Nazionale anno zero: si riparte da Mancini ct in missione Mondiale. Ranieri al suo fianco al posto di Maldini

Mettiamola così: la vita offre sempre una seconda opportunità. Cosa è la Nazionale per sfuggire a questa regola? Eccoci qui, rieccoci qui: Roberto Mancini è il nuovo/vecchio commissario tecnico dell’Italia. L’uomo che ha vinto l’Europeo 2021, ma pure quello che pochi mesi dopo ha fallito l’approdo al Mondiale 2022 e quello che dovrà riportare l’azzurro al Mondiale 2030. Il presidente del Club Italia e direttore tecnico, al posto del fu Paolo Maldini, che ha mollato prima di subito la baracca, è Claudio Ranieri. L’eterno Claudio, 74 anni, quello che — era il 10 giugno 2025 — disse no alla proposta di Gravina di allenare la Nazionale in virtù del contratto da senior advisor con la famiglia Friedkin e dunque con la Roma. E che adesso invece dice sì: a lui il compito, non semplice, di fare il dirigente e stavolta per davvero, non con quell’antipatico ruolo ibrido vissuto in giallorosso nell’ultima stagione. A lui anche l’onere di dialogare con i club, di tenere i rapporti con tutti gli allenatori (già, pure Gasperini) e i convocabili in giro per il mondo. Mancini e Ranieri avranno un contratto fino al 2030, la stessa durata di Maldini e Leonardo (e Pirlo). (…) Mancini dovrebbe attestarsi sotto i due milioni all’anno, Ranieri sotto il milione. A loro si aggiungerà la famosa terza figura: “Entro il fine settimana sarà comunicato il nome del dirigente delle nazionali, in stile Buffon e Riva, uomo a cui sarà affidato anche il coordinamento delle selezioni giovanili“. In corsa ci sono Gianfranco Zola, col quale Malagò ha già parlato (ma che però non vorrebbe lasciare il ruolo di vicepresidente vicario della Lega Pro), e Beppe Bergomi. (…) E così ecco l’annuncio del numero uno Figc, arrivato durante la conferenza stampa, alle 14:50: “Non è venuto meno il concetto di nuova gestione del presidente del Club Italia e di direttore tecnico: mi serviva una persona con cui condividere la scelta”, ha spiegato Malagò. Per Ranieri, che oggi rientrerà a Roma, una sfida che sa quasi di rivincita: lui che il dirigente, seppur in al tra forma, l’ha fatto solo la scorsa stagione, culminata con l’addio alla Roma a fine aprile dopo le rotture private e pubbliche con l’allenatore che lui stesso aveva scelto, Gasperini. Mancini e Ranieri, che ieri si sono confrontati ripetutamente, saranno presentati oggi pomeriggio in federazione alle 18.20. E inevitabilmente si tornerà a parlare, molto più che della striscia di 37 partite utili consecutive (record battuto solo da poco dalla Spagna di De La Fuente), dell’addio in direzione Arabia Saudita del 2023. Era la sera del 12 agosto quando da Mykonos Mancini spedì una pec alla Figc per comunicare le proprie dimissioni. L’estate scorsa Mancini si è scusato pubblicamente, ma è stato a lungo questo il motivo dell’ostracismo alla sua candidatura da parte della Lega di Serie A. Acqua passata o forse no. Di certo c’è che Mancini ha davanti a sé una montagna non semplice da scalare. (…) Mancano 58 giorni ma sembra domani. E la sfida che avrebbero dovuto affrontare Maldini, Leonardo e Pirlo: “Se tornassi indietro, rifarei tutto — ha detto Malagò —. Sono un fatalista, le cose succedono“. Ora passerà la palla a Mancini, proprio come in campo: i due condividono la maglia del circolo dell’Aniene, di recente hanno vinto anche la Coppa Canottieri. “Siamo una coppia che nella vita è molto legata“, aveva detto nei giorni scorsi proprio Mancini. E non ci sono dubbi.

