EI Karouani e Martin per la fascia sinistra

Riscatti in vista e svincolati interessanti. Nonostante diatribe e polemiche interne, i Friedkin sono già al lavoro per il mercato della prossima estate con l’obiettivo di far crescere ulteriormente il valore della rosa. Confermato l’interesse per Julian Brandt in uscita dal Borussia Dortmund e voglioso di tornare a far coppia con Donyell Malen nella squadra di Gasperini, adesso a Trigoria si guarda anche alle fasce. In particolare all’Olanda, dove gioca (ancora per poco) Souffian EI Karouani, in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno con l’Utrecht. Terzino sinistro classe 2000, è dotato di doppio passaporto: olandese e marocchino. L’esterno, autore di ben 10 assist in questa stagione di EredIvisle, è in uscita e piace anche ad altre squadre europee, in particolare a Leeds e Marsiglia. Stesso ruolo per Aaron Martin del Genoa, anche lui messo nel mirino dal d.s. Massara. (…)

(gasport)

Soulè punta l’Inter: con lui il rendimento è da Champions

Si dice che tre indizi facciano una prova. Beh, allora bisognerà aspettare l’allenamento di oggi per capire se quella prova lì ci sarà davvero o meno. Intanto, però, Gian Piero Gasperini guarda con rinnovata fiducia a Matías Soulé, che dopo essersi allenato in gruppo martedì, ieri ha ripetuto la cosa, facendo tutta la seduta insieme ai compagni. Ecco, dovesse arrivare il terzo allenamento consecutivo con la squadra, allora si potrà davvero pensare con un po’ più di fiducia al domani. Ed alla rincorsa a quel quarto posto che poi vuole dire qualificazione alla prossima Champions League. Già, perché anche i numeri parlano chiaro: con Soulé c’è un certo tipo di Roma, senza un’altra.(…) Insomma, probabilmente ci vorrà un po’, anche perché i carichi di lavoro bisogna rimetterli dentro pian piano, in modo graduale. Ma se poi le cose dovessero andare nel verso giusto, allora sì, Mati potrebbe anche essere d’aiuto già nel prossimo impegno. Che poi è quello per cui Ga-sp spera di recuperarlo, considerando l’importanza della partita e della posta in palio, oltre il valore dell’avversario. Già, anche perché fino a che l’ha avuto a disposizione Gasp all’argentino non ci ha mai rinunciato, né in campionato né in coppa. Questo è a dimostrazione di quanto lo abbia finora ritenuto vitale per il suo progetto e per la forza della sua squadra. In campionato, ad esempio, in 25 partite con Soulé la Roma ha viaggiato a una media di 1,88 punti a partita. Da quando invece l’argentino ha alzato bandiera bianca, la media è scesa a 1,40, perdendo di fatto quasi il 25% del suo rendimento. Di fatto, senza Soulé la Roma rende molto di meno, nonostante nello stesso periodo Gasp abbia avuto una bocca da fuoco importante come Donyell Malen, che invece non aveva nella parte iniziale della stagione. (…)

(gasport)

Soulé insegue l’Inter. Polemiche sui social

IL TEMPO – Soulé continua ad allenarsi con l’Inter nel mirino, ma il suo ritorno in campo fa discutere per la scelta di una canzone sui social. «Siamo allibiti perché tutti sanno cosa significa il numero 1312, che è appunto il titolo della canzone, se così possiamo definirla, del post. È un chiaro attacco alle forze dell’ordine, oltre a frasi che definire oscene e vergognose è il minimo». Così in una nota Felice Romano, segretario generale del Siulp riferendosi alla pubblicazione su Instagram di una canzone per festeggiare il suo ritorno in gruppo. Il riferimento è al brano di Ince, che aveva dedicato una canzone al talento sudamericano, considerata un oltraggio alle forze dell’ordine.

