IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Niente turnover massiccio in Europa. È stato fin troppo chiaro Gasperini nel corso della stagione. Qualche rotazione con il Bologna, però, sembra ora necessaria. Pellegrini è apparso opaco, appannato nelle ultime uscite. Venturino non è in lista UEFA. E allora Zaragoza si candida per una maglia da titolare. Lo spagnolo deve ancora lasciare il segno da quando è arrivato nella Capitale e tra Juventus e Genoa ha raccolto pochi minuti. L’ex Celta Vigo potrebbe muoversi vicino a Malen, con Cristante alle loro spalle. Reclama un posto anche El Aynaoui, sempre titolare negl impegni europei tranne che con lo Stoccarda. Il marocchino potrebbe far coppia in mezzo al campo con uno tra Koné e Pisilli al momento coppia favorita. Hermoso viaggia verso la convocazione, ma difficilmente sarà in campo dall’inizio. Con Mancini squalificato, il terzetto difensivo potrebbe essere composto da Celik, N’Dicka e Ghilardi. Dopo aver saltato la gara di Marassi per squalifica, Wesley si riprende il posto sulla corsia di sinistra, con Rensch che potrebbe essere confermato sul lato opposto. Anche ieri, intanto, Soulé ha lavorato individualmente sul campo. L’argentino sta provando a superare i fastidi della pubalgia per rendersi disponibile la prossima settimana.
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Missione trasferta
IL TEMPO (L. PES) – Ritrovare la strada lontano da casa. In quattro giorni la Roma si gioca tanto del proprio futuro in due trasferte tra Europa e campionato che possono rilanciare o compromettere le speranze Champions sia attraverso la coppa che il campionato. Bologna e Como rappresentano due snodi cruciali dopo le amarezze delle due ultime sfide di campionato. Il merito di aver conquistato gli ottavi diretti in Europa League non ha comunque impedito alla Roma di trovare un’avversaria di livello e un tabellone ostico, mentre in Serie A lo spareggio a casa di Fabregas non è un dentro o fuori ma poco ci manca. Da punto di forza nella prima parte di stagione le trasferte ora sono decisamente meno redditizie per i giallorossi. Da novembre in poi, infatti, nelle successive dieci gare lontano dall’Olimpico sono arrivate tre vittorie, un pareggio e ben sei sconfitte mentre prima del match contro il Milan a
San Siro la squadra di Gasperini aveva vinto tutte le quattro trasferte di A. Discorso diverso in Europa dove la Roma è imbattuta in questa stagione fuori casa con tre successi e il pari di Atene, ma nelle gare a eliminazione diretta nonostante le grandi cavalcate europee, lontano dall’Olimpico di successi ne sono arrivati pochi. Per questo al Dall’Ara servirà un cambio di marcia su un campo non facile e contro una squadra che, soprattutto guardando il curriculum del proprio allenatore, in questo tipo di partite può dare il meglio di sé. Nella scorsa stagione nella fase a eliminazione diretta era arrivato il pari in casa del Porto e il ko fatale a Bilbao contro l’Athletic che compromise il cammino della Roma di Ranieri. Ma allargando il raggio alle ultime cinque stagioni, sono soltanto due le vittorie in trasferta a tinte giallorosse nella fase finale delle coppe europee. Quella del marzo 2022 ad Arnhem col campo del Vitesse negli ottavi di Conference firmata da Sergio Oliveira e quella a San Siro col Milan dell’aprile 2024 nei quarti di Europa League decisa dal gol ci Mancini. Per il resto sei pareggi e cinque sconfitte con soltanto due eliminazioni: quella in semifinale nel 2024 col Bayer Leverkusen e quella agli ottavi dello scorso anno.
Numeri, insomma, che raccontano di una tendenza invertita in questa stagione che però in Europa ancora deve veder sbocciare il percorso del giallorossi, tra le migliori squadre degli ultimi anni in campo continentale. Gasperini è già al lavoro, tatticamente e mentalmente, per tornare a vincere lontano da casa dato che, in generale, l’ultimo successo è datato 18 gennaio a casa del Torino. Il tecnico è il primo a non sentire il peso della pressione e a voler trasmettere carica e determinazione a un gruppo che in pochi giorni vuole ritrovare la strada di casa, lontano da casa.
