Friedkin vota Gasp: rivoluzione in società. Riflessioni su Massara

Avanti con Gasp. È questo l’imperativo che Dan Friedkin ha comunicato nelle ultime ore ai suoi uomini di fiducia, dentro e fuori Trigoria, dopo giorni di burrasca. Il patron ha finalmente dettato la linea spazzando via ogni dubbio relativo al futuro del tecnico. Le frizioni interne, divampate come un fuoco dopo l’affondo di Ranieri, non hanno fatto cambiare idea alla proprietà: questo progetto non può andare in fumo, non così, (…) La rivoluzione prevista a giugno non toccherà soltanto la squadra. Grandi cambiamenti avverranno pure all’interno della società e, non a caso, sono in corso delle valutazioni sul ds Massara, con cui il tecnico non è mai andato davvero d’accordo. Nella Roma non c’è un amministratore delegato (nel tempo sono stati sondati Perrelli, Antonello, Uncini Manganelli), non esiste un direttore generale e neppure un uomo che coordini l’area tecnica e sportiva. Il silenzioso Dan sembra aver capito che quella catena di comando così corta ed esile finisce per spezzarsi più facilmente, creando pericolosi e ricorrenti vuoti di potere, oltre che fronde, correnti di pensiero e compartimenti stagni. (…) Servirebbe anche un manager con poteri decisionali per tutte le questioni extracampo e istituzionali. In Lega la Roma è rappresentata dal suo Chief Football Operating Officer, Maurizio Lombardo, una sorta di segretario generale. La mancanza di filtri, di figure con competenze specifiche e spesso anche di deleghe chiare può aver creato il terreno fertile per i terremoti recenti. (…)

(corsport)

Friedkin vota Gasperini. Gelo a Trigoria

IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – Altro che pax romana, a Trigoria si vive da separati in casa. Prosegue, apparentemente senza scossoni, l’assurda quotidianità romanista. Quella in cui la frattura tra Gasperini e Ranieri è considerata insanabile, ormai anche oltreoceano, nonostante i numerosi tentativi, anche recenti, di mediazione andati in scena, da remoto e in presenza. I primi portati avanti direttamente da Dan e Ryan Friedkin in video-call (alcune plenarie, altre individuali), gli altri invece condotti da Ed Shipley, uomo di fiducia dei texani nella Capitale. Tra i due litiganti, insomma, uno dei due è di troppo. Non è ancora chiaro se i Friedkin vorranno prendere posizione. (…) Al momento, però, nessun passo indietro, né da una parte né dall’altra. Ranieri, ad esempio, anche ieri mattina si è presentato al Fulvio Bernardini. Contemporaneamente, anche Gasperini ha fatto il suo arrivo, per preparare la ripresa degli allenamenti dopo il pareggio con l’Atalanta e in vista della trasferta a Bologna di sabato. Tra i due, però, nessun contatto, neanche formale. (…) Lontana per il momento l’idea di un benservito a Ranieri, che rimane il tecnico a cui si sono aggrappati un anno fa e l’uomo a cui hanno dato pieni poteri in estate per scegliere allenatore e direttore sportivo. Eppure, un anno più tardi, nelle preferenze di Dan sembra esser stato scavalcato da Gasp. (…)

Stadio Roma: stop del Tar al taglio degli alberi

Dopo tre tentativi bocciati (anche al Consiglio di Stato) i No Stadio incassano un’ordinanza del presidente della sezione romana del Tar del Lazio che dispone lo stop al taglio degl i alberi nell’area di Pietralata: si tratta di un totale di 26 alberi che la società giallorossa dovrebbe abbattere per mandare avanti gli scavi archeologici. Tuttavia, di questi 26 alberi, nessuno è ancora in piedi. (…) Un’ordinanza, quindi, che, al netto della necessità di essere confermata o meno in sede collegiale il prossimo 13 maggio, non produce effetti reali. (…)

(Il Messaggero)

