Olimpico e Foro Italico, allarme sicurezza: “Rinviare il derby”

La decisione definitiva non è ancora stata presa. Ma le parole del questore di Roma Roberto Massucci indicano una linea precisa: disputare il derby tra Roma e Lazio lunedì 18 maggio, evitando la concomitanza con la finale degli Internazionali d’Italia di tennis, sarebbe una scelta di «buonsenso».

La proposta è arrivata ieri mattina, a margine della partenza della Race for the Cure al Circo Massimo. Un’ipotesi che torna sul tavolo mentre proseguono le valutazioni sulla gestione dell’ordine pubblico in un weekend che si annuncia particolarmente delicato per la Capitale. […]

I nodi principali riguardano la sicurezza e la gestione dei flussi di tifosi e spettatori. Da una parte la tifoseria romanista, dall’altra il tifo organizzato della Lazio che, nel pieno della protesta contro il presidente Claudio Lotito, potrebbe disertare gli spalti dell’Olimpico e prolungare la permanenza a Ponte Milvio, tradizionale punto di ritrovo biancoceleste, costringendo le forze dell’ordine a mantenere operativo per molte ore l’imponente dispositivo di sicurezza per garantire l’afflusso e il deflusso di quanti entrerebbero allo stadio per seguire la partita e delle migliaia di persone radunate all’esterno.

Tifosi biancocelesti in contestazione con Lotito, ma anche ultrà giallorossi che potrebbero scegliere di non entrare proprio per presidiare i propri punti di ritrovo intorno all’Olimpico, come piazza Mancini e i chioschi sul Lungotevere a ridosso di ponte Duca d’Aosta, e cercare il contatto con gli avversari. […]

Tutto questo mentre al Foro Italico va in scena la finale degli Internazionali. L’orario è quello delle 17 e la speranza degli organizzatori è quella di vedere in campo Jannik Sinner, scenario che richiamerebbe oltre diecimila spettatori sul Centrale e migliaia di persone nell’intera area del Foro. […]

Le ipotesi sul tavolo sono limitate: la partita non può essere giocata di sera, dopo gli incidenti avvenuti la passata stagione. Rimangono due possibilità: domenica alle 12 e 30 oppure lunedì. […]

(La Repubblica)

Gasp si schiera: “Vorrei tenere Paulo. Dopo il 2-1 pensavo alla Conference…”

Gian Piero Gasperini l’ha giocata, questa partita, tanto è stata intensa: «Per la prima volta in vita non volevo vedere il rigore, così mi sono girato. Però c’era un tabellone enorme, alla fine l’ho visto lì…». […]

«Dybala ha detto che saluta? No, ha detto “potrebbe”, ha usato il condizionale. Vediamo cosa succede, se ne parlerà nelle prossime settimane. Io sarei contento di averlo la prossima stagione, peccato non sia stato a disposizione per tre mesi». […]

Sulla partita: «Dopo il 2-1 di Keita pensavo alla Conference…». […]

(corsera)

Roma e l’impero del Malen: rigore al 101′, Parma furioso

Centouno minuti di rabbia e veleni: «Ci hanno mancato di rispetto, tutta l’Italia ha visto quello che hanno fatto», sbraita il Cuesta furioso alla fine della follia – non ordinaria – di un Tardini modalità ring, dove il tecnico del Parma incassa last minute il gancio (3-2, Malen su rigore) che riesuma la Roma dall’inferno dove s’era cacciata.

La stagione di Gasperini era praticamente finita: «Per un attimo pensavo di andare in Conference League», confessa. Poi risorge. E con sarcasmo replica al collega rivale: «Cuesta? Ha ragione, tutta l’Italia vede le immagini, molto evidenti». […]

Malen – con la doppietta ha fatto 13 in Serie A – ribalta il Parma e avvelena Cuesta: «Meritiamo rispetto», s’infuria, contestando il rigore, il tocco di mano di Mancini in occasione del pareggio di Rensch e anche un fallo inesistente fischiato a Pellegrino prima della rimonta.

