Futuro cercasi

IL TEMPO (L. PES) – Domani è già qui. Il grande freddo che ormai da oltre dieci giorni regna a Trigoria rischia di congelare qualsiasi idea per l’avvenire. Lo scontro tra Ranieri (che ieri è tornato nel centro sportivo dopo tre giorni di assenza) e Gasperini porterà al bivio di fine stagione, ma nel frattempo, quale futuro per la Roma? Difficile capirlo. I Friedkin hanno scelto la via del silenzio e dell’immobilismo per evitare scossoni per il finale di campionato, ma ine-vitabilmente una direzione da qui a breve tempo andrà presa. Il ds Massara, in realtà, già da qualche settimana, rinnovi a parte, sta lavorando per la prossima stagione. Ma quali sono i presupposti? Chi ci sarà sulla panchina giallorossa? E il ds sarà ancora lui? Tutte domande che non trovano risposte e il ritardo che nelle ultime stagioni era stato decisivo in negativo per la pianificazione rischia di ripetersi. La situazione in casa Roma, di fatto, dallo strappo di Ranieri in poi non è mai cambiata. Il tecnico riceve rassicurazioni pressoché quotidiane dalla proprietà ma non si fida e chiede mosse concrete. Dalla separazione con Ranieri e Massara alle gestione dello staff medico fino alle linee guida per un mercato in controtendenza con quello degli ultimi anni. Il senior advisor, dall’altro lato, non fa passi indietro e resta in attesa di sviluppi consapevole di aver scoper-chiato un vaso di pandora ricco di contenuti che anche i Friedkin conoscevano e in larga parte condividevano, pur non apprezzandone le modalità pubbliche. La deadline di fine stagione prende sempre più forma per una scelta forte, sempre che la Roma riesca a tenere viva la corsa europea il più a lungo possibile. Ogni scena-rio è aperto ma intanto il tempo scorre e di futuro, a Trigoria, non ne parla nessuno. Situazione pericolosa e da non sottovalutare ma che ormai sembra ancora una volta inevitabile nel bel mezzo dei soliti contrasti interni. Intanto sabato c’è la trasferta di Bologna e Gasp potrà contare su alcuni recuperi importanti. Innanzitutto Rensch ha svolto esami che hanno scongiurato la presenza di lesioni al flessore.Solo una contrattura per l’olandese che dovrebbe esserci al Dall’Ara dove sono attesi al ritorno tra i convocati anche Wesley e Dybala. Entrambi nella seduta di ieri hanno svolto lavoro differenziato ma il ritorno in gruppo è atteso probabilmente già dalla giornata di oggi. Lavoro sul campo anche per Koné che però difficilmente sarà della partita. Anche Pellegrini ha svolto un lavoro a parte. Dopo il successo della Juve sul Bologna e la fuga dei bianconeri a +5, la missione Champions League sembra davvero impossibile o quasi, ma i giallorossi hanno l’obbligo di provarci replicando il ruolino di marcia del girone d’andata quando, tutte a inizio campionato a parte il Parma, la squadra di Gasperini ha battuto tutte e cinque le ultime avversarie stagionali. Missione difficile ma non impossibile anche se la Signora dovrebbe sbagliare due gare su cinque. Provarci, in ogni caso, non costa niente.

Pellegrini: «Gasp è carico noi lo seguiremo sempre»

