Trigoria: torna in gruppo Dybala, personalizzato per Hermoso e Soulè. A parte Kone, El Shaarawy e Ferguson (FOTO E VIDEO)

Dopo la vittoria sul Cagliari e il giorno libero concesso da Gasperini, la Roma è tornata al lavoro a Trigoria questo pomeriggio. Buone notizie per il tecnico: Paulo Dybala infatti è tornato a lavorare in gruppo, lavoro parzialmente in gruppo invece per Vaz. Personalizzato per Hermoso e Soulè. A parte Kone, El Shaarawy, Ferguson e Dovbyk.

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Atletico Mineiro, il CEO Bracks: “In questa sessione abbiamo perso una trattativa di mercato con la Roma”

HG PLAY – Paul Bracks, CEO dell’Atletico Mineiro, ha svelato alcuni dettagli sulle trattative condotte dal club, tra cui un duello di mercato con la Roma. Le sue parole: “Abbiamo portato avanti molte operazioni in questa sessione. Ne abbiamo persa una con la Roma e una con la Juventus”. L’Atletico Mineiro avrebbe provato ad inserirsi per Malen, ma l’esterno olandese avrebbe preferito trasferirsi alla Roma per restare in Europa.

Coppa Italia Primavera, ROMA-PARMA 0-1: decide Balduzzi. Giallorossi eliminati (VIDEO)

Saluta la Coppa Italia Primavera la Roma. Dopo il successo contro il Monza negli ottavi di finale, la squadra di Guidi si arrende al Parma, che vola dunque al penultimo atto. A decidere la sfida una rete di Balduzzi al minuto 88.

IL TABELLINO

ROMA: ROMA: De Marzi; Mirra, Seck, Terlizzi; Nardin (11′ Carlaccini), Panico, Bah, Litti; Di Nunzio (63′ Scacchi), Della Rocca; Morucci. A disp.: Di Salvatore, Tumminelli, Almaviva, Zinni, Arduini, Troiani, Maccaroni, Paratici, Forte.
All. Federico Guidi

PARMA: Astaldi; Mena, Conde, Varali, Marchesi; Konaté, Tigani, Diop; Avramescu, Mikolajewski, Cardinali. A disp.: Mazzocchi, D’Intino, Pajsar, Castaldo, Balduzzi, Gemello, Diallo, Opoku, Chimezie, Semedo, Sartori.
All. Nicola Corrent

Arbitro: Alessandro Silvestri. Assistenti: Paolo Di Carlo – Ludovico Esposito

LA CRONACA DEL MATCH

Secondo tempo:

90′ – Finisce qui: giallorossi eliminati

88′ – Gol del Parma. Pajsar cambia il gioco per Balduzzi che controllo e trafigge De Marzi in uscita.

70′ – Ci prova Cardinali da lontanissimo e palla che finisce sul fondo, nessun problema per De Marzi.

60′ – Poche emozioni anche in questa ripresa

48′ – Angolo di Mikolajewski con Varali che colpisce di controbalzo di destro, la palla non scende abbastanza.

45′ – Al via la ripresa

Primo tempo:

45′ – Finisce qui il primo tempo

38′ – Cardinali si libero per il tiro e lascia partire un gran destro dalla distanza con De Marzi che si allunga e para in due tempi.

30′ – Palla in profondità per Mikolajewski, che supera De Marzi in uscita: l’attaccante gialloblù, da posizione defilata, prova a mettere in mezzo, ma Seck intercetta e mette in calcio d’angolo.

20′ – Della Rocca serve Carlaccini, l’esterno mira il primo palo e Astaldi si esalta ed evita il gol.

10′ – Nardin sbaglia il retropassaggio e Mikolajewski si presenta davanti a De Marzi che esce e ipnotizza l’attaccante.

10′ – Poche emozioni in questo avvio

1′ – Match al via

PREPARTITA

13:50 – Questo l’11 scelto da mister Guidi. Squadra in campo per il riscaldamento.

Calciomercato Roma, dal Brasile: City pronto ad investire 50 milioni per Wesley

Tra i grandi protagonisti della Roma di Gasperini c’è senza dubbio Wesley. Il laterale brasiliano ha attirato su di sé gli occhi delle big europee, soprattutto il Manchester City. Secondo il portale brasiliano , infatti, il club inglese sarebbe anche pronto a fare un’offerta superiore ai 50 milioni di euro per l’ex Flamengo. La Roma prenderà in considerazione esclusivamente offerte ritenute molto elevate.

