Paolo Di Canio, ex calciatore di Lazio e Juventus tra le altre, ha commentato ai microfoni di Sky Sport l’impatto di Donyell Malen in giallorosso. Ecco le sue parole: “Ha 27 anni e nessuno se l’è mai filato. Eppure l’abbiamo commentato nelle coppe col Dortmund, dove era poco più di una riserva, un co-co-titolare, ok? Nell’Aston Villa era giustamente riserva di e soprattutto di Watkins, che sono più forti. Arriva qui, fa 5 gol in 5 partite e scomodiamo chi? Vialli? Fratellone mio, un bacio al cielo, mi dispiace ti abbiano nominato“.
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AIA, la Corte d’Appello FIGC respinge l’appello di Zappi: confermata l’inibizione di 13 mesi, decade da presidente dell’AIA
Arriva il verdetto definitivo della giustizia sportiva riguardo la posizione di Antonio Zappi. La Corte Federale d’Appello della FIGC ha respinto il ricorso presentato dal numero uno degli arbitri italiani, confermando in toto la sanzione inflitta in primo grado. Zappi dovrà scontare un’inibizione di 13 mesi. Le motivazioni della condanna fanno riferimento alle indebite pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici arbitrali di Serie C e Serie D.
La conferma della sentenza ha effetti immediati e decisivi sul futuro istituzionale dell’Associazione Italiana Arbitri. In base alle norme federali vigenti, infatti, una sanzione di tale entità comporta l’automatica decadenza dalla carica: Antonio Zappi non potrà più ricoprire il ruolo di Presidente dell’AIA.
Il Tar prende tempo
La pec non è arrivata neanche ieri. I tifosi della Roma hanno atteso invano una seconda volta dopo l’udienza di martedì. Il Tar non si è ancora pronunciato. (…) Un provvedimento che “incorre nel vizio dell’eccesso di potere“, avevano scritto i legali nel ricorso depositato il 5 febbraio scorso, voluto dall’Associazione italiana Roma Club (Airc) e dall’Unione tifosi romanisti (Utr), le due associazioni che raggruppano i tifosi giallorossi in tutta Italia, che hanno dato mandato ai legali Lorenzo Contucci e Paolo Alberto Reineri di contrastare il dispositivo firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il 21 gennaio. Una decisione forte, estesa ai tifosi della Fiorentina, presa dopo l’agguato teso sull’A1 dagli ultras viola ai romanisti il 18 gennaio ma che – al netto di una condanna unanime a ogni tipo di violenza – è stata biasimata da più parti, anche della politica. in quanto soprattutto si andava a estendere una responsabilità individuale a un collettivo. (…) Genova (8 marzo), Como (15 marzo), Inter (4 aprile), Bologna (26 aprile), Parma (10 maggio), Verona (24 maggio): queste le gare ancora interessate dopo lo stop di Udine e Napoli. La prossima è contro il Genoa di De Rossi e c’è ancora un certo margine di tempo. Più tempo si prendono e più c’è da sperare? Non è detto, ma c’è un cauto ottimismo tra i ricorrenti e i tifosi della Roma, se non altro per la logica stessa del ricorso che ha addotto motivazioni incontrovertibili: innanzi tutto il fatto che il divieto di trasferta “costringe i tifosi della Roma residenti fuori dal Lazio ad acquistare i titoli di accesso per settori diversi da quello “ospiti”, creando i presupposti per una pericolosa commistione di opposte tifoserie all’interno degli impianti sporti-vi“. Non solo, “l’amministrazione ha dato atto che i soggetti responsabili del disordini sono stati puntualmente individuati e identificati” e quindi la scelta di colpire l’intera tifoseria della Roma si dimostra “un’inammissibile misura punitiva collettiva, priva di ogni nesso logico con le esigenze cautelari”. (…) Anche oggi, allora, si farà un countdown.
(Il Romanista)
Il Tar respinge il ricorso: trasferte vietate per Roma, Napoli e Fiorentina. Parziale accoglimento solo per i residenti nelle province del Lazio al di fuori della Capitale
Il TAR del Lazio ha respinto, con quattro ordinanze depositate oggi (nn. 1064, 1065, 1066 e 1067), le domande cautelari presentate dalle associazioni dei tifosi di Roma , Fiorentina e Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno che hanno disposto il divieto di trasferta fino al termine della stagione calcistica dopo gli scontri tra opposte tifoserie avvenuti lungo tratti autostradali. Quanto alla Roma, l’ordinanza n.1066 ha accolto il ricorso limitatamente al divieto di trasferta per i residenti nelle province del Lazio diverse da Roma, circoscrivendo così la portata della misura.
