Gilles Rocca: “Mi chiamò Bruno Conti ma avevo già firmato con la Lazio”

DOPPIO PASSO PODCAST – Gilles Rocca, noto personaggio televisivo tifoso della Roma e con un passato nelle giovanili della Lazio, ha rivelato, ai microfoni del podcast Doppio Passo, un retroscena legato alla squadra giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni: ““Mi prese l’Empoli, poi ci fu la selezione nazionale dei più forti in Italia e giocammo contro la Lazio. Io segnai due gol e la squadra biancoceleste mi richiamò. Al momento della firma, era il primo dicembre ’96 o ’97, non ricordo, c’erano Giancarlo Oddi e Felice Pulici. Poco dopo chiamò Bruno Conti a casa ma avevo appena firmato un contratto di quattro anni. Il giorno dopo mi presentai al campo dispiaciuto, da tifoso della Roma mi sarebbe piaciuto giocarci. Da lì ho giocato quattro anni bellissimi con la Lazio, quattro anni di derby contro persone diventate molto forti e pezzi di cuore come De Rossi, Aquilani, Pepe, Bovo e Amelia. A Vigo facemmo un torneo bellissimo, in finale affrontammo il Real che aveva in porta Casillas e vincemmo”.

Lazio, Bernabé e l’appello a Lotito: “Fai volare Olympia nel derby e lascerò Formello” (VIDEO)

Juan Bernabé, ex falconiere della Lazio, si trova ancora all’interno di Formello nonostante il licenziamento avvenuto qualche mese fa. Tramite un video pubblicato su Instagram ha lanciato un appello al presidente Claudio Lotito, ovvero nel caso in cui facesse volare l’aquila Olympia nel Derby della Capitale del 13 aprile lui lascerebbe il centro sportivo biancoceleste. Ecco il messaggio: “Ciao Claudio, buongiorno. Riconosco che c’è una guerra aperta tra di noi e non sarà per te il momento migliore per sentire la mia voce. Ma in vista del il derby, per il sentimento di tanti tifosi e come tifoso io stesso mi trovo a doverti dire questo: sai che il rendimento della Lazio in casa è calato e la casualità vuole che sia calato da quando Olympia non vola più. Non voglio dire che dipenda da ciò, né che io sia felice della situazione, però si dice che nella vita quando fai del bene, poi ti ritorna energia positiva. Per questo Claudio ti chiedo di fare pace, tu dalla tua parte, io dalla mia: fai volare Olympia nel derby, io avrò la possibilità di andarmene dalla Lazio con dignità, anzi, se per te la mia persona non è degna di indossare la maglia della Lazio, per rispetto della tua decisione, entrerò in campo senza la maglia, ma l’importante è che Olympia possa volare nel derby. Claudio, faresti felice tante persone. Ho sentito le tue parole per Suor Paola, sono parole che mi hanno toccato: possiamo dedicare questo volo a Suor Paola, che come tu sai amava tanto Olympia. Pertanto lascio questa finestra aperta, perché tu possa pensarci e prendere una decisione. Dopo anche io lascerò libera Formello, ringraziando per il nobile gesto di avere ‘alzato le mani’ rispetto alla situazione. Se è un no, lo rispetto, perché capisco che non è un bel momento per noi. Grazie per l’attenzione”.

Svilar e Greggi contro i femminicidi: “Basta! Educhiamo i nostri figli fin da piccoli. Bisogna saper accettare il rifiuto”

La Roma, da anni, è in prima linea contro la violenza sulle donne. […] Poche ore fa ci sono stati i funerali di Sara Campanella e Ilaria Sula, 22 anni. […] Mile Svilar è il primo ad esporsi pubblicamente su un tema così delicato: “Basta, non ne possiamo più di sentire queste cose ogni giorno. Sono storie che toccano tutti perché potrebbero succedere a chiunque. Dobbiamo ripartire dall’educazione dei nostri figli, dobbiamo crescere degli uomini con i giusti valori e capaci di accettare un “no” come risposta. Credo che sia giusto ricordarlo ogni giorno e penso che ognuno di noi debba fare la sua parte“.

