Iter stadio, il club sicuro: nessuno stop al progetto

La Roma non arretra di un centimetro: lo stadio di Pietralata si farà. La notizia della possibile contaminazione dell’area ha acceso un faro improvviso sul progetto. i carotaggi effettuati dal club avrebbero evidenziato il superamento dei limiti per alcuni metalli inquinanti: un campanello d’allarme, certo, ma non una sirena d’emergenza. Il club giallorosso ha risposto con la fermezza di chi sa dove vuole arrivare: nessuna frenata, la situazione è risolvibile. (…) Il club, dal canto suo, prova anche a ricostruire il passato dell’area: precedenti attività abusive avrebbero contribuito alla potenziale contaminazione. Una spiegazione che aggiunge contesto, ma non cambia la sostanza. Perché la sostanza, ribadita con decisione, è una sola: il problema è risolvibile.

(corsport)

Freuler chiama l’Italia e sposta il futuro: «Ho dei progetti, ma non ho ancora deciso»

Il presente è Svizzera-Germania, derby teutonico che andrà in scena domani notte a Basilea. Ma è il suo futuro che ha tutta l’aria di essere un libro ancora tutto da scrivere. Chissà se nella testa di Remo Freuler, a pochi mesi dalla scadenza del contratto col Bologna, c’è almeno un abbozzo di trama. Ieri, parlando dal ritiro della nazionale elvetica, il faro del centrocampo rossoblù si è tenuto aperte tutte le porte . «Il mio futuro non lo conosco ancora nemmeno io, ho qualche progetto, ma quello che succederà si capirà solo in estate». Secondo indizio: «Non sono contrario a rimanere in Italia, ma sto valutando tutte le opzioni». Ultima traccia: «Al momento non riesco però a immaginare un mio ritorno in Svizzera». Mettendo insieme le tessere del puzzle, non è che la soluzione del rebus appaia vicina. Certo, a Casteldebole sono in pochi a scommettere che Remo a luglio salirà a Valles con addosso la maglia del Bologna. Forse ci contano di più a Trigoria, se è vero che Gasperini farebbe carte false per riabbracciare a Roma colui che a Bergamo era uno dei suoi pupilli. Il quotidiano svizzero di lingua tedesca `Blick’ ieri scriveva che a Freuler non dispiacerebbe allungare l’avventura con il Bologna, ma che a fronte della richiesta di un contratto biennale gli sarebbe stato proposto un contratto annuale con opzione sulla seconda stagione. (…)

(Il Resto del Carlino)

Gasp psicologo. Alla squadra 3 giorni di riposo

A Trigoria si lavora, si stringono i denti e si guarda avanti. Anche quando la squadra è dimezzata, anche quando le nazionali portano via undici pedine e costringono a reinventarsi ogni giorno. Il Fulvio Bemardini, in questa fase, è un laboratorio aperto: giovani della Primavera catapultati tra i grandi, ritmi alti, esercitazioni mirate. E un obiettivo chiaro: non perdere intensità, né fisica né mentale. Da martedì il gruppo si è rimesso in moto sotto la guida di Gasp, che non ha avuto il lusso dei numeri ma ha preteso comunque qualità. Perché se è vero che le gambe vanno allenate, è la testa a fare la differenza in momenti come questi, e allora spazio a un lavoro doppio, atletico e tattico, ma anche a una gestione lucida delle energie. Non solo corsa e schemi, ma anche equilibrio. Ecco la scelta: tre giorni di stop. Una decisione che sa di strategia più che dl pausa. Staccare per ricaricare, allontanarsi dal campo per tornarci con più farne. Famiglia, riposo, respiro. Poi di nuovo dentro, con un solo pensiero fisso: l’Inter. (…)

