Gravina denuncia: “Si respira un’aria insopportabile”

Gli arbitri continuano a far discutere e la Figc, come noto, sta correndo ai ripari portando avanti una riforma volta a creare una classe di direttori di gara per Serie A e B sul modello inglese con l’obiettivo di ridurre al minimo il margine d’errore. L’idea del presidente Gravina è quella di partire già la prossima stagione, ma nel frattempo bisogna chiudere questa, possibilmente in un ambiente sereno. Che al momento proprio non c’è. A dirlo è lo stesso presidente della Federcalcio, a margine della presentazione del Premio Bearzot in via Allegri: “Se pensiamo che in ogni partita l’errore arbitrale possa esser azzerato al 100%, ve lo dico oggi, non ci arriveremo mai. Ma stiamo lavorando assieme all’Aia per arrivare al miglior risultato possibile. Se poi ci sono due episodi su venti partite è fisiologico, anzi rispetto ai dieci di qualche anno fa c’è stato un miglioramento. Credo che qualcosa vada rivisto nell’ambito del nostro comportamento. Si respira un’aria diventata insopportabile proprio in una fase delicata del nostro campionato, dobbiamo ritrovare serenità, dando ognuno un piccolo contributo“. Accanto a lui c’è il vicepresidente dell’Aia Francesco Massini, diventato il massimo rappresentante dell’Associazione dopo l’inibizione di Antonio Zappi. “Con Francesco c’è un rapporto di massima collaborazione – continua Gravinavogliamo creare le condizioni ideali per permettere agli arbitri di svolgere il loro lavoro al meglio“. Ovvero, con la riforma che porterà alla creazione di una società indipendente pronta a gestire un selezionato gruppo di professionisti (domani il nuovo incontro sul tema). Una rivoluzione che piace poco all’Aia, Massini compreso, che al presidente federale risponde: “La classe arbitrale italiana è la migliore, lo dico con la forza e la determinazione di tutta l’Associazione, perché so l’amore, la passione, la dedizione e l’impegno che mettono i ragazzi. Sicuramente se ci fosse maggiore serenità tutti noi ne trarremmo il miglior beneficio“. A proposito di serenità, all’interno dell’Aia stessa alcuni arbitri si stanno lamentando per la propria sovraesposizione mediatica. In particolare ce l’hanno con la trasmissione di Dazn Open Var. (…) Gravina non si sbilancia, ma di certo non sottovaluta la questione: “Apriremo una riflessione con l’Aia sui pro e i contro in vista della prossima stagione. La disponibilità a una massima trasparenza è stata evidentemente strumentalizzata. L’obiettivo è confrontarsi sem-pre, ma soprattutto evitare qualunque forma di strumentalizzazione in termini negativi“. C’è spazio anche per parlare delle violenze che i direttori di gara subiscono. (…) Ci sarà un riconoscimento speciale anche alla 17enne Valentina Zamburru, aggredita durante la gara di U17 sarda tra Nuova La Salle-Gioventù Sarroch, il 28 febbraio scorso. Su questo Gravina è durissimo: “Sulla violenza siamo intransigenti, abbiamo adeguato le norme, abbiamo impugnato numerose decisioni del giudice sportivo e mi dispiace riconoscerlo. Nel caso della ragazza abbiamo applicato il massimo della pena prevista, una sorta di ‘ergastolo’. È importante comunicare queste sanzioni, non accettiamo più ragazzi, calciatori e dirigenti che si sono macchiati di atti di violenza simili. La gravità è enorme. Come si può pensare che una persona di una certa età fratturi la mascella di una 17enne? È vergognoso. Dopo 3 o 4 anni di squalifica c’è la possibilità di chiedere la grazia al presidente federale… Io solo per averla rifiutata sono stato aggredito dai genitori e familiari. Ma come detto sono e sarò intransigente. Questa gente deve stare fuori dal mondo del calcio per sempre“.

