JACOPO MIRRA: da 11 stagioni in giallorosso, il percorso del capitano della Primavera alla prima convocazione con Gasperini

LAROMA24.IT (Paolo Rosi) – Un’altra prima volta per un ragazzo del settore giovanile. Dopo la convocazione di Bah, per la sfida contro la Juventus Gian Piero Gasperini ha deciso di convocare Jacopo Mirra, difensore centrale e capitano della Roma Primavera. Una chiamata che arriva come premio per una crescita costante e come soluzione numerica all’assenza di Evan Ndicka, impegnato in Coppa d’Africa. Per il giovane difensore, che indosserà la maglia numero 76, si tratta della prima convocazione ufficiale tra i “grandi” in una partita di Serie A.

Nato a Roma il 10 luglio 2006, Mirra è un difensore centrale moderno, alto 1,89 m e di piede destro. Si definisce “veloce e con buona tecnica”, ma consapevole di dover migliorare “nell’uno contro uno e nella marcatura sull’uomo”. Doti che gli hanno permesso di diventare un leader e un punto fermo della squadra di Federico Guidi, di cui è capitano.

Romano di Selva Candida, Jacopo Mirra inizia a giocare nel Casalotti, per poi passare all’Urbetevere. La svolta arriva a 9 anni, con la lettera che sancisce il suo ingresso nel settore giovanile della Roma. Da quel momento, un percorso netto che lo ha visto scalare tutte le categorie: Under 17, Under 18 (dove ha segnato 5 gol) e infine, dal luglio 2024, la Primavera.

Quest’anno, da capitano, si è imposto come leader della difesa, collezionando 12 presenze e giocando il 70% dei minuti totali. La sua crescita è stata notevole, soprattutto dopo un periodo difficile a livello fisico lo scorso anno. Come ha raccontato lui stesso, problemi al flessore lo hanno costretto a un lungo stop: “È stato un periodo buio, ma mi ha insegnato tanto: prevenzione, fisioterapia, palestra. Ora vengo prima agli allenamenti e lavoro su macchinari specifici”. La sua agenzia è la GP Soccer and Management Srl, la stessa di Pellegrini e Zalewski.

La maglia della prima squadra, però, Jacopo l’ha già assaggiata. Il 31 maggio 2024, a Perth, De Rossi lo fece esordire nell’amichevole di fine stagione contro il Milan, facendolo subentrare proprio al posto di Ndicka. Un segno del destino, visto che la convocazione di oggi arriva proprio per sopperire all’assenza del difensore ivoriano.

Romano e romanista, anche di famiglia (“papà era contentissimo quando mi hanno preso”), Mirra incarna l’orgoglio di vestire questi colori: “Ogni ragazzo romano e romanista vuole indossare questi colori. La maglia della Roma è bella, non pesante. È un orgoglio”. Un sogno che ora continua con la prima chiamata in Serie A, con la speranza di trasformare l’emozione in un punto di partenza.

Ndicka-stop: dove non sono arrivati infortuni e squalifiche arriva la Coppa d’Africa. L’ivoriano si ferma a 59 presenze di fila in A

LAROMA24.IT (Matteo Morale) – Si ferma a 59 la striscia di gare consecutive disputate da Evan Ndicka in Serie A. Partito martedì 16 dicembre per la Coppa d’Africa, il difensore della Costa d’Avorio rimarrà inutilizzabile almeno fino al 31 dicembre (data dell’ultima partita del girone) e al massimo fino al 18 gennaio del 2026, data della finale. Gian Piero Gasperini perde quindi un baluardo della sua Roma che fino ad adesso risulta essere la miglior difesa dei top 5 campionati Europei con solo 8 reti concesse. Prendendo in considerazione solamente la Serie A, la striscia di Ndicka parte ad Udine il 25 aprile del 2024. In panchina sedeva ancora Daniele De Rossi e il match era quello del Bluenergy Stadium (terminato 1-2 in favore dei capitolini grazie ad un gol in pieno recupero di Bryan Cristante) nonché il proseguimento di una partita sospesa 11 giorni prima: la sfida era iniziata il 14 aprile ed era poi stata interrotta al minuto 71 a causa di un malore accusato dallo stesso difensore ivoriano. Da quel giorno in poi, l’ex Eintracht Francoforte ha inanellato altre 58 partite consecutive, di cui 56 giocate dal primo al 90esimo minuto. Le eccezioni, oltre alla sfida contro l’Udinese, riguardano Roma-Hellas Verona del 28 settembre 2025 (in campo per 71 minuti) e Roma-Inter dello scorso 18 ottobre (in campo per 55 minuti).

Se invece si vuole allargare il discorso a tutte le competizioni, la striscia di match consecutivi disputati si ferma a 58. Dalla gara di Europa League del 7 novembre 2024 contro l’Union Saint-Gilloise, saltata per un attacco di febbre, Ndicka ha disputato in serie tutte e 14 le gare di Europa League, tutte le ultime 2 sfide di Coppa Italia e tutte e 42 le ultime gare di Serie A. Anche in questo caso il numero di partite non disputate per tutti e 90 i minuti è tre: oltre ai già citati match contro Hellas Verona ed Inter, infatti, c’è la sfida europea contro il Viktoria Plzen del 23 ottobre 2025, quando l’ivoriano è stato utilizzato per 16 minuti. Dopo 5237 minuti giocati Ndicka sarà dunque costretto a interrompere la sua striscia per andare a difendere la maglia del suo paese, altra squadra in cui la sua presenza è imprescindibile. La Roma dovrà fare a meno di lui e contando la sua importanza, la sua costanza e la sua affidabilità difensiva, sarà veramente difficile andarlo a sostituire.

