Maratona Raspadori: Jack prende tempo, ma la Roma ci crede. In arrivo Friedkin

Una lunga, lunghissima attesa. Nella speranza che alla fine la fumata bianca riporti il sereno tra le anime inquiete dei tifosi giallorossi e, soprattutto, del tecnico Gian Piero Gasperini, mai così preoccupato come in questi giorni. Perché Giacomo Raspadori, nelle mire da settimane della Ruma, si è preso ancora del tempo: vuole riflettere a fondo sulla sua prossima destinazione dopo appena sei mesi di vita in Spagna. Il club giallorosso è ancora ottimista dopo i colloqui avuti fino a ieri con l’entourage del giocatore, eppure la convocazione di Jack per la Supercoppa spagnola (accompagnata ieri pure da un post social dei Colchoneros con foto in primo plano dell’attaccante e il titolo forte “Fino all’ultimo respiro”) ha inevitabilmente contribuito a dilatare i tempi dell’operazione, rinviando la risposta definitiva del giocatore almeno fino al 12 gennaio, data della finale a Gedda in Arabia Saudita della competizione iberica. Il ds Ricky Massara ha già raggiunto un accordo con l’Atletico per un pacchetto complessivo da circa 20-22 milioni (prestito oneroso da 2 milioni più diritto di riscatto a 18,5, con una penale che lo rende quasi un obbligo), ma col giocatore non si è arrivati ancora alla quadratura del cerchio proprio perché Raspadori vuole che innanzitutto i suoi interrogativi legati all’impiego a Madrid trovino risposte certe nell’ottica di un suo eventuale coinvolgimento in azzurro per il prossimo Mondiale. […] Le variabili non sono poche (l’unica alternativa al momento è Giovane del Verona) e comunque Massara non aspetterà all’infinito il giocatore. Nel frattempo, Gasp continua a premere affinché lo stallo si sblocchi. […] Oltre all’attesa per Raspadori, aumentano i dubbi pure per Joshua Zirkzee dello United, alla luce dell’esonero di ieri di Amorim, con cui l’ex Bologna ha avuto finora un rapporto teso. […] Incertezze che cercherà di spazzare via Dan Friedkin in persona, atteso per domani a Trigoria, al rientro della squadra da Lecce. Il presidente riunirà Gasp e la dirigenza per fare il punto della situazione e cercare di superare le resistenze sui due fronti aperti: le “maratone Raspadori-Zirkzee” vanno domate in fretta.

(Gasport)

Domani al «Via del Mare» c’è la Roma. Attacco, in dubbio Sottil e Morente

Neanche il tempo di rientrare dalla trasferta di Torino e il Lecce è già alle prese con la preparazione della sfida contro la Roma, in programma al «Via del Mare» domani alle 18. Non ci sarà nuovamente Eusebio Di Francesco, chiamato a scontare il secondo dei due turni di squalifica rimediato contro il Como, così in panchina siederà ancora Fabrizio Del Rosso. Il tecnico giallorosso corre il rischio di dover fronteggiare ancora una piccola emergenza fra i reparti di centrocampo e attacco. Ancora assente Coulibaly, che ha superato gli ottavi di finale con il suo Mali ed è avanzato ai quarti, dove affronterà il Senegal nel match che è in programma venerdì. Berisha, invece, prosegue nel recupero dall’infortunio muscolare ed è ancora difficile ipo-tizzare un suo rientro. Per la sfida contro la Roma, sono ancora da valutare le condizioni di Sottil, assente all’ultim’ora della partita con la Juventus a causa di una dolenzia alla schiena. In dubbio c’è anche Morente, rallentato negli ultimi giorni da una fascite piantare. (…)

(corriere del mezzogiorno)

Calciomercato Roma, il retroscena: Massara aveva bloccato Fullkrug, bocciato da Gasp

Retroscena di mercato intorno all’attaccante della Roma. Come scrive il quotidiano romano, nelle scorse settimane Massara aveva di fatto bloccato Niclas Fullkrug dal West Ham, andato poi al Milan. L’attaccante tedesco, però, è stato bocciato da Gasperini, che continua a vedere in Zirkzee l’obiettivo principale.

