Dentro il progetto della Roma Under 23: tempistiche, regolamento e nodo stadio

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – Da sempre la Roma è attenta allo sviluppo del settore giovanile e ora sta valutando la possibilità di compiere un ulteriore passo seguendo le orme di Juventus, Atalanta, Milan e Inter: la creazione della squadra Under 23, l’ultimo step per preparare al meglio un ragazzo al salto nel calcio che conta. Se per i club di diversi paesi europei (Inghilterra, Germania, Spagna, Olanda e Portogallo su tutti) avere una formazione B è ormai la normalità, in Italia tale strategia ha preso piede soltanto a partire dal 2018, quando la società bianconera fondò la Next Gen.

La posizione della Roma e la conferma di Alberto De Rossi

Dopo anni di scetticismo e attente valutazioni, all’interno del ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria si respira un’aria diversa e la creazione dell’Under 23 sembra essere un’esigenza sempre più palese, un’opportunità per evolversi e mantenere il passo delle altre società. La Roma, quindi, ci sta pensando seriamente e la conferma arriva da Alberto De Rossi, storico allenatore della Primavera e attuale Responsabile dello sviluppo e della formazione degli allenatori delle squadre nazionali giallorosse: “La criticità maggiore per i ragazzi è il passaggio dalle giovanili alle prime squadre, dall’essere giovane al diventare adulto. Come AS Roma, stiamo valutando la creazione della formazione Under 23, dato che le altre società hanno ottenuto vantaggi – le sue dichiarazioni in un’intervista rilasciata al portale tuttomercatoweb.com il 23 settembre 2025 –. Ne stiamo parlando, il progetto è in discussione e vedremo come andrà avanti. Come sistema calcio dovremmo dare un contributo per le seconde squadre e rivedere la questione Primavera. Non sono d’accordo sulla riforma attuata, alzare l’età del campionato non è funzionale”.

Soffermandoci sulle parole di De Rossi, tra le società che hanno ottenuto più vantaggi c’è sicuramente la Juventus: la Vecchia Signora ha inaugurato la Next Gen nel 2018 e, oltre ad aver collezionato ottimi risultati sportivi, ha sfruttato appieno il potenziale economico della seconda squadra attraverso la crescita dei giovani talenti. I bianconeri, infatti, hanno incassato ben 244 milioni di euro grazie alle cessioni di calciatori che hanno militato nell’Under 23 come Matias Soulé, Dean Huijsen, Nicolò Fagioli, Samuel Iling-Junior, Nicolò Savona, Samuel Mbangula, Radu Dragusin, Koni De Winter ed Enzo Barrenechea. Anche Kenan Yildiz, numero 10 e stella della Juventus, si è sviluppato nella Next Gen.

A spiegare la gestione dei talenti in casa Atalanta Under 23 (nata nel 2023) è il direttore sportivo Fabio Gatti: “Il nostro obiettivo non è mai stato unire la valorizzazione dei ragazzi e i risultati. Noi vogliamo soprattutto mettere in risalto il lavoro del settore giovanile e il miglioramento dei calciatori. Il mio sogno non è vincere, bensì dare ogni anno un calciatore alla prima squadra dell’Atalanta”. La Dea preferisce mandare i ragazzi in prestito con l’obiettivo di farli crescere in altri club senza perderne il controllo: il bomber Vanja Vlahovic (19 reti all’esordio in C) gioca in Serie B allo Spezia (prestito secco), il perno della difesa Tommaso Del Lungo alla Virtus Entella (prestito secco), il centrocampista Emmanuel Gyabuaa all’Avellino (prestito con diritto di riscatto e controriscatto) e il fantasista Tommaso De Nipoti al Castellón (prestito secco in Spagna). Spicca su tutti l’esterno Marco Palestra (41 presenze in U23), il quale sta stupendo al Cagliari (prestito secco) ed è nel mirino di tante big. In entrata, invece, l’Atalanta ha fatto spesa dalla Roma e, dopo aver preso a parametro zero gli ex giallorossi Giulio Misitano e Sergej Levak, si è assicurata Matteo Plaia per 500.000 euro. Il colpo più oneroso resta il difensore centrale classe 2007 Albert Navarro, arrivato dal Barcellona Under 19 per 1.9 milioni nell’estate del 2024. Al momento l’unico calciatore dell’Under 23 promosso in prima squadra è Lorenzo Bernasconi, il quale è a quota 7 presenze tra Serie A e Champions League.

Ora alla guida della Roma c’è Gian Piero Gasperini, uno dei migliori allenatori al mondo nella valorizzazione dei ragazzi: “Rappresenta un’autentica garanzia per il nostro settore giovanile, nella sua carriera ha fatto esordire tanti giocatori dal vivaio – aggiunge De Rossi -. Guardiamo i dati, i calciatori che ha fatto crescere e migliorare. Il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti”. Un motivo in più per accelerare la creazione dell’Under 23.

Dalle tempistiche alla priorità del progetto: l’obiettivo è evitare di replicare il flop del Milan Futuro

Nonostante l’apertura della Roma (la direzione tecnica pensa comunque che un club possa sostenersi bene anche senza Under 23), la richiesta alla FIGC non è imminente e al momento non è in programma l’iscrizione in vista dell’annata 2026/27. La società non vuole affrettare i tempi e presenterà il proprio progetto soltanto quando la squadra sarà pronta per competere seriamente per la Serie C. L’obiettivo prioritario resta la crescita e la valorizzazione dei giovani sia dal punto di vista tecnico sia economico, ma tale sviluppo deve essere strettamente connesso al risultato sportivo. La Roma, infatti, vorrebbe evitare le enormi difficoltà incontrate dal Milan Futuro.

Creata nel 2024, la squadra B del club rossonero prende parte alla Serie C 2024/25 in seguito all’esclusione dell’Ancona e diventa la terza seconda squadra di una società di Serie A dopo Juventus e Atalanta. La formazione allenata da Daniele Bonera (sostituito da Massimo Oddo dalla ventinovesima giornata) viene inserita nel Girone B e termina la stagione al diciottesimo posto in classifica dopo i tanti errori commessi tra mercato e scelte tecniche. La salvezza passa per i playout contro la SPAL: l’andata termina 1-0 per il Diavolo, ma nel match di ritorno il club di Ferrara ribalta il risultato con un 2-0 e condanna il Milan a una clamorosa retrocessione in Serie D. Nell’annata in corso, invece, pesa l’eliminazione ai trentaduesimi di Coppa Italia Serie D contro il Varesina.