Torna Sozza dopo il derby: dalla furia di Ranieri a Bergamo all’ultimo attacco di Mourinho. Con lui Gasperini vinse 0-4 in casa della Juve

Sarà Simone Sozza l’arbitro dell’attesissimo big match tra Juventus e Roma, valido per la sedicesima giornata di Serie A e in programma sabato alle ore 20:45. Per il fischietto della sezione di Seregno si tratta del secondo incrocio stagionale con i giallorossi e l’ultimo incontro è il Derby della Capitale del 21 settembre vinto per 0-1 grazie alla rete di Lorenzo Pellegrini.

I capitolini sono la squadra più arbitrata in carriera dal classe ’87 e il bilancio recita 8 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte in 15 precedenti. Tra queste partite c’è anche uno Juventus-Roma risalente al 30 dicembre 2023: i bianconeri vinsero 1-0 e la firma fu di Adrien Rabiot.

Nonostante i risultati positivi, il rapporto tra la squadra giallorossa e Sozza è caratterizzato da alcuni episodi controversi e l’ultimo avvenne durante Atalanta-Roma della scorsa stagione, quando Claudio Ranieri andò su tutte le furie in seguito all’intervento del VAR per un contatto in area di rigore tra Mario Pasalic e Manu Koné: “Ci hanno sempre detto che il VAR interviene solo se c’è un evidente errore, ma qui si vede Pasalic sbagliare l’intervento e toccare il ginocchio del mio giocatore. L’arbitro aveva fischiato il penalty e doveva rimanere tale! Sul rigore possiamo discutere, ma spiegateci per giustizia sportiva perché il VAR è intervenuto. Sozza non mi ha dato spiegazioni, non ero degno di riceverle…”.

Un mese fa anche José Mourinho tornò all’attacco e lo fece al termine di una partita di Champions League tra Benfica e Bayer Leverkusen, arbitrata proprio da Sozza: “È un arbitro che purtroppo conosco bene. So che non nutre molto affetto per me e nemmeno io ne ho per lui, ma non credo che abbiamo perso per colpa sua. È raro comunque vedere un arbitro dare un cartellino giallo al portiere nel primo tempo… Il Leverkusen è stato antisportivo e quando una squadra si comporta così la colpa è di una sola persona: l’arbitro“.

Sono otto, invece, i precedenti con la Juventus e il bilancio recita 3 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Le ultime due partite dei bianconeri dirette da Sozza sono state contro l’Atalanta: il 9 marzo 2025 la Dea di Gian Piero Gasperini vinse 0-4 in casa della Vecchia Signora, mentre quest’anno la squadra di Ivan Juric fermò gli uomini di Ivan Tudor sull’1-1 all’Allianz Stadium.

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MARCO PASALIC: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – Gian Piero Gasperini vuole rinforzare il reparto offensivo durante la sessione invernale di calciomercato e tra le sue richieste c’è anche un nuovo esterno d’attacco. Come svelato nella rassegna stampa odierna, l’ultima idea arriva dagli Stati Uniti e si tratta di Marco Pasalic dell’Orlando City: il nome del venticinquenne è stato proposto al direttore sportivo Frederic Massara e il club giallorosso lo sta valutando.

La carriera

Nato il 14 settembre 2000 a Karlsruhe (Germania) da genitori croati fuggiti dalla guerra in Jugoslavia, Marco Pasalic inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio in diverse società locali: Per mio padre era importante che non restassi a casa tutto il giorno davanti alla televisione. Dato che uno dei miei fratelli aveva un’impresa edile, l’ho aiutato – il suo racconto in un’intervista al sito ufficiale della MLS -. Ogni mattina alle 8 io, mio fratello e due operai ci riunivamo. Dopo sei o sette mesi ho iniziato ad abituarmi, bisognava portare il pane a casa. Trascinavo e mescolavo il cemento al mattino, dipingevo i muri e applicavo l’intonaco e nel pomeriggio andavo ad allenarmi. Quando non facevo bene il mio lavoro mi davano un pugno sul naso. Dopo questa parentesi non ho mai più avuto a che fare con l’edilizia, ma se adesso fossi in Germania e mio fratello avesse bisogno di una mano lo aiuterei.

Poi continua il suo racconto: “Non sono cresciuto in una zona ricca di Karlsruhe. Siamo in sei in famiglia e avevamo un appartamento di tre stanze. La strada e il calcio erano la libertà di cui avevo bisogno. Molti dei ragazzi con cui sono cresciuto sono finiti in giri criminali. A causa del calcio non avevo tempo per nient’altro e agli operai con cui lavoravo dicevo che un giorno avrei giocato per la nazionale croata. Fin da bambino il mio obiettivo era guadagnare soldi attraverso il calcio in modo che la mia famiglia potesse godersi una vita senza preoccupazioni. La strada mi ha plasmato ed è così che ho imparato ad affermarmi su un campo di calcio.

In seguito alla chiamata dell’Hoffenheim (“Facevo il raccattapalle durante le partite della prima squadra, ma purtroppo l’esperienza in questo club non è andata nel migliore dei modi”), nel 2016 torna a casa e gioca nell’Under 17 del Karlsruhe. Tre anni più tardi accetta l’offerta della squadra B dello Stoccarda, dove in due stagioni mette a referto 14 reti e 12 passaggi vincenti in 52 presenze. Il salto di qualità arriva nell’annata 2020/21, quando si afferma nella Regionalliga Südwest (quarta serie tedesca): in 35 partite segna 8 gol e fornisce 12 assist. Le ottime prestazioni con la maglia dello Stoccarda attirano l’interesse del Bayern Monaco, ma alla fine l’affare non si concretizza: “Sono stato in prova al Bayern Monaco per alcuni giorni ed è stato entusiasmante. Avevo avuto diverse conversazioni positive soprattutto con Holger Seitz (all’epoca allenatore del Bayern Monaco II, ndr) e mi disse che avrebbe contato su di me. Quello che non sapevo, perché ero troppo ingenuo, è che il mio agente pretendeva molto denaro nella trattativa con il Bayern Monaco. Quella è stata la prima volta che ho capito che il calcio ha anche molti lati oscuri e che ci sono tante persone sbagliate che lavorano in questo settore”.