La Roma è quinta, Gasperini ha agganciato il Milan. Il rigore dell’olandese, però, mica voleva vederlo: «È la prima volta che non guardo il penalty di uno dei miei giocatori». Festa pazza dopo 101 minuti.

La storia infinita e quella finita di chi – Dybala – sceglie parole d’addio: «La Roma non si è ancora fatta sentire per il rinnovo», punge l’ex Juventus. «Il derby sarà la mia ultima partita davanti ai tifosi giallorossi. Così dice il contratto». Ma Gasperini non ci sta: «Sarebbe un peccato perderlo». Manda un segnale ai Friedkin. […]

Nessuna rivoluzione. Per ora, la presidenza americana tace. Stand-by totale: dalla scelta del nuovo direttore sportivo (Massara era in tribuna, ma è da tempo con un piede fuori da Trigoria) ai rinnovi, fino alla costruzione della rosa futura. Che passa soprattutto dai quasi venti milioni di euro che lo sbarco in Champions garantirebbe. Ma non vuole proprio rinunciare a Dybala, Gasperini. […]

C’è l’ansia per il futuro lucchettata nelle sue parole. Che riflettono incertezza: «Chi lo sa?», risponde quando gli chiedono ancora di Paulo. L’esatto contrario di quello che Gasperini pretende: sicurezza, stabilità, potere. Quello che i Friedkin gli hanno promesso, ma che ancora non si vede. La sola presenza di Corbin, fratello del vicepresidente Ryan, non gli basta. L’allenatore della Roma chiede da tempo un confronto – in presenza, basta chiamate – con i pezzi grossi del club. Solo così potrà iniziare la «programmazione».

(La Repubblica)

Rossettini: “Vinto lo scudetto senza proclami. La finale di Coppa Italia? La Juventus nella gara secca è la squadra più forte”

IL MESSAGGERO – Luca Rossettini ha guidato le ragazze della Roma femminile al terzo scudetto della storia giallorossa. Fresco campione d’Italia, alla prima stagione nella Capitale, il tecnico proverà anche a vincere la Coppa Italia nella finale contro la Juventus. Rossettini ha rilasciato un’intervista al quotidiano. Ecco alcuni passaggi.

Lo scudetto, una festa inaspettata?
«Una festa attesa, un percorso lungo e tortuoso. Con delle cadute e dei momenti di delusione. Alla fine è stato straordinario, siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto e della disponibilità che ci hanno messo le ragazze. Abbiamo vinto lo scudetto senza proclami ma consapevoli di quello che si stava creando».

Lei è al primo anno nel calcio femminile com’è nata la possibilità di arrivare alla Roma?
«In maniera casuale, da una chiacchierata con un’amica che conosceva le vicende del calcio femminile più di me. Stavo finendo il corso Uefa Pro a Coverciano, e in questa chiacchierata mi dice che c’era stato un cambiamento nella guida tecnica giallorossa e se mi sarebbe potuta interessare. Ero in un momento di riflessione nel mio percorso e sentivo il bisogno di provare una nuova avventura».

Cosa ha fatto la differenza? «I colloqui con la dirigenza della Roma, anzi approfitto per ringraziare tutti: Bavagnoli, Migliorati e Canovi con i quali abbiamo parlato e trovato subito feeling personale e umano». […]

C’è l’ultimo atto di Coppa Italia contro la Juventus che vi ha battute due volte in altrettante finali quest’anno.
«Nella partita secca sono la squadra più forte. Ma noi siamo una Roma diversa rispetto ai mesi passati. Siamo cresciuti tanto come collettivo e come singoli. Nella preparazione non ci sarà tanta differenza. Sarà una finale con una carica diversa».

