La Roma cerca i gol. In area serve più fame, Malen a tutti i costi, Soulé prende la mira

Che la sfida di domani col Pisa non sia una partita come le altre, lo diamo per acquisito. Ma non solo per il rilancio Champions della Roma. L’Olimpico vuole celebrare gli attaccanti giallorossi, tutti invitati da Gian Piero Gasperini a rispondere presente nel momento più importante e difficile insieme. Se c’è un Matias Soulé che dopo 40 giorni di stop per la pubalgia è tornato domenica a San Siro e ora vuole essere protagonista assoluto
sulla trequarti accanto a Lorenzo Pellegrini, c’è soprattutto uno specialista dell’area di rigore come Donyell Malen che, a secco con Lecce e Inter, desidera riprendere subito la via del gol (finora mai rimasto a digiuno per 3 gare di fila in Serie A) e cercare di arrivare in doppia cifra stagionale già domani (ora è a quota 8).
Il messaggio che Trigoria recapita al campionato parla chiaro: la Roma andrà a caccia di gol da subito. Difesa a 3 sempre in cerca dell’anticipo, esterni arrembanti, mediani che corrono in avanti anche senza palla e loro, sì proprio gli attaccanti, in pressing altissimo pronti a saziare la loro fame sottoporta. (…) Senza dimenticare l’alter ego dell’ex Borussia, ovvero il 19enne francese Robinio Vaz, che ha deciso l’ultima gara interna contro il Lecce e che nella ripresa farà di tutto per riprendersi la scena. I due trequartisti, del resto, avranno anche sfide personali da vincere. Soulé giocò all’andata contro il Pisa una delle sue migliori partite in giallorosso. (…) Lorenzo Pellegrini, invece, giocherà pure per arricchire la propria storia nel campionato italiano. È ad un passo dalle 300 presenze in Serie A, oltre ad essere ad una sola rete dai 50 gol realizzati (…). E così la lupa giallorossa non è affatto sazia. Il dato di 42 gol dopo 31 giornate, il peggiore tra le prime sette in classifica e degli ultimi 30 anni in casa giallorossa, fa di sicuro a pugni con la filosofia d’attacco di Gasperini votata ad un gioco sempre aggressivo e offensivo, ma si spiega in realtà anche con le assenze che dall’inizio di campionato in poi hanno sguarnito via via il reparto (dagli infortuni di Ferguson e Dovbyk a quelli di Dybala e dello stesso Soulé), privando il tecnico di soluzioni e alternative di alto livello. (…) I tempi sono maturi e un lupo d’area di rigore come l’olandese saprà cogliere l’occasione giusta. La corsa Champions può ripartire domani sera sotto un’altra luce. E a quella che vuole essere una festa del gol sono già invitati tutti i romanisti.

(gasport)

La Roma non cambia

C’è solo una Roma. Che ai più nostalgici, al netto dell’acronimo As, riporta indietro a trentadue anni fa, con la storica scenografia della Curva Sud nel derby del 94′, vinto da Mazzone per 3-0 con le reti di Balbo, Cappioli e Fonseca. Stavolta però c’è poco da gioire. Perché nella nuova Roma targata Gasperini, spesso e volentieri l’allenatore si è affidato ad un undici di riferimento, attingendo al resto della rosa soltanto in caso di infortuni o squalifiche. Turnover è una parola che piace poco al tecnico di Grugliasco. Più volte, sollecitato sulla questione in stagione, ha rimandato il discorso stanchezza al mittente: «A me non piace il turnover, chi sta be ne gioca; Turnover? Perché dobbiamo riposare?; Non sono mai stato per un turnover ampio, per me più si gioca meglio è». E andando a vedere l’impiego che ha fatto della rosa in campionato, queste parole hanno avuto un seguito come poche altre: Svilar, Mancini, Cristante, Koné. Ndic-ka, Celik, Wesley, Soulé, Pellegrini, Malen dal suo arrivo, Dybala fino a quando c’è stato e Hermoso. Undici giocatori, stop. […] E gli altri? Sono riusciti a ritagliarsi uno spazio solo quando i titolari hanno avuto degli infortuni o sono stati fermati da una squalifica. Di certo c’è che El Aynaoui – il secondo investimento più oneroso in stagione – ha giocato titolare appena 5 partite; Pisilli fino al 6 gennaio era sceso in campo per appena 48 minuti; Ghilardi s’è ritagliato spazio soltanto quando Ndicka è partito per la Coppa d’Africa. E qui il dibattito si accende tra chi ritiene che una maggiore rotazione avrebbe garantito ad alcuni titolarissimi di non arrivare con il fiato corto a questo punto della stagione e altri che pensano come la mancanza di alternative valide abbia costretto l’allenatore a puntare bene o male sugli stessi ricordando soprattutto la varietà di alternative che aveva nell’Atalanta. […]

