Juventus, Settlement Agreement triennale con la Uefa: multa di 6 milioni e limitazioni sulla lista dei calciatori per le coppe europee

La Juventus ha ufficializzato la sottoscrizione di un Settlement Agreement triennale con la Prima Camera della UEFA CFCB (valido fino all’esercizio 2027/28). L’accordo transattivo, comunicato dal club bianconero in una nota ufficiale emessa a Torino, fa seguito al mancato rispetto dei parametri della UEFA Football Earnings Rule per il triennio compreso tra il 2022/23 e il 2024/25.

L’accordo comporta per la società piemontese l’adempimento di specifiche sanzioni economiche e limitazioni sportive:

  • il pagamento di un importo “unconditional” pari a 6 milioni di euro, interamente imputato al conto economico dell’esercizio 2025/26;
  • il potenziale pagamento di ulteriori importi “conditional” fino a un massimo di 14 milioni di euro, vincolato al rispetto dei parametri concordati con l’UEFA per l’esercizio in corso e per i successivi due (la società stima comunque di poter rispettare tali requisiti ed evitare l’esborso);
  • l’applicazione di “limitazioni sportive standard” relative all’inserimento dei calciatori nella Lista A per le competizioni UEFA, con l’aggiunta di ulteriori sanzioni in caso di violazioni significative dei parametri concordati.

La Juventus conserva la facoltà di usufruire di un’uscita anticipata dall’accordo (early exit) qualora vengano rispettati i parametri su base aggregata nel triennio 2024/25 – 2026/27. Nella medesima nota, la società ha infine evidenziato di aver rispettato il parametro UEFA dello Squad Cost Ratio alla data del 31 dicembre 2025.

(juventus.com)

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Mondiali, Costa d’Avorio eliminata con un 2-1 dalla Norvegia: nessun minuto in campo per Ndicka

La Costa d’Avorio è stata eliminata dalla Coppa del Mondo 2026 ai sedicesimi di finale, sconfitta per 2-1 dalla Norvegia nella sfida disputata al Dallas Stadium.

La formazione scandinava si è portata in vantaggio al 39′ con Antonio Nusa, subendo il pareggio ivoriano siglato da Amad Diallo al 74′. Al 86′ è stato il centravanti Erling Haaland a firmare la rete del definitivo 2-1 che proietta la Norvegia agli ottavi di finale, dove il 5 luglio affronterà il Brasile.

Il difensore della Roma, Evan Ndicka, è rimasto in panchina per tutta la durata dell’incontro. Il centrale ivoriano ha chiuso la sua esperienza senza aver collezionato alcun minuto di gioco, rallentato dal problema fisico rimediato durante il derby contro la Lazio e non ancora completamente smaltito.

Calciomercato Roma, frenata per Salah-Eddine al Betis: non è una priorità del club spagnolo

Nella giornata di oggi si è registrato il forte interesse del Betis Siviglia per Salah-Eddine. Il laterale sinistro, che ha giocato in questa stagione in prestito al PSV, è in uscita dal club giallorosso. Come riportato da Matteo Moretto sul canale Youtube di Fabrizio Romano, però, il marocchino non sembra essere vicino ai biancoverdi. 

Il Betis, infatti, ha come priorità per la fascia Fran Garcia del Real Madrid. La Roma avrebbe proposto Salah-Eddine al club spagnolo, ma per ora non è una pista calda. 

Instagram, El Aynaoui festeggia la qualificazione agli ottavi: “Tutti insieme”

Nel derby giallorosso al Mondiale che ha visto sfidarsi l’Olanda di Malen e il Marocco di El Aynaoui, a prevalere ai calci di rigore è stata la formazione africana. 

L’attaccante è rimasto in panchina per tutta la contesa, mentre il numero 8 è stato protagonista di un’altra prestazione importante, nonostante il penalty sbagliato. Il Marocco, quindi, ha staccato il pass per gli ottavi di finale della competizione iridata, in cui affronterà il Canada. El Aynaoui con un post su Instagram ha espresso la sua soddisfazione: “Agli ottavi di finale! Tutti insieme!” 