(Il Messaggero)

Capello: “Se la Roma riuscisse a trovare i calciatori che cerca, si potenzierebbe molto. Gli arbitri? Sono una mafia…”. Poi arriva la precisazione

Roma tre stagioni da calciatore e cinque da allenatore, alla Juventus sei in campo e due in panchina: sedici anni in totale che rendono Fabio Capello la voce più adatta a raccontare e analizzare i due club che – classifica alla mano – sono designati per contendersi fino alla fine della stagione il quarto posto in Serie A che vale l’ultimo, fondamentale, pass per la prossima edizione della Champions League.

La Juventus ha pareggiato, la Roma ha perso: Capello, secondo lei cosa si portano a casa le due squadre dopo l’ultimo turno di campionato?

«La Roma ha disputato un brutto primo tempo contro l’Atalanta. Non sono d’accordo con Gasperini che sostiene di aver avuto all’inizio di match delle situazioni favorevoli: alla Dea è stato annullato un gol in modo per me discutibile
le – visto che Hermoso ha sbagliato un controllo senza essere sotto pressione – e poi c’è stata l’occasione di Zalewski per andare sul 2-0, tutto solo contro il portiere in uno contro uno. Nella ripresa, invece, ho rivisto la Roma: una squadra con grandi potenzialità. Se le voci di mercato venissero confermate e il club riuscisse a trovare i calciatori che cerca, si potenzierebbe molto, perché già ora – dalla porta a centrocampo – ha uomini di primissimo livello».

Quanto pesano per Gasperini le sconfitte contro Juventus e Atalanta?

«Mi ricordo che quando ero l’allenatore della Roma, nel 2000-01, perdemmo 4-2 a Bergamo e fummo contestati tremendamente dai tifosi, che entrarono nel centro sportivo di Trigoria durante l’allenamento. Però poi portò bene (ri-de, ricordando la vittoria dello scudetto, ndr)».

Quindi non c’è da disperarsi..

«Assolutamente no».

(gasport)


Fabio Capello ha rilasciato un’intervista anche al quotidiano spagnolo e si è scagliato duramente contro l’operato degli arbitri. Ecco le sue parole.

Al Real Madrid ha vinto due Liga (1996/97 e 2006/07) e successivamente abbiamo saputo che in quegli anni il Barcellona pagava il vicepresidente degli arbitri: cosa pensa dello scandalo del caso Negreira?
“Cosa vuoi che ti dica? Hanno cercato di fermarci, ma non ci sono riusciti… Pensa allo sforzo che abbiamo dovuto fare, alla forza di quella squadra e al merito che abbiamo. Se pensi che vincere sia sempre un merito, dopo questo vale ancora di più. Abbiamo vinto contro tutti!”.

Lei scherza, ma in realtà è una cosa molto grave. In Italia c’è stato uno scandalo simile, “Calciopoli”…
“Ma il Barcellona non ha pagato, attenzione. Con questa storia di Negreira non è successo nulla. In Italia abbiamo agito. Ho vinto due titoli con la Juventus e ho entrambe le medaglie a casa mia, ma la squadra è stata retrocessa in Serie B…”.

Questo non mette in buona luce la giustizia sportiva del mio Paese…
“Assolutamente no. Se è successa una cosa così grave e la reazione è: “Dai, è stato solo uno scherzo…” Di cosa stiamo parlando?”.

A proposito di arbitri, ci sono sempre più polemiche sull’uso del VAR…
“Lasciamo perdere. Questo è un argomento che mi fa arrabbiare molto…”.

Non si può esportare l’arbitraggio all’inglese nel campionato spagnolo o italiano?
“No, gli arbitri sono una mafia. Non vogliono coinvolgere nel VAR ex giocatori, che conoscono il calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi o per aiutarsi… E spesso prendono decisioni che non sono corrette, perché non hanno giocato e non conoscono quelle dinamiche. Un giocatore viene toccato al viso, si butta a terra e fischiano. Ma perché fischiate?! Se io sono alto 1,90 e l’altro 1,75, quando mi muovo il mio braccio è all’altezza del suo viso, perché fischiate? Questa cosa mi fa impazzire”.

