Roma, conclusa la campagna abbonamenti. Il messaggio del club: “Grazie a tutti, ci vediamo allo stadio”

Un amore senza fine, semplicemente inesauribile. Il tifo giallorosso si conferma ancora una volta colmo di passione: in appena venti giorni è stata raggiunta la quota di 40mila abbonamenti per la stagione 2026-2027. Il club, con un messaggio sui canali social ha ufficializzato la conclusione della campagna abbonamenti: “Grazie a tutti i tifosi, ci vediamo allo stadio! Forza Roma” 

Mancini, parla l’agente: “Ha rifiutato tutto per restare qui”

IL TEMPO (L. PES) – Un nuovo tatuaggio con la scritta «SPOR» e la forte volontà di restare a Roma. Il futuro di Gianluca Mancini è più giallorosso che mai, e a testimoniarlo sono le parole del suo agente Beppe Riso, intercettato da Fcinter 1908. “Volevo portarlo via con offerte anche più importanti (ride, ndr) ma lui ha voluto a tutti i costi rimanere a Roma. Gasperini e D’Amico sono stati più bravi di me a convincerlo, io l’avrei venduto ma lui ha rifiutato tutto per la Roma. È un gesto che fa per la Roma. Gli ho detto che è un pazzo, sono contento perché è felice. Poteva guadagnare di più ma è felice“. Qualche parola anche per l’altro assistito che ha rinnovato il contratto, ovvero Cristante. “Non ha mai avuto intenzione di asciare Roma, è il capitano della Roma ed entrerà nella storia del club per sempre“.

Trigoria, dopo il caso dei trasferimenti lascia la responsabile del personale

Simonetta larlori ha lasciato ufficialmente la direzione delle rIsorse umane della Roma. “motivi personali” è la versione del club giallorosso. Un addio che arriva però nel momento più delicato della riorganizzazione aziendale: a due mesi dall’avvio del piano, con decine di dipendenti trasferiti da Trigoria ai Roma Store, le diffide degli avvocati, le denunce sulla sicurezza e alla vigilia di uno sciopero. Dietro l’uscita di larlori, ci sarebbe infatti una scelta della proprietà. La dirigente aveva garantito ai Friedkin – particolarmente insofferenti alla pubblicità negativa e alle vicende interne che finiscono all’esterno – che il processo di «ottimizzazione delle risorse» sarebbe stato gestito nella massima riservatezza e con la collaborazione di dipendenti e organizzazioni sindacali. È accaduto l’opposto. (…) Al posto dell’ex dirigente potrebbe essere promossa Isabella Spina, attualmente responsabile dello sviluppo del personale. Ieri Filcams Cgil Roma Lazio e Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti hanno annunciato lo sciopero e un presidio domani mattina alle ore 9, davanti al centro sportivo di Trigoria, con lo slogan: “No ai licenziamenti mascherati“. Lo stesso giorno in cui Gasperini e la squadra partiranno per il Galles, per la seconda parte del ritiro precampionato. Secondo i sindacati, il trasferimento di 33 lavoratrici e lavoratori dagli uffici di Trigoria ai punti vendita, con il conseguente cambio delle mansioni, presenterebbe «evidenti profili di demansionamento» e rischierebbe di spingere il personale alle dimissioni per l’impossibilità di proseguire il rapporto di lavoro. «Un’espulsione indiretta», denunciano le organizzazioni. (…) “La crescita aziendale non può essere costruita a scapito dell’occupazione, della professionalità e della dignità di chi ha contribuito negli anni ai risultati dell’azienda“, scrivono le sigle sindacali. Da qui la richiesta urgente alla Regione Lazio di convocare un tavolo con Roma Capitale, il club e le rappresentanze dei lavoratori, per verificare la legittimità delle procedure, sospendere gli effetti del piano e tutelare i posti di lavoro. «Il nuovo stadio non può essere costruito sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici», è il messaggio che verrà portato davanti Trigoria. Il piano, varato a fine maggio, ha coinvolto 98 dipendenti e trasferito, dal primo luglio, decine di professionalità diverse da Trigoria ai Roma Store per occuparsi di casse, ordini, magazzini e magliette. Sono seguite contestazioni legali, stato di agitazione e segnalazioni sulla sicurezza. Ora arriva lo sciopero, mentre la riorganizzazione resta tutta aperta.