MANGIANTE: “I Friedkin non cedono i big” – BALZANI: “Domani mi aspetto la prima offerta per Greenwood”

Il 30 giugno è arrivato e la Roma, nonostante un inserimento della Juventus per Svilar, ha blindato i suoi big. Nell’etere romano non mancano le riflessioni in merito. “I Friedkin non cedono i big” ha detto Angelo Mangiante. Ora, però, Gasperini si aspetta che il mercato in entrata decolli da subito: “Domani è 1 luglio e mi aspetto la prima offerta ufficiale per Greenwood” afferma Francesco Balzani.


Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.


La Roma non ha il jolly alla “Palestra” in mano da sfruttare per fare plusvalenza e vendere. Quindi la multa è sicuramente il male minore. 50 milioni per Greenwood? La Roma non deve far parte dell’asta che il Marsiglia vuole far partire. Non esiste solo lui in giro per il mondo (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5)

I Friedkin hanno dimostrato di non aver problemi economici, ma lo si era capito dall’inizio che i big non sarebbero partiti, le cose stavano andando troppo a rilento. Se la Roma dovesse pagare una multa da 10 milioni di euro sarebbe la scelta più giusta (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5)

La Roma non ha rispettato i paletti del settlement agreement, vediamo cosa succede. Mi auguro che la Roma si sia cautelata in qualche modo. Da Trigoria continuano a dirci che la proprietà è tranquilla. Devo immaginare che i colloqui tra Friedkin e Ceferin abbiano portato qualche risultato, magari garantendo uno spettro di penali per la Roma. (PIERO TORRIManà Manà Sport 90.9

Soulé? Dal suo punto di vista, quella descritta dall’agente è la realtà. Lui era molto riluttante all’idea di andare in Arabia (MATTEO DE SANTISManà Manà Sport 90.9)

Sono preoccupato per le eventuali sanzioni da parte dell’UEFA. Ho il timore di sanzioni più pesanti di una multa (MARCO JURIC,Manà Manà Sport 90.9)

Gasperini, a conferma di un ruolo dominante nelle scelte tecniche, ha bloccato anche la cessione di Mancini. I Friedkin, nel loro operato pluriennale, hanno dimostrato di non cedere i big (ANGELO MANGIANTEManà Manà Sport 90.9)

Per Svilar sono convinto che non sia accaduto niente di decisivo o concreto. Secondo un contatto diretto Roma e Juve non lo hanno mai avuto, è tutto indiretto, con intermediari e procuratori. La Juve ha fatto sapere che offrirebbe 40 milioni e la Roma, credo attraverso il manager del giocatore, ha fatto sapere “venite e ne parliamo”. Ma io sapevo che stamattina si doveva far viva la Juve – Carnevali, con D’Amico e invece non si è fatta viva. So che la Roma, se avverrà, chiederà 50, altrimenti non si passa (UGO TRANITe la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)

Domani è 1º luglio e mi aspetto che la Roma presenti l’offerta per Greenwood, visto che al giocatore è stato detto che finita la storia delle plusvalenze e del 30 giugno poi ci sarebbe stata l’offerta al Marsiglia, perché lui aspetta, ma non fino a fine luglio, penso una decina di giorni. Quindi mi aspetto che la Roma faccia l’offerta e faccia quella giusta, non che si parta da 40, che si arrivi vicini. Anche perché abbiamo visto che il Milan, in piena difficoltà, ha fatto un acquisto da 70 milioni, anche esagerando, e lo ha chiuso in 2 giorni, quindi si può fare. La Roma ha puntato tanto su Greenwood, non è un qualcosa iniziato ieri. Al Marsiglia non è arrivata ancora nessuna offerta (FRANCESCO BALZANI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)

DOVBYK: “Sarei dovuto andare all’Atletico, poi mi ha chiamato De Rossi. Lo scambio con il Milan? Non si è fatto per il poco tempo. Con Gasperini gli allenamenti più duri della mia vita” (VIDEO)

Artem Dovbyk si è raccontato in una lunga intervista rilasciata al canale Youtube ucraino “Rosso Dritto”. L’attaccante ha parlato della sua carriera, dagli inizi fino ad oggi. Ecco alcune delle sue parole. 

