Le ore di Dybala: contatti mai interrotti. Palla ai Friedkin

Ora o mai più. Non ci sarà molto tempo da aspettare per capire se Paulo Dybala la prossima stagione sarà ancora un giocatore della Roma. O se, invece, come il giocatore ha paventato domenica, il contratto in scadenza lo porteta a chiudere la sua avventura in giallorosso. Questa è la settimana della verità, difficilmente si andrà oltre. Perché l’argentino non è un giocatore qualsiasi: un’eventuale ultima partita in casa davanti ai suoi tifosi andrebbe annunciata, dal club, dal giocatore o magari da entrambi in maniera congiunta. E quindi c’è da aspettarsi una mossa a breve da parte dei Friedkin, in un senso o nell’altro. Se la mossa non arriverà, è possibile che sia lo stesso Dybala ad anticipare tutti salutando. Contro la sua volontà, per la verità. L’argentino vorrebbe restare a Roma, anche per motivi familiari. E lo stesso Gasperini, che pure lungo la stagione ha più volte cambiato idea sul giocatore ora
spinge per tenerlo in organico. Considerato quanto sia decisivo l’allenatore a Trigoria, oggi la bilancia pende più verso un rinnovo che verso un addio. La partita é più filosofica che economica: se Dybala resta, la sua centralità non è in discussione. Ed evidentemente ci sarebbe uno spazio in meno da coprire in termini di rinforzi offensivi sul mercato. Poi, certo, i numeri vanno fatti quadrare. Dybala oggi ha un contratto pesantissimo, che arriva a toccare la doppia cifra, 10 milioni netti tra la parte fissa e quella variabile. Il rinnovo, se si chiuderà, sarà su cifre completamente differenti e una parte dello stipendio sarà legato alle presenze, con la base fissa intorno ai 2 milioni netti. I contatti tra la Roma e Dybala, al di là di quel che il giocatore ha fatto capire, in questi mesi sono andati avanti. Insomma: i presupposti ci sono, l’accelerata spetta ai Friedkin.

(corsera)

Il supermercato dei ds: Tare rischia, c’è D’Amico. L’Atalanta prenota Giuntoli

Il futuro di Igli Tare è tutto da scrivere. Nel processo ai responsabili del flop del Milan, in corsa per lo scudetto fino a metà marzo quando perse all’Olimpico con la Lazio, anche il direttore sportivo è finito sotto esame. Atteso come la figura necessaria per mettere ordine in un organigramma privo di competenze ad hoc, Tare sta già come d’autunno sugli alberi le foglie. Caduco. Senza Champions ma forse anche con il quarto posto in tasca, il manager albanese rischia di preparare anzitempo il trolley. Del resto, anche per lui non è stata una stagione semplice e non solo perché la società gli imputa di aver acquistato Jashari e Nkunku pagandoli a peso d’oro senza ottenere super prestazioni dai due. A sua difesa bisogna ammettere che l’ad Furlani ha condotto un mercato parallelo trattando giocatori, come Mateta, senza che Tare stesso ne fosse a conoscenza. Un suo addio darebbe il via a una sorta di gioco della sedia dei direttori sportivi. Tony D’Amico, è il primo della lista: è gradito all’ad e non avrebbe problemi a incastrarsi anche con Geoffrey Moncada, attuale direttore tecnico del club. Del resto il dirigente dell’Atalanta lascerà, dopo anni di onorato servizio, Bergamo dove sta per arrivare dopo un anno di pausa l’ex bianconero Cristiano Giuntoli. Praticamente scenario confermato già da Luca Percassi. L’altra pista a disposizione per D’Amico conduce alla Roma dei Friedkin che, dopo l’allontanamento di Ranieri, si sta per separare anche da Ricky Massara. Non è l’unico profilo sondato dai giallorossi che pensano anche a Giovanni Manna, manager che ha già ottenuto la benedizione di Gian Piero Gasperini. Domanda delle domande: Aurelio De Laurentiis, che già nei prossimi giorni dovrà incontrare Antonio Conte per prendere una decisione definitiva sul futuro, accetterebbe di buon grado anche un cambiamento a livello dirigenziale? Per convincere
Manna a restare, l’argomento più persuasivo è il rinnovo del contratto. In questo quadro caotico, un grande nome potrebbe scuotere il mercato dei direttori sportivi nonostante la recente firma sul contratto. Fabio Paratici, già vicino al Diavolo nella scorsa primavera, è legato alla Fiorentina fino al 2030, ma se chiamasse una big?

