GAZZETTA DELLO SPORT (A. VOCALELLI) – Lo scontro si è fatto durissimo, dopo la decisione del Prefetto di Roma di spostare a lunedì sera il derby della Capitale. Con il conseguente e inevitabile slittamento di altre quattro partite nel resto d’Italia (per assicurare la regolarità del campionato) e il coinvolgimento di migliaia di tifosi che si erano legittimamente già organizzati per seguire la propria squadra in un giorno festivo: biglietti aerei, ferroviari, magari pernottamenti per abbinare il gusto di una gita a una partita di calcio. (…) Resta però sullo sfondo (…) una domanda nell’aria: ma perché è stato ritenuto così difficoltoso, se non addirittura impossibile, gestire due avvenimenti a distanza tra l’altro di cinque ore in una zona così circoscritta? Le presenze del derby si sarebbero forse accavallate nel deflusso con i diecimila, non di più, appassionati (speriamo) di Sinner: ma prove ben più impegnative la città ha dimostrato di saper sostenere e superare a pieni voti anche in tempi recenti. Roma, per capirci con esempi concreti, ha gestito brillantemente il Giubileo, che nel corso di un anno ha portato oltre trenta milioni di persone nella Capitale. (…) O basterebbe ricordare come si è mossa, e con quale abilità, la macchina organizzativa in occasione dei funerali di Papa Francesco: 400.000 pellegrini e 249 delegazioni straniere sono state accolte, ospitate, controllate quel triste 26 aprile di un anno fa in Piazza San Pietro. Con uno spiegamento di forze eccezionale per consentire, da Fiumicino e Ciampino, a presidenti e sovrani di arrivare da ogni parte del mondo, spesso per ripartire nella stessa giornata. Una prova di efficienza straordinaria. Possibile che la stessa città, le stesse istituzioni, non abbiano ritenuto – preferendo concedere una deroga all’evento serale, piazzato però il lunedì – di poter fare altrettanto per un derby e una finale di tennis a cinque ore di distanza?
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Il ministro Abodi: “Andare davanti a un giudice sarebbe brutto”
GAZZETTA DELLO SPORT – A margine della conferenza stampa di Sport e Salute al Foro Italico, anche il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi ha commentato lo scontro tra Lega Calcio e prefettura di Roma sulla data del derby della Capitale: “Capisco il presupposto della contemporaneità e l’esigenza della Lega di mettere tutti insieme, ma si doveva immaginare prima di non fare il derby in questa giornata. Però ormai le cose sono fatte, ed e brutto per l’opinione pubblica che ci si trovi davanti ad un giudice“. Poi, ha aggiunto: “Sono scelte che vanno fatte a monte, ogni tentativo di risolverle a valle crea degli imbarazzi e soprattutto fa capire come non ci sia armonia. Il calendario di Serie A è pieno di condizionalità, purtroppo si vede che è sfuggita quella della finale degli
Internazionali di tennis“.
