Unica nota stonata nella serata di festa per la vittoria contro il Genoa è l’infortunio occorso a Matías Soulé. L’attaccante argentino, autore del gol che ha sbloccato la partita, è stato costretto a lasciare il campo al 57′ minuto per un problema fisico. Il numero 18 giallorosso ha rimediato una contusione al ginocchio destro e, dopo aver chiesto il cambio, ha lasciato il posto a Stephan El Shaarawy. Le sue condizioni verranno comunque valutate nelle prossime ore per avere un quadro completo in vista del primo match del 2026.
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FOTO – L’abbraccio dello stadio a De Rossi: “Del romanismo rimarrai sempre il vanto, bentornato”
Un ritorno carico di emozione, immortalato da decine di scatti. L’ingresso in campo di Daniele De Rossi per il suo primo Roma-Genoa da allenatore avversario è stato un momento intenso, che ha catturato l’attenzione di tutti i presenti.
Nel momento in cui dagli altoparlanti dello Stadio Olimpico sono partite le note di “Roma Roma Roma”, l’inno che ha accompagnato tutta la sua carriera, De Rossi è stato letteralmente circondato da un gruppo di fotografi.
Obiettivi puntati sul suo volto, sulla sua reazione, per catturare ogni sfumatura di un momento attesissimo, che racconta il legame indissolubile tra l’ex Capitano e la sua squadra, oggi da avversario.
Ma il vero abbraccio è arrivato dagli spalti. Subito dopo, infatti, lo stadio ha voluto omaggiare il suo ex Capitano con una serie di striscioni carichi d’affetto. Dalla Curva Sud è arrivato il messaggio più diretto: “Questa sarà sempre casa tua, bentornato DDR”. Mentre dalla Tevere Parterre si è levato un altro striscione che ne celebra l’essenza: “Del romanismo rimarrai sempre il vanto. Bentornato a casa Daniè”. Ma i messaggi non si sono fermati qui, con altri settori che hanno voluto ribadire il concetto: “Sempre e per sempre la nostra bandiera” e “Avversari sì, nemici mai. DDR figlio di Roma”.
L’Olimpico saluta l’ultras Ciaramitaro: “Non esiste persona in curva che non abbia un ricordo legato a te” (FOTO)
Un tributo sentito per un pezzo di storia della Curva Sud. In apertura di Roma-Genoa, il cuore del tifo giallorosso ha voluto ricordare Piero Ciaramitaro, storico ultras scomparso la scorsa settimana. La Curva Sud ha esposto uno striscione per onorare la sua memoria: “Non esiste persona in curva che non abbia un ricordo legato a te. Eternamente con noi, addio Piero”.
Anche in altre zone dello stadio sono apparsi striscioni dedicati a lui: “Buon viaggio Piero, romanista oltre” e “Hai unito generazioni di romanisti… ciao grande Piero” si leggeva in altri settori, un saluto unito per una figura che ha lasciato il segno nel mondo del tifo romanista.


Atalanta, Lookman: “Non sono arrabbiato con Gasperini, a Roma può vincere qualcosa”
ON SPORT – Ademola Lookman è tornato a parlare del rapporto con Gasperini negli ultimi tempi della sua esperienza all’Atalanta. Queste le sue parole: “Se sono ancora arrabbiato?No, sto vivendo il momento e cercare di performare al meglio. Penso che siano successe molte cose, ma ora il focus è tornare in forma al massimo. Sto cercando di fare meglio ogni giorno, è la cosa più importante”
Sui metodi di Gasperini…
“Penso che sia un allenatore molto particolare con i suoi calciatori. Voleva un certo tipo di rendimento, voleva vincere. È un vincente. Ma lo sono anche io, in questo senso avevamo lo stesso obiettivo. Tutti vogliono farlo”.