(adnkronos)
Totti, il gip archivia: “Quella sera non ci fu abbandono di minore” – Blasi: “Non lo condivido”
Fosse ancora in campo, Francesco Totti potrebbe pure portarsi il pallone a casa. Perché si è chiusa la vicenda giudiziaria che gli ha dato più dispiacere negli ultimi mesi:l’accusa di abbandono di minore, per aver lasciato sola in casa la figlia Isabel la sera del 26 maggio 2023, quando la piccola aveva 6 anni, per andare fuori a cena. Così almeno sosteneva llary Blasi che l’aveva denunciato. E che ieri, a caldo, commentava così la decisione, tramite il suo avvocato Fabio Lattanzi:
“La giustizia non è uguale per Totti” (una battuta che ai giudici potrebbe piacere poco). (…) Oltre a Totti, difeso dai legali Antonio Conte e Gianluca Tognozzi, era stata indagata anche la compagna Noemi Bocchi così come la babysitter. Pure per loro tutto si è concluso con un nulla di fatto. (…) Secondo il gip, quella sera la bambina — che peraltro era in compagnia dei due figli di Noemi, Sofia e Tommaso Caucci, al tempo entrambi sotto i quattordici anni — non si è mai trovata “in qualsiasi pericolo, anche solo potenziale o teorico, per la propria incolumità“. Aveva un video-telefono a disposizione per chiamare il padre e la tata a cui rivolgersi in caso di necessità, visto che abitava nello stesso palazzo. Scontento il legale di Ilary Blasi: “Valuterò con la mia cliente quali azioni intraprendere. Una bambina di sei anni e stata lasciata da sola e si è fatto di tutto per nasconderlo. Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto“.
Eppure per il gip Giannetti è tutto chiaro: “I tre bambini, dopo aver cenato e di seguito raggiunto i rispettivi letti, sono stati lasciati dai genitori per tre ore in una casa del tutto agibile ed in buone condizioni, con le utenze attive.
Hanno inoltre avuto la possibilità di contattare una persona adulta, dimorante nel medesimo stabile, che era stata ingaggiata per stare in loro compagnia o che, quantomeno, era stata allertata ad intervenire in caso di bisogno“. Inoltre i tre ragazzini “erano stati lasciati in salute e provvisti di cibo e di denaro, al di fuori di alcuno stato di isolamento e abbandono“.
Si chiude dunque uno dei fronti aperti nella infinita contesa Totti-Blasi. Ilary (…) gli ha dato battaglia per la separazione, per il divorzio (udienza il 31 marzo), per l’addebito (chi per primo ha tradito chi), per lassegno, per i Rolex (si decide a novembre) persino per il centro sportivo della Longarina (ma qui ha perso e la sorella Silvia deve pagare all’ex cognato 200 mila euro di arretrati). L’ultima querelle riguarda il tetto della lussuosa villa all’Eur che imbarca acqua, con relativo crollo del soffitto. Un giudice dovrà stabilire se il danno rientri nella manutenzione straordinaria (che tocca a Totti, in quanto proprietario) o se rientri in quella ordinaria: in questo caso i lavori dovrà pagarseli la conduttrice tv, che l’ha tanto voluta e ci abita. A maggio l’udienza.