(corsera)

Un marziano sulla Champions

Un marziano, Sinner, incontra un altro marziano, Malen, a Roma, che è il centro del mondo. C’è il tennis al Foro Italico, Jannik domina sulla terra rossa, Malen, accompagnato da Rensch, guarda e pure lui è un po’ eroe. Si parla di campioni, ognuno sulla propria via, Donyell ha la sua terra da conquistare, la Champions, che a Jannik interessa in quanto tifoso del Milan, che della Roma è rivale principale. C’è bisogno di un po’ di relax per staccare la spina dopo l’impresa di Parma e le mille attenzioni addosso; c’è un derby da vincere, all’Olimpico che è a due passi dal Centrale, tra cinque giorni. Donyell è attore protagonista della squadra di Gasperini, lui il punto di forza, un portatore sano di entusiasmo. Il tecnico, quando parla di lui, quasi si commuove, gli brillano gli occhi. Malen, insomma, in questo momento è il Sinner della Roma, senza troppe discussioni. […] Un killer del gol, senza mostrare troppi sentimenti: lavorare, segnare, vincere. Malen sta dando alla squadra quella forza d’urto che mancava nei mesi precedenti, nonostante i risultati fossero comunque buoni, ma la media gol rispetto alla Roma della prima parte della stagione, con lui, è praticamente raddoppiata. E, come Batistuta, a Parma, ha incontrato l’amore della sua gente, che dopo il 2-3 del Tardini lo ha accolto sotto il settore e lo ha idealmente abbracciato. Lui, che di solito regala pochi sorrisi e caramelle, proprio come Bati, si è goduto quell’attestato di stima e li è andati a ringraziare, mentre i suoi compagni festeggiavano in campo, a pochi metrida lui.
Malen con la doppietta di Parma ha agganciato Thuram nella classifica dei marcatori in Serie A, entrambi a meno quattro reti da Lautaro, ormai re incontrastato dei bomber. È chiaro come le reti dell’olandese assumano un peso diverso, visto che le ha realizzate in appena sedici giornate di campionato, con una media di 0,8l a partita, contro lo 0,44 del francese e lo 0,60 dell’argentino. L’olandese è strabiliante, sarebbe un peccato se questi numeri non dovessero bastare a regalare la Champions alla Roma. Lui con i suoi tredici gol ha già eguagliato i migliori marcatori della Roma degli ultimi anni. Dalla stagione 20-21, solo Abraham ha fatto meglio con 17 reti finali, sugli altri ha già messo la freccia, Dovbyk 12, Lukaku e Dybala 13, come Mkhitaryan. Ma chi si aspettava questo rendimento? Nessuno, forse solo Gasperini, che lo ha voluto fortemente e da centravanti, togliendolo dalla fascia: uno come Malen, che in Premier faticava, qui primeggia in lungo e in largo: tecnico, veloce, baricentro basso, visione della porta. Poi si, anche a lui capita l’errore, e a Parma hanno spaventato molto i tifosi della Roma. Poi, la rete di Rensch e il rigore di Donyell hanno cambiato risultato e umori.

(Il Messaggero)

Dybala sotto esame: il rinnovo è un rebus

Il sorriso post vittoria col Parma di Dybala si è spento nel giro di pochi secondi. Appena ha sentito la parola ‘futuro’ il volto è tornato ad essere scuro. Il motivo è semplice, Paulo si ritrova nella stessa situazione di quattro anni fa quando vestiva la maglia della Juventus. Un contratto in scadenza e poche possibilità di rimanere. “Il derby di domenica potrebbe essere l’ultima partita davanti ai tifosi”, più chiaro di cosi non poteva essere. Ci ha pensato poi Gasperini a raddrizzare la situazione: “Da contratto sono le ultime partite, chissà”. Un velo di mistero, ma di certo c’è che un giocatore come Paulo se lo terrebbe volentieri con sé. Anche l’argentino ha voglia di rimanere, ma ad oggi contatti per l’eventuale rinnovo non ce ne sono stati. La sua testa è alla sfida con la Lazio: vuole riportare i giallorossi in Champions e soprattutto togliersi lo sfizio di segnare per la prima volta in una stracittadina. Poi si siederà a tavolino, ma con chi? Massara è al capolinea e i nodi sul futuro ds ancora non sono stati sciolti. C’è attesa per l’arrivo di Ryan Friedkin ma la sensazione è che ogni decisione verrà rimandata a dopo la trasferta di Verona. Sul tavolo ha due offerte. La prima è nota ed è quella del Boca Juniors che non può mettere sul piatto cifre milionarie, l’altra è dell’Inter Miami di Lionel Messi che invece di soldi da spendere ne ha. I club turchi, invece, non sono andati oltre qualche sondaggio esplorativo. Dybala guadagna 8 milioni di euro a stagione più 1 di bonus, troppi per la Roma che lo rinnoverebbe solamente a cifre più contenute magari offrendo un fisso più dei bonus che scatterebbero in base alle presenze. Lui e Gasperini non hanno dubbi, ma questo matrimonio va fatto in tre e la palla ora passa alla società.
Ma la condizione fisica fa storcere il naso a tanti. L’anno scorso l’operazione ad aprile, in questa stagione è finito sotto i ferri a marzo. In campionato ha giocato solamente il 36% delle partite da titolare e il bottino dei gol è misero per un calciatore con le sue qualità. La tenuta fisica è un tema che non può non essere tenuto in considerazione soprattutto per un club che ha come obiettivo principale quello di abbattere il monte ingaggi. Poi c’è l’altra faccia della medaglia. Dybala è un giocatore di livello mondiale ed è un uomo immagine per il club e per Adidas. E arrivare al centenario con lui fa tutta la differenza del mondo, discorso che ha fatto anche Gasperini alla società qualche mese fa. Inoltre, quando è in forma, è l’arma in più e la partita di Parma ne è la dimostrazione. Ognuno ha i suoi buoni motivi per spingere su una direzione o sull’altra, ma la clessidra sta per esaurirsi ed entro giugno Paulo attende una risposta definitiva. A tenere banco ci sono anche i rinnovi di Pellegrini, Celik e El Shaarawy. Lorenzo tra i tre è quello che più di tutti può ambire al prolungamento. Il rapporto con Gasp è ottimo, ma anche in questo caso le parti hanno bisogno di venirsi incontro. La Roma vorrebbe dimezzare lo stipendio e l’incontro è in programma dopo la fine del campionato. Discorso simile per Celik che pero dovrà abbassare le richieste, difficile quello per il ‘Faraone’ ma l’ultima parola ancora non è stata detta. Nessun problema, invece, per Hermoso. La Roma ha intenzione di attivare la clausola per il rinnovo automatico fino al 2027. Anche se a rilento, qualcosa si inizia a muovere.

