Claudio calma Gasp: «È un martello». E il tecnico porta la squadra a cena

Chiaro, conciso e senza peli sulla lingua. È il solito Ranieri che torna a parlare a distanza di qualche settimana. I temi: mercato, obiettivi e il rapporto tra ds e allenatore. E su quest’ultimo tema la frase che balza subito agli occhi è «Massara è la società, sente l’allenatore e poi parla con il presidente. lo sono in mezzo», dice lui. Piaccia o meno è questa la verità, ma Ranieri non ha intenzione di sminuire Gasperini che gode della fiducia di tutti. […]

E il senior advisor pone gli obiettivi, senza mettere inutili pressioni: «La voglia è quella di andare il più in alto possibile, però sappiamo che stiamo costruendo e c’è un progetto di tre anni. La richiesta è stata chiara: i Friedkin vorrebbero arrivare in Champions, starci e poi ci sarà l’anno in cui si vincerà lo Scudetto ma non si può chiedere di arrivare quarti e basta sin da subito». […]

Anche perché lo stesso Ranieri non si aspettava una campagna acquisti del genere: «Voleva Malen e Zaragoza e sono stati presi. Segno che Gian Piero è bravo. Vaz, invece, è stato un acquisto voluto da tutti noi, perché tutte le squadre in Europa stanno prendendo giocatori giovani, ma non a 20 milioni, gli altri ne spendono da 50/60. E non possiamo competere con Chelsea, Liverpool e
PSG
».

Infine, sui rinnovi di Pellegrini e Dybala: «Per sopravvivenza dobbiamo abbassare il monte ingaggi. O ci si viene incontro o ci si saluta». Se qualcuno se lo fosse dimenticato, Claudio ha ricordato che i paletti del FFP ci sono e impongono regole stringenti. […]

(Il Messaggero)

Un Capitano è per sempre Roma lo sa

IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Non siam mai stati particolarmente attaccati a un giocatore, piuttosto che a un altro. Ma chi quel 28 maggio del 2017 all’Olimpico non versò nemmeno una lacrima, non si può definire romanista. L’addio di Totti al calcio giocato è stato una linea di demarcazione tra passato, presente e futuro per il popolo romanista. Una di quelle cose che ti segnano e non a caso è divenuta poi una sorta di film-documentario di quello che è stato il giocatore più rappresentativo della Roma degli ultimi trent’anni: probabilmente il più forte di sempre, ma su questo si potrebbero aprire discussioni infinite. I numeri comunque dicono quello, senza voler entrare nella specifica «trattativa».

La cosa inspiegabile è che un uomo cosi, un calciatore di un livello tale, universalmente riconosciuto come uno dei giocatori più forti di sempre di questo sport, così legato alla Roma e alla Città Eterna, non sia rimasto all’interno di un perimetro per poter continuare a dare il suo contributo alla causa giallorossa. Una cosa che per certi versi verrebbe naturale e così è stato in tutte le grandi società del nostro calcio: Maldini al Milan, Facchetti all’Inter, Boniperti, Nedved e Chiellini alla Juve.

Ci avevano provato, Totti aveva accettato di restare, ma poi si è trovato «stretto» all’interno di un ruolo che non sentiva suo. Un dirigente, che si possa definire tale, deve avere un margine di manovra che all’epoca non fu lasciato a Totti e a quel punto il «capitano» si chiamò fuori. Ora si riparte, nulla è stato ancora deciso, ma stavolta i Friedkin sembrano aver capito che Totti può essere un valore aggiunto che la società deve riuscire a sfruttare: come scouting, come uomo immagine di un club che rappresenta, da sempre, in giro per il mondo… suo malgrado.

Il ritorno del capitano, Ranieri a sorpresa: «La Roma e Totti ancora insieme»

