ranieri sia uscito allo scoperto (rispondendo comunque a una domanda) è un segnale che un’intesa si può trovare. Il nodo della carica non è però banale, visto che il «10» non ha intenzione di apparire soltanto come un ambasciatore o una bandiera da sventolare in vista del centenario romanista.

Oltre all’argomento Totti, Ranieri ha cercato di rasserenare i tifosi dopo i giorni caldi del mercato, con le conseguenti polemiche sul rapporto tra Gasperini e Massara: «Non stiamo chiedendo a Gian Piero di andare in Champions League, anche se è la voglia di tutti quanti. Con la proprietà si è parlato di un programma di tre anni. Stiamo facendo molto bene, siamo molto contenti di come gioca la squadra, di quello che Gasp sta facendo. La voglia e quella di andare il più in alto possibile, però sappiamo che stiamo costruendo. A inizio campionato ho detto che avremmo passato due mercati di difficoltà e io sono sincero, non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi. Questo è segno che Gian Piero è molto bravo».

Poi entra nello specifico della relazione tra ds e tecnico: «Hanno due caratteri differenti, a Gian Piero piace stare sempre lì a martellare, se venisse qui Dio come ds, farebbe lo stesso e martellerebbe pure lui, è la sua forza. Massara è una persona molto riflessiva e calma, incassa molto bene e cerca di fare il suo lavoro. Un lavoro che è legato alla società. Io sono nel mezzo».

Ranieri, che promuove il mercato di gennaio, si è infine soffermato sulla questione dei rinnovi di Pellegrini e Dybala: «I procuratori hanno bussato e si sono parlati. Per la sopravvivenza del club bisogna però abbassare il monte stipendi. Se ci sarà un punto di incontro bene, altrimenti ci si saluta».

A tutto Ranieri: «Totti è una parte della Roma stiamo pensando a un ritorno»

LEGGO (F. BALZANI) – Il ritorno di Totti, il rapporto tra Gasperini e Massara, le ambizioni future. È stato un Claudio Ranieri in fiume in piena quello che ieri ha preso la parola dopo mesi di silenzio. La notizia choc ovviamente riguarda il possibile ritorno della storica bandiera a Trigoria. L’apertura da parte del senior advisor ai microfoni di Sky Sport sembra netta: «I Friedkin ci stanno pensando, e mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma, perché lui è una parte della Roma». Da tempo è in corso un dialogo tra Totti e il club. L’eventuale ruolo ritagliato per lui potrebbe essere quello di una figura operativa, come Maldini al Milan proprio quando c’era Massara.

E qui si passa alla seconda parte dell’intervista e sul tentativo di spegnere il fuoco tra Gasperini e il direttore sportivo: «Hanno due caratteristi diversi, Gasp martella tutti e martellerebbe anche Dio. Arriva la mattina e batte i pugni e dice ‘voglio questo’. Massara è una persona riflessiva e calma e cerca di fare il suo lavoro. Massara è la societa, sente il mister e quello che può fare con i Friedkin. lo sto nel mezzo. Non tutto si può fare subito, siamo uniti in questo. Quando Gasperini parla non dice una virgola fuori posto. Sono sempre d’accordo con lui e lo dico ai Friedkin, ha una grande visione ma ce lo dirà il tempo».

Poi Sir Claudio ribadisce: «Non stiamo chiedendo di andare in Champions subito, abbiamo un programma di tre anni e Gasperini ha chiesto un gruppo di 16 giocatori più dei giovani. È questo il percorso, magari da fare prima possibile ma subito non è facile. Ad inizio campionato ho detto che avremmo passato due mercati difficili e non mi aspettavo tutti questi arrivi. Gasp è bravo. Voleva Malen e Zaragoza e li ha presi. Rinnovi di Dybala e Pellegrini? Per la sopravvivenza del club dobbiamo abbassare il monte ingaggi. In base a quello che ci dirà il campo, se si viene incontro bene oppure ci si saluta».

Castan sicuro: «Difesa di ferro, tutti con Gasp»

Corsport – Parla l’ex difensore centrale della Roma. (…) Dieci anni fa, di questi tempi, Leandro Castan stava vivendo il momento più duro della sua vita. Aveva sconfitto il tumore alla testa, era rientrato in campo ma, dopo una brutta partita contro il Verona, Luciano Spalletti lo aveva messo fuori con toni netti: la sua carriera, di fatto, era finita. E allora, visto che la vita è una cosa e i trend virali un’altra, partiamo proprio da qui: «Si, lo so che su Instagram c’è questa moda di pubblicare le foto del 2016 e del 2026, l’ho vista e mi ha fatto sorridere».

All’epoca però era furioso.

«Si. Non discussi la scelta di Spalletti, legittima, ma i modi bruschi. Detto questo, era e resta uno degli allenatori migliori che ho avuto».

Ha detto la parola magica: allenatore, (…) A chi si ispira?