(La Repubblica)

Roma Femminile, le convocate per il ritiro di Dimaro: presenti sei giovani aggregate

È iniziato il ritiro precampionato della Roma Femminile. Le giallorosse si sono ritrovate a Dimaro Folgarida, in Val di Sole, dove lavoreranno agli ordini dell’allenatore Gianpiero Piovani in vista della nuova stagione. Le sedute di allenamento si svolgeranno allo Stadio Comunale di Dimaro e saranno aperte al pubblico. Durante il ritiro è prevista anche un’amichevole contro il Como 1907, in programma giovedì 6 agosto alle ore 17:00 al Campo Sportivo di Mezzana. L’ingresso sarà libero.

Sono 28 le calciatrici convocate: Baldi, Bedini, Bergamaschi, Cacace, Corelli, Dike, Doms, Galli, Giugliano, Greggi, Hanasz, Heatley, Jahnukainen, Lukasova, Oliviero, Ottey, Pandini, Pellegrino Cimò, Piekarska, Piemonte, Pilgrim, Pizzuti, Rieke, Robino, Soggiu, Terlizzi, Thogersen e Vergani.

Tra le convocate figurano anche sei ragazze molto giovani, aggregate alla prima squadra per questa fase della preparazione. Si tratta di Bedini, centrocampista classe 2008; Cacace, difensore centrale classe 2009; Dike, attaccante austriaca classe 2009; Hanasz, centrocampista ungherese classe 2009; Robino, centrocampista classe 2008; e Terlizzi, difensore centrale classe 2008.

Pellegrini e la firma?

A Trigoria c’è un giallo da risolvere: il rinnovo di Pellegrini. Gasperini prima, Cristante e Svilar poi, negli ultimi giorni in tanti ne hanno parlato e in un’unica direzione, augurandosi il lieto fine. L’accordo, ormai totale, in linea teorica sarebbe stato pure raggiunto tra il ds D’Amico e l’agente Pocetta sia sullo stipendio che sulla durata del nuovo contratto. Il calciatore dovrebbe guadagnare 2,5 milioni più bonus per due stagioni, più opzione unilaterale in favore del club per allungare fino al 2029. Ma il condizionale è d’obbligo. Perché i giorni passano e la firma non arriva. La Roma prosegue la sua preparazione estiva, che nel pomeriggio riprende a Trigoria dopo due giorni di riposo, mentre Pellegrini lavora da solo con un preparatore atletico, diviso tra Forte dei Marmi (dov’è in vacanza la famiglia) e casa sua nella Capitale. (…) E poi c’è la condizione fisica di Pellegrini. Una decina di espresso sul tema: “Non potrebbe allenarsi perché è infortunato. Forse per questo i tempi sono più lunghi, ma mi auguro possa al più presto essere con noi“. L’infortunio in questione è una ricaduta di maggio quando, provando a forzare e a recuperare dalla lesione muscolare in tempo per il derby, il centrocampista si è dovuto fermare nuovamente. Un’ipotesi, che però non trova conferme ufficiali, racconta anche di come poi Pellegrini si sia recato in Finlandia per un controllo dal dottor Lempainen, specialista che lo aveva operato a maggio 2025 dopo la lesione al tendine del retto femorale della coscia destra (la stessa dell’ultimo stop). (…) Al di là di questo, c’è da precisare comunque che Pellegrini sarebbe pronto per l’inizio della stagione, a patto che cominci a lavorare con il resto dei compagni. Per la fumata bianca si attende l’ok dei Friedkin e c’è chi è pronto a scommettere sulla prossima settimana. Intanto la Roma venerdì partirà per il ritiro in Galles, senza Pellegrini a meno di colpi di scena. Sul mercato, D’Amico cerca l’ala sinistra e Bahoya è un’alternativa valida alla pista Nusa, sempre viva ma complicata. Contatti con lo Sporting Lisbona per Fresneda, che piace come esterno basso. Infine, dopo un anno in prestito al PSV, Salah-Eddine è pronto a essere ceduto a titolo definitivo: trattativa in corso tra Roma e Olympiacos.