(Il Messaggero)

Gasp al potere: il tecnico vola senza Ranieri ed è già nel futuro

Da quando Gian Piero Gasperini ha vinto la “sfida” interna con Claudio Ranieri, tra botta e risposta e tensione continua, la Roma è un treno in corsa. E tutti i passaggi a livello si alzano con disarmante puntualità al suo passaggio. Nel segno del tecnico di Grugliasco, la squadra non è mai stata sua come in questo momento: tutti stretti attorno a un’idea di gioco, tutti pronti ad accelerare lungo il rettilineo finale della Champions. E non è un caso che a risolvere il match a Parma sia stato un subentrato, Rensch, un gregario intelligente, che ha dimostrato come i potenziali titolari siano diventati più di 11 e che l’attaccamento al progetto “gasperiniano” sia ormai fortissimo. E così il campo e la mano del tecnico hanno avuto il sopravvento su tutti gli altri aspetti e in particolare su quella narrazione secondo cui ad ostacolare il peso decisionale chiesto da Gasp negli ultimi mesi era proprio la filosofia contraria dell’ex senior advisor Ranieri, convinto dal canto suo della necessità di un maggiore equilibrio interno tra le parti a protezione del gruppo dirigenziale. Ed invece, venuti giù il “muro” di Trigoria e il clima da guerra fredda, la squadra si è liberata dalle polemiche e ha preso il volo in appena tre settimane battendo in ordine Bologna, Fiorentina e Parma in un crescendo di entusiasmo: il miglior propellente possibile, peraltro, verso il derby con la Lazio. Come naturale conseguenza della svolta, Gasp incontrerà a stretto giro i Friedkin per mettere su in chiave futura una struttura modellata sulle sue esigenze, come accaduto nelle nove annate all’Atalanta. Un gruppo snello, senza compromessi e figure ridondanti, che sia funzionale ai suoi metodi. Non solo un nuovo ds con cui parlare con la massima empatia e fiducia reciproca, avendo lui stesso più voce in capitolo sulle scelte di mercato, ma anche uno staff medico con cui trovare piena intesa specie nel gestire gli infortuni. Come gli stessi Friedkin che hanno dato lo scossone del 24 aprile separandosi da un totem come Ranieri, anche i tifosi hanno scelto la linea dell’allenatore. E c’è grande curiosità ora da una parte attorno alla volata Champions, ma nel frattempo pure attorno a cosa accadrà il giorno dopo la fine del campionato, quando Gasp sarà già in sala comandi per rinforzare la rosa. Con il pieno controllo tecnico e decisionale che cercava, Gasp potrà indicare quali elementi del nucleo storico potranno proseguire con lui oltre ai fedelissimi Mancini e Cristante. E quali giovani potranno completare la crescita con lui: nella gara chiave della stagione, a Parma, il tecnico non ha avuto paura di rischiare Venturino. Non l’aveva avuta nemmeno quando in Coppa Italia col Toro aveva inserito a gennaio il 16enne Arena, ripagato poi con un gol del baby giallorosso al debutto. Nella nuova era, un mix vecchia guardia e talenti può avanzare senza paura. Con Gasp sempre più al potere.