(corsera)
il reato non c’è. E quello che per mesi è stato raccontato come un possibile caso di abbandono di minore si chiude con un’archiviazione. (…) Al centro, la sera del 26 maggio 2023: la figlia di Totti, sei anni, e i due figli di Bocchi, nove e undici, lasciati a casa per alcune ore mentre i rispettivi genitori erano fuori a cena. Una vicenda che per il magistrato Angelo Giannetti “appare rivestita di rilevanza unicamente civilistica, senza costituire l’invocato reato di abbandono di minori». Il provvedimento del giudice è netto. “Deve accogliersi senza condizioni la richiesta di archiviazione a avanzata dal pm, non emergendo dagli atti elementi idonei per giungere ad una ragionevole previsione di condanna“. Il punto giuridico è semplice: l’abbandono di minore è un reato di pericolo concreto. (…) Ma, scrive il gip, “la sera dei fatti i bambini di cui si discute versavano al di fuori di qualsiasi pericolo – anche solo potenziale o teorico – per la propria incolumità“. I tre bambini “dopo aver cenato e di seguito raggiunto i rispettivi letti, sono stati lasciati dai genitori per tre ore in una casa – prosegue Giannetti – agibile ed in buone condizioni, con le utenze attive ed una persona adulta, dimorante nel medesimo stabile, che era stata ingaggiata per stare in loro compagnia o che, quantomeno, era stata precedentemente allertata ad intervenire in caso di bisogno“. Erano “in salute e provvisti di cibo e di denaro“. Quando intervenne la polizia dormivano. Nessuno – si legge ancora nel decreto – ha indicato una fonte concreta di pericolo. Non i minori, non chi chiese l’intervento del 112, né la stessa Blasi. (…) “Una decisione che non capisco e non condivido. Non ritengo corretta l’argomentazione giuridica“. Così Fabio Lattanzi, legale di Blasi. Per l’avvocato è “errata la ricostruzione del fatto. Valuterò con la mia cliente quali azioni intraprendere. Il fatto certo è che una bambina di sei anni e starà lasciata da sola e si è fatto di tutto per nasconderlo. Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto“
(La Repubblica)
Aston Villa, Bailey: “Felicissimo di essere tornato. Emery mi era mancato, è il miglior allenatore avuto in carriera. Roma? Ho giocato più da nove che da ala…”
Leon Bailey, ala offensiva dell’Aston Villa, è intervenuto ai canali ufficiali del club ed è stato l’ospite della nuova puntata del podcast dei Villans. Il calciatore giamaicano ha disputato la prima parte della stagione alla Roma, ma nella sessione invernale di calciomercato le due società hanno trovato l’accordo per l’interruzione anticipata del prestito e il giocatore è tornato in Inghilterra. Ecco le sue parole: “Sono felicissimo di essere tornato. Quando me ne sono andato, mi è mancato tutto dell’Aston Villa. Prima di tutto mi è mancato lo spogliatoio, con i ragazzi. Inoltre mi è mancato molto anche l’allenatore, per me è il migliore che io abbia mai avuto. Emery è fantastico”.
In cosa ti ha migliorato Emery?
“Non solo il manager, bensì anche tutto lo staff che lo circonda. Tutti loro hanno un ruolo fondamentale. Mi hanno aiutato molto in carriera e sono grato a loro. È fantastico essere tornato in qui, mi sembra di imparare di nuovo. Mi sento nel posto giusto. Il mio obiettivo è sempre stato quello di far parte di qualcosa, di poter dire di esserci stato fin dall’inizio e vedere il risultato finale”.
Obiettivi stagionali?
“Spero di dare sempre il meglio di me stesso. Voglio aiutare la squadra il più possibile con tutte le mie capacità. Oggi durante la riunione ho detto che due anni fa eravamo in una buona posizione di classifica, proprio come adesso. Se riusciamo a imparare da quell’esperienza e a migliorare rispetto a quanto fatto all’epoca… Forse questa è l’occasione giusta per competere davvero e puntare al titolo”.
Hai sempre giocato da ala offensiva?
“No, ero un centravanti e sono diventato un’ala offensiva soltanto all’inizio della mia carriera professionistica”.
Se l’allenatore ora ti dicesse “Devi giocare come numero 9”, lo faresti?
“Nell’ultima partita con la Roma ho giocato da numero 9. Lì ho giocato più da centravanti che nella mia posizione…”.
“Ti amo anche se vinci”, il nuovo libro di Tonino Cagnucci
Venerdì 13 febbraio al Roma Club Testaccio è stato presentato “Ti amo anche se vinci”, il primo volume de L’Enciclopedia Romanista firmato da Tonino Cagnucci e pubblicato da Il Romanista Edizioni.
L’opera, pensata come un grande atto d’amore verso la Roma e i suoi tifosi, non è un semplice libro di partite e risultati: al centro c’è la passione per il club. Cagnucci presenta un’opera pensata per ogni generazione di tifosi, ribadendo come l’amore per la Magica non cambi neanche con una vittoria, “Se perde, amiamo la Roma come si fa con un figlio in difficoltà, ma se vince l’amiamo lo stesso“.