(corsera)

Nazionale anno zero: si riparte da Mancini ct in missione Mondiale. Ranieri al suo fianco al posto di Maldini

Mettiamola così: la vita offre sempre una seconda opportunità. Cosa è la Nazionale per sfuggire a questa regola? Eccoci qui, rieccoci qui: Roberto Mancini è il nuovo/vecchio commissario tecnico dell’Italia. L’uomo che ha vinto l’Europeo 2021, ma pure quello che pochi mesi dopo ha fallito l’approdo al Mondiale 2022 e quello che dovrà riportare l’azzurro al Mondiale 2030. Il presidente del Club Italia e direttore tecnico, al posto del fu Paolo Maldini, che ha mollato prima di subito la baracca, è Claudio Ranieri. L’eterno Claudio, 74 anni, quello che — era il 10 giugno 2025 — disse no alla proposta di Gravina di allenare la Nazionale in virtù del contratto da senior advisor con la famiglia Friedkin e dunque con la Roma. E che adesso invece dice sì: a lui il compito, non semplice, di fare il dirigente e stavolta per davvero, non con quell’antipatico ruolo ibrido vissuto in giallorosso nell’ultima stagione. A lui anche l’onere di dialogare con i club, di tenere i rapporti con tutti gli allenatori (già, pure Gasperini) e i convocabili in giro per il mondo. Mancini e Ranieri avranno un contratto fino al 2030, la stessa durata di Maldini e Leonardo (e Pirlo). (…) Mancini dovrebbe attestarsi sotto i due milioni all’anno, Ranieri sotto il milione. A loro si aggiungerà la famosa terza figura: “Entro il fine settimana sarà comunicato il nome del dirigente delle nazionali, in stile Buffon e Riva, uomo a cui sarà affidato anche il coordinamento delle selezioni giovanili“. In corsa ci sono Gianfranco Zola, col quale Malagò ha già parlato (ma che però non vorrebbe lasciare il ruolo di vicepresidente vicario della Lega Pro), e Beppe Bergomi. (…) E così ecco l’annuncio del numero uno Figc, arrivato durante la conferenza stampa, alle 14:50: “Non è venuto meno il concetto di nuova gestione del presidente del Club Italia e di direttore tecnico: mi serviva una persona con cui condividere la scelta”, ha spiegato Malagò. Per Ranieri, che oggi rientrerà a Roma, una sfida che sa quasi di rivincita: lui che il dirigente, seppur in al tra forma, l’ha fatto solo la scorsa stagione, culminata con l’addio alla Roma a fine aprile dopo le rotture private e pubbliche con l’allenatore che lui stesso aveva scelto, Gasperini. Mancini e Ranieri, che ieri si sono confrontati ripetutamente, saranno presentati oggi pomeriggio in federazione alle 18.20. E inevitabilmente si tornerà a parlare, molto più che della striscia di 37 partite utili consecutive (record battuto solo da poco dalla Spagna di De La Fuente), dell’addio in direzione Arabia Saudita del 2023. Era la sera del 12 agosto quando da Mykonos Mancini spedì una pec alla Figc per comunicare le proprie dimissioni. L’estate scorsa Mancini si è scusato pubblicamente, ma è stato a lungo questo il motivo dell’ostracismo alla sua candidatura da parte della Lega di Serie A. Acqua passata o forse no. Di certo c’è che Mancini ha davanti a sé una montagna non semplice da scalare. (…) Mancano 58 giorni ma sembra domani. E la sfida che avrebbero dovuto affrontare Maldini, Leonardo e Pirlo: “Se tornassi indietro, rifarei tutto — ha detto Malagò —. Sono un fatalista, le cose succedono“. Ora passerà la palla a Mancini, proprio come in campo: i due condividono la maglia del circolo dell’Aniene, di recente hanno vinto anche la Coppa Canottieri. “Siamo una coppia che nella vita è molto legata“, aveva detto nei giorni scorsi proprio Mancini. E non ci sono dubbi.