LEGGO (F. BALZANI) – L’ultimo tratto di strada con tre rinforzi in grado di dare lo sprint anche se la Champions ormai sembra una chimera. Gasperini potrà contare su Wesley, Dybala e Koné nelle ultime cinque partite in cui la Roma si gioca con Como e Atalanta quanto meno il quinto posto e quindi la conferma in Europa League. Il brasiliano ha finalmente avuto il placet dei medici e oggi sarà in gruppo mentre Dybala tornerà gradualmente ma spera di essere in panchina a Bologna in attesa di un incontro per il rinnovo. Speranze anche per Koné, magari a partire dalla gara successiva con la Fiorentina. Buone notizie anche da Rensch: solo una contrattura. Assenze che hanno pesato tantissimo in questi ultimi due mesi e che hanno compromesso la corsa Champions che vede la Juve a + 5 e con lo scontro diretto a favore. Ma in queste ore è inevitabile parlare ancora del futuro di Gasperini. Il tecnico è stato chiaro con i Friedkin e ha dettato le condizioni: restyling della dirigenza, più potere sul mercato e i rinnovi di alcuni calciatori. Tra cui Lorenzo Pellegrini che ieri ha difeso Gasp a spada tratta: «Il mister è più carico di prima ora, dobbiamo concentrarci solo su queste ultime partite. Se resta? Quello che posso dire ai tifosi è la verità e cioè che la Roma darà tutto in queste partite. Abbiamo fatto una stagione che ha avuto un calo nell’ultimo mese ma per il resto la nostra è stata davvero in crescendo. Ciò che abbiamo fatto potrebbe esser davvero un grande punto di partenza, però poi alla fine credo che si debba terminare questa stagione per dare un giudizio finale. Quello che abbiamo fatto finora e che continueremo a fare è seguire Gasp per quello che ci chiederà e per quello che ci dirà la domenica per vincere le partite». Una dimostrazione chiara di come la squadra sia al fianco del tecnico e un messaggio ai Friedkin visti i casi legati a Mourinho e De Rossi.

Calcio: Sap e Lega Serie A promuovono giornata contro violenza negli stadi

Anche quest’anno il Sindacato Autonomo di Polizia e la Lega CALCIO Serie A scendono in campo insieme per promuovere una Giornata contro la violenza negli stadi in memoria dell’Ispettore Filippo Raciti, ucciso il 2 febbraio del 2007 davanti allo stadio Angelo Massimino di Catania durante i disordini scoppiati tra ultras. Come per il 2025, l’obiettivo è quello di ribadire che lo sport è vita e deve rimanere un momento di condivisione, solidarietà e rispetto verso il prossimo. Proprio per questo, in occasione delle semifinali di ritorno di Coppa Italia Frecciarossa (Inter-Como e Atalanta-Lazio), il 21 e il 22 aprile, nei due stadi della Lega Serie A verrà trasmesso un video sul maxischermo per promuovere il progetto, mentre in televisione andrà in onda la grafica dedicata. In tutti gli sport – dal CALCIO al basket – va promosso il tifo sano, a tale scopo è fondamentale isolare i violenti e ricordare che la prima regola del gioco è proprio il rispetto.

Nel nuovo lavoro realizzato dal Sap si susseguono in motion graphic scene sportive in cui appaiono giocatori e tifosi sostenersi e condividere un momento di sana competizione. Ad accompagnare le immagini anche diverse frasi e citazioni all’insegna dei valori più puri e genuini legati alle discipline sportive, tra cui “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo” (Nelson Mandela) e “Il CALCIO è il gioco più bello del mondo. Ma che resti gioia e felicità” (Papa Francesco). A chiusura del video appare l’immagine dell’Ispettore scomparso quasi 20 anni fa insieme al messaggio: “Giornata contro la violenza negli stadi. In memoria dell’Ispettore Filippo Raciti”. “Sono passati 19 anni da quando ci ha lasciato l’Ispettore Filippo Raciti, un collega, un amico, in memoria del quale da tempo chiediamo che venga istituita ufficialmente una Giornata contro la violenza negli stadi”, ricorda il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni. “Dopo quella tragedia molto è stato fatto, basti pensare all’introduzione degli steward negli impianti sportivi o al Daspo, eppure molto resta ancora da fare. Diversi rappresentanti politici e delle istituzioni hanno risposto al nostro appello positivamente, ma il nostro impegno continuerà finché la nostra richiesta non diventerà realtà e non verrà prevista per legge la promozione del tifo sano a tutti i livelli, cominciando dalle scuole e dai ragazzi”.

La proposta della Giornata contro la violenza negli stadi è stata lanciata ufficialmente nel 2024, anno in cui la Segreteria nazionale ha interessato i presidenti di Senato e Camera, il presidente della Figc e i presidenti Lega serie A e B. Allo stesso tempo, sono stati presentati diversi disegni di legge dall’onorevole Giovanni Maiorano, esponente di Fratelli d’Italia, e dall’onorevole Simona Bordonali, deputata della Lega per Salvini Premier, per la promozione dell’iniziativa.

