A tutto Vaz. Robinio show a Trigoria: «Bravo, sei una bestia»

LEGGO – (F. BALZANI) – Facce tristi, ma anche la voglia di ripartire. Oggi Gasperini riabbraccerà i reduci dai play off con le nazionali per preparare la sfida con l’Inter che può valere una stagione. E se dall’altra parte Chivu dovrà rialzare il morale dei vari Bastoni, Barella o Dimarco, da queste parti Gasp dovrà valutare lo stato di forma (apparso deficitario pure in Nazionale) di Mancini e Cristante. Il difensore ha anche rimediato una botta alla schiena ma difficilmente si tirerà indietro.

Chi è quasi certo di partire titolare è Pisilli che contro la Bosnia non ha visto il campo. Niccolò sarà uno dei volti della Nazionale del futuro, quella che dovrà ripartire dall’ennesimo terremoto. Ma soprattutto è la faccia giovane di una Roma che vuole provare a riprendersi il quarto posto. Pisilli dovrà occuparsi di Barella, quasi uno scontro generazionale a centrocampo dove mancherà Koné e si rivedrà El Aynaoui reduce da due gol col Marocco.

Due che il Mondiale lo vivranno da protagonisti cosi come Wesley (out per almeno altre 3 settimane), Celik, Ndicka e Malen. L’olandese martedi sera è stato sostituito dopo soli 17 minuti da Koeman vista l’espulsione di Dumfries. Solo una mossa tattica, nessun allarme per l’attaccante che affronterà Lautaro e che spera di aumentare il già ricco bottino. A dargli una mano ci sarà Soulé che ieri si è allenato in gruppo. Da valutare il suo impiego da titolare o a gara in corsa, nel secondo caso sarà avanzato proprio Pisilli al fianco di Pellegrini.

Allarme rientrato anche per Hermoso mentre in attacco scalpita Robinio Vaz che ieri in allenamento si è preso i complimenti dello staff tecnico di Gasperini: «Sei una bestia». Infine una notizia triste: a giugno, infatti, Bruno Conti lascerà quasi sicuramente il club dopo 53 anni di carriera da calciatore, allenatore, dirigente e responsabile delle giovanili. Il contratto è in scadenza e difficilmente verrà rinnovato.

Calcio in lutto: addio a Gianluca Cherubini, ex Roma

Il mondo del calcio piange la scomparsa di Gianluca Cherubini, morto all’età di 52 anni. L’ex calciatore con un passato anche nella Roma aveva legato gran parte della sua carriera a club come Chieti e Giulianova, vestendo nel tempo anche le maglie di Vicenza, Reggiana e Torres. Considerato un profilo promettente nelle giovanili, non è però riuscito a imporsi ad alti livelli nel corso della sua carriera. Con la Roma collezionò nove presenze nella stagione 1995/96, prendendo parte anche alla Coppa Uefa. Nel 2006 fu colpito da un aneurisma mentre era in campo con il Giulianova, episodio che segnò profondamente il suo percorso sportivo.

Furlani risponde a Gravina: “Discorso che ammazza i valori dello sport. Non si sputa sul lavoro altrui”

Si accende il dibattito nel mondo sportivo italiano dopo le dichiarazioni del presidente FIGC Gabriele Gravina, che aveva definito il calcio come l’unico vero sport professionistico. Parole che non sono passate inosservate e che hanno scatenato diverse reazioni. Tra queste, quella dell’atleta specializzato nel salto in lungo, Mattia Furlani, grande tifoso romanista, che ha voluto rispondere pubblicamente attraverso i social:

Questo discorso ammazza proprio i valori dello sport e il lavoro che lo Stato e le forze dell’ordine (che continuerò a ringraziare sempre) fa per portare avanti un movimento e giovani atleti ragazzi, a rende atleti PROFESSIONISTI per realizzare i propri sogni con sacrificio, dedizione e lavoro. A quanto pare non se ne rende conto di cosa c’è dietro. Mi dispiace perché non è solo un insulto al calcio ciò che ha detto, è successo, ma anche allo sport italiano. Mi batterò sempre anche solo tramite i risultati, ma anche mostrando qui sui social cosa c’è dietro lo sport e il lavoro… Con un investimento di 15 anni che ho fatto con la mia famiglia su metodi di lavoro, studio e passione, partendo da vivere sotto ad un ponte fino ad arrivare all’élite mondiale. Perché è questa la professione, non chi dichiara certe cose sputando sul lavoro altrui”.