(corsera)

D’Amico punta Fresneda e Cacciamani. Riso a Mancini: “Doveva partire, è pazzo”

Castro ha sbloccato il mercato della Roma, ma il lavoro di D’Amico prosegue. (…) Il ds è a caccia di esterni di centrocampo e soprattutto d’attacco. Nusa è ancora l’obiettivo numero uno ma neanche ieri ci sono stati passi in avanti. La richiesta da 60 milioni rimane alta. Sul taccuino sono diversi i nomi: in Bundesliga piacciono Leweling (Stoccarda) e Bahoya (Eintracht Francoforte). È stato offerto anche Martinelli dell’Arsenal, ma l’ingaggio da 11 milioni di euro lordi frena l’entusiasmo. (…) Si aspetta una rivoluzione sulle fasce, anche per quanto riguarda il centrocampo. Il voltafaccia di Celik ha stravolto i piani ma Gasp qualche settimana fa aveva stemperato gli animi: “Prenderemo uno più forte“. A destra il nome nuovo è quello di Fresneda. Scuola Real Madrid, al 2023 allo Sporting CP che per cederlo chiede 25 milioni. La Roma ne vorrebbe spendere un po’ meno, ma nei prossimi giorni ci saranno altri contatti. Sullo sfondo c’è sempre Belghali che può giocare su entrambi i lati. Dall’altra parte, invece, sono sul punto di andare via SalahEddine (richiesto in Spagna e in Olanda dal PSV) e Angeliño. Serve, quindi, un vice Wesley e D’Amico ha messo gli occhi su Alessio Cacciamani del Torino che nella passata stagione si è messo in mostra alla Juve Stabia. Giovanissimo (19 anni) è già nel giro della Nazionale Under 21 ed è un profilo preso in considerazione. Il sogno rimane Moreira e la Roma è in attesa che lo Strasburgo abbassi il prezzo anche perché ad oggi nessuno si è fatto vivo. Gianluca Mancini ha giurato amore eterno alla Roma. Pochi giorni fa è arrivata la firma sul rinnovo fino al 2029 nonostante le voci d’interessamento dell’Inter e la volontà del procuratore Giuseppe Riso che avrebbe voluto fargli cambiare aria: “Volevo portarlo via con offerte anche più importanti, ma lui ha voluto a tutti i costi rimanere. Gasperini e Tony sono stati più bravi di me a convincerlo. Gli ho detto che è un pazzo, perché poteva guadagnare di più, ma sono contento perché è felice“, ha detto ai microfoni di FcInter1908.it. Un gesto d’amore per la Roma che da ieri sarà anche impressa per sempre sulla sua pelle. Si è tatuato sulla coscia la scritta SPQR. Più romanista di così.

(Il Messaggero)

Un castro multiuso: non solo vice-Malen

Aspettando gli esterni, Gasperini si gode Santiago Castro. Oggi il primo incontro tra i due e sarà subito a disposizione per la ripresa degli allenamenti. Ieri la prima giornata nella capitale (con lui anche la mogie Agustina Gonzalez) dopo il bagno di folla di martedì sera. Visite mediche, poi la firma sul contratto fino al 2031. Nel corso della giornata ufficialità e le prime parole ai canali ufficiali del club. Un “Torito” per la Roma, ma soprattutto un rinforzo per il pacchetto offensivo che nella passata stagione ha fatto penare il tecnico prima della svolta firmata da Malen. (…) L’anno scorso Bobby si è caricato la squadra sulle spalle, dal suo arrivo non ha saltato neanche una partita di campionato. Quattordici le reti in diciotto presenze, tutte da titolare. Dietro a lui, pero, il vuoto. Dovbyk e Ferguson nella seconda parte non si sono mai visti causa infortunio e nella prima non avevano lasciato il segno. Da febbraio in poi oltre a Malen era rimasto il solo Robinio Vaz, considerato troppo acerbo e autore di un solo gol (decisivo) contro il Lecce. Alla fine del campionato la Roma ha concluso con un bottino di 59 reti, li peggior risultato per Gasperini dalla stagione 17/18 (57 in quel caso). Gian Piero a Bergamo ha sempre avuto due punte da doppia cifra. Qualche esempio: Zapata e Muriel dall’annata 2019/2020 a quella 2021/2022 hanno segnato 92 gol in due, poi è stato il turno della coppia Lookman-Hojlund (23), Lookman-Scamacca (23) fino all’exploit del nigeriano insieme a Retegui che finirono l’anno con 40 (15 e 25 per l’azzurro). Malen non è più solo e questa è già una buona notizia per Gasperini che già a partire dalla sfida contro il Cardiff di sabato potrebbe provarli insieme. Il modulo preferito rimane sempre il 3-4-2-1, ma nel corso della carriera ha utilizzato anche il 3-4-1-2. E successo anche nella Capitale e il primo tempo col Milan (in quel caso Soulé alle spalle di Dybala e Donyell) per molti rimane la miglior prestazione stagionale. (…) L’arrivo di Castro non cambia di certo gli il lavoro di D’Amico che è impegnato per trovare due esterni d’attacco ma garantirà soluzioni in più in avanti e un po’ di riposo a Malen quando si accenderà la spia della benzina. (…) Per un argentino che arriva, un altro rischia di salutare. Soulé rimane sul mercato e nei giorni scorsi è stato offerto al Milan che valuterà se affondare il colpo o lasciar perdere. La scintilla tra Matias e Gasp non è mai scoccata e in caso di una buona offerta andrà via, su di lui c’è anche il Sunderland. Castro, invece, giocherà sicuramente insieme a Dybala che ha rinnovato per un anno ed è certo di rimanere. Un tridente tutto albiceleste potrebbe non vedersi mai in campo, ma la Joya è pronta per gli assist al nuovo at-taccante. Ci sarà da divertirsi. Forse.