(gasport)

Uragano Malen, la punta da record cambia la Roma: in Europa solo Kane come lui

Nessuno come lui. Né in Italia, ma neanche in Europa. Anzi, forse uno che gira al suo livello c’è e si chiama Harry Kane, non proprio il centravanti più scarso della terra. Anche se poi rispetto alla punta inglese Donyell Malen gioca più dentro l’area di rigore avversaria e tira di più in porta. Insomma, le 13 reti segnate dalla punta giallorossa da quando è sbarcato a Roma non sono solo il miglior impatto di sempre nel calcio italiano da quando esiste il mercato invernale, ma anche il miglior percorso in Europa di questa seconda parte della stagione attuale. Come Malen, appunto, solo Harry Kane è riuscito a segnare da metà gennaio ad oggi lo stesso numero di reti, 13. Alle loro spalle con 11 gol la coppia che gioca in Spagna formata dal croato Budimir dell’Osasuna e dal kosovaro Muriqi del Maiorca, due vecchie conoscenze del nostro calcio. […] Resta però l’impatto devastante dell’olandese, che ha cambiato il volto offensivo della Roma. E se da una parte raggiungere i 17 gol di Lautaro Martinez sarà assai complicato, per vincere nel caso la classifica dei cannonieri della Serie A, l’obiettivo di Malen adesso è allora quello di segnare almeno un altro paio di gol, per raggiungere almeno le 15 reti segnate da Ruud Gullit nel1993/94 con la Sampdoria. Di tutti i calciatori “orange” sbarcati nel calcio italiano, meglio di lui hanno fatto proprio Gullit e il cigno di Utrecht, Marco Van Basten, che con il Milan si è spinto fino a 25 centri stagionali in campionato. Ma Malen si è invece già messo alle spalle gli ultimi due olandesi che avevano lasciato il segno in Serie A: Koopmeiners che con l’Atalanta era arrivato a 12 centri e Zirkzee, che con il Bologna si era fermato invece a 11. Tra l’altro, Malen è anche quello che tra i nuovi arrivati a gennaio ha avuto il miglior impatto in assoluto. In Italia tra le big solo il Milan ha preso un’altra punta, Fullkrug, che ha segnato la miseria di una rete in 18 partite. Ma anche nelle altre leghe nessuno è andato bene come Malen tra i nuovi innesti. In Inghilterra, ad esempio, Semenyo è passato dal Bournemouth al City per oltre 70 milioni, ma ha messo a segno 5 gol in 10 partite di Premier. Non bene anche Brennan Johnson, acquistato dal Crystal Palace dal Tottenham per 41 milioni ma che nelle 7 presenze non ha mai segnato neanche una rete. Meglio, invece, Endrick che al Lione ha segnato 5 reti in 14 partite, Castellanos (4 centri in 12 partite al West Ham) e Lookman (7 gol in 18 partite complessive all’Atletico Madrid). Ma nessuno, appunto, come Malen.

(gasport)

Scontro Capitale, la Lega ufficializza le 12:30: il prefetto riflette sul derby

Dobbiamo attendere ancora prima di sapere con certezza quando si giocherà il derby di Roma e di conseguenza le gare di Napoli, Milan, Juventus e Como, che come i giallorossi sono impegnati nella corsa Champions e da regolamento devono scendere in campo nello stesso momento. La Lega Serie A ieri ha dato una forte accelerata, decidendo di fare uscire in anticipo rispetto al solito martedì il programma della prossima giornata di campionato: Roma-Lazio e le altre gare per la Champions sono fissate alle 12.30 di domenica 17 maggio. Non hanno aspettato neanche la partita del Napoli, pubblicando il calendario di anticipi e posticipi con un asterisco. C’era fretta di fare chiarezza, anche perché erano tante le tifoserie in attesa di un’ufficializzazione. Tifosi che la Lega vuole ad ogni costo tutelare permettendo loro di muoversi in un giorno festivo. Oggi in prefettura si terrà sul tema un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e l’idea sarebbe quella di fare slittare il derby a lunedì 18 maggio. Una decisione condivisa che sembra non escludere l’ipotesi che si possa giocare la sera. È chiaro che prefettura e questura preferirebbero fissare la gara alle 18, ma è possibile che si prenda in considerazione anche un orario serale, solitamente vietato sempre per problemi di ordine pubblico. Una soluzione che potrebbe sembrare un compromesso, ma che invece non piace affatto alla Lega Serie A, pronta a tenere il punto se si verificasse un qualsiasi slittamento e anche a rivalersi nelle famose “sedi competenti”, tanto da non escludere un ricorso al Tar. Sul tavolo poi l’a.d. Luigi De Siervo ha piazzato un’ipotesi alternativa, sperando che venga valutata anche da chi gestisce la sicurezza a Roma: “Posticipare la finale degli Internazionali”, ha detto. […] I vertici delle forze dell’ordine faranno ora le loro attente valutazioni, anche se c’è chi teme di poter essere accusato di non saper gestire due grandi eventi in contemporanea. Il fronte di chi vuole il rinvio è comunque piuttosto nutrito. Per il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca “La scelta di domenica alle 12.30 oltre a essere poco lungimirante, non tiene in minima considerazione le analisi fatte dagli organi di pubblica sicurezza. Sarebbe più saggio far giocare il derby lunedì”. E l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato: “Roma ha dimostrato di essere in grado di gestire in simultanea qualunque cosa, non ci spaventano nemmeno la finale del tennis e il derby. Certo, logica vorrebbe che un giorno fai una cosa e un giorno l’altra”. Insomma, un bel braccio di ferro che oggi comunque dovrebbe arrivare a conclusione. Occorre aspettare. Ma ancora per poco.