(netfla.com)

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Due banane

LR24.IT (A. CIARDI) – In piena corsa per tornare in Champions League, valorizzando l’organico come soltanto lui ha dimostrato di sapere fare. Gasperini merita le chiavi di Trigoria senza essere nato nei rioni e nei quartieri della città, senza la necessità di avere claque schierata e sempre in prima linea per difese d’ufficio. I suoi crediti sono legati alla meritocrazia. Strano, eh? La meritocrazia ancora esiste. E ti fa spiccare fra la massa anche quando persone semplicii ti appiccicano etichette invalidanti. Perché Gasperini per molte persone semplici che si prestano a considerazioni troppo più grandi di loro era l’allenatore bocciato dai top club perché era stato cacciato dopo una manciata di partite da un’Inter che, dopo Mourinho, era tornata a non avere capo e coda. Chi conosce le cronache milanesi dell’epoca, sa bene che fronda subì da spogliatoio e gente che ruotava attorno a Moratti. E perché per molte altre persone semplici era il fattucchiere che raggirava gli organi di controllo praticando riti farmaceutici per ottenere risultati magnifici con l’Atalanta.La battuta banalotta dell’epoca era “un’Atalanta stupefacente”, seguita da risatine disarmanti, tipo quelle che seguono la battuta originalissima “comprate du’ banane così una te la magni”.

Prendete la rosa della Roma. Selezionate Ghilardi e Wesley, tanto per fare due nomi. Il difensore centrale è appena stato riscattato. Non vogliamo esagerare dicendo che meriterebbe di stare già nel giro della Nazionale di Gattuso, anche perché quando gli azzurri hanno giocato l’ultima partita, lui stava ancora assimilando il metodo Gasperini. In un Paese in cui ancora ci si chiede se Acerbi possa servire all’Italia, e che esalta fino all’eccesso Calafiori, elegantissimo ma non efficacissimo in marcatura, Ghilardi rappresenta il difensore vecchio stampo che sta imparando criteri di calcio che lo stanno lanciando in orbita. E a chi dice “quanta fretta ma dove corri?” si risponde che nel calcio moderno, in cui Casadei senza neanche un minuto in Serie A valeva 15 milioni di euro, dopo una manciata di partite in campionato in coppa Ghilardi può tranquillamente valere il doppio della spesa fatta dalla Roma per pagare il cartellino al Verona.

E Wesley? “Strapagato” affermavano solenni i giudici che non conoscono ragioni quando sentenziano senza conoscere, spesso, i calciatori di cui parlano. Circa venticinque milioni. Sacrosanti per uno che sta nel giro della Nazionale brasiliana, titolare del Flamengo e non del Bangù, probabilmente sul podio per rendimento e continuità nella Roma quarta in classifica e fra le prime sedici di Europa League. Oggi ogni esterno, anche i normalissimi da sei in pagella, vale non meno di venti milioni. Wesley a fine stagione varrà non meno di quarantacinque milioni tendenti ai cinquanta. Esagerato? È il calciomercato a produrre certe cifre. Ma al netto delle valutazioni, ogni giorno che passa va lodato un professionista che porta risultati e plusvalore. A conferma che la Roma per vincere ha bisogno da sempre di valorizzare i suoi simboli, ma nei ruoli chiave deve affidarsi ai forestieri.

In the box – @augustociardi75

Post Match – L’oscurità di Malen

LR24 (MIRKO BUSSI) – Alla fine di Roma-Cagliari saranno 15 i tiri complessivi dei giallorossi, 7 quelli di Malen. Praticamente la metà. Una media che trova coerenza anche con le altre tre partite in cui la Roma ha sfoggiato il suo nuovo attaccante: 10 contro l’Udinese, 4 firmati dall’olandese, altri 15 col Milan di cui 7 scaturiti da Malen. In 4 presenze, che tradotti in minuti effettivi equivalgono a 3 partite e mezza, Malen calcia mediamente 6,27 volte ogni 90′. Un dato ancora da normalizzare col tempo ma che aiuta a tastare quanto la Roma sia più affilata dall’ingresso del numero 14. Malen sta doppiando il numero di tiri in porta dei più assidui tiratori romanisti: fin qui Ferguson e Dybala con una media di 3,14 e 3,90 tiri ogni 90 minuti. Il dato trova spiegazione negli sfoghi in profondità di cui Malen ha accessoriato la Roma, nell’abilità dell’olandese di ricavarsi angoli di tiro in ogni situazione ma anche dalla sua capacità di eclissarsi dalle marcature avversarie. Come si è visto lunedì.