Una presa di posizione forte, che evidenzia il malcontento di parte del mondo sportivo nei confronti delle parole del numero uno della FIGC. La polemica, intanto, continua a far discutere.

PRUZZO: “Passerà qualche settimana e non cambierà niente” – BALZANI: “Frattesi non gioca, perché non è entrato Pisilli?”

Nelle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale per oggi è il fallimento della Nazionale, un’eliminazione che riapre il dibattito sulle colpe del sistema e sulla necessità di un ricambio. Roberto Pruzzo si mostra scettico riguardo a una reale svolta futura: “Siamo qui a farci le stesse domande delle altre volte sul futuro, ma anche stavolta passerà qualche settimana e non cambierà niente”. Francesco Balzani, invece, invoca una linea verde puntando sui giovani talenti giallorossi: “In Nazionale spero di rivedere solo i giovani, Esposito e Pisilli. I giocatori forti a livello europeo sono altri, stesso discorso per Barella”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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L’eliminazione dell’Italia? Siamo qui a farci le stesse domande delle altre volte sul futuro, ma anche stavolta passerà qualche settimana e non cambierà niente (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

L’eliminazione di ieri è peggiore di quelle contro Macedonia del Nord e Svezia. Malagò potrebbe essere la scelta giusta come presidente federale, è una persona capace (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Mi auguro che Bastoni giochi domenica contro la Roma, perché è entrato in un periodo davvero complicato (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Sul gol della Bosnia sbaglia anche Mancini, che ha l’uomo che gli parte e non lo segue (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)

A me è dispiaciuto solo per Pisilli, è un giocatore che sta bene fisicamente e invece è stato scavalcato nelle gerarchie da Frattesi… (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Contro la Bosnia Mancini ha faticato dal primo all’ultimo minuto e in occasione del gol si è fatto prendere alle spalle (DANIELE CECCHETTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Il sistema va proprio ripensato. Non ci sono le idee e non ci sono le persone che possono metterle in pratica. L’introduzione dei play off, il campionato a 18 squadre, sono cose che dico da tempo… Abbiamo vinto un Europeo con un gol di Arnautovic in fuorigioco millimetrico e due pareggi. Siamo stati giorni a dire che siamo più forti della Bosnia, ma in cosa siamo più forti? (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)

Dell’Inter mi preoccupa il ritorno di Lautaro. C’è un Inter con lui e una senza di lui. Solo la presenza è trascinante. Come leader in mezzo al campo è tanta roba (FABIO PETRUZZI, Retesport, 104.2)

Lo specchio di un campionato mediocre è il Como quarto in classifica, una squadra senza storia. Lautaro Martinez è il calciatore più forte di un calcio mediocre (DAVID ROSSI, Retesport, 104.2)

Gattuso è un allenatore scarso. In Nazionale spero di rivedere solo i giovani, Esposito e Pisilli. Frattesi all’Inter non gioca, perché non è entrato Pisilli? Anche Dimarco è scarso, i giocatori forti a livello europeo sono altri. Stesso discorso per Barella (FRANCESCO BALZANI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)

L’Italia è scarsa. In Serie A appena alzi il livello con qualche giocatore straniero vinci subito (UGO TRANI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)

Nazionale: Mancini, Cristante e Pisilli rientrano separati dal gruppo azzurro, a bordo di un aereo inviato dalla Roma

La spedizione azzurra in Bosnia si è conclusa con una delusione storica. Per i tesserati della Roma il rientro nella Capitale è avvenuto con modalità differenti rispetto al resto della squadra. Mentre il gruppo guidato da Gennaro Gattuso faceva ritorno in Italia sul volo di linea della Nazionale, Gianluca Mancini, Bryan Cristante e Niccolò Pisilli sono atterrati a Roma a bordo di un jet privato inviato direttamente dal club giallorosso. La scelta della società di mettere a disposizione un volo dedicato ha permesso ai tre calciatori di accorciare i tempi del viaggio e di rientrare immediatamente a casa per smaltire le scorie fisiche e mentali della sconfitta di Zenica. A riportare l’accaduto è stato il giornalista Francesco Repice, intervenuto ai microfoni di Radio Romanista: “Sono tornato in Italia con gli Azzurri, c’era tanta sofferenza a bordo. I giallorossi però non c’erano, la società ha mandato un aereo a prenderli per riportarli subito a Roma”.