Sull’arrivo alla Roma

“In quell’estate aspettando l’Atletico, ne avevamo già discusso. Tutto era concordato, anche tra i due club. Poi il loro direttore è scomparso, non c’è stata più risposta. Poi mi ha chiamato De Rossi e c’è stata da subito connessione. Lui mi voleva, io gli dissi che avrei aspettato ancora l’Atletico. Poi ho visto che qualcosa nel loro atteggiamento non andava, ho riparlato con De Rossi e gli ho chiesto del tempo. Successivamente ho dato il via libera alla Roma. La situazione con l’Atletico era un vicolo cieco. Poi ho ricevuto le chiamate dall’Atletico, ma avevo dato la mia parola a De Rossi. Sono andato da De Rossi perché mi fidavo di lui, ho avuto la sensazione che tra noi ci fosse una connessione. Non avrei mai immaginato che De Rossi sarebbe stato esonerato dopo solo tre partite. Dopo Totti, lui è la più grande leggenda del club, ho pensato: “come si può cancellare la leggenda di un club dopo 3 partite?” È stato irrealistico”

Juric e poi Ranieri

“Abbiamo perso molte partite. In 70.000 mila all’Olimpico ci hanno fischiato. Poi è arrivato Ranieri. Un uomo molto saggio. In quella stagione ho segnato 17 gol, nonostante abbiamo avuto 3 allenatori”

Sulla stagione da poco terminata

“Questa stagione per me è stata un fallimento, anche a causa degli infortuni. In estate sono stato molto vicino al Milan, c’era questo scambio che si sarebbe dovuto fare. È stato difficile farlo negli ultimi giorni. A gennaio? Volevo finire la stagione con la Roma. C’era la possibilità di andare al West Ham”

Gli allenamenti di Gasperini

“Credo che sono e saranno gli allenamenti più duri di tutta la mia carriera. C’è molto lavoro di corsa senza la palla.

Come ti sei preparato?

Parlai con Malinowski e lui mi disse: “Nessuno è morto, quindi andrà tutto bene”

Perché non festeggio?

“Forse è anche perché non ho segnato molto. Sono fatto così. Non riesco a fingere queste emozioni. Se festeggio è perché me lo sento.

L’Olimpico?

“L’Atmosfera dell’Olimpico è incredibile. Non importa quale partita si giochi. A Roma o sei il Re o scendi. Adorano il calcio, quando la squadra vince per loro siamo i migliori giocatori d’Europa”

Si mangia meglio in Spagna o in Italia?

“In Ucraina”

Frattesi, arrivano alcuni bonus: la Roma incassa 300mila euro

Un piccolo aiuto per le casse giallorosse arriva da Davide Frattesi. Il centrocampista dell’Inter, ciclicamente accostato alla Roma durante le sessioni di calciomercato, ha portato un piccolo tesoretto alla formazione con cui ha giocato nelle giovanili.

Come riportato da Filippo Biafora all’emittente radiofonica, infatti, la Roma ha ottenuto un ricavo da circa 300mila euro per la maturazione di alcuni bonus previsti nell’accordo fatto tra Inter e Sassuolo che sono stati raggiunti dal classe 1999 nel corso della stagione terminata il mese scorso. 

(Manà Manà Sport)

Dybala fa visita ai ragazzi delle giovanili dell’Instituto: “Non mollate mai, i sogni arrivano per tutti” (VIDEO)

Paulo Dybala ha approfittato dei giorni di vacanza in Argentina per fare visita ai ragazzi delle giovanili dell’Instituto di Cordobba, primo club della Joya. L’argentino ha voluto mandare un messaggio chiaro ai giovani calciatori: “Chiunque può arrivare, a me è successo. Ho avuto la fortuna di giocatore due Mondiali. I sogni arrivano per tutti, non mollate. Sembrano lontani, ma tutto questo non è lontano”; le parole di Dybala.