Il ruolo è ancora tutto da decidere, il futuro invece sembra già scritto. Francesco Totti e la Roma presto torneranno a lavorare insieme. O, almeno, questa è l’intenzione di entrambi, (…) tanto che il 22 gennaio Totti si è anche riaffacciato allo stadio Olimpico, per ammirare la Roma con lo Stoccarda. leri a certificare il tutto ci ha pensato Claudio Ranieri, senior advisor dei Friedkin, in un’intervista a Sky Sport. «La proprietà sta pensando ad un ritorno di Francesco in società. Mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma. Perché lui è una parte della Roma». Insomma, presto potrebbe nascere il Totti 3.0.
Dopo i 25 anni di carriera da calciatore professionista e i due da dirigente (dal 2017 al 2019), sta quindi per iniziare il terzo capitolo della sua storia d’amore con i giallorossi. L’addio del 2019 (avvenuto il 17 giugno al salone d’onore del Coni) fu per alcuni versi traumatico. «Se vado via non è certo per colpa mia», disse Totti, riferendosi ad alcuni dissapori con un paio di dirigenti della gestione-Pallotta. Per poi aggiungere: «Sarebbe stato meglio morire che vivere un giorno così. Avrei voluto dare il mio contributo: ci sono state troppe promesse, poche diventate realtà. In due anni non ho mai sentito né PallottaBaldini. Evidentemente non ero benvoluto: sono stato un peso per questa società, mi è stato detto che ero un personaggio troppo ingombrante. Il mio ruolo? Quello che mi si addice di più è quello di direttore tecnico». Il ruolo Ma Totti tornerebbe per fare cosa? Il primo pensiero va ad un ruolo tecnico, di supervisione, anche di raccordo tra squadra e società. Un po’ quello che era Maldini per il Milan o che è Di Vaio per il Bologna. Ma è molto più facile, invece, che Totti torni per fare il brand ambassador del club, magari diventando anche un consulente tecnico (…) (anche perché il prossimo anno il club giallorosso festeggerà il centenario e ha bisogno di un personaggio forte). Poi, certo, bisognerà capire anche come Totti vorrà “gestire” i suoi interessi personali. Da quando ha lasciatola Roma ha creato una società di consulenza calcistica (che ha scoperto Retegui e Volpato), ma ha anche prestato il suo volto a tante iniziative o campagne pub-blicitarie. (…) Per intenderci, se ci sarà da parlare dopo una partita lo farà lui o no? Se ci sarà da prendere una posizione chi lo farà? Tutto ok Ranieri, però, ieri ha parlato anche di molto altro. facendo chiarezza su tanti aspetti, ad iniziare dai rapporti tra Gasperini e Massara: «Sono due caratteri differenti: Gian Piero sta facendo molto bene, ma lui poi è così: se ci fosse Dio a fare da ds martellerebbe anche lui. Massara è invece una persona più riflessi-va, calma, incassa molto bene e cerca di fare il suo lavoro. Ma bisogna però sempre ricordare ce Massara è la società. E io sto nel mezzo». Quindi gli obiettivi: «Ci piacerebbe molto arrivare a giocare la Champions, ma abbiamo un programma di tre anni: stiamo costruendo per arrivare ad avere 15-16 giocatori da ruotare. – Il mercato? – Non pensavo di vedere arrivare così tanti giocatori in questi ultimi mesi. Malen ha esperienza, sa smarcarsi e tirare in porta. Zaragoza salta l’uomo: presto sarà un bell’arco». Infine i rinnovi e il futuro di Dybala: «Paulo quando sta bene è un fenomeno, a fine stagione decideremo. Ma per la sopravvivenza del club dobbiamo abbassare il monte-ingaggi. Se ci sarà un accordo bene, altrimenti con lui e con Pellegrini ci saluteremo»

(gasport)

Ma che sia la volta buona

Come un film già visto: Totti si avvicina, Totti scompare. È successo, siamo al terzo episodio, da quella conferenza stampa d’addio al Coni, anno 2019, a quando lo abbiamo rivisto Francesco sulla tribuna dell’Olimpico durante

Roma-Stoccarda. Due anni da dirigente mal sopportato, poi l’addio per incompatibilità coni vecchi dirigenti, l’arrivo dei Friedkin aveva riaperto altre strade, nuove possibilità. Anche con Mourinho si era paventato un ritorno di Totti a Trigoria, con un ruolo che gli si addice di più, nella sfera tecnica. Un compito operativo, non il santino da esibire qua e la. […]

Lui sorride, aspetta, sostiene – da burlone qual è – di non sapere nulla, invece con Ryan si è già visto. E di sicuro, davanti a una proposta concreta per un ruolo tecnico ritagliatogli addosso su misura, tornerebbe di corsa. Giacca, cravatta e quel tocco di classe dentro e fuori lo spogliatoio: la sua competenza calcistica può servire. Al fianco di Ranieri e di Gasperini, e soprattutto dei calciatori. Lui poi il talento lo conosce e lo sa individuare. […]

(Il Messaggero)

Conti, De Sisti, Boni e altri ex: che reunion

Settanta voglia di Roma. I calciatori che hanno indossato la maglla giallorossa negli anni ’70 si ritroveranno venerdi 27 marzo, alle ore 20 presso il Park Hotel Mocolar per una serata emozionante e ricca ricordi. L’iniziativa, fortemente voluta da Loris Boni, che dal 1975 al 1979 ha disputato 102 partite con la Roma prima di trasferirsi al Pescara, coinvolgerà anche tanti tifosi. […]

