Ten Hag, dopo aver visto dal vivo Roma-Juventus, ha concluso la serata nella capitale con una cena, in un noto ristorante in zona Parioli, insieme a Ranieri e Hummels, come fa sapere l’emittente radiofonica. Questa mattina, poi, ten Hag e il suo agente sono stati ospiti a Trigoria come svelato su Instagram da Rensch.
TV PLAY – Lunga intervista per Gianluca Mancini. Il difensore giallorossi ha parlato in esclusiva a TvPlay. Tanti i temi affrontati: da De Rossi a Ranieri fino alla nazionale. Queste le sue parole
Su De Rossi…
“Appena arrivato De Rossi alla Roma, un suo collaboratore mi salutò in modo strano, dopo un paio di giorni mi disse che non mi sopportava. Addirittura disse che mi avrebbe messo sotto la macchina, ma dopo una settimana si scusò e disse che aveva sbagliato tutto su di me. Ero un ragazzo eccezionale. Io in campo mi trasformo, sto cercando di migliorare”.
Su Ranieri…
“Ranieri appena mi ha visto ha detto che quando mi vedeva contro mi odiava. La mia è stata un’evoluzione, prendevo tanti cartellini e facevo proteste senza senso. Mi condizionava tanto. Era deleteria a me stesso. L’evoluzione del mio comportamento è cominciata con De Rossi. Anche con gli arbitri il mio atteggiamento è cambiato, prima davo fastidio. Ora è differente. Non prendo troppe espulsioni, perché di entrate brutte non ne faccio. In Coppa Italia, con Orsato, sbagliai tanto e presi tre giornate di squalifica. Chiesi scusa in quell’occasione”.
Sul ruolo…
“Mister Fonseca mi mise centrocampista, ma era un’emergenza. Un ruolo che ho ricoperto da ragazzino, ma ad oggi non sarei capace. Ho fatto tante volte il braccetto e agli occhi della gente e agli addetti ai lavori ti vai a collocare in quella posizione. Mi trovo bene. Con la difesa a 4 ho giocato con Mourinho e De Rossi. Avendo giocato in più ruoli, dal centrocampista al centrale di difesa, a volte addirittura terzino destro, non è un problema. Con la difesa a tre mi trovo a mio agio”.
Su Hummels…
“Hummels mi sta aiutando. Avere campioni come lui è qualcosa che aiuta sia a livello di campo, ma osservi anche nel quotidiano. A 36 anni gioca ancora a questi livelli, quindi è un superprofessionista. Vorrei che anche io a 36 anni possa giocare ai suoi livelli. Su Kulusevski ha fatto un intervento bellissimo in scivolata e si rialzò come niente fosse. Io gli dissi che era pazzo, perché a me avrebbero dato 7 rossi (ride ndr). Espulsione a Bilbao? Per me non era da espulsione. Era giallo. Quando l’attaccante sbaglia un gol, ha l’opportunità di farne un altro. Mentre il difensore se commette un errore deve sperare che non succeda nulla di grave”
Sulla Nazionale e il rapporto con Spalletti…
“Mister Spalletti mi ha portato all’Europeo, mi ha convocato spesso l’anno scorso. Sono grato al ct. Purtroppo l’Europeo non è andato bene, ce lo porteremo avanti. Mi ha fatto giocare contro la Svizzera, sono grato a lui. Cerco di giocare bene per essere nuovamente convocato, ma il ct prende le sue decisioni. La Nazionale è il sogno di ogni bambino. E se non arriva la convocazione, io farò il tifo come sempre”
Sulla forza del gruppo…
“Se accetto di andare in panchina? Penso che c’è un allenatore che decide, c’è la settimana, ci sono gli allenamenti e se un allenatore decide di non farti giocare dopo una, due o tre volte mi faccio delle domande. Se mi sto allenando bene, parlo con l’allenatore. Non esiste che giochi e basta, ci sono mille cose in una partita. Si fa parte di una rosa di 25 giocatori, non esiste l’io. Esiste il noi. Giusto arrabbiarsi, ma deve essere un modo per dare di più in quei 10-15 minuti quando entri in campo”.