Roma, la speranza è di una multa dai 10 ai 12 milioni di euro

La Roma ci ha provato a piazzare delle plusvalenze entro il 30 giugno. Ma la decisione dei Friedkin è stata quella di non svendere i pezzi pregiati. Gasperini, insomma, è stato accontentato. E la situazione potrebbe portare a una multa, secondo il sito.

Le violazioni dello scorso esercizio finanziario hanno portato ad una sanzione di 6 milioni di euro. Adesso la speranza è quella di ricevere una multa che va nella forbice dai 10 ai 12 milioni di euro per chiudere la partita e uscire dall’accordo transattivo firmato nel 2022. Ma la partita resterà aperta fino a una decisione definitiva della Federcalcio europea.

(Calcio e Finanza)

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Su misura per Gasperini: 6 nomi (di fantasia) per il mercato della Roma (VIDEO)

LAROMA24.IT – Il 29 giugno, mentre a Roma è tutto fermo, o quasi, da calendario, quest’anno scatta la fiera dei sogni. 64 giorni da vivere come un rafting, nel miglior spin-off autoprodotto del calcio, con un migliaio di ore, sulle 1156 disponibili nel lasso di tempo, che ci vedranno scrollare, aggiornare, domandare, millantare, per rispondere alla domanda catartica: chi pijamo?

Il consiglio è quello di tenersi costantemente idratati, così da rendere più facile la deglutizione del periodo che toccherà, inevitabilmente, tutti i tasti conosciuti dell’umore umano. Qui di seguito, invece, nessuna notizia di calciomercato, neanche un indizio o un “fanno sapere”, soltanto uno sforzo di immaginazione che ha portato a 6 nomi, alcuni alternativi tra loro, che potrebbero incastrarsi adeguatamente alle necessità di Gasperini. Utili ad inquadrare i filtri di ricerca impostati sul mercato della Roma, magari a conoscere o approfondire nuovi giocatori o ancora, al peggio, far scorrere 11 minuti di quel countdown verso il 1 settembre.

Regole, autoimposte, del gioco: giocatori non accostati alla Roma, almeno non recentemente o in maniera assidua, 10 milioni la valutazione massima (per reclami: info@transfermarkt.it) per la ricerca di un difensore, 15 per un esterno sinistro, entrambi con un tetto salariale di 1,5 milioni di ingaggio netto. Poi 20 milioni per un mediano e 25 per l’esterno/trequartista offensivo, qui con 3 milioni di stipendio netto annui, per rendere la ricerca più adeguata ad una squadra che, dopo 7 anni, tornerà a giocare la Champions League. Sudamerica, in Brasile, oltre all’Europa, dal nord fino a scendere per Inghilterra, Germania e Francia: le tappe della ricerca non prevedono soste in Italia un po’ per non parlare di giocatori che, più o meno, già si conosce, un po’ per i costi che rendono spesso meno convenienti i movimenti all’interno della Serie A. Un ultimo aspetto, come non bastasse: nessuno di questi deve essere impegnato ai Mondiali, così da essere impermeabile all’inevitabile inflazione.

DIFESA – Con la porta a Svilar a cui, per meriti acquisiti, si potrebbe anche demandare la scelta sul completamento dell’organico di ruolo, la ricerca parte da un difensore centrale. Il pacchetto romanista, confermato interamente, ad oggi non sembra prossimo ad interventi particolari. Mancini, Ndicka ed Hermoso paiono destinati a restare al loro posto e consentire a Gasperini di ripartire da un sistema di sorveglianza già rodato. Qualcosa potrebbe cambiare nelle caselle alternative, con Ghilardi che ha raccolto qualche soddisfazione in più rispetto a Ziolkowski durante il percorso stagionale.