Il questore: “Il buon senso dovrebbe far slittare il derby”

«Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, anche eventi difficili in concomitanza, mi sembrerebbe di buon senso non far giocare il derby nello stesso giorno delle finali maschili degli Internazionali di tennis», ribadisce il questore della Capitale, Roberto Massucci, spingendo ancora affinché Roma-Lazio possa slittare a lunedì 18 alle 18.

Ma per una questione legata ai diritti tv e alle sfide che si dovranno giocare in contemporanea per la lotta Champions e non solo, la Lega Serie A continua a dare solo la disponibilità per domenica 17 alle 12.30, forte anche del parere favorevole dell’Osservatorio. […]

(Il Messaggero)

Dybala: “Il derby? Per me forse è l’ultimo”. Gasp: “Sarei contento di averlo ancora”

L’ansia prima del rigore ha avvolto i tifosi della Roma e soprattutto Gasperini che ha vissuto quegli attimi come gran parte dei romanisti. Prima si è stretto al suo collaboratore Boccolini poi si è girato dall’altra parte: «Mi è capitato raramente di passare dal 2-1 al 2-3. Anche questo è un record, è la prima volta che non vedo il rigore. Stavo guardando i tifosi, invece c’era il tabellone che l’ha fatto vedere in diretta».

In stagione i giallorossi non avevano mai segnato dopo il novantesimo, a Parma è successo ben due volte. Meglio tardi che mai anche perché il pari sarebbe servito a poco (solamente all’aritmetica certezza di giocare in Europa il prossimo anno) mentre la corsa al quarto posto è più viva che mai. […]

La vittoria al fotofinish ha fatto storcere il naso a Cuesta che ha alzato un polverone per l’azione che ha portato al penalty che secondo lo spagnolo nasce da un fallo non fischiato su Pellegrino. A spegnere le polemiche ci ha pensato Gasp: «Ci sono le immagini, le vedrà tutta Italia, ha ragione Cuesta, mi sembrano tutte molto evidenti.
Capisco la delusione di aver perso nel recupero. I numeri parlano da soli, gli episodi idem, sarebbe stata una beffa perdere questa partita». […]

Il volto di Paulo era più triste del solito. Il futuro è ancora un rebus, il 30 giugno si avvicina e le parole di ieri sembrano d’addio: «Vorrei sapere anche io qualcosa sul mio futuro. A oggi il contratto dice che probabilmente il derby sarà l’ultima partita davanti ai tifosi della Roma. Non ho preso nessuna decisione, ma è quello che dice il contratto».

Contatti non ce ne sono stati e il ‘no’ con la testa alla domanda se qualcuno si è fatto sentire lo certificano. La volontà di Paulo è di rimanere (non ha ancora preso in considerazione la proposta del Boca Juniors) e anche Gasperini lo terrebbe volentieri: «Ha detto che va via? Ah, ‘da contratto’… magari, chi lo sa. C’è ancora una settimana prima di arrivare al derby». […]

(Il Messaggero)

L’ultima parola alla Lega Calcio ma lo spostamento di orario resta la soluzione più probabile

T utto si deciderà domani mattina a via Rossellini a Milano, sede della Lega Serie A. È qui che sarà messa l’ultima parola sul giorno e l’ora in cui giocare Roma-Lazio. Intanto rimane la suggestione del questore Massucci: far disputare il derby di lunedì. […] Per il derby, i precedenti di lunedì sono due. Il primo 18 aprile 2013, finito 1-1 con i gol di Hernanes e Totti. Il secondo, datato 25 maggio 2015, vinto dai giallorossi 2-1 con le reti di Iturbe e Yanga-Mbiwa. Qui si scelse il posticipo per consentire ai biancocelesti un giorno in più di recupero dopo la finale di Coppa Italia. Stavolta il quadro è diverso. La possibilità di giocare lunedì resta sul tavolo, ma la decisione finale spetta alla Lega Serie A. Che martedì mattina comunicherà date e orari di tutta la 37esima giornata di campionato. Il punto, infatti, non è soltanto Roma-Lazio ma tutto quello che il derby si porterebbe dietro. L’orientamento della Lega, al momento, pende più verso uno spostamento di orario che verso uno spostamento di giorno. Tradotto: derby confermato domenica 17 maggio, ma alle 12.30, nello stesso slot orario in cui si è giocata la gara di andata. È una fascia coerente con l’indicazione arrivata dal Viminale dopo i fatti della scorsa stagione sportiva: il derby di Roma, per ragioni di ordine pubblico, non deve scivolare di notte.