Sulla scelta di andare via…
“Ognuno prende le proprie decisioni per le sue ambizioni. Ma ha un nuovo capitolo dove può vincere qualcosa, gli auguro il meglio. Non c’è niente da perdonare, quello che è successo è successo quanto è stato detto è stato detto”
Lazio, Sarri operato per fibrillazione atriale. Nei prossimi giorni tornerà a dirigere gli allenamenti
Maurizio Sarri, nella giornata di oggi, si è sottoposto ad un intervento chirurgico al cuore a seguito di un riscontro di fibrillazione atriale. Questo il comunicato della Lazio: “La S.S. Lazio comunica che il mister Maurizio Sarri, a seguito di un riscontro di fibrillazione atriale, è stato sottoposto presso il Policlinico Tor Vergata a un intervento di ablazione transcatetere con tecnologia PFA. L’intervento, eseguito dal professor Andrea Natale, pioniere a livello internazionale e con oltre trent’anni di esperienza nel trattamento di tale patologia, si è svolto con esito positivo.All’intervento era presente il Medico Sociale della S.S. Lazio, dott. Italo Leo. Il Mister riprenderà regolarmente nei prossimi giorni la guida della squadra. La S.S. Lazio e il Mister ringraziano il Policlinico Tor Vergata e l’équipe del professor Natale per l’elevata professionalità e per la qualità delle cure garantite quotidianamente a tutti i pazienti.”
(sslazio.it)
Simonelli: “Pallone arancione? Polemiche giuste, tornerà giallo o bianco”
RAI RADIO 1 – Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione radiofonica ‘Radio Anch’io Sport’ e si è soffermato sulle polemiche legate al pallone arancione. Ecco le sue parole: “Abbiamo ricevuto tante giuste proteste su questo, ci sono persone che non riescono a vederlo per il daltonismo. Abbiamo chiesto al nostro fornitore di anticipare la fornitura di nuovi palloni. Per ogni partita servono 25 palloni, sono 500 palloni a settimana più quelli che diamo alle squadre per gli allenamenti. Hanno messo in produzione tutti i nuovi palloni con un colore che si possa vedere, ma ci vorrà qualche tempo prima che si possa sostituire questo arancione: una scelta non felice. Si tornerà al giallo o al bianco”.
Giannini e il ritorno di De Rossi all’Olimpico: “Ci sarà una grande accoglienza, se la merita”
ADNKRONOS – Giuseppe Giannini, bandiera e storico capitano della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’agenzia di stampa e si è soffermato sulla partita odierna contro il Genoa e sul ritorno di Daniele De Rossi allo Stadio Olimpico. Ecco le sue parole.
Come verrà accolto dai romanisti?
“Come merita: alla grande. Non ci sono dubbi, non c’è nessuna perplessità su quello che ci sarà stasera allo stadio: come è giusto che sia, una grande accoglienza, un grande affetto e una grande partecipazione da parte della gente, perché stiamo parlando di un altro grande personaggio della Roma. Ha fatto grandi cose e continuerà a farle”.
L’Olimpico organizzerà qualche accoglienza scenografica?
“Secondo me sì. Comunque ci sarà un’accoglienza piena d’affetto per Daniele”.
Totti a Dubai per il World Sports Summit: l’incontro con Ronaldo “Il Fenomeno” e Baggio (FOTO)
Il 29 e il 30 dicembre va in scena a Dubai la prima edizione del World Sports Summit e all’evento sono presenti tantissime personalità del mondo dello sport. Tra i protagonisti c’è anche Francesco Totti, il quale ieri ha ritrovato Ronaldo “Il Fenomeno” e Roberto Baggio. L’incontro tra le tre leggende è stato testimoniato dalla foto pubblicata su Instagram da Saif Rubie.
Lamanna: “La qualità di Gasperini è trarre il massimo da chiunque lo segua. De Rossi ha dato la scossa al Genoa”
TELERADIOSTEREO – Eugenio Lamanna, ex portiere del Genoa proprio durante la seconda esperienza in rossoblù di Gian Piero Gasperini, ha parlato ai microfoni dell’emittente radiofonica. L’attuale svincolato ha presentato la sfida di domani tra Roma e Genoa, analizzando l’impatto di De Rossi sul mondo rossoblù e soffermandosi sulla figura del suo ex allenatore Gasperini, di cui ha elogiato le grandi qualità.
Le piace il Genoa di De Rossi?
“Penso che abbia dato una scossa, senza dubbio, a un ambiente che vive di emozioni come quello genoano. C’era bisogno di un allenatore che desse qualcosa anche sotto l’aspetto caratteriale. La sua mano pian piano si vedrà sempre di più. Quando c’è un cambio d’allenatore la prima risposta è quella nervosa, poi col tempo arriva anche il gioco”.