«Tite e Rudi Garcia, soprattutto per l’approccio umano. E anche un po’ a De Rossi: Daniele è un amico, ha iniziato da poco, ma è un punto di riferimento per quello che sta facendo. Però posso dire una cosa?».

Prego.

«Quanto mi sarei divertito con Gasperini e la sua difesa a 3 uno contro uno. Forse avrel preso qualche cartellino giallo, oggi non ci posso pensare perché non riesco a correre così. Ma lui mi piace da pazzi e per un difensore come me sarebbe stato bellissimo».

Difesa di ferro… : cosa manca alla Roma?

«Niente, hanno tutto. Devono solo isolarsi. Non ascoltare quello che viene detto fuori Trigoria e non lasciar uscire le cose che succedono nel centro sportivo. La pressione poi dai… Parliamoci chiaro: Roma è magnifica, se non la reggi devi andare in terza categoria. In ogni caso, ora hanno tanti giocatori bravi, a partire da Svilar e poi Wesley».

Con Gasp e Ancelotti può diventare uno dei più forti al mondo?

«Con la Roma attacca tanto, forse in nazionale avrà compiti più difensivi, Ancelotti è il maestro dell’equilibrio. Ma lui è forte forte e sta andando bene al primo anno in Italia, che è sempre il più complicato. Con Ancelotti diventerà ancora più forte».

La Roma del 2013, quella diGarcia, aveva una difesa straordinaria con lei e Benatia.

«Che oggi è al Marsiglia con Balzaretti, eravamo tanti.
Medhi aveva già il Dna del dirigente, si occupava anche di logistica (ride ancora, ndr). lo amo il calcio offensivo, quello con il pallone che mi fa brillare gli occhi, ma a quel gruppo era proprio difficile fare gol
».

Nel 2014 cambiò tutto.

«Si, ero al top della mia carriera. Faccio l’allenatore anche per questo: il tumore mi ha tolto delle cose, vorrei riprendermele in panchina. Ho perso tutto in un attimo, credo di insegnare ai ragazzi che si è , prima uomini e poi calciatori».

Alla fine ha fatto pace con quel 2016?

«Si. Ero davvero arrabbiato, anche con me stesso perché avevo avuto un problema più forte di me e volevo dare la colpa a qualcuno. Me ne sono fatto una ragione. Però, visto che non so perdere, aspetto la mia rivincita».

Roma e la Champions, Gasp vuole accelerare prima dell’ Europa. Oggi la lista: dubbio Vaz

Le cinque giornate erano quelle di Milano, ma a pensarci su vanno bene pure per Roma. Per la Roma, anzi. E dunque per Gasperini e la società tutta, all’inseguimento di quella qualificazione Champions che cambierebbe il futuro prossimo della squadra in termini di ambizioni. (…) Se siamo qui a raccontarci che il vantaggio del Milan fino a oggi è stato quello di disputare (Coppa ltalia a parte) solo una gara ogni sette giorni — e lo stesso accadrà al Napoli, ora che è uscito dalla Champions —, non si può non applicare lo stesso ragionamento alla Roma. Cinque partite, allora: Cagliari e Cremonese in casa, Genoa fuori, in mezzo i due scontri diretti con Napoli (al Maradona) e Juventus (all’Olimpico). (…) «Faremo di tutto per difendere quella posizione (il quarto posto, ndr) e se possibile incrementarla», aveva detto Gasperini prima della gara europea con lo Stoccarda. Ora che la Roma è scesa al quinto posto in classifica, c’è da correre e rincorrere. (…) Oggi peraltro la Roma comunicherà i cambi nella lista Uefa: dentro Malen e Zaragoza per Bailey e Dovbyk, da capire invece se sarà inserito Robinio Vaz. E sì che pure l’Europa è una strada possibile – vincendo il trofeo – per la qualificazione Champions. (…) Conte e Spalletti sono oggi i due rivali più vicini in classifica ed è qui che la Roma deve provare a fare il salto. Provare, certo. Nessun obbligo. Ed è probabile che oggi il concetto sarà chiarito anche in una call con il presidente DanFriedkin.

(Corsera)

Deiola verso il rientro, dietro c’è Rodriguez

Prosegue la marcia di avvicinamento di Deiola verso il rientro. Improbabile un suo impiego lunedì sera all’Olimpico contro la Roma, ma anche ieri il centrocampista, dopo un lavoro specifico, si è unito al gruppo, incrementando il ritmo. Deiola è assente ormai da oltre un mese, dopo che, a poche ore dalla partita con il Milan, aveva accusato un problema al retto femorale della coscia. (…) Oltre a Belotti e Felici, che proseguono la riabilitazione dopo la ricostruzione del crociato, assente anche Folorunsho, ancora in fase di recupero dopo lo stiramento al legamento collaterale del ginocchio e conseguente intervento chirurgico. Dopo aver schierato per tre volte di seguito, mai avvenuto prima, la stessa formazione, Pisacane contro la Roma apporterà almeno una variazione. (…)

(corsport)