Tra gli ex presenti non mancheranno Paulo Roberto Falcao, Franco Peccenini, Domenico Maggiora, Michele De Nadai, Guglielmo Bacci, Franco Tancredi, Pietro Sbaccanti, Roberto Scarnecchia, Bruno Conti, Giancarlo De Sisti, Paolo Borelli, Franco Cordova, Walter Cesaroli, Piergiorgio Negrisolo e Guido Ugolotti. […]

(corsport)

Non solo stadio Dan vuole tutto


«’Ihe sleeping giant», il gigante addormentato che Ryan Friedkin nel 2020 scelse come metafora per descrivere le potenzialità inespresse della Roma, è già in piedi e oggi cammina con le sue gambe. Se i primi cinque anni sono serviti a rimettere in sesto una società che tra urgenze di bilancio e risultati mancati faticava a tenere il passo delle big, questo lustro dovrà segnare il definitivo cambio di passo rispetto alla gestione Pallotta, il presidente che in qualche caso ha trasformato la Roma in un supermarket facendo continuamente ricorso alle plusvalenze e che in otto anni non ha alzato al cielo neppure un trofeo, riuscendo comunque a stabilizzare la società al vertice del calcio italiano ed europeo.

Anche il proprietario texano, come il predecessore, vede nello stadio un punto di partenza irrinunciabile. Per far lievitare i ricavi, chiaramente, ma anche per continuare a patrimonializzare il club. Anche se i ritardi burocratici e i continui cavilli (anche politici) iniziano a spazientire il sempre pacato Dan. La conferma dell’interesse pubblico sarà in aula entro la fine del mese, la Conferenza dei servizi dovrebbe aprirsi entro l’estate e di sicuro Friedkin non accetterà ulteriori ritardi rispetto al piano di posare la prima pietra a marzo del 2027, rispettando il cronoprogramma dei “lavori in corso” nell’anno del centenario giallorosso. […]

Il riservato Friedkin senior non compare quasi mai, né parla. Le interviste per lui sono come la kryptonite. Eppure si fa sentire: a Trigoria non si muove foglia che lui non voglia. La presenza del figlio Ryan, il vicepresidente, e invece anche fisica. Ma quando sia il padre sia il figlio sono altrove per affari, dovendosi dividere tra il business delle Toyota, la casa di produzione cinematografica, gli alberghi di lusso e la Pursuit Sports, che con Everton, Cannes e l’interesse per i San Diego Padres di Baseball sta allargando sempre più il proprio bacino, al Fulvio Bernardini tutto passa sotto lo sguardo attento di Ed Shipley, amico d’infanzia e braccio destro di Dan.

Con Ranieri hanno trovato il filo rosso che unisce le cose di campo alle dinamiche dirigenziali. Lo chiamano “Santa Claus” per la sua genuina capacità di portare serenità. Totti sarebbe l’ennesimo dono, probabilmente il più prezioso.

(corsport)

Squadra e staff a cena fuori, offre Gasperini

Squadra e staff a cena insieme, paga Gasperini. Il tecnico giallorosso ha voluto compattare il gruppo e ieri ha invitato giocatori e componenti dello staff al ristorante di pesce Micalusi, nel quartiere Prati. Un modo per ritrovare il sorriso dopo la sconfitta di Udine e per preparare un mese fondamentale per la Roma. Presenti tutti i calciatori, anche i nuovi acquisti come Malen o Zaragoza. Appena si è sparsa la voce fuori dal ristorante sono accorse decine di tifosi.

(gasport)

Totti torna alla Roma: appartenenza e competenza

Totti può tornare alla Roma? I Friedkin ci stanno pensando». Sono bastate dieci parole – il destino di una vita è dentro a quel numero – per accendere il dibattito.
Riannodando idealmente quel filo che si è spezzato il 17 giugno del 2019, quando il capitano – diventato dirigente – sbatté fragorosamente la porta.
Indispettito da un ruolo in cui non si riconosceva: una scatola vuota. «Sono all’oscuro di tutto, anche di possibili acquisti».
Un controsenso, se ci pensate, per uno che – da calciatore –
veniva incaricato di (…) convincere qualche collega a scegliere la Capitale. Ma, si sa, il suo addio al calcio era già stato, con gli stessi dirigenti, molto
travagliato. Questione di incompatibilità. (…) A differenza delle precedente esperienza, si tratterebbe di una scelta condivisa e non di un contratto ispirato dalla gestione Sensi. Certo è che il ritorno alla Roma di Totti avrebbe una doppia valenza. Assolutamente positiva. Perché, è chiaro, affonderebbe nelle radici dell’appartenenza, (…) e aggiungerebbe competenza, dove già c’è – da Gasperini a Ranierie Massara – non è mai sbagliato. Dicono: l’importante è specificare bene il suo ruolo. Tutto giusto, anche se Totti, da trequartista o da centravanti di manovra, ha sempre giocato a tutto campo. Da uomo assist a finalizzatore: l’importante è fare squadra