Inevitabile poi aprire un altro capitolo, quello degli infortuni muscolari. Sedici lesioni non è un nu-. mero che lascia indifferenti. Da Bailey (che ha poi concesso il bis durante la stagione) a Mancini, si sono fermati due volte Dybala e Dovbyk (prima di andare incontro ad altrettante operazioni), Pellegrini, Baldanzi, Gollini, Hermoso, Koné, Vaz, Dybala, ancora Koné e Wesley. […]

Nel conteggio sono esclusi tra l’altro i problemi di pubalgia di Soulé e Hermoso, più le contratture muscolari (Hermoso e Wesley), le infiammazioni al tendine d’Achille (El Sha), al gluteo (Ferguson) alle ginocchia (Wesley) o alle caviglie (Ferguson) che hanno colpito diversi calciatori della rosa. Domani contro il Pisa, ancora una volta, Gasp non avrà a disposizione la spina dorsale della squadra: Mancini, Koné e Dybala con Wesley (ieri ancora a parte) che punta al massimo ad una convocazione. Dall’inizio della stagione è stata una costante: soltanto a Reggio Emilia, lo scorso 26 ottobre all’ottava giornata di campionato e al netto dell’indisponibilità prolungata di Angeliño, l’allenatore ha avuto l’intera rosa a disposizione. […]

(Il Messaggero)

Roma, i big tremano rinnovo congelato per Cristante e Mancini

Se non ora, quando? E la domanda che i tifosi romanisti si stanno facendo dal triplice fischio di Inter-Roma. Un interrogativo a cui va trovata una risposta, tanto più dopo la promessa dei Friedkin: «Sarà rivoluzione». Quando arriverà? E, soprattutto, riguarderà anche la vecchia guardia? I tifosi, sempre loro, da 48 ore puntano il dito contro i senatori.

Nel mirino ci sono Lorenzo Pellegrini, Bryan Cristante e Gianluca Mancini. I segnali non mancano. Tanto per fare un esempio, il post con cui, ormai nel lontano 8 giugno 2018, la Roma dava il benvenuto a Trigoria a Bryan Cristante è diventato lo sfogatoio ufficiale dei delusi: «Maledetto quel giorno».

Fin qui gli umori della piazza. Poi ci sono i contratti. Accordi siglati e da onorare. Un discorso che vale per tutti i big che adesso vengono accusati di aver portato la Roma stabilmente fuori dalla zona Champions. Ed è qui che già ora si possono intuire le strategie giallorosse. Il caso di Lorenzo Pellegrini, ormai ex capitano giallorosso, può fare scuola anche per Cristante e Mancini. […]

Non è escluso, allora, che i due senatori in estate possano finire sul mercato. E, in assenza di offerte, che la prossima stagione della coppia possa somigliare a quella appena vissuta da Pellegrini. Altri 12 mesi nella capitale, ma senza nessuna assicurazione sul futuro e con un rinnovo tutto da guadagnare sul campo. Sempre alle condizioni della Roma, visto che i due senatori hanno ingaggi pesanti. E che la fase 2 promessa dai Friedkin passa anche per una forte riduzione del monte ingaggi.

Ragionamenti e strategie che dovranno comunque trovare d’accordo il tecnico. Che, ad oggi, resta Gasperini per le prossime due stagioni. A meno di stravolgimenti di mercato sull’asse Napoli-Nazionale-Roma.