(corsera)

D’Amico punta Fresneda e Cacciamani. Riso a Mancini: “Doveva partire, è pazzo”

Castro ha sbloccato il mercato della Roma, ma il lavoro di D’Amico prosegue. (…) Il ds è a caccia di esterni di centrocampo e soprattutto d’attacco. Nusa è ancora l’obiettivo numero uno ma neanche ieri ci sono stati passi in avanti. La richiesta da 60 milioni rimane alta. Sul taccuino sono diversi i nomi: in Bundesliga piacciono Leweling (Stoccarda) e Bahoya (Eintracht Francoforte). È stato offerto anche Martinelli dell’Arsenal, ma l’ingaggio da 11 milioni di euro lordi frena l’entusiasmo. (…) Si aspetta una rivoluzione sulle fasce, anche per quanto riguarda il centrocampo. Il voltafaccia di Celik ha stravolto i piani ma Gasp qualche settimana fa aveva stemperato gli animi: “Prenderemo uno più forte“. A destra il nome nuovo è quello di Fresneda. Scuola Real Madrid, al 2023 allo Sporting CP che per cederlo chiede 25 milioni. La Roma ne vorrebbe spendere un po’ meno, ma nei prossimi giorni ci saranno altri contatti. Sullo sfondo c’è sempre Belghali che può giocare su entrambi i lati. Dall’altra parte, invece, sono sul punto di andare via SalahEddine (richiesto in Spagna e in Olanda dal PSV) e Angeliño. Serve, quindi, un vice Wesley e D’Amico ha messo gli occhi su Alessio Cacciamani del Torino che nella passata stagione si è messo in mostra alla Juve Stabia. Giovanissimo (19 anni) è già nel giro della Nazionale Under 21 ed è un profilo preso in considerazione. Il sogno rimane Moreira e la Roma è in attesa che lo Strasburgo abbassi il prezzo anche perché ad oggi nessuno si è fatto vivo. Gianluca Mancini ha giurato amore eterno alla Roma. Pochi giorni fa è arrivata la firma sul rinnovo fino al 2029 nonostante le voci d’interessamento dell’Inter e la volontà del procuratore Giuseppe Riso che avrebbe voluto fargli cambiare aria: “Volevo portarlo via con offerte anche più importanti, ma lui ha voluto a tutti i costi rimanere. Gasperini e Tony sono stati più bravi di me a convincerlo. Gli ho detto che è un pazzo, perché poteva guadagnare di più, ma sono contento perché è felice“, ha detto ai microfoni di FcInter1908.it. Un gesto d’amore per la Roma che da ieri sarà anche impressa per sempre sulla sua pelle. Si è tatuato sulla coscia la scritta SPQR. Più romanista di così.

(Il Messaggero)

Un castro multiuso: non solo vice-Malen

Aspettando gli esterni, Gasperini si gode Santiago Castro. Oggi il primo incontro tra i due e sarà subito a disposizione per la ripresa degli allenamenti. Ieri la prima giornata nella capitale (con lui anche la mogie Agustina Gonzalez) dopo il bagno di folla di martedì sera. Visite mediche, poi la firma sul contratto fino al 2031. Nel corso della giornata ufficialità e le prime parole ai canali ufficiali del club. Un “Torito” per la Roma, ma soprattutto un rinforzo per il pacchetto offensivo che nella passata stagione ha fatto penare il tecnico prima della svolta firmata da Malen. (…) L’anno scorso Bobby si è caricato la squadra sulle spalle, dal suo arrivo non ha saltato neanche una partita di campionato. Quattordici le reti in diciotto presenze, tutte da titolare. Dietro a lui, pero, il vuoto. Dovbyk e Ferguson nella seconda parte non si sono mai visti causa infortunio e nella prima non avevano lasciato il segno. Da febbraio in poi oltre a Malen era rimasto il solo Robinio Vaz, considerato troppo acerbo e autore di un solo gol (decisivo) contro il Lecce. Alla fine del campionato la Roma ha concluso con un bottino di 59 reti, li peggior risultato per Gasperini dalla stagione 17/18 (57 in quel caso). Gian Piero a Bergamo ha sempre avuto due punte da doppia cifra. Qualche esempio: Zapata e Muriel dall’annata 2019/2020 a quella 2021/2022 hanno segnato 92 gol in due, poi è stato il turno della coppia Lookman-Hojlund (23), Lookman-Scamacca (23) fino all’exploit del nigeriano insieme a Retegui che finirono l’anno con 40 (15 e 25 per l’azzurro). Malen non è più solo e questa è già una buona notizia per Gasperini che già a partire dalla sfida contro il Cardiff di sabato potrebbe provarli insieme. Il modulo preferito rimane sempre il 3-4-2-1, ma nel corso della carriera ha utilizzato anche il 3-4-1-2. E successo anche nella Capitale e il primo tempo col Milan (in quel caso Soulé alle spalle di Dybala e Donyell) per molti rimane la miglior prestazione stagionale. (…) L’arrivo di Castro non cambia di certo gli il lavoro di D’Amico che è impegnato per trovare due esterni d’attacco ma garantirà soluzioni in più in avanti e un po’ di riposo a Malen quando si accenderà la spia della benzina. (…) Per un argentino che arriva, un altro rischia di salutare. Soulé rimane sul mercato e nei giorni scorsi è stato offerto al Milan che valuterà se affondare il colpo o lasciar perdere. La scintilla tra Matias e Gasp non è mai scoccata e in caso di una buona offerta andrà via, su di lui c’è anche il Sunderland. Castro, invece, giocherà sicuramente insieme a Dybala che ha rinnovato per un anno ed è certo di rimanere. Un tridente tutto albiceleste potrebbe non vedersi mai in campo, ma la Joya è pronta per gli assist al nuovo at-taccante. Ci sarà da divertirsi. Forse.

