Malen, la scelta di Gasp

Ha voluto proprio lui, il Gasp: Donyell Malen. Lo aveva individuato, lo ha suggerito, ha bocciato tutti gli altri centravanti che aveva alla Roma aspettando questo ragazzo olandese. Se l’inizio di un’avventura conta qualcosa, non si può certo dire che il tecnico giallorosso avesse visto male. Già, perché Malen è entrato subito dentro il calcio italiano e dentro la nuova squadra. La sua capacità di adattarsi a una realtà per lui sconosciuta è stata sorprendente: un gol al debutto contro il Torino e poi, dopo due partite senza reti, la doppietta che ha piegato il Cagliari. Ma non sono solo i gol di Malen ad avere convinto. Sono piaciute subito la tecnica, la capacità di liberarsi e di trovare spazi, la predisposizione al dialogo con i compagni. Qualità che conoscevamo, ma che in Serie A hanno fatto subito la differenza. Gasperini lo ha paragonato a Vialli. Per caratteristiche, pensiamo, e non per valore. Un bel confronto, anche azzeccato se parliamo del Gianluca della Samp, quello quello più agile e meno potente, più brillante e meno muscolare. E lui, Malen, il centravanti ideale di Gasperini. Non Dovbyk, non Ferguson.

(gasport)

Dybala ci prova, Hermoso migliora

IL TEMPO (G. TURCHETTA) – Dybala ci prova. Dopo il giorno libero concesso da Gasperini, la Roma si ritrova oggi a Trigoria per iniziare a preparare la sfida con il Napoli. Il tecnico spera di riabbracciare la Joya, che vuole essere a disposizione domenica dopo essersi fermato per l’infiammazione al ginocchio. Verso il ritorno in gruppo anche Vaz, la cui lesione al soleo è meno grave del previsto e Hermoso, assente con il Cagliari per una contusione al piede. Da valutare, poi, la situazione di Ferguson, fermo ai box da un paio di settimane per l’ennesimo fastidio alla caviglia. Migliorano le condizioni di Koné. L’obiettivo, tutt’altro che semplice, è quello di strappare una convocazione per domenica.

Roma si gode Malen: Gasp ha il suo nove

IL TEMPO (L. PES) – Tutti pazzi per Malen. La doppietta dell’olandese che ha deciso il match contro il Cagliari ha mandato in estasi i tifosi giallorossi che dopo mesi di difficoltà nel trovare una punta, ora si godono le giocate del nuovo numero quattordici. Non solo gol, però, per lui. Movimenti, partecipazione alla manovra e tanti tocchi dentro l’area di rigore. Un attaccante completo, che sa rifinire e dettare i tempi del reparto offrendo sempre una soluzione alla squadra. Una sorpresa per tanti, forse, ma non per Gasperini, che già alla vigilia del suo arrivo l’aveva individuato come rinforzo ideale per un attacco senza acuti. E già dopo i primi allenamenti il tecnico di Grugliasco se ne è innamorato. Una varietà di colpi che per Gasp sono oro colato dopo mesi difficili alla ricerca della soluzione migliore per fare gol. Malen ne ha fatti tre nelle sue prime quattro presenze con la Roma, una media da bomber di razza che ora servirà anche nei big match contro Napoli e Juve, decisivi per la corsa alla Champions. Ma anche quando non ha segnato, l’ex Aston Villa ha sempre dato la sensazione di essere pericoloso, anche nella spenta serata di Udine dove ha sofferto di solitudine come tanti suoi predecessori. I paragoni, ovviamente, già si sprecano ma Donyell ha le spalle larghe e una carriera in squadre importanti che di certo non gli faranno montare la testa. Il tecnico lo aspettava da tempo e ora può goderselo, cercando di innescarlo nei modi più efficaci possibili. Già nella serata dell’Olimpico contro il Cagliari ha dimostrato due assaggi del suo repertorio. Per questo i giallorossi possono guardare al futuro con maggiore fiducia, sperando di recuperare altri elementi che possano aumentare il potenziale offensivo.
Contro i sardi si è visto anche Zaragoza. Mezz’ora di lampi e giocate di fino che ben tratteggiano le caratteristiche del giocatore. Tanto lavoro per l’allenatore che dovrà renderlo più concreto e performante ma velocità e tecnica di base sono da giocatore che può incidere nei novanta minuti. I margini di crescita sembrano davvero importanti. L’obiettivo è anche ritrovare, in attesa di Dybala, la miglior condizione di Soulé che da qualche settimana convive con una lieve forma di pubalgia che ne sta limitando la produttività. Un solo gol nel 2026 per l’argentino che continua a giocare praticamente sempre. Anche lui è un’arma cruciale per l’attacco di Gasperini che intanto, però, si coccola il suo centravanti.