(Il Messaggero)

Ranieri, il sì più desiderato per l’ultimo sogno: aggiustare l’Italia

Quando si dice avvicinarsi a casa: per andare a Trigoria doveva attraversare Roma da nord a sud sfidando il traffico, per raggiungere Via Allegri potrebbe passeggiare un quarto d’ora tagliando uno spicchio di Villa Borghese ed entrare nel palazzo della Federcalcio. Casa e bottega dentro al quartiere Parioli per l’ultima grande sfida di una magnifica carriera: Claudio Ranieri aveva annusato la chiamata di Malagò nei giorni scorsi e ha mantenuto la promessa nel momento in cui l’ha ricevuta. “Non potrei mai rifiutare la Nazionale” aveva raccontato alle persone vicine, ribadendo il contenuto di un’intervista datata un paio di mesi: “Allenatore o direttore tecnico, non cambia niente. Ho dovuto farmi da parte quando ero alla Roma, ma adesso sono libero di fare ciò che voglio. Se succederà non lo so ma mai dire mai“. (…) Non sarà ct, incarico al quale aveva dovuto rinunciare dopo le dimissioni di Spalletti perché Dan Friedkin non lo autorizzava a svolgere il doppio ruolo, ma continuerà a lavorare dietro alle quinte come gli era successo alla Roma, prima della rottura con Gasperini e del traumatico addio alla squadra del cuore. Direttore tecnico e presidente del club Italia, un riconoscimento alla competenza e allo stile di un personaggio di caratura mondiale. Abbraccia per la prima volta la Nazionale, benedicendo il ritorno di Roberto Mancini che invece era stato osteggiato da Maldini, nelle stesse condizioni di emergenza alle quali spesso è stato abituato a muoversi. (…) Sarà molto più di un ambasciatore della Nazionale: si confronterà con Malagò, naturalmente, ma godrà di assoluta autonomia decisionale nella riorganizzazione dell’area di sua competenza. La Federazione ha bisogno di ripensarsi dalle fondamenta: la scelta dei giocatori convocabili è l’ultimo dei problemi. E lui, sir Claudio, è pronto a mettere a disposizione di tutte le nazionali la sua esperienza e il suo buon senso, fornendo indicazioni utili per una riorganizzazione totale. Anche il manager che potrebbe affiancarlo nel lavoro, Gianfranco Zola, è un incastro non casuale: Ranieri lo ha guidato al Chelsea, ai tempi di Magic Box, e lo ha considera uno dei giocatori più forti e intelligenti mai allenati. (…) Parliamo di un uomo maturo che non ha mai avuto paura di prendere decisioni forti o addirittura impopolari: ha completato imprese favolose, dal titolo con il Leicester al salvataggio del Parma fino all’incredibile quinto posto con la Roma afferrata sul ciglio della retrocessione, proprio perché ha saputo valorizzare sempre il Noi a dispetto dell’lo. Gran finale Pensava di meritare una serena pensione dopo l’ultima avventura a Cagliari, riportato in A con il miracolo di Bari e poi mantenuto a galla con un campionato appassionante, ma il suo progetto di “sedermi su una panchina al parco con i nipotini” viene rimandato un’altra volta. Uno dei suoi sogni era assumere un incarico di prestigio in Federcalcio ed è riuscito a realizzare anche quello. Se poi Ranieri avrà voglia di un giardino dove rilassarsi con i piccoli eredi, Villa Borghese è dietro l’angolo: la patria gli consentirà qualche piccola sosta rigenerante sulla strada verso il Mondiale.