(Il Messaggero)

Ranieri, il sì più desiderato per l’ultimo sogno: aggiustare l’Italia

Quando si dice avvicinarsi a casa: per andare a Trigoria doveva attraversare Roma da nord a sud sfidando il traffico, per raggiungere Via Allegri potrebbe passeggiare un quarto d’ora tagliando uno spicchio di Villa Borghese ed entrare nel palazzo della Federcalcio. Casa e bottega dentro al quartiere Parioli per l’ultima grande sfida di una magnifica carriera: Claudio Ranieri aveva annusato la chiamata di Malagò nei giorni scorsi e ha mantenuto la promessa nel momento in cui l’ha ricevuta. “Non potrei mai rifiutare la Nazionale” aveva raccontato alle persone vicine, ribadendo il contenuto di un’intervista datata un paio di mesi: “Allenatore o direttore tecnico, non cambia niente. Ho dovuto farmi da parte quando ero alla Roma, ma adesso sono libero di fare ciò che voglio. Se succederà non lo so ma mai dire mai“. (…) Non sarà ct, incarico al quale aveva dovuto rinunciare dopo le dimissioni di Spalletti perché Dan Friedkin non lo autorizzava a svolgere il doppio ruolo, ma continuerà a lavorare dietro alle quinte come gli era successo alla Roma, prima della rottura con Gasperini e del traumatico addio alla squadra del cuore. Direttore tecnico e presidente del club Italia, un riconoscimento alla competenza e allo stile di un personaggio di caratura mondiale. Abbraccia per la prima volta la Nazionale, benedicendo il ritorno di Roberto Mancini che invece era stato osteggiato da Maldini, nelle stesse condizioni di emergenza alle quali spesso è stato abituato a muoversi. (…) Sarà molto più di un ambasciatore della Nazionale: si confronterà con Malagò, naturalmente, ma godrà di assoluta autonomia decisionale nella riorganizzazione dell’area di sua competenza. La Federazione ha bisogno di ripensarsi dalle fondamenta: la scelta dei giocatori convocabili è l’ultimo dei problemi. E lui, sir Claudio, è pronto a mettere a disposizione di tutte le nazionali la sua esperienza e il suo buon senso, fornendo indicazioni utili per una riorganizzazione totale. Anche il manager che potrebbe affiancarlo nel lavoro, Gianfranco Zola, è un incastro non casuale: Ranieri lo ha guidato al Chelsea, ai tempi di Magic Box, e lo ha considera uno dei giocatori più forti e intelligenti mai allenati. (…) Parliamo di un uomo maturo che non ha mai avuto paura di prendere decisioni forti o addirittura impopolari: ha completato imprese favolose, dal titolo con il Leicester al salvataggio del Parma fino all’incredibile quinto posto con la Roma afferrata sul ciglio della retrocessione, proprio perché ha saputo valorizzare sempre il Noi a dispetto dell’lo. Gran finale Pensava di meritare una serena pensione dopo l’ultima avventura a Cagliari, riportato in A con il miracolo di Bari e poi mantenuto a galla con un campionato appassionante, ma il suo progetto di “sedermi su una panchina al parco con i nipotini” viene rimandato un’altra volta. Uno dei suoi sogni era assumere un incarico di prestigio in Federcalcio ed è riuscito a realizzare anche quello. Se poi Ranieri avrà voglia di un giardino dove rilassarsi con i piccoli eredi, Villa Borghese è dietro l’angolo: la patria gli consentirà qualche piccola sosta rigenerante sulla strada verso il Mondiale.