(La Repubblica)

Champions, si può fare. Operazione rimonta

C’è ancora vita oltre al sesto posto; c’è ancora Champions. La Roma deve dimostrare di non essere finita. Spingere ora e fare i conti alla fine, rivoluzione o meno, Massara (e Ranieri) o non Massara (e Ranieri), Gasperini o non Gasperini. La Champions non era un obbligo, ce lo ha spiegato la proprietà, attraverso le sue varie emanazioni, e ce lo ha confermato l’allenatore stesso. Ma non per questo è un obiettivo da mollare quando mancano sette giornate alla fine e 21 punti a disposizione. Gasperini, per sua stessa ammissione, il quarto posto ce lo ha in testa da inizio stagione, evidentemente ha creduto che la sua squadra non fosse da scudetto ma, con uno sforzo (e un po’ di fortuna che ultimamente è mancata) al quarto posto ci si poteva (e può) arrivare. […]

Dalla notte del primo marzo, ovvero dalla sfida con la Juve, la squadra ha perso tre partite su quattro in campionato ed è scivolata dal quarto al sesto posto, in più è stata eliminata dall’Europa League. […]

Insomma, non può sempre piovere e a Trigoria lo sanno. Wesley sta tornando, così come Koné, per il rush finale ci potrebbe essere pure Dybala, che tanto è mancato a Gasperini.

Soulé deve ritrovare la condizione fisica dei giorni migliori e il calendario (come da grafico qui sotto) non è poi così scoraggiante. La Roma ha partite complicate, ma anche le concorrenti: Como, Juventus e Atalanta. Al momento si è aggiunta un’avversaria in più, la Dea e questo può sembrare un ulteriore problema, ma non è così: la squadra di Palladino, avendo come obiettivo il quarto posto, ha tutte le motivazioni per togliere punti alla Juventus, prossima avversaria e in piena volata, come la Roma e il Como. […]

Che dire, è dura, certamente. Ma hai visto mai?

(Il Messaggero)

Wesley corre e prova il recupero lampo. Obiettivo convocazione già con il Pisa

Da un sudamericano a un altro. La frase «C’è una Roma con Dybala e una senza» si è trasformata in «C’è una Roma con Wesley e una senza».

Cambia l’interprete, quella che resta intatta è la mediocri-ta degli ultimi anni. Il brasiliano è senza dubbio il fiore all’occhiello della campagna acquisti estiva e quando è indisponibile la differenza è sostanziale. La media punti scende da 1.85 a partita a 1.20 oltre agli expected goals che passano da 1.44 a 0.73. Calano drasticamente anche le grandi occasioni (da 2.31 a 0.60).

Non stiamo parlando di Messi o Cristiano Ronaldo ma se a 22 anni è già il titolare del Brasile un motivo ci sarà. È il terzo marcatore in campionato in rosa con quattro reti, le stesse di Pellegrini, davanti a lui solamente Malen (7) e Sou-lé (6). L’impatto con la Serie A è stato devastante e senza di lui in campo sono arrivate tre delle undici sconfitte contro Cagliari, Genoa e Inter. […]

E in tutto ciò spesso viene dimenticato che Wesley sta giocando praticamente da inizio anno fuori ruolo. Era arrivato come il grande rinforzo sulla destra e si è ritrovato un fedelissimo del tecnico dall’altra parte.

L’infortunio in nazionale ha complicato i piani di Gasperini che però spera di recuperarlo nel minor tempo possibile. […].

Addirittura potrebbe tornare tra i convocati col Pisa e sarà sicuramente titolare con l’Atalanta il 18. Diagnosi sbagliata? Parliamo di recupero lampo. L’importante per l’allenatore è riaverlo per la volata finale.

(Il Messaggero)

Boniek: «Basta con i litigi interni. Al tecnico serve tempo»

IL TEMPO (M. VITELLI) – Unità e pazienza. Predica calma Zibì Boniek che a Il Tempo ha commentato il momento della Roma, con cui ha giocato dal 1985 al 1988. Da allora vive nella Capitale e non ha mai nascosto il suo legame con la maglia giallorossa. Da Gasperini a Dybala, l’ex centrocampista a tutto tondo sul finale di stagione romanista e tutte le difficoltà complicate dalla brutta sconfitta rimediata contro l’Inter.

Cosa pensa dello stato attuale della Roma?

«È un momento complicato, che probabilmente non avrebbe vissuto se la squadra avesse vinto contro la Juventus. Sono stato un calciatore e capisce bene certe dinamiche. Il gol di Gatti arrivato quando ormai la partita sembrava finita, ha cambiato qualcosa nella testa dei calciatori, un successo avrebbe dato entusiasmo e certezze. Credo che anche la sfida europea contro il Bologna sarebbe andata diversamente. La sconfitta contro l’Inter è stata pesantissima. Quella di Chivu è una grande squadra, perdere a San Siro contro i nerazzurri ci può stare. È vero che prendere cinque gol è brutto, ma se avessimo perso 1-0 sarebbe stato lo stesso. Non avremmo portato a casa punti. Io salvo la prestazione, per lunghi tratti di partita la Roma mi è piaciuta molto, ha giocato alla pari ed ha avuto qualche buona occasione. Il primo gol dell’Inter è arrivato dopo pochi secondi, a freddo, ed è stato un bel problema. E poi una rete come quella di Calhanoglu, da così distante, non si vede spesso. C’è stata anche un pizzico di sfortuna».