Il lunedì, inoltre, aprirebbe un problema più ampio. Perché nelle ultime due giornate la Lega applica il principio della contemporaneità: le squadre in corsa per gli stessi obiettivi devono giocare allo stesso orario. Vale per lo scudetto, per l’Europa e per la salvezza. La Roma, in questo caso, è in piena lotta Champions. Se il derby venisse spostato al lunedì, la Lega dovrebbe quindi valutare lo spostamento in contemporanea anche delle altre partite legate allo stesso obiettivo. Il blocco non sarebbe piccolo. […]

In sostanza, per spostare il derby al lunedì non basterebbe cambiare il calendario dell’Olimpico. Bisognerebbe intervenire anche sull’ordine pubblico di Tori-
no, Como, Milano e forse Napoli. È questo il nodo principale per la Lega. Da una parte c’è l’esigenza romana della contemporaneità con gli Internazionali. Dall’altra c’è l’impatto su un’intera giornata di campionato, con più stadi, più prefetture, più piani di sicurezza e più tifoserie da riorganizzare. La scelta, quindi, è tra due soluzioni. Accogliere l’invito del questore e spostare il derby al lunedì, trascinando con sé i disagi di un giorno lavorativo per mezza Italia. Oppure la: sciare Roma-Lazio alla domenica, anticipandola alle 12.30 per lasciare un cuscinetto gestibile di un paio d’ore tra il fischio finale del derby e il primo servizio della finale del torneo di tennis. Al momento è questa la strada più probabile. Ma la decisione verrà presa solo domani, quando la Lega avrà chiaro l’ultimo pezzo del puzzle.

(La Repubblica)

Impresa Roma, aggancio al Milan

La vittoria non poteva che arrivare al minuto 101, dopo una carica sospinta dai nervi e dal cuore più che dalla testa. Nervi che erano saltati a inizio ripresa, quando la Roma ha smesso di essere presente a se stessa e stava per regalare al Parma un successo (per niente) annunciato, visto il vantaggio (con Malen) ottenuto nel primo tempo, giocato a buonissimi livelli, per ritmo e qualità dei singoli.

Ma poi c’è il fato, c’è la follia, ci sono le due reti del Parma, di Strefezza e di Keita che cadono nella testa della Roma come pietre, c’è l’arbitro Chiffi che fa confusione (e per fortuna c’è il Var a riparare), e infine c’è Malen che segna il 2-3 su rigore dopo aver fallito un paio di occasioni grosse così, facendo fare un figurone a Suzuki. […]

Gasp se la ride, ma ha rischiato di tornare a casa senza punti e con un sogno (Champions) infranto, mentre ora tutto è meravigliosamente riacceso: al rigore di Malen si è pure girato verso la tribuna, il batticuore era salito pure a lui. Si è ritrovato in Conference e qualche minuto dopo di nuovo a sognare la Champions, anche grazie alla vittoria dell’Atalanta sul Milan, agganciato al quarto posto (ma va superato per gli scontri diretti a sfavore). La Roma è ancora lì, dopo una partita pazza e grazie a un controribaltone che ricorderemo a lungo. [….]