(gasport)

L’attacco è argentino, ma Soulé resta in bilico

IL TEMPO (L. PES) – Roma a ritmo di tango, ma il futuro resta incerto. La colonia di attaccanti argentini si arricchisce di un nuovo elemento con l’arrivo di Santiago Cstro, ma potrebbe perdere un altro protagonista. L’ormai ex Bologna è stato accolto la scorsa notte da centinaia di tifosi e ieri ha svolto le visite mediche e firmato il contratto che lo legherà ai giallorossi per i prossimi cinque anni. Durante le vacanze in Argentina il ventiduenne si è allenato con l’amico Soulé, che però potrebbe lasciare la Capitale dopo due stagioni. Già a giugno l’ex Juve era finito sul mercato con la possibilità di andare in Arabia non presa in considerazione e interessamenti dalla Germania mai approfonditi. “Serve un’offerta” aveva lasciato intendere Gasperini nella sua conferenza stampa di inizio stagione, ammettendo la possibilità di un addio di Soulé. C’è stato un sondaggio da parte del Milan che però è alle prese con l’affaire Leao e deve decidere come muoversi nel reparto offensivo. I giallorossi chiedono circa 40 milioni ma al momento nessuna trattativa avviata mentre Matias continua a lavorare a Trigoria provando a convincere il tecnico a puntare ancora su di lui a Roma e alla ricerca di un esterno d’attacco sinistro (di piede destro) che D’Amico vorrebbe portare il prima possibile in giallorosso. Nusa resta al momento un obiettivo difficile date le richieste del Lipsia, che ha appena incassato oltre 100 milioni dal Real per Diomande. Il preferito, dopo il norvegese, è Ezzalzouli del Betis. I giallorossi trattano con il club spagnolo per abbassare la richiesta iniziale di 60 milioni. L’obiettivo è provare a trovare l’intesa intorno ai 45 milioni: la trattativa si scalda. Parallelamente si cercano anche un paio di rinforzi per la corsia dopo l’addio di Celik e con Angelino e Salah-Eddine con le valige pronte. Fresneda dello Sporting Lisbona è tra i primi profili per gradimento, anche se il sogno resta Moreira dello Strasburgo ma le richieste dei francesi (proprietà Chelsea) non scendono. I portoghesi per il terzino destro chiedono intorno ai 25 milioni, trattativa in corso per abbassare le pretese e cercare di chiudere intorno ai 18. Capitolo Koné. Il francese è ancora in vacanza post-Mondiale e il suo rientro è previsto dopo la seconda parte di ritiro in Galles. Ma in queste settimane l’entourage ha lavorato per trovare situazioni percorribili in Premier League. Il Manchester United è la squadra maggiormente interessata ma ad oggi non ha mosso passi concreti per arrivare al calciatore che la Roma valuta più di 50 milioni di euro. Anche Chelsea e Arsenal si erano informate per Koné, che spera sempre possa arrivare la proposta del Psg per un ritorno a casa. Pista che non sembra scaldarsi, suo malgrado. Intanto oggi pomeriggio la squadra torna ad allenarsi a Trigoria prima della partenza per Cardiff prevista per venerdì. I giallorossi resteranno nel Regno Unito fino all’8 agosto e affronteranno tre amichevoli con CardiffNewport e Brighton. Poi il test a Dortmund col Borussia a Ferragosto prima del ritorno nella Capitale per preparare l’esordio in campionato del 24 agosto all’Olimpico contro la Fiorentina.