(gasport)

L’attacco è argentino, ma Soulé resta in bilico

IL TEMPO (L. PES) – Roma a ritmo di tango, ma il futuro resta incerto. La colonia di attaccanti argentini si arricchisce di un nuovo elemento con l’arrivo di Santiago Cstro, ma potrebbe perdere un altro protagonista. L’ormai ex Bologna è stato accolto la scorsa notte da centinaia di tifosi e ieri ha svolto le visite mediche e firmato il contratto che lo legherà ai giallorossi per i prossimi cinque anni. Durante le vacanze in Argentina il ventiduenne si è allenato con l’amico Soulé, che però potrebbe lasciare la Capitale dopo due stagioni. Già a giugno l’ex Juve era finito sul mercato con la possibilità di andare in Arabia non presa in considerazione e interessamenti dalla Germania mai approfonditi. “Serve un’offerta” aveva lasciato intendere Gasperini nella sua conferenza stampa di inizio stagione, ammettendo la possibilità di un addio di Soulé. C’è stato un sondaggio da parte del Milan che però è alle prese con l’affaire Leao e deve decidere come muoversi nel reparto offensivo. I giallorossi chiedono circa 40 milioni ma al momento nessuna trattativa avviata mentre Matias continua a lavorare a Trigoria provando a convincere il tecnico a puntare ancora su di lui a Roma e alla ricerca di un esterno d’attacco sinistro (di piede destro) che D’Amico vorrebbe portare il prima possibile in giallorosso. Nusa resta al momento un obiettivo difficile date le richieste del Lipsia, che ha appena incassato oltre 100 milioni dal Real per Diomande. Il preferito, dopo il norvegese, è Ezzalzouli del Betis. I giallorossi trattano con il club spagnolo per abbassare la richiesta iniziale di 60 milioni. L’obiettivo è provare a trovare l’intesa intorno ai 45 milioni: la trattativa si scalda. Parallelamente si cercano anche un paio di rinforzi per la corsia dopo l’addio di Celik e con Angelino e Salah-Eddine con le valige pronte. Fresneda dello Sporting Lisbona è tra i primi profili per gradimento, anche se il sogno resta Moreira dello Strasburgo ma le richieste dei francesi (proprietà Chelsea) non scendono. I portoghesi per il terzino destro chiedono intorno ai 25 milioni, trattativa in corso per abbassare le pretese e cercare di chiudere intorno ai 18. Capitolo Koné. Il francese è ancora in vacanza post-Mondiale e il suo rientro è previsto dopo la seconda parte di ritiro in Galles. Ma in queste settimane l’entourage ha lavorato per trovare situazioni percorribili in Premier League. Il Manchester United è la squadra maggiormente interessata ma ad oggi non ha mosso passi concreti per arrivare al calciatore che la Roma valuta più di 50 milioni di euro. Anche Chelsea e Arsenal si erano informate per Koné, che spera sempre possa arrivare la proposta del Psg per un ritorno a casa. Pista che non sembra scaldarsi, suo malgrado. Intanto oggi pomeriggio la squadra torna ad allenarsi a Trigoria prima della partenza per Cardiff prevista per venerdì. I giallorossi resteranno nel Regno Unito fino all’8 agosto e affronteranno tre amichevoli con CardiffNewport e Brighton. Poi il test a Dortmund col Borussia a Ferragosto prima del ritorno nella Capitale per preparare l’esordio in campionato del 24 agosto all’Olimpico contro la Fiorentina.