Quindi lei crede che i problemi si risolverebbero mettendo un ex calciatore al VAR…
“Mettine uno che stia lì e dica all’arbitro: “Beh, a me non sembra rigore, o forse sì”. Con la UEFA abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati fischiati dei rigori, le hanno riviste ex giocatori ed ex allenatori: 6 di queste erano rigori e 14 no”.

(marca.com)

VAI ALL’INTERVISTA INTEGRALE

In relazione alle dichiarazioni riportate nell’intervista al quotidiano spagnolo Marca, Fabio Capello precisa che quando, in riferimento agli arbitri, ha usato il termine “mafia”, lo ha fatto solamente per chiarire che la classe arbitrale italiana opera come una organizzazione estremamente chiusa, che molto raramente accetta veri momenti di confronto e non appare disponibile a far entrare nelle “sale VAR” sportivi o ex sportivi che non facciano parte della medesima classe arbitrale, come da lui suggerito più volte in dichiarazioni pubbliche, e ampiamente chiarito nel proseguo dell’intervista. Fabio Capello coglie l’occasione per rinnovare il suo rispetto per il lavoro e la professionalità sempre dimostrata dagli arbitri italiani e della categoria in generale. Fabio Capello esprime anche il proprio rammarico per come una frase del tutto decontestualizzata sia stata strumentalizzata e utilizzata in maniera inappropriata.

Roma-Jack: è il giorno della verità

È il giorno della verità. Roma-Raspadori arriva al capolinea di una telenovela che tiene Trigoria con il fiato sospeso e che oggi, finalmente, chiede una risposta definitiva. Massara aspetta: un sì o un no, senza più sfumature. L’attaccante italiano deve sciogliere gli ultimi dubbi e decidere se voltare pagina dopo appena sei mesi dall’inizio della sua avventura madrilena. (…) Fino a poche settimane fa, lasciare Madrid non era nemmeno un pensiero. Poi qualcosa si è incrinato. L’idea dell’addio ha iniziato a farsi strada, senza però trasformarsi subito in convinzione. Raspadori non vuole vivere questa eventuale uscita come una sconfitta personale. Al contrario, sa che tornare in Serie A potrebbe rappresentare una ripartenza vera: minuti, centralità, una maglia da titolare. E anche una prospettiva azzurra da tenere viva, con il Mondiale estivo sullo sfondo. La Roma, da parte sua, ha fatto tutto ciò che poteva. Corteggiamento costante, dialogo serrato con l’Atletico e un rilancio importante nei giorni scorsi: fino a 22 milioni complessivi tra prestito e riscatto per scavalcare ancora una volta la concorrenza della Lazio. (…) C’è anche una dimensione privata che pesa. Elisa Graziani, la fidanzata di Raspadori, secondo i media spagnoli vorrebbe restare a Madrid dove si trova benissimo. Con loro c’è Camilla, un anno e mezzo, già inserita in un asilo spagnolo, simbolo di una famiglia che nella capitale iberica ha trovato equilibrio e serenità. Anche questo conta, forse più di quanto si immagini. Oggi, però, non c’è più spazio per rimandare. La Roma aspetta, Massara è guardingo ma pronto, e la telenovela è arrivata all’ultima puntata. (…)

(corsport)

El Aynaoui fuori anche col Sassuolo

Roma in apnea, ancora. EI Aynaoui resterà lontano dalla Capitale almeno per un’altra settimana: il Marocco ha fatto il suo dovere negli ottavi di Coppa d’Africa superando la Tanzania. E il centrocampista giallorosso continuerà la sua corsa nel torneo. Prossimo appuntamento fissato per il 9 gennaio, nei quarti di finale. Tradotto: El Aynaoui non rientra, non ancora, e la Roma dovrà fare i conti con un’assenza che pesa come un macigno. (…) Non va meglio dietro. Stesso copione, stesso problema, stesso sospiro: N’Dicka sarà impegnato domani con la Costa d’Avorio. Proprio nel giorno in cui la Roma scenderà in campo contro il Lecce senza poter contare su uno dei suoi pilastri difensivi. (…)

(corsport)