Roma, riecco l’Europa: emergenza in attacco, Gasp pensa al turnover
C’é una Roma che arriva a Bologna con il fiato corto, incerottata. E ce n’è un’altra che in queste ore prova a trovare proprio dentro l’emergenza il momento giusto per uscire dal pantano: perché gli ottavi di Europa League, per una squadra uscita ammaccata dalle ultime settimane di campionato, possono trasformarsi insieme in un rifugio e un banco di prova. Domani sera al Dall’Ara va in scena l’andata degli ottavi di finale, sfida delicata, forse anche più aperta di quanto raccontino le difficoltà giallorosse. La Roma ci arriva con un reparto offensivo ridotto all’osso, con i soliti dubbi che accompagnano ogni vigilia complicata e con la sensazione che questa coppa, adesso, con il fiato sul collo di Como e Juventus in campionato, possa diventare molto più di un semplice obiettivo parallelo. Vincere la finale garantisce il piazzamento in Champions League. A patto di avere uomini e energie. L’allenamento di ieri a Trigoria ha confermato il quadro dell’infermeria: Dybala e Dovbyk proseguono i rispettivi programmi di lavoro, mentre Soulé ha svolto allenamento differenziato a causa della pubalgia che lo accompagna da alcune settimane. L’argentino non verrà convocato per la sfida del Dall’Ara e difficilmente sarà disponibile per la trasferta di Como di domenica. Contro i rossoblù, poi, mancherà anche Mancini, squalificato dopo il rosso rimediato contro il Panathinaikos, nell’ultima gara della fase campionato. La speranza di Gian Piero Gasperini è di recuperare Hermoso, se non per giovedì, almeno per domenica.
Anche contro il Bologna tutto il peso dell’attacco sarà sulle spalle di Malen, all’esordio europeo con la maglia giallorossa. Accanto a lui ballottaggio aperto tra Zaragoza e El Shaarawy, con Pellegrini verso la panchina. Turno di riposo in mediana per Koné con l’inserimento di Pisilli accanto a Cristante e El Aynaoui sulla trequarti. In difesa tornerà a farsi vedere dal primo minuto Ghilardi.
(La Repubblica)
Gasp: momento chiave, isoliamoci. Con il Bologna tocca a Zaragoza
Si sale e si scende dalla giostra giallorossa. Ma i ragazzi della Roma più che divertirsi è il caso che si sveglino. In piena emergenza offensiva, Gasperini farà girare le sue punte di scorta. Usciti di scena tre titolari, restano gli acquisti del mercato di gennaio presi per completar la rosa: Zaragoza, Venturino e Vaz. Utilizzati a intermittenza, non hanno lasciato il segno: sono ancora a digiuno di gol. È, quindi, il momento di incidere. In palio c’è il loro futuro. A Venturino, escluso dalla nuova lista Uefa, è stata appena concessa la chance di partire dall’inizio. A Marassi contro il Genoa il primo tempo e via, sostituito all’intervallo da Gian Piero. Vaz è invece entrato in corsa per il finale: di lui si ricorda l’allegria con cui si è scaldato prima di affacciarsi in campo. Domani dovrebbe toccare a Zaragoza che domenica è rimasto in panchina. Bryan avrà spazio in partenza ed è in vantaggio su Robinio per sostenere Malen. Gasperini, alla ripresa del lavoro a Trigoria, è andato oltre l’addestramento tattico. Si è dedicato all’aspetto mentale. Dovendo affrontare la linea difensiva a quattro di Italiano, si prepara intanto a cambiare il sistema di gioco, passando dal 3-4-2-1 al 3-4-1-2. La modifica tattica potrebbe diventare la principale novità nella partita d’andata degli ottavi di Europa League. Da scegliere il trequartista: Cristante più di Pisilli, con Pellegrini in panchina. Niccolò, pronto a scambiarsi la posizione con Bryan, in mediana, accanto a Koné. Che è stanco, ma Gian Piero vuole cominciare la sfida con i titolari. El Aynaoui l’alternativa: finora in coppa ha giocato, senza perdere nemmeno un minuto. In difesa, senza lo squalificato Mancini e con il rientro di Wesley, Celik e Ghilardi ai lati di Ndicka. Hermoso, è appena tornato in gruppo. Può essere convocato, ma non titolare. Se resterà fuori, confermato Rensch. Nessun calcolo, però, legato alla trasferta di domenica a Como. La priorità va alla sfida del Dall’Ara, con l’obiettivo di recuperare Soulé per il ritorno, giovedì 19 marzo all’Olimpico.