Caos calendario, il prefetto decide: “derby lunedì sera”. La Serie A non ci sta
Un “pasticciaccio brutto”, direbbe Gadda. Comunque vada il caos che si è creato intorno al derby di Roma scontenterà qualcuno – e questo era chiaro da un po’ – ma il caso anche istituzionale che si sta creando di sicuro non lascerà una bella immagine non solo del nostro calcio, ma anche del nostro Paese. Nonostante la frettolosa ufficializzazione di anticipi e posticipi della penultima giornata fatta dalla Lega Serie A lunedì sera, con il derby e le altre quattro gare dei club impegnati in Champions fissati alle 12.30 di domenica, ieri intorno alle 13.30 la Prefettura della Capitale ha fatto uscire questa nota: “Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali Bnl d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma-Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45“. Un provvedimento necessario secondo il Prefetto, che evidentemente ha ritenuto troppo rischioso gestire il deflusso della stracittadina alle 12.30 assieme all’arrivo degli appassionati di tennis per la finale in programma alle 17. Forse anche perché tra gli appassionati in questione, oltre a un’abbondante quota di stranieri, con un italiano in finale potrebbe arrivare anche il Presidente della Repubblica Mattarella. (…) La sicurezza viene prima di tutto, ma la tempistica del provvedimento è quantomeno rivedibile, soprattutto se pensiamo che il presidente Ezio Simonelli aveva parlato di derby domenica alle 12.30 già il 30 aprile. Anche per questo la Lega non ha mandato giù questa presa di posizione. In una lunga nota attacca duramente il Prefetto di Roma “che ha rinviato d’autorità il derby” ponendosi “in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione di non disputare la stracittadina di notte” e non tenendo “in alcun conto che il differimento di Roma-Lazio, in una giornata di gare sottoposta al regime della contemporaneità obbligatoria, determina inevitabilmente quello di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300.000 tifosi, i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche della decisione presa“. Si parla poi di un provvedimento che “lascia intravedere il timore dell’Autorità di ordine pubblico di non essere in condizioni di poter gestire nel medesimo tempo le due manifestazioni” e di “tendenza interventista delle Prefetture e delle Questure, che modificano i calendari delle partite a proprio piacimento disinteressandosi dei problemi generati ai tifosi di casa e a quelli che viaggiano in trasferta, ai club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali che hanno già programmato la messa in onda delle gare“, definendo poi la soluzione “un precedente estremamente pericoloso per la credibilità del sistema italiano nel gestire l’organizzazione di eventi nel nostro Paese“. Finita qui? Non proprio. La Serie A nella stessa nota “invita con forza le Autorità di ordine pubblico a revocare il provvedimento di rinvio. Diversamente, la Lega sarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione, degli interessi dei tifosi romani e del nostro campionato, nonché del nostro prodotto che, attraverso la mutualità, genera le risorse per il sostegno a tutti i livelli del calcio“. Insomma, l’idea è quella di tenere il punto. In che modo? Facendo subito ricorso al Tar del Lazio. (…) È probabile che già oggi si presenti richiesta di decreto monocratico al presidente della sezione competente (che non sarà la Prima Ter che solitamente si occupa di sport), che può pronunciarsi da solo senza nemmeno fissare un’udienza, dunque in tempi strettissimi. Una vittoria della Lega è difficile se non impossibile, visto che c’è di mezzo l’ordine pubblico. Ma in via Rosellini sono arrabbiati e vogliono comunque andare avanti.
(gasport)
Como, Suwarso: “Cerchiamo sempre giocatori italiani, ma sono molto costosi. Venturino? È forte e ci piace”
GASPORT – Mirwan Suwarso, presidente del Como, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla ricerca dei calciatori italiani, citando anche l’attaccante esterno della Roma Lorenzo Venturino. Ecco le sue parole.
Le liste Uefa impongono italiani. Le piace qualcuno?
“Siamo sempre alla ricerca di italiani. La prima stagione in A ne abbiamo comprati quattro. Il problema è che sono molto costosi e non possiamo pagarli in modo dilazionato. Stiamo crescendo quattro o cinque giovani che spero presto possano fare il salto in prima squadra. Certo che me ne piacciono tanti, Orsolini, Bastoni, Dimarco… ma non ce li possiamo permettere. Anche Venturino è forte, Cambiaghi, Pellegrini della Lazio”.
