Foti, che stangata! Esonero e 10 giornate di squalifica per l’ex vice Mourinho

Dopo l’esonero deciso dalla proprietà della Sampdoria, Salvatore Foti, ex vice di José Mourinho alla Roma, e Angelo Gregucci si trovano a fare i conti con una doppia penalizzazione: oltre alla beffa dell’allontanamento, Foti ha infatti ricevuto una pesante squalifica disciplinare di dieci giornate che scatterà alla sua prossima esperienza in panchina. Un provvedimento che gli impedirà anche di partecipare al prossimo super corso per allenatori a Coverciano. La decisione è stata assunta dal Tribunale Federale Nazionale dopo il deferimento della Procura FIGC, che accusava Foti di aver svolto le funzioni di allenatore della prima squadra blucerchiata senza essere in possesso dell’abilitazione UEFA PRO, mentre a Gregucci è stato contestato di aver firmato un contratto come tecnico principale senza esercitare di fatto tale ruolo, consentendo così a Foti di guidare operativamente la squadra. Le sanzioni non hanno risparmiato neppure la società, multata di 5.000 euro e colpita da due mesi di inibizione per il presidente Matteo Manfredi e per Jesper Fredberg, direttore e CEO dell’Area Football del club. Il momento sportivo della Sampdoria resta delicato: con un solo punto di vantaggio sulla zona playout e reduce dal pesante 3-0 incassato a Frosinone, la squadra è stata affidata provvisoriamente ad Attilio Lombardo. Per Foti, già protagonista in passato di episodi disciplinari durante le esperienze alla Roma e al Fenerbahçe, si tratta dell’ennesimo capitolo di una carriera segnata da turbolenze. La Sampdoria, dal canto suo, ha ribadito di aver sempre operato nel rispetto delle regole e si riserva di valutare la possibilità di presentare appello una volta depositate le motivazioni della sentenza.

Calciomercato Roma: Dybala sempre più addio. Boca in pole

Paulo Dybala è sempre più vicino all’addio alla Roma con il rinnovo del contratto che appare praticamente impossibile per motivi economici e infortuni ricorrenti, visto che guadagna circa 8 milioni netti annui più 2 di bonus per un totale che supera i 10 milioni complessivi fuori parametro per il bilancio giallorosso e il contratto scade proprio il 30 giugno 2026 mentre la Roma valuta un’offerta al ribasso ma considera l’avventura chiusa senza aprire formalmente il dossier. Gli infortuni cronici limitano la sua continuità, ora che è vicino ai 33 anni, rendendolo difficile da gestire tra campo e infermeria e la società deve rientrare nei paletti finanziari con un taglio drastico dello stipendio che non garantisce comunque l’accordo, in prospettiva il Boca Juniors è in pole per il ritorno in Argentina, spinto dall’amico Leandro Paredes. Dybala ha lasciato aperta la porta con dichiarazioni recenti mentre l’entourage è già in contatto con il club xeneize e si attende un’offerta formale presto con il trasferimento probabile già in estate.

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Hurzeler (all. Brighton): “Ferguson mi ha detto che imparato molto a Roma, è stato un periodo positivo”

La Roma è già nel passato di Evan Ferguson. Fabian Hurzeler, tecnico del Brighton, ha parlato della situazione dell’attaccante irlandese e ha usato parole che di fatto interrompono l’esperienza giallorossa di Ferguson. “Ho parlato con lui e mi ha detto una frase interessante. Ha detto che ha imparato molto. Penso che questa sia la cosa più importante: che i giocatori in prestito imparino qualcosa in un nuovo ambiente, con una nuova cultura e con un nuovo stile di gioco; che imparino a lottare e ad adattarsi a circostanze diverse. La seconda cosa è che, prima dell’infortunio, ha giocato molti minuti, quindi ha vissuto un periodo davvero positivo alla Roma. Ha segnato dei bei gol, è stato titolare, e penso che questo sia anche il secondo obiettivo di un prestito. Dopo questa conversazione che ho avuto con lui mi sento piuttosto positivo e fiducioso che potremmo vedere un Evan Ferguson diverso“.