(gasport)

Watford, Bove torna al gol nella vittoria contro il Wrexham: l’abbraccio con i tifosi inglesi (VIDEO)

Dopo essere tornato in campo con la maglia del Watford, Edoardo Bove ha trovato anche il primo gol in Championship. L’ex centrocampista giallorosso, infatti, è andato a segno nella vittoria per 3-1 contro il Wrexham. La rete ha mandato in trupudio i tifosi del Watford, corsi ad abbracciare il giocatore. L’ultima rete di Bove era arrivata proprio contro la Roma il 24 ottobre 204, quando vestiva la maglia della Fiorentina.

Roma, allarme sicurezza: da El Aynaoui a Smalling, sempre più lunga la lista di calciatori presi di mira dai ladri

La rapina subita da Neil El Aynaoui nella notte è solo l’ultimo episodio di una lunga serie che negli ultimi anni ha colpito diversi calciatori nella Capitale. Un fenomeno sempre più preoccupante, che vede atleti nel mirino di bande organizzate, spesso approfittando della loro assenza durante partite o impegni professionali.

Negli ultimi mesi, infatti, sono stati numerosi i casi simili. Dall’ex Lazio Matias Vecino, che lo scorso luglio ha trovato casa svaligiata, fino a Mario Gila, derubato mentre era in campo. Nel dicembre 2023 era toccato a Nicola Zalewski, con la sua abitazione all’Eur presa di mira dai ladri, mentre poche settimane prima erano stati colpiti anche Mattia Zaccagni e Chiara Nasti, con un bottino ingente tra gioielli e oggetti di valore. Non solo furti, ma anche episodi più gravi: Chris Smalling era già stato vittima di una rapina a mano armata nel 2021, mentre nel 2022 il giovane Raul Moro fu addirittura aggredito e derubato insieme al padre sul Grande Raccordo Anulare.

(Adnkronos)

Massini (vicepresidente vicario AIA): “In Italia tra i migliori arbitri, errori ridotti al minimo”

Francesco Massini, intervenuto in Figc durante la presentazione dei vincitori del Premio Enzo Bearzot. ha preso posizione nel dibattito sulle polemiche arbitrali, rivendicando con forza il valore della classe arbitrale italiana.

Sicuramente oggi credo che la classe italiana arbitrale sia la migliore, lo dico con la forza e la determinazione di tutta l’associazione, perché so l’amore, la passione, la dedizione e l’impegno che mettono i ragazzi”, ha detto il vicepresidente vicario dell’Associazione Italiana Arbitri, aggiungendo anche un passaggio sul clima che circonda il mondo arbitrale:

Abbiamo ridotto al minimo gli errori ma immaginare di eliminare l’errore arbitrale penso sia impossibile. Questa è l’unica disciplina dove vengono esaltati gli errori e non tutte le cose positive che vengono fatte. Sicuramente se ci fosse maggiore serenità tutti noi ne trarremmo il miglior beneficio

(LaPresse)

A Fabregas il Premio Bearzot, Gravina: “È la scelta giusta”. Capello premiato alla carriera

È Cesc Fabregas il vincitore della XV edizione del Premio Nazionale “Enzo” Bearzot, promosso dall’Unione Sportiva Acli insieme alla FIGC. La motivazione della giuria che, per la prima volta in assoluto, riconosce ad un allenatore straniero il premio intitolato alla memoria del ct campione del mondo nel 1982 è stata la seguente: “Tecnico giovane ma già brillante dopo essere stato straordinario calciatore, rappresenta una delle novità in panchina più significative a livello internazionale. Al Como ha dato forma concreta ad un sogno glamour grazie al bel gioco e a una serie di risultati mai colti prima in riva al Lago“.

A rendere noto il vincitore è stato il presidente dell’US Acli, Damiano Lembo, che ha annunciato anche il conferimento del premio speciale alla carriera a Fabio Capello, figura simbolo del calcio italiano e internazionale.

Fabregas merita davvero questo premio, è la scelta giusta. Con lui riconosciamo non solo la qualità, ma anche il valore della formazione“, ha aggiunto il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, il quale, inoltre, ha sottolineato il percorso di studio dell’allenatore spagnolo, che ha scelto l’Italia per completare la propria crescita tecnica frequentando il corso UEFA Pro a Coverciano, dimostrando dedizione e rifiuto di scorciatoie.