(gasport)

Roma: la carica di Malen per l’operazione sorpasso

LEGGO (F. BALZANI) – Due tappe, un derby e tre fattori per sperare. Il gol di Malen al 101′ contro il Parma e il ko del Milan con l’Atalanta hanno accesso ancora di più la corsa Champions della Roma. Che vivrà 15 giorni giorni bollenti, a partire dalla sfida alla Lazio che ieri De Siervo ha ufficializzato a domenica alle 12:30 nonostante serva l’ok di Questura e Prefettura che avrebbe voluto giocarlo lunedì alle 18 per evitare la contemporaneità con la finale degli Internazionali. Il derby si porta dietro anche Genoa-Milan, Juve-Fiorentina, Pisa-Napoli e Como-Parma: tute valide per la corsa Champions. La Roma, sulla carta, ha l’impegno più delicato ma anche un tris di condizioni favorevoli. Perché la vittoria di Parma ha dato ancora più energia a un gruppo mai così compatto col suo allenatore e con una forma fisica invidiabile. Altrettanto non si può dire di Juve e Milan che farà visita all’ex romanista De Rossi. Il secondo fattore riguarda la cabala: Gasp infatti ha ottenuto nelle ultime due stagioni un posto in Champions proprio a maggio. Infine i ritorni: con quello di Pellegrini, Gasperini avrebbe per la prima volta tutta la rosa a disposizione. A partire da Dybala, apparso finalmente al top contro il Parma. La Joya ha lanciato un messaggio chiaro alla società. Gasperini vorrebbe trattenerlo, magari con un contratto che preveda una base fissa più bonus legati alle presenze. Dybala ha messo in stand by le offerte di Boca e Fenerbahce, prima c’è da giocare un derby in cui non è mai riuscito a mettere la firma. E in cui sosterrà ancora Malen diventato l’acquisto invernale più prolifico di sempre in Italia. Ora è a due gol dalle 15 realizzazioni di Gullit, il secondo olandese con più marcature in una sola stagione alle spalle di Van Basten. Ma il giallorosso ha avuto sei mesi in meno di tempo.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – FERRETTI: “La proprietà va a due all’ora. Gasp non ha ancora deciso niente” – SORRENTINO: “Il rigore lasciato a Malen da Dybala è stato un passaggio di consegne”

La Roma supera per 2-3 il Parma rimontando clamorosamente negli ultimi minuti di partita. 3 punti a dir poco pesanti per i giallorossi che restano aggrappati al treno per la Champions League e agguantano il Milan al quarto posto in classifica. Tutto si deciderà tra 180 minuti, in queste ultime due partite di campionato la Roma capirà in quale Europa giocherà nella prossima stagione. Gasperini, intanto, aspetta l’incontro con la proprietà, anche se resta concentrato sul campo, ma difficilmente può ancora aspettare e in merito è netto Mimmo Ferretti su Il Corriere dello Sport: “Nonostante tutto, la proprietà va (come al solito) a due all’ora, alimentando dubbi e incertezze nel cuore della tifoseria. Gasp continua a essere etichettato come il padrone assoluto delle prossime scelte romaniste questo, ha chiamato quell’altro) ma finora non ha deciso niente. Cosa, del resto, avrebbe dovuto/potuto decidere nell’immobilismo societario?”. Roma trascinata ancora una volta da Malen che ha calciato il rigore al posto di Dybala. L’argentino al termine della partita ha dato quasi un addio definitivo, e il rigore offerto a Malen è un passaggio di testimone come scritto da Andrea Sorrentino sulle colonne de Il Messaggero: “Anche per questo ieri Dybala gli ha volentieri affidato il rigore che ha tenuto vive le speranze di un popolo. È stato come un passaggio di consegne: da ieri, la Roma ha un nuovo capo. Uno con gambe da Champions, finalmente”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