(nytimes.com)

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Trevisani: “Dybala urlava di dolore, la Roma non gli ha creduto”

Riccardo Trevisani, giornalista di Mediaset ai microfoni del podcast Cronache di Spogliatoio, ha raccontato alcuni dettagli relativi all’infortunio di Paulo Dybala. Ecco le sue parole: “Il 29 gennaio tre diverse persone mi hanno detto che Dybala si era rotto il menisco. Avevo visto le immagini della camminata, per usare un eufemismo, ad Atene prima dell’ultima partita di League Phase di Europa League contro il Panathinaikos e Dybala non era in grado di camminare, di superare uno scalino. Però ci veniva raccontato che stava bene e che avrebbe giocato a Udine la domenica successiva. Non solo non è successo, e neanche nelle partite successive, ma si era effettivamente rotto il menisco. Se qualcuno lo ha detto a me, com’è possibile che i medici della Roma questa cosa non la abbiano vista o capita? Dybala urlava di dolore, lamentava di non riuscire a calciare in porta. Ogni tanto bisogna chiedere anche a qualche altro esperto: se dici che senti male e ti rispondono che non hai niente, o sei pazzo o qualcosa c’è. Perché ha fatto vari esami e non risultava. Qualcosa non quadra, dico che la soluzione è intanto iniziare a credere a un giocatore quando dice che ha male. Fossero intervenuti subito, qualche settimana e tornava. Ma quel tempo è passato! Zaniolo si è rotto il menisco ed è stato fuori tre partite. Sono 35-45 giorni di tempo, esattamente quelli che la Roma ha perso perché non credeva alle urla di dolore di Dybala. Che oggi sarebbe in campo e invece tornerà quando tutto sarà finito“.

Genoa-Roma, il papà di Alexander scrive a Gasperini: “Gesto di rara sensibilità che ha regalato a mio figlio un ricordo indelebile”

Gabriele Divano, papà del piccolo Alexander, il bambino accompagnato a metà campo da mister Gasperini prima di Genoa-Roma, ha voluto ringraziare il tecnico con una lettera. Le sue parole:

“Gentile Mister Gasperini, Le scrivo per esprimerle la mia più profonda gratitudine. Sono il padre del bambino che domenica, prima di Genoa-Roma, ha avuto l’onore di essere accompagnato da Lei per mano fino al centro del campo. Viviamo a Genova ma mio figlio, per “colpa” del suo papà, è un grandissimo tifoso della Roma fin da quando era piccolissimo. Avevo organizzato per lui questa esperienza proprio per fargli vivere il sogno di incontrare i suoi idoli, ma vederla fermarsi per dedicargli quell’attenzione e quella protezione, nonostante la tensione della partita, mi ha davvero colpito molto. In un calcio spesso frenetico, il Suo è stato un gesto di rara sensibilità che ha regalato a mio figlio un ricordo indelebile e a me un momento di grande commozione. Grazie di cuore per la Sua umanità. Le invio anche uno degli scatti fatti da un fotografo a bordo campo che documenta la bellezza di quel momento, ci tenevo che l’avesse anche lei. Dopo ieri ci siamo fatti una promessa con mio figlio: l’anno prossimo saremo abbastanza grandi per venire finalmente a Roma per vedere per la prima volta la squadra insieme all’Olimpico. Con profonda stima, Gabriele Divano e il piccolo Alexander”

(asroma.com)

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OpenVar, l’audio dell’episodio di Malinovskyi: “La prende prima di petto, braccio in posizione naturale”. Ma Tonolini ammette: “È platealmente punibile” (VIDEO)

DAZN – Nel corso dell’ultimo episodio di OpenVar, è stato analizzato anche il tocco di mano di Malinosvky sul tiro di Konè con l’audio tra l’arbitro Colombo e il Var Mazzoleni. Questa l’interpretazione della sala Var: “Testissima, prima prende il petto. Testa. Sì, petto, braccio in posizione naturale. Ma poi era anche fuori area… ah, no no, ho qualche dubbio su questo, ma tanto non cambia perché prima prende il petto e il braccio è in posizione naturale. Però il braccio era in posizione naturale e prende il petto. Check completato”