La festa di Bove: “Sarebbe bello tornare a giocare in Italia. Ora tifo per la Roma”
IL TEMPO (L. PES) – La Boreale compie 80 anni e si appresta a celebrare il traguardo con una grande giornata di estaTE: Il 7 giugno prossimo, sotto il Patrocinio de
Comune di Roma, il Centro Sportivo CasaViola aprirà infatti le porte a una serie di iniziative, che vedranno coinvolti tesserati, ex calciatori, dirigenti di ieri e di oggi, assieme a tutti gli amici della famiglia viola. Tra i segreti della Boreale di oggI c’è certamente Edoardo Bove, che ha messo al centro della società i valori che ne lo contraddistinguono in campo e fuori. “Sono onorato di potermi considerare parte di questo lungo ed emozionante cammino, che ha portato la Boreale a compiere 80 anni – ha dichiarato il centrocampista del Watford – ogni calciatore in qualche modo appartiene alla prima società per cui ha giocato: nel mio caso ho voluto trasformare un indissolubile ricordo di infanzia in un legame ancora più profondo. Qui cerchiamo di far si che tutti i ragazzi possano essere al corrente di tutte le manovre di primo soccorso, a partire dallo staff e dagli allenatori. Diamo grande importanza per l’episodio che mi è accaduto e per ciò che è successo dopo quello. Tutti si sono spaventati, ma dobbiamo cercare di concretizzare quello spavento“. Ma ora Edoardo guarda anche al futuro con un occhio sempre alla «sua» Roma. “Tornare a giocare in Italia sarebbe un piacere. Roma in Champions? Spero assolutamente per la piazza e per i compagni, non parliamo prima“.
Donny è unico
Donny Malen è uno che in Italia può fare due gola partita. No, non è un modo di dire un po’ facilone e parecchio ruffiano; non è un’esagerazione: è la semplice verità. Lo dicono i numeri della sua ancora breve esperienza nel campionato di Serie A; lo confermano le analisi delle sue prestazioni. L’olandese, a Parma, ha tirato nello specchio della porta di Suzuki cinque volte: una rete annullata, due parate del portiere di casa e due gol. E grazie al suo straordinario rendimento, il gruppo di GPG a due giornate dalla fine è ancora in corsa per un piazzamento Champions. Che senza l’ex Aston Villa sarebbe stata purissima utopia. Malen non è il miglior attaccante centrale in circolazione ma in Italia fa la differenza come nessun altro. Una grande notizia per la Roma; una notizia meno entusiasmante per il calcio nostrano. Perché se uno arriva a gennaio dall’Inghilterra e, da quel momento mette in fila tutti i colleghi, vuol dire che la Serie A non è così qualitativamente elevata. Ma questo al tifoso della Roma interessa zero. Se mai, il tifoso vorrebbe già intuire quale sarà l’approccio del numero 14 alla sua prima stracittadina romana. Tredici gol più uno, ecco cosa dicono le sue statistiche. E pensare che c’è chi ancora si ostina a trovargli difetti. Tipo di testa non è eccellente. Oppure: con il sinistro non segna mai.
E ancora: corre poco. Tutto ok, senza dimenticare però che la cosa importante non è correre tanto ma correre bene. E, sotto questo aspetto, Malen ha dimostrato di avere pochi rivali. Lui, di fatto, vive all’interno o ai margini dell’area di rigore avversaria perché sa che li si possono rintracciare e giocare i palloni giusti. Da questa sua qualità, il potenziale tecnico di due gol a partita. C’è stato un momento, subito dopo il suo arrivo in Italia e i primi gol, che ci siamo un po’ tutti divertiti a trovare una somiglianza con un attaccante centrale del passato. Sono stati sfornati nomi più o meno attendibili, sono stati scomodati colleghi illustri e/o centravanti meno quotati, eppure non si è arrivati a una soluzione condivisa. Forse perché Malen, nel suo genere, è unico? Alt, non il più forte ma semplicemente unico. Chiaro? Intanto, Gian Piero Gasperini con Malen li davanti se la ride anche guardando un calcio di rigore al minuto numero 101. Gasp dà una occhiata alla classifica e pensa che, tutto sommato, difficilmente avrebbe potuto fare di più tra interventi chirurgici, pubalgie e titolari spariti nel nulla o quasi. E pensa pure: meno male che, anche se in netto ritardo, mi hanno preso un attaccante vero. Vagli a dar torto.