G. D’UBALDO – IL CORRIERE DELLO SPORT La Roma resta in corsa per la Champions e vince a Parma all’ultimo respiro con due giocatori olandesi finiti sul tabellino dei marcatori: Donyell Malen e Devyne Rensch. Il centravanti si è confermato, ha firmato la sua terza doppietta, è arrivato quota tredici in campionato. E’ lui che con i suoi gol sta spingendo la Roma a credere nella Champions fino alla fine. E poi è spuntato Rensch, entrato a un quarto d’ora dalla fine al posto di Celik: ha realizzato un gol e si è procurato il rigore decisivo, che Dybala ha lasciato a Malen. Ha toccato 15 palloni, ma si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto, trasformando una sconfitta in una vittoria che sembrava insperata. La Roma ha aggredito il Parma nel primo tempo, arrivando a esercitare fino al 71 per cento del possesso palla. Poi ha avuto una flessione, ha rischiato già poco prima dell’intervallo e nella ripresa i soliti errori difensivi e un calo fisico hanno permesso alla squadra di Cuesta di ribaltare il risultato. Ma ancora una volta con i cambi Gasperini ha cambiato la partita e l’ingresso di Rensch è stato decisivo. L’olandese è arrivato lo scorso anno a gennaio dall’Ajax, con Ranieri era partito solo 5 volte dall’inizio. Con Gasperini non è titolare, nel ruolo di esterno a destra di solito viene preferito Celik (anche se entrambi hanno giocato anche a sinistra). E’ stato impiegato solo 11 volte dal primo minuto in campionato, ma Rensch si è fatto sempre trovare. È un onesto gregario, che comunque arriva dalla scuola Ajax. Ieri è arrivato il suo primo gol in giallorosso, ma al suo attivo ci sono anche 5 assist in questa stagione. […]


S. VERNAZZA – LA GAZZETTA DELLO SPORT […] Parma-Roma è stata romanzesca. Donyell Malen ha segnato due gol, altrettanti ne ha sbagliati. È salito a quota 13 in classifica marcatori, quattro gradini sotto il capocannoniere Lautaro. Tredici reti in 16 presenze di Serie A: se fosse arrivato in estate, e non a gennaio, quanti gol avrebbe fatto l’olandese? Candidiamo Malen al premio di miglior acquisto stagionale, ex aequo con Modric: il Milan è tracollato nel momento in cu il 40enne Pallone d’oro croato ha sofferto un calo fisico e poi si è rotto uno zigomo. Al Tardini si è rivisto un Paulo Dybala di cui avevamo perso la memoria. Deliziosi l’assist per il primo gol di Malen e il cross per il palo di Soulé. Che cosa sarebbe stato Dybala se non fosse stato condizionato dalla fragilità muscolare. Peccato che vada via, forse tornerà in Argentina. I giallorossi hanno ribaltato il risultato nel recupero, con due gol contestati dagli avversari. Ci sembra che nei due episodi le decisioni, prese con la tecnologia, siano state corrette. Non si può più prescindere dal Var, basta farne un uso essenziale, non abusarne. E bisogna accettario sempre, non solo quando si esprime a favore. […]


M. FERRETTI – CORRIERE DELLO SPORT A due partite dalla fine del campionato, la Roma è ancora in corsa per un posto Champions. La Roma, agganciato il Milan al quarto posto (a meno 1 dalla Juventus terza) non molla; non si arrende. E questa, in un periodo carico di punti interrogativi, è l’unica certezza reale che accompagna Gian Piero Gasperini. Il quale, aspetta. E spera. Spera che, più prima che poi, qualcuno della proprietà lo convochi per definire la strategia per la prossima stagione. Che non significa soltanto mercato, ma pure tutto ciò che appartiene alla normale vita quotidiana di un club che ha ambizioni internazionali. L’incontro con i Friedkin, mille volte sbandierato come imminente, non ha ancora avuto luogo. Da ogni parte si cerca di minimizzare: in fondo, anche gli altri non si stanno muovendo, ci sarà tempo per il futuro, ora conta il presente. Vero, anche/ soprattutto alla luce del risultato di Parma, ma non può non esserci un limite. Perché la Roma deve (ri)organizzare tutto, in primis l’assetto dirigenziale partendo dalla figura del direttore sportivo. E, sotto questo aspetto, ogni giorno senza novità è un giorno sprecato. Nulla contro Ricky Massara, per carità, se mai tutto a favore della Roma che oggi si trova in una situazione a dir poco strana. Goffa. Per colpe esclusivamente sue. Eppure, nonostante tutto, la proprietà va (come al solito) a due all’ora, alimentando dubbi e incertezze nel cuore della tifoseria. Gasp continua a essere etichettato come il padrone assoluto delle prossime scelte romaniste questo, ha chiamato quell’altro) ma finora non ha deciso niente. Cosa, del resto, avrebbe dovuto/potuto decidere nell’immobilismo societario? In questo clima di approssimazione, la squadra sta per chiudere una stagione disastrosa in Coppa Italia, deludente in Europa League ma ancora viva assai in campionato. A Parma, ieri, la Roma è riuscita a vincere una partita che, durante il recupero, sembrava (era…) persa. E addio Champions… Ma il gruppo di GPG non si dà mai per vinto. E con la (solita) doppietta di Malen, che fa notizia anche quando sbaglia, è riuscito a portare a casa un successo pesantissimo. […]