Successivamente è il turno del Borussia Dortmund, che lo acquista e lo inserisce nella seconda squadra. L’avventura di Pasalic nel BVB non va nel verso giusto ed è caratterizzata da alcuni infortuni importanti (out da settembre 2021 a gennaio 2022 per una lesione parziale dei legamenti sindesmotici della caviglia e da fine marzo 2022 ad agosto 2022 per un problema alla spalla): “Per la mia testa è stato davvero difficile, ti senti triste e un po’ depresso. Fai riabilitazione ogni giorno, sei lontano dalla famiglia e dagli amici e non puoi fare nulla per distrarti. Alcuni non riescono a riprendersi da questi infortuni, ma io volevo riuscirci”. Nonostante le difficoltà riesce comunque a debuttare con i “grandi”: l’esordio è datato 17 agosto 2021 e Marco entra a 12 minuti dal termine della finale della Supercoppa di Germania persa per 3-1 contro il Bayern Monaco. L’altra presenza in prima squadra è nel match contro il Wolfsburg (8 novembre 2022) e anche in questo caso colleziona appena 10 minuti.

L’esperienza al Borussia Dortmund si chiude dopo due anni complicati (solo 6 gol in 35 partite con la squadra B) e in seguito alla scadenza del contratto il classe 2000 riparte dalla Croazia, paese natale dei genitori. La scelta ricade sul Rijeka e qui torna a giocare con continuità, esordendo anche nella fase preliminare di Conference League (3 reti e un assist in 6 partite nella stagione 2023/24) ed Europa League (annata 2024/25): “Per me è stato positivo fare un’esperienza al Borussia Dortmund, ma è stata condizionata dagli infortuni. Quando sono andato in Croazia tutti mi criticavano: ‘Cosa vai a fare lì? Non ti conviene, è un passo indietro…’. Ma il Rijeka è stato come un sogno che si è avverato. Ho avuto un ottimo inizio, ho segnato molti gol nelle prime partite e ho giocato anche in Conference League. Sono grato di essere cresciuto in Germania e di aver ricevuto una determinata istruzione, ma nel mio cuore sono croato al 100%. Amo il mio Paese e ringrazio di essere croato”.

Nella prima parte della scorsa stagione mette a referto 4 gol e 4 assist in 19 partite e contribuisce alla vittoria finale del campionato (il secondo nella storia del Rijeka), ma lascia l’opera a metà perché a febbraio accetta la proposta dell’Orlando City e si trasferisce negli Stati Uniti: “È lo step successivo della mia carriera. Per me era meglio venire qui piuttosto che rimanere in Croazia. È un onore quando un club ti vuole davvero e anch’io volevo venire qui, motivo per cui non ci ho messo molto a decidere”.

In MLS Pasalic si presenta con una doppietta contro il Philadelphia Union e sin da subito diventa un perno dello scacchiere tattico di Oscar Pareja: “Siamo rimasti sorpresi dalla rapidità con cui si è adattato alla squadra. Ammiro molto quei giocatori che arrivano in un Paese che non conoscono e si integrano immediatamente con tutti. Ha fatto un ottimo lavoro sotto questo aspetto”. Negli USA si esalta e in 41 presenze colleziona 15 reti e 6 passaggi vincenti da ala destra.

Il campionato statunitense è terminato e l’Orlando City è fermo da ottobre, ma le sue ultime partite risalgono a novembre e le ha giocate con la Croazia. Il debutto in nazionale maggiore avviene il 18 novembre 2023 (“È stata la sensazione più bella della mia vita. Era il mio sogno fin da bambino dopo tanti anni difficili tra infortuni e gente che diceva che non ce l’avrei fatta, ma io sapevo che ci sarei riuscito. Non riesco a descrivere quanto ami la Croazia, per me è casa e amore puro”) e viene convocato dal commissario tecnico Zlatko Dalic anche per EURO2024 (zero presenze), ma entra stabilmente nelle rotazioni soltanto a partire da giugno 2025: “Mi sono trasferito al Rijeka e tre mesi dopo ero già nel giro della nazionale. Nessun giocatore del campionato croato ci era mai riuscito, sono stato il primo ad arrivarci così velocemente. Nonostante avessi giocato nel Borussia Dortmund, il trasferimento in Croazia mi ha aperto le porte al debutto in nazionale. È questione di pazienza e di rimanere sempre positivi”.

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Alto 177 centimetri, Marco Pasalic è un attaccante esterno di piede mancino e viene utilizzato principalmente sulla fascia destra per tagliare all’interno del campo e calciare verso la porta avversaria: la sua giocata tipica, infatti, è partire da destra, accentrarsi e tirare con il sinistro dall’interno dell’area di rigore. Nel corso della carriera è stato schierato anche dall’altro lato, ma ama giocare a piede invertito. Nell’Orlando City Pasalic agisce sulla fascia destra e con l’allenatore Oscar Pareja ha ricoperto il ruolo di ala nel 4-3-3 e di esterno di centrocampo con compiti offensivi nel 4-4-2.