Se Ranieri vs Gasp ricorda Spalletti-Totti

Un dirigente che parla di «quarta scelta» in riferimento all’allenatore. Quest’ultimo che risponde «non scendo al livello di altri». Da un lato Ranieri, dall’altro Gasperini, nel mezzo un solco ormai incolmabile. (…) Cosa abbia guidato il pure esperto e diplomatico Ranieri a fare quell’uscita temeraria 11 giorni fa non si è capito. Qualcuno sostiene che abbia parlato esprimendo un pensiero della società e questo profilerebbe uno scenario simile a quello che coinvolse anni fa Spalletti e Totti, con il tecnico definito all’epoca «braccio armato» nel club nella gestione dell’addio graduale dell’ex 10 glallorosso. (…)

(il Giornale)

Roma, senza Champions piano B per riscattare Malen

Piano B. Serve un altro tesoretto. Perché il sogno di finanziare il prossimo mercato con i ricavi della qualificazione in Champions League («siamo ancora in corsa», si autoconvince Gasperini) sbatte contro la realtà della classifica, di fatto un copia e incolla delle ultime sette stagioni. (…) Gasperini, nelle diverse telefonate di questi giorni con la proprietà, ha ribadito le sue condizioni per un futuro meno turbolento del presente che sta vivendo. Quali? La conservazione del «nucleo portante» della squadra e un mercato adeguato. Tradotto: bisogna spendere. (…) Al momento, in ottica mercato, la priorità è riscattare Malen: 25 milioni a rate. Una dilazione che agevola Roma, che però deve trovare comunque i soldi: arriveranno da qualche addio pesante, che farà respirare il bilancio, ma non solo. Perché c’è un altro tesoretto: i prestiti. Non solo quelli da rispedire al mittente (Ferguson, Tsimikas, Zaragoza, Venturino), ma soprattutto quelli da piazzare in modo definitivo: Salah Eddine, Baldanzi, Shomurodov e Saud. Il primo ha convinto il Psv, che riflette sugli 8 milioni da versare per il riscatto. Tommaso (lui ne costa 10) al Genoa sta trovando continuità e piace molto a De Rossi. Poi c’è l’uzbeko con obbligo di riscatto (il Basaksehir deve pagare altri 2,7 milioni). E infine Saud: se il Lens lo tiene, la Roma ne incassa 4 totali. Calcolatrice alla mano, fanno circa 25 milioni solo dalle cessioni dei prestiti. (…)

(La Repubblica)

Il diktat di Friedkin: Europa League obiettivo (minimo) da non fallire

C’è lunedì e lunedì. C’è quello da odiare, come per Vasco Rossi. Quello che invece segna un inizio. Oppure quello dei confronti, prendi otto giorni fa in casa Roma. E poi c’è ieri: Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri a Thgona. Sì, pure il senior advisor. Nessun contatto. Ma il territorio si marca, in ogni caso: vecchia regola da tenere sempre a mente. Come quella dei risultati, che a volte viene dimenticata: intorno a quelli si orienta il calcio, del resto non è casuale che il caos dei rapporti interni a Trigoria sia deflagrato nell’ultimo periodo, nonostante le frizioni fossero iniziate già da mesi, non settimane. (…) Ogni stagione porta con sé le sue recriminazioni, i suoi rimpianti, gli infortuni, gli arbitraggi, la sfortuna, le cavallette. Qui siamo a due vittorie nelle ultime 9 partite, ultimo successo in trasferta il 18 gennaio (era il debutto di Malen), allargando l’obiettivo la fotografia dice che Cristante e compagni, nel girone di ritorno, hanno fatto gli stessi punti di Lazio, Fiorentina e Sassuolo, uno in meno del Genoa. Dunque, il calo viene da lontano, ben prima del 3-3 di Gatti che pure un,contraccolpo l’ha provocato. (…) Il quarto posto è ormai andato, ma la qualificazione all’Europa League è il traguardo minimo che il club non vuole fallire. Cinque partite da non sbagliare, per finire davanti al Como e non rischiare di mettersi a fare i conti con chi vincerà la Coppa Italia, così da evitare la Conference. Perché sì, è vero, la Roma ha avviato un processo di rinnovamento anche lodevole. Ma sarebbe molto complicato difenderlo, a tutti i livelli, in caso di frenata ulteriore da qui alla fine. Va evitato il flop totale, insomma. Lo chiede la proprietà. (…)

(corsera)