(corsera)
Soulé ci prova per il Como: operazione ok per Ferguson
Soulé vede la luce in fondo al tunnel. Per ora è ancora fioca ma dopo settimane passate tra terapie, trattamenti rigenerativi e sedute extra è finalmente tornato a
riassaporare il sapore il campo. La road map è segnata: questa settimana sarà
dedicata alla fase di riatletizzazione per provare ad essere a completa disposizione per il ritorno del 19 marzo col Bologna. Se non dovesse farcela appuntamento alla sfida contro il Lecce. Recuperato, invece, Hermoso che lunedì si era riaffacciato in gruppo e ieri ha svolto l’intera sessione con il resto dei compagni. Allenamento che si è aperto con un discorso motivazionale di Gasperini che ha chiesto alla squadra di rimanere concentrata in queste gare che rappresentano uno snodo cruciale per il proseguimento della stagione. Oggi la rifinitura poi la partenza per Bologna. Out per squalifica Mancini che tornerà a Como. Spazio al terzetto composto da Celik, Ndicka e Ghilardi. L’idea è quella di non rischiare Hermoso che dovrà giocare necessariamente domenica vista l’assenza di Evan. Torna Wesley, mentre a destra giocherà Rensch. In mezzo al campo confermata la coppia Koné–Pisilli con El Aynaoui ad oggi dietro nelle gerarchie. Le novità sono attese davanti. Il tridente rischia di essere stravolto rispetto alla sfortunata trasferta di Genova. Malen non si tocca, al suo fianco la sorpresa potrebbe essere Zaragoza. Sparito dai radar nelle ultime due (quattro minuti giocati) ma si candida per concedere un turno di riposo a Pellegrini. Sulla trequarti Cristante. L’obiettivo è indirizzare subito la qualificazione dalla gara d’andata. Ferguson alla fine si è operato alla caviglia. La stagione per lui è però finita.
(Il Messaggero)
Con Wesley la Roma alza il ritmo
Una volta può essere un caso. Due no. Perché è bastato non vederlo a Cagliari e domenica scorsa a Genova per avere la conferma che senza Wesley è un’altra Roma. Più prevedibile, più compassata, monoritmo e per questo meno pericolosa. È strano fare delle considerazioni del genere per un calciatore che di mestiere non è punta o un trequartista. Discorsi del genere, una volta dimenticati a malincuore Cafu e Candela, siamo abituati infatti a farli per Dybala e l’augurio è che non si debbano mai fare per Malen. E invece Wesley è cresciuto in maniera incredibile. Dell’anarchico catapultato dal Flamengo in estate, l’esterno carioca ora è diventato un calciatore affidabile sia a livello difensivo che offensivo. E ora sa essere anche decisivo. Sono diventati 4 i gol stagionali che non erano così scontati per un ragazzo che al Flamengo ne aveva segnati altrettanti ma in 136 partite. Prima di fermarsi per squalifica contro i bianconeri, Wesley ha toccato quota 60 match in stagione. Che per lui dallo scorso anno non ha mai fine: campione con il Flamengo nel Brasilerao, poi protagonista nel mondiale per club prima di essere eliminato dal Bayern Monaco e ora alla Roma. Venticinque gare su 27 in campionato più 7 tra Europa League e Coppa Italia. Quando c’è, gioca. Sempre. Con lui in campo la Roma ha più sbocchi offensivi: il brasiliano è primo in rosa per grandi occasioni create (8), per dribbling riusciti (14) e quarto per palloni recuperati (98). Domani a Bologna, dopo il turno di stop forzato per squalifica in campionato, Gasp riparte da lui, da quello che nel tempo è diventato il suo pupillo. Lo aveva cercato già all’Atalanta, è riuscito ad averlo a Roma. E Wesley è uno che non dimentica. Cosi quando gli è stato chiesto di giocare a sinistra per i problemi di Angeliño e per il rendimento non soddisfacente di Tsimikas, il ragazzo non ha fatto un fiato. Bologna è la prima tappa. Da non sbagliare.