Anche Giada Greggi, centrocampista della Roma e della nazionale, 25 anni, parla di educazione e di cultura del possesso: “Sara e Ilaria avevano più o meno la mia età, con tutta la vita davanti, quello che è successo mi ha davvero molto colpito. Come società dovremmo accettare il fatto che i femminicidi sono la conseguenza di comportamenti spesso considerati accettabili come le scenate di gelosia e il controllo ossessivo. Bisogna aiutare i ragazzi fin da giovani ad accettare il rifiuto, fa parte della vita, e a crescere lontano dalla cultura del possesso visto che spesso, per non dire quasi sempre, la violenza arriva per mano di persone conosciute“.

(corrieredellosport.it)

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Abraham: “Coinceiçao e Mourinho sono simili. MLS? Ho detto a Pulisic che se arrivasse una possibilità dovrebbe portarmi con lui…”

CBS SPORT GOLAZO – Tammy Abraham ha rilasciato un’intervista in cui risponde al paragone tra Coinceiçao, attuale allenatore al Milan, e José Mourinho, avuto alla Roma: “Giocando con Sérgio e José, posso dire che sono simili. Entrambi credono davvero in ciò che vogliono raggiungere. Sono motivati, grandi lavoratori e vogliono sempre il meglio da te. E lo otterranno, non importa cosa accada. Come giocatori, abbiamo tutti bisogno di quella spinta per dare il massimo. Sono un vincente, voglio vincere, credo che si viva una volta sola. Quindi godetevi sempre il vostro tempo, cercate di giocare con un sorriso sul viso. Io sto vivendo il mio sogno”.

Poi la risposta su un futuro negli USA: “Ho detto a Pulisic che se l’argomento America venisse fuori, dovrebbe portarmi con sé. Non si sa mai, nel calcio. Non si conoscono mai la vita e i piani di Dio, quindi se un giorno dovesse arrivare, sai, assolutamente sì”.

Totti: “De Rossi diventerà un grandissimo allenatore. Gli è mancata solo un po’ d’esperienza a Roma”

Ospite all’International RB Award, a Mosca, Francesco Totti ha toccato vari temi tra cui l’esperienza di De Rossi da allenatore della Roma: “Penso che diventerà un grandissimo allenatore, davvero. Gli è mancata forse solo un po’ di esperienza, ma come faceva a dire di no alla Roma? Ci ha giocato per vent’anni… Ha doti straordinarie, conosce il calcio e può diventare un allenatore eccezionale”.

Su Dejan Stankovic, oggi allenatore dello Spartak Mosca, Totti ha detto: “Lo conosco bene, ci siamo affrontati tante volte e posso dire che è una persona stupenda. Può essere perfetto per qualsiasi squadra”.

Poi su Fabio Capello, ex ct della Russia e campione d’Italia con la Roma nel 2001: “Può piacere o no, ognuno ha la sua opinione, ma Capello è un vincente e questo conta”.

Chiude con un pensiero sui giovani che vogliono giocare a calcio, partendo dall’esperienza del figlio Cristian: “Mio figlio gioca a calcio con piacere, si diverte, ma purtroppo deve portare il peso del nostro cognome. Anche se lui la prende con molta calma. Penso che ogni giovane abbia i suoi obiettivi e i suoi sogni. Molte persone vorrebbero diventare giocatori di Serie A e i giovani hanno bisogno di aiuto. Date loro una possibilità. Anche se alcune persone non riusciranno a raggiungere le vette, succede. Il problema, per molti giovani calciatori, sono i loro genitori. Mandano il figlio a giocare a calcio senza chiedergli la sua opinione. Il bambino lo sente e gioca con forza. Questo è sbagliato. Il calcio deve essere solo divertimento”.

X, la Roma ricorda Di Bartolomei nel giorno in cui avrebbe compiuto 70 anni. Candela: “Auguri Ago” (FOTO)

Agostino Di Bartolomei oggi avrebbe compiuto 70 anni e la Roma lo ha ricordato con un post sui social in cui condivide l’album dedicato a chi viene descritto come “il capitano del secondo scudetto, il simbolo per almeno due generazioni di tifosi che hanno sempre tramandato il suo ricordo e, in generale, una figura che rappresenterà per sempre l’identità romanista”.

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Tramite una storia pubblicata su Instagram arriva anche il ricordo di Vincent Candela: “Auguri Ago”.