Sei gol subiti nelle ultime 7 di campionato

Comincia a intravedersi qualche crepa nel muro difensivo della Roma. La formazione giallorossa, fenomenale nel tenere chiusa la porta di Svilar addirittura 21 volte nel 2025 tra campionato ed Europa, ora sta perdendo la confidenza con i clean sheet. Nelle ultime 7 partite di campionato, infatti, per 6 volte Svilar ha subito almeno una rete dagli avversari. (…) Da qui, l’equazione evidente: la difesa è stata fin qui la vera forza di questa squadra, che quando non riesce a tenere la porta inviolata fatica tremendamente pure a portare a casa il risultato. In questo momento, tra l’altro, Mancini e compagni non hanno più la miglior difesa in assoluto del torneo. Dodici gol come i giallorossi li ha subiti pure il Como di Fabregas, ma con una gara in meno. Milan e Napoli ne hanno invece presi 13.

(corsport)

Dal Brighton sicuri: «Ferguson non torna»

Ferguson è davvero destinato a restare a Roma? In Inghilterra non hanno dubbi, soprattutto dopo le parole pronunciate dall’amministratore delegato e vicepresidente del Brighton, Paul Barber: «Un ritorno anticipato di Evan a gennaio direi che è molto improbabile – ha spiegato – Non abbiamo questa opzione. Se dovesse tornare sarebbe perché per qualsiasi motivo il club che lo ha in questo momento non ha bisogno di lui». (…) Un fatto, questo, che appare scontato visto il rendimento dell’irlandese. «Sta giocando tanto e bene e segna gol», ha aggiunto Barber. Gasperini, probabilmente, è di tutt’altra idea. E i romanisti con lui.

(corsport)

I difetti strutturali

È inutile parlare di chi non c’è, di chi verrà o forse non verrà mai. A forza di guardare al domani, si sta perdendo di vista l’attualità. La Roma vive un presente nebuloso, al di là di un futuro ancora tutto da scrivere e per questo misterioso. La squadra di Gian Piero Gasperini ha tanti di quei difetti strutturali che sul mercato servirebbe una ristrutturazione totale altro che ritocchi seppur mirati. Per ora, comunque, né l’uno né l’altro. (…) Nel giro di 40 giorni, più o meno, un botto impensabile: sei partite, sei punti. Frutto di due vittorie, Como e Genoa, più quattro sconfitte: in casa con il Napoli (classico unoazero), a Cagliari (ancora unoazero), a Torino sponda Juventus (sempre con il minimo scarto) e a Bergamo (unoazero, ovviamente). Quattro sconfitte con un solo gai all’attivo, quello inutile di Baldanzi a Di Gregorio. E il consueto, insopportabile refrain: se va in svantaggio, la Roma perde irrimediabilmente la partita. Gasperini colpevole, Gasperini innocente? Il dibattito è agitato. GPG era il tecnico che dopo 12 giornate aveva portato la Roma più in alto di tutte (“Bravo Gian Piero”) ed è pure quello del post Napoli (“Ahi ahi Gian Piero…”). Quindi? Una cosa, però, va chiarita: Gasp è un allenatore incapace perché fa giocare Dybala, il Dybala attuale, titolare oppure è semplicemente un allenatore disperato costretto a far giocare Dybala, il Dybala attuale, dal primo minuto? Non si sfugge: o una o l’altra. Dybala come simbolo del problemone mai risolto della squadra: il mal di gol. Una malattia che genera evidenti, pesanti complicazioni, tipo l’assoluta incapacità di non perdere per uno a zero . (…) Aveva bocciato Dovbyk prima di arrivare nella Capitale, ha bocciato Ferguson dopo un mese di Trigoria e Bailey non l’avrebbe mai voluto vedere nella sua squadra. Baldanzi, ceduto al Verona a poche ore dalla fine del calciomercato estivo (affare poi rientrato), e neppure inserito in Lista Uefa, non potrà mai giocare da attaccante centrale. Domani, intanto, la Roma in campo a Lecce con una difesa inedita e improvvisata. Aspettando gli attaccanti, ci si è dimenticati di migliorare il reparto arretrato. Anche il reparto arretrato.

(corsport)