(Il Messaggero)
L’Europa passa da noi: Cristante-Koné, la Roma rialza i suoi pilastri
E allora sì, ci sarà da lottare. Soprattutto lì, in mezzo al campo, dove serviranno idee, corsa e muscoli da vendere. Domani la Roma può mettere un’ipoteca sul passaggio del turno proprio così, gestendo alla perfezione un centrocampo che dovrà dare assistenza a una difesa negli ultimi tempi un po’ troppo in difficoltà, ma anche aiutare nella fase di costruzione, per far sì che Malen si senta meno solo di quanto si è invece sentito nelle ultime partite. E allora molto del destino della Roma passa ancora dai piedi di loro due, Bryan Cristante e Manu Koné. L’azzurro contro la Juventus non è stato perfetto e anche quando è entrato a Genova non ha rubato l’occhio. Insomma, un po’ di appannamento c’è e se n’è reso conto anche Gasp sebbene faccia fatica a rinunciare a lui. Esattamente come tutti quelli che l’hanno preceduto sulla panchina giallorossa: Di Francesco, Ranieri, Fonseca, Mourinho, De Rossi e Juric. A Bologna Cristante potrebbe anche giocare alto, esattamente come ha fatto contro Juventus e Genoa, anche per andare a sfruttare la sua abilità sui palloni alti. Di certo non sarà una partita come le altre, visto e considerato che sarà la sua gara numero 69 nell’Europa League. Nessuno in giallorosso ha giocato così tanto in questo torneo, e domani Bryan aggancerà Rui Patricio al secondo posto assoluto della fase finale. […] E poi c’è Manu Koné, che anche a Genova ha dimostrato di non attraversare il suo momento di forma migliore. Ma a Bologna sarà fondamentale che ritrovi ritmo ed energie giuste, perché toccherà a lui fare la fase di transizione e provare a portare la palla il più possibile dall’altra parte. È chiaro che con Cristante basso il francese dovrà fare un certo tipo di lavoro, aiutando molto negli affondi offensivi. Se invece Cristante dovesse giocare alto, con l’inserimento di Pisilli quel lavoro toccherebbe all’azzurrino, con il francese a fare il regista. Come, del resto, ha già fatto anche in nazionale. Con ottimi risultati.
(gasport)
Como, Paz e Baturina insieme. Perrone, c’è ottimismo
La partita contro la Roma, se non è la sfida dell’anno ci si avvicina molto. Lo stadio
Sinigaglia va verso il tutto esaurito per un incrocio decisamente storico, diventato cruciale per i destini del Como. Il pubblico biancoblù attende con ansia la gara e vive con grande fibrillazione l’attesa per una sfida che potrebbe proiettare definitivamente la squadra di Cesc Fabregas verso il traguardo di un posto in Champions League, obiettivo davvero difficile da ipotizzare fino a qualche mese fa per un club che mai nella sua ultracentenaria storia ha disputato una delle maggiori
Coppe continentali. Grande curiosità sulle scelte di formazione di Fabregas, sia nei nomi che nel modulo. Schieramento che stavolta potrebbe però essere diverso, le scelte in attacco sono molteplici, in tutti i ruoli. Paz e Baturina potrebbero essere in campo insieme, mentre si attendono notizie sulle condizioni di Diao, che veniva annunciato come possibile titolare già sabato scorso a Cagliari ma ha dato poi forfait, non comparendo neppure in panchina. L’attaccante senegalese dovrebbe comunque essere a disposizione. Si attendono anche notizie su Perrone, metronomo e ispiratore indispensabile del centrocampo di Fabregas, uscito anzitempo sabato per un problema a una coscia. Anche per lui c è ottimismo.