Il profilo ricercato, dunque, è quello tra i più ambiti a livello internazionale: under 23, dagli ampi margini di sviluppo, con struttura e predisposizione naturale adatte al duello anche su distanze generose. Per complicarla ulteriormente, di piede sinistro visto che l’unico del genere a disposizione, Hermoso, è anche quello più avanti con l’età. Risultato: Robert Renan (nella foto di gruppo, al centro della colonna di destra) centrale brasiliano classe 2003 attualmente al Vasco da Gama, in prestito dallo Zenit. Valore dichiarato su Transfermarkt: 10 milioni di euro, in realtà l’opzione di riscatto, che i brasiliani non sembrano in grado di saldare, è di 8 milioni di euro. Un mese fa, circa, il prestito, inizialmente accordato al 30 giugno, è stato allungato fino a fine 2026 ma i russi vengono descritti in cerca di una soluzione definitiva. Il ritorno in Brasile, se non altro, è servito a ridar vigore a quel talento che giusto un paio d’anni fa risultava accecante e che, invece, ha preso percorsi contorti. Solo questo, infatti, lo rende ancora accessibile a prezzi ragionevoli, con uno stipendio intorno al milione di euro. Lo Zenit lo prende dopo una manciata di partite nel calcio dei grandi al Corinthians, passa poi dai prestiti all’Internacional, dove un rigore sbagliato, in scavetto, gli aveva creato intorno un clima insostenibile, spingendolo a traslocare di corsa in Arabia Saudita, all’Al-Shabab. Dallo scorso anno, poi, di nuovo in Brasile, ancora in prestito, al Vasco da Gama che nel frattempo è diventata la squadra dove ha totalizzato il maggior numero di presenze.

GUARDA UN VIDEO DI ROBERT RENAN

186 centimetri di struttura che resiste facilmente ai venti dei duelli in campo aperto, ben equipaggiato da elementi di forza che lo rendono particolarmente efficace anche in contese aeree. Completano il quadro, da ideale centro sinistra in una difesa a 3, la predisposizione a difendere in avanti, il gusto nella ricerca dell’anticipo e una naturalezza col pallone tra i piedi che gli predicono, in prospettiva, un tasso elevato di rivendibilità. Sa scartare pressioni, scovare passaggi chiave e, soprattutto, giocare sul lungo con cambi di gioco diagonali che possono trovare facile applicazione in un contesto come quello della Roma di Gasperini. Oltre ad una verifica in campo europeo, Robert Renan per appropriarsi completamente del futuro che gli veniva prospettato dovrebbe ispessirsi in alcuni duelli, soprattutto immaginandolo contro avversari più spigolosi fisicamente come si trovano da quest’altra parte dell’Oceano. Non è, oggi, un brutale marcatore come i più canonici della tradizione di Gasperini. Ma l’attuale affidabilità del reparto gli consentirebbe tempi di adattamento più dilatati, abbastanza per riprendere in mano il tempo perduto.

ESTERNO – Qualunque sia la collocazione di Wesley nei campetti appesi negli uffici di Trigoria, a destra com’era nelle previsioni iniziali o a sinistra come si è poi facilmente riadattato, al conteggio degli esterni manca principalmente un mancino. Celik e Rensch, infatti, ridondano le disponibilità sul lato destro mentre l’ultima stagione di Angelino e il prestito fallimentare di Tsimikas rendono più urgente la ricerca di un rintocco sul lato sinistro.

Le ipotesi, qui, si dividono in due a seconda del profilo ricercato: un simil-Wesley come può essere catalogato Pedro Henrique, terzino sinistro che fa parte della gioielleria sudamericana dello Shakhtar. Un anno più grande del connazionale romanista, conformazione fisica paragonabile, 1,77 d’altezza, con meno ecletticità offensiva e più linearità “da terzino” ma un sinistro capace di ricamare su misura che nella frequenza con cui la Roma guadagna zone di rifinitura esterne può trovare facile esaltazione. Come Wesley, poi, non difende per stazza ma risulta fastidioso per l’aggressività con cui sa scagliarsi in pressione sugli avversari. Impressionante la capacità di accelerazione che, combinata all’utilizzo di finte di corpo, gli fanno guadagnare spesso vantaggi negli uno contro uno. 8 milioni di euro la valutazione che ne dà Transfermarkt, meno di quanto costò alla Roma Salah Eddine dal Twente.