P. CONDÒ – IL CORRIERE DELLA SERA […] Come spesso succede quando le energie stanno scemando, e il peso di una stagione intera si fa sentire, l’accessorio risolutivo diventa la valigia del centravanti, e questo continua a essere il vuoto più cosmico del Milan. Altrove funziona diversamente. Lecce-Juve o-1: Vlahovic. Verona-Como o-1: Douvikas. Parma-Roma 2-3: doppietta di Malen. Sono tutte partite nelle quali l’abilità del bomber designato ha fatto la differenza, e siccome il tema del numero g ha attraversato l’annata di molte squadre non sorprende il suo rilievo in questa volata finale per la Champions. Douvikas passa spesso per il parente povero di una compagnia che contempla interpreti raffinati come Nico Paz o Baturina, ma i suoi 13 gol hanno motorizzato l’inseguimento riuscito del Como all’Europa (intanto). Partito in seconda fila per le note vicende contrattuali, Vlahovic ha vinto per k.o. il confronto con David e Openda malgrado la lunga degenza ai box, e adesso è lui la garanzia principale perché 1 gioco di Spalletti trovi lo sbocco necessario. Malen, poi… Donyell Malen ha raggiunto ieri, col magistrale controllo e tiro dell’i-o e la glaciale trasformazione del 3-2, la quota di 13 gol che ne fa il capocannoniere di sempre degli acquisti di gennaio. Ma l’impatto dell’olandese va anche al di là delle reti che segna, perché la possibilità di dialogare con un simile attaccante della profondità ha riattivato voglie e ispirazioni di Dybala, gustoso ieri come un panetto di burro sciolto in padella: era tutto più bello nella Roma in fase offensiva, meno negli equilibri perché Paulo e Soulé in tandem senza palla qualcosa costano. Chiamiamolo colesterolo calcistico, danno collaterale che il romanzesco finale di Parma ha reso più che accettabile, e vedremo se l’ormai possibile qualificazione Champions produrrà un anno ulteriore di Dybala romanista. Di certo l’energia molto gasperiniana con cui la squadra è risalita dal pozzo in cui era precipitata è una prova di salute fisica e mentale. Per il Milan non c’è notizia migliore del fatto che in caso di arrivo alla pari non ci sia spareggio.


T. CARMELLINI – IL TEMPO Centoquattro minuti si sofferenza per vincere contro un Parma che ha dato davvero tutto ed era riuscito a fare lo sgambetto ai giallorossi lanciati all’inseguimento dell’ultimo posto utile per l’Europa che conta. Il sogno Champions di Dybala &Co. ha rischiato di infrangersi al Tardini dove succede praticamente di tutto. La Roma va avanti, viene raggiunta e sorpassata nel giorno in cui Malen sbaglia i suoi primi due gol in giallorosso e infine miracolosamente la rimette in piedi e la vince proprio con l’olandese che si prende una grande responsabilità dal dischetto e con freddezza realizza il suo gol numero 13 con la maglia giallorossa: miglior marcatore di sempre di un calciatore arrivato a gennaio. Mica Malen… Gasperini in Emilia salva le penne ben oltre il tempo regolamentare (con l’aiuto del Var perché l’arbitro aveva sbagliato valutazione), ma è chiaro nelle due gare rimanenti servirà molto di più per continuare a sognare: un solo tempo non basta. Il resto lo ha fatto il Milan che, passato di slancio dalla Juventus, si è fatto raggiungere anche dalla Roma con la quale adesso condivide il quarto posto: pur essendo avanti negli scontri diretti. Il che vuole dire che in caso di arrivo a pari punti i rossoneri si qualificherebbero alla prossima Champions. Per Gasp & Co. sarebbe la beffa oltre al danno di una stagione che poteva andare in tutt’altro modo ma che in posto in Champions potrebbe in qualche modo salvare. Ma i conti si faranno solo alla fine e intanto bisogna pensare all’immediato futuro. Ora c’è il derby con la Lazio, una partita che potrebbe decidere tutto non solo per la classifica ma anche per il futuro delle due squadre della Capitale. Una partita tornata a essere decisiva come forse non accadeva da anni ormai. Pronostico? Impossibile da fare come sempre, ma sarà una sfida che verrà sicuramente condizionata dal risultato della finale di Coppa Italia in programma mercoledì sempre all’Olimpico. C’è solo da aspettare…