Inoltre sembra avere una buona capacità di recupero dal punto di vista fisico, dato che gli unici infortuni importanti risalgono al 2022 e negli ultimi anni non ha avuto particolari problemi. Dotato di buona velocità e grande tiro dal limite dell’area, è un calciatore molto tecnico, abile nel dribbling e nelle progressioni.

“La mia mentalità? Punto sempre a impegnarmi al massimo, in Germania tutti crescono con questa ambizione – le sue parole ai canali ufficiali dell’Orlando City -. Lavoro duramente ogni giorno, sono un grande lavoratore. So che nessuno ti regala nulla, dipende tutto da te e per avere successo devi lavorare sodo”. Poi svela: “Zlatan Ibrahimovic è il mio modello, da bambino lo sognavo spesso: mi si avvicinava e parlavamo, ma poi mi svegliavo”, racconta in un’intervista a Telegrafi.

Nell’ultima sessione invernale di calciomercato era seguito con grande attenzione dall’Hellas Verona, ma il Rijeka chiese 5 milioni di euro e alla fine si trasferì all’Orlando City (contratto fino al 31 dicembre 2027 con opzione di rinnovo per un ulteriore anno). Ora la Roma sta valutando il suo profilo e sulle sue tracce c’è anche il Borussia Mönchengladbach. Piccola curiosità: nonostante abbia lo stesso cognome, non c’è alcun grado di parentela con il calciatore dell’Atalanta Mario Pasalic, anche lui croato e nato in Germania.

Dall’esordio in U18 a 15 anni alla rottura del crociato con De Rossi: alla scoperta di Muhammed Bah, il cugino di Darboe convocato da Gasp per Roma-Como

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – Gian Piero Gasperini ha deciso di regalare una giornata indimenticabile a un ragazzo della Primavera. L’allenatore della Roma ha convocato Muhammed Bah in vista della delicatissima partita contro il Como, in programma stasera allo Stadio Olimpico e valida per la quindicesima giornata di Serie A, e si tratta della prima chiamata tra i “grandi“. La scelta è ricaduta sul centrocampista classe 2007 (che ha scelto di indossare la maglia numero 69) in seguito al forfait di Neil El Aynaoui, il quale non ha ricevuto l’autorizzazione da parte del Marocco per posticipare di un giorno la partenza in vista della Coppa d’Africa

Bah rappresenta il prototipo del centrocampista box to box moderno e abbina qualità (buona tecnica di base) e quantità (bravo nel recuperare palloni in mezzo al campo). Dotato di grande fisicità e ottime capacità di inserimento, nella Primavera di Federico Guidi gioca in coppia con Alessandro Romano e può essere utilizzato sia come mezzala sia come mediano.

La carriera

Nato il 24 febbraio 2007 a Banjul (capitale del Gambia), Muhammed Bah arriva nella Capitale nel 2022 e viene aggregato da sotto età nella Roma Under 17 di Marco Ciaralli. Il suo destino è legato al club giallorosso: è il cugino di Ebrima Darboe (ex centrocampista della Roma con 11 presenze in prima squadra e vincitore della Conference League) e si trasferisce al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria insieme a Balagie Darboe (terzino destro classe 2008 e fratello di Ebrima).

Bah si mette subito in mostra e all’esordio in U17 segna nella vittoria per 4-2 contro il Bari. Basta un’altra partita per capire le sue qualità e viene immediatamente promosso in Under 18 nonostante giochi oltre due anni sotto età (esordio a 15 anni, 9 mesi e 3 giorni). Entrato in pianta stabile nella squadra di Tuğberk Tanrıvermiş, Muhammed “scende” nuovamente in U17 per disputare la fase finale del campionato e si rivela decisivo: titolare nella doppia sfida ai quarti contro l’Atalanta, gol nel successo per 2-0 in semifinale contro il Milan e 90 minuti in campo nella finale contro l’Inter vinta 1-2.

Laureatosi campione d’Italia, Bah diventa definitivamente un perno dell’U18 e mette a referto numerosi mostruosi per un centrocampista: 8 gol (doppietta contro Inter e Hellas Verona e tripletta contro la Sampdoria) e 1 assist in 10 partite. Il rendimento elevatissimo spinge l’allenatore della Primavera, Federico Guidi, a chiamarlo e il debutto arriva il 17 gennaio 2023 in un Genoa-Roma a 16 anni. Il 15 gennaio segna il suo primo gol in Primavera nel successo per 0-2 in casa del Bologna: “Bah è praticamente con noi dal ritiro estivo, sta facendo benissimo in Under 18, quando è sempre andato a giocare – le parole dell’allenatore -. Ha avuto una crescita costante, una crescita che mi ha fatto fare questo tipo di scelta, perché non guardiamo la carta d’identità quando dobbiamo fare delle scelte: guardiamo quello che durante la settimana ognuno di loro mette in mostra. E oggi ero stra-convinto di poterlo far partire titolare. Ha fatto molto bene, complimenti a lui. Ora non si deve sedere, perché questo deve essere un inizio, e soprattutto una spinta per continuare a crescere, a migliorare come ha fatto fino a oggi”.

Intanto anche Daniele De Rossi, allenatore della prima squadra, lo osserva con grande attenzione e lo aggrega agli allenamenti. La sua crescita però si ferma improvvisamente e a inizio febbraio, in una delle prime sedute agli ordini di DDR, si fa male: rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro e stagione finita. La notizia è scioccante e Bah si opera a St. Mortiz nella clinica di fiducia dei Friedkin. Dopo aver bruciato tutte le tappe, il centrocampista è costretto a ripartire da zero e resta ai box per quasi un anno.