Bahoya altra idea. Nusa apre a Gasp

Jean-Mattéo Bahoya è una saetta, uno di quelli forse ancora troppo discontinuo nel suo rendimento eppure capace di creare costantemente la superiorità numerica in attacco. Dal manuale secondo Gasp, che da un anno ormai si sgola nelle segrete stanze del mercato per avere un calciatore così, uno che possa insomma rompere gli equilibri aggiungendo velocità e imprevedibilità all’attacco, è spuntato come un coniglio dal cilindro un nuovo profilo che la Roma considera adatto per caratteristiche, costi e prospettive. L’ala francese, dribblomane con la passione per gli assist, ha compiuto 21 anni a maggio e ha già calcato il palcoscenico della Champions e dell’Europa League con l’Eintracht Francoforte (78 match coi tedeschi), il club che nel 2024 lo ha pescato dall’Angers. Valutazione? Circa 25 milioni di euro. Bahoya ha la stessa età di Nusa, ma non ancora il suo standing di calciatore di livello internazionale. (…) I Friedkin non vogliono investire cifre importanti per calciatori che hanno più di 24 anni. Ecco l’interrogativo principale, ancora non risolto: meglio sborsare i cosiddetti 50 o 60 milioni per un attaccante già pronto oppure spenderne qualcuno in meno per uno con un potenziale altrettanto importante ma ancora da affinare? I 35 milioni più bonus spesi per Castro, sulla carta un vice Malen, lasciano pensare che le risorse per poter sognare in grande ci siano. Allo stato attuale delle cose, Nusa va ancora considerato il piano A. Il calciatore ha già aperto al trasferimento in giallorosso: giocherebbe la prossima Champions anche restando a Lipsia, però il progetto di Gasperini lo intriga di più. (…) la Roma continua a seguire Abde Ezzalzouli del Betis, 24enne che fa gola anche al Newcastle, senza dimenticare Mbaye, il funambolo diciottenne del Psg, talmente stimato nel suo ambiente che Luis Enrique vorrebbe mandarlo a fare esperienza in un club che gioca una grande competizione europea (la Roma risponde all’esigenza) mantenendo però il controllo sul suo cartellino tramite un diritto di ricompra. Mbaye è nell’orbita del potente agente Mendes, con il quale la Roma ha aperto da tempo un canale. Ma nei giorni scorsi dall’Inghilterra hanno registrato i primi interessamenti di Liverpool e Chelsea. Anche Sauer del Feyenoord, 20 anni, resta nella lista dei graditi. Nel frattempo, Alajbegovic non ha ancora scelto il proprio futuro: il talento bosniaco è finito sulla bocca di molti nel corso dell’estate, dal Milan all’Atalanta, passando per il Chelsea e la Juve: dal giro Roma, però, non è mai definitivamente uscito, non fosse altro perché a Trigoria hanno manifestato già dalla primavera (con Massara ancora in sella) un interesse concreto al punto da organizzare un incontro con il padre-agente.

(corsport)

Ultimatum per Nusa, sulla destra avanza Fresneda

Dopo Santiago Castro è il momento di mettere le ali. Al plurale, perché l’obiettivo del ds D’Amico è quella di portare due esterni alti alla corte di Gasperini. Una possibilmente entro la partenza per il ritiro in Galles. E, quindi, a stretto giro. Per questo la Roma ha deciso di fissare una deadline per Antonio Nusa: se il Lipsia entro stasera non rivedrà la richiesta da quasi 60 milioni, si virerà su altro. Gli occhi di D’Amico sono puntati su Spagna e Germania dove giocano Abde Ezzalzouli del Betis e Jean-Mattéo Bahoya dell’Eintracht Francoforte. Due profili magari meno altisonanti di Summerville o del norvegese, ma decisamente funzionali al gioco di Gasp. Lo stipendio sarebbe ampiamente alla portata: Ezzalzouli percepisce circa 1 milione netto a stagione (la Roma lo triplicherebbe), mentre Bahoya guadagna “appena” 600 mila euro più bonus. La valutazione del cartellino è decisamente diversa: 55 milioni per l’ala marocchina del Betis (10 gol e 9 assist nella scorsa Liga), poco meno di 35 per Bahoya che detiene un record niente male: con 37,16 km/h è diventato il giocatore più veloce nella storia del campionato tedesco. Sullo sfondo, c’è anche Malick Fofana del Lione. I dubbi sul 2lenne belga, molto stimato da Gasperini, sono però di carattere fisico, visto che lo scorso anno è stato fuori a lungo a causa di un grave infortunio alla caviglia. Non ce ne sarebbero, invece, su Diego Moreira che resta il grande obiettivo per la fascia sinistra di centrocampo. (…) Nel frattempo, si scalda la pista che porta a Ivan Fresneda per coprire il buco lasciato da Celik a destra. Il terzino spagnolo dello Sporting Lisbona è valutato più di 20 milioni, la Roma è intenzionata a offrire 15 più bonus e ieri ha avuto contatti positivi con l’entourage del giocatore spagnolo già cercato da De Rossi due anni fa. Passi in avanti anche per il difensore Israel Reyes del Club America, ma servirà qualcosa in più dei 3 milioni offerti finora dai giallorossi. Tanti colpi in canna, quindi. In attesa di conoscere il futuro del centrocampista Manu Koné, messo nel mirino dal Manchester United che non ha mosso ancora passi ufficiali. In caso di cessione del francese, servirebbe un investimento importante proprio lì in mezzo al campo, dove piacciono Habib Diarra del Sunderland e Nicolas Raskin dei Glasgow Rangers. Da registrare, infine, la nomina di Mirko Manfré come responsabile dell’attività di base del settore giovanile: lavorerà al fianco di Massimo Margiotta.