(corsport

I rinnovi restano in stand-by

C’è un tempo per accelerare e uno per aspettare. La Roma, oggi, ha scelto il secondo. A Trigoria il mercato non è fatto solo di entrate e uscite, ma anche di silenzi pesanti, riflessioni strategiche e mosse rimandate. I rinnovi? Tutto fermo. In stand-by. Congelati, ma non dimenticati. Massara osserva, studia, prende tempo. Non ha ancora chiamato nessuno tra Dybala, Pellegrini, El Shaarawy e Celik. Nessuna trattativa avviata, nessuna proposta sul tavolo. Una scelta? Sì. E anche piuttosto chiara. Perché la Roma non ha chiuso le porte. Le tiene socchiuse, pronta eventualmente a riaprirle. Ma alle sue condizioni. L’idea è precisa: sedersi al tavolo solo più avanti, con numeri diversi, con offerte al ribasso rispetto agli attuali ingaggi. (…) Ma tra desideri e realtà c’è di mezzo un nodo complicato: costi elevati, età che avanza per qualcuno, e una sostenibilità che oggi detta legge. La sensazione è che la partita si giocherà più avanti. Quando le carte saranno scoperte, quando il mercato avrà parlato davvero.

(corsport)

Gasperini chiama Freuler, questione di feeling: l’idea della Roma per l’estate

La tentazione è lì, concreta, quasi sussurrata tra le pieghe del mercato che verrà. E porta un nome preciso: Remo Freuler. Perché se Gasperini dovesse anche solo accennarlo, il diesse Massara sarebbe pronto ad affondare il colpo. Freuler è in scadenza con il Bologna e non rinnoverà. Un’occasione a costo zero, una di quelle che possono far gola quando si tratta di inserire l’ultimo tassello in un mosaico già costruito. Non c’è ancora una trattativa ma l’idea sì, quella esiste. (…) Perché Freuler non è solo un centrocampista: è un interprete perfetto di un calcio che conosce a memoria. Un uomo di sistema, di equilibrio, di letture. Un fedelissimo. E quando un allenatore ritrova un suo soldato, spesso ritrova anche un pezzo della propria identità. (…) Oggi è di nuovo protagonista in nazionale, dopo lo stop a novembre per la frattura alla clavicola. E dal ritiro ha parlato anche del suo domani, lasciando scenari aperti: «Non ho ancora deciso il mio futuro, vedremo cosa succederà visto che ho il contratto in scadenza. Di certo non escludo l’ipotesi di restare in Italia. Tanti svizzeri giocano in Serie A, un campionato che si adatta bene alle nostre qualità. Cresciamo con una buona intelligenza tattica: credo sia questo il motivo per cui gli svizzeri fanno bene in Serie A. Lo spareggio? Spero che l’Italia riesca a qualificarsi per il Mondiale. Gioco nel loro Paese e sarebbe importante per tutto il movimento». Un’apertura chiara. Un messaggio neanche troppo velato. Alla Serie A, certo. Ma anche – e forse soprattutto – a Gasperini. (…)

(corsport)

Lautaro corre veloce: «Manca sempre meno» Con la Roma ci sarà

La “rosea de Pascua”, piatto tipico argentino, rimarrà sul tavolo fino a lunedì mattina. Fino a quel momento, niente sgarri. Lautaro Martínez punta a festeggiare la Pasqua con i tre punti e recuperare al 100% dall’infortunio al polpaccio rimediato nel gelo norvegese. Tra due domeniche incrocerà la spada con la Roma nella sfida più importante di questo finale stagione interista condizionato da curve strette.(…) Il piano della sosta prevede prudenza per poter tornare a pieno regime tra 10 giorni.
Lautaro, s’è affidato al suo profilo per raccontare il suo ultimo periodo. Ieri, nel pomerizio, dopo aver lavorato a parte e in palestra con sessioni personalizzate, ha pubblicato un post su lnstagram: «Manca sempre meno». Il 5 aprile è cerchiato di rosso. Questa settimana si dovrebbe allenare sempre a parte, salvo poi aggregarsi al gruppo durante la prossima, quando rientreranno tutti i nazionali. (…)

(gasport)