Migliore il rendimento di Juventus e Atalanta, che hanno sempre mantenuto la categoria e raggiunto anche i quarti di finale dei playoff in tre occasioni (i bianconeri nel 2021/22 e 2023/24 e la Dea nel 2024/25). Inoltre nell’annata 2019/20 la Vecchia Signora ha vinto la Coppa Italia Serie C. Positiva anche la partenza dell’Inter Under 23, nata nell’estate del 2025 e attualmente sesta in classifica nel Gruppo A di Serie C: “L’U23 ha cambiato il modo di pensare all’interno della società. Ci permette di far crescere i nostri ragazzi e di cogliere opportunità a cui prima non potevamo guardare – le dichiarazioni del responsabile della seconda squadra Dario Baccin a La Gazzetta dello Sport -. Era un segmento necessario e oggi abbiamo una carta in più da giocarci. L’obiettivo è provare a portare un giocatore in prima squadra ogni stagione“.

Il regolamento: tutti i criteri da rispettare per l’iscrizione della squadra Under 23 al campionato di Serie C

Creare l’Under 23 non è un’operazione così semplice e, anche se l’intenzione è procedere con la realizzazione, è necessario rispettare i numerosi criteri regolamentari imposti dalla FIGC.

  • L’ISCRIZIONE È possibile solo in caso di “vacanza di organico”, ovvero se una società di Serie C fallisse o non presentasse la domanda di iscrizione in vista della nuova stagione. Tale restrizione non sembra rappresentare un grande problema per la Roma, dato che praticamente ogni anno si registrano fallimenti o estromissioni per motivi amministrativi (Lucchese, SPAL, Brescia e Rimini – addirittura a stagione in corso – gli esempi più recenti). L’inserimento di una squadra Under 23 avverrà tenendo conto di tre valori specifici, i quali produrranno una speciale classifica:  

    A) Giovani calciatori convocati nelle Nazionali Italiane

B) Classifica finale dell’ultimo Campionato

C) Numero medio degli spettatori allo stadio nelle gare interne di regular season nelle ultime cinque annate sportive

La graduatoria finale si otterrà utilizzando la seguente formula: punteggio convocazioni Nazionali x 0,4 + punteggio classifica finale x 0,30 + punteggio numero medio spettatori x 0,30. In caso di parità di punteggio nella classifica, prevarrà la società meglio piazzata secondo il criterio B.

  • IL COSTO – Le società di Serie A dovranno versare un contributo straordinario di 720.000 euro alla Lega Italiana Calcio Professionistico. Tale importo dovrà essere eventualmente integrato in base al numero complessivo delle seconde squadre ammesse al campionato:

    – Una seconda squadra: 480.000 euro

    – Due seconde squadre: 240.000 euro

    – Tre seconde squadre: 120.000 euro

    – Quattro o più seconde squadre: nessun ulteriore importo
  • LA DOCUMENTAZIONE – Le società di Serie A devono presentare, entro una data prestabilita, la domanda di iscrizione alla FIGC e alla Lega Italiana Calcio Professionistico con la documentazione relativa all’impianto sportivo e al versamento dell’importo citato in precedenza.
  • I PASSAGGI DI CATEGORIA – L’Under 23 potrà essere promossa in Serie B, ma non potrà mai giocare nel medesimo campionato della prima squadra e nemmeno a un livello superiore. In caso di compresenza nella stessa categoria, la formazione B parteciperebbe alla serie inferiore. Inoltre la seconda squadra della società di Serie A parteciperà alla Coppa Italia Serie C e non alla Coppa Italia Serie A.
  • LA COMPOSIZIONE DELLE ROSE DELLE SECONDE SQUADRE – La seconda squadra potrà inserire nella distinta di gara fino a 26 calciatori (quattro nati prima del 1° gennaio 2003 e il resto dopo il 31 dicembre 2002). Tali giocatori non possono essere presenti nell’elenco dei 25 calciatori per la Serie A e devono avere meno di 50 presenze nel massimo campionato italiano. È comunque consentito il passaggio dei giocatori fra la prima e la seconda squadra.

Il nodo stadio: la ricerca dell’impianto in cui giocare e l’ipotesi del Tre Fontane

Oltre ai numerosi criteri regolamentari imposti dalla FIGC, uno degli scogli principali legati alla creazione dell’Under 23 riguarda la ‘casa’ della squadra. Nella Capitale sono presenti diversi impianti che potrebbero ospitare la formazione B della Roma, ma nessuno di essi rispetta i requisiti strutturali e di sicurezza. I giallorossi, quindi, dovrebbero giocare le partite casalinghe fuori dalla città, dato che ad oggi né il Campo Agostino Di Bartolomei di Trigoria né lo Stadio Tre Fontane (dove gioca la Roma Femminile) hanno le caratteristiche necessarie per far disputare i match di Serie C. Tra le soluzioni più accreditate ci sono lo Stadio Domenico Francioni di Latina e lo Stadio Anco Marzio di Ostia (casa dell’Ostiamare di Daniele De Rossi).

  • I CRITERI INFRASTRUTTURALI – “Le strutture sono fondamentali. Su questo aspetto c’è poca cultura in Italia, è il problema più grande che abbiamo. Spesso mancano proprio gli spazi per giocare e allenarsi – le parole di Alberto De Rossi nell’intervista citata precedentemente -. Come fai a far allenare quattro squadre in un solo campo? Noi ne abbiamo otto, ma non tutti hanno il privilegio di poter lavorare in queste condizioni in Italia. La famiglia Friedkin ha investito tanto per migliorare Trigoria e per farci crescere. Il nostro centro sportivo è all’avanguardia e ci permette di lavorare nelle migliori condizioni”. Nonostante il grande lavoro effettuato dagli imprenditori statunitensi a Trigoria, la Roma Under 23 non potrebbe giocare all’interno del ‘Fulvio Bernardini’ poiché non sono presenti impianti che rispettano i criteri infrastrutturali minimi per partecipare alla Serie C.

    Recentemente però si è aperto uno spiraglio riguardante il Tre Fontane: il Campidoglio ha approvato e finanziato il progetto di fattibilità tecnico-economica da 320.000 euro per dotare lo stadio di una copertura parziale (circa 32 metri di lunghezza) sulla tribuna ovest e di due nuove aree (tribuna autorità e stampa). Tale intervento era ritenuto fondamentale, dato che allo stato attuale l’impianto non risulta pienamente conforme ai requisiti infrastrutturali necessari per il rilascio delle licenze FIGC e UEFA. L’obiettivo è completare i lavori in vista della prossima stagione, ma in futuro il Tre Fontane potrebbe ospitare anche l’Under 23: “L’impianto potrà essere pensato anche per la prospettiva dell’omologa per la Serie C”, le dichiarazioni di Ugo Pambianchi, presidente dell’ATI (l’associazione temporanea di imprese che gestisce lo stadio).

    Le dimensioni del terreno di gioco: deve avere le misure di m 105 x m 68 (m 100 x m 64 solo in casi di limitazioni strutturali non eliminabili).

    Caratteristiche del terreno di gioco: erba naturale, erba naturale mista/rinforzata oppure erba artificiale approvata dalla FIFA. Inoltre il campo deve essere dotato di un idoneo sistema di drenaggio e irrigazione.