(ansa.it)

Gravina sul futuro di Open VAR: “Viene strumentalizzato, rifletteremo con l’AIA per la prossima stagione. L’errore arbitrale non può essere azzerato”

A margine della conferenza stampa del Premio Bearzot, il presidente della FIGC Gabriele Gravina è intervenuto sul futuro di “Open VAR”, il format realizzato in collaborazione con DAZN e AIA per spiegare gli episodi arbitrali. Il numero uno del calcio italiano ha espresso diverse perplessità sulla prosecuzione del programma così come strutturato oggi, ipotizzando cambiamenti per la prossima stagione. “Open Var? Apriremo una riflessione su pro e contro con l’Aia su questo per la prossima stagione, noi siamo sempre aperti al confronto”, ha esordito Gravina. “Quella che era una disponibilità di massima trasparenza, sta diventando una forma di strumentalizzazione”. Il presidente ha poi difeso l’operato della classe arbitrale: “Se noi pensiamo che in ogni partita l’errore arbitrale possa esser azzerato al 100% ve lo dico oggi che non sarà mai possibile. Lavoriamo per il miglior risultato possibile. Se poi ci sono due episodi su venti partite è fisiologico, rispetto ai dieci di qualche anno fa”.

Gravina ha infine lanciato un monito sulla tensione che circonda il settore arbitrale nell’ultima fase del campionato: “Credo che qualcosa vada rivisto nell’ambito del nostro comportamento. Si è generato un clima oggi e ne prendiamo atto, c’è un clima insopportabile all’interno della gestione di una fase delicata del campionato italiano. Dobbiamo ritrovare serenità, dando ognuno di noi un piccolo contributo”.

Corona rinviato a giudizio per diffamazione ai danni di Pellegrini. Avv. Olivo (legale Pellegrini): “Decisione doverosa”

Svolta giudiziaria nella vicenda che vede coinvolto Lorenzo Pellegrini. Il GUP di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per Fabrizio Corona con l’accusa di diffamazione ai danni del capitano giallorosso. Insieme a lui, finirà a processo anche una donna di 25 anni, accusata di calunnia e minacce. Al centro del procedimento penale c’è un’intervista pubblicata da Corona sul sito dillingernews.it, nella quale la donna aveva accusato falsamente il calciatore della Roma di stalking. Tali affermazioni, ritenute prive di fondamento, hanno fatto scattare la denuncia da parte del centrocampista. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo primo dicembre davanti al tribunale monocratico.

Soddisfazione è stata espressa dal legale di Pellegrini, l’avvocato Federico Olivo: “Siamo soddisfatti di questo passaggio processuale. Una decisione che ritengo doverosa; la sede dove ora verrà approfondita questa vicenda è il dibattimento”.

(ansa)

El Aynaoui shock, rapina in casa: il calciatore e la famiglia rinchiusi in una stanza. Il giocatore: “Ci siamo spaventati, ora stiamo bene”. La madre: “Mi Hanno puntato la pistola alla gola. Gridavo aiuto”(VIDEO)

Rapina nella notte nell’abitazione del calciatore della Roma Neil El Aynaoui, in zona Castel Fusano. Intorno alle 3 una banda di sei uomini vestiti di nero, armati di pistola e volto coperto sono entrati in casa dopo aver divelto una grata della finestra del salone. I rapinatori hanno prima chiuso in una stanza il calciatore, la madre, la compagna e il fratello con la sua compagna. Poi hanno rubato gioielli del valore di circa 10 mila euro, un Rolex e delle borse griffate. Sul posto la polizia. Indaga la squadra mobile.

(ANSA)


Il centrocampista giallorosso ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni ai cronisti poche ore dopo l’accaduto: “Abbiamo vissuto momenti di paura”, ha spiegato El Aynaoui. Nonostante lo spavento, il calciatore ha escluso ulteriori conseguenze: “Se qualcuno ha avuto bisogno di andare in ospedale a causa del forte stress? No, stiamo tutti bene. Ci siamo spaventati, ma ora stiamo bene”, ha concluso prima di dirigersi regolarmente al centro sportivo di Trigoria per la seduta di allenamento in vista della sfida di Europa League contro il Bologna.