Che partita si aspetta da Roma-Genoa?
“Chiaramente la Roma gioca in casa, Gasperini come allenatore cerca sempre la vittoria. Mi immagino un Genoa che cercherà di non subire molto, ma che vorrà anche attaccare: non penso che l’idea di De Rossi sia soltanto difendersi per 90′. La Roma potrebbe essere agevolata da questo, ha la forza tecnica e le idee del mister per poter trovare gli spazi, ma potrà aver bisogno di pazienza”.
Come sta vedendo Gasperini nella Capitale?
“Lo vedo bene, sta disputando un ottimo campionato. (…) La qualità di Gasperini è di trarre sempre il massimo da qualunque giocatore, a patto ovviamente che il giocatore lo segua. Sono stato pochi anni con lui, ma ho capito subito che aveva questa capacità: farti dare il massimo per migliorarti, solo in pochi ci riescono. Già così la Roma è una squadra molto forte“.
Conoscendo Gasp, si aspettava queste difficoltà nel fare gol da parte della Roma?
“L’importante è creare. Sono sempre convinto che quando crei tantissime occasioni prima o poi le concretizzi. (…) La Roma anche davanti ha tantissime qualità, sono innamorato di giocatori come Dybala o El Shaarawy, con cui ho giocato un anno. Sarei più preoccupato, comunque, se vedessi una squadra che fa un tiro in porta a partita“.
Che cosa l’ha stupita di Gasperini?
“Ha un carattere molto forte ed è uno che porta avanti le sue idee, anche perché ha avuto tantissimi riscontri. (…) Avendolo avuto come allenatore so che caratterialmente può essere difficile da capire, ma so anche che ti spinge per farti dare il massimo. Ha comunque una sicurezza che hanno in pochi, soprattutto nei momenti di difficoltà“.
Curci: “La vittoria della Coppa Italia 2006/07 l’emozione più grande della carriera. Il primo incontro con Totti? Mi tremavano le gambe”
FANPAGE.IT – Gianluca Curci, ex portiere della Roma, ha rilasciato un’intervista al portale e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla sua avventura nel club giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.
C’è un errore di qualche compagno che, invece, ti ha davvero sorpreso e al quale non sei riuscito a rimediare?
“Non mi sarei mai aspettato che Totti sbagliasse un calcio di rigore, quello no, ma è successo pure questo. Incredibile (ride, n.d.r.). A parte gli scherzi, di errori se ne commettono tanti in una partita, non mi sembra il caso di citarne uno in particolare, anche perché – appunto – ne ho commessi anche io talmente tanti, che faccio fatica a ricordarmeli”.
A proposito di Samuel, Chivu, Totti e la Roma: tutta la trafila del settore giovanile, da tifoso giallorosso e, poi, l’arrivo nello spogliatoio dei grandi. Che emozione è stata?
“Indescrivibile, da far tremare le gambe, ma davvero. Ho pensato di svenire. Guardavo il Capitano e pensavo di sognare. Mi chiedevo: ‘Porca miseria, ma io che ci faccio qui?’. Poi, piano piano, ci fai l’abitudine, ma all’inizio è stata davvero dura, mi sembrava di volare…”.
E come sei stato accolto? Qualche consiglio del Capitano?
“Francesco è un ragazzo molto tranquillo, quasi timido, che non parla tanto. È un leader, ma con il comportamento più che con le parole. Sono stati tutti gentilissimi con me e, te lo assicuro, non era scontato, né me lo sarei aspettato. In particolare, ricordo il primo ritiro e la prima amichevole. Prima di entrare in campo c’era inevitabilmente un po’ di tensione: Emerson se ne deve essere accorto ed è venuto verso di me: ‘Tranquillo – mi ha detto – sei forte, fai quello che sai e andrà tutto bene. Noi siamo qui con te’. Un altro che fin da subito mi ha sommerso di consigli è stato Samuel, tanto duro con gli avversari quanto disponibile con i compagni, soprattutto i più giovani. Quando qualche ragazzo in ritiro entrava in maniera scomposta, perché magari stanco, Walter lo difendeva e se la prendeva con i compagni più esperti se si arrabbiavano”.