Mezza squadra in partenza

IL TEMPO (L. PES) – Sarà un’estate di cambiamenti a Trigoria. Tra contratti in scadenza e prestiti che non verranno confermati, i giallorossi lasceranno andare diversi calciatori, con qualche nome in bilico. Tra le preoccupazioni maggiori di Gasperini, già a partire dalla fine del mercato invernale, c’è soprattutto quella di sostituire i partenti ai quali si aggiungeranno almeno una o due cessioni importanti per chiudere il discorso del settlement agreement. Nessun timore per il direttore sportivo, ma la consapevolezza di dover lavorare duramente, riducendo al minimo gli errori che già in questa stagione sono stati da insegnamento, soprattutto sulle operazioni in prestito. Tra i calciatori che saluteranno Roma, infatti, ci sono in testa i nomi di Tsimikas e Ferguson, prestiti dalla Premier non riusciti per diverse motivazioni, tecniche e fisiche, che insieme a Bailey, andato via a gennaio, rappresentano le operazioni non riuscite quasi un anno fa. Poche chance anche per Venturino, ma, soprattutto, per Zaragoza. Lo spagnolo non ha convinto Gasperini, mentre il destino dell’ex Genoa potrebbe dipendere molto da Baldanzi, finito in prestito in rossoblù. Viaggia verso il riscatto, ovviamente, Donyell Malen. La qualificazione almeno in Europa League e il 50% di presenze da almeno 35 minuti (numeri praticamente già raggiunti o quasi) garantirebbero l’obbligo, ma l’olandese sarà in ogni caso l’attaccante della Roma del futuro, a meno di clamorose
sorprese. Capitolo rinnovi. Dopo la lunga militanza in giallorosso saluterà El Shaarawy, giunto alla scadenza del contratto rinnovato nell’estate del 2023. Anche Dybala, che spera di tornare in campo per aiutare la squadra nel finale di stagione, si avvia ormai ai saluti nonostante il forte legame con la piazza. I costi d’ingaggio attuali sono elevatissimi e sembra complesso trovare un punto d’incontro economico, oltre al fattore infortuni e alla possibile scelta di vita familiare per il futuro dopo la nascita della figlia Gia. Qualche chance in più di permanenza, invece, per Pellegrini. Nessun contatto (così come per l’argentino) per prolungare, ma allo stesso tempo nessuna proposta concreta per firmare a zero. Come la Joya, anche Lorenzo dovrebbe ridurre parecchio lo stipendio, ma Gasperini gli ha dimostrato stima tecnica e nessuna decisione definitiva, in un senso o nell’altro, è stata presa. Mancato accordo e frenata, invece, per il rinnovo di Celik che ora cerca l’intesa con altri club. La proposta giallorossa da 2.8 milioni l’anno si è scontrata con la richiesta di circa 4 del turco. Impossibile procedere con questa distanza. Viaggia verso la conferma, infine, Hermoso. Il contratto dello spagnolo scade a giugno, ma Roma ha un’opzione a suo favore da esercitare entro la fine del campionato per un ulteriore anno di contratto. L’idea a Trigoria è quella di mantenerlo in organico e l’attivazione della clausola dovrebbe arrivare a ridosso della scadenza.

Finali di stagione a tutta: sono i due mesi di Gasp

LEGGO (F. BALZANI) – «I conti si fanno alla fine». Lo ha ribadito tante volte Gasperini nelle ultime settimane. E al netto di polemiche e diatribe interne alla Roma, il focus del tecnico resta sulla corsa al piazzamento Champions che vivrà ad aprile il suo periodo più caldo. Lo sa bene Gasp che proprio nel mese del dolce dormire ha fatto sognare l’Atalanta nell’ultimo decennio. Nei 9 anni con la Dea, nelle ultime otto partite di campionato, il tecnico ha sbagliato una sola stagione, nel 2021/22 con 7 punti in 8 gare, con l’Atalanta ottava e fuori dalle coppe. Poi solo grandi risultati. Il top nel 2023/24 con 19 punti e un quarto posto che valse la Champions proprio nel rush finale. Ma anche nelle altre annate sono arrivati risultati più che positivi con una media di 17 punti a stagione, esclusa appunto quella del 2022. Un obiettivo alla portata della Roma e che potrebbe bastare per agganciare e magari superare il Como al quarto posto. Gasperini si affida alla preparazione atletica che vivrà in questi giorni di sosta un lavoro supplementare. Il tecnico potrà contare anche sul rientro di Soulé e su un Vaz in più che può rappresentare un’alternativa in coppia con Malen rispetto al solito assetto. Speranze di Champions, quindi, ce ne sono ancora al netto di un calendario complicato che vedrà la Roma impegnata tra le altre con Inter, Atalanta, Fiorentina e Lazio. Ovviamente passi falsi non sono più ammessi. Intanto è già iniziata la caccia agli svincolati per la prossima stagione. Oltre a Brandt in uscita dal Dortmund e che ha già avuto più di un contatto col ds Massara occhi anche su Martin del Genoa e su El Karouani del Twente per rinforzare quelle fasce spesso a basso rendimento (Wesley escluso). Un segnale della società anche a Gasperini che ha ribadito di volere garanzie per una Roma in grado di lottare per lo scudetto nella prossima stagione. Quella del centenario, in cui non è possibile sbagliare.

Gasp respira, riecco Soulé

Rivederlo in campo insieme ai compagni ha strappato un sorriso. E poco importa che sia stato un allenamento blando, insieme a tanti ragazzi della Primavera (Bah, Zinni, Troiani, Arduini e Seck) e Soulé non abbia forzato. Quello di ieri è stato un primo passo, ai quali ne seguiranno altri in questi giorni. Ma in un clima strano che si respira a Trigoria – con 12 nazionali sparsi per l’Europa e la città che parla ininterrottamente delle frizioni ormai venute allo scoperto tra Gasperini e la dirigenza – il ritorno di Matias è uno squarcio di sole.