(gasport)
Nuovo attacco, Gasp cerca soluzioni: Cristante con Malen
LEGGO (F. BALZANI) – Cambiare per non morire, o meglio per tornare a segnare con un reparto che deve necessariamente andare oltre Malen. Gasperini cerca soluzioni in un attacco che non conosce pace da inizio stagione. Se nel girone d’andata a mancare era solo la punta in grado di mettere il fiocco al gioco giallorosso, ora a latitare sono le palle giocabili. Malen a Marassi è apparso isolato e senza aiuto. “La connessione perfetta” con Dybala è venuta a mancare subito. E pure Soulé domani a Bologna sarà fuori causa. Ma l’andata degli ottavi di Europa League, al pari della sfida al Como di domenica, è troppo importante per la stagione giallorossa. E allora Gasp è disposto a snaturare parte del suo gioco riproponendo Cristante in fase avanzata. Bocciato Pellegrini e senza avere a disposizione Venturino le soluzioni d’altronde non sono poi tante. Avere un giocatore d’esperienza come Cristante rappresenta, per il momento, una medicina quasi necessaria considerati anche gli scarsi numeri delle punte. Dai cinque a disposizione domani, Gasperini ha ricavato appena 5 gol in tutto. Un problema che Malen ha risolto solo in parte e che pone la lente d’ingrandimento sul lavoro di Massara nel mercato invernale. Il tecnico, infatti, ha chiesto a gran voce l’arrivo di un’ala sinistra pronta e finita, ma il direttore sportivo ha mancato diversi obiettivi fino a ricadere su Zaragoza. Lo spagnolo è il favorito per affiancare Cristante sulla trequarti, ma solo per mancanza di alternative visto che fin qui non ha convinto. In mediana El Aynaoui potrebbe affiancare Pisilli e concedere un po’ di fiato a un Koné apparso esausto domenica scorsa.
I preoccupati a casa, i romanisti in trasferta
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Nel giornalismo quando si vuol attaccare qualcuno lo si difende riportando accuse mai fatte solo per presentarle al pubblico. Così ci si garantisce pure il ruolo del difensore quando l’operazione è esattamente quella di sporcare chi apparentemente stai difendendo. Perché intanto te lo dico che “hai sbagliato”, anche se poi aggiungo “certo bisogna capire che…”; oppure qualcosa tipo: “c’è pure qualcuno che addirittura dice che è stato contento di perdere perché… Incredibile sostenere una roba simile”, ma intanto una roba simile l’hai sostenuta, l’hai messa in circolo, hai avvelenato i pozzi. Meglio il deserto ai finti amici. Una lunga premessa solo per dire che questo articolo che sto per scrivere è sbagliato, non lo dovrei fare perché sto per difendere Gasperini quando Gasperini non può essere attaccato mai. Non adesso. Non quest’anno. Con malafede nemmeno mai. Ha lasciato Bergamo che è scesa in piazza per lui, la Champions League, l’Atalanta a cui ha regalato leggenda, e ha detto no alla Juventus per la Roma. Questa non è nemmeno la premessa. La premessa che sa di promessa non mantenuta, l’ha fatta Ranieri quando ha lasciato la panchina per dare un anno in più alla Roma e a Gasperini. Parlando di difficoltà di mercato e di anno di transizione. È Gasperini che si è assunto la responsabilità di fare subito di più. E lo ha fatto. Siamo quarti, siamo in Coppa Uefa, in una stagione che doveva essere di costruzione. Ha giocato per sei mesi senza attaccante e lo aveva fatto presente che voleva tutto un altro reparto; sta giocando con una squadra inferiore rispetto allo scorso anno (non ha mai avuto Angeliño, non ha Paredes, Saelaemaekers… Al loro posto titolare solo Wesley, quasi mai Dybala). Ma al di là di tutto questo, uno che dice “animo, che è sta depressione” o “chi è preoccupato sta a casa”, parla da romanista. Non abbiamo bisogno di chi si fa vedere sui social solo dopo una sconfitta. Non abbiamo bisogno di chi si arrende ancora prima di lottare. Non abbiamo bisogno di chi ci dice che ce l’aveva detto perché allora adesso ci dicesse quello che sa. Non abbiamo bisogno di una voce contro in più quando c’è già un coro di critiche. Non abbiamo bisogno di chi si mette in posa a fare il ribelle perché fa più fico, fa più like ma non fa Roma. Abbiamo bisogno di romanisti. E fateci tornare in trasferta. E per me non è vero che è finita si dice solo alla fine, ma si dice mai. Io sto nelle parole, nella rabbia, nel lavoro di Gasperini. Nella sua gioia bambina al momento del gol di Malen e anche nella delusione un po’ più adulta quando ha scoperto che non lo era. Urlando contro il cielo… Forza Roma.