GUARDA UN VIDEO DI PEDRO HENRIQUE

L’altra strada, invece, porta ad alzare i connotati di peso e altezza medi della squadra. Un profilo su misura per i canoni di Gasperini come quello del tedesco Tom Rothe (in basso a sinistra nella foto), passato per il Dortmund e due anni fa acquistato dall’Union Berlino per 5 milioni di euro. Il suo valore, a dar retta a Transfermarkt, si è ora raddoppiato. Classe 2004, i 193 centimetri lo hanno fatto alternare, inizialmente, tra ruoli più centrali e quello di terzino, fino a installarsi definitivamente da quinto nell’ultima stagione da 21 presenze e 2 gol. Qui nessun ricamo o volteggio con sottofondi carioca, tutta la rinomata efficienza tedesca che avanza e calpesta ciò che incontra senza preoccuparsi troppo di evitarlo. Un piede ampio e una forza fisica che viene facile immaginare a chiudere i cross provenienti dal lato opposto, come si è visto già quest’anno. Rispetto a Pedro Henrique, com’è facile intuire, si muove meno a proprio agio negli spazi stretti ma sa piegare il campo in transizione. Un anno fa soltanto Hato, tra gli Under 21, aveva più duelli aerei vinti rispetto a Rothe che quest’anno è stato secondo nella classifica degli Under 21 con più intercetti in Europa, 2,2 a partita, dietro a Chema Andrés dello Stoccarda. Stipendio attorno al milione di euro che lo rende un investimento particolarmente appetibile.

GUARDA UN VIDEO DI TOM ROTHE

CENTROCAMPISTA – La doppia via è necessaria anche a dipanare i dubbi sulla mediana. Un conto, infatti, è voler rinfoltire il reparto con un giocatore che completi la rosa e magari offra future possibilità di plusvalenza, un altro è dover trovare una pedina cardine dello scacchiere come potrebbe essere necessario in caso di cessione di Manu Koné.

Alla prima necessità risponde a sufficienza Jens Hjerto-Dahl, interminabile centrocampista norvegese del Tromsoe. Di quei numeri 6 che oggi vanno a ruba nel panorama europeo, capaci di allungare il proprio operato un po’ su tutti i metri quadrati del campo: 194 centimetri che gli fanno dominare il gioco aereo ma che non causano perturbazioni nella gestione del pallone. I primi passi, inevitabilmente, necessitano di tempi e spazi per la messa in moto, nonostante sappia comunque districarsi sotto pressione anche grazie ad un utilizzo, non ancora pieno, degli alettoni di dotazione. I principi del Tromsoe sono perlopiù posizionali, così Hjerto-Dahl finisce spesso per abbassarsi in costruzione, gestire comodamente il possesso prima di pescare tra il suo set di giocate verticali, dove spicca la precisione sul lungo. Prodotto ormai tipico del mobilificio calcistico nordico, la valutazione di Hjerto-Dahl si tiene ancora all’interno dei 10 milioni di euro nonostante le prime voci di interessamenti, più insistenti, da Southampton e Rangers. Il grafico pare destinato a crescere rapidamente, anche perché il classe 2005 ha aumentato il fatturato realizzativo: 4 gol e 7 assist in 30 presenze nel campionato passato, già 5 reti e 2 passaggi decisivi in 12 gare dell’attuale Eliteserien. Quel passo lungo e inesorabile, ormai, ha varcato anche le porte dell’area avversaria.