Chiffi ha cominciato penalizzando i giallorossi, negando un calcio di rigore (fallo su
Mancini) e poi agevolando la risalita giallorossa, prima annullando la rete di Pellegrino sull’1-1 (fuorigioco di Troilo) e poi concedendo – via Var – un rigore nel finale elettrico (fallo di Britschgi su Rensch), dopo che lo stesso olandese aveva portato la Roma sul 2-2. […]

Gasp non pensava di dover faticare così, voleva chiudere il discorso nel primo tempo. A sorpresa, infatti, ripropone Dybala titolare, che con Malen aveva giocato solo col Toro e col Milan: rinuncia inizialmente alla corsa di Pisilli perché sa che, contro una squadra che gioca più all’indietro che in avanti, meglio avere negli ultimi venti metri chi, la palla, la sa trattare con amore. […] Ed ecco che la Roma domina palla e campo, e proprio da un’azione a tre tocchi – e ad alta velocità – arriva la rete dell’uno a zero. […]

Rabbia ulteriore a inizio secondo tempo, con un errore in uscita di Hermoso, che lancia il contropiede corto di Nicolussi Caviglia e il conseguente pareggio di Strefezza. Da lì cominciano i guai. La difesa sbanda, subisce anche il raddoppio, con Keita, su dormita generale dei centrali difensivi. Malen si mangia un paio di gol, Suzuki si esalta su di lui e poco dopo su Pisilli, che era entrato con Venturino, Rensch e Ghilardi. Il portiere giapponese cade davanti alla botta di Rensch. Gli ultimi sei minuti, si scrive un pezzo di storia di questo campionato: Malen fa tredici su rigore e va ad abbracciare i tifosi presenti al Tardini. E alla prossima c’è il derby. To be continued.

(Il Messaggero)

Parma-Roma: la moviola dei quotidiani. Chiffi va in confusione. Il VAR lo salva nel finale

Una prestazione non brillante quella del fischietto di Padova che va in confusione e non riesce a gestire diversi episodi tra cui il possibile calcio di rigore negato ai giallorossi per un fallo di Valenti su Mancini. Gestione dei cartellini rivedibile per Chiffi, manca un giallo a Nicolussi Caviglia. Giusto annullare la rete di Pellegrino. Il 2-2 è regolare, Mancini sembra toccare con l’anca e si trova a terra, anche un fallo di mano non sarebbe stato punibile. Nel finale il VAR lo corregge e assegna il rigore decisivo alla Roma.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 5 […] Al 20′ contrasto Valenti-Mancini in area del Parma: episodio dubbio, con il difensore emiliano che colpisce gamba e palla. Al 54′ tolto il gol a Pellegrino: giusto, Troilo è davanti a Svilar. Nel finale succede di tutto: al 94′, sul gol di Rensch, Mancini sembra toccare la palla col fianco e comunque non c’è.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 4 […]Per Chiffi, però, è l’ennesima partita sbagliata di un’annata sbagliata (e, onestamente, potremmo proseguire, lo abbiamo sempre sostenuto). Come faccia a non essere rigore quello su Rensch è difficile anche immaginarlo, dare fallo poi alla difesa è follia. Ma la gara non si vede nelle piccole cose: Almqvist ributta in campo un pallone mentre la Roma sta facendo la rimessa laterale solo per perdere tempo. Un arbitro presente a se stesso avrebbe ammonito. Disastroso.