(gasport)

Calciomercato Roma, l’Olympiacos punta Salah-Eddine: il terzino non rientra nei piani di Gasperini

Possibile futuro in Grecia per Anass Salah-Eddine. Secondo quanto riferito da Filippo Biafora, il terzino della Roma è diventato un obiettivo dell’Olympiacos, alla ricerca di un rinforzo sulla corsia sinistra. Il club greco sta parallelamente trattando la cessione di Francisco Ortega al River Plate e potrebbe quindi muoversi sul laterale marocchino. Salah-Eddine non rientrerebbe nei piani di Gian Piero Gasperini, anche dopo il mancato riscatto da parte del PSV. Il giocatore avrebbe inoltre rifiutato proprio la possibilità di proseguire la propria esperienza con il club olandese. L’Olympiacos resta dunque una pista da seguire per la sua uscita dalla Roma.

La Roma di Santiago: il gioco di Gasp, Malen e una maglia pesante

Un “9” di talento. Come piacciono a Gian Piero Gasperini. Perché in Santiago Castro il tecnico ha rivisto un nuovo Donyell Malen o, andando un po’ più a ritroso, un altro Luis Muriel dei tempi dell’Atalanta. (…) Pronto com’è ad indossare quella preziosa maglia numero “9” che ha scelto (ereditandola da Artem Dovbyk), che è un destino, una missione, una promessa di felicità per i tifosi. Che in lui vedono un nuovo generatore di gol ed emozioni al pari dell’olandese numero “14” rivelazione dell’ultima Serie A. (…)Svolte le visite mediche ha preso contatto con la realtà di Trigoria, dove oggi verrà presentato con tanto di foto di rito e dove svolgerà il primo allenamento agli ordini di Gasp. E il primo acquisto dell’estate giallorossa riabbraccerà i suoi connazionali, l’amico Matias Soulé e il totem Paulo Dybala, con il quale è destinato a scrivere un bel romanzo di calcio in giallorosso, in attesa della partenza per il ritiro in Galles. Per tutto il suo entourage, a partire dall’agente Adrian Ruocco (già procuratore di Carlos Tevez), quella giallorossa è la scelta migliore che l’attaccante potesse fare a 21 anni. E Santiago sa perfettamente che accanto alla Joya e a Malen, e con il gioco di Gasp, le sue quotazioni sono destinate ad impennarsi. Anche perché, da “dodicesimo” uomo designato, in realtà l’argentino scenderà in campo tante volte dal 1′. E come ha dimostrato a Bologna, Castro le sue occasioni sa coglierle al volo. Sarà proprio una delle grandi attrazioni della nuova Roma l’asse Castro-Malen, due centravanti con un denominatore comune: oltre al fiuto del gol, la tecnica e la capacità di legare il gioco con i compagni. Come Gasp ha dimostrato in più occasioni a Bergamo, gli attaccanti centrali possono convivere ed esaltarsi a vicenda. Soprattutto se, come nel caso della Roma, ad ispirarli è uno come Dybala, re degli assist. In nerazzurro il tecnico schierava proprio Muriel accanto a Zapata con Gomez trequartista, Petagna con Gomez davanti a Kurtic, ancora Gomez ispiratore di Zapata e llicic, oppure Koopmeiners dietro a Hojlund e Lookman. Le doti e la versatilità di Castro, che può giocare appunto da centravanti, seconda punta di movimento e esterno alto a sinistra (come quando era in forza al Velez), garantiscono così all’allenatore varietà di scelta in un reparto che per la Roma sarà un regno di scelte mirate sulla partita e gli avversari del momento. (…) Da Pierino Prati a Roberto Pruzzo, da Rudi Voeller al connazionale Abel Balbo, fino a Edin Dzeko, Mirko Vucinic e Vincenzo Montella, probabilmente l’ex giallorosso al quale Santiago assomiglia di più per velocità e tecnica. (…)

(gasport)