Domenica derby, il questore Massucci: “Giusto giocare lunedì”

IL TEMPO – Il derby di Roma? È ancora senza data. Continua infatti la querelle sull’orario tra autorità e Lega Calcio, che vuole la disputa del match di domenica alle 12.30, in contemporanea con tutte le altre partite della corsa per la Champions League. Non è dello stesso avviso il questore di Roma, Roberto Massucci: «Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, anche eventi difficili in concomitanza, però mi sembrerebbe di buon senso non far giocare nello stesso giorno degli Internazionali di tennis, che sono diventati un evento mondiale, un evento altrettanto importante come il derby».

Da giorni è partito infatti il pressing per non disputare il derby e la finale maschile degli Internazionali a poche ore di distanza, con una polemica che si sta trascinando senza sosta. Anche perché la sfida tra Roma e Lazio non può essere giocata, per motivi di ordine pubblico, nelle ore notturne. Sembra difficile che alla fine prevalga la posizione della Lega (e quindi delle televisioni).

Roma da impazzire, a Parma la ribalta con 2 gol nei minuti di recupero: 2-3

LEGGO (F. BALZANI) – Una partita folle e una rimonta pazzesca che ha rimesso la Roma sulla strada per la Champions dopo averla persa per 93 minuti. Fino a quel momento, infatti, la squadra di Gasperini era sotto per 2-1 a Parma e con una posizione che poteva garantire solo la Conference League. Poi l’eroe per caso: Rensch. L’olandese ha trovato prima il gol del pari e poi si è guadagnato il rigore dell’incredibile sorpasso al minuto 100.

Ma avvolgiamo il nastro. Perché nel primo tempo la scena l’ha presa soprattutto Dybala, al rientro da titolare dopo oltre cento giorni. La Joya ha regalato l’assist per la prima rete di Malen e altri spunti non sfruttati dai compagni, su tutti Soulé che ha colpito il palo a porta vuota. Sembrava una giornata facile, non lo è stata.

A inizio ripresa, infatti, un errore di Hermoso ha permesso a Strefezza di pareggiare. Da quel momento la Roma è andata in difficoltà con il Parma che ha trovato il 2-1 tre minuti dalla fine con Keita. Più bravo dei romanisti (tre occasioni enormi fallite da Malen e Pisilli) a infilare la porta di Svilar. Sembrava la fine di una stagione maledetta. Poi accade l’imponderabile. Rensch, entrato da pochi minuti, trova con un bel diagonale la rete del pari. La Roma attacca a testa bassa, mancano solo 2 minuti di recupero. Britscghi atterra Rensch in area di rigore, Chiffi inizialmente fischia fallo in attacco. Poi al Var cambia idea e assegna il penalty. Dal dischetto va Malen, Gasp non guarda ma l’olandese non tradisce e segna il gol numero 13 (mai nessun acquisto invernale ci era riuscito). Da sesta la Roma si ritrova al 4° posto insieme al Milan.

La nota negativa arriva proprio dalla bocca di Dybala. «Quella contro la Lazio sarà probabilmente la mia ultima partita all’Olimpico. Vorrei sapere anche io cosa mi riserva il futuro, il contratto dice che smetto con la Roma dopo le prossime due partite». I margini ci sono ancora.

I VOTI DEGLI ALTRI – Rensch “l’uomo della provvidenza”, Malen “magistrale”. Gasperini “chi vince ha sempre ragione”

La Roma supera con una rimonta folle il Parma. Al Tardini termina 2-3, decisive le reti arrivate negli ultimi minuti siglate da Rensch e Malen. Il primo viene definito “L’uomo della provvidenza”. (Corriere dello Sport) Mentre l’attaccante non smette più di stupire: “Un gol con uno stop a seguire spettacolare e una freddezza incredibile dal dischetto, oltre a quello annullato dove aveva tirato fuori una giocata incredibile. Magistrale”. (Il Tempo). Risultano vincenti i cambi di Gasperini: “Primo tempo perfetto, ripresa lacunosa. Con i cambi fa un po’ di confusione, ma alla fine vince. E chi vince ha sempre ragione”. (La Gazzetta dello Sport)

MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Tempo, Il Romanista, Corriere della Sera, Repubblica)

Svilar 6
Mancini 5,5
Ndicka 5,42
Hermoso 5,07
Celik 5,71
Cristante 6
Konè 6,14
Wesley 6,21
Soulé 5,42
Dybala 7,21
Malen 8

Ghilardi 6,07
El Aynaoui 6,14
Pisilli 6,21
Rensch 7,71
Venturino 6,16

Gasperini 6,71


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 6
Hermoso 5
Celik 6
Cristante 5.5
Konè 6
Wesley 6
Soulé 5.5
Dybala 7
Malen 7.5

Ghilardi 6
El Aynaoui 6.5
Pisilli 6
Rensch 8
Venturino sv

Gasperini 6.5


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 5
Hermoso 5
Celik 5.5
Cristante 6
Konè 6
Wesley 6.5
Soulé 5.5
Dybala 7
Malen 8

Ghilardi 6.5
El Aynaoui 6
Pisilli 6
Rensch 7.5
Venturino 6

Gasperini 6


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 5.5
Hermoso 5
Celik 6
Cristante 6.5
Konè 6.5
Wesley 6.5
Soulé 5.5
Dybala 7.5
Malen 9

Ghilardi 6
El Aynaoui 6.5
Pisilli 7
Rensch 8
Venturino 6

Gasperini 8


IL TEMPO

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 5.5
Hermoso 5
Celik 5.5
Cristante 6
Konè 6
Wesley 6
Soulé 5
Dybala 7
Malen 7.5

Ghilardi 6
El Aynaoui 6
Pisilli 6
Rensch 7.5
Venturino 6.5

Gasperini 6.5


IL ROMANISTA

Svilar 6
Mancini 6.5
Ndicka 6
Hermoso 5.5
Celik 6
Cristante 6
Konè 6.5
Wesley 6.5
Soulé 6
Dybala 8
Malen 8.5

Ghilardi 6
El Aynaoui 6
Pisilli 6.5
Rensch 7.5
Venturino 6

Gasperini 7


LA REPUBBLICA

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 5
Hermoso 5
Celik 5.5
Cristante 6
Konè 5.5
Wesley 5.5
Soulé 5
Dybala 7
Malen 8

Ghilardi 6
El Aynaoui 6
Pisilli 6
Rensch 7.5
Venturino 6

Gasperini 6.5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 5
Hermoso 5
Celik 5.5
Cristante 6
Konè 6.5
Wesley 6.5
Soulé 5.5
Dybala 7
Malen 7.5

Ghilardi 6
El Aynaoui 6
Pisilli 6
Rensch 8
Venturino 6

Gasperini 6.5

L’affondo di Dybala

Il ribaltone del Tardini, iniziato a metà recupero (93′ 14″), ha le firme di Dybala e Malen, protagonisti per più di cento minuti del match infinito contro il Parma. Con loro è decisivo, in entrambi i gol della rimonta della Roma, Rensch che segna e conquista il rigore del terzo successo consecutivo dei giallorossi, ancora in piena corsa Champions. Paulo e Don lasciano il campo felici e al tempo stesso distanti. Perché, con l’olandese che sale a quota 13 gol in 16 giornate (14 contando quello in Europa League), l’argentino annuncia invece l’addio al club di Friedkin con due giornate d’anticipo. La partita in Emilia non finisce mai. Prosegue con l’intervista a caldo di Dybala: «Vorrei sapere anche io del mio futuro. A oggi il contratto dice che finisce dopo queste due partite. Il derby potrebbe essere l’ultima partita mia davanti ai tifosi della Roma. Non ho preso nessuna decisione, ma è quello che dice il contratto». Paulo usa il condizionale per prendersi il suo tempo e magari vedere che cosa gli proporrà il club giallorosso. Il suo ingaggio è da 8 milioni più uno di bonus (lordi sono poco meno di 18 milioni). La proprietà – ascoltato il parere di Gasperini che lo confermerebbe – è intenzionata a ridurre il monte stipendi e quello di Paulo sarebbe tagliato almeno della metà, più qualche bonus legato alle presenze.
Bisogna vedere che cosa ha in mente l’argentino, chiamato dal Boca Juniors e dagli States. […]