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE Centottanta minuti alla chiusura ma, come nei film, ci può essere un
clamoroso colpo di scena finale. Come è accaduto a Parma, dove il Var ha deciso il risultato a favore della Roma, vittoria giallorossa tutta olandese, Malen-Rensch, il rigore non fischiato nel primo tempo è arrivato all’ultimo secondo, elementare Chiffi. Qualcosa di simile a San Siro, dove il Milan si è fatto umiliare dall’Atalanta per poi risorgere con l’uscita dal campo di Leao e sfiorare il pari; sconfitta acida, Milan agguantato proprio dalla Roma, si apre un periodo critico per Allegri e per la dirigenza rossonera. La premessa riguarda il combinato coppe europee e, ahi loro, i tormenti per restare in serie A. Punti pesanti, mucchio poco selvaggio, un paio di derby di mezzo, prima a Roma con la buffa gestione del calendario, poi a Torino, a chiusura. Roma-Lazio, fissata per domenica prossima, alle 12:30, già in orario bizzarro, nello stesso giorno della conclusione degli internazionali di Tennis è un caso comico, delle due l’una, o chi elabora il calendario usa l’agendina aziendale senza verificare coincidenze di eventi sportivi o no è adatto al compito e va rimosso. È intervenuto il Questore di Roma per sbrigare la pratica, posticipando l’evento a
lunedì. […]


A. SORRENTINO – IL MESSSAGGERO La carica del minuto 101 di Parma-Roma, quando quel demonio di Malen dipinge sotto l’incrocio il rigore della catarsi, durerà per tutta la settimana, soffierà nelle vele giallorosse e le depositerà belle gonfie sul derby. Che non è ancora chiaro quando si giocherà (domani sapremo) ma è già sicuro che sarà il più importante da anni. Non solo per la Roma, perché può valere una qualificazione in Champions League dopo una vita e grazie al quarto posto riagganciato ieri, ma anche per la Lazio che sogna uno sgambetto proprio sul più bello, mentre la rimontona di Gasperini su Milan e Juve è nel pieno del suo vigore. Ora non si sa come arriverà la Lazio al derby, visto che prima giocherà la finale di Coppa Italia con l’Inter di mercoledì, quindi l’unica cosa da fare è aspettare e trepidare. Con un occhio alle statistiche, che vogliono dire tutto e niente: la Lazio non vince un derby di campionato da tre anni, la Roma ha vinto 3 degli 4. […] Intanto nella lotta per il quarto posto la più fresca sembra proprio la Roma, visto che in prossimità dell’ultima curva è rispuntato Paulo Dybala, mentre Donyell Malen, che a Parma apre e chiude con i suoi gol una partita da fuori di testa, si conferma l’acquisto di gennaio più azzeccato nella storia della serie A: 13 reti nella seconda metà della stagione non li aveva mai segnati nessuno, d’altronde nessuno ha ancora trovato contromisure a quel suo scattare, ecco, come se andasse a una velocità sconosciuta o venisse dal pianeta Fleed, quello di Goldrake e Actarus. In effetti Malen, nonostante quell’espressione da placido allevatore di piccioni, entra in campo e si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va, schiaccia un pulsante magico e diventa un ipergalattico. Così la Roma vola felice abbrancata a lui. Anche per questo ieri Dybala gli ha volentieri affidato il rigore che ha tenuto vive le speranze di un popolo. È stato come un passaggio di consegne: da ieri, la Roma ha un nuovo capo. Uno con gambe da Champions, finalmente.

Con la vittoria a Parma la Champions si avvicina. Dybala pronto all’addio

Il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini rincorrono un pallone per novanta minuti e alla fine segna Malen. Le partite della Roma, da gennaio a questa parte, suonano tutte così. […]

Parma superato last minute, quando anche la speranza era rientrata nello spogliatoio: 3-2 al Tardini e Champions League ancora lì, a portata di mano. Merito del solista olandese (doppietta) che in sedici presenze ha firmato il tabellino 13 volte. Nessuno ha mai segnato tanto – superato anche Balotelli – da quando esiste il mercato invernale. L’uomo dei record ancora da scrivere. Questo ritmo, in Europa, lo tiene soltanto Harry Kane. […]

Può vederla, la Champions, lì davanti a lui (Juventus a -1), a due giornate dalla fine. Un quarto posto che ridisegnerebbe il futuro di Trigoria. Perché dai quasi venti milioni di euro garantiti dall’accesso diretto in Champions League passa molta di quella «programmazione» che il tecnico chiede da mesi. Non solo il direttore sportivo ancora da scegliere (Massara era in tribuna, ma la Roma continua il suo «casting»). Perché l’allenatore vuole costruire una rosa pronta e forte. Da subito.

Pretende il rinnovo di Paulo Dybala, un altro dei protagonisti (con assist) della vittoria di Parma. […] «La Roma non si è ancora fatta sentire per il rinnovo», punge l’ex Juventus, che sceglie parole d’addio: «Lotterò fino alla fine, ma dopo queste due partite il contratto dice che l’esperienza finisce qui». […]

(La Repubblica)