Quanto è mancato l’argentino alla Roma, lo sa soltanto l’allenatore. Che lo ha lo ha perso nel momento in cui gli serviva di più, non avendo a disposizione nemmeno Dybala. […]

Il suo è stato un calvario. Soprattutto i tempi ad un certo punto si sono allungati, sorprendendo lo stesso calciatore. Perché quando dieci giorni prima di Roma-Juve Soulé si è sottoposto ad un trattamento specifico rigenerativo che ormai da anni i club utilizzano per riparare il tessuto connettivo danneggiato, riducendo l’infiammazione e alleviando il dolore cronico, la quasi certezza (anche grazie al lavoro dell’osteopata di fiducia) era quella di poter essere almeno convocabile per il match con i bianconeri. Niente di tutto ciò. Anzi, da quel momento in poi è iniziato un lungo tunnel dal quale Soulé ha messo fuori la testa soltanto ieri.

È chiaro che il calciatore in primis non intende forzare. Ma questa è un’idea comune a Trigoria. Anche perché restare fermo per 38 giorni, al di là del lavoro differenziato che viene svolto, fa sì che l’argentino debba recuperare un minimo di condizione. Tra l’altro proprio in questa pausa Gasperini ha immaginato un mini-richiamo di preparazione per provare a rilanciare in vista del rush finale. Massima cautela, quindi. Anche perché una ricaduta in questi casi, rischierebbe di compromettere il resto della stagione.

Otto partite dove Matias si gioca sì la Champions con la Roma ma anche le residue, seppur minime, possibilità di strappare una convocazione in extremis per il Mondiale. Il ct Scaloni, al di là delle solite parole di circo-stanza, non lo ha mai considerato più di tanto. Ma se Soulé dovesse trascinare la Roma tra le prime quattro a suon di gol, sarebbe difficile anche per una nazionale importante come quella argentina fare finta di nulla.

(Il Messaggero)

Gli azzurri di Roma a caccia del Mondiale

C’è chi un Mondiale l’ha addirittura vinto, vedi Bruno Conti, Perrotta, Totti, Peruzzi e Oddo e c’è chi ha fatto parte delle spedizioni fallimentari, e che ha conosciuto l’onta dell’eliminazione nel playoff. C’è chi, come De Rossi, ha vissuto entrambe le espe-rienze. Storie romane legate all’azzurro, che ha lasciato negli anni, in alcuni protagonisti di Roma e Lazio, dei ricordi sbiaditi.

L’Italia di Gattuso ci riprova, con una piccola colonia solo di giallorossi. E chissà se questa sarà la volta buona. Con Zaccagni, i romani potevano essere quattro in questa spedizione (contro Irlanda del Nord e forse con una tra Galles e Bosnia), cinque con Maldini, che in questi ultimi anni, spesso e volentieri, ha fatto parte del clan azzurro. Ma per infortunio Mattia e, per scelta di Gattuso, Daniel, i rappresentati di Roma, sul palcoscenico del mondo a inseguire l’imbarco per l’America, sono solo tre, e tutti giallorossi, Cristante, Mancini e Pisilli, in rigoroso ordine alfabetico. In questi anni, laziali e romanisti, hanno fatto parte della Nazionale, sempre in gruppi, se non consistenti, quanto meno significativi, ma sono stati, guardando il lato buono della faccenda, sfortunati, lasciando per strada un sogno chiamato Mondiale. In qualche modo anche loro, protagonisti dell’Italia ma nella fase più deprimente della sua storia. […]

Cristante e Mancini, che già hanno dato da questo punti di vista, ci riprovano anche stavolta, al loro fianco il talentino Pisilli, che non vede l’ora di dare una mano per invertire la rotta. «È una grande emozione – ha detto a RaiSport- e un motivo di orgoglio per me tornare in Nazionale. Dobbiamo trovare l’equilibrio mentale e avere la serenità di chi sa che con il cento per cento dell’impegno si può raggiungere l’obiettivo, ma anche con la consapevolezza di chi sa che si sta giocando qualcosa di importante. Cosa mi ha dato Gasperini? Con lui si fatica, ma serve per giocare meglio: credo di aver migliorato tanti aspetti come l’aggressività, il duello. Perché credere nell’Italia? Siamo un gruppo molto forte. I mondiali li ho solo visti in tv». Beh, ultimamente, anche noi.