Il ritorno in campo è datato 9 dicembre 2024 e gioca un tempo con l’Under 18 nel match contro l’Inter. Alla seconda presenza post infortunio va a segno contro il Lecce e l’8 gennaio 2025 torna a vestire la maglia della Roma Primavera realizzando anche un gol nella sconfitta per 1-2 in Coppa Italia contro il Lecce: “È stato un bel momento, ma allo stesso tempo amaro a causa della sconfitta. Sono contento di essere tornato, punto a fare il mio meglio per aiutare la squadra. Ringrazio tutti per avermi aiutato in questi mesi difficili, ma ho imparato tante cose. Ora cerchiamo di guardare avanti”. Bah si alterna tra Under 18 e Primavera per completare definitivamente il recupero della condizione fisica e chiude la stagione con 7 reti e 3 passaggi vincenti in 21 partite.

In questa annata è un punto fermo dello scacchiere tattico di Guidi e anche i numeri parlano chiaro: 14 presenze (13 da titolare) impreziosite da un gol e 4 assist. Gasperini lo ha aggregato agli allenamenti della prima squadra in diverse occasioni e ora lo ha premiato con la convocazione in Roma-Como.

Indizi da Glasgow: meno possesso, più dribbling e palloni in area per Ferguson. Per una maxi-vittoria in trasferta che mancava da quasi 2 anni

LAROMA24.IT – Glasgow per rivedere la luce, in senso strettamente metaforico viste le abitudini meteorologiche del posto. Ma la Roma torna dalla trasferta di Europa League avendo ritrovato gol, vittoria e la conseguente cucchiaiata di morale in vista del rettilineo finale del 2025 che la vedrà incrociare in ordine Como e Juventus, due dirette avversarie, e il rigenerato Genoa di De Rossi.

Nella gara di ieri la Roma ha toccato diverse “prime volte”. A partire da quella più rincuorante, la doppietta di Ferguson: l’attaccante non segnava più di un gol in una partita da oltre 2 anni, quando ne rifilò 3 al Newcastle nel settembre del 2023. Quelli di ieri, intanto, sono serviti a piegare la partita e regalare una vittoria in trasferta con 3 gol di scarto, come non succedeva da 44 trasferte, dall’1-4 al Monza del marzo 2024, un anno e 9 mesi fa.

Oltre ai numeri ritardatari, la partita di ieri ne ha offerti altri che suonano come indizi. Il primo: per la prima volta in stagione la Roma si è ritrovata con meno del 50% di possesso, il 43% per l’esattezza. E questo, per le preferenze delle squadre di Gasperini, non è per forza un aspetto negativo, consentendo di poter creare situazioni pericolose in transizione, dunque a seguito di una riconquista. Un aspetto che in Europa viene più facile alla Roma rispetto alla Serie A: se i dati di PPDA (passaggi concessi all’avversario) sono sovrapponibili, 8,9 fuori dall’Italia, primato in Europa League, e 9,8 in A, dietro solo al Como, quello che cambia è l’effetto di quel pressing. In Italia, la Roma riesce a convertire in tiri successivi soltanto l’11,34% di quelle riconquiste (terz’ultimo posto), lo stesso dato in Europa s’impenna al 20,59%, con 14 conclusioni arrivate a seguito di azioni di pressing, meno soltanto del Feyenoord nella seconda competizione europea. Come quella che dallo strappo di El Aynaoui ha portato al palo colpito da Ferguson. I vaccini e le precauzioni su possibili transizioni in Serie A sono più alti rispetto a quanto accade fuori, con partite più aperte a forti rovesci da un lato all’altro del campo in Europa.

Ieri, in più, altri due dati hanno favorito maggiori tassi di pericolosità offensiva: il più netto riguarda il 71,4% di dribbling completati o in generale di superamento degli avversari, quello che nel gergo statistico anglofono viene racchiuso nella dicitura “take-ons”. Una percentuale enorme per le abitudini della Roma che, fin qui, in stagione era arrivata a toccare al massimo il 55,6% contro il Pisa. Questo, di conseguenza, ha permesso alla Roma di rifornire il proprio riferimento offensivo al meglio che poteva: 7 i palloni toccati da Ferguson all’interno dell’area di rigore, il numero più alto per l’attaccante di proprietà del Brighton quest’anno. 7, tra l’altro, è anche il record per Dovbyk che l’ha registrato due volte: entrambe in Europa League anche per lui, contro Viktoria Plzen e Rangers. Al massimo, in Italia, all’ucraino sono spettati 5 palloni in area di rigore, contro il Verona. Quando finì 2-0, con la firma (anche) di Dovbyk. Meno possesso, più recuperi efficaci, più palloni in area per i propri attaccanti. Gli indizi da Glasgow, magari, serviranno alla caccia al tesoro anche per la Serie A.

Celtic: dall’intramontabile Schmeichel a capitan McGregor. Fino a Nancy, l’allenatore che ha stregato l’America

LAROMA24.IT (Matteo Morale) – Alla fine della fase a gironi di Europa League mancano 3 giornate e la situazione in classifica si va delineando. La Roma di Gian Piero Gasperini, dopo l’ultima vittoria ottenuta contro il Midtjylland, si trova al quindicesimo posto a 9 punti. A 2 lunghezze di distanza, al ventunesimo posto, c’è il Celtic, prossimo avversario dei giallorossi. Giovedì 11 dicembre alle 21:00, i capitolini verranno ospitati dagli scozzesi al Celtic Park. Per la Roma sarà dunque la seconda trasferta stagionale a Glasgow, dopo aver già affrontato e battuto i Rangers ad inizio novembre (0-2 grazie alle reti di Soulé e Pellegrini). I giallorossi, poi, concluderanno il proprio girone europeo, affrontando Stoccarda e Panathinaikos. Tra le due compagini non sembrano esserci precedenti recenti, fatta eccezione per un amichevole datata 31 luglio 2004 (la disastrosa stagione dei 3 allenatori) giocata a Toronto. In quell’occasione la sfida terminò 0-1 in favore dei ragazzi di Prandelli, che si imposero sul Celtic grazie ad un gol di Francesco Totti.