(corsport)
Ranieri: “Nazionale? Sono libero, ora direi di sì”
A Portofino, per il Premio Di Marzio, Claudio Ranieri apre a un futuro da ct dell’Italia: “La Nazionale? Dissi di no perché ero impegnato con la Roma e non potevo avere due lavori. Adesso sono libero, perché no? Mai dire mai”, spiega l’ex allenatore e dirigente della Roma ai microfoni di Sky Sport, facendo riferimento alla chiamata come sostituto dell’allora dimissionario commissario tecnico Luciano Spalletti. “Dirigente o allenatore? Se vieni chiamato, devi dire sì e basta. Dobbiamo risollevarci, non si può restare così lontani dai grandi eventi”. Su Ranieri girano già voci anche su un possibile ruolo come direttore tecnico della Nazionale.
(Il Messaggero)
Futuro Dybala: priorità alla Roma, Boca a ribasso
IL TEMPO (L. PES) – Priorità alla Roma. Dybala non ha dubbi riguardo al suo futuro: prima i giallorossi, poi tutto il resto. Nel post partita di Parma l’argentino ha lanciato un messaggio chiaro alla società: serve un confronto al più presto per chiarire i margini di un accordo per il rinnovo. La Joya vorrebbe restare ancora nella Capitale e in Gasperini ha un alleato prezioso per strappare un accordo con il club che fino a poche settimane fa sembrava utopia. Ad oggi da Trigoria non è arrivata alcuna proposta di contratto per l’attaccante che in ogni caso dovrà ridurre notevolmente un ingaggio che oggi tocca gli 8.5 milioni di euro a stagione. Domenica potrebbe essere la sua ultima partita all’Olimpico davanti ai tifosi della Roma, proprio nel derby dove non ha mai segnato da quando è nella Capitale. Ma nulla è scritto per il futuro e dall’estero le offerte che arrivano non sono al momento competitive. In particolare dall’Argentina, dove da tempo non si fa altro che parlare di un possibile ritorno in patria, il Boca propone 500 mila euro a Dybala, considerati chiaramente una cifra non adeguata. Non solo Argentina però per Paulo, che se già due anni fa aveva chiuso le porte l’Oriente, tiene viva anche l’ipotesi Stati Uniti con Miami in pole position dove troverebbe una colonia sudamericana niente male. Intanto, a proposito di Seleccion, Scaloni ha diramato i 55 preconvocati per il Mondiale: tra i giallorossi non c’è Dybala, presente invece Soulé.
Champions da brividi
IL TEMPO (L. PES) – Centottanta minuti di fuoco. La Champions si decide all’ultimo respiro e la Roma di Gasperini vuole dire la sua fino all’ultimo. La vittoria all’ultimo respiro di Parma e la caduta del Milan nel posticipo serale infiammano una volata che ora mette in palio ben due posti: il terzo e il quarto. Il Napoli secondo dopo il ko interno di ieri col Bologna rinvia il pass per la Champions: basteranno tre punti domenica a Pisa (o al più tardi con l’Udinese all’ultima). Ora, quindi, la bagarre resta apertissima dalla Juve al Como. Il turno più caldo, oltre che per le temperature dato che si giocherà di domenica a pranzo, è il prossimo. I bianconeri al momento guidano la corsa al terzo posto con un punto di vantaggio su Milan e Roma quarti a pari merito ma con i rossoneri avanti per gli scontri diretti. Segue il Como due punti sotto. I lariani, però hanno il calendario decisamente più semplice col Parma in casa domenica e l’ultima in casa della Cremonese con i grigiorossi che però potrebbero ancora sperare nella salvezza. Domenica però i brividi veri saranno tra Roma, Torino e Genova. La Juve ospita allo Stadium una Fiorentina salva ma che, per la storica rivalità, non vorrà certo rendere la vita facile alla Signora. In contemporanea al Ferraris andrà in scena la delicata sfida tra Genoa e Milan. I rossoblù di De Rossi sono salvi ma la squadra di Allegri sembra aver seriamente perso la bussola e dovrà fare a meno di Leao, Saelemaekers, Estupinan e, forse, anche Pulisic. All’Olimpico,