(Il Messaggero)

La Roma ritrova Soulé: gol, assist e fantasia per la corsa Champions

Matias Soulé è tornato ad allenarsi con il gruppo, e già questa, per la Roma, è una notizia. L’argentino ieri ha ripreso regolarmente il lavoro con i compagni, riaccendendo una speranza che a Trigoria si erano quasi abituati a tenere sospesa: averlo a disposizione per la trasferta di Milano contro l’Inter il prossimo 5 aprile. (…) Soulé manca da oltre un mese, dall’ultima apparizione opaca del Maradona contro il Napoli, il 15 febbraio, e da allora la Roma ha perso uno dei pochi giocatori capaci di accendere la manovra offensiva.
Non è un caso che l’assenza dell’argentino si sia fatta sentire anche nei risultati. (…) Senza Soulé, e prima ancora che Malen cambiasse gli equilibri offensivi, la squadra ha perso imprevedibilità, peso tecnico, soluzioni nell’uno contro uno. Fino a quel momento, del resto, era stato lui il miglior marcatore stagionale della Roma. La buona notizia, però, non va confusa con una certezza. (…) La pubalgia, più di altri infortuni, non offre quasi mai tempi lineari. Non è una questione di guarigione netta, è una patologia che si gestisce giorno per giorno. (…) Per questo i prossimi allenamenti saranno decisivi. Se Soulé reagirà bene, senza fastidi né ricadute, allora la Roma potrà davvero alzare il ritmo del suo reinserimento e provare a portarlo in condizione per la trasferta di Milano. Se invece dovessero riaffacciarsi dolore o rigidità, lo staff medico e tecnico sceglierà inevitabilmente una linea più cauta, rinviando il rientro pieno per evitare di riaprire tutto da capo. Evitando nuovi casi Koné.

(La Repubblica)

Il rientro di Soulé: “Felice di tornare”. Potrebbe esserci per la gara con l’Inter

Felice di tornare con il gruppo!“. Finalmente Soulé. È proprio Matias che annuncia sui social di aver lavorato con i compagni, partitella compresa. (…) Gasperini spera di poterlo convocare per la partita di Pasqua al Meazza contro l’Inter, alla ripresa del campionato. L’ultimo suo match il 15 febbraio a Napoli, dentro nella ripresa e già fiaccato dalla pubalgia. (…) Fino a quel momento 7 reti (6 in campionato) e 7 assist in 34 presenze (30 da titolare tra serie A e coppe). L’argentino in campo, ma la rosa dimezzata. Assenti 11 nazionali.

(corsera)

Da Nizza alla Nazionale, così Pisilli ha svoltato e conquistato Gasp

La svolta per Pisilli è ormai lontana. Oggi, a 21 anni, è titolare (o quasi) della Roma e ha il posto in Nazionale tra i convocati per i playoff mondiali. Ma il percorso di Niccolò è partito in salita. Dall’Allianz Riviera il 24 settembre, a Nizza, alla seconda giornata di Europa League. Notte buia e amara solo per lui. Attorno i compagni a festeggiare. Quella sera Pisilli entrò male in partita. I giallorossi sono avanti di due reti, gol di Ndicka e Mancini, e Gasperini lo inserisce, a metà ripresa, al posto di Soulé. Passano 6 minuti e Niccolò stende in area Mendy. Rigore. Trasforma Moffi che permette al Nizza di riaprire a un quarto d’ora dalla fine il match. La Roma vince, ma Gian Piero strilla il giovane centrocampista: fallo inutile. (…) Riappare nell’ultima partita del 2025, un quarto d’ora per partecipare al successo contro il Genoa di De Rossi che lo avrebbe voluto a gennaio, anche in prestito. Gasperini, però, lo ha già bloccato: El Aynaoui è in Coppa d’Africa. (…) Gian Piero considera Pisilli il testimonial del centrocampista moderno. Non è solo la mezzala che fa bene con l’Under 21 di Baldini nel 4-3-3 (4 gol e 1 assist in due mesi e mezzo). (…) All’allenatore piace la predisposizione a giocare sempre con la faccia in avanti, la capacità di inserirsi e andare al tiro, la velocità con cui verticalizza e la spavalderia quando rischia la giocata. Nel nuovo anno è promosso: sempre presente nelle 13 partite di campionato, è presente in 7 dall’inizio, con 2 assist a Lecce e contro la Juve e la rete contro la Cremonese. I primi gol in coppa: doppietta contro lo Stoccarda. “Quando si cambia un allenatore ci sta che ci si metta un po’ di più a recepire le idee che porta il nuovo. Importante è farsi trovare pronto quando vieni chiamato in causa” chiarisce da Coverciano. Con Gasperinisi corre e si fatica, ma in campo si vede. Ho migliorato in tanti aspetti: l’aggressività e il duello. Li metterò a disposizione di Gattuso“. Sul ruolo: “Non fa più differenza stare avanti o dietro“.

(corsera)