    Le panchine: in grado di ospitare ciascuna 21 persone.

    Gli spogliatoi delle squadre: posti a sedere, appendiabiti o armadietti per un minimo di 25 persone. Devono essere presenti 6 docce, 3 WC, 1 lettino per i massaggi e 1 lavagna per spiegazioni tattiche.

    Capienza e requisiti dello stadio: la capienza minima degli stadi è di 1.500 spettatori. Il settore ospiti deve avere un numero di posti pari al 5% della capienza complessiva, con un minimo garantito di 500 (anche qualora lo stadio abbia 1.500 posti).

    Posti in Tribuna Autorità/d’Onore e aree ospitalità: almeno 50 posti (coperti) in Tribuna Autorità/d’Onore, situati nella tribuna principale e in una posizione che sia il più centrale possibile. Inoltre deve essere presente un’area ospitalità, il più possibile in prossimità della Tribuna Autorità/d’Onore.

    I parcheggi per squadre, arbitri e ufficiali di gara: almeno 2 posti di stazionamento per gli autobus delle squadre e 10 posti di stazionamento per le vetture.

    Piste di atletica: gli stadi di nuova costruzione devono essere privi di piste di atletica.

    Sala conferenze stampa: minimo 30 posti a sedere, 1 tavolo da conferenza e 1 piattaforma per telecamere.

    Mixed zone: coperta, interdetta al pubblico e ubicata tra l’area antistante gli spogliatoi e quella destinata al parcheggio degli autobus delle due squadre.

Inoltre è necessario rispettare determinati parametri anche per le seguenti categorie: impianto di illuminazione (nel 2022 la Roma Femminile fu costretta a traslocare temporaneamente al ‘Francioni’ di Latina per le partite casalinghe di Women’s Champions League poiché il Tre Fontane non rispettava gli standard imposti dalla UEFA sull’illuminazione notturna), infermeria per giocatori e arbitri, locale per il controllo antidoping, servizi igienici (proporzione uomini/donne di 2:1), posti e servizi per spettatori disabili, impianto di diffusione sonora, tribuna stampa (minimo 30 postazioni più 2 dedicate agli operatori che si occupano della raccolta dei dati statistici del campionato), postazioni per radiocronisti e telecronisti (minimo 3 e tutte coperte) e piattaforme per le telecamere (necessaria un’area nella tribuna centrale in grado di ospitare almeno 2 telecamere).

Roma innocua: contro il Napoli i dati di XG, tiri e distanza dalla porta peggiore della stagione

LAROMA24.IT – Come con Inter e Milan, la Roma subisce un gol durante il primo tempo e non riesce a segnare. Al contrario di quanto visto con Inter e Milan, però, ieri sera per la Roma non c’è neanche il sapore, in parte consolatorio, del rimpianto finale, se non per quel tiro di Baldanzi.

15 erano stati i tiri effettuati contro l’Inter, di cui 5 in porta, tra cui non compare, ad esempio, il pallone alzato oltre la traversa da Dovbyk da distanza ravvicinata, per citarne una. 19 contro il Milan, sempre 5 quelli dentro lo specchio, compreso stavolta il rigore di Dybala. Appena 8, invece, le conclusioni totalizzate ieri, di cui appena 2 all’interno dei pali difesi senza particolari sforzi da Milinkovic Savic. Entrambi i dati sono i più bassi dell’intera stagione romanista che, nella peggiore delle ipotesi, aveva calciato 8 volte contro la Fiorentina ma in quel caso il conteggio di quelli finiti in porta arrivava almeno a 3. Anche la distanza media dei tiri effettuati aiuta a rappresentare le difficoltà che ha avuto la formazione di Gasperini a perforare la struttura difensiva del Napoli: 20 metri è la distanza, in media, da cui la Roma ha calciato in porta, la più alta di tutta la stagione. Era stata di 14,4 contro l’Inter, quando era risultata pericolosa spesso su palla inattiva, di 17,2 metri nella sfida col Milan.

E a completare il quadro anche l’ormai famigerato dato di expected goal conferma quanto la Roma sia risultata innocua ieri. 0,6 è il dato più basso tra tutte le 18 gare stagionali fin qui disputate, tra campionato e Europa League, contro l’1,33 totalizzato dal Napoli ieri all’Olimpico. Contro Nizza, Midtjylland e Pisa, i punteggi fin qui più bassi della stagione, il calcolo si era fermato a 0,8.

Gasperini per sistemare i…Conte: contro il tecnico del Napoli la media punti più bassa tra gli allenatori di Serie A

LAROMA24.IT – Poco più di un anno fa, il 3 novembre del 2024, Gasperini intralciò la corsa del Napoli, già primo in classifica all’epoca, vincendo 3-0 al ‘Maradona’. Un risultato storico anche per l’allenatore oggi alla Roma che, fino a quel momento, non aveva mai vinto in Serie A contro Antonio Conte. Domenica la situazione sarà ribaltata rispetto a un anno fa: gli onori di casa, stavolta, spetteranno a Gasperini che avrà anche il vantaggio di classifica dalla sua. E potrà, chissà (sappiamo che avete tolto una mano dallo smartphone o dal mouse…), migliorare uno score poco redditizio con Antonio Conte.

In 10 precedenti, infatti, sono solo 2 le vittorie di Gasperini: la prima risale addirittura a 19 anni fa, quando in Serie B il suo Genoa superò l’Arezzo per 3-0. La seconda, quella della scorsa stagione, si fece dunque attendere addirittura 18 anni. Le pieghe delle due carriere, di ascesa rapida per Conte, più lunga e tortuosa per Gasperini, ovviamente hanno il loro peso nella statistica. Tre volte, con Genoa e Palermo, Gasperini ha affrontato il Conte allenatore della Juventus cannibale di quegli anni. Risultato: 3 sconfitte su 3, due di misura ma tutte senza poter segnare neanche una rete. Altri 4 precedenti arrivano nel biennio di Conte all’Inter, quando l’Atalanta aveva già ingrossato il proprio status grazie al lavoro di Gasperini: due pareggi (entrambi per 1-1) e due vittorie dell’attuale tecnico del Napoli. Fino alla scorsa stagione, quando all’andata sorrise Gasperini (0-3 al Maradona come già detto) e al ritorno uscì felice Conte (2-3 al Gewiss Stadium). Il totale dunque recita di 10 confronti, con 2 vittorie per Gasperini, 2 pareggi e le restanti 6 a favore di Conte. Che rappresenta l’allenatore di Serie A contro cui Gasperini ha la media punti più bassa: soltanto 0,80 punti a partita di media, fatta eccezione per Chivu con cui però i precedenti sono appena due. In generale, tra gli allenatori affrontati più di 5 volte in carriera Conte è quello che ha concesso meno punti a Gasperini. Almeno fino a domenica.