Assalto alle grandi

Adesso ci si è messo anche Gasp: “Malen? Mi ricorda Vialli”. Già, ma quale? Quello esile, veloce e scattante della Cremonese e della Sampdoria o quello più potente fisicamente del periodo juventino? Il paragone divertito del tecnico post-partita ha aperto il vaso di Pandora. Di certo ieri, tra radio e social alla voce confronti illustri, c’è chi ha scomodato Henry, altri le movenze di Muriel, altri ancora la capacità di giocare sul fuorigioco di Pippo Inzaghi. Quale sia il raffronto giusto, una cosa è chiara: la Roma ha fatto veramente un bell’acquisto. Sono finalmente alle spalle i tempi quando bisognava sacrificare Dybala o Baldanzi come falsi nove o schierare Dovbyk e Ferguson che, nonostante l’impegno, mal si sposano con quello che ha in mente Gasperini. Perché è inutile girarci intorno: Malen, rispetto agli altri, incarna l’attaccante con le caratteristiche che voleva il tecnico. Donny, come è stato ribattezzato a Trigoria, regala infatti sempre e costantemente una sensazione di pericolosità. Malen ha quella qualità che piace tanto a Gasperini: non aspetta fermo il pallone. Che lo abbia o meno, è sempre in movimento. Viene incontro, detta il passaggio in profondità, è abile nello smarcarsi non spalle alla porta ma soprattutto spostandosi sul taglio, sfruttando la potenza che ha che lo fa attaccare bene la profondità e lo rende letale. E poi, cosa non secondaria, tira in porta. […] Certo, se Malen è come Vialli, bisognerebbe trovare nella rosa il Mancini di turno. E non Gianluca. Chi somiglia all’ex ct con i scarpini ai piedi è certamente Dybala. E qualcosa, anzi più di qualcosa si è visto in Torino-Roma, giorno del debutto in Serie A dell’olandese. I due parlano la stessa lingua, si cercano, si trovano e il recupero di Paulo, proprio in quest’ottica, potrebbe regalare ancora più sprint. L’assalto alle grandi, se la difesa si conferma inossidabile come accaduto finora, passa per il salto di qualità dell’attacco. […]

(Il Messaggero)

Si rivede Vaz, Joya in attesa. Ritorno di Totti: il nodo è il ruolo

Archiviato il giorno di riposo, da oggi la Roma torna a fare sul serio. Appuntamento nel pomeriggio a Trigoria per iniziare a preparare il big match di domenica contro il Napoli, snodo cruciale per la corsa alla Champions League. L’emergenza ancora non è finita ma arriva la prima buona notizia dall’infermeria. Vaz oggi tornerà ad allenarsi con il resto del gruppo dopo aver smaltito la lesione al soleo. Attesa per Dybala, il dolore al ginocchio è diminuito e punta a tomare tra i convocati. Stesso discorso per Hermoso che ha saltato la partita contro il Cagliari a causa di un duro colpo sul collo del piede sinistro, tra oggi e domani proverà ad allenarsi con il resto dei compagni. Verso il forfait Koné, Ferguson ed El Shaarawy. Uscito acciaccato Wesley che ha subito un colpo sul ginocchio sinistro, applicata una fasciatura ma le sue condizioni non preoccupano. Il tecnico da oggi inizierà a studiare le soluzioni per arginare il Napoli, da non escludere un’altra maglia da titolare per Pisilli dopo la bella prestazione di lunedì. Nel frattempo, continuano i contatti tra i Friedkin e Totti. Il ritorno a Trigoria si avvicina pian piano, ma resta il nodo sul ruolo. Non c’è fretta di trovare un accordo e le parti si aggiorneranno nei prossimi giorni.