E adesso? Come si riparte per queste ultime gare?

«Serve calma. La squadra è abbastanza forte per centrare la qualificazione alla Champions League e il calendario non è poi così male».

Qual è il suo giudizio sul percorso di Gian Piero Ga-sperini?

«A me piace, ritengo stia lavorando bene. E al suo primo anno e certamente ci vuole un po’ di tempo affinché la squadra possa applicare alla perfezione i suoi dettami tattici. Però fa un calcio offensivo e nonostante i tanti impegni mi sembra che i giocatori siano ancora ben preparati fisicamente».

Venerdì sera arriva il Pisa

«Una partita da vincere assolutamente. L’avversario mi sembra ampiamente alla portata dei giallorossi e fare tre punti potrebbe rilanciare le ambizioni alla corsa Champions, ridare anche un po’ di serenità al gruppo e all’ambiente. Contro il Pisa è una partita da non sbagliare».

Cosa manca alla Roma per fare il salto di qualità?

«Ci vorrebbe un campione che al momento non c’è. Dybala è un top player, ma è molto spesso fuori per infortunio e così si fa difficile. Quando è stato acquistato, comunque, si sapeva che sarebbe sempre stato a rischio. Credo, comunque, che se fosse stato integro, non lo avremmo mai visto giocare nella Roma».

Come finirà questa stagione?

«Difficile dirlo, mi auguro che la squadra possa riprendersi. Il gol di Gatti, per quanto pesante e negativo, non può essere motivo per arrendersi e per gettare quanto di buono si è tatto fin’ora. C’è una cosa che ci tengo a dire. Sento di possibili litigi interni, spero non sia vero e, nel caso lo fosse, che tutto si chiarisca immediatamente. Se c’è una cosa della quale ora non c’ è proprio bisogno è di litigare tra noi».

Como e Juve provano a scappare

IL TEMPO (L. PES) – Sette gare per il verdetto. Dal Milan all’Atalanta ci sono cinque squadre in dieci punti che combatteranno fino alla fine per gli ultimi due posti Champions. Dopo il successo del Maradona contro i rossoneri, il Napoli sembra ormai avviato pur avendo un solo punto in più della squadra di Allegri, che dopo i prossimi due match contro Udinese e Verona, dovrà affrontare ancora scontri delicati come quelli contro Juve e Atalanta oltre alla indisiosa trasferta di Genova prima di chiudere col Cagliari a San Siro.

Como e Juve, separate da un punto, provano la fuga anche se il prossimo turno sarà delicato. I lariani di Fabregas ospiteranno l’Inter mentre i bianconeri saranno di scena a Bergamo contro l’Atalanta, che prova il clamoroso rientro in corsa. Poi, per Spalletti, l’ultimo vero ostacolo sarà il Milan visto che il calendario mette di fronte alla Signora Bologna, Verona, Lecce, Fiorentina e il derby dell’ultima giornata che potrebbe essere più infuocato che mai. Leggermente più impegnativo il percorso del Como che oltre alla capolista ospiterà anche il Napoli, oltre a sfide delicate soprattutto nelle ultime giornate contro squadre che si giocano la salvezza.

Ultima chance per restare aggrappati al treno per la Roma venerdì contro il Pisa. I giallorossi devono approfittare degli scontri diretti di questo turno e non sbagliare il match interno con l’Atalanta della prossima settimana. Sulla strada di Gasp anche l’ostacolo derby e la scomoda trasferta di Bologna. Percorso tutt’altro che agevole.

Dybala accelera, Ok la visita al ginocchio

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dybala corre verso il rientro. A un mese dall’intervento al menisco l’argentino ieri è tornato a Villa Stuart per una visita di controllo intermedia in vista del recupero completo e del rientro in campo che ha dato esito positivo.

Buone notizie per l’attaccante che ha già ripreso a lavorare in campo con le prime corse e che ora punta al ritorno tra i convocati. La data è quella del 20 aprile, ovvero a 45 giorni dall’operazione. Se tutto procederà secondo i piani, quindi, la Joya potrebbe essere a disposizione per il match contro il Bologna del 25 aprile. Ma non è esclusa una convocazione simbolica già per l’Atalanta la settimana precedente.