GUARDA UN VIDEO DI HJERTO-DAHL

Seppur Hjerto-Dahl lasci un aroma che stimola a sufficienza i ricettori sensoriali, l’eventuale partenza di uno dei più utilizzati nella passata stagione richiederebbe un calciatore dall’innesco immediato. Come sarebbe Lesley Ugochukwu, colosso francese di 190 centimetri del 2004 ma già rodato tra Ligue 1 e Premier League con quasi 150 presenze da professionista. Un anno fa il Burnley lo ha prelevato dal Chelsea per 28 milioni e nonostante una stagione densa di significati, con 3 reti in 35 presenze, la retrocessione della squadra del Lancashire lo rovescia inevitabilmente sul mercato. Cresciuto nella straordinaria filiera del Rennes, presto ingaggiato dal Chelsea che l’ha prestato al Southampton prima di cederlo definitivamente un anno fa, oggi Ugochukwu avrebbe costi decisamente più impegnativi rispetto a quanto elencato finora: 22 milioni la valutazione di Transfermarkt, per un ingaggio attuale da 2,7 milioni. Con quel prezzo, però, la Roma acquisterebbe un centrocampista mastodontico, in grado di fagocitare qualunque elemento nei paraggi e riconvertirlo in materia utile all’organismo, senza particolari vezzi artistici.

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ATTACCANTE – Si arriva dunque al punto chiave, l’elemento ricercato ossessivamente da ormai un anno: l’esterno offensivo, o trequartista che dir si voglia, che converga da sinistra, dunque di piede destro, in grado di alzare il tasso di pericolosità offensiva. La ricerca, in questo caso, è stata inevitabilmente influenzata dagli iniziali sviluppi di mercato che raccontano della passione romanista per Greenwood. Quindi se la parte grossa dell’investimento verrà destinata al contraltare di destra, sulla sinistra l’idea è di cercare un giocatore con caratteristiche differenti e costi più contenuti come da premessa iniziale. Quasi più un centrocampista offensivo che un’ala, un rifinitore più che un dribblomane incallito, un creativo più che un generatore di caos. Un po’ come quest’anno è stato usato Pellegrini o in passato la versione ultratrentenne di Gomez, Malinovskyi e Pasalic, non più dunque un Lookman, in quel sistema di pesi e contropesi che si rende necessario nella ricerca dell’equilibrio. Messe a sistema queste elucubrazioni, la scelta è ricaduta su Hákon Arnar Haraldsson, islandese targato 2003 e arma contundente del Lille con cui nell’ultima stagione ha fatturato 8 gol e 3 assist in 32 presenze. Piede destro, utilizzato maggiormente in ampiezza nelle due stagioni precedenti al Lille e accentrato nell’ultima dietro un attaccante come Fernandez Pardo, altra vecchia conoscenza dei rotocalchi di calciomercato romanista, più che Giroud.

Haraldsson è un coltellino svizzero che sa muoversi tra le pieghe della struttura avversaria, sa ricevere in posizioni dolorose per l’avversario, resistere alla pressione nonostante una struttura nella norma (1,78 d’altezza) e poi sfoggiare una strumentistica decisamente ampia tra conduzioni, rifiniture e scarti, più che dribbling, per aprirsi varchi decisivi per assist o conclusioni. Ha un dominio del pallone nordico, senza orpelli, che gli forniscono una tecnica estremamente applicata: tutto ciò che fa è finalizzato all’efficienza, al risultato. La sua natura da centrocampista dinamico lo rende partecipativo anche in non possesso, un aspetto che in un tridente immaginario con Malen e Greenwood dovrebbe avere un peso nella scelta per rendere sostenibili le teorie di Gasperini. È rapido ed elettrico nei primi controlli, pur facendo fin troppo poco affidamento sul piede debole, arriva spesso in area per la sua mobilità anche senza palla. Difficilmente si rimarrà folgorati da conclusioni dalla distanza o gesti da hit-parade. Ma è tutto, tremendamente, utile. Ad un prezzo, ancora oggi, accessibile: 25 milioni di euro secondo Transfermarkt, 10 in più di quanti ne pagò il Lille al Copenhagen 3 anni fa.

GUARDA UN VIDEO DI HARALDSSON