(Il Messaggero)

Malen da Champions: il bomber che mancava. Impatto da sogno e un futuro a Roma

Tutti per Malen, Malen per tutti. Nel calcio spirito di gruppo e motivazione sono paroline magiche che stavolta, più di altre volte, hanno un significato preciso se riferite al centravanti olandese e alla Roma di Gian Piero Gasperini: vuol dire che attorno a questo centravanti vero è pronta a stringersi la squadra e lo stesso attaccante, a sua volta, è pronto a premiare a suon di gol gli sforzi dei compagni. Succede con Donyell, detto “Don” a Trigoria, quasi con quella reverenza che si deve ai lupi d’area di rigore venuti da lontano. E lui, il numero nove giallorosso originario del Suriname, si è preso già la piazza giallorossa, spazzando via i nomi altisonanti del mercato di gennaio, da Raspadori a Zirkzee, da protagonista assoluto in un ruolo di finalizzatore che dalla scorsa estate non ha avuto padroni dopo i ripetuti test con Dovbyk Ferguson e i vari falsi nove che si sono alternati li davanti. Con 3 gol nelle prime 4 partite da titolare in Serie A ha già eguagliato un certo Gabriel Omar
Batistuta e ha fatto meglio di bomber di rango e storici come Romelu Lukaku, Edin Dzeko, Vincenzo Montella, Abel Balbo e Roberto Pruzzo. […] Ecco perché è un Donyell da Champions, grazie ai suoi movimenti in profondità (che hanno disorientato il Cagliari all’Olimpico), il tiro come ossessione e la freddezza sottoporta con doti di rapinatore d’area (come ha dimostrato il bis contro i sardi). E ora l’olandese, chiama a raccolta i compagni e in particolare gli altri due talenti giallorossi Dybala e Soulé, per vincere il primo big match stagionale domenica contro il Napoli. Paulo in settimana dovrebbe tornare in gruppo per formare il miglior tridente possibile all’esame Conte, proprio a trazione Malen. Rimplanti All’Aston Villa, manco a dirlo, già è tutto un ribollire di rabbia e rimpianti dopo la partenza di Malen. Se il centravanti sta entusiasmando nella Capitale, il giamaicano Bailey tornato dal prestito a Birmingham è criticatissimo dai tifosi che rivorrebbero invece indietro l’olandese. Ma Donyell sarà riscattato a fine stagione in un modo o nell’altro. È stato preso in prestito oneroso per due milioni di euro fino a giugno con diritto di riscatto fissato a 25, che diventerà di fatto obbligo al verificarsi di due condizioni: che la Roma si qualifichi in Champions o in Europa League e che lui, Malen, dispuți almeno la metà delle partite in questi mesi. Un fatto che può già definirsi scontato, visto com’è stato impattante il suo arrivo in giallorosso e considerato come il centravanti affronta sempre le sue sfide: in silenzio ma con tanta concretezza. Per lui, finora, hanno parlato i gol.

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Uomo immagine del club: Totti, il ritorno si avvicina

Pensarlo fuori dalla Roma è stato, per sette lunghi anni, un qualcosa di innaturale. Ora, però, i Friedkin intendono ristabilire la normalità e riportare Francesco Totti a Trigoria. Nelle ultime ore si sono registrati passi avanti importanti con tanto di un accordo economico che sarebbe già pronto e solo da firmare entro la fine della stagione. L’ex capitano ha accettato con entusiasmo. Più che una posizione da direttore tecnico i Friedkin intendono investirlo di una veste più istituzionale e rappresentativa del club. Un po’ come è Javier Zanetti all’Inter. La Roma d’altronde si avvicina al centenario (nel 2027) e alla realizzazione dello stadio di proprietà. Totti continua a essere il simbolo indiscusso della storia del club come ha sottolineato lunedì sera il ds Massara. E quindi il volto ideale della Roma. Lo si è capito anche lunedì sera all’Olimpico, dove Totti è comparso per la seconda volta in meno di un mese dopo che era mancato per quasi tre stagioni intere. Un segnale importante a cui si aggiunge una chiacchierata in tribuna con Claudio Ranieri intercettata da più di un tifoso. Il nodo da sciogliere ora è legato agli altri accordi commerciali che Totti ha stipulato in questi mesi. Per questo il suo inserimento in società potrebbe avvenire inizialmente nella veste di consulente esterno per poi avere una stabilità diversa. La spalla ideale di Ranieri che sta svolgendo un ruolo fondamentale nel ritorno d’amore tra Totti e la Roma proprio a ridosso di San Valentino.