Ranieri torna a Trigoria (e dribbla Gasp). Pellegrini: «Il mister è più carico di prima»

A volte ritornano. Ranieri si è rivisto a Trigoria dopo quasi una settimana di assenza, l’ultima volta era martedì scorso. Ma rientra tutto nella normalità, durante la stagione non è quasi mai stato una presenza fissa (anche perché il ruolo non lo prevede) e anche questo è stato un motivo di scontro con Gasperini che inizialmente avrebbe preferito averlo più vicino, ora è l’esatto contrario. Nessun chiarimento tra i due, anche ieri si sono volutamente ignorati, segnale che la rottura è ormai insanabile. Ha parlato, invece, con l’uomo di fiducia dei Friedkin che dalla scorsa settimana è stato inviato a Trigoria da Dan per provare – almeno a riportare un po’ di pace. Il futuro del senior advisor è ancora da decifrare anche perché tra le richieste di Gasp c’è anche quella di non voler lavorare più con lui. La proprietà si trova davanti ad un bivio, ma la scelta non è stata ancora presa. Claudio, ad oggi, di fare un passo indietro non ci pensa. Sulle tensioni tra Gasperini e Ranieri è intervenuto anche Pellegrini che ha parlato a margine dell’evento Inside the Sport a Coverciano, dove è stato premiato: «Il tecnico è più carico di prima, dobbiamo concentrarci solo su queste ultime partite. Quello che interessa a noi è stare il meglio possibile sul campo per vincere le sfide, poi vedremo ciò che succederà. Quello che abbiamo fatto finora e che continueremo a fare è seguire l’allenatore, per quello che
ci chiederà e per quello che ci dirà la domenica per vincere le partite». (…) In caso di addio a fine anno di Gaso difficilmente rimarrà anche lui, mentre in caso di permanenza la situazione potrebbe cambiare, ovviamente con un ingaggio più basso rispetto ai 4 milioni più 2 di bonus che percepisce attualmente.(…)

(Il Messaggero)

A rischio flop

Sei anni di vorrei ma non posso. Colpe sparse qua e là, non sempre ascrivibili agli allenatori, ma anche; non sempre ascrivibili (solo) alla società, ma anche. Risultato: quest’anno è come gli altri. La Roma può essere guidata da un mostro sacro come Mourinho, da un cuoricino dei tifosi come De Rossi, da un top come Gasperini (Juric è stato un abbaglio e non lo menzioniamo e come lui Ranieri, che ha preso la squadra dai bassifondi, sfiorando la qualificazione in Champions), il risultato è sempre lo stesso. Al massimo, dopo 33 giornate, questa squadra (seppure cambiando molti interpreti in campo e fuori, con i Friedkin siamo al quarto ds) si è assestata sui 58 punti, mai raggiungendo il traguardo sperato (e ormai maledetto) del quarto posto Champions, che manca ormai da otto anni. (…) Possibile che la Roma non abbia
mai avuto una squadra da quarto posto? No. Possibile che non si possa pensare di essere per una volta il Bologna, che in una stagione magica, in Champions c’è andato? Evidentemente no, non si può. La proprietà ha svolto un lavoro a metà, si è messa al fianco due graditi ai tifosi come Ranieri e poi ha scelto Gasp ma non lo ha assecondato del tutto; i punti a favore del tecnico in questa querelle, sono l’assenza di un centrocampista (lui pensava fosse Rios invece era EI Aynaoui) e di un esterno sinistro e il non aver potuto lavorare a Trigoria con gente sua al 100%. È vero, non sono arrivati tutti i calciatori di cui aveva bisogno, ma a gennaio ha avuto un cen-travanti come Malen: la Juve, orfana di Vlahovic, fa la conta coni mezzi flop Openda e Davis, il Milan ha giocato con Leao là davanti e a gennaio è stato preso Fullkrug che ha inciso poco. E infine il Como: possibile che Kempf sia più forte di Ndicka, tanto per fare un esempio? (…) La squadra ha vinto tanto, 18 volte in campionato, ma
ha ne ha perse 11, più 3 in Europa League e una in Coppa Italia. Sette punti nelle ultime 6 gare di campionato sono pochi, come pochi sono i 6 ottenuti contro le prime 6 (tre con il Como, uno con Milan Napoli e Juve). Il girone di ritorno della Roma è malinconico: su 14 gare 22 soli punti, uno in meno del Genoa, gli stessi di Lazio e Sassuolo. (…) Non a caso, la squadra di Gasp ha cominciato a calare da gennaio, quando sono deflagrati i primi problemi interni. Era il periodo di mercato: tanto chiacchiericci e ritardi colpevoli, Raspadori, Zirkzee, poi Malen, quindi Zaragoza e i vari giovanotti come Venturino e Vaz di cui Gasp non aveva bisogno. Dai sogni alle poche certezze. Poi ci si sono messi gli infortuni:17 lesioni muscolari sono un bel bottino, che ha mandato in tiltla lima Giocare senza Koné, Wesley, Pellegrini, Soulé, più le assenze di Angelino, Dovbyk e Ferguson hanno fatto il resto. (…)