Affiancato da ex romanisti (Stefano Impallomeni e Ubaldo Righetti) e studiosi, l’autore traccia un percorso che fonde vittorie sportive e trionfi del tifo, raccontando come i sostenitori abbiano contribuito a rendere indelebile la storia giallorossa.
Nei capitoli si alternano le partite in cui la Roma ha sollevato trofei e quelle in cui la magia è venuta dagli spalti. Un nuovo viaggio nella cultura romanista, capace di unire storie, ricordi e sentimento in un unico, appassionato inno alla gioia di essere tifosi.
Hallgrimsson (ct Irlanda): “Ferguson? Si aspetta di essere in squadra”
Il futuro di Evan Ferguson sembra guardare verso il ritorno in campo nonostante il recente infortunio alla caviglia, con l’attaccante irlandese che potrebbe essere disponibile per la sfida contro la Cremonese.
In conferenza stampa, Heimir Hallgrimsson ha fatto il punto sulle condizioni dell’attaccante giallorosso: “Non abbiamo ricevuto alcuna lamentela. Ha lavorato con l’équipe medica ed è tornato sull’erba, quindi spera di essere in squadra nel fine settimana. Si aspetta di essere in squadra, è quello che pensa. Ogni giocatore irlandese vorrebbe giocare in queste partite.”
Il Ct dell’Irlanda ha inoltre sottolineato l’importanza del classe 2004 per la sua nazionale: “È stato fondamentale per i nostri gol e per il nostro rendimento; lo chiameremo e lo valuteremo, ma siamo certi che sarà pronto”.
Stadio Lazio, la gaffe dell’architetto: “Lo stadio è un’opera per la città, ma in particolare per i tifosi della Roma” (VIDEO)
La Lazio, questa mattina, ha presentato, nella sala stampa del centro sportivo di Formello, il progetto per la riqualificazione dello Stadio Flaminio. E non è passata inossevata la gaffe dell’architetto Marco Casamonti : “Lo stadio è un’opera per la città di Roma, ma in particolare per i tifosi della Roma”, ha affermato l’architetto provando le risate degli utenti collegati.
“PER I TIFOSI DELLA ROMA” @OfficialSSLazio
— Sarri_Bis (@Mi_0d10) February 17, 2026
Che figure di merda che continuate a farci fare.#Vendievattene pic.twitter.com/uMmily2W26
Stadio Lazio, la Fondazione Nervi: “Totalmente estranei alla proposta presentata oggi”
“La Pier Luigi Nervi Foundation, a seguito della presentazione avvenuta oggi online del progetto per la trasformazione dello Stadio Flaminio in impianto della società sportiva Lazio, tiene a precisare quanto segue. La Fondazione e il suo presidente, Marco Nervi, nipote di Pier Luigi, si dichiarano totalmente estranei alla concezione della proposta oggi presentata e ne denunciano il grave pericolo che essa rappresenta per la salvaguardia dell’impianto, concepito e realizzato da Antonio e Pier Luigi Nervi in occasione delle Olimpiadi del 1960. Quanto è stato illustrato oggi va chiaramente contro il vincolo di tutela dello stadio e non solo non rispetta, ma altera irreversibilmente l’opera dei progettisti originari”. Lo scrive la fondazione in una nota. “La Fondazione si riserva di procedere nelle sedi opportune contro quanto proposto oggi e invita il Comune di Roma a considerare la gravità del rischio che l’intervento prospettato comporta per il proprio patrimonio monumentale. Il presidente Lotito ha parlato oggi in dettaglio con i giornalisti del grande potenziale economico rappresentato dall’operazione da lui proposta, che, a suo dire, porterà grandi guadagni alla sua società. Auspichiamo che il ministro della Cultura e la soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, nel rispetto della dignità istituzionale delle loro funzioni, levino la loro voce contro questa operazione commerciale di sfruttamento di un’opera del nostro patrimonio culturale, che si vorrebbe alterare irreversibilmente nel nome di logiche che con il restauro e la valorizzazione culturale non hanno nulla a che fare”.
(adknronos)