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Malenmania: tre reti in quattro match. L’olandese come Batigol

LEGGO (F. BALZANI) – Numeri da AniMalen. E la sensazione è che la Roma abbia trovato quel bomber da Champions che tanto era mancato nel girone d’andata e che si sposa perfettamente col gioco di Gasperini. L’olandese ha strappato applausi convinti dopo la doppietta al Cagliari. Una prestazione che ha fatto impazzire i tifosi romanisti tra meme che lo paragonano a Ronaldo il Fenomeno al boom di magliette vendute nelle ultime 24 ore, mentre quelli dell’Aston Villa lo rimpiangono e chiedono spiegazioni alla società. I numeri d’altronde non mentono. Con 3 gol nelle prime 4 partite ha raggiunto Manfredini e Batistuta in vetta a questa speciale classifica. E superato Lukaku (2 gol), Dzeko, Balbo, Pruzzo e Montella (1 gol). Non nomi normali da queste parti. Così come è felicemente anormale l’impatto di Malen, vera arma in più nella corsa Champions che vedrà i due scontri diretti con Napoli e Juventus nelle prossime tre giornate. Domenica contro gli azzurri, Gasperini recupererà Dybala e spera di avere a disposizione anche Koné. Nel frattempo si gode la crescita di Pisilli e Ghilardi, proprio quest’ultimo da ieri è ufficialmente un giocatore di proprietà della Roma grazie al bonus scattato contro il Cagliari. Chi si avvicina al gran ritorno è Francesco Totti. Osannato all’Olimpico, l’ex capitano avrebbe raggiunto nei giorni scorsi l’accordo economico con i Friedkin. Francesco ha accettato con entusiasmo la proposta della proprietà americana e, a differenza dal passato, si è mostrato meno intransigente sul ruolo. Più una figura alla Zanetti che alla Maldini. Il primo obiettivo dei Friedkin, infatti, è quello di avere un simbolo indiscusso che possa rappresentare la Roma in ogni occasione, centenario in primis.

Cosa ci hanno raccontato le prime apparizioni di Malen con la maglia della Roma

L’impatto di un acquisto di gennaio si misura in fretta, spesso troppo in fretta. Ma nel caso di Donyell Malen, le prime apparizioni con la Roma hanno già raccontato qualcosa di concreto: non solo l’idea tecnica dietro l’operazione, ma anche una possibile traiettoria per la seconda parte di stagione. Il club lo ha preso in prestito dall’Aston Villa con diritto di riscatto, puntando su un attaccante nel pieno dell’età e con un bagaglio europeo importante.

Un acquisto estremamente funzionale

La Roma di Gian Piero Gasperini, per principi, vive di ritmo, aggressività, riconquista alta e attacchi verticali. La struttura base più ricorrente è stata un 3-4-2-1, con ampiezza garantita dagli esterni e densità tra le linee data dai due trequartisti. In un contesto simile, Malen non è semplicemente “un uomo in più” davanti: è un profilo che può rendere più credibile l’idea di calcio dell’allenatore, perché porta una dote che non si improvvisa: lo strappo in profondità, attaccando il lato debole e la linea alle spalle dei centrali.

La fotografia della stagione romanista fin qui è eloquente: una squadra stabilmente ai vertici della classifica con numeri difensivi solidi, ma con una produzione offensiva non sempre all’altezza delle ambizioni. Tradotto: margine di crescita soprattutto negli ultimi 30 metri, dove servono soluzioni diverse oltre al talento dei singoli.

L’esordio col botto a Torino

La prima vera “presentazione” è arrivata subito, in campionato: Malen titolare a Torino e gol all’esordio, dentro una vittoria pesante anche per classifica e fiducia. La rete non è stata solo un episodio, ma ha mostrato due aspetti chiave per capire come può essere impiegato.