(Il Messaggero)

Pellegrini vota Gasp: “L’allenatore è più carico di prima. La Roma deve ripartire da qui”

La cosa bella è che l’inizio era stato tutto in salita, per non dire altro, con la Roma a faticare in Inghilterra e Lorenzo Pellegrini a casa, a recuperare dalla doppia operazione (prima l’intervento chirurgico del 16 maggio scorso al tendine del retto femorale della coscia destra, poi quello al setto nasale del 27 luglio). La premessa non era stata delle migliori, anche perché Gasperini pensava che Pellegrini non potesse calarsi nei suoi meccanismi di gioco, tanto che la scorsa estate aveva dato anche l’ok ad una sua possibile cessione. Poi, però, i due si sono conosciuti e stimati, nonostante la storia della fascia da capitano non possa aver certo fatto piacere al giocatore. E adesso si difendono anche a vicenda, con Gasperini che ha chiesto più volte al club di rinnovare il contratto a Lorenzo e quest’ultimo che ieri ha preso posizione in modo netto: «Adesso il mister è più carico di prima. Ora dobbiamo solo concentrarci su queste ultime partite, poi vedremo cosa sarà», ha detto Pellegrini durante il premio “Inside Sport 2026”. Già, ma cosa sarà del futuro di Gasperini e anche del suo? Nell’arco di un mese o giù di li si potrebbe sapere tutto, considerando anche che prima dell’Atalanta il ds Ricky Massara – parlando dei giocatori in scadenza di contratto – è stato chiaro: «Ci sono dei discorsi aperti, vedremo dove porteranno». Esattamente come bisognerà capire dove porterà il futuro di Gasperini. (…) Intanto, però, lui sta cercando di recuperare da una lesione al flessore della coscia destra che Gasperini non ha preso ovviamente be-ne. Pellegrini, infatti, era diventato un punto fermo della sua Roma, tanto che nel girone di ritorno è uno di quelli che aveva giocato di più. L’obiettivo è rientrare per il derby del 17 maggio e chissà se alla fine non sarà poi l’ultima stmcittadina della sua carriera. «Il mio futuro sono queste cinque partite, poi dopo se ne parlerà», dice ancora Pellegrini. (…)

(gasport)

Dybala al rientro. Rensch: contrattura

Due recuperi in vista e finalmente una buona notizia dall’infermeria. Gli esami strumentali, infatti, hanno escluso la lesione al flessore destro per Rensch che contro l’Atalanta ha rimediato solo una contrattura. L’olandese punta a essere tra i convocati contro il Bologna, ma il suo non è il recupero più importante in casa Roma. Lo staff medico, infatti, ha dato il via libera al ritorno in gruppo di Wesley che oggi dovrebbe aggregarsi in gruppo e quindi tornare a sprintare sulla fascia per il rush finale del campionato. Positivi anche i controlli ai quali si è sottoposto Dybala (di nuovo corteggiato da Paredes per il Boca). La Joya – ancora in attesa di una chiamata per discutere l’eventuale rinnovo – ieri ha svolto differenziato e viene da tre mesi di stop, quindi si accomoderà al massimo in panchina mentre sono al lumicino le speranze per Koné che punta a questo punto alla sfida con la Fiorentina del 4 maggio. (…)

(gasport)