Su Svilar…
“Rui Patricio era un portiere forte. E quando avevamo in allenamento da una parte Rui e dall’altra Svilar…Sono due portieri forti. Mile è molto forte, trasmette sicurezza, parla. Il ruolo del portiere è cambiato”.
Sul nuovo allenatore…
“Allenatore giochista o gestore? Per me l’allenatore è importante. Il calcio è cambiato. Un tempo una squadra più piccola veniva a Roma a giocare in modo differente. Io cerco di fare il massimo e seguo le indicazioni del mister. Se un allenatore mi dice di dare una testata al muro, io lo faccio. Non ho preferenze sull’allenatore, ogni mister ha la sua idea. Magari tra 10-15 anni saprò dare una risposta. Sono stato fortunato nella mia carriera. Ad esempio, con De Rossi facevamo 40 minuti di uscite dal basso in rifinitura. Con Mourinho la fase difensiva era maniacale prima della partita”
Sul calore della piazza…
“Roma è una piazza calorosa, passionale e vive di questo club tutti i giorni. La gente ti carica. A Bergamo non sono così calorosi. Questo ti dà delle aspettative maggiori, scendi in campo anche per loro. A Villa Stuart, quando sono arrivato, non c’era nessuno. Ma vedere le scene dei compagni quando arrivano a Fiumicino, con tutta quella gente, è bellissimo”
Su un esperienza all’estero…
“Se dovessi scegliere un Paese dove giocare all’estero direi l’Inghilterra. Giocare in Italia è bellissimo per gli stadi, ci sono molti stadi passionali. Sono abituato all’Olimpico e ogni domenica sembra giocare una finale”
La tua top 11?
“La mia top 11 al Mondo, senza giocatori della Roma. Innanzitutto, scelgo il 4-3-3. Donnarumma a porta; Arnold terzino destro; Rudiger e Van Dijk i centrali; a sinistra Bruno Mendes del PSG; a centrocampo il play è Modric, Tonali e Musiala mezzali. Davanti scelgo: Rodrygo, Mbappé e al centro Haaland”
Dopo aver assistito a Roma-Juventus, Erik ten Hag ha fatto visita anche a Trigoria. Il tecnico ha avuto modo di visitare il centro sportivo come avvenuto anche con altri tecnici negli ultimi anni: non ci sarebbe dunque alcun interessamento reciproco per un futuro insieme, solo una normale visita. Non poteva mancare lo scatto con Rensch, suo ex giocatore ai tempi dell’Ajax. Con loro Mo Salem, agente che cura gli interessi dei due olandesi,
Comincia l’avventura russa di Francesco Totti. Come scrive il sito del quotidiano, nella mattinata l’ex capitano giallorossi è arrivato a Mosca, dove saràospite dell’International RB Award. La capitale russa è tappezzata da settimane da manifesti sull’arrivo in città dell’ “imperatore” pronto a sbarcare “nella terza Roma”. Il numero 10 dovrebbe percepire un emolumento a sei cifre. Numeri alti per il classe ’76 che alle ore 15.30 è atteso da un evento di lusso, organizzato dal sito di scommesse di cui è testimonial.
Un anno horribilis per Ivan Juric, che dopo la nefasta parentesi alla Roma, ha vissuto una stagione ancor più complicata sulla panchina del Southampton, culminata con la retrocessione del club a 7 giornate dalla fine e con soli 10 punti in classifica. Come riporta l’emittente satellitare inglese, il tecnico croato avrebbe già lasciato i Saints rassegnando le dimissione.