(adnkronos)

Stadio Roma, i Comitati del No hanno fatto ricorso per degli alberi già abbattuti. L’udienza il 13 maggio

Nella giornata di oggi il TAR del Lazio ha disposto la sospensione immediata del taglio degli alberi e delle attività esplorative nell’area di Pietralata, dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. Sono arrivati, però, dei chiarimenti in merito alla questione. Durante la trasmissione Secondo Tempo sulle frequenze di Radio Romanista, Andrea De Angelis è intervenuto sottolineando alcuni importanti aspetti che spiegano la decisione del TAR del Lazio.

Ci sono problemi con lo Stadio? “Assolutamente no. Contestualizziamo il pessimismo di oggi. C’è stato l’ennesimo ricorso dei Comitati contro lo Stadio, un ricorso cautelare contro l’abbattimento dei 26 alberi. Questa volta la cautelare è stata vinta, il Tar del Lazio ha accolto la richiesta in attesa dell’udienza del 13 maggio. Non si possono dunque abbattere gli ultimi alberi rimasti. Se non che… gli alberi sono stati già abbattuti!”.

Non avevano avvisato i comitati? “Quando hanno visto che i tecnici della Roma erano tornati sul territorio per abbattere gli ultimi alberi hanno fatto il ricorso, c’è voluto qualche giorno… stiamo parlando di una decina di alberi rimasti. Quanto ci vuole ad abbattere dieci alberi d’acacia? Un pomeriggio. Dal momento in cui i comitati dovessero vincere il 13 maggio gli venisse data ragione, sarà prevista una compensazione maggiore rispetto a quella prevista, bisognerà piantare qualche albero in più e magari bisognerà pagare una piccola multa”. 

Cosa succede da qui al 13 maggio? “Le tempistiche, se dovessimo ragionare su quelle standard, sarebbero già andate a farsi benedire. Siamo fortunati per la presenza del Commissario e dobbiamo puntare sul commissariamento. Andrà valutata la Conferenza dei Servizi, si stanno definendo nelle riunioni con quali modalità il commissario porterà avanti il tutto nella Conferenza dei Servizi. I tempi si stanno allungando un po’, ma sono propedeutici a fare tutto di corsa dopo. Gli scavi? Il provvedimento del Tar non li consente fino al 13 maggio, gli scavi si dovrebbero fermare, in teoria. Ma da quanto ne so io, la Roma ha avuto rassicurazioni che gli scavi li possa concludere entro la conclusione della conferenza dei servizi. Considerando l’udienza del 13 maggio, anche qualora dovessero dare ragione, a quel punto gli scavi riprenderebbero comunque. Il Tar questa volta ha deciso senza ascoltare le parti, esclusivamente sulle prove presentate dai ricorrenti. Né la Roma, né il Comune hanno potuto contestare. Se avessero convocato le parti avrebbero saputo degli alberi già abbattuti”.

(ilromanista.eu)

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Calciomercato Roma, Frattesi ancora nel mirino: l’Inter attende l’offerta giusta (VIDEO)

Un nome che non smette di girare in orbita Roma e che nella prossima sessione estiva di calciomercato potrebbe essere nuovamente un obiettivo concreto. Davide Frattesi è ancora in uscita nell’Inter e la Roma guarda interessata per rinforzare il proprio reparto di centrocampo. Secondo quanto riferito dall’esperto di calciomercato Matteo Moretto, la Roma non ha distorto l’attenzione sul calciatore.

L’Inter, quindi, attende l’offerta giusta per poter lasciare andare il calciatore. Frattesi non è in scadenza di contratto con i nerazzurri, ma resta fortemente in uscita.

Presidenza FIGC, Malagò incontra la Serie A: “Non ho la certezza di candidarmi. Il calcio metta da parte i personalismi”

Giovanni Malagò ha incontrato oggi a Milano i rappresentanti della Lega Serie A per discutere la sua possibile candidatura alla presidenza della FIGC in vista delle elezioni del 22 giugno. Al termine del vertice, che ha visto il sostegno di 19 club su 20 (con la Lazio di Claudio Lotito in fase di avvicinamento), l’attuale presidente del CONI ha mantenuto una posizione cauta: Mi sembrava doveroso cominciare con chi aveva pensato a me per l’ipotesi della candidatura, anche e soprattutto per questo atipico consenso all’interno della componente. È previsto che farò degli incontri anche con il presidente della Lega di B, domani col presidente della Lega Pro e prima della fine della settimana anche con Assocalciatori e con la componente che rappresenta gli allenatori. Posso sembrare di parte, ma l’ambiente lo conosco molto bene, sono state due ore straordinarie di chiacchierata in cui tutti hanno espresso concetti e rinsaldato fiducia che mi fa molto ragionare, io non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura, lo farò esclusivamente dopo aver sentito le altre componenti“.