«Questa squadra dà tutto fino alla fine, in settimana ci alleniamo tantissimo e diamo il massimo ogni giorno per giocare novanta minuti così. A Parma si sono viste la cattiveria e la voglia che ha questa squadra di raggiungere un posto in Champions. Sappiamo che non dipende da noi, ma lotteremo fino alla fine. Era fondamentale vincere in qualsiasi modo. Vincere così è bello. Sicuramente la gente a casa si è divertita ma ha anche sofferto. Speriamo che quelli sopra a noi cadano e di poter vincere ancora. Più carichi di così al derby non possiamo arrivare. Per i tifosi della Roma e per la classifica sarà bello giocarlo». Paulo ha ceduto il rigore a Malen: «È in un momento incredibile, era giusto lasciargli il pallone». […]

(Corsera)

“Pensavo già alla Conference e invece…”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Sembrava tutto finito. «Al gol di Keita pensavo alla Conference – ha ammesso Gasperini a Dazn – alle occasioni che avevamo avuto e alle parate di Suzuki straordinarie». Allo stesso tempo, «non pensiamo mai che una partita sia finita fino a quando l’arbitro non fischia». La Roma ha avuto la forza di reagire e di tenere vive le speranze Champions. «La partita è stata di livello. Abbiamo fatto un primo tempo buonissimo, ma abbiamo preso qualche contropiede di troppo – ha affermato il tecnico di Grugliasco – Non è facile recuperare le energie per riportarsi in vantaggio con una squadra che sta così bene come il Parma, abbiamo avuto un grande spirito sotto quell’aspetto. La squadra è straordinaria da inizio anno. Sembrava una partita un po’ stregata per il numero di occasioni. Sarebbe stata una beffa perdere questa partita. Fare gol nel recupero mi è capitato, ma rarissime volte di passare dal 2-1 al 2-3. È la prima volta che non guardo un rigore. Stavo guardando la gente, ma alla fine l’ho visto sul tabellone».
E Gasperini è certo che l’inserimento di Rensch ha rappresentato il cambio decisivo:
«Ha segnato e conquistato il rigore. In termini di risulta-to, ha cambiato la partita».

Cuesta si è lamentato per alcuni episodi arbitrali, ma per l’allenatore piemontese non esistono dubbi: «Ci sono le immagini, le vedrà tutta Italia, ma mi sembrano tutte molto evidenti. Il rigore è netto. Capisco la delusione per aver perso nel recupero, perché hanno giocato con uno spirito straordinario e questo è bello per il campionato. Aver vinto per noi è motivo di grande soddisfa-zione. Abbiamo avuto tante occasioni, i numeri parlano da soli e anche gli episodi». La doppietta del Tardini ha permesso a Malen di salire a quota tredici gol in campionato e diventare l’acquisto di gennaio ad aver segnato più reti nei primi mesi in Serie A. È un ragazzo tranquillo, non molto espansivo, ma si è inserito benissimo nello spogliatoio – ha dichiarato Gasperini – È un ragazzo straordinario. Ha sempre questo viso sereno e ci tiene moltissimo. Ha delle grandi motivazioni e ha alzato il livello in campo. Ci siamo affezionati anche al ragazzo». Il modo migliore, per la Roma, di arrivare al derby. Il protagonista a sorpresa è stato Rensch, prima con il gol, poi con il rigore conquistato: «Èstato un match pazzo, ma ci abbiamo creduto da squadra. Il derby è il derby, la partita più importante, e dobbiamo vincere».