LA MEDIA PUNTI DI GASPERINI CON GLI ALLENATORI IN SERIE A

Conte 0,80
Allegri 0,93
Spalletti 1,13
Italiano 1,20
Baroni 1,22
Sarri 1,32
Di Francesco 1,84
Nicola 2,33
Runjaic 2,33
Palladino 2,40
Gilardino 3
Grosso 3
Zanetti 3

QUELLI CON MENO DI 3 PRECEDENTI:

Chivu 0 (2 precedenti)
Vanoli 0,50 (2 precedenti)
Fabregas 1,50 (2 precedenti)
De Rossi 3 (un solo precedente)
Cuesta 3 (un solo precedente)

*Nessun precedente con Pisacane

LE SFIDE CON CONTE

2024/25
Atalanta-Napoli 2-3
Napoli-Atalanta 0-3

2020/21
Inter-Atalanta 1-0
Atalanta-Inter 1-1

2019/20
Atalanta-Inter 0-2
Inter-Atalanta 1-1

2013/14
Genoa-Juventus 0-1
Juventus-Genoa 2-0

2012/13
Palermo-Juventus 0-1

2006/07
Genoa-Arezzo 3-0 (Serie B)

Midtjylland: dal camaleonte Tullberg al bomber Franculino che piace anche alla Roma. E quel precedente in Youth League…

LAROMA24.IT (Matteo Morale) – A quattro giornate dalla fine della fase campionato di Europa League, la Roma si ritrova al diciottesimo posto con soli 6 punti in classifica. Per cercare di raggiungere le prime 8 posizioni ed evitare l’insidia playoff, per i giallorossi saranno dunque decisivi gli ultimi incontri. Sulla propria strada, la formazione di Gian Piero Gasperini si troverà davanti Midtjylland, Celtic, Stoccarda e Panathinaikos. Giovedì 27 novembre alle 18:45 allo stadio Olimpico, arriveranno i danesi, attualmente al comando del girone a punteggio pieno. La squadra allenata da Mike Tullberg al momento è a quota 12 punti (maturati dopo le vittorie contro Sturm Graz, Nottingham Forest, Maccabi Tel Aviv e Celtic). I nerorossi hanno il migliore attacco del torneo con 11 gol fatti ed una delle migliori difese con solamente 3 reti concesse.

La Roma, invece, dopo aver vinto contro il Nizza all’esordio, ha perso le successive partite contro Lille e Viktoria Plzen, ritrovando la vittoria solo allo scorso turno contro i Rangers in trasferta. Tra le due compagini non risultano esserci precedenti recenti, fatta eccezione per un playoff in UEFA Youth League della stagione 2018/2019, terminato 1-1 (alla fine i danesi vinceranno 4-2 ai calci di rigore). Tra le fila giallorosse spiccano i nomi di Ebrima Darboe, adesso al Bari, e l’ex capitano Alessio Riccardi, adesso al Latina. Nella rosa danese, invece, risaltano il portiere Elias Olafsson, nonché attuale estremo difensore del Midtjylland, Oliver Sorensen, adesso al Parma, l’ex Hellas Verona Casper Tengstedt ed infine Gustav Isaksen, ora alla Lazio.

Il bilancio di mister Gasp contro il Midtjylland

Se recentemente la Roma non ha avuto modo di affrontare il Midtjylland, la situazione è diversa per Gian Piero Gasperini. In carriera, il tecnico giallorosso ha incontrato per ben due volte la squadra danese. Il precedente risale ai gironi della Champions League 2020/2021: la Dea quell’anno verrà fermata agli ottavi di finale dal Real Madrid. All’epoca, il nuovo format delle coppe europee non era ancora entrato in vigore e i bergamaschi erano stati inseriti nel Gruppo D insieme a Liverpool, Ajax e appunto Midtyjlland. Nel girone, la squadra bergamasca arrivò seconda con 11 punti dietro ai Reds. L’esordio di Gasperini contro i nerorossi fu Il 21 ottobre del 2020, quando una grande Atalanta batté i danesi alla MCH Arena per 0-4 (gol di Muriel, Zapata, Papu Gomez e Miranchuk). Al ritorno, giocato il primo dicembre dello stesso anno, invece, un po’ a sorpresa la Dea fu bloccata sull’1-1 al Gewiss Stadium (gol di Romero e Scholz). Il bilancio del tecnico è comunque positivo con una vittoria ed un pareggio e, vedremo se stasera manterrà attiva la striscia contro il Midtjylland

La stagione del Midtjylland: la lotta a tre per il titolo e il primato in Europa League

Il secondo posto della scorsa stagione ha imposto al Midtjylland un lunghissimo percorso di turni preliminari prima dell’accesso ai gironi di Europa League. Il primo turno, infatti, gli uomini di Tullberg lo hanno giocato a fine luglio contro l’Hibernian. Dopo gli scozzesi, è stata la volta del Fredrikstad ed infine dei finlandesi del KuPS. Dopo ben 3 turni di qualificazione, nell’esordio alla fase di campionato, i Lupi hanno affrontato lo Sturm Graz, vincendo 2-0 e senza particolari difficoltà. Alla seconda giornata, invece, è arrivato un importantissimo successo fuori casa contro il Nottingham Forest, battuto in un tiratissimo 2-3. Negli ultimi due incontri sono arrivati un 3-0 contro il Maccabi Tel-Aviv e un 3-1 contro il Celtic. Alla prossima i danesi arriveranno all’Olimpico da capolista imbattuta e si giocheranno le proprie carte per confermare questo primato.


A differenza del dominio in Europa League, nella Superligaen danese la lotta a 3 è apertissima. Dopo 16 giornate, i Lupi si ritrovano al secondo posto con 32 punti e due sole sconfitte all’attivo. In vetta al campionato c’è l’Aarhus con 34 punti, mentre, completa il podio il Brondby con 31. Il punto di forza della squadra nerorossa è sicuramente il reparto offensivo, dove anche in Danimarca si conferma letale. Miglior attacco con 39 gol fatti e terza miglior difesa con solo 18 reti incassate. In stagione, infatti, sono ben 14 le partite in cui il Midtjylland è riuscito a segnare 3 o più gol. Addirittura, sono solamente 2 i match in cui i Lupi non sono riusciti ad andare in rete: nello 0-0 contro l’Aarhus e nella sconfitta contro il Nordsjælland.

Il calciomercato estivo del Midtjylland: pochi colpi, ma, mirati e funzionali

In estate, non si può dire che il Midtjylland abbia fatto spese folli, ma, ha cercato di rinforzare la rosa, già ben attrezzata, con acquisti mirati e funzionali a mister Tullberg. Gli unici due colpi sono stati il centrale di difesa Martin Erlic dal Bologna per 5 milioni di euro e, per la stessa cifra, l’esperto centrocampista Philip Billing dal Bournemouth. Nonostante i molti elementi di livello e le tante richieste per loro, l’obiettivo della società non era attuare una rivoluzione. Motivo per cui, anche in uscita sono state fatte solamente 3 cessioni: la punta Jan Kuchta, andato allo Sparta Praga per 2 milioni di euro, l’attaccante Adam Buksa, acquistato dall’Udinese per 5 milioni di euro ed infine il centrocampista Oliver Sorensen, ceduto al Parma per 8 milioni di euro.