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Falsini: “Il talento c’è, il problema sono i dirigenti. Alla Roma mi guardavano come un marziano quando dicevo che ci si allena poco”

RETE SPORT – Gianluca Falsini, ex allenatore della Roma Primavera, ha analizzato lo stato di crisi del calcio italiano e ha ripercorso la sua esperienza nel settore giovanile giallorosso, sottolineando le carenze metodologiche e gestionali del sistema nazionale. Di seguito le sue dichiarazioni.

Qual è la sua opinione sul livello attuale del calcio espresso in Italia?
“Non mi sono disamorato del calcio italiano, ma dobbiamo cercare di migliorarci come professionisti. Ieri non ho visto Bosnia-Italia dall’inizio perché non era la gara che avrei dovuto guardare a livello di contenuti. Nel nostro Paese ci sono pochi allenatori che mi piacciono per come sviluppano il gioco, che spesso è noioso. In Europa ci sono realtà più piacevoli. Ho preferito guardare Svezia-Polonia perché ho avuto la fortuna di allenare Zalewski, che ha anche segnato”.

Cosa non l’ha convinta della narrazione attorno alla Nazionale?
“Non mi è piaciuta la narrazione pre-partita: si parlava di 8.000 persone e del campo brutto come se fosse il clima peggiore in assoluto. È la stessa capienza di Arezzo-Ascoli, di cosa parliamo? Troviamo scuse da vent’anni mentre gli altri ci passano avanti. Ha ragione Ventura: sono due decenni di fallimento. Lui era un ottimo tecnico, Conte all’inizio ne ha copiato parecchie idee, ma il problema è che si parla di cambiamenti per tre giorni e il quarto si pensa solo a chi vincerà il campionato”.

È vero che in Italia non nascono più talenti?
“È una grande falsità. Luis Enrique fa giocare i 2007 e i 2008 in Champions League. Sono dieci anni che giro per i campi e di qualità ne vedo tanta, magari non avremo Yamal, ma il talento esiste. Contro la Bosnia, su un campo brutto dove serviva fisicità, perché gioca Retegui e non un calciatore in forma come Pio Esposito? Il problema non sono i tecnici, ma i dirigenti. E a cascata la scuola, dove l’educazione fisica è sparita. La società è cambiata ovunque, anche in Spagna e Francia usano i cellulari, ma lì lavorano diversamente”.

Che ricordo ha della sua esperienza a Trigoria sotto il profilo metodologico?
“Alla Roma, nonostante quattro anni di successi, mi guardavano come un marziano quando dicevo che ci si allena pochissimo nei settori giovanili. Lo stesso vale per le prime squadre. Ho chiesto spesso di integrare le sedute. Ci sono tecnici bravi, ma vanno messi al posto giusto. In Germania, dopo l’uscita dall’Europeo, il governo calcistico si è riunito dopo una settimana per apportare modifiche”.

Quali sono i giovani più interessanti che ha seguito nel vivaio giallorosso?
“Escludendo i vari Cancellieri, Bove e Zalewski, dico Coletta, che ora è al Benfica, Mannini e Reale: hanno grandi potenzialità. C’è Romano che sta facendo un ottimo campionato allo Spezia, oltre a Di Nunzio e Nardin. Mi dispiace che ora non stia giocando Belmonte, con me ha fatto follie. La Roma ha tanti ragazzi validi, ma serve un percorso di accompagnamento strutturato tra le varie categorie”.