I precedenti di Gasperini con il Celtic

Mister Gasperini, invece, ha affrontato il Celtic una sola volta in carriera in partite ufficiali: lo scorso anno in Champions League. Anche in quel caso si trattava della fase a gironi ed il match terminò con uno scialbo 0-0. La sua Atalanta, pur giocando in casa, non riuscì a superare gli uomini di Brendan Rodgers nonostante un assedio durato 90 minuti. Degli 11 “Hoops” scesi in campo al Gewiss Stadium, 8 sono tutt’ora in rosa. Di quella formazione solamente l’attaccante Adam Idah (ora allo Swansea), Alex Valle e Nicolas Kuhn (entrambi al Como) non fanno più parte del club.

La stagione del Celtic: la rincorsa agli Hearts, le difficoltà europee e le dimissioni di Rodgers

Forte del campionato 24/25 dominato con 17 punti di vantaggio sui rivali del Rangers, il Celtic ha potuto saltare gran parte dei primi turni di qualificazione alla Champions League, ritrovandosi direttamente al playoff finale di agosto. L’avversario degli scozzesi è stato il Kairat Almaty, club kazako autore di un percorso incredibile fino a quel momento. Sia l’andata che il ritorno tra le due squadre è terminato 0-0 e la sfida si è dovuta prolungare fino ai calci di rigore. Dagli 11 metri è però stato il club di Almaty ad avere la meglio, vincendo 3-2 e condannando il Celtic alla retrocessione in Europa League e alla prima delusione stagionale. Una delle prime gioie per gli scozzesi, potrebbe però arrivare subito dopo la partita di coppa contro la Roma. Il 14 dicembre, infatti, si disputerà la finale di Coppa di Scozia contro il St. Mirren. Il percorso che ha portato i Celts fino in fondo è stato abbastanza netto e dominante. Sbarazzatosi di Falkirk e Partick Thistle nei primi due turni, il Celtic ha poi sconfitto in semifinale i rivali dei Rangers con un netto 3-1.

Anche in campionato, il Celtic sta facendo fatica a trovare continuità nei risultati (dovuto soprattutto al triplo cambio in panchina in meno di 6 mesi). Iniziata la stagione con Brendan Rodgers al comando, a fine ottobre, il tecnico ex Liverpool si è dimesso. I risultati altalenanti e i tanti problemi con Dermot Desmond, maggiore azionista del club, hanno portato il 52enne a rassegnare le proprie dimissioni dopo due stagioni di permanenza. Il rapporto con l’affarista irlandese si era incrinato molto negli ultimi tempi, soprattutto dopo che Desmond aveva accusato Rodgers di essere “divisivo, fuorviante ed egoista” mettendo anche in discussione la sua lealtà. Il traghettatore scelto per sostituire l’allenatore nordirlandese è stato l’esperto Martin O’Neill, che è rimasto al comando del Celtic fino a pochi giorni fa, quando è stato ufficializzato il francese Wilfried Nancy. Per il classe 1977 sarà la prima esperienza in Europa, e sebbene il suo nome potrebbe far storcere il naso a molti tifosi, in America è considerato un predestinato. La sua fama è cresciuta molto nelle ultime stagioni e la vittoria della MLS con il Columbus Crew lo ha portato a farsi notare anche oltreoceano. Nella sua gara d’esordio, però, è arrivata subito una sconfitta nella sfida contro la prima della classe: gli Hearts. Al momento, infatti, il Celtic si trova al secondo posto a -3 dal club di Edimburgo. In 15 partite sono arrivate 10 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. Nonostante lo score degli Hoops possa essere considerato più che discreto, per il club più titolato di Scozia sarebbe un vero e proprio fallimento consegnare il titolo ad un club che non vince un campionato dalla stagione 1959/1960. Inoltre, negli ultimi 15 anni il Celtic ha mancato l’appuntamento con la Scottish Premiership solamente in 2 occasioni.

Il percorso in Europa League non sta andando tanto meglio, con il Celtic che attualmente si trova al ventunesimo posto a 7 punti e a solo +1 dalla zona che significherebbe eliminazione. Nelle prime 5 sfide, gli scozzesi hanno pareggiato 1-1 contro la Stella Rossa, vinto 2-1 contro Sturm Graz e 1-3 contro il Feyenoord e perso 3-1 contro il Midtjylland e 0-2 contro il Braga. La squadra di Nancy rischia seriamente la debacle poiché negli ultimi 3 match affronterà Roma, Bologna ed Utrecht. Il rischio di fare pochi punti è dunque alto e una prematura eliminazione dall’Europa League renderebbe ancora più amara una stagione già complicata di suo.

Il calciomercato estivo del Celtic: l’addio ad Idah e Kuhn e il ritorno di Tierney

Il calciomercato estivo del Celtic è stato finanziato da due grandi cessioni: quella di Adam Idah allo Swansea e quella di Nicolas Kuhn al Como. Se la cessione dell’attaccante irlandese ha portato nelle casse quasi 7 milioni di euro, l’addio dell’esterno tedesco è entrato nella top 5 delle cessioni record della storia del club. I lariani, pur di regalare a Fabregas il classe 2000, hanno speso ben 19 milioni di euro, permettendo agli scozzesi di poter investire tanto per migliorare l’organico a disposizione. In entrata, gli Hoops si sono mossi soprattutto sui parametri zero. Sono infatti arrivati l’attaccante ex Manchester City, Kelechi Iheanacho ed il terzino Kieran Tierney. Per il 28enne si tratta di un grande ritorno a casa, essendo nato e cresciuto calcisticamente nel Celtic. Lo scozzese aveva lasciato Glasgow nel 2019, per accasarsi all’Arsenal per una cifra vicina ai 30 milioni di euro. Oltre ai due svincolati, i Celts hanno aggiunto altri due giocatori al parco attaccanti: Sebastian Tounekti dall’Hammarby per 6,5 milioni di euro e Michel-Ange Balikwisha dall’Anversa per 5 milioni di euro.