La rosa del Midtjylland: dal bomber Franculino ai giovani in rampa di lancio

Il pericolo numero uno da arginare per la Roma di Gian Piero Gasperini sarà sicuramente il 21enne Franculino Djù. La punta originaria della Guinea-Bissau, oltre ad essere un concreto obiettivo di mercato dei giallorossi, si sta iniziando a far notare anche dai top club europei come il Bayern Monaco. La valutazione fatta dal Midtjylland è di circa 40 milioni di euro ed in questa stagione ha già messo a segno 19 gol e 3 assist in 27 partite. Il classe 2004 è solo uno dei tanti giocatori di livello presenti nella rosa nerorossa. In difesa padroneggia il capitano Mads Bech Sorensen, che viene affiancato o dall’ex Bologna Erlic o dal giovane Ousmane Diao. Da tenere d’occhio anche il centrocampista classe 2004 Denil Castillo (già autore di 5 reti in stagione), mentre in attacco mister Tullberg può contare sulla qualità di Dario Osorio, Mikel Gogorza, Aral Simsir e Valdemar Byskov (20 gol in 4).

Come gioca il Midtjylland: la “camaleonticità” di mister Tullberg e i pericoli per la Roma

Dopo una carriera da giocatore non particolarmente fortunata (un passato anche nella Reggina), Mike Tullberg dice addio al calcio a soli 27 anni. Appesi gli scarpini al chiodo, il classe 1985 sceglie la strada dell’allenatore. Fa molta gavetta e ricopre molti ruoli “marginali” nelle giovanili o all’interno delle prime squadre. A gennaio di quest’anno, grazie all’esperienza con il Borussia Dortmund II, il danese viene scelto come tecnico ad interim del BVB per sostituire l’esonerato Nuri Sahin. Tullberg guiderà i gialloneri solo per una partita prima di cedere la panchina a Niko Kovac. A settembre del 2025, arriva finalmente la grande occasione. Il Midtjylland, che ha appena esonerato Thomas Thomasberg, punta sul 39enne nato a Farum e gli consegna le chiavi del club.

La scelta di Tullberg, almeno per il momento, si sta rivelando una scommessa vinta dalla società del Midtjylland, che gli ha messo a disposizione una squadra giovane e piena di talento. La peculiarità principale del 39enne danese è quella di non avere un modulo fisso, ma, variare la formazione in base all’avversario. Quasi sempre, infatti, i nerorossi si dispongono a specchio e, anche domani, probabilmente scenderanno in campo con il 3-4-2-1 che ha fatto le fortune di Gian Piero Gasperini. In conferenza stampa, Tullberg stesso non ha voluto dare una spiegazione a questa caratteristica unica della sua squadra, ma, ha ammesso di prendere come fonte d’ispirazione l’allenatore della Roma, soprattutto dal punto di vista dell’aggressione senza palla. Il suo Midtjylland è infatti una formazione molto fisica, molto offensiva e con molte qualità tecniche. Davanti sviluppa l’azione in modo molto rapido e fa del contropiede una delle armi letali, soprattutto grazie alla velocità dei propri esterni e alla cinicità in area di Franculino. La vera e propria specialità della casa, però, sono i calci piazzati, situazione di gioco dalla quale nascono la maggioranza dei gol segnati (chiedere conferma al Nottingham Forest). In difesa sono una squadra molto solida e nonostante cambiare il sistema di gioco in ogni partita potrebbe destabilizzare i suoi giocatori, i Lupi non concedono molti spazi in cui fare male. In fase offensiva, infine, il Midtjylland sfrutta poco gli inserimenti dei propri centrocampisti, fatta eccezione per il 21enne Castillo, centrocampista dell’Ecuador che si è dimostrato molto prolifico ed abile ad agire tra le linee. Quello di domani sarà dunque un banco di prova quasi decisivo per entrambe le compagini. La Roma dovrà però saper sfruttare il fattore casa, dal momento che aver evitato la trasferta alla calorosa MCH Arena di Herning costituirà un discreto vantaggio per gli uomini di Gian Piero Gasperini.

Torna Massa dopo i 47 falli fischiati in Roma-Inter: i giallorossi non vincono con lui da 8 partite. Due anni fa l’ultima sconfitta del Napoli

Sarà Davide Massa l’arbitro di Roma-Napoli, big match valido per la tredicesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Il direttore di gara incontrerà i giallorossi per la 33esima volta in carriera e la squadra capitolina rappresenta la seconda più arbitrata alle spalle della Lazio (34 precedenti). Sarà la quinta sfida tra Roma e Napoli diretta da Massa e il bilancio è di una vittoria a testa (2-4 per i giallorossi nel 2018 e 1-0 per i partenopei nel 2024) e due pareggi (1-1 nel 2018 e 0-0 nel 2021).

In questa stagione il fischietto della sezione di Imperia ha diretto Roma-Inter (ultimo incrocio con Massa) e la partita, caratterizzata da ben 47 falli, si è conclusa con la vittoria dei nerazzurri per 0-1 grazie alla rete di Bonny. Il rendimento dei giallorossi con il classe ’81 è molto equilibrato: 10 successi, 12 pareggi e 10 sconfitte in 32 precedenti. Il trend però è pesantemente influenzato dalle prestazioni negative degli ultimi anni: la Roma non vince con Massa da ben 8 partite (3 pareggi e 5 sconfitte) e il successo più recente risale al 1° ottobre 2022 (Inter-Roma 1-2). Inoltre negli ultimi 4 incroci i giallorossi hanno incassato altrettanti ko.

28 i precedenti tra l’arbitro e il Napoli e il bilancio è nettamente positivo per i partenopei: 18 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. Reduci da quattro risultati utili consecutivi, i campani non perdono con Massa da quasi due anni (Napoli-Inter 0-3 del 3 dicembre 2023).

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Gasp espulso, tocca al vice Gritti: con lui in panchina la media punti (2.11) non ne risente. Anzi…

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – La Roma continua a sognare ad occhi aperti e, in seguito alla vittoria per 1-3 ottenuta in casa della Cremonese e alla sconfitta dell’Inter contro il Milan, si trova da sola al primo posto in Serie A con 27 punti dopo 12 giornate. I giallorossi non erano in testa alla classifica da 10 anni e 26 giorni, ovvero dal decimo turno di campionato della stagione 2015/16 con Rudi Garcia in panchina. Il merito è certamente di Gian Piero Gasperini, ma il segreto del successo risiede anche nella grande competenza dello staff tecnico che aiuta il mister.