L’ultimo strato di Pelle

Su Lorenzo Pellegrini, in questi anni di Roma, s’è detto e scritto e pensato, ridetto e riscritto e ripensato di tutto. Ma c’è un aspetto che va lasciato stare e non va messo in discussione, perché — qui sì — sarebbe mistificare la realtà. E cioè che non abbia l’infinita ed evidentemente innata capacità di rialzarsi. Quanto accaduto negli ultimi 20 giorni, dal punto di vista calcistica e personale, è una specie di Bignami della sua vita/carriera: rigore procurato e prestazione assai negativa a Genova, quattro giorni dopo gol al Bologna in Europa League e poi prestazione al ritorno che ha permesso alla Roma tutta di aggrapparsi fino ai supplementari. In mezzo, e fuori dal campo, pure un’altra vittoria, il rinvio a giudizio di quel Fabrizio Corona che l’aveva tirato dentro a una vicenda sporca. E un messaggio per sé, per i compagni, vale per tutti: dal-la polvere si può venire fuori. Sempre. (…) Il centrocampista è in scadenza, ma siamo ormai a fine marzo e tra il giocatore e la società non c’è mai stato neppure un contatto per parlare del rinnovo. Di più: neppure per spiegare la situazione, tempo-reggiare, un «parliamone più avanti» che almeno un segnale sarebbe stato. E allora pare difficile che da qui in poi lo scenario cambierà. Pellegrini ha un ingaggio alto, che tra stipendio fisso e bonus pesa sulle casse giallorosse per poco meno di 12 milioni lordi all’anno. Che non fosse possibile andare avanti su questi numeri è stato chiaro fin da subito. Ma non è stato neppure affrontato il problema, perché a fronte di una riduzione sensibile dell’attuale stipendio una possibilità di accordo si sarebbe potuta trovare. Oggi, chissà se è ancora possibile. (…)

(corsera)

L’autogol di Soulé: «Post sui social con una canzone contro i poliziotti»

Un ritorno in campo che, in poche ore, si è trasformato in polemica. Un vero e proprio autogol per l’attaccante della Roma, Matias Soulé, finito al centro della bufera per un post pubblicato sul suo profilo Instagram. Per festeggiare la ripresa degli allenamenti dopo oltre un mese di assenza, martedì sera ha postato quattro foto con una semplice frase: «Felice di essere tornato in gruppo». Nulla di male se non fosse che, a corredo della sequenza di immagini, ha scelto una canzone che non è passata inosservata al Siulp, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza. Il brano scelto per il post (poi cancellato) ha un titolo inequivocabile: “1312″. Un numero che rappresenta la trasposizione numerica dell’acronimo Acab, All Cops Are Bastards. Un insulto verso le forze dell’ordine, spesso usato nel linguaggio di strada o nelle frange più estreme del tifo. «Siamo allibiti», commenta il segretario generale del Siulp, Felice Romano, sconcertato per la scelta del giocatore «sempre corretto in campo e fuori». «Tutti sanno cosa signi-
fica il numero 1312. È un chiaro attacco alle forze dell’ordine», prosegue il sindacalista. (…) Al momento, l’unico fatto concreto è stato la cancellazione del post dal profilo dell’attaccante argentino. Nessuna nota ufficiale dunque. Ma dal centro sportivo di Trigoria arriva una possibile spiegazione, legata al rapporto del calciatore giallorosso con il rapper Ince, grande tifoso della Roma. Il musicista nel 2025 ha pubblicato un singolo dedicato al giocatore. Una canzone intitolata «Soulé» in cui lo definisce «il talento cristallino di Roma». (…) E forse è proprio in virtù di questo rapporto che martedì il numero 18 della Roma ha scelto un suo brano per accompagnare le foto del suo post. Senza però pensare al testo e alle possibili (e pericolose) conseguenze.

(Il Messaggero)