La rosa del Celtic: gli indisponibili, i giocatori chiave e i pericoli da temere per la Roma

Sebbene un triplo cambio in panchina, ci sono 4 elementi che nella rosa del Celtic sono rimasti imprescindibili e fondamentali. Si parla ovviamente dell’intramontabile Kasper Schmeichel, 40 anni il prossimo novembre, e ormai colonna portante dello spogliatoio scozzese, del capitano Callum McGregor (terzo per presenze nella storia del club), del giovane centrocampista Arne Engels e dell’ala Benjamin Nygren. Intorno a loro si delinea poi il resto della rosa degli Hoops che presenta molti profili interessanti, come il giovane classe 2005 Jahmai Simpson-Pusey (in prestito dal Manchester City), il trequartista portoghese Paulo Bernardo e i giapponesi (che grazie al rapporto dell’ex tecnico Ange Postecoglu con la J-League è una nazione sempre più presente in squadra) Reo Hatate e Daizen Maeda.

La rosa del Celtic è comunque ricca di giocatori di talento, molti dei quali non potranno prender parte alla sfida di Europa League contro la Roma. Questo perché nel corso della stagione gli scozzesi hanno dovuto combattere anche con i tanti infortuni capitati. In infermeria spicca il nome di Joao Pedro Neves Filipe detto Jota. L’ala portoghese è uno dei giocatori più amati della tifoseria (sul web è virale il coro “Jota on the wing”, dedicato a lui ed ispirato alla ben più famosa “Dragostea Din Tei” ovvero un brano pubblicato nel 2003 dalla band moldava O-Zone) e, dopo l’addio in direzione Al-Ittihad nel 2023, ha fatto ritorno “a casa” nello scorso mercato di riparazione. Ad aprile, però, il 26enne si è rotto il crociato e tornerà nuovamente a disposizione nel 2026. Domani mancheranno anche il centrale Cameron Carter-Vickers, per alcuni problemi al tendine d’Achille e i terzini Marcelo Saracchi e Alistair Johnston. Ha recuperato in extremis, invece, Kelechi Iheanacho che potrebbe essere uno dei possibili 11 titolari.

La carriera di Nancy: dagli inizi nel Montreal Impact all’approdo in Europa

Nato a Le Havre il 9 aprile del 1977, Wilfried Nancy è il nome più in voga tra gli appassionati di calcio americani, soprattutto per la cavalcata fatta alla guida del Columbus Crew nelle ultime 2/3 stagioni. Terminata nel 2006 una carriera non propriamente fortunata come difensore, dal 2011 al 2016 inizia la sua gavetta nelle giovanili del Montreal Impact, dove ricopre il ruolo di allenatore in quasi tutte le categorie del club canadese. A partire da gennaio 2016, poi, viene promosso a vice della Prima Squadra e, quando a marzo del 2021 l’allora tecnico Thierry Henry da le sue dimissioni, la società sceglie di puntare su di lui. L’impatto sulla panchina dei nero blu è buono e oltre alla vittoria di una coppa nazionale canadese, agguanta anche una qualificazione alla CONCACAF Champions League. A dicembre 2022 gli viene data l’occasione di guidare il Columbus Crew, club con sede in Ohio creato nel 1994. È in giallonero che Nancy inizia a farsi un nome e a raccogliere i primi consensi, tanto da arrivare a vincere il campionato nel 2023 e a raggiungere la finale della Champions League nordamericana, poi persa contro il Pachuca. Il Celtic, alla ricerca di un nuovo allenatore dopo il polverone mediatico alzato dalle dimissioni di Brendan Rodgers, inizia a prendere contatti con Nancy e, finalmente, il 3 dicembre ufficializza il suo ingaggio.

Wilfried Nancy: l’uomo che ha stregato l’America e che sogna un posto tra i grandi in Europa

Ma quindi perché questo allenatore francese è considerato uno dei prossimi vincenti del calcio? Partiamo dalle basi. Avendo un’idea ben precisa di fare calcio, Nancy si ispira chiaramente a chi una rivoluzione l’ha già portata a termine: Pep Guardiola. Alcuni dati e caratteristiche del suo Columbus Crew sono infatti similari al Manchester City, così come nella fase d’impostazione. Sebbene il suo modulo preferito sia il 3-4-3, il 48enne, prediligendo l’impostazione dal basso, fa schierare i suoi con un 3-2-2-3, in modo da infoltire ogni zona del campo e facilitare lo scambio del pallone. Le squadre di Nancy hanno dunque un’identità ben precisa e basano il loro gioco sul possesso, essendo praticamente perfetti anche nel girare la palla sotto pressione. Nel 2023, anno dello scudetto con i Columbus Crew, il club americano primeggiava la MLS in ogni voce riguardante i passaggi tentati e i passaggi completati, piazzandosi anche al sesto posto nella classifica delle squadre con più percentuale di “mantenimento palla”, ovvero la capacità di mantenere la sfera sotto pressione (alle spalle di Arsenal, Manchester City, Bayer Leverkusen e PSG). Era invece ultimo per passaggi lunghi tentati, il che vuol dire che il lancio in avanti non rappresenta una possibilità di costruzione per Nancy. L’obiettivo è creare progredendo palla al piede e ciò rende essenziale il ruolo dei due centrocampisti, sempre impegnati sia in fase offensiva che difensiva. Con gli inserimenti delle mezze ali e l’aggressività degli esterni, molto spesso il tecnico francese arrivava ad attaccare in superiorità numerica. Le sue squadre riescono inoltre a creare, anche grazie alla “tattica” del 3-2-2-3, una fitta rete di uno-due e soprattutto dei triangoli a campo aperto che smuovono la difesa avversaria e creano spazio da attaccare per i tanti uomini che avanzano insieme. Infine, in America è definito, oltre che un grandissimo tattico, anche uno psicologo dei calciatori. È oggettivo che qualsiasi giocatore sia passato nelle sue mani abbia overperformato nel rendimento. In conclusione, per vedere realmente l’idea di calcio di Nancy anche in Europa ci vorrà del tempo, poiché assimilare certi concetti e applicarli sul campo con partite così ravvicinate, è veramente difficile (vedere la prima apparizione del Celtic contro gli Hearts, già definita un grandissimo flop), ma, grazie all’imminente apertura del mercato e un’affinità crescente tra i membri del club, forse Nancy potrà raggiungere i livelli di entusiasmo che in America hanno scosso il sistema calcistico.