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Stadio Roma, Umberti (Pres. IV Municipio): “Dal governo nessuna notizia sul Commissario, spero che battano un colpo”

Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio di Roma Capitale, è tornato a parlare del progetto per il nuovo stadio della Roma a margine dell’inaugurazione del parco “Abbracci in libertà” a Rebibbia. Pur confermando che l’iter procedurale sta andando avanti, Umberti ha espresso una preoccupazione legata ai tempi burocratici e al ruolo del Governo, riguardo alla nomina del Commissario straordinario, figura ritenuta fondamentale per snellire le procedure: “Il progetto va avanti. Adesso è attesa la conferenza dei servizi, ma un po’ mi preoccupa la situazione del Commissario”, ha spiegato il presidente del IV Municipio. “Non si hanno notizie dal Governo, spero che presto battano un colpo perché questo consentirebbe di accelerare tutto l’iter procedurale”.

L’accelerazione è considerata indispensabile soprattutto in ottica internazionale, per non perdere il treno della candidatura italiana ai prossimi campionati europei. Secondo Umberti, infatti, la tabella di marcia è serrata: “Se vogliamo far sì che lo stadio di Pietralata sia tra quelli degli Europei, la deadline è aprile 2027 per l’inizio dei lavori, con la conclusione della conferenza dei servizi prevista per luglio. Se verrà rispettato questo cronoprogramma, potrà essere inserito tra gli stadi di Euro 2032”.

Infine, Umberti ha commentato positivamente l’ipotesi di affidare al sindaco Roberto Gualtieri il ruolo di subcommissario: “Sicuramente darebbe un input maggiore a tutto l’iter burocratico. Dal Governo devono battere un colpo”.

Bruno Conti saluta: contratto in scadenza a giugno, a fine stagione l’addio dopo 50 anni in giallorosso

Dopo oltre cinquant’anni di storia in comune, il rapporto professionale tra Bruno Conti e la Roma giungerà al termine il prossimo 30 giugno. L’indiscrezione, riportata da Piero Torri, segna il ritiro definitivo della leggenda giallorossa che, all’età di 71 anni, ha deciso di non rinnovare il contratto in scadenza per dedicarsi alla famiglia nella sua Nettuno. Conti lascia un’eredità importante: da calciatore simbolo e campione d’Italia a dirigente del settore giovanile, sotto la cui gestione il club ha prodotto talenti capaci di generare plusvalenze per oltre 300 milioni di euro, ricoprendo negli ultimi anni il ruolo di selezionatore per le squadre Under 14.

Alla base della decisione, oltre a ragioni anagrafiche, peserebbero i profondi mutamenti di un calcio giovanile ormai lontano dalla sua visione e la sensazione di una crescente marginalizzazione all’interno del nuovo assetto societario. La ristrutturazione del vivaio — che vede il ritorno di Tarantino e l’innesto di Pasquale Berardi come capo scouting — avrebbe spinto Conti a farsi da parte. Il suo addio rappresenta la perdita di un pilastro del “romanismo” a Trigoria, proprio mentre resta incerto anche il futuro di Alberto De Rossi, anch’egli con il contratto in scadenza al termine della stagione.

(Manà Manà Sport)

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Inter, continua il lavoro verso la Roma: Lautaro in gruppo, Mkhitaryan a parte

Terminata la sosta per le Nazionali, le squadre possono tornare a lavorare con il gruppo al completo. Così come la Roma, anche l’Inter di Cristian Chivu si è ritrovata ad Appiano Gentile per ricominciare gli allenamenti in vista del match di domenica contro i giallorossi. Il tecnico nerazzurro, potrà contare anche su Lautaro Martinez. L’argentino, dopo uno stop di più di un mese, è tornato in gruppo e sarà dunque disponibile per la prossima giornata di Serie A. Unico assente Henrikh Mkhitaryan, che anche oggi si è allenato a parte. L’armeno è dunque in dubbio per il match contro i suoi ex compagni.

(inter.it)

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La Russa: “Le squadre dovrebbero schierare almeno 4 italiani. Il Como ne ha 0”

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è stato ospite del programma di Rai Radio 1 “Un giorno da pecora”, dove ha commentato la recente eliminazione dell’Italia dal Mondiale. Il politico ha anche proposto un obbligo minimo di italiani da schierare nelle squadre di Serie A. Ecco le sue parole.

“Ogni squadra non dico 10 ma deve schierare in campo per tutta la partita almeno 4 italiani. Ad esempio il Como adesso ha zero italiani”.