Il sogno continua

IL TEMPO (L. PES) – Una Roma infinita. Pomeriggio al cardiopalma al Tardini dove i giallorossi strappano tre punti vitali per la Champions con due gol oltre il novantesimo, come mai era accaduto in questo campionato. Negli oltre cento minuti di Parma succede di tutto: la Roma va in vantaggio abbastanza presto, domina il primo tempo ma poi si lascia rimontare dai gialloblù di Cuesta. Poi nel recupero è Rensch l’eroe del pomeriggio emiliano col gol al 94′ e il rigore conquistato pochi minuti dopo che fa esplodere Gasperini e compagni. A centottanta minuti dalla fine della stagione i giallorossi restano quinti ma agganciano il Milan (quarto) che dopo il ko con l’Atalanta è avanti ai giallorossi solo per gli scontri diretti e la Juve, ora terza, dista solo un punto. Prossimo turno delicatissimo per tutte col Como che al momento resta sesto a distanza ridotta (due punti). Gasp si gioca il tutto col ritorno di Dybala dal primo minuto nel tridente con Soulé e Malen che non si vedeva da Roma-Milan del 25 gennaio. Approccio alla partita ancora una volta feroce della Roma che come con Bologna e Fiorentina detta da subito i ritmi all’avversario. Dopo nove minuti viene annullato un gol a Malen pescato in fuorigioco, ma l’olandese si rifa al 22’servito in maniera splendida da Dybala dopo il bel recupero di Koné. Dodicesimo gol del campionato battendo Suzuki in campo aperto.

I giallorossi non si fermano e dopo sette minuti Soulé sfiora il raddoppio su un altro assist della Joya, ma il colpo di testa del connazionale si stampa sul palo. Tanto calcio per la squadra di Gasperini che però flirta soltanto col raddoppio e il Parma comincia ad affacciarsi nella metà campo offensiva. Il rientro dopo la pausa è traumatico per la Roma. Hermoso sbaglia un pallone facile in uscita e Nicolussi Caviglia pesca Strefezza bravo a battere Svilar in maniera chirurgica. Cristante e compagni calano e il Parma in ripartenza inizia a far male. Malen ha due occasioni clamorose per tornare in vantaggio ma si lascia ipnotizzare da Suzuki, nel frattempo Pellegrini aveva segnato il raddoppio Ducale ma Chiffi annulla correttamente per fuorigioco attivo di Troilo pochi centimetri davanti a Svilar. Intanto Gasp mette mano alla panchina: fuori Hermoso (subito dopo l’errore cruciale), Cristante e Soulé e dentro Ghilardi, El Aynaoui e Pisilli con Koné alzato sulla trequarti A quindici dalla fine altre mosse dalla panchina con gli ingressi di Rensch e Venturino al posto di Celik e Koné che si riveleranno decisivi. Pisilli per poco non fa 2-1 su una bella azione insistita di Malen dentro l’area e allora ci pensa Keita a punire la Roma. A tre dal novantesimo il centrocampista raccoglie il suggerimento di Estevez e pesca l’angolino per il vantaggio emiliano. Sembra la fine della rincorsa Champions giallorossa, ma poi entra in scena Rensch. Minuto 94, da un corner si innesca la mischia nell’area del Parma che premia l’olandese bravo a trovare il tiro a giro dal limite dell’area. La Roma ci crede e pochi minuti dopo arriva l’episodio della domenica. Contatto tra Rensch, ancora protagonista e Britschgi in area Chiffi inizialmente fischia fallo in attacco all’olandese, ma poi il Var lo richiama per correggere una decisione in un primo tempo effettivamente sbagliata. Rigore per la Boma e secondo giallo per il giocatore gialloblu. Dybala tiene il pallone tra le mani ma lo lascia a Malen che spacca la porta con un destro potente sotto l’incrocio dei pali. Esplode la festa giallorossa quando ormai il cronometro segna 101 minuti. Esplode la gioia giallorossa al triplice fischio dell’arbitro dopo un pomeriggio di passione pura. La rincorsa Champions continua con la certezza che il prossimo anno i giallorossi giocheranno in Europa, prossimo ostacolo: il derby, quello più duro.