invece, sarà l’ora di un derby della Capitale da cuori forti. La Lazio sarà reduce dalla finale di Coppa Italia e, in un senso o nell’altro, proverà in tutti i modi a fare lo sgambetto ai cugini. Che sia per festeggiare un trofeo insperato o come ultima partita per dare un senso a una stagione da dimenticare. Ogni punto pesa come macigni e per tutte e quattro le squadre c’è l’obbligo di fare sei punti, chi si ferma è perduto. Con due vittorie la matematica premierebbe Juve e Milan, ma l’ultima giornata potrebbe comunque regalare sorprese. La Juve infatti sarà ospite del Torino in un derby che i granata vorranno giocarsi fino all’ultimo pallone. Più semplici gli impegni per Roma e Milan contro Verona e Cagliari, anche se i sardi devono ancora aritmeticamente salvarsi e potrebbero farlo questo fine settimana conquistando almeno un punto in casa contro il Torino. La Roma, intanto, si gode un Malen da record, ma dopo euforia per Gasp c è da tornare a lavorare. Domani, dopo un giorno di riposo, la squadra tornerà ad allenarsi e al gruppo dovrebbero riaggregarsi anche Pellegrini e Dovbyk. Anche se per la stracittadina prende piede l’ipotesi di vedere ancora il tridente con Dybala, Soulé e l’olandese per giocarsi il tutto per tutto contro la banda di Sarri. Vietato sbagliare, insomma. Vale per tutti.
La Roma nelle mani di De Rossi: derby, mezzogiorno di fuoco
Daniele De Rossi può fare un favore alla Roma Come? Provando a vincere la prossima partita e rovinando il pranzo al Milan. Domenica alle 12.30, a Marassi, il Genoa dell’ex allenatore e icona giallorossa riceve i rossoneri. Intanto all’Olimpico, la Roma giocherà il derby contro la Lazio. Stesso orario per lo stesso obiettivo: il quarto posto. Oggi arriverà l’ufficialità della Lega sul calendario della 37esima giornata. Oltre alle gare di Genova e Roma, all’ora di pranzo si giocheranno anche Juventus-Fiorentina e Como-Parma. L’incastro è di quelli che a Trigoria non si pronunciano, ma su cui i tifosi già fantasticano: se il Genoa ferma il Milan e la Roma batte i cugini biancocelesti, il quarto posto può cambiare padrone. E a quel punto la qualificazione alla prossima Champions League verrebbe consegnata ai giallorossi da Capitan Futuro. Da De Rossi che era in campo nell’ultima partecipazione
giallorossa e l’Europa dei big l’ha sfiorata due anni fa, quando era sulla panchina della Roma. Il Genoa, dopo aver raggiunto la salvezza, non ha più molto da chiedere al campionato. Ma, Marassi non è un campo da passerella, soprattutto quando c’è il Milan. Le due tifoserie si portano dietro una rivalità vera. Certo, il Grifone non vince in casa contro il Milan da dieci anni. Era ottobre del 2016 e sulle panchine c’erano due vecchie conoscenze giallorosse: Ivan Juric allenava il Grifone e Vincenzo Montella i rossoneri. Stavolta però basterebbe un pareggio per il sorpasso. Il vero jolly di Gasp allora è proprio De Rossi. Che farà l’allenatore del Genoa, non il romanista. Ma il calcio vive anche di coincidenze troppo evidenti per essere ignorate.
Così l’ex capitano giallorosso, seduto su un’altra panchina, può incidere direttamente sulla corsa europea della squadra della sua vita. A Roma, intanto, sono già iniziate le preghiere. Sui social c’è chi chiede a De Rossi un ultimo assist, chi ricorda le notti con la fascia al braccio. Chi, ancora, sa che nemmeno il suo aiuto potrebbe bastare. Perché il nodo resta quello. Il derby non si può perdere. Se il Milan pareggiasse, a Gasperini servirebbero tre punti. Se i rossoneri perdessero, ai giallorossi ne basterebbe uno. Guardando sempre anche al risultato della Juventus, comunque distante un punto. Ecco gli incastri per sognare un finale di stagione diverso.
(La Repubblica)