Appena una manciata di secondi, venti per l’esattezza, e Malen si muove già nell’oscurità, nella zona d’ombra del fuorigioco, seppur si tratti di una rimessa laterale. Passa alle spalle dei propri marcatori, obbligandoli a scelte drastiche: guardare il pallone o controllare i suoi movimenti. Gestire entrambi, i punti cardinali per orientare una marcatura, sarà impossibile in questo modo. Poi, all’improvviso, aziona i suoi passi estremamente rapidi nei primi appoggi per guadagnare una posizione di vantaggio davanti al proprio marcatore.

Succede sulla prima rimessa laterale della partita, tornerà in scena appena un minuto più tardi su uno sviluppo di gioco. Il pallone scorre lateralmente verso Mancini, nel frattempo Malen scivola via in posizione di fuorigioco alle spalle di Dossena, che infatti deve perdere di vista il pallone per assicurarsi da dove sbucherà l’avversario. Di colpo, ora, Malen si riallinea e detta il movimento per ricevere un pallone, stavolta sulla figura, che potrà però gestire con una marcatura sufficientemente allentata per sterzare internamente, scartare l’avversario e costringerlo al fallo.

Stesso metodo utilizzato più tardi, sempre nel primo tempo, stavolta per ricavarsi una succosa profondità. Con Soulé che si smarca internamente nel mezzo spazio, si vede Malen risalire da una posizione di fuorigioco utile ad allungare la linea avversaria e dilatare lo spazio di giocata per il compagno. Quando l’argentino sta per entrare in possesso del pallone, Malen regolarizza la propria posizione, allineandosi sui difensori, per poi nuovamente sterzare in profondità dove riceverà un pallone in posizione di vantaggio rispetto all’avversario.

Questa continua mobilità e sequenza di smarcamenti composti diventa necessaria, in assenza di dotazioni fisiche imponenti, per allentare marcature difensive che ormai hanno sempre più spesso forti riferimenti sull’uomo.

E anche nel 2-0, Malen preparerà il suo attacco alla porta sfruttando le spalle dei difensori. Quella tendenza a muoversi fuori linea, nella zona cieca di chi lo marca, torna spesso nelle situazioni con palloni in ampiezza, come quando tenterà il colpo di testa o quello in acrobazia sempre lunedì sera. Sul pallone che gli varrà la doppietta, invece, l’attaccante olandese si tiene inizialmente nel campo visivo di Dossena che prova a infatti a prenderne contatto tramite il braccio. Nel momento in cui lo sviluppo romanista ha un’accelerazione, con l’ingresso in area di Celik, Malen scivola via alle spalle del proprio avversario e si troverà in netto vantaggio per attaccare la porta. Scompare e riappare, dove più conta.

Cassano elegge il “Re di Roma”: “Ma cosa abbiamo scoperto, l’acqua calda”

Cassano ha stilato la sua personale classifica in vista dello sbarco a Roma di Viva El Futbol, che farà tappa il prossimo 23 febbraio all’Auditorium Conciliazione.

Sul palco ci saranno anche Lele Adani e Nicola Ventola, con la conduzione di Corrado Tedeschi. Uno spettacolo che va oltre il semplice format digitale: dibattiti accesi, aneddoti, ironia e confronto diretto con il pubblico, in un evento che ha già registrato numeri importanti, superando i 20 milioni di visualizzazioni sui social e riempiendo teatri in tutta Italia.

Subito dietro al Re indiscusso della capitale, che l’ex giocatore giallorosso ha commentato, dicendo: Francesco Totti, ma cosa abbiamo scoperto, l’acqua calda” (ride, ndr), nella sua speciale top della storia romanista, trovano spazio nomi che hanno scritto pagine indelebili del club:

tra i tanti, Daniele De Rossi, simbolo di romanità e leadership; Paulo Roberto Falcao, protagonista dello scudetto del 1983; Gabriel Omar Batistuta, bomber decisivo nell’annata del titolo del 2001; Bruno Conti, “Era un esterno geniale”, campione del mondo nel 1983 e tra i trascinatori dello scudetto del 1983; e Vincenzo Montella, preferito anche ad Agostino Di Bartolomei ed Edin Dzeko: “Non ho mai visto Di Bartolomei, probabilmente per i romanisti lui, ma per me l’aeroplanino. Mi piace tanto Dzeko, però Vincenzo era tanta roba”, decisivo nello scudetto del 2001