A Cremona l’ex allenatore dell’Atalanta ha ricevuto la prima espulsione da quando siede sulla panchina della Roma, motivo per cui dal minuto 62 la squadra è stata guidata dal vice Tullio Gritti. Il “debutto” del secondo di Gasp è stato positivo e con lui al comando sono arrivate le reti di Evan Ferguson e Wesley, che hanno regalato la vittoria e il primo posto ai giallorossi. Ora toccherà proprio a Gritti sfidare il Napoli di Antonio Conte nell’attesissimo big match in programma domenica alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico.

Il rapporto tra Gritti e Gasperini dopo 20 anni di lavoro: “Basta uno sguardo per capirci”

Tullio Gritti è il braccio destro di Gian Piero Gasperini e lavorano insieme da quasi 20 anni: “Il rapporto vero nasce al Genoa nel 2006. Io ero già lì e facevo parte dello staff di Vavassori, mentre lui fu ingaggiato da Preziosi come allenatore – il suo racconto ai canali ufficiali della Roma -. In un primo momento mi affidarono i fuori rosa della prima squadra, dato che i tesserati erano tanti. Successivamente, lui stesso mi propose di entrare nello staff e da quel momento ho sempre lavorato con lui, eccezione per la parentesi di pochi mesi all’Inter in cui il mister non riuscì a portare con sé tutti i suoi collaboratori”.

I due hanno un legame profondissimo, che è diventato ancora più solido nelle avventure al Palermo, all’Atalanta e alla Roma: “Al di là del lavoro quotidiano sul campo, ci sono stima e fiducia reciproca, ci sono sempre state. E ormai basta soltanto uno sguardo per capirci, senza nemmeno parlare. Lavorare con lui ti arricchisce totalmente. È davvero un visionario, riesce a capire in anticipo cose che altri non colgono. Con lui il calcio lo vedi e lo vivi in tutte le sue sfaccettature. La forza di Gasp è stata quella di aggiornarsi sempre, andare avanti, non restare ancorato al suo credo. Io ancora oggi mi meraviglio di alcune sue idee. Ha fatto la storia dell’Atalanta, ma anche del calcio italiano degli ultimi 20 anni, non a caso diversi tecnici hanno riproposto alcuni suoi concetti”.

Il vice al comando: il bilancio di Gritti da allenatore dopo le espulsioni di Gasperini in Serie A e Coppa Italia

Tullio Gritti ha ricoperto vari ruoli sotto la gestione di Gian Piero Gasperini, passando da collaboratore tecnico a vice allenatore. La sua esperienza da “secondo” inizia nella stagione 2013/14 con il Genoa e da quel momento ha sempre avuto questa mansione. Gasp è un allenatore molto passionale e vive le partite con grande fervore, motivo per cui in alcune occasioni tende ad andare sopra le righe dal punto di vista comportamentale. Nel corso della lunga carriera ha rimediato diverse espulsioni ed è stato proprio Gritti a sostituirlo, ottenendo risultati molto importanti soprattutto all’Atalanta.

Nelle nove stagioni all’Atalanta il vice ha guidato la squadra in ben 34 partite di Serie A e Coppa Italia (comprese anche quelle da “subentrato” dopo i cartellini rossi sventolati a Gasperini) e il bilancio è davvero positivo: 22 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte (3 contro la Fiorentina), per una media di 2.11 punti a gara. Da “subentrato” ha ottenuto 11 successi, 1 pareggio e 3 ko (media di 2.26 punti a partita), mentre dal primo minuto è a quota 11 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte (media di 2 punti a partita). Leggermente inferiore il rendimento di Gasperini tra Serie A e Coppa Italia sulla panchina della Dea: in totale ha disputato 371 partite (342 in campionato e 29 in coppa), per una media di 1.81 punti a match.

Stagione 2016/17

  • Atalanta-Torino 2-1 (11 settembre 2016): Gasperini espulso all’86’ per proteste
  • Atalanta-Inter 2-1 (23 ottobre 2016): Gasperini espulso al 51′ per proteste
  • Pescara-Atalanta 0-1 (26 ottobre 2016): Gasperini squalificato
  • Lazio-Atalanta 2-1 (15 gennaio 2017): Gasperini espulso al 79′ per proteste e squalifica di due giornate per insulti all’arbitro
  • Atalanta-Sampdoria 1-0 (22 gennaio 2017): Gasperini squalificato
  • Torino-Atalanta 1-1 (29 gennaio 2017): Gasperini squalificato

Stagione 2017/18

  • Roma-Atalanta 1-2 (6 gennaio 2018): Gasperini espulso al 45′ per proteste
  • Atalanta-Napoli 0-1 (21 gennaio 2018): Gasperini squalificato
  • Atalanta-Milan 1-1 (13 maggio 2018): Gasperini espulso al termine di Lazio-Atalanta 1-1 (6 maggio 2018) per proteste contro il VAR e squalificato contro il Milan

Stagione 2018/19

  • Milan-Atalanta 2-2 (23 settembre 2018): Gasperini squalificato dal Giudice Sportivo per un’espressione blasfema in SPAL-Atalanta 2-0 (17 settembre 2018)
  • Sampdoria-Atalanta 1-2 (10 marzo 2019): Gasperini espulso al 65′ per proteste e spinta al segretario della Sampdoria Massimo Ienca
  • Atalanta-Chievo 1-1 (17 marzo 2019): Gasperini squalificato e multato di 15 mila euro
  • Napoli-Atalanta 1-2 (22 aprile 2019): Gasperini espulso al 71′ per proteste

Stagione 2019/20

  • Atalanta-Sassuolo 4-1 (21 giugno 2020): Gasperini espulso al 72′ per proteste contro il VAR
  • Atalanta-Lazio 3-2 (24 giugno 2020): Gasperini squalificato
  • Atalanta-Bologna 1-0 (21 luglio 2020): Gasperini espulso al 36′ per una lite con Sinisa Mihajlovic
  • Milan-Atalanta 1-1 (24 luglio 2020): Gasperini squalificato

Stagione 2020/21 

  • Atalanta-Napoli 4-2 (21 febbraio 2021): Gasperini espulso al 25′ per proteste
  • Sampdoria-Atalanta 0-2 (28 febbraio 2021): Gasperini squalificato

Stagione 2021/22 

  • Atalanta-Udinese 1-1 (24 ottobre 2021): Gasperini espulso al 91′ per proteste contro l’arbitro
  • Sampdoria-Atalanta 1-3 (27 ottobre 2021): Gasperini squalificato e multato di 5 mila euro
  • Fiorentina-Atalanta 1-0 (20 febbraio 2022): Gasperini espulso al 63′ per proteste contro l’arbitro
  • Atalanta-Sampdoria 4-0 (28 febbraio 2022): Gasperini squalificato e multato di 10 mila euro