(gasport)

Adesso Francesco dimostri di sapere cosa sa e può fare

I Friedkin ci stanno pensando: Totti può tornare alla Roma. Firmato Claudio Ranieri, consulente della proprietà, in un’intervista tv a Sky. Boom. Nella capitale non si parla d’altro. […]

Fa un certo senso stupirsi della notizia. Perché, come ha detto Ranieri, Totti fa parte della storia della Roma. Eppure un po’ di stupore c’è, figlio legittimo dei molti messaggi concilianti lanciati dal Capitano negli ultimi anni (“Se mi volete io ci sono) alla nuova proprietà Usa, dopo che dalla precedente aveva preferito divorziare (17 giugno 2019) per incompatibilità, diciamo così, con una dirigenza che aveva sempre dato l’idea di averlo ereditato piuttosto che legittimato.

Messaggi, però, che non avevano mai avuto risposta, facendo cadere la questione in un’indifferenza ai confini dell’incomprensibile. Ora, invece, il cambio di rotta. Accolto da molti con un brindisi perché un Capitano c’è solo un Capitano. Da altri con il dubbio, sì va bene ma che viene a fare? Da altri ancora (una minoranza) con un dissenso sorprendente perché la risposta all’interrogativo l’hanno trovata, secondo loro. Ovvero: Totti che altro sa fare se non tirare calci a un pallone? […]

Se ognuno di noi ha posto dove deve e può stare, quello di Francesco Totti è Trigoria. […]

(Repubblica)

La Roma cerca Totti, il «Capitano» verso un clamoroso ritorno. A volte tornano

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dal 17 giugno 2019 sono passati quasi sette anni. Un’eternità per tutto quello che è successo nel mondo e nella Roma. Ma ora, dopo uno strappo mai ricucito del tutto, le strade di Francesco Totti e della società giallorossa potrebbero tornare ad incrociarsi. Dopo rumors che andavano avanti sin dal suo ritorno sugli spalti dello Stadio Olimpico per la partita europea con lo Stoccarda – era la prima volta dopo la semifinale d’andata di Europa League contro il Bayer Leverkusen nel 2023 -, è stato Claudio Ranieri a chiarire la situazione.

Il dirigente senior e consulente dei Friedkin ne ha parlato in maniera molto più diretta rispetto a quanto accaduto in passato e l’ha fatto in un’intervista ai microfoni di Sky Sport: «Un suo rientro in dirigenza? Ci stanno pensando i Friedkin e mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma, perché è una parte della Roma». Una mano tesa importante nei confronti dell’ex capitano.

Da diversi mesi le diplomazie sono all’opera per riavvicinare Totti al «suo» club e nelle ultime settimane il dialogo si è intensificato, con il faccia a faccia andato in scena con Ryan Friedkin durante il match con lo Stoccarda. Si è ancora in una fase embrionale dei dialoghi, in cui ci sono parecchie cose da sistemare, in primis sul ruolo e l’operatività. Tutti predicano la massima cautela, ma il fatto che Ranieri sia uscito allo scoperto (rispondendo comunque a una domanda) è un segnale che un’intesa si può trovare. Il nodo della carica non è però banale, visto che il «10» non ha intenzione di apparire soltanto come un ambasciatore o una bandiera da sventolare in vista del centenario romanista.

Oltre all’argomento Totti, Ranieri ha cercato di rasserenare i tifosi dopo i giorni caldi del mercato, con le conseguenti polemiche sul rapporto tra Gasperini e Massara: «Non stiamo chiedendo a Gian Piero di andare in Champions League, anche se è la voglia di tutti quanti. Con la proprietà si è parlato di un programma di tre anni. Stiamo facendo molto bene, siamo molto contenti di come gioca la squadra, di quello che Gasp sta facendo. La voglia e quella di andare il più in alto possibile, però sappiamo che stiamo costruendo. A inizio campionato ho detto che avremmo passato due mercati di difficoltà e io sono sincero, non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi. Questo è segno che Gian Piero è molto bravo».

Poi entra nello specifico della relazione tra ds e tecnico: «Hanno due caratteri differenti, a Gian Piero piace stare sempre lì a martellare, se venisse qui Dio come ds, farebbe lo stesso e martellerebbe pure lui, è la sua forza. Massara è una persona molto riflessiva e calma, incassa molto bene e cerca di fare il suo lavoro. Un lavoro che è legato alla società. Io sono nel mezzo».

Ranieri, che promuove il mercato di gennaio, si è infine soffermato sulla questione dei rinnovi di Pellegrini e Dybala: «I procuratori hanno bussato e si sono parlati. Per la sopravvivenza del club bisogna però abbassare il monte stipendi. Se ci sarà un punto di incontro bene, altrimenti ci si saluta».