IL TEMPO Partita davvero complessa per Chiffi, con tanti episodi al limite e difficili da leggere. Nel primo tempo la Roma chiede due rigori. Il primo: vero che Circati sbilancia Dybala con un braccio, ma l’obiettivo del difensore è farsi spazio nella ricerca del pallone, il contatto non è punibile. Più complesso il secondo. Rischia Valenti, che su un pallone spiovente rifila un calcione a Mancini. Quel che è certo è che dalla dinamica sembra che l’argentino colpisca la gamba dell’avversario da sotto. La sensazione, però, è che il VAR non intervenga perché, quasi contemporaneamente al contatto, il difensore riesce anche a rinviare il pallone. Nella ripresa, molto contestato l’annullamento del gol di Pellegrino per un fuorigioco di Troilo. «Non può intervenire», dice Chiffi all’attaccante del Parma, riferendosi a Svilar: il movimento di Troilo – che si trova nell’area di porta a circa un metro di distanza dal portiere – interferisce con il suo tuffo. Curioso che anche all’andata fosse stato revocato – con OFR – un gol a Soulé per la stessa fattispecie di fuorigioco. Silent check sul 2-2 di Rensch per un possibile tocco di braccio di Mancini da terra. L’impatto sembra col fianco, ma anche se fosse stato col braccio non sarebbe stato punibile perché non è un fallo di mano. Poi l’episodio che cambia tutto. Ci sono due elementi dirimenti nel rigore assegnato alla Roma con OFR. Il primo è che Rensch vada in vantaggio su Britschgi: quello che inizialmente è un corpo a corpo nei limiti della regolarità, con schermaglie anche con le braccia, nel momento in cui Rensch prende posizione e va davanti all’avversario, diventa falloso. Il secondo è che il pallone finisce effettivamente proprio li e, forse, senza quella trattenuta, Rensch sarebbe riuscito anche a concludere verso la porta.


IL ROMANISTA – VOTO 5 […] Al 19′ l’episodio più dubbio del primo tempo: Dybala serve Mancini in area, il romanista entra contemporaneamente a Valenti sul pallone. Chiffi non rileva nulla, oggettivamente non è semplice, ma ci mette poca personalità (è in buona posi-zione). Il check stavolta è più lungo ma il Var Mazzoleni non cede: non è rigore perché, mentre scalcia Mancini, Valenti tocca anche il pallone. Elemento che non scagiona il parmense, ma di fatto è il “comma” (cit.) che consente agli arbitri di interpretare ad libitum. Al 36′ Nicolussi Caviglia viene graziato dal giallo per un fallo netto su Koné: imprudenza. Nella ripresa, dopo il cartellino giallo rimediato da Strefezza che si toglie tutto dopo il il gps, arriva al 10′ il gol di Pellegrino del 2-1 annullato per fuorigioco: chiara la dinamica con Troilo nell’area piccola davanti a Svilar che si abbassa e quindi disturba (la procedura vorrebbe l’on field review ma il gol viene annullato da Lissone, decisione sacrosanta). Al 19′ ammonito Troilo per trattenuta su Malen e al 30′ è bravo Venturino a costringere al giallo Britschgi. Poi il clou finale: al 4′ di recupero la Roma pareggia con Rensch. Cuesta e compagni, frustrati dal pari, chiedono un braccio di Mancini che sembra più un anca, ma comunque non sarebbe punibile (in caduta a terra). Meno che mai c’è immediatezza perché a segnare non è Mancio. Poi al 6′ di recupero succede l’insperato: Rensch imbeccato ancora da un cross morbido di Dybala da una parte all’altra dell’area è in vantaggio su Britschgi, prende posizione, inizia la trattenuta dello svizzero che non pensa al pallone (c’è anche un braccio di Rensch, per divincolarsi) e stende l’olandese con una cintura prolungata. Chiffi si perde e dà il fallo in attacco… Stavolta è solare e Mazzoleni non può esimersi dal richiamarlo al monitor: calcio di rigore e seconda ammonizione, per comportamento antisportivo (niente depenalizzazione).
Nessun dubbio, quindi, lo diciamo a beneficio del cerchiobottismo mainstream e delle domande piumate dei vari cronisti agli allenatori. Solo diversi errori, ancora una volta potenzialmente decisivi (in negativo) per la Roma di Gasp. […]


IL MESSAGGERO – VOTO 5 Non fischia né al Var per un fallo di Valeri su Mancini in area di rigore del Parma.”Compensa” l’errore annullando il gol a Pellegrino […] e con il rigore concesso nel finale.