In attacco si cambia tutto. Sauer il primo obiettivo

Se c’è realmente un motivo per il quale Gasperini ha perso la voce in questi mesi è per chiedere garanzie sul futuro. Le ambizioni da parte sua sono alte, anzi altissime. Vorrebbe la Champions subito, anche la società, sia chiaro, ma almeno pubblicamente quello ad essersi esposto più di tutti è stato proprio lui. E quando a ottobre le cose andavano benissimo (la Roma occupava le prime posizioni in classifica), si è ritrovato faccia a faccia con Dan e ha chiesto investimenti in attacco. Lo ha fatto anche nei mesi seguenti fino al punto di rottura a gennaio nel momento in cui si è accorto che sia Zirkzee che Raspadori si erano dermitivamente allontanati. E il motivo è semplice: voleva anticipare la rivoluzione che a giugno coinvolgerà il pacchetto offensivo. L’arrivo poi di Malen non basta: Rosa alla mano, tra tre mesi la Roma si ritroverà praticamente senza giocatori in avanti. Quelli sicuri di esserci i primi di luglio a Trigoria sono Dovbyk, Soulé, Vaz e Malen. L’ultimo – in realtà- non è ancora al 100% di proprietà, ma la volontà è quella di riscattarlo anche se non dovesse scattare l’obbligo in caso di mancata qualificazione in Champions o Europa League. L’ucraino, invece, verrà immediatamente messo nella lista dei partenti, ma, se è stato complicato cederlo dopo una stagione conclusa con 17 gol, non vogliamo essere nei panni di Massara, che dovrà convincere qualche estimatore alla fine di un’annata terminata in largo anticipo a causa di un’operazione per una lesione miotendinea. (…) Il giro di saluti comprenderà anche Dybala. In questi giorni uno dei suoi agenti (Antun) è nella Capitale. Una visita di cortesia per conoscere la figlia di Paulo nata da un mese, ma anche per parlare del futuro. Il pressing del Boca è costante e sullo sfondo c’è anche la MLS. (…) Andrà via anche El Shaarawy che è tentato dal Genoa e forse non è un caso che la futura moglie abbia acquistato una casa a Milano. (…) Ora chiudete gli occhi e immaginatevi Gasperini a luglio con soli quattro attaccanti a disposizione. Scartando per il momento l’ipotesi che non sia lui l’allenatore il prossimo anno. Per tamponarli servirebbe già mettersi al lavoro per il futuro. E qualcosa di concreto già esiste: su tutti Sauer del Feyenoord. Massara ha già parlato col padre a gennaio con la promessa di risentirsi, visto che il Feyenoord lo cederà a giugno. Fari sempre puntati su Yuri Alberto, centravanti del Co-rinthians già segnalato la scorsa estate e pupillo di Falcao: «Peccato non l’abbiano preso», aveva detto al Messaggero. Il nome nuovo è quello di AlaJbegovic, ala sinistra del Salisburgo ma di proprietà del Bayer Leverkusen.(…)

(Il Messaggero)

La Uefa frena i Friedkin: una sola in Europa tra Roma e Everton

No way. Roma e Everton non possono giocare nella stessa competizione europea. Il motivo è uno: i due club hanno lo stesso proprietario, Dan Friedkin. E la Uefa è inflessibile. La multiproprietà è contro i regolamenti. Il rischio per la prossima stagione è concreto, basta guardare le classifiche. La Roma attualmente è sesta in classifica, in zona Europa League, ma con l’ambizione di recuperare i tre punti di distacco dal Como e qualificarsi per la Champions. L’Everton invece è ottavo a 46 punti, in zona Conference, a pari merito con il Brentford, settimo. Ma l’Europa League dista due gol (quelli di differenza con il Brentford) e la coppa più importante è lontana soli tre punti, con il Liverpool quinto a quota 49. Se entrambi i club a fine stagione dovessero qualificarsi alla stessa competizione, una delle due sarebbe fuori. Per questo il faldone Friedkin è molto attenzionato negli uffici di Nyon. La Uefa non vieta in assoluto che due club con la stessa proprietà giochino in Europa nella stessa stagione, solo non devono incontrarsi. Questa è, semplificando, la ratio. Il Regolamento parla chiaro. Articolo 5, comma 1: «Nessuno può essere contemporaneamente coinvolto, direttamente o indirettamente, nella gestione, nell’amministrazione e/o nel rendimento sportivo di più di un club che partecipi al club». A meno di comunicazioni entro il 1 marzo di ogni anno. (…)Contattata da Repubblica, la Roma non commenta. Di sicuro a Nyon nessuno ha avuto notizie in tal senso. Per questo, osservando il margine in classifica di Roma e Everton, il cortocircuito regolamentare sembra ad un passo. Qual è la soluzione? La Uefa spiega chiaramente «se due o più club non rispettano i criteri pensati per garantire l’integrità della competizione, solo uno di loro può essere ammesso». Che tradotto, vuol dire esclusione. I criteri di scelta sono chiari: in prima istanza verrà preferito «il club che si è classificato più in alto nel proprio campionato nazionale». Poi «il club la cui federazione è più in alto nella lista di accesso Uefa». (…)

(La Repubblica)