“Con la Lazio l’ultima all’Olimpico”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Centottanta minuti che potrebbero essere gli ultimi di Dybala con la maglia della Roma. Il contratto scadrà tra meno di due mesi e la Joya non sa ancora quale sarà la prossima tappa della propria carriera. «Non ho preso nessuna decisione sul futuro, ma il contratto finisce dopo queste due partite – ha ammesso l’attaccante argentino a Sky – e, quindi, l’unica cosa che posso dire è che probabilmente il derby potrebbe essere la mia ultima partita davanti ai tifosi della Roma. La società non mi ha contatto». Per il momento, Dybala ha ricevuto un’offerta dal Boca Juniors, dove lo attende l’amico fraterno Paredes, ma la società argentina non si è spinta oltre i 500.000 euro di ingaggio.

Il rinnovo con il club giallorosso, però, non è un’opzione da escludere. Anche perché Gasperini è un fautore del prolungamento di contratto dalla Joya. «Non so quale sarà il suo futuro, ma c’è ancora una settimana prima di arrivare al derby – ha dichiarato con un sorriso l’allenatore piemontese – Paulo è stato bravissimo, ci ha dato sicuramente qualità. È stato un vero peccato non averlo avuto per così tanto tempo. lo sarei contento di riaverlo il prossimo anno». Dybala aspetta una chiamata dal club, consapevole che un eventuale rinnovo sarebbe a cifre decisamente inferiori rispetto agli 8,5 milioni netti più bonus percepiti attualmente. Nel frattempo, insegue il sogno di realizzare il primo gol nel derby.

Roma, folle rimonta. Malen è l’oro di Gasp

Ma di cosa vuoi parlare, dopo una partita cosi? Di aspetti tattici? Ha ragione Vasco Rossi, inutile trovare un senso a questa gara che è stata un luna park, perché un senso non ce l’ha. La Roma prima la perde dopo aver dato la sensazione di controllarla, poi la vince ribaltando il Parma in pieno recupero. Due minuti e 41 secondi: tra le cose che si possono fare, in questo lasso di tempo così ristretto, da ieri c’è anche passare dal 2-1 al conquistarsi il rigore del 2-3, grattando tre punti incredibili e insperati che valgono l’aggancio al Milan in classifica, con i rossoneri ancora avanti per gli scontri diretti. Merito (molto) di Rensch, onesto olandese di fascia entrato in campo giusto per agitare la fascia sinistra. All’apparenza, un cambio come un altro. Macché: prima ha trovato il 2-2 con un destro dal limite, poi si è conquistato il rigore che l’arbitro Chiffi – contestatissimo da entrambe le squadre – ha concesso dopo revisione Var. La foto da prima pagina è la sua, ma dentro questa partita ci sono tanti album da sfogliare. C’è un Malen che ha fatto e disfatto: alla fine della fiera il rigore del 2-3 è pesantissimo e cancella i due errori evidenti solo davanti a Suzuki, ancora sull’1-1. Era stato sempre lui, dopo 22′ del primo tempo, a mandare avanti la squadra di Gasperi-ni, legittimando la superiorità espressa dai giallorossi. Siamo a 13 gol in 16 partite di campionato: numeri da campione.

Altro album, Paulo Dybala: tornato titolare dopo 105 giorni, è entrato in quasi tutte le azioni da gol della Roma, compreso l’assist per Malen e il pallone del palo offerto a Soulé. «Il derby (la prossima giornata, ndr) potrebbe essere la mia ultima partita davanti ai tifosi della Roma – ha detto -. lo non ho preso nessuna decisione, ma questo dice il contratto». È un messaggio alla società, un modo per «stanarla»: lui vorrebbe restare e Gasp vorrebbe tenerlo («sarei contento di vederlo ancora qui l’anno prossimo», ha confermato il tecnico), ma dai Friedkin fin qui un silenzio tombale (e mica solo su Dybala). […]

(Corsera)

Derby di lunedì. Il rinvio è vicino: “Una scelta di buon senso”

Questione di buon senso. A parlare così del caso derby della Capitale è stato ieri il questore di Roma, Roberto Massucci, forse colpito da chi, più o meno esplicitamente, se la sta prendendo con chi ha la responsabilità della sicurezza della citta, sottolineandone la possibile “colpa” nel non saper gestire due grandi appuntamenti, Roma-Lazio e la finale degli Internazionali d’Italia, nello stesso giorno, domenica 17 maggio, e nello stesso luogo, il Foro Italico. Per questo Massucci inizia così il suo discorso: «Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, anche eventi difficili in concomitanza, mi sembrerebbe però di buon senso non far giocare nello stesso giorno degli Internazionali di tennis, che sono diventati un evento mondiale, una sfida altrettanto importante come il derby».