(LaPresse)


La madre del 24enne arrivato quest’estate dal Lens, ha aggiunto, in un servizio del Tg1, “Mi Hanno puntato la pistola alla gola, gridavo aiuto”

@tg1rai È stato rapinato nella sua villa alle porte di Roma il centrocampista giallorosso Neil #ElAynaoui. Sei ladri incappucciati e armati sono entrati in casa mentre il giocatore era con la sua famiglia: “Ci hanno puntato la pistola contro”. #Tg1 ♬ audio originale – Tg1Rai

(Tg1Rai)

Como, Suwarso: “Ho preso il Como per farne un set televisivo. Vivo le vittorie con indifferenza, una vale l’altra”

RIVISTA 11 – Mirwan Suwarso, presidente del Como, ha rilasciato una lunga intervista al portale sportivo. Tanti i temi trattati: dall’acquisizione del club lariano fino agli obiettivi futuri. questo uno stralcio delle sue parole:

C’è grande entusiasmo intorno al Como: la squadra gioca bene e sta collezionando risultati pesanti in Serie A. Lei come vive le grandi vittorie?
“Con totale indifferenza. Per me, una partita vale quanto un’altra.”

La proprietà indonesiana è arrivata nel 2019, con la squadra in Serie D. Oggi è una forza del campionato. Immagino fosse questo il vostro piano fin dall’inizio…
“In realtà no. Prima del Covid avevamo comprato la società solo per usarla come un set televisivo: volevamo girare dei documentari sul calcio italiano per la nostra TV indonesiana. Nient’altro.”

E poi cos’è cambiato?
“In Serie B ci siamo resi conto che il progetto era diventato troppo grande e costoso per rimanere un semplice show televisivo. Fino a quel momento seguivo “dall’Indonesia, ma non potevamo più andare avanti così. Per questo, nel 2023, mi sono trasferito a Londra, dove abbiamo una sede, per prendere in mano il club di persona. Oggi faccio la spola tra Como e il Regno Unito per trasformare definitivamente la squadra in un business redditizio.

Di solito, nel calcio si ragiona per cicli di tre anni. Voi, invece, avete bruciato le tappe. Come ci siete riusciti?
“Sinceramente non saprei. Noi lavoriamo con un business plan quinquennale e cerchiamo semplicemente di seguirlo passo dopo passo. Como è una città piccola, dove abbiamo sviluppato tutto da zero. Paradossalmente, questo ci ha aiutati. Ma il vero punto di svolta è stato l’arrivo di Cesc: seppur a fine carriera, ci ha proiettati su un livello superiore e ha accelerato l’intero processo.”

E cosa vi ha convinto ad affidargli la panchina?
“Non lo avevamo preso con quell’idea. Anzi, è arrivato quasi per caso: io non l’ho nemmeno incontrato di persona, è bastata una semplice telefonata. Poi, però, abbiamo scoperto come ragiona. Ci parlava di come costruire la squadra e creare una struttura sportiva con un metodo rigoroso. Pensava alla squadra proprio come noi facevamo a livello aziendale: il suo approccio al campo rifletteva perfettamente il DNA societario che stavamo creando. Unire le due cose è stato naturale, e i risultati ci stanno dando ragione.”

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Di Canio: “Manca un rosso a Malen con il Genoa, è grave colpire un giocatore con un calcio in testa durante una rovesciata” (VIDEO)

SKY SPORT – Paolo Di Canio, ex attaccante della Lazio e ora opinionista, si è soffermato nel corso della trasmissione “Sky Calcio Club” sugli ultimi episodi arbitrali avvenuti nel corso delle partite della Roma ed è tornato a parlare dell’ammonizione di Donyell Malen per la rovesciata con cui ha colpito in testa il difensore del Genoa Leo Ostigard: “C’era il rigore sul tiro di Koné, perché Malinovskyi ha stoppato la palla con la mano. Ma nessuno ha mai parlato dell’espulsione che ci doveva essere su Malen, il quale fa una sforbiciata e dà un calcio in testa pericolosissimo a Ostigard. L’attaccante è stato solo ammonito. Quindi è pari e patta. Se è pericoloso entrare sulla caviglia, è grave anche dare un calcio in piena sforbiciata in testa a uno…”.