BREAKING: Sky Sports News understands manager Ivan Juric has left Southampton after the club was relegated from the Premier League yesterday 🚨 pic.twitter.com/mViUOLwSLM
Ora è arrivata anche l’ufficialità da parte del Southampton. Come fa sapere il club, è stata raggiunta un’intesa per l’addio dell’allenatore croato. Questo il comunicato: “Possiamo confermare che oggi abbiamo raggiunto un accordo con il nostro allenatore, Ivan Jurić, per porre fine al suo periodo nel club. Ivan è arrivato al Southampton in un momento difficile e ha avuto il compito di cercare di migliorare una squadra in una situazione difficile. Purtroppo, non abbiamo visto le prestazioni progredire come speravamo, ma vorremmo ringraziare Ivan e il suo staff per la loro onestà e il duro lavoro”
RAI RADIO 1 – Zbigniew Boniek, ex centravanti della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione radiofonica ‘Radio Anch’io Sport’ e si è soffermato sull’1-1 tra i giallorossi e la Juventus (sua ex squadra) e sul prossimo allenatore dei capitolini. Ecco le sue parole.
Roma-Juventus?
“È stato un bel pareggio, ma la partita non mi ha entusiasmato. Nel calcio di oggi tutti giocano in maniera uguale, con mantenimento della palla senza verticalizzazioni. Il momento più bello della partita è stato l’inizio del secondo tempo con l’inserimento di Shomurodov, con la seconda punta la Roma ha verticalizzato di più. Nel primo tempo la Juve ha tolto alla Roma la possibilità di gestire la palla, alla squadra di Ranieri mancava qualcuno in mezzo che riuscisse a collegare difesa con attacco. E poi quando giochi con la difesa a tre e ti occupi solo di Vlahovic, in tutte le altre zone del campo la Juve aveva la superiorità numerica e nel primo tempo l’ha sfruttata in modo molto intelligente. Alla fine, però, pareggio giusto. La Juve è stata molto concentrata, si vede che il cambio di allenatore ha aumentato soglia di concentrazione e applicazione”.
Il nuovo allenatore della Roma?
“Pioli lo conosco, stava con noi nella Juve, la più forte di sempre. Stefano è stato con noi uno-due anni come riserva. Da allenatore ha fatto vedere quanto sia bravo. Ora è in Arabia, sicuramente vorrebbe tornare. Si dice però che i Friedkin, quando prendono decisioni, vogliono sempre sorprendere tutti e non vogliono che il nome giri prima dell’annuncio. E il nome di Pioli già gira, secondo me quindi è già da scartare. Io ho due candidati, sempre con Ranieri nel ruolo di supervisor: a me piace molto Fabregas e come fa giocare il suo Como. E poi bisogna vedere cosa succede con Antonio Conte. Ancelotti? La Roma richiede un impegno, una voglia di lavorare e di migliorare da mattina a sera. Con tutto quello che ha fatto nella vita e che sta facendo ancora adesso al Real, Carlo può anche sperare in una panchina meno bollente e un po’ più comoda di quella della Roma, magari una nazionale. Poi se Carlo venisse a Roma sarebbe una cosa bellissima. Faceva parte del centrocampo Conti-Cerezo-Boniek-Ancelotti. Ma non so se ha voglia di tornare in Italia. Poi lui è abituato a vincere, a gestire squadre che possono vincere la Champions. A Roma bisogna costruire una squadra che possa arrivare al livello delle altre big”.
Boniek come si vedrebbe nel quadro dirigenziale della Roma del futuro?
“Mi fanno tutti questa domanda da due anni, ma non ho mai parlato con nessuno. Conosco tutti quanti, sto bene a Roma e mi piace vedere giocare la Roma, però è una domanda alla quale non so dare risposta. Mi sarebbe piaciuto? Sì, forse ancora sì”.
DAZN – Gianluigi Buffon, bandiera della Juventus e della Nazionale Italiana, è stato invitato come ospite negli studi della piattaforma streaming e ha partecipato al post partita di Roma-Juventus. Tra i vari temi trattati il capo delegazione dell’Italia si è soffermato su Mile Svilar, autore di una grande prestazione: “La parata su Nico Gonzalez ha dimostrato che le belle parole per lui sono veritiere e spese bene. Ogni volta che gioca fa cose fuori dal normale. Sta facendo cose non da tutti”.