Stagione 2022/23

  • Atalanta-Monza 5-2 (4 giugno 2023): Gasperini espulso al 70′ per proteste

Stagione 2023/24

  • Sassuolo-Atalanta 0-2 (20 agosto 2023): Gasperini squalificato e multato di 5 mila euro per proteste in Atalanta-Monza (4 giugno 2023 – ultima giornata della Serie A 2022/23)
  • Milan-Atalanta 1-2 (10 gennaio 2024 – quarti Coppa Italia): Gasperini espulso al 38′ per proteste e squalifica di due giornate
  • Fiorentina-Atalanta 1-0 (3 aprile 2024 – andata semifinale Coppa Italia): Gasperini squalificato
  • Atalanta-Fiorentina 4-1 (24 aprile 2024 – ritorno semifinale Coppa Italia): Gasperini squalificato
  • Lecce-Atalanta 0-2 (18 maggio 2024): Gasperini ammonito da diffidato in Atalanta-Roma 2-1 (12 maggio 2024) e squalificato contro il Lecce

Stagione 2024/25

  • Parma-Atalanta 1-3 (23 novembre 2024): Gasperini espulso al 55′ per proteste contro il IV Uomo e squalifica di due giornate
  • Roma-Atalanta 0-2 (2 dicembre 2024): Gasperini squalificato
  • Atalanta-Milan 2-1 (6 dicembre 2024): Gasperini squalificato
  • Atalanta-Inter 0-2 (16 marzo 2025): Gasperini espulso all’88’ per proteste
  • Fiorentina-Atalanta 1-0 (30 marzo 2025): Gasperini squalificato

Da Wesley a Ferguson: sono 11 i giocatori della Roma andati in gol in questa stagione

LAROMA24.IT – Dopo 12 giornate è la Roma di Gian Piero Gasperini la capolista solitaria della Serie A. Il 3-1 in casa della Cremonese, infatti, ha proiettato i giallorossi a quota 27 punti in classifica. Una vittoria significativa anche perché ha visto il primo gol in maglia Roma di Evan Ferguson, la cui rete certifica una cosa: la banda Gasperini è una vera e propria cooperativa del gol. Sono ben 11, infatti, i giocatori che hanno già siglato una o più reti in questa stagione tra campionato ed Europa League. Dal primo di Wesley con il Bologna all’esordio all’Olimpico, fino a quello dell’irlandese di ieri pomeriggio. Ecco tutti i giocatori andati in gol.

I giocatori andati in gol:

Wesley (Roma-Bologna, Cremonese-Roma)

Soulé (Pisa-Roma, Roma-Verona, Fiorentina-Roma, Rangers-Roma, Cremonese-Roma)

Pellegrini (Lazio-Roma, Rangers-Roma, Roma-Udinese)

Dovbyk (Roma-Verona, Roma-Parma)

Ndicka (Nizza-Roma)

Mancini (Nizza-Roma)

Hermoso (Roma-Parma)

Dybala (Sassuolo-Roma, Roma-Viktoria Plzen)

Cristante (Fiorentina-Roma)

Celik (Roma-Udinese)

Ferguson (Cremonese-Roma)

Mai senza Koné: il romanista è l’unico centrocampista con il minutaggio al massimo in Serie A. Solo Xhaka come lui tra le top 4 dei primi 5 campionati europei

LAROMA24.IT – Alla terza sosta della stagione, il bilancio degli insostituibili si è ridotto a 24 giocatori in Serie A. Tra quelli che non hanno perso neanche un minuto dei 990, più recuperi, disputati finora nel campionato italiano, ci sono 11 portieri e 12 difensori. Oltre a un solo centrocampista: Manu Koné. Il francese arrivato alla Roma nell’estate del 2024 è infatti l’unico, dalla metà campo in su, ad aver giocato tutti i minuti fin qui della Serie A. Kalulu e Di Lorenzo, oltre a Gabbia nel Milan senza coppe, gli unici calciatori di movimento delle “big” ad avere un minutaggio massimo finora, escludendo i portieri, tra cui il romanista Svilar.

La cerniera con Cristante, sempre titolare ma sostituito in tre occasioni, rappresenta una delle fondamenta su cui Gasperini sta costruendo la sua Roma. Se l’ex centrocampista dell’Atalanta è tornato anche a ricoprire compiti più offensivi, d’assalto, Koné ha sempre agito nella coppia di mediani fin qui. Il riposo è arrivato principalmente in Europa per il classe 2001 e nazionale francese: nelle prime 4 gare della fase a campionato, Koné non ha mai giocato tutti i 90 minuti. Subentrato con Lille e Rangers, è stato sostituito nella ripresa e all’intervallo nelle altre due sfide contro Nizza e Viktoria Plzen.

Allargando lo sguardo all’Europa, il record di Koné viene eguagliato da altri 14 giocatori, centrocampisti o esterni offensivi, capaci di giocare fin qui tutti i minuti a disposizione. Tra questi, però, soltanto uno gioca in una squadra di alta classifica (considerando le prime 4 posizioni), nei principali campionati europei: si tratta di Granit Xhaka che fin qui ha fatto il pieno di minuti col Sunderland, attualmente 4° in Premier League. Gli altri, tra centrocampisti come Szoboszlai, Sano del Mainz in Bundesliga o Maxime Lopez (sì, quel Maxime Lopez…) ora capitano al Paris FC, sono stati sempre presenti ma in squadra che non sono ai vertici del proprio campionato. Nell’elenco figurano anche Semenyo del Bournemouth, Bowen del West Ham o Issa Soumaré del Le Havre che hanno il massimo dei minuti giocati addirittura da esterni offensivi.

TUTTI I CALCIATORI AL 100% DI MINUTI GIOCATI IN CAMPIONATO (ESCLUSI PORTIERI E DIFENSORI):

Serie A: Koné.

Premier League: Xhaka, Garner, Bowen, Anderson, Semenyo, Szoboszlai.

Bundesliga: Sano, Eggestein, Kaminski, Remberg.

Liga: Milla, Febas.

Ligue1: Maxime Lopez, Soumaré.

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Con Ayroldi il primo ko della Roma di Gasperini: giallorossi a secco di vittorie in trasferta

Sarà Giovanni Ayroldi l’arbitro di Cremonese-Roma, partita valida per la dodicesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 15 allo Stadio Zini. Il fischietto della sezione di Molfetta incontrerà i giallorossi per la seconda volta in stagione e con lui arrivò la prima sconfitta di Gian Piero Gasperini sulla panchina dei capitolini (Roma 0-1 Torino). Il bilancio totale, invece, recita 3 vittorie, 1 pareggio e 2 ko: tutti i successi sono arrivati allo Stadio Olimpico, mentre in trasferta la Roma non ha mai vinto (Sassuolo 1-1 Roma e Fiorentina 2-1 Roma).

Sono cinque i precedenti tra il direttore di gara classe ’91 e la Cremonese, ma è la prima volta che si incontrano in questa annata. In cinque gare i grigiorossi hanno ottenuto 2 vittorie e 3 sconfitte e l’unico match di Serie A risale al 4 gennaio 2023 (Cremonese 0-1 Juventus).