Simplicio: “Quella volta che ho fatto chiudere un mese la sauna di Trigoria” (VIDEO)

GASPORT – L’ex centrocampista della Roma Fabio Simplicio (in giallorosso dal 2010 al 2012) ha raccontato sui social del quotidiano sportivo un aneddoto curioso avvenuto durante la sua esperienza nella Capitale. Queste le sue parole: “Ho fatto una roba un po’ bruttina perché c’era una sauna alla fine degli allenamenti, c’erano i ragazzi che andavano in sauna per rilassarsi. Ho preso una bottiglia d’acqua, ci ho pisciato e l’ho lasciata dentro, l’ho dimenticata. Forse è stata un mese la sauna chiusa perché non si poteva capire la puzza che c’era. E poi tutti “Ma chi è stato”, finora nessuno lo sapeva, però adesso lo sapranno che sono stato io (ride, ndr)”.

 

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Come si può valutare, finora, la prima stagione romanista di Artem Dovbyk

Artem Dovbyk è stato uno dei colpi di mercato più discussi dell’estate giallorossa. Dopo un’annata da sogno al Girona, con il titolo di capocannoniere della Liga spagnola e un contributo fondamentale alla qualificazione storica del club catalano in Champions League, l’attaccante ucraino è arrivato alla Roma con l’etichetta di potenziale protagonista in Serie A. Tuttavia, il suo percorso nella Capitale, almeno fino a questo punto della stagione, si è rivelato più complesso del previsto.

Nelle prime settimane, Dovbyk ha faticato ad adattarsi ai ritmi e alle marcature serrate del campionato italiano. L’exploit nella Liga sembrava un lontano ricordo e, dopo le prime 14 partite di Serie A, il bottino parlava chiaro: appena 4 reti, alcune delle quali poco influenti sull’esito delle gare. Anche a livello di impatto nel gioco, Dovbyk sembrava fuori sincrono, spesso isolato in avanti e incapace di dialogare con il resto del reparto offensivo.

Il cambio in panchina, con l’arrivo di Claudio Ranieri dopo l’esonero del precedente allenatore, ha però rappresentato una svolta. La Roma ha ritrovato equilibrio e solidità, inanellando una serie positiva di risultati che ha rilanciato la squadra nella lotta per le coppe europee. Dovbyk, pur senza trasformarsi in un bomber costante, ha iniziato a segnare con maggiore regolarità, mettendo a referto altri 7 gol in campionato e portando il suo totale stagionale in Serie A a quota 11. Una cifra rispettabile, ma inferiore alle aspettative iniziali, anche se va considerato il processo di ambientamento in un contesto nuovo e più competitivo.

Se allarghiamo lo sguardo all’intera stagione, l’attaccante ucraino ha finora collezionato 39 presenze in tutte le competizioni, realizzando 16 gol e fornendo 4 assist. In Coppa Italia, si è fatto notare con 3 reti in appena 2 presenze, mentre in Europa League ha giocato 11 partite (640 minuti complessivi) segnando 2 gol importanti per il cammino europeo della Roma. Le sue reti, in alcuni casi, si sono rivelate decisive, contribuendo a spingere i giallorossi verso la fase finale del torneo. Un potenziale antipasto di ciò che potrebbe accadere qualora la Roma, nella prossima stagione, fosse in grado di inserire il suo nome all’interno dei risultati Champions League.

Tuttavia, le statistiche raccontano solo una parte della storia. Le prestazioni di Dovbyk sono state altalenanti: al netto dei gol segnati, il suo coinvolgimento nel gioco resta spesso limitato. Le critiche di stampa e tifosi si sono concentrate sulla sua difficoltà a partecipare all’azione corale e sull’apparente mancanza di intensità in alcune partite chiave. In alcuni casi, la sua staticità ha spinto Ranieri a modificarne la posizione o a farlo partire dalla panchina, optando per un attacco più mobile e imprevedibile.

Ciononostante, Dovbyk continua a godere della fiducia dell’ambiente. Il tecnico romano ha spesso sottolineato l’importanza del suo giocatore come riferimento offensivo e la sua capacità di “aprire” le difese avversarie anche quando non è lui a finalizzare. Inoltre, lo spogliatoio sembra compatto e consapevole che, nel finale di stagione, servirà anche il miglior Dovbyk per centrare gli obiettivi prefissati.