  • Attacco dello spazio: Malen è partito sul tempo, andando a ricevere in corsa e finalizzando con freddezza. In un calcio come quello di Gasperini, dove l’uscita palla serve spesso a liberare un taglio e non a palleggiare per estetica, questo tipo di minaccia costante è fondamentale.
  • Connessione con i creativi: l’azione nasce dall’asse con Dybala, che lo manda dentro. Qui emerge un potenziale importante: se la Roma riesce a far convivere una sorgente di gioco con un finalizzatore mobile che attacca la profondità, diventa più difficile da leggere e più efficace quando recupera palla.

In sintesi, già alla prima in Serie A Malen ha dato una risposta concreta: può alzare la qualità delle transizioni e la pericolosità dei movimenti senza palla, due aspetti che nelle squadre di Gasperini fanno spesso la differenza tra una buona prestazione e una partita realmente indirizzata.

Un valore aggiunto (sia tecnico che tattico)

Sul piano tecnico, Malen può essere determinante in tre aree specifiche:

  • Finalizzazione in corsa: non è un centravanti statico da spalle alla porta; rende di più quando può attaccare campo e difesa in movimento. Questo completa un reparto che, nelle gare più bloccate, rischia di diventare troppo prevedibile.
  • Attacchi sul secondo palo: con esterni che spingono e cross tesi, un attaccante che arriva forte sul lato cieco dei difensori aumenta il numero di gol “sporchi”, spesso decisivi.
  • Pressione e riaggressione: nelle squadre di Gasperini l’attaccante è anche il primo difensore. Malen, per gamba e intensità, può sostenere questo lavoro, soprattutto quando la Roma vuole tenere gli avversari lontani dalla propria area.

Dal punto di vista tattico, Malen amplia le soluzioni senza costringere la Roma a cambiare pelle:

  • Punta nel 3-4-2-1: la collocazione più immediata, ideale per attaccare la profondità sfruttando la rifinitura dei due sottopunta.
  • Seconda punta o trequartista di gamba: nelle partite che richiedono un mix tra palleggio e strappi, può partire più largo o più basso e poi convergere.
  • Soluzioni più offensive a gara in corso: quando serve alzare il baricentro, la Roma può aumentare il peso offensivo senza stravolgere principi e marcature.

Questo aspetto diventa centrale anche in relazione alle competizioni europee. La Roma ha dimostrato di saper soffrire e gestire partite tese, ma per alzare ulteriormente l’asticella avrà bisogno di maggiore incisività negli ultimi metri.

Potenzialmente determinante per la seconda parte di stagione

Da gennaio in poi, le stagioni si decidono sui dettagli ripetuti: un gol che sblocca una trasferta, un movimento che apre una partita chiusa, una pressione che costringe all’errore. 

Malen può diventare determinante per la Roma soprattutto in due scenari ricorrenti: quando serve verticalità immediata contro squadre aggressive e quando occorre una minaccia costante alle spalle di difese basse e compatte. Il gol all’esordio non è una garanzia assoluta, ma è un segnale chiaro: l’inserimento è stato rapido, l’impatto immediato e la compatibilità con l’idea di Gasperini già evidente.

Se la Roma vuole trasformare un’ottima prima metà di stagione in una seconda parte davvero incisiva, in campionato e in Europa, dovrà aumentare l’efficienza offensiva senza perdere equilibrio, anche perché secondo le valutazioni sulle scommesse delle partite di calcio, i giallorossi sono persino tra le favorite per la vittoria dell’Europa League. Malen sembra il profilo giusto per un salto di qualità: meno estetica, più sostanza. Ed è spesso questa la differenza tra una buona stagione e una stagione che lascia il segno.

Coppa Italia, Napoli-Como: avanza la squadra di Fabregas dopo i calci di rigore

Como in semifinale di Coppa Italia” eliminato il Napoli al termine della lotteria dei calci di rigore. Antonio Conte aveva optato per il turnover nel match di Coppa Italia. Il Napoli, prossimo avversario dei giallorossi in campionato, è sceso in campo alle 2 e il tecnico aveva deciso di far riposare Spinazzola, Gutierrez e Politano, oltre all’assente McTominay, ma durante il match hanno trovato tutti minuti. Entrato anche Lukaku: l’ex Roma ha anche sbagliato uno dei rigori della lotteria.