Durante la conferenza stampa, Malagò ha analizzato le ragioni della crisi del sistema calcio: “”Ho sempre la preoccupazione di cercare di dare un senso del ruolo e dell’impegno e della presenza. Non sono preoccupato del risultato elettorale del 22 giugno, è chiaro che quando c’è una partita uno la deve giocare, però sto cercando di riflettere e dare un apporto diverso, propositivo e ottimistico. Se oggi si pensa a un nuovo presidente di Federazione è perché l’Italia è stata di nuovo eliminata per il Mondiale. Se l’Italia avesse vinto in Bosnia non penso staremmo a parlare dell’elezione di un nuovo presidente della FIGC. Sotto il profilo di quella che è la capacità di saper organizzare una squadra che va in campo mettendo il massimo qualcosa l’ho dimostrato nella mia vita. Non devi stare a disperdere tempo ed energie per stare dalla mattina alla sera a contemperare formule compromissorie. Credo che oggi il calcio debba mettere da parte il più possibile i personalismi, sotto il profilo del prodotto e dell’immagine si deve mettere in condizione di meritare di essere considerato in modo diverso sotto un profilo istituzionale, come si è dimostrato in altre discipline sportive”.

Giovanni Malagò ha proseguito: “Il sistema deve essere prima di tutto sostenibile, perciò c’è un tema di ricavi e costi. Bisogna mettere a terra dinamiche di gestione diverse, potremmo parlare all’infinito, ho parlato anche di modelli e dinamiche di altre discipline, penso che il lavoro vada fatto con chi ha competenza della parte normativa”.

Il programma di consultazioni proseguirà domani con gli incontri con il presidente della Serie B Bedin e con Matteo Marani (Lega Pro), per poi concludersi giovedì con Assocalciatori e Assoallenatori. Sulle tempistiche per lo scioglimento della riserva, Malagò ha dichiarato: Finirò la settimana e raccoglierò anche le idee, sarà importante anche incontrare il presidente Abete, devo fare un programma. Penso che arriveremo, non dico a ridosso del 13 maggio, ma quasi“.

Stadio Roma, il TAR del Lazio sospende il taglio degli alberi a Pietralata: le considerazioni dei Comitati del No ritenute “meritevoli di favorevole considerazione”

Il TAR del Lazio ha disposto la sospensione immediata del taglio degli alberi e delle attività esplorative nell’area di Pietralata, dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. Il provvedimento, firmato dal presidente della prima sezione Roberto Politi, rimarrà in vigore fino al 13 maggio, data fissata per la camera di consiglio. I giudici amministrativi hanno accolto l’istanza cautelare presentata dai comitati e dalle associazioni contrarie all’opera, rappresentati dagli avvocati Giuseppe LibuttiSergio Santoro e Michele Trotta. Il ricorso contesta il nulla osta rilasciato dal dipartimento Tutela ambientale di Roma Capitale per l’abbattimento di 26 alberi, necessari all’esecuzione dei sondaggi di archeologia preventiva. Secondo il decreto del tribunale, le ragioni dei ricorrenti sono “meritevoli di favorevole considerazione” poiché le operazioni di taglio potrebbero causare “un pregiudizio avente carattere di irreparabilità” e la “distruzione di un habitat naturale”. Le attività rimarranno dunque ferme in attesa della pronuncia collegiale.