Non dello stesso avviso, però, Mauro Tonolini. Il componente del CAN ha spiegato: “Il tocco è punibile. Colombo non riesce a recuperare la posizione centrale e valuta come non punibile il tocco. Il fatto che ci sia una deviazione, anzi due, come viene rilevato giustamente da Mazzoleni, non è un’attenuante. Il braccio sinistro è platealmente punibile, lo è anche il destro. La deviazione non va a sanare la punibilità di questo intervento. Malinovskyi va in opposizione al tiro, anche il braccio destro è fuori sagoma. Questo è un fallo di mano punibile, assolutamente”.

Como, oggi la ripresa: per Perrone e Diao nulla di grave

Oggi il Como riprende ad allenarsi a Mozzate. Da valutare la condizione degli infortunati Perrone e Diao. Il primo è uscito al 36′ del primo tempo a Cagliari per una botta alla coscia. Il senegalese invece, partito con la squadra, è stato tenuto precauzionalmente a riposo per un piccolo problema fisico non specificato. Entrambi
dovrebbero essere disponibili per la sfida di domenica contro la Roma. Nessuna assenza per squalifica, solo l’indisponibilità di Addai, la cui stagione è finita dopo la rottura del tendine d’Achille.

Serie A, la Lazio passa in extremis: Sassuolo battuto 2-1 grazie a Marusic

La Lazio di Maurizio Sarri batte il Sassuolo e supera l’Udinese in classifica. I biancocelesti superano i neroverdi grazie ai gol di Maldini e Marusic. La squadra di Grosso aveva trovato la rete del pareggio con Laurienté, ma in pieno recupero è stato il montenegrino a regalare i 3 punti alla Lazio. Biancocelesti decimi con 37 punti, mentre i neroverdi rimangono al nono posto con 38 punti.

Ziolkowski: “Gasperini è diretto, adoro quando le cose sono chiare. Il Legia Varsavia voleva tenermi in prestito: no assoluto della Roma” (VIDEO)

Il difensore della Roma, Jan Ziolkowski, si è concesso a una lunga intervista per il canale YouTube della nazionale polacca, raccontando i suoi primi mesi nella Capitale. Il centrale ha svelato alcuni retroscena della sua avventura in giallorosso.

Com’è stato il primo impatto con Gasperini?
“Quando sono arrivato, la prima cosa che mi ha detto è stata: ‘Ma quanto si deve aspettare per un ragazzo dalla Polonia?’. Era un po’ nervoso perché mi voleva già per la preparazione estiva. È un tecnico che mi piace perché è tutto molto chiaro e diretto. Dopo il mio esordio da titolare contro la Cremonese, mi ha chiamato per un’analisi video individuale. Ha preso la mia partita con la Polonia contro l’Olanda e me l’ha mostrata interamente, facendomi vedere cosa voleva che eliminassi dal mio gioco e quali cose buone invece dovevo continuare a fare. Adoro quando le cose sono così chiare. Se un allenatore del suo calibro ti dice ‘correggi questo e questo, e avrai la possibilità di giocare’, tu esci e ti concentri per migliorare quelle cose”.

Hai avuto modo di conoscere anche De Rossi?
“Sì, dopo la partita contro il Genoa. Dovevo andare io per primo in conferenza stampa, ma ovviamente è arrivato De Rossi e tutti i giornalisti avevano domande per lui. Ho aspettato 30 minuti (ride, ndr). Poi quando è uscito, dato che avevamo vinto e avevo giocato bene, mi ha salutato e mi ha detto ‘bravo ragazzo’. È un’icona, cresciuto tifoso della Roma, si vede che è di qui”.

Com’è invece marcare Dybala in allenamento?
“(Ride) Lo cancello ad ogni allenamento! Scherzi a parte, è un fenomeno. La sua tecnica è impeccabile. L’unica opzione è provare ad anticiparlo prima che la palla gli arrivi, perché una volta che l’ha controllata… devi solo aspettare i rinforzi. Ha una rapidità di esecuzione incredibile, con la palla vicina al piede può fare un passaggio o tirare all’improvviso, senza preavviso. Se pensi di anticipare il tiro e vai in scivolata per bloccarlo, nove volte su dieci ti salta”.