L’esordio all’Olimpico credo sia un ricordo indimenticabile…
“Beh, sì, ovvio. Il mio sogno è sempre stato quello di giocare in Serie A, farlo con la maglia della Roma era un qualcosa di neanche immaginabile. Ho saputo che sarei partito titolare due ore prima della partita, quando Mister Delneri ha dato la formazione: ‘In porta gioca Curci’. E io: ‘Cosa? Non ho capito’ (ride, n.d.r.). Era il 19 dicembre, abbiamo vinto 5-1 contro il Parma ed è una partita che è entrata nella storia per il record di Francesco Totti, che in quella gara ha segnato e raggiunto i 107 gol, diventando il miglior marcatore della storia della Roma. Diciamo che mi ha impreziosito l’esordio”.
In quella squadra c’era anche Cassano: qualcuna delle sue “cassanate”?
“Antonio è un ragazzo fantastico, un pezzo di pane, solo che ogni tanto gli si “tappa la vena” e non capisce più niente. Ricordo che una volta Spalletti voleva fare una seduta tattica e lui gli fa: “A’ Mister, non hai capito, qui non si fa tattica”. E Spalletti, serafico, lo ha mandato via. Che spasso”.
Hai incrociato anche un giovane De Rossi, si vedevano le stigmate del campione?
“Si vedeva che aveva qualità e carattere, quello sì, ma soprattutto era evidente la leadership. Era un giovane-vecchio già allora, per quello non mi stupisce vederlo ora allenatore. Credevo facesse un po’ più di gavetta, ma quando ti chiama la Roma non puoi dire di no. Su di lui avrei scommesso”.
A proposito di allenatori, nella stagione 2005/2006 sei stato titolare fino quasi al derby, poi nella stracittadina Spalletti ti ha preferito Doni: ancora arrabbiato col Mister?
“Ma va, no, assolutamente, anche perché in quella stagione credo di aver giocato di più che in tutte le altre. Eravamo in Europa League e siamo arrivati in finale di Coppa Italia. Quindi nessun rammarico”.
Nel 2011 torni a Roma e trovi Luis Enrique, che ricordo hai di lui e che effetto ti fa vederlo ora a questi livelli?
“Già allora si percepivano la sua qualità e la sua determinazione. Non guardava davvero in faccia nessuno, chi non si allenava bene, stava fuori. Era tanto intransigente e il gruppo veniva prima di tutto. Ai tempi pensavo che fosse quasi esagerato, che potesse essere un difetto, ma adesso dopo due Triplete posso dire che forse aveva ragione lui (sorride, n.d.r.). Gli ho visto preferire Okaka a Totti, oppure lasciar fuori De Rossi per un ritardo di pochi minuti alla riunione tecnica. Grande personalità. E, poi, con lui ho imparato a giocare con i piedi. Prima, mai nessuno mi aveva chiesto di farlo, era avanti anche in quello”.
Quali sono stati, invece, i derby più belli?
“Il primo, ovviamente, anche se è stato quello “della paura” del 2004/2005. Sia noi che la Lazio eravamo in zona retrocessione: è finito 0-0 e – per un portiere – va bene così (sorride, n.d.r.). Quello più bello è stato quello del 2006, quello dell’undicesima vittoria consecutiva. Vincere il derby, facendo un record, è stato qualcosa di meraviglioso”.
Quando ti sono tornati particolarmente utili certi “trucchi” del tuo ex preparatore dei portieri Claudio Filippi?
“Ricordo un episodio molto simile al rigore di Maignan nel derby: era uno Juve-Roma del 2012. Io ero in panchina, ma quasi alla mezzora l’arbitro espelle Stekelenburg e assegna il rigore. Io entro e respingo il tiro di Pirlo. A fine partita Mister Filippi viene da me e mi fa: ‘Ma come hai fatto? Pirlo non sbaglia mai…’. E io: ‘Mister, me l’hai insegnato tu!’. E ci siamo messi a ridere”.
L’emozione più grande della tua carriera?
“Sicuramente la vittoria della Coppa Italia 2006/2007. Arrivati a Fiumicino c’erano più di diecimila persone ad aspettarci, tanto che non riuscivo a trovare il pullman. Mi ha caricato un tifoso su un ‘pandino’, eravamo in cinque, non so come abbia fatto, ma è riuscito a portarci fino al bus della squadra”.