(agenzia nova)

Calciomercato Roma, Paredes continua a chiamare Dybala: “Ha molta voglia di venire al Boca”

Leandro Paredes, capitano del Boca Juniors, è tornato a parlare del possibile trasferimento di Paulo Dybala in Argentina. Durante una diretta streaming con Davoo Xeneize, l’ex centrocampista giallorosso ha confermato di essere in costante contatto con l’attaccante della Roma. “Ne parlo con lui e ha molta voglia di venire”, ha dichiarato Paredes. Il contratto di Dybala con il club capitolino scadrà nel giugno 2026 e, anche secondo la stampa argentina, il futuro del calciatore in Italia rimane incerto. Le dichiarazioni di Paredes arrivano all’indomani della vittoria del Boca Juniors nel Superclásico contro il River Plate.

(tycsports.com)

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Post Match – Me contro me

LR24 (MIRKO BUSSI) – Come nell’abusato meme in cui Spiderman guarda un altro Spiderman, Roma e Atalanta si sono ritrovate all’Olimpico un centinaio di giorni dopo l’andata, finita 1-0 per la squadra che, da meno di due mesi, era passata da Juric a Palladino. Ideate entrambe su un’idea di Gian Piero Gasperini, le due squadre sono arrivate una di fronte all’altra mostrando strumenti diversi per affrontare le stesse, o quasi, problematiche, quelle di avere a che fare con un avversario che si riferisce sull’uomo nelle pressioni.

L’essenza di Roma-Atalanta si sprigiona in una manciata di minuti, a ridosso della mezz’ora. Quando è l’Atalanta a battere un corner e, sugli effetti, scocca una ripartenza che porterà Malen a ridosso di Carnesecchi. Angolo per la Roma, stesso risultato ma contrario: sul rilancio di Zappacosta è Ederson a mangiare il duello con El Aynaoui e ritrovarsi di fronte a Svilar. Lo stile di pressioni di entrambe le squadre avrebbe prevedibilmente generato una partita di giocate dirette o transizioni letali. Come d’altronde sarà quella che porta in vantaggio l’Atalanta.

Le differenze delle due squadre si ritrovano nel modo in cui tentavano di disinnescare le pressioni avversarie. Nonostante Palladino, in questo, stia progressivamente sfumando i tratti più intensi lasciati da Gasperini nell’impostazione del non possesso. Lo si vede facilmente confrontando i comportamenti di Ederson ed El Aynaoui: mentre il romanista accorciava ovunque il rispettivo dell’Atalanta, il brasiliano, in particolar modo quando ELA si abbassava in costruzione, lo allentava per mantenere maggiori riferimenti posizionali.

E anche gli strumenti di costruzioni delle due squadre differivano notevolmente: Palladino, fedele a principi di calcio più posizionale, prendeva una delle idee sfoggiate da Guardiola per affrontare squadre con riferimenti sull’uomo. Al fianco di Carnesecchi, nella prima costruzione, andavano a sedersi infatti entrambi i centrocampisti, Ederson da un lato e De Roon dall’altro. Con Kolasinac che, alzandosi, tirava via Malen, l’iniziatore del pressing romanista. Questo obbligava la Roma, come si vede sopra, ad adeguarsi con cambi di marcatura che non appaiono ancora adeguatamente fluidi da poter essere innescati a piacimento. Malen, infatti, doveva consegnare Kolasinac ad El Aynaoui per potersi dedicare ad Ederson e non provocare troppo disordine nella struttura romanista. Il più delle volte, questi posizionamenti in costruzione dell’Atalanta avevano lo scopo di apparecchiare un 4v4 offensivo da raggiungere con una giocata diretta di Carnesecchi che avrebbe permesso, sul duello aereo o sulla successiva seconda palla di giocarsi una situazione offensiva favorevole.

Dall’altro lato, invece, la Roma insisteva con le sue tipiche combinazioni in catena, enfatizzando ancor più del solito la partecipazione dei terzi di difesa. Da un lato Mancini tendeva, anche per caratteristiche, ad inserirsi maggiormente e compensare così i movimenti incontro di Soulé, dall’altro Hermoso chiamava spesso triangolazioni interne a Rensch, come quella che, intercettata, darà vita alla transizione del vantaggio dell’Atalanta. Un esempio vivido dei comportamenti ripetuti dei terzi di difesa di Gasperini si ha proprio nel gol dell’1-1: sul prolungato possesso romanista, che passa da destra a sinistra per tornare poi nuovamente a destra, prima Mancini e poi Hermoso finiscono per invadere l’area di rigore, al punto da diventare i romanisti più offensivi al momento del cross di Soulé.