Per il momento, dunque, il recupero procede spedito secondo i tempi con Gasperini che potrebbe riabbracciare Dybala per le ultime cinque gare di campionato che potrebbero essere ancora decisive per provare l’ultimo assalto alla Champions.

Giannini: «Avanti tutta con l’allenatore, per colmare il gap servono 5 titolari»

GASPORT – Quattro domande a Giuseppe Giannini, ex numero 10 e Capitano della Roma.

La Roma può credere ancora alla Champions?

«Deve farlo, ma è difficile anche se mancano ancora 7 gare e ci sono 21 punti in palio. Chi è davanti però sta meglio della Roma e dietro corre pure l’Atalanta. Bisogna rialzarsi subito, la prossima giornata sulla carta è favorevole. Onestamente, non mi aspettavo un crollo del genere dopo quel pari con la Juve».

Ora anche Gasperini è al centro di critiche. La Roma deve puntare ancora su di lui per il futuro?

«Continuerei con lui. Quando inizi un percorso devi avere fiducia e compattezza fino alla fine. Ma è necessaria l’armonia tra tutte le componenti. Serve unione di intenti su strategia e obiettivi, poi il primo anno può anche essere di costruzione. I rapporti però sono fondamentali. È un momento particolare per Gasp perché poi i risultati comandano su tutto, ma ha avuto anche tanti infortunati. Pesa l’assenza di Dybala. Fino a un mese fa la Roma stava decisamente meglio e il suo lavoro non può essere cancellato».

Si parla molto di rivoluzione della rosa, di mandare via i senatori.

«Anche in questo caso se bisogna mandare via alcuni giocatori bisogna che siano d’accordo Gasperini, Ranieri e Massara. Il tecnico ha parlato di voler rinforzare la squadra ma non di rifondarla. Non credo sia tutto da buttare».

Lei su che reparti investirebbe?

«Alla Roma mancano cinque titolari per provare a colmare il gap: un difensore, due centrocampisti e due attaccanti. E credo che anche Gasperini la pensi così».

Dybala e C vedono una Joya: da Dovbyk a Mancini, ai box ancora in 5

Rimettere a posto i pezzi mancanti del puzzle. Non può fare altro la Roma se vuole lottare per la Champions. Ai box, del resto, non ci sono giocatori qualsiasi. Di più. Quattro su cinque sono titolarissimi se stanno bene, ma anche acciaccati. Wesley, infatti, è il migliore esterno della rosa, Koné un centrocampista dal respiro internazionale, Dybala classe pura, Mancini il condottiero che non si arrende mai, mentre Dovbyk il potenziale titolare fino all’arrivo di Malen. Dopo la pesante sconfitta di San Siro contro l’inter, che ha lasciato il segno sia sul piano psicologico che su quello della classifica, lo staff medico sta lavorando intensamente per recuperare tutti. Già, Dybala e company sono in fase di recupero e potrebbero rappresentare dei rinforzi fondamentali in vista del rush finale della stagione. Wesley e Koné sono più avanti nel percorso riabilitativo. […]

Ancora un passo indietro, ma con obiettivo chiaro, ci sono Dybala, Mancini e Dovbyk. La Joya, reduce da un intervento al ginocchio e la visita di controllo di ieri a Villa Stuart, sta procedendo bene nel suo percorso e spera di essere almeno convocato per la trasferta di Bologna del 25 aprile al Dall’Ara. Le sensazioni sono più che positive. […]

Conta di essere inserito nella lista anti-Bologna pure Dovbyk, atteso a breve da un esame d-cisivo: un suo reintegro graduale sarebbe importante per ridare peso e alternative all’attacco in corsa. Mancini, infine, l’ultimo a entrare tra gli indisponibili, punta a tornare a pieno regime proprio al Dall’Ara. […]

La Roma ha bisogno di ritrovare certezze. Gasperini, che ha sempre sottolineato l’importanza della gestione del gruppo, potrebbe così avere a disposizione alternative di livello per ruotare gli uomini e affrontare al meglio un finale di stagione composto da sette partite da dentro o fuori. Ogni allenamento sarà prezioso. Insomma, il sogno in casa Roma è che l’infermeria si svuoti di colpo entro fine mese.

(corsport)