Siamo Donny

È il gioco cult di Carnevale, e sta impazzando sui social, nelle radio, nei bar e negli uffici anche oltre i confini della Capitale. Si chiama “A chi somiglia?” e ha come protagonista, unico e assoluto, Donny Malen, il nuovo centravanti della Roma. Se lo stanno chiedendo gli addetti ai lavori e i tifosi di qualsiasi squadra: ma ‘sto olandese, a chi somiglia? Decine e decine le risposte, talune assolutamente pittoresche e/o non credibili, partorite non (solo) per il suo aspetto fisico, faccia e fattezze incluse, ma (soprattutto) per le sue caratteristiche tecniche, e pure tattiche. Gian Piero Gasperini, il suo allenatore, tra una coccola e l’altra in diretta Tv l’ha paragonato a Gianluca Vialli. E non poteva fargli un complimento migliore. Sono davvero in tanti, però, quelli che, specie sui social, lo hanno accostato a Ronaldo il Fenomeno: resta, però, da capire se più per una questione di faccia che di piedi. Prima di cadere nella tentazione di elencare tutto e tutti è meglio cambiare registro e occuparsi di ciò che è realmente il calciatore Malen. E’ un centravanti completo, si può dire? Uno che abbina notevoli qualità tecniche a doti atletiche di primissima fascia. Il gol segnato al Cagliari nel primo tempo racchiude tutto questo. Magia di un gol bello come il sole e pure di un goleador che riscalda i cuori della gente romanista. Già, Don Malen. Nulla di sacro, per carità. E neppure di blasfemo. Ma, volendo esagerare, un degno ministro laico di una fede chiamata Roma. Tornando seri, l’olandese ha un pregio che appartiene soltanto ai grandi attaccanti: la postura. Che gli permette di trovarsi sempre con la posizione del corpo giusta per mettersi in moto e soprattutto per sfruttare al meglio il suggerimento del compagno. Il suo primo controllo, così, diventa letale. Gli fa guadagnare un tempo di gioco e spiazza le difese del suo
avversario diretto. In altre parole, Don Malen sa sistematicamente farsi trovare al posto giusto nel modo giusto al momento giusto. […]

(corsport)

Coppa Italia: la baby Roma sfida il Parma

Dentro o fuori. In novanta minuti o forse qualcosa di più. La baby Roma torna in campo oggi al Tre Fontane per sfidare il Parma nei quarti di finale di Coppa
Italia
: chi vince stacca il pass per la semifinale contro la vincente di Inter-Juventus. La squadra di Guidi somiglia molto a quella di Gasperini. Basta vedere il modulo utilizzato, ma anche i numeri della difesa, la migliore del circuito. La presenza di Arena é un rebus. La decisione spetta a Gasperini, che ha inglobato il ragazzo in prima squadra, facendolo esordire in campionato contro il Cagliari. Allenamento a
Trigoria o minuti nelle gambe in Primavera? Le probabilità, proprio perché si gioca di mercoledì, proiettano Antonio in campo all’Eur. Da titolare. Roma-Parma non ha una copertura televisiva, quindi sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube della Roma.

(corsport)

Test Dybala: ora vuole il Napoli

Trigoria si è fermata solo in apparenza. Ieri il gruppo ha tirato il fiato dopo la
vittoria netta e convincente contro il Cagliari, una di quelle che lasciano scorie positive nello spogliatoio e nella testa. Oggi però è già di nuovo vigilia emotiva, di quelle che scaldano l’ambiente e alzano il volume dell’attesa. Il nome cerchiato in rosso è uno solo: Dybala. Riposo per tutti, o quasi. Perché Paulo non si è mai davvero fermato. L’infiammazione al ginocchio sinistro è ormai alle spalle, praticamente sparita, e da una settimana l’argentino lavora individualmente in campo, aumentando giorno dopo giorno carichi e intensità. Ora il passo decisivo: il test con il gruppo, già oggi pomeriggio. Un segnale chiaro, fortissimo. Dybala vuole esserci contro il Napoli. Non un semplice desiderio, ma una missione personale. La Roma aspetta, trattiene il fiato, spera. E non è l’unico fronte caldo. C’è Hermoso, che sta lasciandosi alle spalle la forte contusione al piede e spinge per rientrare nella battaglia più delicata. C’è soprattutto Koné, che sta forzando i tempi con una determinazione che ricorda una storia già vissuta. Dieci giorni di anticipo sul recupero previsto non sono un dettaglio, sono un messaggio. […] Il quadro si completa con una speranza in più: Vaz. Oggi potrebbe tornare in campo per riprendere il lavoro dopo la piccola lesione che lo ha costretto a saltare il Cagliari. Un rientro graduale, ma prezioso, in una settimana che profuma di big match e scelte delicate. La Roma osserva, conta i giorni, misura le sensazioni. Il Napoli incombe, e allora ogni recupero pesa come un gol, ogni passo avanti vale doppio. Oggi non è solo un allenamento: è un crocevia. Per Dybala, per chi stringe i denti, per una squadra che ha ritrovato slancio e ora vuole presentarsi all’appuntamento più atteso con tutte le carte migliori in mano. L’attesa è finita. Ora parla il campo.

(corsport)