Torna Feliciani dopo Roma-Verona: giallorossi imbattuti con 3 vittorie e un pareggio. Como sconfitto nell’unico precedente con l’arbitro in Serie A

Sarà Ermanno Feliciani l’arbitro di Roma-Como, match in programma lunedì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico e valido per la quindicesima giornata di Serie A. Il fischietto della sezione di Teramo incontrerà i giallorossi per la quinta volta in carriera e il bilancio è molto positivo: 3 vittorie (1-0 con il Genoa agli ottavi di Coppa Italia 2022/23, 3-0 contro l’Udinese nella Serie A 2024/25 e 2-0 contro l’Hellas Verona in questa stagione) e un pareggio (2-2 contro la Salernitana nell’annata 2023/24). L’ultimo precedente risale al 28 settembre ed è il successo casalingo contro gli scaligeri (quinta giornata di campionato) firmato da Artem Dovbyk e Matias Soulé: in questo match l’arbitro graziò Jean-Daniel Akpa Akpro, il quale era già ammonito e al minuto 33 fermò da dietro la ripartenza di Lorenzo Pellegrini. Il direttore di gara decise di non estrarre il cartellino rosso, ma l’allenatore del Verona capì la situazione e tolse il centrocampista all’intervallo.

Tre, invece, gli incroci tra Feliciani e il Como: 2 sconfitte (0-2 contro il Sudtirol nella Serie B 2022/23 e 3-1 contro il Napoli – unico incontro in Serie A – nella passata stagione) e una vittoria per 0-3 in casa del Lecco nel campionato cadetto 2023/24.

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La Roma ritrova Kovacs, l’arbitro della finale di Conference: giallorossi imbattuti, l’ultimo precedente lo 0-0 in casa della Real Sociedad

Sarà il romeno István Kovács l’arbitro di Celtic-Roma, partita valida per la sesta giornata della fase campionato di Europa League e in programma giovedì alle ore 21. I precedenti tra il club giallorosso e il classe 84′ della sezione di Carei sono molto positivi e fu proprio lui ad arbitrare la storica finale di Conference League 2021/22 contro il Feyenoord, vinta 1-0 grazie alla rete di Nicolò Zaniolo. Si tratta di un profilo di altissimo livello: oltre all’ultimo atto della Conference League, Kovacs ha arbitrato sia la finale di Europa League 2023/24 tra l’Atalanta di Gian Piero Gasperini e il Bayer Leverkusen (vinta 3-0 dalla Dea) sia la finale di Champions League della passata stagione tra PSG e Inter (5-0 per i francesi).

In totale sono quattro gli incroci con il direttore di gara e il bilancio è di tre vittorie (0-2 contro il Braga nel 2020/21, 4-0 contro lo Zorya Lugansk nel 2021/22 e 1-0 contro il Feyenoord nel 2021/22) e un pareggio per 0-0 in casa della Real Sociedad, che valse l’accesso ai quarti di finale dell’Europa League 2022/23 dopo il 2-0 dell’andata e rappresenta anche l’ultimo incontro con la Roma.

Sono due, invece, i precedenti con il Celtic: una vittoria per 2-1 contro l’Astana nei preliminari di Champions League 2016/17 e una pesante sconfitta per 1-4 contro lo Sparta Praga nella fase a gironi dell’Europa League 2020/21.

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Zufferli per Cagliari-Roma: tre vittorie e un ko per i giallorossi, l’ultima volta contro il Bologna ad inizio stagione

Ci sarà Luca Zufferli a dirigere il match tra Cagliari e Roma valido per il quattordicesimo turno di campionato. Trentacinquenne della sezione di Udine, l’arbitro friulano ha già arbitrato quattro volte la Roma, l’ultima nella prima giornata di campionato allo Stadio Olimpico contro il Bologna.

Gli altri tre precedenti risalgono alla passata stagione, per un bilancio totale di tre vittorie e una sconfitta sotto la sua direzione di gara. Il primo incrocio è stato la sconfitta casalinga per 2-1 contro l’Empoli della passata stagione. Poi tre vittorie di fila: il 3-1 all’Olimpico contro il Genoa, l’1-0 con rigorino a Venezia e appunto l’1-0 contro il Bologna di inizio stagione, con il primo gol in giallorosso di Wesley.

Sei invece i precedenti di Zufferli contro il Bologna, con due vittorie e quattro sconfitte.