Il Derby nel calcio italiano è sempre una partita diversa dalle altre. A Roma lo è ancora di più. Nella settimana che precede Lazio-Roma il Policlinico Tor Vergata, grazie alla collaborazione del Roma Club aziendale, dell’Associazione Volontari PTV e dell’Associazione AB0 ha programmato di legare alla stracittadina un evento dedicato alla Donazione Sangue dal titolo “Io il derby ce l’ho nel sangue” che si svolgerà Mercoledì 9 aprile dalle ore 8 alle ore 17 presso la Medicina Trasfusionale, unità diretta dal Prof. Francesco Buccisano, che si trova al piano terra del Policlinico Tor Vergata, in Viale Oxford 81. Un evento rivolto a tutti i cittadini ed in particolare ai giovani delle due tifoserie ai quali sarà proposta una sfida speciale. Al momento della donazione si potrà scegliere se assegnare un gol alla Lazio o uno alla Roma, ricevendo una maglia con i colori della propria squadra. A fine giornata sapremo chi avrà vinto il Derby al Policlinico Tor Vergata. Un goal per la cura, una vittoria per la salute, un gesto solidale per i nostri pazienti che hanno bisogno di tornare allo stadio con i propri cari. Tutti coloro i quali sono interessati sono invitati a prenotarsi ai numeri 06/20906194 – 20900596, oppure presentarsi direttamente.
Ivan Juric, allenatore del Southampton, ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine della sconfitta per 3-1 contro il Tottenham. Questo ko ha sancito la retrocessione dei Saints in Championship con ben sette giornate d’anticipo e si tratta della prima squadra nella storia della Premier League a scendere nella serie cadetta con così tante partite ancora da disputare. Ecco le parole dell’ex tecnico della Roma: “Sappiamo che è un momento brutto e difficile, ma penso che il futuro del Southampton sarà grandioso con questi tifosi. Noi siamo retrocessi, ma loro hanno dimostrato di tenere molto al club ai giocatori. Questo deve essere davvero motivante per tutti per creare qualcosa di migliore rispetto a ciò che si è visto quest’anno, ogni persona che lavora al Southampton deve fare meglio. Quello che ci è mancato di più in questi mesi è la fisicità: la nostra è completamente diversa rispetto alle altre squadre della Premier League. La differenza di fisicità tra la Championship e la Premier League è enorme. Sono arrivato da un altro mondo – Italia, Spagna, Croazia – e la mentalità è completamente diversa. Qui c’è grande rispetto e i nostri tifosi per tutta questa stagione sono stati eccezionali. Siamo delusi e questa retrocessione deve essere una grande lezione per tutti noi per capire cosa abbiamo sbagliato. Cosa è andato storto? Potevamo fare di più?”.
La partita? “Nel primo tempo, quando abbiamo giocato con un blocco basso, abbiamo avuto dei problemi. Il Tottenham non crea grandi occasioni ma è pericoloso in diverse situazioni, come i piazzati, e se non sei forte fisicamente ne risenti. Nel secondo tempo ho visto il calcio che piace a me. Abbiamo pressato molto di più, controllato il gioco, creato occasioni e segnato. Il secondo tempo è stato davvero buono”.
Quale è l’obiettivo ora? “Non vogliamo essere la peggior squadra della storia della Premier League. Questo è il nostro obiettivo e dalla prossima partita dobbiamo pensare a ciò”.
L’incubo è diventato realtà: il Southampton di Ivan Juric è retrocesso in Championship con ben sette giornate di anticipo e diventa la prima squadra nella storia della Premier League a scendere nella serie cadetta con così tante partite ancora da disputare. Fatale la sconfitta per 3-1 in casa del Tottenham, ma a condannare i Saints è la pessima classifica: 2 vittorie, 4 pareggi e 25 sconfitte in 31 turni (23 reti segnate e 74 subite) per un totale di appena 10 punti (-22 dalla salvezza).