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YURI ALBERTO: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT (Matteo Morale) – Il calciomercato invernale è alle porte e molti direttori sportivi si stanno iniziando a muovere per cercare di rinforzare le rose costruite in estate, compreso Frederic Massara. In questo inizio di stagione, infatti, la Roma ha mostrato una difficoltà incredibile nel concretizzare le azioni da gol create, segnale che qualcosa in attacco va migliorato.

Di sicuro, il ds giallorosso vorrà regalare a Gian Piero Gasperini una nuova punta, visto lo scarso rendimento della coppia Artem Dovbyk ed Evan Ferguson. L’irlandese potrebbe addirittura tornare in anticipo al Brighton per lasciare spazio a qualcun altro. Tra i nomi visionati, oltre al sogno Joshua Zirkzee, c’è anche Yuri Alberto, classe 2001 del Corinthians. Il brasiliano è un nome che piace da tempo a Trigoria, anche se valutazione del club brasiliano è di 30 milioni di euro.

LA CARRIERA

Nato a Sao José dos Campo (comune situato nello Stato di San Paolo) il 18 marzo del 2001, Yuri Alberto è considerato una delle “Hidden Gems” del calcio mondiale, ovvero un ragazzo non ancora scoperto dalle big europee ma che però merita l’attenzione di esse. Si innamora del gioco del calcio sin da piccolo e grazie agli insegnamenti di suo padre, coltiva il sogno di sfondare come calciatore. Tra sacrifici familiari e ore di allenamento viene ingaggiato da un club ormai famoso in quanto a talenti: il Santos. Entra a far parte dei Peixe nel 2013 e ci resterà fino al 2020, giocando anche al fianco di Rodrygo, ora al Real Madrid. Promosso in Prima Squadra nel 2017, ha debuttato a soli 16 anni, entrando a far parte della cerchia ristretta dei più giovani debuttanti nella storia del club. Il talento espresso nelle giovanili, però, fatica a fuoriuscire anche tra i grandi e le difficoltà realizzative (solo 3 gol in 25 presenze) convinsero il Santos a liberarlo alla scadenza del suo contratto.

Nel 2020 a puntare su di lui è l’Internacional che lo accoglie in rosa e lo rilancia. Nelle 3 stagioni passate nella squadra di Porto Alegre, di mezzo anche la pandemia del Covid, Yuri affina la sua abilità sotto porta e arriva a realizzare ben 31 centri in 85 presenze, sfiorando anche la vittoria del campionato brasiliano nel 2021. Nel 2022, poi, la voglia di calcio europeo prende il sopravvento e Yuri Alberto sceglie lo Zenit, illustre club russo che però è escluso da tutte le competizioni UEFA a causa della guerra con l’Ucraina (apparte per l’ultima apparizione in Europa League della stagione 2021/2022). I blu bianco-azzurri sborsano addirittura 25 milioni di euro e si assicurano le prestazioni dell’allora 20enne. La sua prima esperienza europea, però, dura meno di 6 mesi e la difficile situazione politica del paese lo spinge a fare ritorno in patria.

Dopo le avventure con Santos e Internacional, il classe 2001 si trasferisce al Corinthians, dove gioca tutt’ora. Il legame che si crea con il club di San Paolo non è immediato anche a causa del rischio di retrocessione che aleggiava sulla squadra (“Ero davvero convinto di voler andare via. Non ce la facevo più. Avremmo fatto di tutto per cercare di andarcene. Ero al limite” ha dichiarato in una recente intervista). Il periodo di difficoltà passa e, l’alchimia con il gol aumenta sempre di più. In meno di 3 stagioni, infatti, Yuri Alberto mette a segno 73 reti, diventando il calciatore più prolifico nella storia Timao. Nel 2025, poi, corona il suo sogno di vincere un campionato Paulista, terminando l’anno da capocannoniere assoluto con 31 gol. Nonostante la letalità sottoporta della stagione appena terminata, Yuri non è sempre stato infallibile. Lo sa bene Agustin Rossi, portiere del Flamengo che il 29 settembre del 2025 si è reso protagonista di un episodio alquanto simpatico. Durante il match tra il Corinthians e i Mengao (poi terminato con la sconfitta dei Timao per 1-2) al minuto 14 l’arbitro ha assegnato un calcio di rigore per i padroni di casa. Sul dischetto si è ovviamente presentato bomber Yuri Alberto che, superficialmente, ha deciso di tentare un cucchiaio ai danni dell’estremo difensore argentino. La conclusione, oltre ad essere stata pessima, è stata facilmente intuita da Rossi che ha semplicemente bloccato il tiro da seduto. Per lo meno, l’attaccante del Corinthians si è rifatto riuscendo a segnare al 47esimo, gol che però non è bastato per portare a casa il risultato. Adesso il nome del 24enne di San Paolo è tornato sulla bocca di tutti ed ha già attirato le attenzioni di tante big europee.

IL CAPITOLO NAZIONALE BRASILIANA

Grazie alle sue prestazioni è riuscito a ritagliarsi anche uno spazio importante con il suo Brasile. Fino ad ora solo a livello giovanile, ma, Carlo Ancelotti lo sta già monitorando per quanto riguarda le prossime convocazioni. Nel 2017, infatti, con l’Under 17 verdeoro ha vinto il campionato sudamericano in finale contro il Cile con 2 reti in 4 apparizioni. Nello stesso anno, ha poi raggiunto il terzo posto al Mondiale Under 17 siglando una sola rete in 4 presenze. Nel 2023, invece, seppur in campo per soli 5 minuti ha realizzato il suo sogno di esordire in Nazionale maggiore durante l’amichevole persa per 2-1 contro il Marocco.

LE SUE CARATTERISTICHE

Come detto, Yuri Alberto è una punta centrale e potrebbe essere ciò che serve alla Roma per fare il definitivo salto di qualità in attacco. Il brasiliano nonostante i 183 cm di altezza, è un attaccante moderno e completo: sa giocare spalle alla porta ed è estremamente cinico in area di rigore. Grazie agli allenamenti del padre sull’ossessione di saper tirare con entrambi i piedi, è considerabile un giocatore ambidestro, dotato di una buona progressione palla al piede e di una buona tecnica di base. Volessimo azzardare un paragone con la nostra Serie A, per movenze e modo di stare in campo ricorda Santiago Castro del Bologna. Sa sfruttare bene anche il suo fisico e non ha paura di andare a puntare l’avversario. Nel Corinthians è un vero e proprio punto di riferimento e la maggior parte delle azioni partono e finiscono con lui. Dunque, ha tutte le carte in regola per potersi affermare anche in un campionato europeo, visto il processo di maturazione che a 24 anni l’ha portato finalmente ad esprimersi al massimo delle sue potenzialità.