L’ucraino, dal canto suo, sembra aver compreso le esigenze del calcio italiano: nei duelli aerei resta dominante, ma si sta sforzando di partecipare maggiormente alla manovra, venendo incontro ai compagni e attaccando la profondità con più decisione. Anche l’intesa con i trequartisti e gli esterni migliora, seppur lentamente.

La Roma, al momento, è in piena corsa per un posto nelle competizioni europee e ogni punto conquistato pesa enormemente. Le prossime giornate di campionato saranno decisive per definire il bilancio della stagione. In questo contesto, i gol di Dovbyk potrebbero diventare ancora una volta determinanti, non solo per la classifica, ma anche per i bilanci societari legati ai risultati di calcio a livello nazionale e internazionale.

Guardando al futuro, molto dipenderà dalle scelte della dirigenza giallorossa. Se Dovbyk riuscirà a chiudere l’anno in doppia cifra anche in Europa o se riuscirà a risultare decisivo in uno scontro diretto, potrebbe guadagnarsi la conferma e diventare un pilastro della Roma per il futuro. In caso contrario, non è da escludere che il club possa valutare alternative sul mercato, puntando su un profilo più affine al calcio italiano.

In ogni caso, la stagione di Artem Dovbyk resterà significativa, come banco di prova per le sue ambizioni personali e per la sua capacità di emergere in un campionato competitivo come la Serie A. I numeri parlano in suo favore, ma è il salto di qualità nelle prestazioni quello che il popolo romanista si aspetta da lui, soprattutto nei momenti che contano.

Capello: “Prossimo allenatore della Roma? Scegliere l’uomo giusto è troppo importante. Il tecnico dovrà però dare ascolto a Ranieri”

RAI GR PARLAMENTO – Fabio Capello, ospite della trasmissione “La politica nel pallone” si è soffermato sul futuro di Roma e Juventus e sui prossimi allenatori. L’ex tecnico ha anche ricordato alcuni aneddoti sull’anno in cui vinse lo scudetto con i giallorossi. Ecco le sue parole.

Sugli allenatori di Roma e Juventus
“Devono capire dove vogliono andare nel futuro e capire quindi che allenatori vogliono: scegliere l’uomo giusto è troppo importante”.

Sul rapporto tra Ranieri e il prossimo tecnico
“Per la Roma è importante che il prossimo allenatore ascolti Claudio Ranieri”.

Sullo scudetto 2000/2001
“Lo scudetto che vinsi con la Roma ? E’ ancora un grande ricordo per le difficoltà che abbiamo avuto nel vincere, contro la Juventus poi pareggiammo nel famoso 2-2, ma soprattutto per l’entusiasmo della tifoseria, di tutti quanti, e per quello che aveva fatto Sensi per quella squadra. L’entusiasmo va alle stelle dopo una vittoria e succede il contrario dopo una sconfitta, non c’è una mezza misura. Sensi è stato un grande presidente che aveva creato un gruppo veramente di grande livello, giocatori e dirigenti che lo ha portato a raggiungere un obiettivo che a Roma è difficile da raggiungere. Per vincere ci vogliono i giocatori. Ho vinto gli scudetti in tanti posti ma a Roma è stata l’unica volta in cui non abbiamo festeggiato dopo la vittoria”.

 

Pannaxiakos, Manolas goleador: il greco segna il gol vittoria ed esulta come in Roma-Barcellona (VIDEO)

Negli anni, la tifoseria della Roma si è affezionata a moltissimi giocatori, tra cui Kostas Manolas. La rete segnata dal greco nello storico 3-0 al Barcellona, infatti, rimarrà per sempre impressa nella storia. Nonostante in estate si fosse ipotizzato addirittura un ritorno nella Capitale, il classe 1991 ha scelto di far ritorno in patria, firmando per il Pannaxiakos, club in cui ha iniziato la sua carriera. Manolas, inoltre, ha cambiato addirittura ruolo e attualmente sta giocando come punta. Nell’ultimo match, inoltre, è anche andato a segno. La rete è stata pesantissima perché ha regalato i 3 punti ai suoi compagni di squadra e, l’ex Roma non ha saputo trattenere l’emozione. Subito dopo aver segnato, infatti, Manolas si è tolto la maglietta e ha iniziato a correre per tutto il campo, sfoggiando un esultanza che ha ricordato proprio quella fatta proprio contro il Barcellona.