In estate si era parlato di un possibile ritorno in prestito al Legia. È mai stata un’opzione reale?
“Ne abbiamo parlato. L’idea era quella di essere un giocatore della Roma ma giocare un’altra stagione in Polonia per aiutare la squadra a vincere il campionato. Ma la risposta della Roma è stata un ‘no’ assoluto, non se ne parlava proprio. Mi hanno detto: ‘Ti abbiamo preso perché sei necessario in questa stagione e i minuti che giocherai dipenderanno solo da te'”.

Spesso le tue interviste sono dirette, senza frasi fatte…
“Non mi piace essere ‘invisibile’. Potrei presentarmi qui e dire le solite cose: ‘L’atmosfera in squadra è buona, il tempo a Roma è bello, abbiamo lottato ma non è bastato, non ci arrenderemo e la prossima settimana faremo tre punti’. Ma a chi interessa? Chi guarda vuole sentire qualcosa di vero, conoscere un po’ la persona. Ovviamente senza mancare di rispetto o sembrare uno stupido, ma è bello dire qualcosa di interessante”.

Roma, così non Var

Sarà come dice Gasperini. Sarà ma resta difficile credergli, quando dice che “assolutamente no, su questa sconfitta non ha influito la delusione del 3-3 con la Juve, abbiamo giocato una buona gara e creato più del Genoa“. E sembrata un’altra cosa, in realtà, questo Genoa-Roma. (…) La Roma non è riuscita a calarsi nel clima di un match che Daniele De Rossi ha incanalato sull’unico binario possibile, quello dell’intensità e dell’agonismo. Roma spaesata e non è una roba abituale. La Champions ora è una salita, con l’aggancio del Como (avversario di domenica) e la Juventus a meno uno. “Ma non siamo mai stati messi sotto — ha detto l’allenatore —. Non è un momento positivo per noi, non usciamo ridimensionati da questa gara e vedrete che reagiremo forte“, ha detto l’allenatore. (…) Certo è che il nervosismo in casa Roma è evidente. Anche per un episodio arbitrale, fallo di mano di Malinovskyi su Koné (si era ancora sull’1-1) che ha fatto infuriare Gasperini: “A noi dal campo quella cosa non è sfuggita. Non so perché il Var non sia intervenuto, l’immagine è abbastanza chiara. E se chi è al Var non ha richiamato l’arbitro perché non c’è certezza, allora che cambi mestiere“. (…) Le lamentele del tecnico sono anche relative alla rimessa da cui nasce l’azione del 2-1, a suo dire invertito: “Le immagini sono chiare anche qui, certo poi non è che ci attacchiamo a un fallo laterale…“. Meglio parlare della partita, allora: “Abbiamo fatto un errore netto concedendo quel rigore, poi dopo il pareggio pensavamo di vincerla con le squadre più lunghe e invece è arrivata la sconfitta. Lo spirito della squadra era altissimo, Svilar ha parato solo nel finale su Malinovskyi. Se sono preoccupato per la Champions? Chi è preoccupato stia a casa. Siamo quarti in classifica, ci giochiamo l’ottavo di finale di Europa League con il Bologna. Ci sono stagioni in cui guardi gli altri giocare. Qui noi siamo protagonisti“. E ancora: “Dobbiamo arrivare alla sosta nella posizione in cui siamo e poi qualificarci in Europa League. L’atteggiamento di questi ragazzi è straordinario, posso rimproverare solo qualche episodio. È stata una partita giocata con molta aggressività, ma noi ci siamo calati benissimo nel match. Venturino? Non era la sua gara, serviva gente di peso come Cristante ed El Aynaoui, giocare palla a terra era molto complicato. Abbiamo poco da rimproverarci, ora andiamo a giocarci le prossime partite“. A partire da Bologna.

(corsera)