L’ipotesi che continua a prendere quota, proprio per la perplessità di Questura e Prefettura, è dunque quella di far giocare il derby lunedì 18 maggio alle 18 visto che le sfide tra le due squadre di Roma non si possono più giocare in notturna, sempre per ragioni di ordine pubblico. E con i giallorossi impegnati nella corsa Champions verrebbero in automatico spostate a lunedì le gare della penultima di campionato di tutte quelle squadre a caccia di un posto nel torneo più importante d’Europa, quindi Juventus (che ospita la Fiorentina), Milan (in trasferta contro il Genoa), Como (impegnato in casa con il Parma) e teoricamente, se non dovesse fare punti questa sera, anche Napoli (che giocherà a Pisa). Quello di lunedì alle 18 è però un orario che non piace affatto ai tifosi (tanto più quelli delle squadre coinvolte solo di riflesso in questo tetris) e ai club, considerato pure che non è nemmeno previsto negli slot dei diritti tv. Per questo la Lega Serie A nei giorni scorsi, attraverso il suo presidente Ezio Simonelli, aveva parlato delle 12.30 di domenica come unica soluzione possibile. […]

Se ci sono tante perplessità sulla giornata di domenica è perché si ritiene il derby una gara diversa da qualsiasi altra sotto il profilo dell’ordine pubblico, una partita in cui il rischio scontri intorno allo stadio è sempre (troppo) elevato. Stavolta il deflusso dei tifosi andrebbe a impattare con l’ingresso degli appassionati di tennis (la finale è in programma alle 17), molti dei quali stranieri. Sono ore di attente valutazioni. Domani, quando la Lega formalizzerà il calendario, avremo il quadro molto più chiaro.

(Gasport)


Malen da record. Altri due gol per la storia: “Io qui gioco il mio calcio”

Nella storia. Perché da quando la Fifa ha introdotto il mercato invernale (2001/02) nessuno in Italia ha avuto un impatto come il suo: 13 gol in 16 partite, superato anche Balotelli (che nel 2012 con il Milan ne aveva segnati 12 da gennaio a giugno), Donyell Malen è molto più del centravanti della Roma, è l’oro che luccica e aumenta di valore di giorno in giorno. E pazienza se ieri di gol poteva farne anche 4 o 5, tra quello annullato e i due mangiati nella ripresa. Per renderlo diverso da tutti gli altri basta considerare il coraggio e la personalità con cui l’olandese ha calciato quel calcio di rigore all’undicesimo minuto di recupero: un pallone che pesava una cinquantina di chili, quanti i milioni che può regalare la Champions nella prossima stagione.

E alla fine Malen è lo specchio della felicità. Per quanto fatto, per il gol, per un momento che ritiene magico da tempo. «Venire in Italia è stata una grande idea, perché qui posso giocare il mio calcio», dice a fine partita il centravanti olandese. Che dopo il rigore della vittoria si è andato a prendere le ovazioni della sua gente, in estasi quasi come quando nella Roma giocava un certo Gabriel Omar Batistuta. «Su quel rigore c’era tanta pressione, quel pallone era molto importante per la nostra stagione», ha detto ancora l’olandese nella pancia del Tardini. E come dargli torto, considerando che senza quel gol su rigore la Roma oggi avrebbe già abbandonato il sogno della Champions. E invece grazie ai suoi 13 gol i giallorossi possono ancora sperare di mettere la freccia su Juventus o Milan. «I 13 gol in campionato? Fantastico, è un grande numero – chiude Malen -. Ma la cosa più importante sono i compagni che mi aiutano a raggiungere questi numeri». […]

(Gasport)